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Informat Paper News - Intersezioni

Nuove regole per la privacy Intersezioni - Pubblicato 2018.05.23

Il 25 maggio prossimo entrerà in vigore il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione

Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

L'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, in collaborazione con la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, organizza un corso per Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari, riconosciuto ai sensi del Reg. CE 834/07 e succ. mod. Scopo del corso è la qualifica del personale incaricato di svolgere le attività ispettive disciplinate dal Reg. CE 834/07 nel settore delle produzioni vegetali e dei prodotti trasformati biologici. Programma: qui allegato. Periodo di svolgimento: 9, 10, 11, 16, 17 febbraio 2017. Iscrizione: compilare in ogni sua parte il modulo al seguente link (indicare nella sezione Indicazione del corso il codice 4.02). Contributo di partecipazione: 660 euro +IVA per i dottori agronomi e i dottori forestali iscritti allOrdine di Milano e allOrdine di Varese (700 euro + IVA per gli iscritti di altri Ordini). Il corso partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 5 CFP. Sede del corso: Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano, Via Giovanni Pacini 13, Milano. Mezzi pubblici: MM2 Piola, Autobus 39, 62, Filobus 90, 91, Tram, 23, 33, FS Milano Lambrate.

Rischio e valutazioni biologiche Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Dopo la presentazione delle Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, elaborate dal Dipartimento Sistemi verdi della Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia (cfr. Giorgetti M., Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, Intersezioni, 73, 20 aprile 2016) molti collegi si sono posti il problema di come affrontare il concetto di rischio introdotto per la prima volta dalle Linee guida nella prassi di valutazione della stabilità nel nostro Paese. Il coordinatore delle Linee guida ricorda che la valutazione del rischio di possibili danni a cose e persone nelleventualità che si verifichi un cedimento, sebbene sia stata fino a oggi facoltativa, viene sempre più richiesta dai committenti, soprattutto quando questi sono compagnie assicurative a livello europeo e internazionale. D'altra parte, vi sono esperienze e metodi elaborati in altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti d'America e in Gran Bretagna, che integrano l'analisi del rischio nella valutazione "biologica" della stabilità degli alberi. Il seminario, che si terrà a Milano il 27 febbraio prossimo, intende approfondire questi aspetti partendo dai profili culturali che si rifanno alla storia della probabilità, esaminando gli approcci cognitivi e psicologici, inquadrando giuridicamente la responsabilità professionale conseguente alle attività di valutazione, indagando gli elementi essenziali degli aspetti assicurativi connessi alla materia per proporre, infine, una breve rassegna dei criteri adottati nei paesi anglosassoni per la qualificazione professionale nell'ambito di procedimenti standardizzati per la valutazione del "rischio albero". Programma: qui allegato. Coordinamento scientifico: Ginevra Galli, Consigliere Segretario dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Sede: Aula G09 Università degli studi di Milano, Via Camillo Golgi 19, Milano (Mezzi pubblici: MM2 Lambrate, Autobus 61, Filobus 93, Tram 5, 23, 33, FS Milano Lambrate). Ammissione: preadesione a odaf@odaf.mi.it entro il 17 febbraio 2017. Vale l'ordine di preadesione fino a esaurimento dei posti disponibili. Contributo di partecipazione: 45 euro, seminario grauito per studenti e personale dell'Università degli Studi di Milano. Il seminario partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 0,875 CFP di cui 0,5 CFP metaprofessionali.

Valutazione della stabilità degli alberi Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Lobiettivo principale del corso è la comprensione globale della pianta e dei segnali che questa esprime in quanto, considerata la continua evoluzione delle conoscenze nel settore e il rapido miglioramento degli strumenti diagnostici, le apparecchiature elettroniche non sono da sole sufficienti alla diagnosi. Trattandosi di un campo in cui si utilizzano anche diversi strumenti diagnostici, oltre a unampia descrizione degli strumenti, delle loro capacità e potenzialità, si prevede di farne comprendere il funzionamento, i pregi e i difetti, mediante esercitazioni in campo. Una parte del programma sarà rivolta agli aspetti legali connessi alla stabilità degli alberi con particolare rilievo alla responsabilità penale e civile nel caso di caduta degli alberi. Durata: 4 giornate (dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18) nei mesi di marzo-aprile 2017 (date da definirsi). Programma Biologia e anatomia degli alberi finalizzata agli aspetti diagnosticie statici, Giovanni Morelli Aspetti legali, Paolo Agnoletto Fitopatologia: agenti di decadimento del legno con riconoscimentipratici, Lobis Valentin Lanalisi della stazione e dei problemi stazionali, Luigi Sani Elementi di dendrometria, Antonella Tedesco Strumentazioni per le analisi: pregi e difetti, Marcello Parisini La redazione della perizia di stabilità, Fiorella Castellucchio Approccio allalbero: vta sia bta e workshop in unarea verde urbana con uso delle strumentazioni, Alessandro Pestalozza Docenti Paolo Agnoletto avvocato, Milano Fiorella Castellucchio dottore agronomo, Milano Giovanni Morelli dottore agronomo, Ferrara Marcello Parisini dottore agronomo, Fondazione Minoprio Alessandro Pestalozza dottore agronomo, Milano Luigi Sani dottore forestale, Firenze Antonella Tedesco dottore forestale, Milano Lobis Valentin laureato in fitopatologia allUniversità di Innsbruck Tutor: Fiorella Castellucchio Coordinatore Commissione di studio Verde urbano dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Segreteria: Elisa Cipriani Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano Sede del corso: Ordine dei dottori agronomi e dei dottorei forestali di Milano, Via Giovanni Pacini 13, Milano. Mezzi pubblici: MM2 Piola, Autobus 39, 62, Filobus 90, 91, Tram, 23, 33, FS Lambrate). Partecipazione: preadesione entro il 21 febbraio 2017 inviando una mail a odaf@odaf.mi.it. Vale lordine di preadesione fino a esaurimento dei 25 posti disponibili. Contributo di partecipazione (da versare entro il 28 febbraio 2017): 400 euro (esente IVA) per gli iscritti agli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano e di Varese, la quota di iscrizione è di 350 euro (esente IVA) per i giovani iscritti, fino a 3 anni di iscrizione e meno di 30 anni di età, 440 euro (oltre IVA) per gli iscritti ad altri Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Il corso partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 4 CFP.

Non sparate sul notaio Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il modello di notariato italiano, di tipo latino (civil law notaries), è presente in 86 Paesi del mondo, in 22 su 28 Paesi europei, e copre oltre il 60% della popolazione mondiale. In tutti questi paesi i notai sono giuristi di elevata formazione selezionati dallo Stato, per legge super partes rispetto alle parti e quindi in grado di offrire un'assistenza imparziale di cui sono garanti e responsabili. Il fatto che le operazioni economicamente più importanti per i cittadini siano sottoposte al controllo di legalità preventivo di uno specialista, indipendente dalle parti, riduce in modo molto significativo il contenzioso successivo. I vantaggi del notariato di tipo latino, internazionalmente riconosciuti, hanno condotto negli ultimi anni a seguito della globalizzazione a una considerevole diffusione di questo modello nel mondo: sono entrati a far parte della famiglia paesi anche culturalmente assai distanti come Cina, Giappone, Indonesia e Vietnam, e si è ulteriormente rinforzata la presenza nell'area europea, con l'ingresso della Russia e della quasi totalità dei Paesi dell'Est europeo. Il notariato italiano, il più antico e tra i più autorevoli del mondo, sostiene attivamente la crescita delle organizzazioni notarili di più recente fondazione. La cooperazione tra notariato italiano e cinese è intensa e proficua. Nel 2003 il Ministro della Giustizia cinese aveva scelto Roma per annunciare, nel corso di una visita al Consiglio Nazionale del Notariato, l'adozione da parte del suo Paese del modello di notariato latino e nel settembre 2014 è tornato per approfondire i temi della trasmissione telematica degli atti ai registri immobiliari e delle imprese azzerando problemi noti altrove come identity frauds, identity thefts, e real estate frauds. A tal fine, in questi anni si sono tenuti corsi di formazione a Roma, a cura del nostro Ministero degli Esteri, dell'Unione internazionale del Notariato e del Consiglio nazionale del Notariato. La validità del sistema notarile di tipo latino si è affermata anche in contesti politico-economici totalmente diversi. Alabama e Florida hanno affiancato al sistema anglosassone un nuovo corpo di notai latini, da tempo esistente anche in Louisiana; altri Stati nordamericani ne stanno seguendo lesempio. Il notariato italiano è stato chiamato a collaborare alla formazione dei nuovi colleghi statunitensi. Come funziona dove manca il notaio Ben diverso è il ruolo del public notary di tipo anglosassone (presente in Gran Bretagna, negli Usa e in altri Paesi), il quale è responsabile solo dell'autenticità delle firme: questo obbliga chi, ad esempio, compra e vende una casa a ricorrere alla consulenza di un avvocato per ciascuno e alle spese dellassicurazione, con costi complessivamente molto più elevati di quelli che si sostengono in Italia, a parità di garanzie. La mancanza della figura del notaio di tipo latino determina inoltre la non attendibilità dei dati inseriti nei registri immobiliari e societari di questi paesi, come specifica chiaramente chi li gestisce. Il valore economico della funzione pubblica del notaio è testimoniato anche dalla richiesta dellAmerican Bar Association di tre notai italiani nel gruppo di lavoro istituito con i rappresentanti della Casa Bianca e del FBI per trovare soluzioni efficaci ai problemi legati alla gestione delle identità digitali e alla prevenzione delle frodi elettroniche connesse anche al mercato immobiliare che hanno portato tra laltro alla falsificazione di migliaia di documenti preparati per favorire le espropriazioni dei beni dei debitori (foreclosure-gate and robosigning). Il contributo del notaio Un esempio del contributo che il notariato italiano può dare allattrazione degli investimento si legge nel rapportò Doing business 2011. In tale anno, infatti, lItalia ha recuperato cinque posizioni a seguito della dimostrazione che lefficienza del sistema di circolazione immobiliare in Italia è ai vertici a livello mondiale. Per quanto ovviamente possono valere i metodi di misurazione di questo rapporto siamo stati considerati secondi solo agli Stati Uniti. Tale risultato è la conseguenza dellinformatizzazione dellintero sistema degli adempimenti post stipula (si tratta per il 2011 di 2.700.000 atti immobiliari), realizzata dal notariato senza oneri per lo Stato. La categoria nel 2011 ha incassato e versato allerario senza aggi esattoriale 5,6 miliardi di euro di imposte indirette. Negli Stati Uniti, dove non cè la figura del notaio, il costo di una transazione immobiliare è di gran lunga superiore a quello italiano. Occorre pagare un avvocato per ciascuna parte e una polizza assicurativa per il caso vi sia una rivendita del bene, ma il contenzioso immobiliare ha un valore pari a oltre quattro punti del Pil. In Italia tale contenzioso è pari sempre in percentuale del Pil a meno di un decimo di quello americano. Ciò significa che il sistema notarile è quello migliore nellinteresse del cittadino e per la crescita del paese. In questo momento occorre dare certezze ancora maggiori ai mercati, specialmente a quello immobiliare, nel quale si registra una caduta di oltre il 40 per cento delle transazioni. Chi pone il problema dellattribuzione ad altre categorie professionali delle competenze del notaio si presta a una competizione tra lobby, ma non guarda allinteresse del cittadino, interesse che risiede nella certezza e legalità degli atti destinati ai registri di pubblicità immobiliare e commerciale. Lordinamento del notariato è stato costruito per la tutela di questo valore: quello delle altre categorie professionali è finalizzato a tutelarne altri. È nellinteresse dei cittadini che le competenze degli ordini professionali citati restino distinte. Il notariato esercita una funzione pubblica di grande rilevanza sociale ai fini della tutela delle volontà e degli interessi patrimoniali dei soggetti più deboli e, in particolare, dei consumatori, dei minori, degli incapaci e degli anziani.In Italia la presenza del notaio-controllore ha realizzato il quasi completo annullamento del contenzioso immobiliare attraverso il test di legalità in entrata e la conseguenze certezza dell'atto notarile. In Italia il contenzioso è pari a circa lo 0,003% degli atti. La figura del notaio costituisce un presidio di legalità sul territorio: il 76% delle segnalazioni antiriciclaggio inoltrate da professionisti e operatori non finanziari all'UIF della Banca d'Italia provenivano dai notai. Il notaio, quale pubblico ufficiale, è un partner essenziale dello Stato nel monitoraggio su migliaia di operazioni economiche (legalità, trasparenza, tracciabilità). Le normative antiriciclaggio AML/TF sono un buon esempio di collaborazione fra pubblica amministrazione e Notariato. Inoltre il notaio ha funzione di prevenzione dei furti di identità. La globalizzazione e l'informatizzazione dei mercati rende cruciale la tracciabilità dei dati di persone e cose. Se i dati non sono accurati ed esatti, introdurli in un computer non aiuterà (rapporto Doing business 2005). L'utilizzo fraudolento di dati anagrafici altrui (Id theft) provoca danni enormi nei Paesi non dotati di sistemi di controllo preventivo. Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) Usa del 2003 stimava in 52,5 miliardi di dollari i danni ai cittadini derivanti da Id theft. Nello stesso periodo gli stessi danni venivano stimati in 2,5 miliardi di dollari in Canada e 2,38 miliardi di Euro in Gran Bretagna. Queste cifre si sono fortemente incrementate nel periodo seguente, sulla spinta della globalizzazione e dello sviluppo delle transazioni informatiche.In Italia il fenomeno è, per ora, poco rilevante, proprio a causa del sistema dei controlli ex ante richiesti dalla maggior parte delle operazioni economiche di una certa importanza. Inoltre il sistema del notariato svolge una funzione essenziale, anche se difficilmente quantificabile in termini monetari, di difensore della pubblica fiducia. Il notariato rappresenta infatti una infrastruttura pubblica con il compito di riempire con la propria competenza e con la presenza capillare sul territorio gli spazi di protezione del cittadino (che sia parte in una transazione, possibile creditore o, anche, futuro acquirente), altrimenti in balia di poteri economici tendenti a operare senza interferenze pubbliche e senza controlli. Può essere utile notare che anche Russia e Cina hanno scelto un modello di tipo europeo e, recentemente, nella Repubblica popolare cinese sono stati inseriti in ruolo 20.000 notai per far fronte alle necessità di certezza del diritto derivanti dallo sviluppo delle attività economiche. Modelli a confronto Nel confronto con una transazione immobiliare negli Stati Uniti occorre considerare che nel caso di un acquisto di un appartamento del valore di 400.000-500.000 a New York, con mutuo non inferiore a 400.000 dollari, i costi professionali e assicurativi sostitutivi del costo notarile sono i seguenti: avvocato della banca (bank attorney), minimo 500 dollari; avvocato del promotore delliniziativa immobiliare (sponsors attorney) 1.500 dollari; avvocato del venditore (sellers attorney) da 1700 a 3000 dollari o più (è anche consentito applicare una percentuale di 0,75-1% del prezzo di vendita); avvocato del compratore (purchasers attorney) come lavvocato del venditore; deposito fiduciario per il pagamento delle tasse, da 100 a 2400 dollari in base alla durata (2-6 mesi) per un prezzo fino a 100.000 dollari, 3000 per un prezzo fino a 400.000 dollari; title insurance, 0,50% del prezzo; in pratica, circa 2600 dollari, per acquisti da 500.000 con mutuo di 400.000 dollari, 5400 dollari, per acquisti da 1.000.000 con mutuo di 800.000 dollari, 7600 dollari, per acquisti da 1.500.000 con mutuo di 1.200.000 dollari; premio per il responsabile della compagnia che rilascia la title insurance, 150-200 dollari; title search (verifica del titolo di piena e libera proprietà), da 450 a 600 dollari. Per un totale di 14.000-19.400 dollari o più. Non tutte le voci sono sempre presenti, ad es. lonorario dellavvocato del promotore potrebbe non esserci, mentre la spesa del deposito fiduciario è variabile. Tuttavia, se lavvocato calcola il proprio onorario in percentuale sul prezzo di vendita, questo costo complessivo cresce di ulteriori 5.000/10.000 dollari per un acquisto di 500.000, portando il totale fra 19.000 e 29.400 dollari. Per confrontare il costo complessivo di un atto notarile italiano, il conteggio va fatto aggregando tutte le voci di spesa, a prescindere dal fatto che alcune siano a carico del venditore e altre a carico del compratore. Si tratta solo di onorari e assicurazione, sono escluse tasse comunali e statali, e accessori, che si aggiungono alla spesa, ma qui non interessano.La title insurance (assicurazione sulla bontà del titolo di proprietà) è computata perché si confronta direttamente con lassenza della performance notarile. È inevitabile per proteggersi contro questo rischio, che da noi è surrogato dalla due diligence notarile e dalla combinazione dellinfrastruttura di certezza giuridica notariato-registri pubblici. La title insurance peraltro non è una garanzia reale, ma solo indennitaria, e non segue gli incrementi di valore nel tempo. Nessuno negli Usa ne fa a meno, onde va considerato come un costo implicito (costo socialmente obbligatorio). Lo stesso va detto per il deposito delle imposte, che da noi è implicito nellonorario notarile. La title insurance, è per noi un costo inesistente per effetto diretto dellatto pubblico.In Italia, l'acquisto di un appartamento del valore di 370.000 euro, con contestuale mutuo ipotecario dell'importo di 300.000 euro ha, approssimativamente, il costo (Iva compresa) di 2000 euro per la compravendita e 2000 euro per il mutuo. Occorre, peraltro, ricordare che le tariffe sono state abrogate e, pertanto, tali importi sono meramente indicativi poiché con la liberalizzazione e lapertura della concorrenza fra notai le cifre si stanno ulteriormente riducendo. Se si analizzano i dati con il metodo Doing business, che fraziona loperazione in cosiddette procedure (ciascuna singola interazione con una parte esterna, come unagenzia pubblica, vale una procedura), si nota inoltre che il sistema americano è frantumato in una serie di segmenti (fra cui anche il pagamento di tributi), assai lontano dal sistema one-stop-shop (sportello unico) che il notaio garantisce. Gli abusi delle banche Negli Usa il sistema legale di accertamento della proprietà immobiliare, di documentazione dei contratti e di iscrizione delle ipoteche in pubblici registri è informale, privo di controllo di legalità e, di fatto, lasciato a una modulistica autogestita dagli operatori bancari. Nel periodo della crisi dei mutui subprime è emerso che almeno un milione di contratti di mutuo erano stati firmati in modo fraudolento o falso e che le attestazioni di proprietà erano altrettanto contraffatte. Negli Stati Uniti i soli avvenimenti legati ai mutui subprime del 2011/2012 hanno costretto 23 Stati a sospendere le procedure a causa dell'incertezza sulla identità dei proprietari. Le transazioni relative a falsi atti immobiliari (e alla conseguente perdita di possesso da parte dei proprietari) ammontano per questo periodo ad almeno 35 miliardi di dollari. Un primo accordo da 25 miliardi di dollari nel febbraio 2012 ha chiuso le cause civili promosse contro cinque colossi del credito ipotecario: 750.000 mutuatari che hanno perso la casa fra il 2008 e il 2011 riceveranno un risarcimento di 2000 dollari ciascuno. Ora sembra prossima la transazione di altre 14 banche a conclusione degli sforzi per farne valere la responsabilità. Limporto dei risarcimenti pagati sarà di altri 10 miliardi di dollari, senza che tutte le conseguenze dello scandalo siano chiuse e, soprattutto, senza recare alcun beneficio ai mutuatari che hanno subito levizione. L'importo descrive con chiarezza il valore delle esternalità negative che si producono dove manca il paradigma del controllo preventivo di legalità e tutto viene lasciato allautodeterminazione del mercato e alla sua presunta capacità di autoregolazione a dimostrazione che un mercato lasciato a sé stesso non è in grado di autoregolarsi e che un sistema di auto-certificazione può falsificare i documenti. Il premio Nobel Robert Schiller, dell'Università di Yale, nel suo libro The sub-prime solution afferma che la presenza di un sistema notarile avrebbe potuto contenere in modo sostanziale i danni. Il mondo americano si vanta di non avere costi transattivi (quali le spese notarili) che aggravano i mutui ipotecari nel momento in cui si stipulano, ma se i giocatori barano, si producono danni di dimensioni enormi. In Italia, con la tecnica di controllo latina basata sul test di legalità in entrata svolto dallinfrastruttura notariato/pubblici registri immobiliari, il problema della regolarità dellistruttoria e della documentazione contrattuale è risolto allorigine grazie alla certezza dellatto notarile. Fiducia e funzionamento del mercato La fiducia è uno degli assets fondamentali del sistema economico. Latto notarile bene-fiducia non solo crea, ma sostituisce la fiducia negli scambi impersonali, perché per legge è irrevocabilmente presunto come accurato (fede pubblica). Così latto pubblico è il mezzo per liberare gli individui dal costoso bisogno di munirsi di informazioni e di prendere decisioni per dare e avere la fiducia nellaltro soggetto. I servizi notarili consumano tempo e catturano risorse, ma il costo dellatto notarile è una esternalità positiva (costo efficiente) perché il costo della formalizzazione con controllo di legalità sostanziale, è minore della spesa che, a posteriori, si deve affrontare per ricostruire la certezza del diritto. Perciò è il più basso costo transattivo tra quelli possibili per mantenere un sistema giuridico di sostegno al sistema economico: rende inutili ulteriori spese per far valere legalmente i propri diritti e abbatte i costi di transazione. Perciò latto notarile non introduce costi aggiuntivi, ma riduce i costi duso del mercato al livello più basso. Lalternativa è il modello di common law che surroga il vuoto dellassenza dellinfrastruttura notaio-pubblico registro imponendo strutturalmente lassicurazione (title insurance), produttiva di maggiori costi, e assumendo il rischio di un forte incremento dei comportamenti opportunistici che sfociano in contenziosi legali. Nei sistemi di common law inoltre una o più parti spesso restano prive di rappresentanza, costrette ad assumersi il rischio di mancata assistenza perché non possono permettersi il costo del proprio avvocato. Il contraente forte, ad es. la banca, non rinunzia mai al proprio avvocato, mentre i piccoli finiscono per fare riferimento a lui, sperando, ma senza alcun diritto e alcuna sicurezza, che gli interessi coincidano.

Il cambiamento climatico in musica Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

LArte contemporanea spesso interagisce con i temi ambientali, divenendo forma di comunicazione e sensibilizzazione del vasto pubblico. Mai, tuttavia, era accaduto che unopera in musica, comunemente definita opera lirica, affrontasse il tema della salvaguardia del pianeta e del rapporto tra uomo e natura a scala globale. È il caso di CO2, opera con la musica del compositore contemporaneo Giorgio Battistelli, uno degli autori più eseguiti al mondo, la raffinata e visionaria regia di Robert Carsen, il libretto ecologista di Ian Burton, diretta dal giovane direttore dorchestra Cornelius Meister in prima assoluta mondiale al Teatro alla Scala di Milano, in occasione di Expo 2015. Lopera, in un unico atto di 95 minuti articolato in un prologo, nove scene e un epilogo, affronta il tema globale del cambiamento climatico, una delle questioni più importanti che lumanità si trova oggi ad affrontare. Tema che, dagli anni Ottanta dello scorso secolo, è stato oggetto di dibattiti, confronti e scontri nellambito scientifico e politico. La scelta inedita e innovativa di rappresentare questo soggetto nella forma del teatro musicale e il grande successo di critica e di pubblico conseguito ci conducono a riflettere su come il tema del cambiamento climatico sia divenuto ormai materia popolare, in grado di catturare linteresse di un pubblico eterogeneo, non sempre facilmente coinvolto dai temi ambientali. CO2, inoltre, conferma limportanza e le potenzialità dellarte, in questo caso di una forma artistica totale e complessa come lopera lirica, che unisce musica, canto, teatro, arti plastiche, danza, nel rivestire un ruolo comunicativo e di sensibilizzazione sociale nei confronti di temi scientifici e legati alla sostenibilità. In CO2, la regia, le luci, la fotografia, il testo, la musica svolgono un ruolo non solo teatrale ma inducono alla riflessione sulle capacità espressive ed estetiche dellarte come forma di denuncia e accusa in grado di colpire profondamente lo spettatore, risvegliare un sentimento di partecipazione e indurre ad agire in modo consapevole a favore di una rinascita del pianeta e dellumanità. Lopera, ispirata inizialmente dal libro Una scomoda verità. Come salvare la Terra dal riscaldamento globale, dellex vicepresidente degli Stati Uniti, Al Gore, pubblicato in Italia nel 2006, può essere interpretata come un lamento e una denuncia dellattività delluomo sul nostro pianeta e nel contempo come una storia damore tra luomo e la natura, con le drammaticità, ma anche le speranze, trasmesse attraverso il linguaggio creativo e universale della musica e la drammaturgia delle scene. Siamo trasportati in una dimensione universale come avviene in molte grandi opere del repertorio classico. Il personaggio principale, il climatologo immaginario David Adamson, durante il prologo, apre lopera con una conferenza sul cambiamento climatico, arricchita da coreografie e suggestivi filmati video della Terra vista dallo spazio e del cambiamento del clima. Adamson, tramite la narrazione, guida lo spettatore nel corso delle scene, le quali affrontano il problema unendo il contenuto scientifico riportato con versi, citazioni, rimandi, concetti e dati numerici riferiti alla realtà, con lestetica dellarte. Questultima si esprime tramite brani solistici o sinfonici, il canto in varie lingue morte o vive sanscritto, greco antico, latino, ebraico, russo, arabo, cinese, giapponese, italiano e inglese per rimarcare luniversalità e linternazionalità del tema, i testi e la recitazione, le splendide scenografie di Paul Steinberg, accompagnate da spettacolari video, curati dal giovane video designer Finn Ross, le apocalittiche immagini fotografiche, la danza con la coreografia di Marco Berriel, le luci intense e penetranti di Robert Carsen e Peter Van Praet, i costumi di Petra Reinhardt. Così, nella prima scena, intensamente evocativa, le teorie scientifiche, religiose e mitiche sulla creazione delluniverso e della Terra, sono integrate con affascinanti immagini video rappresentative della realtà, e da informazioni sullo stato del pianeta e le sue malattie: inquinamento, effetto serra, riscaldamento globale, desertificazione, incremento demografico, urbanizzazione. Un caotico aeroporto internazionale, con i viaggiatori impazziti, bloccati per uno sciopero dei controllori di volo, riempie la seconda scena simboleggiando linsostenibilità e lincontrollabilità del traffico aereo. La terza scena affronta la Babele della Conferenza per il Protocollo di Kyoto, un trionfo e un disastro1, presenta lallegato A del Protocollo, ripercorre le principali tappe degli accordi internazionali sul cambiamento del clima, ricordando il futuro appuntamento di COP21 a Parigi nel dicembre 2015, introduce i temi dellesaurimento dei combustibili fossili e della diffusione delle tecnologia per lenergia solare, cita dati reali sulla quantità di carbonio nellatmosfera e laumento della temperatura terrestre. Tramite un messaggio di denuncia, lo spettatore scopre limpatto del sistema del trasporto aereo e dei veicoli a motore sul riscaldamento del pianeta: nel mondo circolano 1 miliardo e mezzo di auto su strada e di veicoli a motore; ogni anno si producono 60 milioni di auto il cui impatto in termini di riscaldamento equivale a 1 miliardo di tonnellate di biossido di carbonio; un Boeing 747 consuma energia pari allenergia consumata da 3.500 utilitarie in una settimana. Gli effetti sono, tra laltro, laumento della frequenza e della violenza degli eventi meteorologici estremi, ben rappresentati, nella quarta scena, da una vorticosa danza di ballerini sufi turchi, a raffigurare gli ultimi venticinque uragani che hanno colpito il mondo nello scorso secolo, tra cui El Niño, Mitch, Sandy. Lo scienziato Adamson continua la narrazione e ci conduce nella quinta scena, nella quale si apre il Giardino dellEden con Adamo, Eva, lalbero della conoscenza e il serpente immersi nella vegetazione lussureggiante dalle diverse sfumature di verde, tra suoni di uccelli e animali, gorgoglii dacqua, vibrazioni del vento. Il Giardino diviene pretesto per introdurre il tema della fotosintesi clorofilliana, della biodiversità vegetale e animale. La scena si chiude nel buio più profondo, al morso della mela da parte di Eva, e improvvisamente lo spettatore viene catapultato in un enorme, coloratissimo supermercato, sesta scena, con alcune donne intente ad acquistare decine di prodotti provenienti da migliaia di chilometri di distanza, dai più disparati Paesi del mondo. È un grido di allarme verso la globalizzazione e il trasporto a lunga distanza del cibo e la conseguente immissione di carbonio nellatmosfera. La scena settima, dallaria poetica e commovente, conduce lo spettatore su una spiaggia della Tailandia, di fronte allOceano indiano, a ricordo della drammaticità e delle vittime dello Tsunami del 2004. Sullo sfondo scorrono le toccanti immagini reali della gigantesca onda oceanica e della sciagura, mentre i due protagonisti, una turista inglese e il direttore di un albergo tailandese, riflettono sulle cause del tragico evento. La scena seguente, lottava, può essere considerata la parte centrale dellopera. Nello spazio cosmico, compare Gea, la dea primordiale della Terra nella mitologia greca, mentre Adamson racconta lipotesi Gaia, teoria olistica, formulata da James Lovelock, nel 19792, per la quale la Terra, con tutte le sue funzioni, è considerata un unico organismo vivente in continua evoluzione, in grado di autoregolarsi. Gaia ricorda la sua generosità nel fornire risorse e induce gli spettatori a riflettere sulle scale del tempo: 14 miliardi di anni letà delluniverso, 4 miliardi e mezzo lesistenza della stessa Gaia e meno di 4 milioni di anni, un battito di ciglio, la presenza delluomo sul pianeta. Denuncia con fermezza i danni catastrofici che gli uomini le hanno inflitto con la loro arroganza, cercando di distruggerla: foreste bruciate, pianure allagate, rocce depredate, mutamenti del clima, della temperatura e dellatmosfera, sconvolgimento delle stagioni, distruzione della biodiversità. La forza e la potenza di Gaia si manifestano nel drammatico e accorato monito pronunciato da lei stessa: &Ma (gli uomini) non distruggeranno me, è loro stessi che distruggeranno! Gaia non sarà sfruttata per il semplice vantaggio degli umani. Segue la nona scena con le bellissime e struggenti gigantografie del famoso fotografo canadese Edward Burtynsky, di grande impatto, a testimoniare lapocalisse e la distruzione della Terra: unautostrada a dieci corsie invasa dal traffico, iceberg che sprofondano, immense torri per il raffreddamento, immagini dei disastri di Chernobyl e Fukoshima, siccità, inondazioni, distruzioni da terremoti, discariche, impianti petroliferi, minieri di carbone, gigantesche dighe, fiumi rosso fuoco inquinati. Adamson prevede una fine apocalittica del mondo. Nellepilogo viene espressa la drammaticità dellopera accompagnata dalla presa di consapevolezza da parte del protagonista e da una lieve speranza. Adamson, dopo avere trascorso il fine settimana in una capanna, solo, immerso nella natura e nella lettura di libri sul riscaldamento globale, si commuove fino a piangere per la tanta bellezza che lo circonda e la tristezza nel pensare alla distruzione di questa meraviglia. Osserva la vita intorno a lui e percepisce un amore di tale intensità che crede di scoppiare. Rapito dal forte sentimento, a sintesi e a conclusione dellopera, pone tre domande percepibili come un messaggio di riflessione rivolto a sé stesso e soprattutto al pubblico: Se questo non è il mio pianeta, di chi è? Se questa non è la mia responsabilità, di chi è? Se sono io la causa, non sono allora anche la vera cura? CO2 per il suo compositore, Battistelli, esprime le potenzialità della musica nel toccare anche argomenti scientifici e sociali, questi ultimi evidenziati dalluso del coro, offrendo unangolatura di osservazione di tipo estetico e artistico, diversa dalla pura scientificità. La musica, in quanto linguaggio ed espressione darte, non ha solo la funzione di intrattenimento ma, come forma creativa in grado di parlare a tutti, diviene mezzo per porre domande anche scomode, suscitare emozioni, proporre chiavi di lettura su temi complessi e delicati di drammatica attualità per indurre allapprofondimento e alla riflessione sul nostro presente. Per Battistelli lopera lirica diviene una forma di impegno etico e sociale nella quale la musica ci può insegnare a ritrovare la capacità di fare rinascere i sentimenti per ascoltare gli altri, la natura e noi stessi.

Informat Paper News - Mipaaf

Mipaaf - Unesco: la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria Patrimonio dell'Umanit Mipaaf - Pubblicato 2014.11.26

Unesco: la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria Patrimonio dell'Umanit (26/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanit. La decisione stata approvata all'unanimit da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione

Mipaaf - Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera Mipaaf - Pubblicato 2014.11.25

Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera (25/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si tenuta oggi, presso la sede del Mipaaf, una riunione della filiera del settore lattiero caseario. All'incontro erano presenti il Ministro Maurizio Martina, l'Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, il Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il vicepresidente di Coldiretti, Ettore Prandini, Giuseppe Cornacchia in rappresentanza CIA, il Presidente di Copagri, Franco Verrascina, e il Presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi. Nel corso della riunione sono state affrontate le principali questioni relative ai rapporti di filiera, all'andamento dei consumi e alla volatilit del prezzo, anche in vista della fine del regime delle quote latte nel 2015. Il Ministro Martina ha presentato un piano finalizzato alla valorizzazione del latte italiano basato sui 5 punti cardine: 1. Miglioramento della qualit del latte; 2. Campagna di educazione alimentare per invertire il calo dei consumi del fresco; 3. Promozione su mercati esteri dei grandi formaggi italiani; 4. Revisione della normativa sui prodotti trasformati in modo da valorizzare la qualit dei prodotti italiani; 5. Richiesta alla Commissione europea di accelerare l'attuazione del regolamento sull'etichettatura, in modo da indicare il luogo di trasformazione e quello di mungitura del latte commercializzato. "Abbiamo intenzione di tutelare un settore strategico - ha dichiarato il Ministro Martina - come quello del latte italiano. La nostra produzione di altissima qualit, basti pensare che la met di questa viene trasformato in formaggi a denominazione d'origine. Siamo pronti a mettere in campo delle azioni concrete e pragmatiche, agendo in anticipo rispetto alla fine del regime delle quote. Vogliamo puntare su qualit, educazione alimentare, promozione ed etichettatura come capisaldi di una strategia a lungo termine, che in questo settore manca da troppo tempo. Nel prossimo Consiglio dei Ministri dell'agricoltura dell'Ue, come Presidenza, metteremo all'ordine del giorno il tema dell'etichettatura, perch anche su questo aspetto vogliamo migliorare. Il Governo c' e far la sua parte, cos come c' la disponibilit delle Regioni di intervenire ulteriormente. Ora ci aspettiamo che tutti i soggetti della filiera lavorino fin da subito per irrobustire i rapporti di filiera, tutelando gli allevatori, e per dare futuro a tante aziende e per salvaguardare la qualit delle nostre produzioni. Siamo pronti a convocare di nuovo le parti a breve per una verifica operativa". Ufficio Stampa

Mipaaf - Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi Mipaaf - Pubblicato 2014.11.24

Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi (24/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha incontrato oggi al Palazzo dell'Agricoltura una delegazione degli Enti Caritativi, che collaborano nell'attuazione del Piano alimentare di sostegno agli indigenti. Erano presenti all'incontro il Vice Ministro Andrea Olivero e i rappresentanti della Fondazione Banco Alimentare, della Caritas Italiana, della Comunit di Sant'Egidio, della Fondazione Banco delle Opere di Carit, della Croce Rossa Italiana e dell'Associazione Sempre insieme per la Pace. Nel corso della riunione c' stato un aggiornamento sulla fornitura di 45 mila tonnellate di prodotti acquistati da Agea su delega del Ministero del Lavoro e con l'indirizzo del Mipaaf, utilizzando i 36,7 milioni di euro di anticipo da parte del Governo nazionale delle risorse del Fondo europeo di assistenza agli indigenti. Gli Enti Caritativi hanno sottolineato l'importanza della Piano e del Tavolo di coordinamento permanente al Ministero delle politiche agricole, per un lavoro concreto per fa fronte all'aumento di richieste di assistenza alimentare. Gli Enti hanno sottolineato l'importanza di un lavoro congiunto con le Istituzioni e la filiera per la riduzione degli sprechi alimentari e un utilizzo virtuoso del cibo recuperato per i poveri. Il Ministro ha poi raccolto positivamente la richiesta di mettere in luce le esperienze degli Enti nell'assistenza di oltre 4 milioni di indigenti nell'ambito di Expo Milano 2015. Il Ministro Martina ha poi ricordato che l'Agea ha emanato altri due bandi di gara per la fornitura di 4,5 milioni di euro di carne bovina in scatola e per 2 milioni di euro di minestrone in scatole, che si aggiungono al bando del 19 novembre da 2 milioni di euro per la fornitura di succo e polpa di pesca, sempre a favore degli indigenti. Con le gare Agea si provveduto ad acquistare oltre 15 mila tonnellate di latte, 6mila tonnellate di polpa di pomodoro, quasi 5 mila tonnellate di olio di semi e 1.740 tonnellate di formaggi DOP. Per tutti questi prodotti sono state esaurite le procedure amministrative necessarie e nei prossimi giorni inizieranno le consegne. altres in via di completamento la consegna di oltre 17mila tonnellate di pasta e farina acquistati con l'impiego di tutte le risorse disponibili per il 2014 del Fondo nazionale di aiuto agli indigenti. Questo intervento di mercato sar ulteriormente rafforzato dopo l'approvazione da parte della Commissione europea del nuovo programma operativo finanziato dal FEAD (Fondo aiuti europei agli indigenti), che ha sostituito il precedente programma di aiuti sostenuto con i fondi della Politica agricola comune. Il nuovo programma di aiuti, elaborato nel 2014 di concerto tra Ministero del Lavoro e Mipaaf, prevede poi lo stanziamento 80 milioni di euro nell'esercizio 2015 e 66 milioni di euro, per ciascun anno sino al 2020. Tale dotazione prevede un cofinanziamento da parte dello Stato pari al 15%, che prima non era previsto dal programma finanziato con i fondi agricoli europei. Con la consegna degli alimenti, dunque, riprende la piena operativit il piano di assistenza che vede da anni il Mipaaf, attraverso l'Agea e con gli Enti Caritativi, impegnato nella distribuzione di pasti e pacchi alimentari ai poveri. La sopravvivenza di tale piano, infatti, era stata posta a rischio dalla chiusura del programma europeo Pac, attivo dal 1987, e non rinnovato a causa della contrariet di alcuni Paesi membri, tra i quali la Germania. L'Unione europea ha stabilito con Regolamento 223/2014 di istituire un proprio Fondo di assistenza agli indigenti, finanziato con i fondi di coesione e quindi di competenza, in Italia, del Ministero del Lavoro. Prima dell'entrata in vigore del nuovo FEAD, il Governo Monti con il Dl 83/2012, convertito in Legge n. 134/2012 del 7 agosto 2012, ha istituito presso l'AGEA, un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti residenti in Italia, senza precisare la dotazione finanziaria. Tale fondo stato finanziato con la Legge di stabilit 2014 dal Governo Letta con un primo stanziamento di 5 milioni di euro annunciato il 16 ottobre 2013 e una definitiva dotazione di 10 milioni di euro passata con maxiemendamento del Governo in fase di approvazione parlamentare della manovra. Nello stesso tempo il Piano Agea ha rischiato comunque di non essere utilizzato per la gestione delle risorse FEAD, in quanto l'orientamento del Ministero del Lavoro nei governi precedenti non prevedeva l'utilizzo di questo sistema per l'assistenza alimentare. "L'incontro di oggi con gli Enti Caritativi - ha detto il Ministro Maurizio Martina - servito per un aggiornamento operativo e strategico per il sostegno a tante persone che chiedono aiuto. L'assistenza alimentare di oltre 4 milioni di cittadini indigenti un dovere per il Governo. Per questo in sinergia con il Ministro Poletti abbiamo costruito un piano di interventi a favore di chi soffre di povert alimentare con una dotazione finanziaria importante. Fino al 2020 avremo oltre 400 milioni dall'Ue ai quali aggiungiamo pi di 70 milioni di euro di quota nazionale. Per l'emergenza di quest'anno abbiamo deciso di anticipare il massimo della quota nazionale fin da subito con i primi 40 milioni di euro per gli aiuti alimentari. Abbiamo gi chiuso le gare per 45mila tonnellate di prodotti che saranno consegnati quanto prima agli Enti caritativi, affinch possano essere garantiti pasti e pacchi alimentari a chi ne ha bisogno. Non ci limitiamo a questo intervento e abbiamo stanziato ulteriori 5 milioni di euro con risorse del Ministero delle politiche agricole per il 2015 che andranno a rafforzare il piano che gestiamo con Agea. Ben vengano anche ulteriori fondi da iniziative parlamentari in tal senso e mi auguro che le ipotesi si trasformino in fatti, perch su questo tema credo sia vietato speculare". Ufficio Stampa

Mipaaf - Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (21/11/2014) Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rende noto che 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (frumento duro, orzo e avena) sono state sequestrate dagli uomini dell'Ispettorato centrale della tutela della qualit e della repressione frodi della Puglia perch prive di certificazioni ufficiali per la commercializzazione come sementi. Le ispezioni sono state compiute nel quadro di un vasto programma di controlli attivato dall'ICQRF nel corso delle semine autunno/vernine. Ufficio Stampa

Mipaaf - Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" (21/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si svolta oggi pomeriggio presso la Sede del Consiglio provinciale di Alessandria, alla presenza del Ministro Maurizio Martina, la riunione operativa per valutare la situazione sul territorio in seguito all'emergenza maltempo. "Vogliamo dare risposte concrete e immediate alle imprese agricole colpite dall'alluvione. - ha affermato il Ministro Martina - Stiamo accelerando le procedure di erogazione degli aiuti per consentire alle aziende di ricevere i soldi quanto prima e riprendere le loro attivit. Per far fronte alle esigenze del comparto, stata inoltre richiesta una integrazione del Fondo di solidariet nazionale, attraverso una dotazione straordinaria di bilancio per il 2015". Con il Fondo di solidariet nazionale possibile beneficiare di contributi fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, di prestiti ad ammortamento quinquennale, della proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza e di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali e la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. E possibile poi richiedere l'accesso all'esonero, fino al 50%, del pagamento dei contributi previdenziali per s e i propri dipendenti. Tramite ISMEA si possono, inoltre, attivare le procedure di rinvio rata per gli imprenditori colpiti dalla calamit, per non dover far fronte, entro il 31 dicembre, a un nuovo esborso finanziario. "Questi fenomeni atmosferici, sempre pi frequenti e intensi, - ha concluso Martina - ci impongono un cambio di rotta. La nostra azione di Governo mirata proprio a favorire piani di azione preventivi. In questo contesto si inquadrano le scelte fatte, in sinergia con le Regioni, con l'approvazione della nuova Politica agricola comune, in particolare con i pagamenti diretti che, per la prima volta, mettono al centro dell'attenzione non solo la competitivit del sistema agricolo ma anche il territorio, la cui difesa non pu prescindere dall'esigenza di mantenere un tessuto agricolo e rurale vitale. Molte delle scelte fatte sulla Pac vanno inquadrate in questo senso. A cominciare dall'inserimento nel sistema di aiuti di 2,5 milioni di nuovi ettari, in gran parte pascoli in precedenza esclusi; la convergenza interna su base nazionale dell'importo dei pagamenti diretti; e infine la determinazione della figura dell'agricolture attivo attraverso criteri che privilegiano chi risiede nelle zone svantaggiate e di montagna. Con il secondo pilastro, dedicato allo sviluppo rurale, destiniamo poi quasi 9 miliardi di euro, nei prossimi 7 anni, alla difesa del territorio e dell'ambiente". Ufficio Stampa

Mipaaf - Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore Mipaaf - Pubblicato 2014.11.18

Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore (18/11/2014) "Il 'piano Agricoltura 2.0' ha un obiettivo ambizioso: eliminare la burocrazia inutile e ridurre a zero l'utilizzo di carta. Si tratta di un intervento importante di semplificazione nel settore agricolo, che introduce sei strumenti innovativi per 1,5 milioni di aziende. Attraverso la Domanda Pac precompilata dal marzo del 2015 evitiamo perdite di tempo agli agricoltori agli sportelli, con un'operazione simile al 730 precompilato per i cittadini. Mettiamo in condizione 700mila piccole imprese di inoltrare la domanda PAC con un semplice click. Si potr anticipare al 100% il pagamento degli aiuti a giugno invece che a dicembre per circa 4 miliardi di euro su 1 milione di domande PAC. Attraverso l'Anagrafe unica le istituzioni condividono le informazioni senza chiederle ogni volta, mentre con la Banca dei Certificati online niente pi file agli sportelli e un risparmio stimato di circa 25 chili di carta per azienda. Il 'piano Agricoltura 2.0' un altro importante passo che va nella direzione di una Amministrazione realmente al servizio degli agricoltori". Cos il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, presentando il "Piano Agricoltura 2.0 - Servizi innovativi per semplificare" che introduce misure per la semplificazione e la sburocratizzazione in agricoltura. Martina intervenuto nel corso della prima conferenza di Agrinsieme dal titolo "#Campoliberofinoinfondo. Dai falsi miti ai veri punti di forza: ripartire per un agroalimentare competitivo", che si tenuta presso l'Auditorium della Conciliazione a Roma. Il piano prevede: * Anagrafe Unica delle Aziende Agricole - Istituzione di un database federato degli Organismi Pagatori (cloud) che integra e rende disponibili tutte le informazioni aggiornate su base territoriale. * Un solo Fascicolo Aziendale - Viene messo insieme quello che era gestito in modo separato: il piano colturale, il piano assicurativo individuale e il quaderno di campagna. Le imprese faranno una sola dichiarazione che sar poi condivisa tra amministrazioni. Dovranno dichiarare il 50% di dati in meno rispetto ad oggi. Meno oneri burocratici e informazioni coerenti ed omogenee sulle quali basare tutti gli aiuti all'azienda, con un duplice risultato: semplificazione per l'agricoltore e maggiore efficienza dei controlli a carico dell'Amministrazione. * Domanda Pac precompilata da marzo 2015 - Disponibile on-line da marzo 2015. Il produttore (autonomamente o assistito dal CAA) potr dare semplice conferma dei dati pre-inseriti con un click o integrare e completare le informazioni. * Introduzione Pagamento anticipato a giugno 2015 - Sar possibile erogare l'anticipo dei pagamenti Pac fino al 100% dell'importo dovuto per le aziende che ne faranno richiesta all'atto della domanda, direttamente a giugno, invece che a dicembre, tramite accesso al credito bancario. Si tratta di una platea potenziale di circa 1 milione di aziende per oltre 4 miliardi di euro di pagamenti Pac. * Banca dati Unica dei Certificati - Sar coordinata a livello nazionale la raccolta, la durata e la validit delle certificazioni (antimafia, DURC, ecc.), evitando alle aziende di presentare la stessa documentazione a diverse Amministrazioni ovvero pi volte in base alle domande presentate. * Domanda Unificata - A partire dal 2016 ciascuna azienda potr presentare, autonomamente o recandosi presso qualsiasi struttura di assistenza (CAA) presente sul territorio nazionale, un'unica domanda di aiuto, che accorpi le richieste Pac, Uma, Psr, Assicurazioni, ecc. Ufficio Stampa

Informat Paper News - Georgofili INFO

Aumentano i mandorli siciliani Georgofili INFO - Pubblicato 2018.06.27

Le mandorle siciliane sono entrate nel novero dei prodotti alimentari più richiesti. Molti giovani agricoltori aumentano la produzione dei mandorleti, ripristinando gli impianti dei nonni o dei genitori.

Atlante mondiale della desertificazione (nuova edizione UE) Georgofili INFO - Pubblicato 2018.06.27

Il centro di ricerche della Commissione europea ha pubblicato una Nuova edizione dell'Atlante mondiale della desertificazione, dal quale emerge che oltre il 75% delle terre emerse sono già degradate e potrebbero esserlo oltre il 90% entro il 2050. Una superficie pari alla metà dell'UE viene degradata ogni anno. Africa e Asia sono le regioni più colpite. Si stima che il costo economico del degrado del suolo per l'UE sia nell'ordine delle decine di miliardi di euro ogni anno. Entro il 2050, si prevede che 700 milioni di persone potranno essere costrette a spostarsi a causa di problemi legati alla scarsità di risorse e tale numero potrebbe arrivare a 10 miliardi per la fine del secolo".

Falso Biologico Georgofili INFO - Pubblicato 2018.06.20

Coldiretti sottolinea i che "le frodi sul bio minacciano un mercato che supera i 2,5 miliardi di euro in valore & per difendere la produzione Made in Italy ed evitare che prodotti importati vengano spacciati per nazionali è necessario consentire un acquisto più consapevole.

“Vivere Bio” in Casentino il 23-24 giugno 2018 Georgofili INFO - Pubblicato 2018.06.13

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Novel Food Georgofili INFO - Pubblicato 2018.06.13

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Un brevetto per riutilizzare gli scarti della lavorazione delle mele Georgofili INFO - Pubblicato 2018.06.13

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Informat Paper News - INEA

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE  


La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Informat Paper News - Agra Press

CAMERA: COMAGRI APPROVA PROPOSTA RISOLUZIONE DI SANI SULLA PAC Agra Press - Pubblicato 2104.05.16

la commissione agricoltura della camera ha approvato, con i soli voti contrari della lega nord, una proposta di risoluzione di cui e' primo firmatario il presidente della commissione agricoltura della camera luca sani sull'attuazione della riforma pac. il testo della risoluzione e' su http://www.agrapress.it/nuovosito/DOCUMENTI/risoluzione%20Pac.pdf. (cl.co)

SU RASSEGNA ESTERA AGRA PRESS PAC, BIOLOGICO, LATTE, UE-MERCOSUR, PESCA E SANITA' Agra Press - Pubblicato 2017.05.17

"aiuti europei: i ritardi dei pagamenti hanno ridestato la collera degli agricoltori" e' il titolo dell'articolo di un noto quotidiano francese con il quale si apre l'edizione di questa settimana della rassegna della stampa estera di agra press. in evidenza nella rassegna si trova un interessante pezzo sull'agricoltura biologica di un quotidiano statunitense. la sezione "economia e politica agricola" contiene, tra i molti altri, articoli sul prezzo dell'olio d'oliva, sull'import spagnolo di cereali e sulle esportazioni russe. altri articoli riguardano il comparto lattiero-caseario: un mensile agricolo tedesco da' conto dell'intenzione del gruppo tedesco dmk di acquisire delle latterie in russia, mentre un portale da' conto dell'annuncio della cancelliere angela merkel della prossima approvazione di un programma di aiuto da oltre 100 milioni di euro per i produttori di latte. ampio spazio viene poi dedicato allo scambio di offerte tra unione europea e mercosur per l'accesso ai propri mercati dei beni, dei servizi e degli appalti pubblici. completano il numero, come di consueto, numerosi articoli in tema di pesca e sanita'. (ab)

IX CONVEGNO CESAR-ASNACODI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO, PARTONO I PAGAMENTI E SI VA VERSO RIFORMA AGEA E FONDO Agra Press - Pubblicato 2017.02.06

parte finalmente il pagamento delle assicurazioni agevolate agricole che si riferisce alle domande del 2015. lo ha annunciato il ministero delle politiche agricole nel corso del IX convegno nazionale cesar-asnacodi sulla gestione del rischio in agricoltura, che si e' svolto venerdi' 3 febbraio ad assisi. su 110 mila domande ne sono state ammesse a sostegno 40.000, per una cifra pari a 25 milioni, ha precisato il direttore generale dello sviluppo rurale del mipaaf emilio GATTO, sottolineando che l'avvio del meccanismo, attraverso il piano di sviluppo rurale nazionale, non e' stato agevole. la prima tranche delle domande sara' pagata entro il 20 febbraio, la seconda dal 28 dello stesso mese, mentre le successive tranche saranno erogate "ogni quindici giorni", ha reso noto il direttore di agea gabriele PAPA PAGLIARDINI, intervenendo ai lavori.

DL TERREMOTO, SINTESI DELLE MISURE PER L'AGRICOLTURA E L'ALLEVAMENTO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

il ministero delle politiche agricole ha diffuso un comunicato stampa con i dettagli delle norme che riguardano agricoltura e allevamento contenute nel decreto legge sul terremoto, approvato oggi dal consiglio dei ministri. ecco la sintesi del ministero: "35 MILIONI DI EURO PER IL COMPARTO ZOOTECNICO: in attuazione dell'autorizzazione da parte dell'unione europea all'incremento fino al 200 percento della quota nazionale per gli aiuti alla zootecnia, si conferma l'aiuto di 35 milioni di euro agli allevatori delle zone terremotate. sono previsti aiuti a capo da 400 euro per i bovini, 60 euro per gli ovicaprini, oltre ad aiuti per suinicoltori. 2 milioni di euro saranno destinati al settore equino attraverso erogazione di contributi in de minimis. l'aiuto diretto per il mancato reddito sara' erogato dall'agenzia per le erogazioni in agricoltura agea, entro il mese di febbraio, che potra' anticipare al 100% le risorse investite dalle regioni lazio, marche, umbria e abruzzo, pari a 22 milioni di euro, che sono la prima attuazione del piano strategico di rilancio agricolo dell'area del sisma". "AGEVOLAZIONI PER ACCESSO AL CREDITO PER I GIOVANI AGRICOLTORI: priorita' negli strumenti Ismea alle aziende dei territori colpiti nella concessione delle agevolazioni e dei mutui a tasso zero previsti per il sostegno alle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile, per favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito". "ESTESO FONDO DI SOLIDARIETA' NAZIONALE ALLE COLTURE ASSICURABILI: con questa misura viene garantita la copertura finanziaria per l'attivazione delle misure compensative per interventi a sostegno delle imprese agricole delle regioni interessate dal terremoto o che hanno subito danni a causa del maltempo nel mese di gennaio 2017 anche alle aziende che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi. l'attivazione del fondo consente alle imprese agricole danneggiate dagli eventi calamitosi di godere di tutti gli interventi di sostegno previsti a legislazione vigente come, in particolare, l'erogazione di contributi in conto capitale fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, l'attivazione di prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale, la proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza, l'esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti e l'ottenimento di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate e per la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. e' stato stabilito anche un incremento della dotazione del fondo di solidarieta' nazionale di 15 milioni di euro per l'anno 2017".

GUIDI, TODINI, FOLONARI, PANTINI E ROSSI PRESENTANO AGRONETWORK DI CONFAGRI, NOMISMA E LUISS Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

confagricoltura, nomisma e universita' luiss guido carli hanno dato vita all'associazione per l'agroindustria "agronetwork". questa mattina a palazzo della valle l'atto costitutivo e' stato sottoscritto dal presidente dell'organizzazione degli imprenditori agricoli mario GUIDI, dal managing director di nomisma luca DONDI e dal direttore generale della luiss giovanni LO STORTO. successivamente, l'associazione e' stata presentata alla stampa da mario GUIDI; dalla presidente luisa TODINI; dai vicepresidenti guido FOLONARI di confagricoltura, denis PANTINI di nomisma e matteo CAROLI della luiss e dal segretario generale daniele ROSSI, che ha moderato l'incontro. il mio ruolo - ha detto GUIDI - e' quello dell'"animatore iniziale" e il "mio auspicio e' che questa associazione non parli di pac o di contributi", ma sia "un luogo di confronto trasversale" per la valorizzazione del made in italy e delle imprese che lo producono. "in questo senso c'e' ancora molto da fare", ha confermato la presidente TODINI. "tutti conosciamo le sfide e le insidie della concorrenza sempre piu' globalizzata e il potenziale inespresso che caratterizza il nostro paese, su cui incide, non ultimo, l'agire in ordine sparso, senza l'approccio sistemico che caratterizza invece altri paesi a noi vicini. per questo confagricoltura, luiss e nomisma hanno deciso di dare vita ad un 'think tank' strategico ad una maggiore integrazione della filiera", ha aggiunto. agronetwork sara' un incubatore di idee, non di rappresentanza ne' di fornitura di servizi tecnici o finanziari, ha precisato TODINI, che ha spiegato di aver accettato "l'onore di essere chiamata a presiedere l'associazione" anche perche' la filosofia che la anima "si inserisce benissimo in quella del comitato leonardo che gia' presiedo" e che ogni anno premia le eccellenze italiane dell'impresa per promuovere e affermare la "qualita' italia" nel mondo. d'altronde, ha ricordato GUIDI, l'uomo vitruviano di leonardo e' proprio il simbolo che aveva scelto confagricoltura per la sua partecipazione all'expo. "l'idea di fondo - ha specificato GUIDI - e' che va costruito su nuove basi il rapporto di filiera. fino ad oggi nella filiera ci si e' mossi separati; da una parte la produzione, dall'altra la trasformazione, dall'altra ancora la distribuzione, tirando ognuno dalla sua parte una coperta che e' sempre risultata troppo corta. ora invece si intende agire con unicita' di intenti, studiando iniziative che vedono assieme i vari attori, aggregati in reti d'impresa. il made in italy cresce se c'e' unione e non contrapposizione". alla presentazione hanno preso parte, tra i molti altri, il vice presidente e il direttore generale di confagricoltura massimiliano GIANSANTI e luigi MASTROBUONO, il presidente di agriconsulting e socio storico di confagricoltura federico GRAZIOLI, il presidente dell'anga raffaele MAIORANO.

PREMIATI VINCITORI CONCORSO LETTERARIO RANIERI FILO DELLA TORRE. INTERVENTI DI GUIDI, PAGNI, FIORILLO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

sono stati premiati a palazzo della valle i vincitori del concorso letterario dedicato a ranieri FILO DELLA TORRE, indimenticabile esponente dell'olivicoltura, promosso dall'associazione pandolea, con il patrocinio, tra le altre, di confagricoltura, cia, ceq-consorzio olivicolo italiano e conaf, con lo scopo di "esaltare sul piano artistico il mondo dell'olivicoltura". alla premiazione, moderata dal presidente del ceq elia FIORILLO, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della confagricoltura mario GUIDI, il vicepresidente vicario della cia-agricoltori italiani cinzia PAGNI, il presidente di oliveti d'italia nicola RUGGIERO, il presidente dell'associazione pandolea loriana ABBRUZZETTI e la moglie di FILO DELLA TORRE marida IACONA. "siamo qui oggi - hanno spiegato gli organizzatori - per celebrare un personaggio significativo del mondo dell'olivicoltura italiano, oltre che dell'agricoltura, ma anche per creare una occasione d'unita' vera del settore per fare cultura; il premio vuole essere una opportunita' di riflessione, di poesia, di creativita', oltre le faticose pratiche produttive, della collocazione del prodotto sui mercati, della sua valorizzazione". GUIDI e' intervenuto brevemente all'inizio dei lavori, portando il saluto della propria confederazione e ricordando l'impegno di FILO DELLA TORRE a favore del settore agricolo. PAGNI ha lodato la "forte passione, i valori e la determinazione" che FILO DELLA TORRE metteva in tutti i lavori che portava avanti. come cia siamo orgogliosi di patrocinare questa iniziativa, ha aggiunto. con questo premio "vogliamo ricordare un personaggio schivo, che per tutta la sua vita e' stato a disposizione degli altri, soprattutto di quelli che non hanno voce", ha detto FIORILLO, che ha ripercorso i numerosi incarichi ricoperti da ranieri FILO DELLA TORRE, il quale ha lavorato per la confagricoltura, l'unaprol-consorzio olivicolo italiano e l'unaproa.

Informat Paper News - AEEGSI

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione dell’istanza di deroga dall’obbligo di apertura dello sportello unico provinciale, presentata dall’ATO Idrico Est Provincia della Spezia, d’intesa con il gestore Ireti S.p.a. AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

l’articolo 2, comma 461, della legge 244/07, dispone che gli enti locali devono prevedere l’obbligo per il soggetto gestore di emanare una Carta dei servizi - “da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate” recante, fra l’altro, standard di qualità relativi alle prestazioni erogate, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite e quelle per proporre reclamo, le modalità di ristoro dell'utenza - unitamente a un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte medesime, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale o dell’Ente d’Ambito;

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Determinazione dell’acconto del corrispettivo di reintegrazione relativo alle unità di produzione essenziali isolate nella disponibilità di Enel Produzione S.p.a., per l’anno 2014 AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Il presente provvedimento è finalizzato a determinare limporto dellacconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2014, in relazione alle unità di produzione di Enel Produzione S.p.A. che operano su reti elettriche con obbligo di connessione di terzi non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
864/2017/R/EEL

DETERMINAZIONE DELLACCONTO DEL CORRISPETTIVO DI REINTEGRAZIONE
RELATIVO ALLE UNITÀ DI PRODUZIONE ESSENZIALI ISOLATE NELLA DISPONIBILITÀ DI
ENEL PRODUZIONE S.P.A., PER LANNO 2014


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2003;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e sue modifiche e integrazioni;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, 79/99 e sue modifiche e provvedimenti applicativi;
" la legge 27 ottobre 2003, n. 290;
" la legge 23 agosto 2004, n. 239;
" la legge 3 agosto 2007, n. 125;
" la legge 28 gennaio 2009, n. 2;
" il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 2004;
" il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 29 aprile 2009;
" lAllegato A alla deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 9 giugno 2006, 111/06, come successivamente modificato e integrato (di seguito: deliberazione 111);
" lAllegato A alla deliberazione dellAutorità 7 luglio 2009, ARG/elt 89/09 (di seguito: deliberazione ARG/elt 89/09);
" la deliberazione dellAutorità 21 aprile 2016, 192/2016/R/eel (di seguito: deliberazione 192/2016/R/eel);
" la lettera di Enel Produzione S.p.a. (di seguito: Enel Produzione), in data 8 agosto 2016, prot. Autorità 23265, del 17 agosto 2016 (di seguito: lettera Enel Produzione).
CONSIDERATO CHE:

" le unità di produzione che operano su reti elettriche con obbligo di connessione di terzi non interconnesse, neppure indirettamente, con la rete di trasmissione nazionale (di seguito: unità isolate) sono essenziali per la sicurezza degli ambiti territoriali serviti da tali reti, essendo le uniche risorse in grado di garantire la 2
continuità del servizio elettrico su detti ambiti e di fornire anche i diversi servizi ancillari indispensabili allerogazione di tale servizio;
" il comma 3.1, della deliberazione ARG/elt 89/09, prevede che Terna individui e pubblichi lelenco delle unità isolate secondo le stesse modalità previste per gli impianti essenziali interconnessi con la rete di trasmissione nazionale, di cui allarticolo 63, della deliberazione 111;
" ai sensi del comma 3.3, della deliberazione ARG/elt 89/09, se un soggetto diverso dalle imprese elettriche minori dispone di unità isolate, lo stesso ha diritto a ricevere da Terna per ciascuna unità ammessa a reintegrazione dei costi un corrispettivo determinato dallAutorità e pari alla differenza tra i costi di produzione riconosciuti e i ricavi conseguiti nel periodo di validità dellelenco;
" lelenco degli impianti essenziali pubblicato da Terna per lanno 2014 include le seguenti unità isolate, che sono nella disponibilità di Enel Produzione: a) Stromboli;
b) Ginostra;
c) Panarea Lipari;
d) Alicudi Lipari;
e) Filicudi;
f) Capraia;
g) Ventotene;
h) Vulcano termo;
i) S. Marina Salina;
j) Malfa;
" con la lettera Enel Produzione, lomonima società ha avanzato istanza di reintegrazione dei costi, allegando alla stessa una relazione tecnica volta a esplicitare le partite economiche relative alle unità isolate sopra menzionate, in relazione allanno 2014;
" i titolari di unità isolate sono tipicamente esposti sotto il profilo finanziario per la differenza positiva tra la parte dei costi che ha determinato un flusso di cassa negativo e i ricavi percepiti; e che, con riferimento alle unità isolate in regime di reintegrazione, il riconoscimento di un acconto del corrispettivo di reintegrazione consente di limitare la menzionata esposizione finanziaria e i connessi oneri sopportati dal titolare delle stesse;
" le unità isolate di Enel Produzione sopra elencate sono state annoverate da Terna tra gli impianti essenziali anche per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 e, quindi, è ragionevole ritenere che Enel Produzione risulti creditrice nei confronti del sistema elettrico per importi ulteriori rispetto a quelli oggetto delle istanze di reintegrazione sinora presentate.


RITENUTO OPPORTUNO CHE:

" Terna riconosca, a Enel Produzione, un acconto del corrispettivo di reintegrazione relativo allanno 2014 per le unità isolate di cui detta società è titolare, precisando che, in sede di determinazione del corrispettivo di reintegrazione, di cui al comma 3
63.13 della deliberazione 111, si terrà conto degli esiti delle verifiche sugli importi delle voci del margine di contribuzione e dei costi fissi;
" limporto del citato acconto sia cautelativamente determinato come pari allammontare riconosciuto a titolo di acconto del corrispettivo di reintegrazione per lanno 2013, ai sensi della deliberazione 192/2016/R/eel, in modo da mantenere un margine di sicurezza per eventuali rettifiche del corrispettivo che risultassero necessarie a valle delle verifiche

DELIBERA


1. di prescrivere a Terna che riconosca, a Enel Produzione, nei termini indicati in premessa e con riferimento alle unità isolate nella disponibilità della stessa Enel Produzione, limporto indicato nellAllegato A, a titolo di acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2014;
2. di prescrivere a Terna che dia seguito alla disposizione di cui al punto 1, entro il 31 dicembre 2017;
3. di trasmettere lAllegato A a Terna e ad Enel Produzione;
4. di pubblicare la presente deliberazione, ad eccezione dellAllegato A, in quanto contenente informazioni commercialmente sensibili, sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Determinazioni in merito alle istanze per il riconoscimento del corrispettivo di reintegrazione relativo agli impianti essenziali ex deliberazione dell’Autorità 111/06, per l’anno 2016 AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Il presente provvedimento è volto a determinare gli importi di un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi, in relazione agli impianti essenziali ex deliberazione 111/06 per lanno 2016.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
863/2017/R/EEL

DETERMINAZIONI IN MERITO ALLE ISTANZE PER IL RICONOSCIMENTO DEL
CORRISPETTIVO DI REINTEGRAZIONE RELATIVO AGLI IMPIANTI ESSENZIALI EX
DELIBERAZIONE DELLAUTORITÀ 111/06, PER LANNO 2016


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e sue modifiche e integrazioni;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79/99 e sue modifiche e provvedimenti applicativi;
" la legge 27 ottobre 2003, n. 290;
" la legge 28 gennaio 2009, n. 2;
" il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 2004;
" il decreto del Ministero delle Attività Produttive 20 aprile 2005;
" il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 29 aprile 2009;
" lAllegato A alla deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 9 giugno 2006, 111/06 come successivamente integrato e modificato (di seguito: deliberazione 111);
" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2010, ARG/elt 247/10 (di seguito: deliberazione ARG/elt 247/10);
" la deliberazione dellAutorità 30 dicembre 2011, ARG/elt 208/11 (di seguito: deliberazione ARG/elt 208/11);
" la deliberazione dellAutorità 27 dicembre 2013, 635/2013/R/eel (di seguito: deliberazione 635/2013/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2015, 663/2015/R/eel (di seguito: deliberazione 663/2015/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 22 settembre 2016, 519/2016/R/eel (di seguito: deliberazione 519/2016/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 15 dicembre 2016, 760/2016/R/eel (di seguito: deliberazione 760/2016/R/eel);
" la comunicazione della società E.ON ENERGY TRADING S.p.a. (di seguito: E.ON) del 30 novembre 2010, prot. Autorità 39463, dell1 dicembre 2010;
" la comunicazione di ENEL PRODUZIONE S.p.a. (di seguito: ENEL PRODUZIONE), dell1 dicembre 2011, prot. Autorità 32084, del 9 dicembre 2011;
2
" la comunicazione di ACEA ENERGIA HOLDING S.p.a. (oggi ACEA ENERGIA S.p.a., di seguito: ACEA ENERGIA), del 5 dicembre 2013, prot. Autorità 38714, del 6 dicembre 2013;
" la comunicazione congiunta di EP PRODUZIONE S.p.a. (di seguito: EP PRODUZIONE) ed E.ON GLOBAL COMMODITIES SE, del 13 novembre 2015, prot. Autorità 35313, del 25 novembre 2015 (di seguito: comunicazione congiunta E.ON ed EP PRODUZIONE);
" la comunicazione di ENEL PRODUZIONE, del 2 dicembre 2015, prot. Autorità 36058, del 2 dicembre 2015;
" la comunicazione di EDIPOWER S.p.a. (di seguito: EDIPOWER), del 30 novembre 2015, prot. Autorità 36426, del 9 dicembre 2015;
" la comunicazione congiunta di EDIPOWER ed A2A ENERGIEFUTURE S.p.a. (di seguito: A2A ENERGIEFUTURE), del 21 luglio 2016, prot. Autorità 21023, del 22 luglio 2016 (di seguito: comunicazione congiunta EDIPOWER e A2A ENERGIEFUTURE);
" la comunicazione di OTTANA ENERGIA S.p.a. (di seguito: OTTANA ENERGIA), del 10 agosto 2016, prot. Autorità 23035, dell11 agosto 2016;
" la comunicazione di Terna S.p.a. (di seguito: Terna), del 31 marzo 2017, prot. Autorità 13177, del 3 aprile 2017 (di seguito: prima comunicazione Terna);
" la comunicazione di Terna, del 14 luglio 2017, prot. Autorità 24090, del 17 luglio 2017 (di seguito: seconda comunicazione Terna);
" la comunicazione di A2A ENERGIEFUTURE, del 31 luglio 2017, prot. Autorità 25770, dell1 agosto 2017 (di seguito: comunicazione A2A ENERGIEFUTURE);
" la comunicazione di ENEL PRODUZIONE, del 4 agosto 2017, prot. Autorità 26700, dell8 agosto 2017 (di seguito: prima comunicazione ENEL PRODUZIONE);
" la comunicazione di ENEL PRODUZIONE, del 4 agosto 2017, prot. Autorità 26703, dell8 agosto 2017 (di seguito: seconda comunicazione ENEL PRODUZIONE);
" la comunicazione di ACEA ENERGIA, del 2 ottobre 2017, prot. Autorità n32133, del 3 ottobre 2017 (di seguito: comunicazione ACEA ENERGIA);
" la comunicazione di OTTANA ENERGIA, del 30 ottobre 2017, prot. Autorità 35600, del 31 ottobre 2017 (di seguito: comunicazione OTTANA ENERGIA);
" la comunicazione di EP PRODUZIONE, del 14 novembre 2017, prot. Autorità 37420, del 15 novembre 2017 (di seguito: comunicazione EP PRODUZIONE).
CONSIDERATO CHE:

" il comma 63.1, della deliberazione 111 (laddove non diversamente specificato, i commi citati nel prosieguo sono da considerarsi relativi alla deliberazione 111) prevede che Terna predisponga e pubblichi lelenco degli impianti essenziali per la sicurezza del sistema (di seguito: elenco degli impianti essenziali);
" il comma 63.11 stabilisce che lutente del dispacciamento di un impianto di produzione essenziale per la sicurezza possa richiedere allAutorità lammissione 3
alla reintegrazione dei costi di generazione per il periodo di validità dellelenco di cui al precedente alinea;
" ai sensi del comma 63.13, lAutorità determina con cadenza annuale un corrispettivo a reintegrazione dei costi di generazione (di seguito anche: corrispettivo ex comma 63.13) per ciascun impianto ammesso al regime di reintegrazione e che detto corrispettivo è pari alla differenza tra i costi di produzione riconosciuti allimpianto medesimo e i ricavi allo stesso riconducibili con riferimento al periodo rispetto al quale limpianto è inserito nellelenco degli impianti essenziali;
" i seguenti impianti sono stati ammessi al regime di reintegrazione dei costi per lanno 2016: a) Trapani Turbogas di E.ON, ai sensi della deliberazione ARG/elt 247/10;
b) Porto Empedocle di ENEL PRODUZIONE, ai sensi della deliberazione ARG/elt 208/11;
c) Montemartini di ACEA ENERGIA, ai sensi della deliberazione 635/2013/R/eel;
d) Assemini e Portoferraio di ENEL PRODUZIONE e San Filippo del Mela 150kV di EDIPOWER, ai sensi della deliberazione 663/2015/R/eel;
e) Ottana Biopower di OTTANA ENERGIA, ai sensi della deliberazione 519/2016/R/eel, alle condizioni descritte al successivo alinea;
" lammissione al regime di reintegrazione dellimpianto Ottana Biopower di OTTANA ENERGIA, prevista dalla deliberazione 519/2016/R/eel, è stata stabilita per il periodo compreso tra il giorno 1 ottobre 2016 e il giorno 31 dicembre 2017 (di seguito: periodo di riferimento Ottana); questultimo provvedimento, tra laltro, delinea i criteri di dettaglio per la determinazione del corrispettivo di reintegrazione dei costi relativo al menzionato impianto per lanno 2016, tenendo conto degli effetti della ammissione a tale regime per una parte dellanno solare;
" con la deliberazione 760/2016/R/eel, a seguito di apposite istanze avanzate da A2A ENERGIEFUTURE, ENEL PRODUZIONE ed EP PRODUZIONE ai sensi del comma 65.30, lAutorità ha definito limporto dellacconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi relativo al primo semestre dellanno 2016 per gli impianti San Filippo del Mela 150kV di A2A ENERGIEFUTURE, Assemini, Porto Empedocle e Portoferraio di ENEL PRODUZIONE e Trapani Turbogas di EP PRODUZIONE;
" al fine di ottenere il riconoscimento del corrispettivo ex comma 63.13, relativo a uno specifico impianto ammesso al regime di reintegrazione dei costi, lutente del dispacciamento è tenuto a inviare allAutorità e a Terna una relazione, corredata da un bilancio riclassificato attinente allimpianto medesimo; e che, secondo quanto stabilito dal comma 65.28, detti documenti sono preventivamente sottoposti a revisione contabile, effettuata dallo stesso soggetto cui, ai sensi di legge, è demandato il controllo sulla contabilità dellutente del dispacciamento;
" con la comunicazione congiunta E.ON ed EP PRODUZIONE, le due società hanno: - comunicato, tra laltro, la decorrenza del trasferimento del ruolo di utente del dispacciamento con riferimento ad alcuni impianti, tra cui Trapani Turbogas;
- richiesto allAutorità, sulla base degli accordi intercorsi tra le predette società, che sia riconosciuto a EP PRODUZIONE limporto di ciascun Corrispettivo e 4
acconto dello stesso, relativamente allimpianto Trapani Turbogas per ogni anno di competenza successivo al 2014;
" con comunicazione congiunta EDIPOWER e A2A ENERGIEFUTURE, le due società hanno: - comunicato, tra laltro, la decorrenza del trasferimento del ruolo di utente del dispacciamento con riferimento allimpianto San Filippo del Mela 150kV;
- richiesto allAutorità, sulla base degli accordi intercorsi tra le predette società, che sia riconosciuto a A2A ENERGIEFUTURE limporto del corrispettivo ex comma 63.13 per lanno 2016 relativo allimpianto San Filippo del Mela 150kV;
" è stata presentata istanza per il riconoscimento del corrispettivo ex comma 63.13 per lanno 2016 da: - A2A ENERGIEFUTURE, in relazione allimpianto San Filippo del Mela 150kV, con la comunicazione A2A ENERGIEFUTURE;
- ENEL PRODUZIONE, in relazione agli impianti Assemini, Porto Empedocle e Portoferraio, con la prima e la seconda comunicazione ENEL PRODUZIONE;
- ACEA ENERGIA, in relazione allimpianto Montemartini, con la comunicazione ACEA ENERGIA;
- OTTANA ENERGIA, per limpianto Ottana Biopower, con la comunicazione OTTANA ENERGIA;
- EP PRODUZIONE, per limpianto Trapani Turbogas, con la comunicazione EP PRODUZIONE;
" rispetto agli impianti ammessi al regime di reintegrazione per lanno 2016, gli utenti del dispacciamento sono, al momento, esposti finanziariamente per la differenza positiva tra la parte dei costi che ha determinato un flusso di cassa negativo e i ricavi sinora percepiti, che includono leventuale acconto ex comma 65.30 già riconosciuto; e che, peraltro, detto acconto ha ridotto soltanto parzialmente la menzionata esposizione finanziaria e i connessi oneri sopportati dagli utenti interessati, essendo relativo esclusivamente al primo semestre dellanno 2016 ed essendo stato determinato con un approccio prudenziale;
" ai fini del presente provvedimento, con la locuzione costi fissi benchmark si intende: - nel caso degli impianti per i quali lAutorità ha già determinato il conguaglio del corrispettivo ex comma 63.13 per anni anteriori al 2016 (Assemini, Montemartini, Porto Empedocle, Portoferraio, San Filippo del Mela 150kV e Trapani Turbogas), il maggior valore tra i costi fissi riconosciuti relativi allultimo anno con riferimento al quale è stata effettuata la suddetta determinazione e i costi fissi stimati per lanno 2016 che lutente del dispacciamento ha indicato nella istanza di ammissione alla reintegrazione dei costi per il medesimo anno;
- nel caso dellimpianto Ottana Biopower, limporto massimo di cui allistanza di ammissione alla reintegrazione dei costi - al quale OTTANA ENERGIA si è impegnata a limitare i costi fissi riconosciuti per lanno 2016, riproporzionato per tenere conto del periodo di applicazione del regime di reintegrazione nel medesimo anno.


5
RITENUTO OPPORTUNO:

" che, al fine di contenere lonerosità dellesposizione finanziaria cui sono soggetti A2A ENERGIEFUTURE, ACEA ENERGIA, ENEL PRODUZIONE, EP
PRODUZIONE e OTTANA ENERGIA, Terna riconosca a dette società un acconto del corrispettivo ex comma 63.13 (di seguito: Acconto), con riferimento agli impianti ammessi al regime di reintegrazione per lanno 2016, precisando che, in sede di determinazione del conguaglio del menzionato corrispettivo ex comma 63.13, si terrà conto, tra laltro, degli esiti delle verifiche sui tassi di indisponibilità, di cui alla prima e seconda comunicazione Terna, sui costi fissi e sugli importi delle voci che compongono il margine di contribuzione;
" stabilire limporto dellAcconto in modo da mantenere un margine di sicurezza per eventuali imprecisioni compiute dagli utenti del dispacciamento interessati nel calcolo del margine di contribuzione e dei costi fissi o da Terna nellelaborazione dei dati sulle indisponibilità;
" per le finalità esplicitate al precedente alinea, determinare lAcconto, per ciascun impianto, come pari al 70% della differenza tra: - il minore valore tra limporto dei costi fissi richiesti dallutente del dispacciamento interessato per lanno 2016 (per il periodo di riferimento Ottana, nel caso dellimpianto Ottana Biopower), escludendo le eventuali decurtazioni per eccesso di indisponibilità effettuate dallutente del dispacciamento sui menzionati costi, e limporto dei costi fissi benchmark; detto valore è ridotto in ragione delleventuale eccesso di indisponibilità che, con la prima e seconda comunicazione Terna e con riferimento allo specifico impianto, la suddetta società ha indicato rispetto al valore medio storico, secondo quanto previsto dal comma 65.22;
- il margine di contribuzione risultante dallistanza di reintegrazione avanzata dallo stesso utente per lanno 2016 (per il periodo di riferimento Ottana, nel caso dellimpianto Ottana Biopower), iscrivendo tra i ricavi leventuale acconto, di cui al comma 65.30, riconosciuto da Terna in applicazione della deliberazione 760/2016/R/eel

DELIBERA


1. di prevedere che Terna eroghi, ad A2A ENERGIEFUTURE, nei termini indicati in premessa e con riferimento allimpianto San Filippo del Mela 150kV, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è riportato nellAllegato A;
2. di prevedere che Terna eroghi, ad ACEA ENERGIA, nei termini indicati in premessa e con riferimento allimpianto Montemartini, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è indicato nellAllegato B;
6
3. di prevedere che Terna eroghi, a ENEL PRODUZIONE, nei termini indicati in premessa e con riferimento agli impianti Assemini, Porto Empedocle e Portoferraio, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è indicato nellAllegato C;
4. di prevedere che Terna eroghi, ad EP PRODUZIONE, nei termini indicati in premessa e con riferimento allimpianto Trapani Turbogas, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è indicato nellAllegato D;
5. di prevedere che Terna eroghi, a OTTANA ENERGIA, nei termini indicati in premessa e con riferimento allimpianto Ottana Biopower, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è riportato nellAllegato E;
6. di stabilire che Terna dia seguito alle disposizioni di cui ai punti precedenti entro il giorno 31 dicembre 2017;
7. di trasmettere gli Allegati A, B, C, D ed E a Terna e, rispettivamente, ad A2A ENERGIEFUTURE, ACEA ENERGIA, ENEL PRODUZIONE, EP PRODUZIONE
e OTTANA ENERGIA;
8. di pubblicare la presente deliberazione, ad eccezione degli Allegati A, B, C, D ed E, in quanto contenenti informazioni commercialmente sensibili, sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Modifiche al Testo integrato della regolazione output-based del servizio di distribuzione e misura dell’energia elettrica AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Il presente provvedimento aggiorna e precisa alcuni aspetti della regolazione della qualità del servizio di distribuzione dellenergia elettrica: accesso al Fondo per Eventi Eccezionali, comunicazione dei dati di qualità della tensione, computo dei tempi per le prestazione di qualità commerciale del servizio elettrico



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
861/2017/R/EEL

MODIFICHE AL TESTO INTEGRATO DELLA REGOLAZIONE OUTPUT-BASED DEL SERVIZIO
DI DISTRIBUZIONE E MISURA DELLENERGIA ELETTRICA


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e sue modifiche e integrazioni;
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 12 dicembre 2013, 574/2013/R/gas ed il relativo Allegato A, come successivamente modificato e integrato (di seguito: RQDG);
" la deliberazione dellAutorità 22 dicembre 2015, 646/2015/R/eel ed il relativo Allegato A, come successivamente modificato e integrato (di seguito: TIQE);
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 653/2015/R/eel ed il relativo Allegato A, come successivamente modificato e integrato;
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 654/2015/R/eel ed il relativo Allegato A, come successivamente modificato e integrato (di seguito: TIT);
" la deliberazione dellAutorità 9 marzo 2017, 127/2017/R/eel;
" la determinazione del 18 febbraio 2016, 5/2016 del Direttore della Direzione Infrastrutture, Unbundling e Certificazione;
" la lettera della Direzione Infrastrutture, Unbundling e Certificazione, di istituzione del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione (prot. 2153 del 24 gennaio 2012);
" la lettera della Direzione Infrastrutture, Unbundling e Certificazione, di ripresa delle attività del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione (prot. 37621 del 26 novembre 2013);
" i verbali delle riunioni del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione, comprensivi di successivi addendum;
" le specifiche tecnico-funzionali delle apparecchiature di monitoraggio della qualità della tensione per le reti MT (ed. 1 ottobre 2012), pubblicate nel sito internet dellAutorità.


2
CONSIDERATO CHE:

" il Titolo 7, del TIQE, disciplina la regolazione delle interruzioni prolungate o estese per il periodo 2016-2023; tale regolazione prevede indennizzi automatici agli utenti (art. 53) in caso di superamento degli standard relativi al tempo massimo di ripristino dellalimentazione di energia elettrica (art. 51); in sintesi, gli indennizzi automatici sono: - a carico delle imprese distributrici e di Terna per interruzioni di loro responsabilità o la cui durata eccede le 72 ore;
- a carico del Fondo Eventi Eccezionali (FEE), istituito presso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), per interruzioni non di responsabilità delle imprese distributrici e di Terna di durata inferiore a 72 ore o per interruzioni dovute a sospensione o posticipazione delle operazioni di ripristino per motivi di sicurezza;
" larticolo 53, del TIQE, prevede il pagamento degli indennizzi automatici entro 60 giorni (elevati a 180 in caso di interruzioni che interessano più di 2 milioni di utenti) dalla data di accadimento delle interruzioni;
" per le interruzioni, che sono a carico del FEE, sulla base di quanto disposto dallarticolo 56, del TIQE, le imprese possono fare istanza allAutorità e alla CSEA per il reintegro delle somme erogate agli utenti (indennizzi automatici), con facoltà per lAutorità di pronunciarsi entro 30 giorni;
" in base al combinato delle tempistiche disciplinate dagli articoli 53 e 56, del TIQE, le imprese tipicamente ricevono, dal FEE, il rintegro delle somme solamente dopo aver corrisposto gli indennizzi agli utenti;
" per tale motivo, in caso di interruzioni di lunga durata che coinvolgono molti utenti, le imprese distributrici, in particolare quelle di minore dimensione, possono esporsi ad oneri finanziari eccessivi, se commisurati ai ricavi riconosciuti per lattività di distribuzione;
" nel corso degli ultimi anni, si è registrato un notevole aumento dellintensità e della frequenza di accadimento di eventi meteorologici severi e di vasta estensione.


CONSIDERATO CHE:

" larticolo 100, del TIQE, disciplina il computo dei tempi di esecuzione delle prestazioni soggette a livelli specifici e generali di qualità commerciale del servizio di distribuzione e misura dellenergia elettrica;
" a differenza dellRQDG, tale computo dei tempi non esclude in modo esplicito il giorno di ricevimento della richiesta e il giorno della festa patronale del Comune nel quale è ubicato il punto di consegna cui si riferisce la richiesta.





3
CONSIDERATO CHE:

" il comma 72.1, del TIQE, prevede che, con successive disposizioni, lAutorità disciplini le comunicazioni tra imprese distributrici in materia di qualità della tensione;
" tali comunicazioni sono funzionali alla comunicazione dei dati di qualità della tensione agli utenti MT da parte delle imprese distributrici sottese in MT;
" il TIQE prevede, al comma 71.1, che le imprese distributrici trasmettano i dati di qualità della tensione agli utenti MT entro il 30 giugno di ogni anno, congiuntamente ai dati di continuità del servizio;
" in esito alle attività del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione e considerata la complessità di registrazione e analisi dei dati di qualità della tensione, la data del 30 giugno non è adeguata per la trasmissione agli utenti MT dei dati di qualità della tensione da parte delle imprese distributrici;
" sempre in esito alle attività del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione, sono emerse posizioni non omogenee tra i gestori di rete in merito allottimizzazione del criterio finalizzato alla determinazione dellorigine di alcune tipologie di buchi di tensione.


RITENUTO CHE:

" sia opportuno prevedere che le imprese distributrici possano richiedere, al FEE, lanticipo delle somme da corrispondere agli utenti, nei casi in cui queste superino il 15% dei ricavi riconosciuti annualmente per l'attività di distribuzione;
" sia necessario prevedere che tale opportunità avvenga nel rispetto dei seguenti criteri: - lerogazione degli indennizzi agli utenti avvenga con la massima tempestività (prima fatturazione utile successiva allottenimento dellanticipazione) e sulla base della durata effettiva delle interruzioni;
- nel caso in cui la somma richiesta alla CSEA ecceda limporto effettivo degli indennizzi, la restituzione alla CSEA di tale quota eccedente, comprensiva degli interessi legali, avvenga entro e non oltre 30 giorni dallerogazione degli indennizzi;
- decorsi i predetti 30 giorni, la mancata restituzione alla CSEA della quota eccedente comporti lapplicazione degli interessi di mora di cui al comma 48.4 del TIT;
" sia opportuno aggiornare il TIQE, anche per effetto dellaumento dellintensità e della frequenza di accadimento di eventi metereologici severi e di vasta estensione.


RITENUTO CHE:

" sia opportuno modificare larticolo 100, del TIQE, esplicitando che, al fine del computo dei tempi di esecuzione delle prestazioni soggette a livelli specifici e 4
generali di qualità commerciale del servizio di distribuzione e misura dellenergia elettrica: a. non deve essere conteggiato il giorno di ricevimento della richiesta;
b. il giorno della festa patronale del Comune nel quale è ubicato il punto di consegna cui si riferisce la richiesta deve essere considerato festivo.


RITENUTO CHE:

" sia opportuno fissare, al 31 luglio di ogni anno, la data entro la quale le imprese distributrici comunichino i dati di qualità della tensione alle imprese distributrici sottese in MT;
" sia opportuno fissare, al 30 settembre di ogni anno, la data entro la quale le imprese distributrici comunichino ai propri utenti MT i dati di qualità della tensione;
" tali dati non debbano comprendere linformazione relativa allorigine dei buchi di tensione

DELIBERA


1. di modificare il TIQE, come di seguito specificato: a) le parole Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico sono sostituite dalle parole Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali;
b) allarticolo 56 è aggiunto il comma 56.8 Qualora lammontare dei rimborsi di cui al comma 56.4 sia superiore al 15% dei ricavi riconosciuti per l'attività di distribuzione per lanno precedente quello cui si riferiscono le interruzioni, è facoltà dellimpresa distributrice richiedere al FEE lanticipo di tale ammontare, in conformità a quanto disposto ai commi 56.5, 56.6 e 56.7.;
c) allarticolo 56 è aggiunto il comma 56.9 Limpresa distributrice che si avvale della facoltà di cui al comma precedente: a) eroga i rimborsi agli utenti con la prima fatturazione utile successiva allottenimento dellanticipo nonché sulla base della durata effettiva delle interruzioni;
b) restituisce alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali, entro e non oltre 30 giorni dallerogazione dei rimborsi agli utenti, la quota eccedente limporto effettivo dei rimborsi, comprensiva degli interessi legali; decorsi i predetti 30 giorni, la mancata restituzione alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali della predetta quota eccedente comporta lapplicazione degli interessi di mora di cui al comma 48.4 dellAllegato A alla deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 654/2015/R/eel.;
d) al comma 71.1 del TIQE: i. le parole Con la comunicazione di cui al comma 17.1 sono sostituite dalle parole Entro il 30 settembre di ciascun anno;
ii. sono eliminate le parole da in riferimento sino al termine del comma;
5
e) il comma 72.1 del TIQE è sostituito dal comma 72.1 Entro il 31 luglio di ciascun anno ogni impresa distributrice comunica alle imprese distributrici sottese e connesse in media tensione, le informazioni di cui al comma 65.1 relative alle semisbarre MT alimentanti dette imprese distributrici sottese.;
f) allarticolo 100 è aggiunto il comma 100.10 Ai fini del computo dei tempi di esecuzione delle prestazioni valgono altresì le seguenti regole: a) non si tiene conto del giorno di ricevimento della richiesta;
b) il giorno della festa patronale del Comune nel quale è ubicato il punto di consegna si considera festivo.;
2. di dare mandato al Direttore della Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling per monitorare le iniziative dei gestori di rete in merito allottimizzazione del criterio finalizzato alla determinazione dellorigine di alcune tipologie di buchi di tensione;
3. di pubblicare il presente provvedimento e il TIQE, come risultanti dalle modifiche apportate, sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni


Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Aggiornamento delle tariffe per i servizi di distribuzione e misura del gas, per l’anno 2018 AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Con il presente provvedimento vengono approvate le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione, misura e commercializzazione del gas naturale, di cui allarticolo 40 della RTDG, le opzioni tariffarie gas diversi, di cui allarticolo 65 della RTDG, e gli importi di perequazione bimestrale dacconto relativi al servizio di distribuzione del gas naturale, di cui allarticolo 45 della RTDG, per lanno 2018. Con il medesimo provvedimento viene approvato lammontare massimo del riconoscimento di maggiori oneri derivanti dalla presenza di canoni di concessione, di cui allarticolo 59 della RTDG, per le imprese distributrici che hanno presentato istanza e fornito idonea documentazione.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
859/2017/R/GAS

AGGIORNAMENTO DELLE TARIFFE PER I SERVIZI DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS,
PER LANNO 2018


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO



Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481, come successivamente modificata e integrata (di seguito: legge 481/95);
" il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, come successivamente modificato e integrato;
" il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2001, n. 244;
" la legge 27 ottobre 2003, n. 290, come successivamente modificata e integrata;
" la legge 23 agosto 2004, n. 239, come successivamente modificata e integrata;
" il decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 (di seguito: decreto-legge 159/07);
" la legge 23 luglio 2009, n. 99, come successivamente modificata e integrata;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93, come successivamente modificato e integrato;
" il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia, come convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 e come successivamente modificato e integrato;
" il decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, come convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9 e come successivamente modificato e integrato;
" il decreto ministeriale 12 novembre 2011, n. 226, recante Regolamento per i criteri di gara e per la valutazione dell'offerta per l'affidamento del servizio della distribuzione del gas naturale, in attuazione dell'articolo 46-bis del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, come modificato con il decreto ministeriale 20 maggio 2015, n. 206;
" la Parte II del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di 2
distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012(RTDG 2009-2012), come modificata in ultimo con la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 10 ottobre 2013, 447/2013/R/GAS (di seguito: RTDG 2009-2012);
" la deliberazione dellAutorità 24 luglio 2014, 367/2014/R/GAS (di seguito: deliberazione 367/2014/R/GAS);
" la Parte II del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (RTDG 2014-2019), approvata con la deliberazione 367/2014/R/GAS, come successivamente modificata e integrata;
" la deliberazione dellAutorità 4 settembre 2014, 437/2014/R/GAS (di seguito: deliberazione 437/2014/R/GAS);
" la deliberazione dellAutorità 2 dicembre 2015, 583/2015/R/COM, come successivamente modificata e integrata;
" la deliberazione dellAutorità 22 dicembre 2016, 774/2016/R/GAS (di seguito: deliberazione 774/2016/R/GAS);
" la deliberazione dellAutorità 22 dicembre 2016, 775/2016/R/GAS (di seguito: deliberazione 775/2016/R/GAS);
" la Parte II del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (RTDG 2014-2019), in vigore dall1 gennaio 2017, approvata con la deliberazione 775/2016/R/GAS (di seguito: RTDG);
" la deliberazione dellAutorità 18 aprile 2017, 252/2017/R/COM, come successivamente modificata e integrata (di seguito: deliberazione 252/2017/R/COM);
" la deliberazione dellAutorità 14 dicembre 2017, 858/2017/R/GAS;
" il documento per la consultazione 16 novembre 2017, 759/2017/R/GAS (di seguito: documento per la consultazione 759/2017/R/GAS);
" la determinazione del Direttore della Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling dellAutorità 30 gennaio 2015, 3/2015.
CONSIDERATO CHE:

" larticolo 3, comma 1, della RTDG, prevede che lAutorità definisca e pubblichi entro il 15 dicembre 2017 i seguenti valori riferiti allanno 2018: × le tariffe obbligatorie e gli importi di perequazione bimestrale dacconto per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
× le opzioni tariffarie per i servizi di distribuzione e misura di gas diversi dal naturale (di seguito: opzioni tariffarie gas diversi);
3
× le componenti a copertura dei costi operativi e dei costi di capitale centralizzati della tariffa di riferimento TVD, relative al servizio di distribuzione;
× le componenti a copertura dei costi operativi della tariffa di riferimento TVM, relative al servizio di misura del gas naturale;
× la tariffa di riferimento COT, relativa al servizio di commercializzazione dei servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
" larticolo 4 della RTDG definisce i criteri per le decorrenza delle rettifiche relative a dati patrimoniali e dati fisici ai fini tariffari.


CONSIDERATO CHE:

" in relazione alla definizione delle tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale: × larticolo 40, comma 1, della RTDG, prevede che ciascuna impresa distributrice applichi, alle attuali e potenziali controparti di contratti aventi ad oggetto i servizi di distribuzione e misura del gas naturale, una tariffa obbligatoria fissata dallAutorità a copertura dei costi relativi ai servizi di distribuzione, misura e commercializzazione;
× larticolo 40, comma 2, della RTDG prevede che le tariffe obbligatorie siano differenziate per ambito tariffario, come definito al successivo articolo 41 della medesima RTDG, e che riflettano i costi del servizio in ciascuno di tali ambiti tariffari;
× larticolo 40, comma 3, della RTDG, individua struttura e componenti della tariffa obbligatoria;
× larticolo 40, comma 4, della RTDG, prevede che lelemento Ä1(dis) della tariffa obbligatoria, espresso in euro per punto di riconsegna, sia destinato alla copertura di quota parte dei costi di capitale relativi al servizio di distribuzione;
× larticolo 40, comma 5, della RTDG, stabilisce che lelemento )(3 dis fÄ della tariffa obbligatoria, espresso in centesimi di euro per standard metro cubo, sia articolato per scaglioni tariffari, secondo quanto riportato nella Tabella 6 della RTDG, e sia destinato alla copertura dei costi operativi e della quota parte dei costi di capitale relativi al servizio di distribuzione che non trovano copertura dallapplicazione delle quote fisse di cui allarticolo 40, comma 4, della medesima RTDG;
× larticolo 40, comma 7, della RTDG, prevede che lelemento Ä1(mis) della tariffa obbligatoria, espresso in euro per punto di riconsegna, sia destinato alla copertura dei costi operativi e di capitale relativi al servizio di misura e sia differenziato per ambito tariffario;
× larticolo 40, comma 8, della RTDG, stabilisce che lelemento Ä1(cot) della tariffa obbligatoria, espresso in euro per punto di riconsegna, sia destinato alla copertura dei costi del servizio di commercializzazione e sia uguale in tutto il territorio nazionale;
4
× larticolo 40, comma 9, della RTDG, stabilisce che, le componenti Ä1(dis) e Ä1(mis) sono articolate nei seguenti scaglioni: o classe di gruppo di misura inferiore o uguale a G6;
o classe di gruppo di misura superiore a G6 e inferiore o uguale a G40;
o classe di gruppo di misura superiore a G40;
× le componenti Ä1(mis) della tariffa obbligatoria di cui al precedente alinea sono fissate in modo da riflettere il costo medio dei gruppi di misura di ciascuna delle classi di cui al punto precedente e le componenti Ä1(dis) sono determinate con criteri analoghi a quelli utilizzati per larticolazione delle componenti Ä1(mis);
" larticolo 45, della RTDG, fissa le regole per la determinazione degli importi in acconto del meccanismo di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione del gas naturale;
" in relazione alla determinazione delle opzioni tariffarie gas diversi: × larticolo 64, comma 3, della RTDG, stabilisce che rientrano nellambito di applicazione della regolazione tariffaria le reti canalizzate di gas diversi dal naturale gestite in concessione che servano almeno 300 punti di riconsegna;
× larticolo 65, comma 2, della RTDG, prevede che, ai fini della determinazione delle opzioni tariffarie gas diversi, la quota parte del costo riconosciuto a copertura dei costi operativi relativi alla gestione delle infrastrutture di rete sia calcolata in base ai valori riportati nella Tabella 5 della RTDG;
× larticolo 65, comma 3, della RTDG, stabilisce che le opzioni tariffarie gas diversi riflettano i costi del servizio, come determinati dallAutorità, e siano differenziate per ambito gas diversi;
× il medesimo articolo della RTDG, prevede che le opzioni tariffarie gas diversi siano composte dalle componenti ot1, ot3 e Ä1(mis);
× larticolo 66, comma 1, della RTDG, stabilisce che nel periodo di avviamento, nelle singole località interessate, limpresa distributrice applichi opzioni tariffarie gas diversi liberamente determinate.


CONSIDERATO CHE:

" ai fini dellaggiornamento delle componenti a copertura dei costi operativi e dei costi di capitale centralizzati della tariffa TVD relativi al servizio di distribuzione, riportate nella Tabella 4 e nella Tabella 5, della RTDG: × larticolo 47, della RTDG, prevede che, ai fini dellaggiornamento annuale delle componenti ope rdtdist ,,)( e ope gdtdist ,,)( a copertura dei costi operativi relativi al servizio di distribuzione, si applichino: o il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dallIstat;
o il tasso di riduzione annuale dei costi unitari riconosciuti, di cui allarticolo 11, comma 1, della RTDG, per le vecchie gestioni comunali o sovracomunali;
5
o il tasso di riduzione annuale dei costi unitari riconosciuti, di cui allarticolo 19, della RTDG, per le gestioni dambito;
o il tasso di variazione collegato a modifiche dei costi riconosciuti derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da mutamento del quadro normativo e dalla variazione degli obblighi relativi al servizio universale;
× larticolo 49, della RTDG, prevede che, ai fini dellaggiornamento annuale della componente avvdist )( a copertura dei costi operativi nelle località in avviamento, riportata nella Tabella 5, della RTDG, si applichino: o il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dallIstat;
o il tasso di variazione collegato a modifiche dei costi riconosciuti derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da mutamento del quadro normativo e dalla variazione degli obblighi relativi al servizio universale;
× larticolo 52, della RTDG, prevede che laggiornamento della componente cap tcent )( a copertura dei costi di capitale centralizzati, riportata nella Tabella 5, della RTDG, sia effettuato in funzione del tasso di variazione medio annuo del deflatore degli investimenti fissi lordi rilevato dallIstat, riferito agli ultimi quattro trimestri disponibili sulla base del calendario di pubblicazione dellIstat;
" i criteri di aggiornamento annuale delle componenti a copertura dei costi di capitale della tariffa TVD, relativa al servizio di distribuzione, e della tariffa TVM, relativa al servizio di misura, sono disciplinati dagli articoli 53 e 54, della RTDG;
" in relazione allaggiornamento delle componenti a copertura dei costi operativi della tariffa TVM, relativa al servizio di misura, e della tariffa COT, relativa al servizio di commercializzazione, riportate nella Tabella 5, della RTDG: × larticolo 50, della RTDG, prevede che, ai fini dellaggiornamento annuale delle componenti bopetinst ,)( , opetract )( e t(cot)t, a copertura dei costi operativi dei servizi di misura e commercializzazione, si applichino: o il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dallIstat;
o il tasso di riduzione annuale dei costi unitari riconosciuti, di cui allarticolo 11, comma 2, della RTDG;
o il tasso di variazione collegato a modifiche dei costi riconosciuti derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da mutamento del quadro normativo e dalla variazione degli obblighi relativi al servizio universale;
× larticolo 51, della RTDG, prevede che laggiornamento annuale della quota parte della componente vopetinst ,)( a copertura dei costi operativi di base, riportata nella Tabella 5, della RTDG, sia effettuato applicando le regole previste dallarticolo 50, della RTDG per la componente bopetinst ,)( e le 6
regole previste dallArticolo 15 in relazione alla maggiorazione CVERunit,t, destinata alla copertura degli extra-costi connessi con lestensione degli obblighi di verifica dei dispositivi di conversione;
× in relazione alla revisione della componente CVERunit,t, il punto 5 della deliberazione 775/2016/R/GAS ha previsto che siano svolti approfondimenti, da concludersi entro il 30 novembre 2017;
× nel documento per la consultazione 759/2017/R/GAS sono stati illustrati gli orientamenti dell'Autorità in relazione alle modalità di copertura degli extra- costi connessi con lestensione degli obblighi di verifica dei dispositivi di conversione e, più in generale, dei costi relativi alle verifiche metrologiche per i gruppi di misura di classe maggiore di G6, per gli anni tariffe 2018 e 2019; in particolare, lAutorità ha ipotizzato ladozione di soluzioni di riconoscimento dei costi basate su logiche a consuntivo;
× con separato provvedimento, entro il 31 dicembre 2017, lAutorità procederà a fissare le regole per la copertura degli extra-costi connessi con lestensione degli obblighi di verifica dei dispositivi di conversione e, più in generale, dei costi relativi alle verifiche metrologiche per i gruppi di misura di classe maggiore di G6, per gli anni tariffe 2018 e 2019;
" in relazione alla determinazione delle componenti t(tel)t e t(con)t a copertura rispettivamente dei costi dei sistemi di telelettura/telegestione e dei costi dei concentratori, il punto 2 della deliberazione 775/2016/R/GAS ha previsto che siano svolti approfondimenti, da concludersi entro il 30 novembre 2017;
" nel documento per la consultazione 759/2017/R/GAS sono stati illustrati gli orientamenti dell'Autorità in relazione alle modalità di riconoscimento dei costi relativi ai sistemi di telelettura/telegestione e dei costi dei concentratori, per gli anni tariffe 2018 e 2019, ipotizzando ladozione di riconoscimenti su base parametrica con una tariffa di riferimento differenziata in funzione della dimensione delle imprese;
" in relazione allaggiornamento annuale delle opzioni tariffarie gas diversi, larticolo 67, della RTDG, prevede che lAutorità aggiorni annualmente le componenti ot1, ot3 e Ä1(mis) in funzione dei tassi di variazione delle variabili che influenzano il costo del servizio, determinati in coerenza con le regole previste per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
" il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dallIstat è risultato pari a 0,58%;
" il tasso di variazione medio annuo del deflatore degli investimenti fissi lordi rilevato dallIstat, riferito agli ultimi quattro trimestri disponibili sulla base del calendario di pubblicazione dellIstat è pari a 0%.
CONSIDERATO CHE:

" con la deliberazione 252/2017/R/COM, lAutorità ha adottato disposizioni in materia di agevolazioni tariffarie e rateizzazione dei pagamenti per le 7
popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nei giorni del 24 agosto 2016 e successivi;
" in particolare, in relazione a utenti connessi a reti canalizzate gestite in affidamento dagli enti locali da esercenti che svolgano lattività di distribuzione, misura e vendita di altri gas a mezzo di reti canalizzate come definita nel TIUC, larticolo 11, comma 2, della deliberazione prevede modalità differenziate di determinazione delle agevolazioni, distinguendo tra reti canalizzate che rispettino i requisiti di cui allarticolo 64, comma 3, della RTDG e che quindi risultino soggette alla regolazione tariffaria ex ante dellAutorità e altre reti;
" larticolo 20, comma 2, della deliberazione 252/2017/R/COM, prevede che lAutorità, sulla base dellandamento dei punti serviti dalle imprese distributrici, valuti se possano ricorrere le condizioni per lattivazione di meccanismi di compensazione dei ricavi per le imprese distributrici, conseguenti alla riduzione del numero di punti serviti in conseguenza degli eventi sismici.


CONSIDERATO CHE:

" in data 17 novembre 2017, si è chiusa la raccolta dai dati fisici, economici e patrimoniali necessari per determinare il costo dei servizi di distribuzione e misura del gas per lanno 2018;
" in relazione ai servizi di distribuzione e misura di gas diversi dal naturale, delle 74 imprese distributrici che hanno partecipato alla raccolta: × 32 imprese distributrici hanno compilato e trasmesso per via telematica in modo completo la modulistica predisposta dalla Direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling dellAutorità;
× 34 imprese hanno dichiarato di servire, alla data del 31 dicembre 2016, in tutte le località gestite un numero di punti di riconsegna inferiore a 300;
× 8 imprese non hanno trasmesso alcun dato;
" sulla base delle informazioni a disposizione della Direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling, dellAutorità, delle 8 imprese che non hanno trasmesso alcun dato: × le imprese SERVIZI & IMPIANTI RETI GAS S.r.l. ID 3344, QUATTROPETROLI S.p.a. ID 669, PA.LA.GAS. S.r.l. ID 781, LIGURIA GAS S.r.l. ID 1843 e LAMPOGAS EMILIANA S.r.l. ID 1183 risultano servire, negli anni precedenti, località con un numero di punti di riconsegna inferiore a 300;
× limpresa ISGASTRENTATRE ID 23895 risulta servire località in avviamento;
× limpresa ULTRAGAS C.M. S.p.a. ID 793 risulta servire, negli anni precedenti, un numero di punti di riconsegna superiore a 300 nella località TORRE ORSAIA (SA) - ID Località 5796;
× limpresa distributrice ESSENERGIA Sas ID 14505, per la quale con deliberazione 437/2014/R/GAS sono state determinate le opzioni tariffarie gas diversi e le condizioni economiche di fornitura di gas di petrolio liquefatti per gli anni dal 2003 al 2013, non ha ad oggi reso disponibili 8
informazioni che consentano di stabilire se la medesima sia oggetto degli obblighi previsti in materia tariffaria dalla RTDG;
" limpresa BRIONGAS S.r.l. ID 90, che svolge il servizio di fornitura di gas diversi dal naturale in alcuni Comuni colpiti dagli eventi sismici verificatisi nei giorni del 24 agosto 2016 e successivi, ha comunicato di aver subito la perdita di numerosi utenti per effetto di tali eventi sismici e risulta servire meno di 300 punti di riconsegna.


CONSIDERATO CHE:

" in relazione al riconoscimento dei maggiori oneri derivanti dalla presenza di canoni di concessione: × larticolo 59, comma 2, della RTDG, prevede che, qualora i Comuni concedenti abbiano incrementato il canone delle concessioni di distribuzione ai sensi di quanto previsto dallarticolo 46-bis, comma 4, del decreto-legge 159/07, le imprese distributrici interessate possano presentare apposita istanza allAutorità per il riconoscimento dei maggiori oneri derivanti per effetto di tali disposizioni;
× larticolo 59, comma 3, della RTDG, stabilisce che condizioni necessarie perché lAutorità riconosca i maggiori oneri di cui allarticolo 59, comma 2, della RTDG sono che il Comune non abbia assegnato una nuova concessione successivamente allentrata in vigore del decreto-legge 159/07 e che la concessione sia scaduta;
× larticolo 59, comma 5, della RTDG, dispone che il riconoscimento dei maggiori oneri di cui allarticolo 59, comma 2, sia limitato al periodo che intercorre dalla data di efficacia dellaumento del canone fino alla data in cui viene aggiudicata la nuova gara;
× nel caso in cui il coefficiente GPi, di cui allarticolo 59, comma 4, della RTDG assuma valore pari a 1, ovvero il valore di 04/170 ,,0807 icVRD cui al medesimo comma della RTDG sia pari a 0, ovvero limpresa distributrice non abbia indicato lammontare massimo dei maggiori oneri riconosciuti (COLc,i) allatto dellinvio dei dati tariffari, il valore di COLc,i assume valore pari a zero;
× larticolo 59, comma 6, della RTDG, prevede che limpresa distributrice possa istituire unapposita componente tariffaria a copertura dei maggiori oneri di cui allarticolo 59, comma 2, della RTDG, denominata canoni comunali, di cui è data separata evidenza in bolletta;
× il medesimo articolo 59, comma 6, della RTDG, stabilisce che il valore della componente tariffaria di cui al punto precedente sia determinato dividendo lammontare massimo dei maggiori oneri riconosciuti COLc,i per il numero di punti di riconsegna atteso per lanno t, sulla base della miglior stima disponibile;
9
× larticolo 59, comma 7, della RTDG, prevede che, nellistanza di cui allarticolo 59, comma 2, della RTDG, limpresa distributrice proponga per lapprovazione dellAutorità il valore della componente COLc,i;
× come indicato nelle FAQ pubblicate in relazione alla RTDG 2009-2012, la documentazione prodotta deve dimostrare leffettiva attivazione, da parte dei Comuni, dei meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti di cui al comma 4, articolo 46-bis del decreto-legge 159/07, con un impegno formalizzato, scritto e pubblico, che non può limitarsi a una documentazione da cui si evinca una mera indicazione dellintenzione del Comune di attivare tali meccanismi di tutela;
× al fine di valutare lesistenza di un impegno formale dei Comuni ad attivare, a fronte dellincremento dei canoni di concessione, dei meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti, sono stati ritenuti idonei documenti prodotti nella forma di delibere della giunta comunale o di altri organi competenti, provvedimenti del sindaco e determinazioni dirigenziali;
× la documentazione prodotta non è valutata rispondente alle prescrizioni della RTDG nei seguenti casi: o produzione di documentazione incompleta o nella forma di proposta di deliberazione;
o produzione di deliberazioni sospese per effetto di successivi provvedimenti;
o mancanza di un riferimento esplicito allattivazione di meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti nel deliberato o nel determinato dei documenti prodotti o negli atti aggiuntivi allegati;
o mancanza nella documentazione prodotta dellindicazione della destinazione prioritaria dei fondi raccolti con lincremento dei canoni allattivazione dei meccanismi di tutela o indicazione di destinazioni alternative di tali fondi;
× 16 imprese distributrici hanno presentato, nellambito della raccolta dati per la definizione delle tariffe 2018, nuova istanza per lapplicazione della componente canoni comunali di cui allarticolo 59, comma 6, della RTDG, con riferimento a 30 località, indicando gli elementi per il calcolo dellammontare massimo del riconoscimento dei maggiori oneri derivanti dalla presenza di canoni di concessione.


RITENUTO OPPORTUNO:

" procedere secondo quanto previsto dallarticolo 3, comma 1, della RTDG e in coerenza con quanto indicato nei considerata, alla definizione e alla pubblicazione dei valori, validi per lanno 2018, relativi a: × tariffe obbligatorie e importi di perequazione bimestrale dacconto per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
× opzioni tariffarie gas diversi;
× componenti a copertura dei costi operativi e dei costi di capitale centralizzati della tariffa di riferimento TVD, relativa al servizio di distribuzione;
10
× componenti a copertura dei costi operativi della tariffa di riferimento TVM, relativa al servizio di misura del gas naturale, ad eccezione della componente vope tinst ,)( , che eventualmente, potrà essere fissata con il provvedimento dellAutorità, la cui pubblicazione è prevista entro il 31 dicembre 2017, che disciplinerà le modalità di copertura dei costi relativi alle verifiche metrologiche per i gruppi di misura di classe maggiore di G6, per gli anni tariffe 2018 e 2019;
× tariffa di riferimento COT, relativa al servizio di commercializzazione dei servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
" in relazione alla determinazione delle tariffe obbligatorie per il servizio di distribuzione del gas naturale: × tenere conto delle rettifiche di dati patrimoniali e fisici, secondo le decorrenze di cui allarticolo 4, della RTDG;
× in coerenza con lapproccio adottato per la determinazione delle tariffe obbligatorie negli anni 2014-2017, al fine di incrementare la stabilità delle tariffe, prevedere che i volumi di gas rilevanti utilizzati nelle determinazioni delle quote variabili delle tariffe obbligatorie a copertura dei costi del servizio di distribuzione siano determinati come media mobile dei dati relativi al gas distribuito nellultimo quadriennio disponibile;
× nel dimensionamento della componente Ä1(mis) della tariffa obbligatoria tenere conto di una stima degli oneri previsti per la copertura dei costi relativi alle verifiche metrologiche e dei costi dei sistemi di telelettura/telegestione e dei concentratori, tenendo anche conto dei possibili scenari connessi agli orientamenti espressi nel documento per la consultazione 759/2017/R/GAS;
" determinare le opzioni gas diversi secondo le disposizioni dellarticolo 2, comma 6, della RTDG, che disciplinano il caso di mancata comunicazione dei dati fisici relativi al numero di punti di riconsegna serviti, con riferimento allimpresa ULTRAGAS C.M. S.p.a. ID 793 per la regione Campania e allimpresa ESSENERGIA Sas ID 14505 per la regione Lazio;
" prevedere che per limpresa BRIONGAS SRL ID 90, in via provvisoria, siano confermate le opzioni tariffarie gas diversi approvate per il 2017 con la deliberazione 774/2016/R/GAS, in attesa che siano completati i necessari approfondimenti sulla situazione delle reti di distribuzione di gas diversi dal naturale in alcuni Comuni colpiti dagli eventi sismici verificatisi nei giorni del 24 agosto 2016 e successivi, anche in relazione allipotesi di attivazione di meccanismi di compensazione dei ricavi per le imprese distributrici, conseguenti alla riduzione del numero di punti serviti in conseguenza degli eventi sismici, prevista dalla richiamata deliberazione 252/2017/R/COM.
11
RITENUTO OPPORTUNO:

" in relazione alle istanze per il riconoscimento dei maggiori oneri derivanti dagli incrementi dei canoni di concessione ai sensi di quanto previsto dal comma 4, articolo 46-bis, del decreto-legge 159/07: × procedere allapprovazione dellammontare massimo del riconoscimento dei maggiori oneri COLc,i di cui allarticolo 59, comma 4, della RTDG per le imprese distributrici che hanno fornito gli elementi necessari per la valorizzazione di tale ammontare e completa documentazione;
× prevedere che qualora ricorrano le condizioni previste dallarticolo 59, comma 2, e dallarticolo 59, comma 3, della RTDG, anche in relazione a quanto precisato nelle FAQ pubblicate, il recupero di eventuali periodi pregressi debba essere effettuato nel primo anno utile;
× escludere dal riconoscimento dei maggiori oneri COLc,i le imprese distributrici che non forniscano idonea documentazione di cui allarticolo 59, comma 3, lettera a), della RTDG o che non forniscano gli elementi necessari per la valorizzazione dellammontare massimo del riconoscimento dei maggiori oneri;
× in particolare, escludere dal riconoscimento di cui al precedente punto le imprese che non dimostrino che le risorse aggiuntive derivanti dallaumento del canone siano state destinate dai Comuni allattivazione di meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti, poiché è solo questa la destinazione prevista dalle disposizioni di legge che si riflette favorevolmente sul sistema e può quindi configurare un costo riconoscibile in tariffa, in linea con la finalità di cui allarticolo 1 della legge 481/95;
× su queste basi, procedere al riconoscimento dellammontare COLc,i con riferimento alle località riportate nella Tabella 4 dellAllegato A al presente provvedimento, in relazione alle quali la documentazione allegata è risultata rispondente alle prescrizioni della RTDG, valutando invece come non idonee le istanze di riconoscimento con riferimento alle località di cui alla Tabella 5 dellAllegato A al presente provvedimento, in relazione alle quali dalla documentazione allegata non risulta limpegno formale dei Comuni ad attivare, a fronte dellincremento dei canoni di concessione, meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti o non sono stati forniti gli elementi necessari per la valorizzazione dellammontare massimo del riconoscimento dei maggiori oneri






12
DELIBERA


Articolo 1 Approvazione delle tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale di cui allarticolo 40 della RTDG, per lanno 2018
1.1. Sono approvate le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione, misura e commercializzazione del gas naturale, di cui allarticolo 40, della RTDG, per lanno 2018, come riportati nella Tabella 1 dellAllegato A al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.


Articolo 2 Approvazione delle opzioni tariffarie gas diversi, per lanno 2018
2.1 Sono approvate le opzioni tariffarie gas diversi, di cui allarticolo 65, della RTDG, per lanno 2018, come riportate nella Tabella 2 dellAllegato A al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.

2.2 Le opzioni tariffarie gas diversi relative allimpresa BRIONGAS S.r.l. ID 90 riportate nella Tabella 2 dellAllegato A sono approvate in via provvisoria.



Articolo 3 Determinazione degli importi di perequazione bimestrale dacconto relativi al servizio di distribuzione del gas naturale, per lanno 2018
3.1 Sono approvati gli importi di perequazione bimestrale dacconto per lanno 2018 relativi al servizio di distribuzione del gas naturale, di cui allarticolo 45, della RTDG, come riportati nella Tabella 3 dellAllegato A al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.



Articolo 4 Aggiornamento di componenti a copertura dei costi di capitale centralizzati e dei costi operativi delle tariffe TVD, TVM e COT, per lanno 2018
4.1 La Tabella 4 e la Tabella 5, della RTDG, sono sostituite con la Tabella 4 e la Tabella 5 riportate nellAllegato B al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.



13
Articolo 5 Approvazione dellammontare massimo del riconoscimento di maggiori oneri COLc,i
5.1 E approvato lammontare massimo del riconoscimento di maggiori oneri COLc,i, di cui allarticolo 59, della RTDG, per le località riportate nella Tabella 4 dellAllegato A al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.



Articolo 6 Disposizioni finali
6.1 Il presente provvedimento è trasmesso alla Cassa per i servizi energetici e ambientali.

6.2 Il presente provvedimento è pubblicato sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Rideterminazione di tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas, per gli anni 2009-2016 AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Con il presente provvedimento si procede alla rideterminazione delle tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni 2009-2016, sulla base di richieste di rettifica di dati pervenute entro la data del 15 settembre 2017.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
858/2017/R/GAS

RIDETERMINAZIONE DI TARIFFE DI RIFERIMENTO PER I SERVIZI DI DISTRIBUZIONE E
MISURA DEL GAS, PER GLI ANNI 2009-2016


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481, come successivamente modificata e integrata;
" il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, come successivamente modificato e integrato;
" il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2001, n. 244;
" la legge 27 ottobre 2003, n. 290, come successivamente modificata e integrata;
" la legge 23 agosto 2004, n. 239, come successivamente modificata e integrata;
" la legge 23 luglio 2009, n. 99, come successivamente modificata e integrata;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93, come successivamente modificato e integrato;
" la Parte II, del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012(RTDG 2009-2012), come modificata in ultimo con la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 10 ottobre 2013, 447/2013/R/GAS;
" la deliberazione dellAutorità 24 luglio 2014, 367/2014/R/GAS (di seguito: deliberazione 367/2014/R/GAS);
" la Parte II, del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (RTDG 2014-2019), approvata con la deliberazione 367/2014/R/GAS, come successivamente modificata e integrata;
" la deliberazione dellAutorità 22 dicembre 2016, 775/2016/R/GAS (di seguito: deliberazione 775/2016/R/GAS);
2
" la Parte II, del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (RTDG 2014-2019), approvata con la deliberazione 775/2016/R/GAS (di seguito: RTDG);
" la deliberazione dellAutorità 28 aprile 2017, 145/2017/R/GAS (di seguito: deliberazione 145/2017/R/GAS);
" la deliberazione dellAutorità 6 aprile 2017, 220/2017/R/GAS;
" la determinazione del Direttore della Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling dellAutorità 30 gennaio 2015, 3/15 (di seguito: determinazione 3/2015).

CONSIDERATO CHE:

" larticolo 4, comma 1, della RTDG prevede che: - le richieste di rettifica di dati relativi a incrementi patrimoniali e contributi possano essere presentate dalle imprese allAutorità in ciascun anno del periodo regolatorio 2014-2019 nelle finestre 1 febbraio - 15 febbraio e 1 settembre - 15 settembre;
- tali richieste di rettifica siano trasmesse secondo le modalità definite con Determina del Direttore della Direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling;
" in relazione agli effetti delle rettifiche: - larticolo 4, comma 2, della RTDG prevede che le istanze di rettifica di dati relativi a incrementi patrimoniali e contributi, qualora comportino vantaggi per il cliente finale, siano accettate con decorrenza dallanno tariffario a cui è riferibile lerrore;
- larticolo 4, comma 3, della medesima RTDG prevede che le richieste di rettifica, qualora comportino vantaggi per le imprese distributrici, siano accettate con decorrenza dallanno tariffario successivo a quello della richiesta di rettifica;
- larticolo 4, comma 4, della RTDG prevede che le richieste di rettifica di dati fisici siano accettate per lanno tariffario a cui è riferibile lerrore;
" secondo quanto disposto dallarticolo 4, comma 5, della RTDG, le richieste di rettifica di dati, inoltrate allAutorità, comportano lapplicazione di una indennità amministrativa a carico dellimpresa distributrice che richiede la rettifica, pari all1% della variazione del livello dei vincoli ai ricavi attesi causato dalla rettifica medesima, con un minimo di 1.000 euro;
" con determinazione 3/2015 sono state indicate le modalità e le tempistiche di invio ed elaborazione dei dati e delle rettifiche, ai fini dellaggiornamento annuale delle tariffe e della messa a disposizione dei dati tariffari alle stazioni appaltanti.

3
CONSIDERATO CHE:

" sono state presentate, entro la data del 15 settembre 2017, richieste di rettifica e integrazione di dati patrimoniali oggetto di raccolte dati effettuate in anni precedenti il 2017, riferite a località servite dalle imprese distributrici di seguito elencate:
TABELLA A
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
47 SEI SERVIZI ENERGETICI INTEGRATI S.r.l. 318 AMALFITANA GAS S.r.l. 378 ACAM GAS S.p.a.

380 EROGASMET S.p.a.

412 VENETA GAS S.pa. (istanza presentata da EROGASMET S.p.a., attuale gestore) 436 SEAB - SERVIZI ENERGIA AMBIENTE BOLZANO S.p.a.

807 ITALGAS RETI S.p.a.

860 LD RETI S.r.l. 1338 LARIO RETI GAS S.r.l. 20103 CENTRIA S.r.l. 22668 2i Rete Gas S.p.a.

24121 Blu Reti Gas S.r.l. 25367 INRETE Distribuzione energia S.p.a.


" sono state presentate, entro il 15 settembre 2017, istanze di rettifica di dati fisici dalla società 573-PREALPI GAS S.r.l., con riferimento alla località 4312- Gallarate e allanno 2015, e dalla società 926-AcegasApsAmga S.p.a., con riferimento alla località 310-Codroipo e allanno 2014;
" è stata presentata, entro la data del 15 settembre 2017, istanza di determinazione tariffaria dufficio dallimpresa distributrice 20103-CENTRIA S.r.l. con riferimento alle località 5312-Terranuova Bracciolini e 6576-Terranuova Bracciolini;
" sono state presentate, entro la data del 15 settembre 2017, istanze di rideterminazione tariffaria connesse al reperimento di documentazione contabile precedentemente non disponibile, riferite a località servite dalle imprese distributrici di seguito elencate:
TABELLA B
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
553 UNISERVIZI S.p.a.

682 GIGAS RETE S.r.l. 696 ENERCO DISTRIBUZIONE S.p.a.

791 TOSCANA ENERGIA S.p.a.

807 ITALGAS RETI S.p.a.

992 NOVARETI S.p.a.

4
1112 AS RETIGAS S.r.l. 3045 IRETI S.p.a.

20103 CENTRIA S.r.l. 24121 Blu Reti Gas S.r.l. 25367 INRETE Distribuzione energia S.r.l.
CONSIDERATO CHE:

" con deliberazione 145/2017/R/GAS sono state determinate le tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale per lanno 2016, sulla base di quanto disposto dallarticolo 3, comma 2, della RTDG;
" a seguito di alcune verifiche condotte dagli uffici della Direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling dellAutorità sono emersi alcuni errori materiali nella deliberazione 145/2017/R/GAS per le località di seguito elencate:
TABELLA C
IDAEEG
DENOMINAZIONE
IMPRESA
DISTRIBUTRICE
ID LOCALITA DENOMINAZIONE LOCALITA
499 NEDGIA S.p.a. 10306 Vibonati sconfinamento di Sapri 499 NEDGIA S.p.a. 10313 Isernia sconfinamento di Pettoranello del Molise 807 ITALGAS RETI S.p.a. 9546 FUSCALDO (CS) 22668 2I RETE GAS S.p.a. 10271 Carnate sconf da Ronco Briantino 22668 2I RETE GAS S.p.a. 10272 Origgio sconf. da Saronno 25367 INRETE DISTRIBUZIONE ENERGIA S.p.a. 10231 BUDRIO (BO) Rotta Giardino, Guarda, via San Salvatore
RITENUTO CHE:

" in relazione alle rettifiche presentate nel mese di settembre 2017: - con riferimento alle richieste di rettifica di dati patrimoniali presentate dalle imprese distributrici di cui alla Tabella A: § in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4, comma 2, della RTDG, sia opportuno accettare, ai fini delle rideterminazioni tariffarie per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni dal 2009 al 2016, le richieste di presentate dalle imprese distributrici di cui alla seguente Tabella D, che comportano vantaggi per i clienti finali:
TABELLA D
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
380 EROGASMET S.p.a.

412 VENETA GAS S.pa. (istanza presentata da EROGASMET S.p.a., 5
attuale gestore) 436 SEAB - SERVIZI ENERGIA AMBIENTE BOLZANO S.p.a.

807 ITALGAS RETI S.p.a.

860 LD RETI S.r.l. 1338 LARIO RETI GAS S.r.l. 24121 Blu Reti Gas S.r.l.
§ in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4, comma 3, della RTDG, sia opportuno prevedere che le istanze di rettifica e integrazione di dati patrimoniali, per le imprese distributrici di seguito elencate nella Tabella E, siano accettate in sede di approvazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2017, entro il termine del 28 febbraio 2018, sulla base di quanto stabilito dallarticolo 3, comma 2, lettera b), della medesima RTDG e secondo le disposizioni riportate nellAllegato A alla determinazione 3/2015:
TABELLA E
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
47 SEI SERVIZI ENERGETICI INTEGRATI S.r.l. 860 LD RETI S.r.l. 25367 INRETE DISTRIBUZIONE ENERGIA S.p.a.


§ in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4, comma 3, della RTDG, sia opportuno prevedere che le istanze di rettifica e integrazione di dati patrimoniali presentate a correzione di dati tariffari relativi ad anni precedenti allanno 2015, per le imprese distributrici di seguito elencate nella Tabella F, che comportano vantaggi per limpresa distributrice, siano accettate in sede di approvazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2018, entro il termine del 28 febbraio 2019, sulla base di quanto stabilito dallarticolo 3, comma 2, lettera b), della medesima RTDG:
TABELLA F
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
47 SEI SERVIZI ENERGETICI INTEGRATI S.r.l. 318 AMALFITANA GAS S.r.l. 378 ACAM GAS S.p.a.

380 EROGASMET S.p.a.

412 VENETA GAS S.pa. (istanza presentata da EROGASMET S.p.a., attuale gestore) 436 SEAB - SERVIZI ENERGIA AMBIENTE BOLZANO S.p.a.

807 ITALGAS RETI S.p.a.

860 LD RETI S.r.l. 1338 LARIO RETI GAS S.r.l. 6
20103 CENTRIA S.r.l. 22668 2i RETE GAS S.p.a.


- in relazione alle richieste di rettifica di dati fisici, in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4, comma 4, della RTDG, secondo cui le richieste di rettifica di dati fisici sono accettate per lanno tariffario a cui è riferibile lerrore: § sia opportuno accettare, ai fini delle rideterminazioni tariffarie per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni dal 2009 al 2016, la richiesta di rettifica di dati fisici presentata dalla società 926- AcegasApsAmga S.p.a., con riferimento alla località 310-Codroipo per lanno 2014, con decorrenza dalle tariffe dellanno 2016;
§ sia opportuno prevedere che la richieste di rettifica e integrazione di dati fisici presentata dalla società 573-PREALPI GAS S.r.l., con riferimento alla località 4312-Gallarate per lanno 2015, sia accettata in sede di approvazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2017, entro il termine del 28 febbraio 2018, sulla base di quanto stabilito dallarticolo 3, comma 2, lettera b), della medesima RTDG;
- in relazione alle istanze di determinazione tariffaria dufficio: § sia opportuno prevedere che listanza presentata dallimpresa distributrice 20103-CENTRIA S.r.l., con riferimento alle località 5312-Terranuova Bracciolini e 6576-Terranuova Bracciolini, sia processata in tempo utile per lapprovazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2017, entro il termine del 28 febbraio 2018, secondo le disposizioni riportate nellAllegato A alla determinazione 3/2015;
- in relazione alle istanze di rideterminazione tariffaria di cui alla Tabella B: § sia opportuno prevedere che le medesime istanze siano processate in tempo utile per lapprovazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2018 e che le decorrenze delle rettifiche siano fissate in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4 della RTDG e secondo le disposizioni riportate nellAllegato A alla determinazione 3/2015. - sia necessario procedere alla rideterminazione delle tariffe di riferimento per gli anni dal 2009 al 2016 in relazione alle rettifiche di cui ai precedenti punti;
- in relazione alle rettifiche dei dati presentate e accolte nella rideterminazione tariffaria di cui al presente provvedimento, sia opportuno applicare lindennità amministrativa prevista dallarticolo 4, comma 5, della RTDG.

7
RITENUTO OPPORTUNO:

" procedere alla correzione degli errori materiali riscontrati nella deliberazione 145/2017/R/GAS in relazione alla tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura per lanno 2016, per le località elencate nella Tabella C

DELIBERA


Articolo 1 Rideterminazione di tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale per gli anni dal 2009 al 2016
1.1 Sono approvati i valori delle tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale: " per lanno 2009 come riportati nella Tabella 1 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2010 come riportati nella Tabella 2 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2011 come riportati nella Tabella 3 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2012 come riportati nella Tabella 4 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2013 come riportati nella Tabella 5 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2014 come riportati nella Tabella 6 allegata al presente provvedimento, di cui formano parte integrante;
" per lanno 2015 come riportati nella Tabella 7 allegata al presente provvedimento, di cui formano parte integrante;
" per lanno 2016 come riportati nella Tabella 8 allegata al presente provvedimento, di cui formano parte integrante.



Articolo 2 Indennità amministrativa
2.1 Lindennità amministrativa di cui allarticolo 4, comma 5, della RTDG si applica alle imprese elencate nella Tabella 9 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.

8
Articolo 3 Disposizioni finali
3.1 Il presente provvedimento è trasmesso alla Cassa per i servizi energetici e ambientali 3.2 Il presente provvedimento è pubblicato sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Informat Paper News - alternativasostenibile.it

A Ecomondo i migliori esperti a livello globale dell'economia circolare alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.06

La promozione della circular economy, tema portante di ECOMONDO (8-11 novembre), porterà nei prossimi giorni alla Fiera di Rimini i principali attori italiani ed europei impegnati a creare un terreno favorevole a quello che si sta imponendo come il nuovo driver per lo sviluppo della green economy. All’interno di un programma

OGCI Climate Investments investe un miliardo di dollari per accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative a basse emissioni alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

La Oil and Gas Climate Initiative (OGCI) ha annunciato oggi un investimento di un miliardo di dollari nel corso dei prossimi 10 anni, per sviluppare e accelerare la diffusione commerciale di tecnologie innovative a basse emissioni. OGCI Climate Investments (OGCI CI) avrà lo scopo di diffondere, allinterno di OGCI e oltre, nuove tecnologie sviluppate con successo. Uno degli obiettivi sarà anche quello di identificare modi diversi per ridurre l'intensità energetica nei settori dei trasporti e dellindustria. Lavorando in partnership con iniziative affini nei diversi gruppi di stakeholder e nei diversi settori, OGCI Climate Investments ritiene che il suo impatto in termini di riduzione delle emissioni potrà essere moltiplicato nelle diverse applicazioni industriali. In una dichiarazione congiunta, i vertici delle 10 società energetiche oil and gas che compongono OGCI hanno dichiarato: La creazione di OGCI Climate Investments dimostra la nostra volontà collettiva di fornire soluzioni tecnologiche su larga scala creando un salto di qualità che aiuterà a contrastare il cambiamento climatico. Siamo impegnati personalmente a garantire che, lavorando insieme, le nostre compagnie giochino un ruolo chiave nel ridurre le emissioni di gas serra continuando comunque a fornire lenergia di cui il mondo ha bisogno. Questo investimento rappresenta un livello di collaborazione e una condivisione delle risorse in questo campo senza precedenti nellindustria oil and gas. Questa nuovo, ulteriore investimento andrà ad integrare i programmi già esistenti per le tecnologie low carbon delle singole società e si avvarrà delle competenze e delle risorse delle aziende associate. Attraverso confronti con gli stakeholder e un dettagliato lavoro tecnico, OGCI ha individuato due iniziali aree di interesse: accelerare l'introduzione di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio; ridurre le emissioni di metano da parte dell'industria petrolio e gas al fine di massimizzare i benefici climatici del gas naturale. OGCI ritiene che questi siano settori in cui l'industria oil and gas esercita un'influenza significativa e dove il suo lavoro di collaborazione può avere l'impatto maggiore. Oltre a questo, OGCI Climate Investments effettuerà anche investimenti che supportino il miglioramento dellefficienza energetica e operativa nelle industrie ad alta intensità energetica. In particolare, OGCI Climate Investments lavorerà a stretto contatto con gli altri attori industriali interessati per aumentare l'efficienza energetica in tutte le modalità di trasporto. Il CEO e il team di manager di OGCI Climate Investments saranno annunciati prossimamente. La formazione dell'OGCI Climate Investments sarà soggetta allottenimento di eventuali autorizzazioni regolatorie. LOil and Gas Climate Initiative è stata progettata per catalizzare azioni concrete per ridurre le emissioni di gas serra. Liniziativa è diretta dai CEO di dieci compagnie oil&gas che intendono guidare la risposta dell'industria ai cambiamenti climatici.Le aziende che compongono OGCI - BP, CNPC, Eni, Pemex, Reliance Industries, Repsol, Royal Dutch Shell, Saudi Aramco, Statoil e Total - insieme rappresentano un quinto della produzione di petrolio e gas del mondo. LOGCI è stata istituita a valle della discussione tenutasi in occasione del World Economic Forum Annual Meeting del 2014, ed è stata lanciata ufficialmente al vertice sul clima convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2014. di Andrea Pietrarota

La Ellen Macarthur Foundation protagonista ad Ecomondo alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

E listituzione leader, nel mondo, per la promozione e lo sviluppo delleconomia circolare. La Ellen MacArthur Foundation sarà protagonista ad ECOMONDO (8-11 novembre, fiera di Rimini) grazie alla presenza di AshimaSukhdev, project manager della associazione fondata nel 2010 nel Regno Unito, che interverrà al convegno Circular Economy & Smart Cities: opportunità e prospettive, in programma mercoledì 9 novembre (ore 14 18). Il convegno sarà presieduto dal professor Gian Marco Revel, Università Politecnica delle Marche, Coordinatore Piattaforma Tecnologica Italiana delle Costruzioni e sarà chiuso da Carlo Maria Medaglia, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dellAmbiente. Nella stessa giornata Ashima Sukhdev interverrà inoltre allincontro Le città: driver della green economy in programma nella sessione conclusiva degli Stati Generali della Green Economy (8-9 novembre) al quale è prevista anche la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio. La Ellen MacArthur Foundation prende il nome dalla sua fondatrice e presidente, Ellen MacArthur, velista britannica che dopo avere battuto, nel 2005, il record mondiale della circumnavigazione del globo, nel 2009 ha interrotto, a soli 33 anni, la carriera di velista per dedicarsi a tempo pieno alla sua battaglia in favore dellambiente. Una battaglia che lha trasformata nella leader della circular economy come lha definita Adam Bryant, direttore editoriale Live Journalism per il New York Times, nellintervista live trasmessa nella giornata di ieri dal canale Facebook New York Times Science e visualizzata finora da circa 87mila persone. E stata proprio lesperienza vissuta in mare, in situazioni di risorse limitate, a fare maturare nellallora campionessa della vela la consapevolezza della finitezza delle risorse su cui si basa la nostra economia e dunque della necessità di investire su un nuovo modello di sviluppo, basato sul concetto di economia circolare. Il compito che si pone la Ellen MacArthur Foundation è quello di fare inserire la Circular economy nellagenda della politica, dellindustria e della formazione accademica. Grazie ad una rete di Global Partners di assoluto rilievo (Cisco, Google, H&M, Intesa Sanpaolo, NIKE Inc., Philips, Renault, and Unilever), la Ellen MacArthur Foundation persegue e realizza lo sviluppo dellEconomia Circolare nei settori del business mondiale. Attraverso un team di esperti analisti, produce studi e approfondimenti. E inoltre impegnata nel diffondere linsegnamento della Circular Economy attraverso collaborazioni con scuole e università tra le più quotate a livello globale (Bradford University, CranfieldUniversity, University College London, Delft University of Technology, Arizona State University, University of Sao Paulo). Ashima Sukhdev fa parte del team Insight & Analysis della Ellen MacArhur Foundation ed è stata la coordinatrice dello studio Growth Within: a circular economy vision for a competitive Europe. di Andrea Pietrarota

Cresce il biogas in Friuli Venezia Giulia alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Il Friuli Venezia Giulia è una delle realtà economiche più vivaci del Paese, dispone di una superficie agricola totale (SAT) pari al 35% della sua superficie, nella quale sono presenti piantagioni estensive coltivate principalmente a seminativo, che danno occupazione al 3,2% della popolazione attiva. Le vaste aree montane e collinari dalle quali nasce e scende a valle un fitto reticolo di fiumi, rendono la Regione particolarmente adatta anche allallevamento. Nellambito degli allevamenti zootecnici prevalgono quelli dei bovini, ai quali si dedicano il 65% delle aziende: essi sono diffusi soprattutto nella zona di Pordenone e Udine, mentre nella zona di Gorizia e Trieste primeggiano allevamenti di suini. In questo contesto si colloca il costante aumento delle dimensioni medie delle aziende agricole e degli allevamenti che in questa Regione supera la media italiana. Questo trend favorisce il raggiungimento della dimensione ottimale per lo sviluppo degli impianti di produzione di energia a biogas che rappresentano unimportante opportunità reddituale per gli imprenditori agricoli e che vanno a corroborare le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici sulle quali è ormai stata raggiunta una generale convergenza, come è dimostrato dagli accordi sottoscritti da ben 196 paesi nel dicembre 2015 a Parigi nel corso della COP21 dellUnited Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC). Le prospettive positive sono confortate dallaumento della produzione di energia elettrica da biogas, che ha da anni un forte sviluppo: nel periodo 2013/2014 per il Friuli Venezia Giulia si riscontra un +13% rispetto al +10,1 % nazionale. Nel 2014 la produzione di energia elettrica da biogas rappresenta il 57% della produzione dovuta alle bioenergie, mentre biomasse e bioliquidi raggiungono la quota rispettivamente del 32% e 11%. L'articolo di Federica Schenato, laureata in Statistica ed esperta di statistiche ambientali, prosegue in allegato. di Andrea Pietrarota

Le materie prime del futuro alla mostra Exnovomaterials di Ecomondo 2016 alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Rappresentano il passo avanti nellindustria del riciclo, la svolta già in atto che consentirà di ridefinire il concetto stesso di materia prima. Sono i nuovi materiali che, grazie alla sperimentazione e alle nuove tecnologie, realizzano il concetto delleconomia circolare in una direzione rivoluzionaria per lindustria e lambiente. La mostra EXNovoMaterials in the circular economy, visitabile nella hall allingresso sud della Fiera di Rimini durante ECOMONDO, le racconterà con modalità scientifiche ma anche spettacolari nelledizione che celebra il ventennale del salone internazionale. Nuove materie che cambieranno il nostro modo di vivere sintetizza Roberto Coizet, curatore dellesposizione realizzata in collaborazione con Centro Materia Rinnovabile e Edizioni Ambiente. La terza sezione della mostra (Spazio della Sperimentazione e Innovazione), accompagnerà in un viaggio alla scoperta dei nuovi materiali realizzati da una decina di start up del nostro Paese. Arriva dal Piemonte Poliphenolia, realtà che crea e produce creme anti invecchiamento utilizzando polifenoli estratti da bucce e semi di uva al termine del processo di vinificazione. Tra i primi a studiare i polifenoli in materiali per applicazioni mediche, Poliphenolia applica la conoscenza sulle proprietà biomediche dei polifenoli alla cosmetica Due giovani donne, Antonella Bellina e Elisa Volpi, due professioniste della moda, sono i volti dietro a DueDiLatte, marchio che utilizza tessuti ricavati dal latte. Grazie atecniche di bio ingegneria è possibile ricavare una fibra estremamente naturale, dalle qualità uniche. I tessuti hanno infatti la caratteristica di nutrire e idratare la pelle. T-shirt, maglie e maglioncini oltre al look curano anche il corpo. Dalla plastica& alla super-plastica: è quello che fa lazienda Werner & Mertz che attraverso un particolare processo riesce a ottenere dalla plastica una tipologia addirittura più resistente che viene usata per produrre bottiglie per detersivi. Fertilana realizza invece, utilizzando gli scarti della lana di pecora, un ottimo fertilizzante adatto alla bioagricoltura. Mogu (in giapponese, fungo) è il nome del progetto della Mycoplast, start up che sfruttando gli scarti agricoli e alimentari, come la paglia di riso, la segatura, i fondi del caffè e la buccia di pomodori e patate, e trasformandoli in cibo per tipi particolari di funghi, riesce ad ottenere un biomateriale leggero come il polistirolo e biodegradabile, impermeabile e resistente alla fiamma, sostitutivo delle terracotte. In Italia si consumano 13 miliardi di uova allanno. E uninfinità di gusci, che nessuno usa. Tranne un team di ricercatori, che ha trovato un metodo per calibrare gusci duovo e argilla, ottenendo un nuovo cemento completamente biocompatibile. Si tratta dei ricercatori di Calchéra San Giorgio, Centro di Ricerca e Formulazione che studia e produce materiali specifici per il restauro, il consolidamento strutturale ed il risanamento di edifici di interesse storico culturale. GS4C è la start up milanese che lavorando con il basalto e trasformandolo in una fibra elastica propone una alternativa al vetro resina, materiale usato per la costruzione delle barche a vela non riciclabile a differenza del basalto. Si potrà così in futuro evitare laffondamento delle imbarcazioni arrivate a fine vita. Stone-brick, recuperando gli scarti della lavorazione lapidea, ovvero il cosiddetto fango di segagione che deriva dal taglio delle pietre, ottiene nuovo materiale per ledilizia, sviluppato con una tecnologia innovativa. Dal tavolo degli aperitivi allarredamento. E la nuova vita degli anacardi. I ricercatori dellazienda triestina AEP Polymers, analizzandone il guscio, sono riusciti a trasformarli in polimeri liquidi e schiume adatti per lisolamento e larredo. Equipolymers ha scoperto il modo per rendere eco-compatibili le bottiglie della Coca Cola. Grazie al lavoro di ricercatori italiani si è riusciti ad ottenere un riciclo della plastica P.E.T. tanto puro da poter essere utilizzato come componente della bottiglia più celebre al mondo di cui si producono circa 1 miliardo e 300 milioni anno di esemplari. Un accordo con la multinazionale consentirà di inserire nelle bottiglie una componente fino al 10% di nuovo materiale biocompatibile. di Andrea Pietrarota

Edilizia: sostenibile, innovativo e sicuro. E' "Condominio Eco" alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.02

La fiera Torna a Rimini dall'8 al all'11 novembre 2016 all'interno della fiera della green economy Ecomondo, Condominio Eco: la fiera nazionale dedicata al "condominio sostenibile", organizzata da Ecoarea Srl in collaborazione con Rimini Fiera. Titolo di questa terza edizione: 2026, il condominio che verrà. A quattro anni dalla riforma del condominio che ha dichiarato guerra a burocrazie, sprechi e leggi non più idonee ad amministrare con profitto unità immobiliari e palazzi, si sta assistendo a un concreto cambiamento di rotta a favore di soluzioni, strumenti e servizi sempre più caratterizzati da efficienza, risparmio e soluzioni per migliorare le relazioni fra gli stessi condòmini. Il "mondo" condominio I condomini in Italia sono più di un milione e, come gran parte degli edifici esistenti, soffrono di un grave stato di inefficienza energetica. Secondo i dati incrociati delle diverse associazioni di amministratori di condominio, oltre il 60% di queste unità ha un impianto di riscaldamento vecchio di più di 15 anni, spesso ancora funzionante a gasolio, con grossi costi per cittadini e ambiente; mentre il 23% del totale di questi edifici, dove statisticamente abita più di un italiano su due, può definirsi in pessimo stato di conservazione. Ciò si traduce in grandi opportunità per chi opera nel campo del risparmio energetico, dell'isolamento termico, della sicurezza, della domotica, dei nuovi materiali, dei servizi centralizzati: solo per citare alcuni dei settori target di Condominio Eco. Un segmento di business imperniato su efficienza e sostenibilità, che registra un trend positivo grazie anche a forme di aiuto economico ormai strutturate, come quella degli eco-bonus governativi. Gli espositori di Condominio Eco Anche quest'anno a Condominio Eco troveranno posto professionisti e aziende che si dedicano alla qualificazione edile ed energetica degli edifici: con materiali, tecnologie, prodotti e realizzazioni di nuovissima generazione. Fra gli espositori anche aziende di isolamento, coibentazione, riscaldamento, domotica, energie rinnovabili e alternative. E ancora produttori di tetti, pareti impermeabili, centrali termiche, soluzioni contro l'umidità di risalita, tecnologie per il risparmio della corrente elettrica, trattamento acqua, ascensori e tanto altro. Gli eventi di Condominio Eco Numerosi e tutti interessanti gli eventi che arricchiranno la terza edizione di Condominio Eco. Da quest'anno saranno coordinati da due autorevoli personalità del "mondo condominio": Francesco Schena (esperto Sole 24 Ore e docente di corsi di formazione professionale rivolti agli amministratori di condominio) e dall'accademico Mauro Alvisi, presidente di ECCOS (European Condo Center Observatory of Studies). Si tratta di un nuovo centro studi per l'analisi del fenomeno del social housing sotto il profilo statistico, economico, tecnologico e culturale. Fra gli ospiti di spicco dei tanti convegni che avranno per teatro Condominio Eco, il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico Antonio Gentile e Francesco Profumo: quest'ultimo a Rimini in veste di presidente IREN (società di multiservizi operante nella produzione e distribuzione di energia elettrica e teleriscaldamento). Entrambi, invitati da Ecomondo, interverranno sul tema "Circular economy & Smart Cities: opportunità e prospettive" (mercoledì 9 novembre, dalle 14 alle 17,30). Prima di loro, in apertura di fiera, da segnalare anche "Spazi aperti e verde condominiale" (a cura dell'Associazione Italia di Architettura del Paesaggio) e "Come migliorare l'efficienza energetica e la sicurezza sismica dei condomini" (a cura della rivista Ingenio). "Scusi ho finito il sale: social housing e dintorni. Come cambieranno le dinamiche di convivenza nei condomini" è invece il tema più scanzonato (ma anch'esso ricco di spunti interessanti) su cui interverrà la giornalista RAI e blogger Lucia Cuffaro, autrice del libro Fatto in casa. Smetto di comprare tutto ciò che so fare. Da segnalare poi giovedì 10 novembre, la seconda edizione degli Stati generali del Condominio, moderati da Francesco Schena (esperto del Sole 24 Ore). Per tutti gli altri eventi si suggerisce di consultare il programma aggiornato sulla pagina www.condominioeco.eu/eventi. La collocazione dentro Ecomondo Quest'anno l'area espositiva di Condominio Eco darà il benvenuto al pubblico nel sempre più frequentato Ingresso Est, dentro la Città Sostenibile (La via italiana alle Smart City), da sempre una dei maggiori centri di interesse di Ecomondo, luogo ideale dove connettersi con gli operatori dell'industria verde. Orari e modalità di visita della fiera su www.condominioeco.it. di Tommaso Tautonico

Informat Paper News - cmcc.it

Integrare e sviluppare servizi per la comunità dei modellisti climatici: intervista a Sandro Fiore - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2018.06.28

La rete europea ENES – European Network for Earth System Modelling è una comunità scientifica che raggruppa dipartimenti universitari, centri di ricerca e computer center, servizi meteo e partner industriali. Istituita nel 2001, la rete mira a promuovere una valutazione dello stato dell’arte e lo sviluppo dei modelli del Sistema Terra

Il “Madhouse effect”: il negazionismo del cambiamento climatico esaminato da Michael E. Mann - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2018.06.28

Credits: C A. Mazzai The Madhouse Effect: How Climate Change Denial is Threatening our Planet, Destroying our Politics, and Driving us Crazy (in italiano La terra brucia. Perchè negare il cambiamento climatico minaccia il nostro pianeta) è il titolo del libro pubblicato nel 2016 dallillustre Professore Michael Mann insieme al fumettista del Washington Post Tom Toles, ed è anche stato il punto di partenza della lezione del Professore, tenutasi il 20 giugno 2018 nelle aule dellUniversità Ca Foscari di Venezia. Il madhouse effect è una scherzosa distorsione della parola effetto serra (greenhouse effect in inglese): un neologismo creato per illustrare come il cambiamento climatico stia riscaldando il pianeta al punto da portarci alla pazzia. Infatti, secondo il Professor Mann, latteggiamento di scetticismo e negazionismo riguardante il cambiamento climatico largamente diffuso negli Stati Uniti è totalmente assurdo. Le decisioni dellamministrazione americana, le false convinzioni di molti scienziati, accademici e politici, così come lerrato comportamento della società in generale nei confronti del cambiamento climatico costituiscono dei forti ostacoli al tentativo di contrastarlo e una minaccia per le future opportunità di sconfiggerlo. Sebbene questo fenomeno non sia la fonte di tutti i problemi esistenti, Mann ha affermato che esso ha la capacità di intensificarli. I cambiamenti climatici sono in grado di moltiplicare i rischi e le problematiche a causa dei loro legami ed effetti con e su settori che vanno al di là di quello ambientale, come quello dellagricoltura, della politica, della sicurezza alimentare, delle migrazioni e della sicurezza nazionale in generale. Non dovremo aspettare molto per assistere a futuri scenari di lotta per le risorse alimentari e idriche, dal momento che stiamo già facendo esperienza di simili situazioni: il Professor Mann ha spiegato come gli ingenti flussi migratori provenienti dallAfrica siano composti da rifugiati ambientali o climatici, in questo modo sottolineando il forte impatto del cambiamento climatico sui sistemi politici e la sicurezza di tutti i paesi. Mann ha chiaramente espresso la sua preoccupazione per gli stereotipi e le false credenze che sostengono che i cambiamenti climatici siano un fenomeno naturale, normale e che sia troppo presto per iniziare ad agire in funzione di esso. Secondo Mann, non esiste il momento giusto per attivarsi, quel momento è ora. LAccordo di Parigi è stato senzaltro un buon tentativo politico a livello internazionale per iniziare a fare dei passi in questa direzione, tuttavia devono essere prese delle decisioni molto più specifiche e concrete al riguardo. Infine, Michael Mann si è dimostrato ottimista per il futuro, spiegando come sia ancora possibile una situazione vantaggiosa per tutti, in cui i cambiamenti climatici possano essere affrontati senza che questo vada a discapito delleconomia globale ma, anzi, avvantaggiandola, specialmente in vista del continuo progresso tecnologico. Il Professore ha concluso la sua lezione con delle parole di incoraggiamento e ispirazione per tutti gli scienziati e gli accademici, spronandoli a diffondere le loro conoscenze sul tema dei cambiamenti climatici, cogliendo ogni opportunità per parlare e influenzare il pubblico sulla verità di questo importante fenomeno globale. Levento è stato organizzato in collaborazione con il CMCC (Centro-Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici), la SISC (Società Italiana per le Scienze del Clima) e lIDPA (Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali). Michael Mann, Professore emerito di Scienze Atmosferiche e Direttore del Penn State Earth System Science Center (ESSC) presso la Penn State University, ha discusso con il Direttore della Divisione RAAS (Risk Assessment and Adaptation Strategies) del CMCC Prof. Jaroslav Mysiak e con Carlo Barbante, Presidente della SISC, del CNR IDPA e Professore presso lUniversità Ca Foscari di Venezia. .

L'evoluzione dell'Antartide, dal passato remoto al futuro - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2018.06.28

Credits: C Florence Colleoni LAntartide rischia di raggiungere quello che gli esperti chiamano un tipping point, ovvero un punto di non ritorno, una soglia critica oltre la quale si verificheranno cambiamenti irreversibili su larga scala, già entro il 2030-2050 (sulla base del limite massimo di aumento di temperatura di 2°C, definito dallAccordo di Parigi): una volta che questa soglia sia raggiunta, un considerevole innalzamento globale del livello del mare, probabilmente dellordine di diverse decine di metri, su scale temporali che variano da decenni a millenni, diventerà infatti inevitabile. Come si comporterà la calotta glaciale antartica in risposta al riscaldamento globale? Quali sono i principali processi che stanno provocando il collasso della calotta glaciale antartica? E qual è lentità del suo contributo allinnalzamento del livello del mare previsto entro lanno 2100 e oltre, e che cosa è successo in passato? Per rispondere a tutte queste domande, abbiamo bisogno di comprendere come si è comportata in passato, e prevedere come si evolverà in futuro. Luso di modelli numerici, il principale strumento di cui disponiamo per predire il futuro dellAntartide, è ostacolato dalla mancanza di dati topografici o da lacune su come alcuni fenomeni e processi fondamentali, idrologici, e a livello delle cavità oceaniche, interagiscono con le dinamiche del ghiaccio. Una review pubblicata di recente sulla rivista Nature Communications (lead author la ricercatrice CMCC Florence Colleoni, ODA Division) indaga le interazioni e i processi fisici che si verificano allinterfaccia tra calotta glaciale, il suolo roccioso sottostante la calotta (bed), loceano e i margini continentali attorno allAntartide, per valutare: (1) limportanza della morfologia dello strato roccioso subglaciale e delle condizioni idrologiche, come fattori nella regolazione del flusso di ghiaccio; (2) il modo in cui la morfologia della piattaforma continentale influenza le dinamiche della calotta glaciale antartica e la sensibilità dello strato di ghiaccio agli influssi delloceano; (3) come avvengono gli scambi con loceano, e in particolare lapporto di calore ai margini della calotta glaciale antartica, per diverse scale spaziali e temporali. Lobiettivo è quello di migliorare la nostra capacità di descrivere gli sconvolgimenti del passato, identificare i principali punti di non ritorno, da non oltrepassare, per la calotta antartica, valutare comè cambiato e come cambierà in futuro il livello del mare, per arrivare a comprendere levoluzione dellAntartide. Le dinamiche glaciali, spiega la ricercatrice CMCC F. Colleoni, sono principalmente determinate da come il ghiaccio fluisce al di sopra dello strato roccioso che si trova al di sotto di essa. La mancanza di unaccurata topografia sub-glaciale (con lindividuazione della presenza di eventuali cavità, rilievi, laghi, argini, etc), dovuta alloggettiva difficoltà di mappare lintera calotta antartica, rende difficile simulare da parte dei modelli il comportamento del ghiaccio, come fluisca al di sopra della piattaforma, e la sua risposta alle variazioni atmosferiche e oceaniche. Questo è anche il motivo per cui le proiezioni sul contributo futuro dellAntartide a variazioni del livello del mare rimangono altamente incerte. Sappiamo inoltre che loceano riveste un ruolo deciso nellassottigliamento e progressivo collasso delle piattaforme glaciali, ma proprio per le lacune topografiche che ancora abbiamo in queste regioni, disponiamo di ben poche osservazioni su come avviene la circolazione oceanica al di sotto delle piattaforme glaciali, o quanto sia calda lacqua delloceano. Tutte domande a cui dovremo rispondere per determinare con un grado di minor incertezza il contributo dellAntartide alle variazioni future del livello del mare. A causa dei cambiamenti climatici, la calotta glaciale antartica potrebbe ridursi notevolmente nei prossimi anni, non tanto per effetto dello scioglimento superficiale dei ghiacciai, come avviene per esempio in Groenlandia, ma per il sempre più frequente distacco di iceberg dalle sue estremità. Il futuro dellAntartide è inoltre minacciato da un altro fenomeno, solo di recente identificato dai ricercatori: lo scioglimento delle piattaforme glaciali antartiche per effetto dellintrusione di calde acque profonde circumpolari, un processo che sarebbe responsabile del rapido assottigliarsi e ritirarsi delle piattaforme glaciali galleggianti dellAntartide. I modelli numerici mostrano che questo processo potrebbe portare velocemente alla scomparsa della calotta glaciale antartica occidentale (WAIS West Antarctic Ice Sheet), la cui base si trova al di sotto del livello del mare; in Antartide, inoltre, se la topografia sotto la piattaforma di ghiaccio avesse una pendenza rivolta verso linterno (come la piattaforma continentale, più erosa nelle zone più interne), e non verso loceano, il collasso potrebbe essere ancora più rapido. Questo fenomeno è stato definito instabilità della calotta di ghiaccio marino (marine ice sheet instability MISI). Anche i record fossili ritrovati nei sedimenti marini documentano come il collasso delle calotte glaciali antartiche occidentale e orientale si sia verificato ripetutamente nel corso degli ultimi 5 milioni di anni. I tre ambiti esplorati dallo studio di Nature Communications (cavità subglaciali, piattaforma continentale e oceano), sono a tuttoggi poco studiati, ma sono cruciali per colmare le lacune che ancora abbiamo per arrivare a una conoscenza approfondita della calotta antartica, spaziando dal suo passato più remoto agli scenari futuri. Lo studio focalizza la sua attenzione anche su quelle interazioni a breve termine tra circolazione oceanica nelle cavità alla base delle piattaforme, e le dinamiche delle calotte glaciali, ancora poco note, e che potrebbero essere fra le principali responsabili del fenomeno dellinstabilità della calotta di ghiaccio marino. Il MISI, spiega F. Colleoni, è il meccanismo più veloce con cui le calotte glaciali perdono gran parte della loro massa. È un fenomeno che si verifica su scale di secoli, pertanto a scale temporali rilevanti per lumanità. Una volta che la calotta glaciale si è destabilizzata, perde una gran quantità del suo ghiaccio prima di raggiungere nuovamente uno stato di equilibrio. Individuare le aree dellAntartide che potrebbero essere più soggette a questo tipo dinstabilità molto rapida, è pertanto dimportanza cruciale, ed è per questo motivo che si rende urgente e necessario colmare le lacune che abbiamo sulla topografia sotto-glaciale, sulla batimetria, così come sulle condizioni idrologiche: solo così i modellisti saranno in grado di produrre proiezioni accurate sulle future perdite di ghiaccio, e quindi sulle variazioni future del livello del mare. La principale sfida oggi per la comunità scientifica internazionale per la ricerca ai poli è quindi quella di arrivare a sviluppare una nuova generazione di Modelli del Sistema Terra (Earth System Models), in grado di rappresentare adeguatamente i processi su larga scala, come quelli su scala locale, che si verificano a diverse scale temporali (da breve a lungo termine), ottimizzando le risorse di calcolo a disposizione. Read and download the full paper:Colleoni Florence, De Santis L., Siddoway C. S., Bergamasco A., Golledge N. R., Lohmann G., Passchier S., Siegert M. J., 2018 (published on June 18 2018), Spatio-temporal variability of processes across Antarctic ice-bedocean interfaces, Nature Communications, 9, 2289, DOI: 10.1038/s41467-018-04583-0

Le parole sono importanti - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2018.06.21

Credits: C Loredana Cocola De Matteis Intervista di Laura Caciagli Dai tanti chilometri percorsi in bicicletta, ai fiumi di parole dei suoi amati libri: conosciamo meglio Paola Flaminio, la nota dolce dellufficio progetti di Lecce. Cosa fai al CMCC? Lavoro allufficio progetti di Lecce. Mi occupo di rendicontazione e controllo di gestione, ovvero di tutta la parte relativa ai numeri di un progetto. Quale strada ti ha portato al CMCC? La strada di casa. Ho viaggiato molto prima di far ritorno a Lecce, ma a un certo punto della mia vita ho sentito che era venuto il momento di fermarsi e tornare per stare vicino ai miei affetti; in quel momento il CMCC stava cercando qualcuno che, fra le altre cose, parlasse le lingue: ho colto loccasione al volo e mi sono candidata. È il lavoro che sognavi da bambina?(( Ovviamente no, non penso che nessun bambino si sia mai immaginato a fare lamministrativo! Avrei voluto fare la parrucchiera, ma non una qualsiasi, bensì quella delle dive del mondo dello spettacolo: era quello il mio obiettivo da bambina. Poi crescendo ho messo da parte quel sogno. Ci racconti qual è stato il momento più bello della tua vita al CMCC?( Il primo audit che abbiamo ricevuto dalla Commissione europea. Ho cominciato a lavorare al CMCC fin quasi dai suoi inizi, e quando ricevemmo lannuncio del primo controllo ci ritrovammo tutti coinvolti, anche io che ancora non lavoravo allufficio progetti. Ricordo ancora che fu un momento emozionante: aver superato quel momento nel migliore dei modi, con un risultato positivo, fu una grande soddisfazione. Cosa cè sulla tua postazione di lavoro? Biscotti e cioccolata! Quelli non mancano mai, e anche gli altri in ufficio apprezzano e vengono spesso ad attingere dalle mie scorte (o contribuiscono a rifornirle). Di recente, alla dolcezza della mia scrivania contribuisce anche la foto di mio figlio Zeno. Qual è il rituale che non manca mai nella tua giornata lavorativa? Il caffè alla mattina con i colleghi dellamministrazione. Fondamentale per fare due chiacchiere e iniziare bene la giornata lavorativa. Come vai al lavoro la mattina? Macchina (per accompagnare Zeno al nido), quindi recupero la vespa e mi dirigo verso lufficio. Prima facevo lunghe passeggiate, mi piaceva andare a piedi o in bicicletta, era un modo per scaricare le tensioni lavorative e rilassarmi ascoltando la radio o un po di musica. Esiste una Paola prima e una Paola post-Zeno. Cinema, musica, opere darte, letteratura, sport: di cosa non puoi fare a meno nel tuo tempo libero? Tempo libero? Attualmente è tutto occupato da Zeno, è un bambino che richiede molte attenzioni. Se avessi del tempo libero mi piacerebbe tornare a fare un po di sport, leggere e ascoltare musica. Prima facevo tanti km in bicicletta (adoro tutte le attività allaria aperta), e sono una lettrice vorace di romanzi e narrativa. Cinema o letteratura: dacci un titolo e spiegaci perché lo hai scelto. Non ti muovere di Margaret Mazzantini: il libro (e in realtà anche il film) della mia vita. Ha cambiato qualcosa dentro di me. Lho letto tanti anni fa, quando ero ancora alle superiori, e da lì il mio approccio alla lettura è cambiato. Mi ha fatto capire che al di là della storia, quello che conta è come viene raccontata: la Mazzantini riesce a dipingere i sentimenti con le parole. Da allora ho iniziato a scegliere i libri in base allo stile dellautore. Ma il cambiamento non si è limitato solo alla scelta delle mie letture, ha riguardato anche il mio interesse verso le persone: adesso le scelgo in base a come riescono a tratteggiarsi con le parole. Le parole hanno assunto un significato diverso.

INQUIMUS workshop 2018 - Metodi e strumenti per l’analisi multi-rischio e per valutare vulnerabilità e resilienza - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2018.06.21

La 5° edizione della serie di workshops INQUIMUS - Integrating quantitative and qualitative assessment methodologies for multi-dimensional phenomena (Integrare metodologie di valutazione qualitative e quantitative per fenomeni multi-dimensionali e complessi) sarà ospitata dalla Fondazione CMCC e dallUniversità Ca Foscari Venezia. Il workshop si terrà nella splendida cornice veneziana da lunedì 3 a mercoledì 5 dicembre 2018. Levento è organizzato in collaborazione con EURAC European Academy di Bolzano e il Dipartimento di Geoinformatica (Z_GIS) dellUniversità di Salisburgo. Nelledizione di questanno, il workshop analizzerà metodi e strumenti di analisi multi-rischio e per valutare vulnerabilità e resilienza. Per ottenere una valutazione concreta e affidabile dei rischi dati da catastrofi naturali e degli impatti dei cambiamenti climatici è necessario un approccio integrato, un approccio che prenda in considerazione le interazioni tra più drivers del rischio e le componenti che determinano la vulnerabilità (ovvero fattori ambientali, socio-economici, comportamentali e organizzativi). Inoltre, le ricerche più recenti includono nel campo di indagine anche il ruolo dellinnovazione nellambito delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione. Ledizione 2018 di INQUIMUS illustrerà e discuterà come linterazione di metodi quantitativi e qualitativi possa incoraggiare la transizione verso una nuova generazione di valutazioni della vulnerabilità, della resilienza e dellanalisi multi-rischio. Particolare attenzione verrà data alle dinamiche dei sistemi complessi e alle metodologie impiegate per lanalisi delle reti sociali, così come a tecnologie digitali innovative, in grado di aprire nuove frontiere del sapere e migliorare lanalisi, la comunicazione e la verifica delle informazioni legate ai rischi. Ad affrontare tali tematiche saranno scienziati e professionisti provenienti da diversi settori (geografi, fisici, statistici, informatici, economisti, scienziati sociali e ambientali ecc.), che promuoveranno la condivisone di concetti e buone pratiche in diversi campi di applicazione (gestione ambientale, riduzione del rischio di disastri naturali, gestione delle emergenze e adattamento ai cambiamenti climatici). Come le precedenti, anche questa edizione di INQUIMUS sarà fortemente interattiva. Presentazioni sullo stato dellarte saranno affiancate a dibattiti sui traguardi raggiunti e le sfide future. Verranno inoltre presentati casi studio per spiegare meglio lapplicazione delle metodologie. È possibile scaricare la brochure informativa del workshop qui. La call per linvio degli abstract è aperta fino al 15 luglio 2018. Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il sito ufficiale dellevento.

Gestione delle risorse idriche: metodi innovativi per valutare la distribuzione delle precipitazioni - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2018.06.21

Le precipitazioni atmosferiche hanno un impatto diretto sia sugli ecosistemi che sulla società, vanno a influire sulle falde acquifere e sui bacini idrici, e costituiscono uno dei maggiori pericoli ambientali. Unaccurata valutazione della distribuzione spaziale e dellintensità delle precipitazioni su scala locale è di cruciale importanza per una valutazione dei rischi e la gestione delle risorse idriche. In alcuni luoghi, come ad esempio a valle delle regioni montuose, infatti, le attività umane potrebbero essere fortemente colpite. I modelli climatici hanno una risoluzione piuttosto grossolana, sono spesso soggetti a errori, e generalmente incapaci di rappresentare in modo accurato le precipitazioni osservate alle scale locali: nelle regioni caratterizzate da una complessa orografia, la distribuzione spaziale delle precipitazioni mostra grande discontinuità e maggior variabilità spazio-temporale. Gli approcci di tipo statistico possono essere utilizzati per correggere le simulazioni dei modelli facendo uso di osservazioni, sebbene i dati delle piogge osservate siano generalmente troppo scarsi e frammentari per essere considerati rappresentativi delle variazioni topografiche del vero campo delle precipitazioni. Il 29 maggio 2018 la ricercatrice Paola Marson (CMCC Divisione CSP) ha presentato un nuovo approccio statistico capace di descrivere la distribuzione spaziale e lintensità delle precipitazioni su terreno complesso; di rispondere alla relativa carenza di dati sulle osservazioni spaziali incorporando descrizioni analitiche dei processi coinvolti; e di accrescere laccuratezza dei modelli climatici numerici. Guarda il video:

Informat Paper News - edizioniambiente.it

Una nuova materia rinnovabile | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2018.05.23

Guardare all’economia circolare, alla bioeconomia e in generale a un modello di sviluppo a prova di futuro e rispettoso dei confini planetari e sociali, richiede uno sguardo di scala globale, allenato alla complessità, attento alle differenze e necessariamente acuto. Materia Rinnovabile ha quest’obiettivo connaturato nella sua indole: fornire un punto di

Le parole della nuova mobilità | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2018.05.23

Elettrica, connessa, condivisa e multimodale: è con queste parole che Andrea Poggio, curatore del volume Green Mobility, racconta la nuova mobilità che, seppur lentamente, sta trasformando il panorama dei trasporti anche nel nostro paese. Intrecciando tematiche internazionali dagli scenari di decarbonizzazione post-Parigi al Dieselgate analisi di dettaglio dagli ecoquartieri alle micro-reti di ricarica Green Mobility fa chiarezza sullo stato presente e sulle prospettive future del tema della mobilità. Uno dei temi centrali del libro è che lautomobile è solo uno degli elementi della rivoluzione della mobilità. Puoi spiegarci quali sono le caratteristiche della Green Mobility, quella trasformazione sistemica che dà il titolo al libro?(;;;;;;;; I cambiamenti in corso nella mobilità sono sia tecnologici sia di sistema. Cambiano le abitudini quotidiane, gli stili di mobilità e gli stili di vita. I mezzi di trasporto, tutti, dalla bicicletta allautobus, non cambiano solo motore, diventando sempre più elettrici, ma sono anche connessi e condivisi. Il viaggio, lo stesso viaggio, ancorché ricorso e quotidiano, non si avvale più di un solo mezzo: bici + treno, metro + car sharing, auto + nave, bus + aereo, auto + monopattino, bici pieghevole col bus e il bike sharing con una infinità di altre declinazioni possibili. Si condividono i viaggi e i nuovi abbonamenti e biglietti integrati permettono luso di diversi mezzi di trasporto pubblico. Grazie alle applicazioni si condividono mezzi di trasporto e viaggi. La mobilità diviene col tempo sempre meno proprietaria, perché quella proprietaria è spesso più scomoda e costosa. Quale può essere il ruolo delle politiche urbanistiche nellambito della Green Mobility?(;;;;;;;; Nel volume lo esemplificano bene urbanisti visionari, archistar come Carlo Ratti e Stefano Boeri. Maria Berrini introduce, a partire dalla sua esperienza allAgenzia mobilità e territorio al Comune di Milano, il concetto di spazio pubblico urbano come 'bene comune', da amministrare per rendere le città prosperose, pensando a tutte le attività che si svolgono in città e non solo a quelle che servono a movimentare persone e cose. E tantomeno non solo alle auto parcheggiate o in transito. I nuovi Piani urbani per la mobilità sostenibile non ridisegnano solo la mobilità, ma anche le vie, le strade e le piazze urbane: utili al movimento, ma anche belle, attrattive, usate per il mercato, mangiare e bere, la relazione, lo scambio e poi ancora il gioco, il verde contro la calura estiva, permeabili alle acque piovane per difendersi dai cambiamenti climatici. Secondo una ricerca recente, in Norvegia il budget destinato alla pubblicità delle auto elettriche è circa il 35% di quello complessivo. In Italia fatica invece ad arrivare all1%, cè quindi parecchio spazio di crescita. Ci sono a tuo avviso segnali di un cambiamento nelle strategie di comunicazione e vendita dei veicoli elettrici, anche in relazione agli investimenti colossali che i grandi player stanno effettuando nella mobilità sostenibile?(;;;;;;;; La Norvegia è il paese al mondo che più penalizza lauto termica e premia quella elettrica: chi vuole una Golf diesel paga 30% del valore in tasse allacquisto, chi una elettrica non paga lIva. E poi il gasolio è tassato più che in Italia, mentre lelettricità per la ricarica è spesso gratis, come il parcheggio e i pedaggi. Poi viene la comunicazione. La rivoluzione elettrica in Norvegia si sta facendo con un forte incremento della motorizzazione. Ma noi in Italia, come abbiamo spiegato nel libro anche con chiare infografiche, siamo un paesi più densamente popolati, con molte città e paesi di impronta ottocentesca, con il tasso di motorizzazione più alto al mondo: abbiamo più motori che patenti di guida. Puoi illustrare la proposta di Legambiente sullincremento della tassa di possesso dei veicoli? E ci sono a tuo avviso altri strumenti fiscali che possono agevolare la transizione alla Green Mobility?(;;;;;;;; Prima di tutto eliminare le agevolazioni, gli sconti sulle accise, i bonus fiscali sul gasolio e i diesel. Il Ministero dellambiente italiano ci informa che valgono 14 miliardi di euro allanno. Poi far pagare il bollo per auto e (soprattutto) furgoni quanto si paga loccupazione suolo pubblico per le bancarelle e i tavoli dei bar (un ordine di grandezza di più). Come si può ben capire si liberano risorse enormi per sostenere non solo lacquisto di auto elettriche, ma soprattutto veicoli in condivisione e mezzi pubblici, flotte di servizio e consegne elettrici e puliti. Serve anche attenzione alla micromobilità elettrica: dal monoruota alle e-bike, dallo scooter alla carrozzella. In Europa, secondo mercato al mondo per lauto elettrica, con 200 auto full electric vendute nel 2017, sono stati acquistati tre milioni di e-bike e moto elettriche. In Cina, ormai primo mercato al mondo con 300.000 auto, ben 30 milioni di bici e moto elettriche (il motore 2 tempi è ormai vietato dalle norme antinquinamento) e si sono prodotti ben 120.000 autobus elettrici. Non è detto che la trazione elettrica premi lauto e tantomeno quella di proprietà.

Buono, pulito... e circolare | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2018.05.23

Lincontro tra il settore del food e i principi delleconomia circolare era inevitabile. Da un lato, cè infatti un sistema industriale che impatta in maniera massiccia sui sistemi naturali e sociali. Dallaltro, un modo di pensare e operare che recupera saperi antichi e che può contribuire a rendere più sostenibile quello stesso sistema. Circular Economy for Food, scritto da Franco Fassio e Nadia Tecco, è il primo libro che analizza da un punto di vista teorico questo incontro, presentando una serie di casi studio di aziende che hanno inserito nei loro processi produttivi i concetti della circular economy. I primi quattro capitoli del libro sono dedicati alla ricostruzione del passaggio dalleconomia lineare a quella circolare, con unattenzione specifica al settore food. Potreste indicare i momenti e le caratteristiche fondamentali di questo percorso? E come si proietta questa conversione sullo sfondo dei Planetary Boundaries e dei SDGs?(;;;;;;; Partiamo dai limiti e dalle contraddizioni del modello di economia lineare che, nel sistema di produzione e consumo alimentare, si stanno trasformando giorno dopo giorno in una vera e propria emergenza planetaria, con impatti negativi sullo stato di salute dei sistemi naturali e sociali. Progressivamente ci muoviamo verso la circolarità, ricostruendo quelli che sono i suoi fondamentali. Riscopriamo così che il cerchio ci appartiene e ci caratterizza come essere viventi e che la prospettiva del cibo rappresenta un punto di partenza imprescindibile per entrare nel vivo di quei principi (quali linterdipendenza, lautoregolazione, la ciclicità, la simbiosi) che hanno ispirato la proposta della circolarità come nuovo paradigma di sviluppo. Un modello che si muove dalla consapevolezza del senso del nostro limite e di quelli planetari, rendendo evidente quanto sia rischioso per lintero sistema oltrepassarne le soglie. Basti pensare alle conseguenze negative dovute al cambiamento climatico, alla perdita di agro-biodiversità, allalterazione del ciclo dellazoto e del fosforo, al cambiamento dellutilizzo del suolo. Un modello, che cogliendo la sfida e al contempo le potenzialità del cibo e delle sue valenze culturali e di fatto, può tuttavia trovare nel sistema alimentare, se opportunatamente orientato, un prezioso alleato per aspirare al raggiungimento di molti, se non alla totalità, degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Nel libro presentate 40 case study dedicati a 37 aziende che hanno deciso di abbracciare i principi della circolarità nei loro processi produttivi. Ci sono elementi comuni tra le varie realtà?(;;;;;;; Due sono i principali elementi che si ritrovano nelle diverse esperienze di circolarità presentate nel libro. Innanzitutto, il tentativo di eliminare ciò che erroneamente viene considerato rifiuto o di scarso valore nella filiera alimentare per trasformarlo in una nuova risorsa per un altro ciclo produttivo o di consumo, sempre connesso al cibo o ad altri comparti (farmaceutico, tessile, edile, energetico, cartiero, cosmesi, arredamento, biotecnologico). È tuttavia anche interessante osservare come alcune aziende abbiano iniziato a riprogettare i flussi di materia ed energia, inserendo nei propri processi risorse, che oltre a essere funzionali al prodotto/servizio commercializzato, possano essere utilizzate più volte e/o da più persone, o ancora essere re-immesse in circolo più facilmente. Si parla in questo caso della scelta di utilizzare risorse circolari in quanto riutilizzabili infinitamente come il vetro e lacciaio per il packaging, di privilegiare risorse materiali ed energetiche rinnovabili, di mantenere la purezza della risorsa nei diversi passaggi della catena del valore optando per la mono-materialità e lassenza di contaminazioni o adottando nuove tecnologie per favorire le operazioni di disassemblaggio e recupero, di agevolare la diffusione di pratiche di condivisione. E quali sono, se ce ne sono, i risultati concreti che sono stati ottenuti in termini di riduzione dei rifiuti, efficientamento dei processi, rapporto con i clienti?(;;;;;;; I risultati ci sono e li possiamo individuare su più fronti. È possibile osservare in maniera evidente come ladozione dei principi della circolarità si concretizzi, nelle singole esperienze, in una riduzione del quantitativo di materia prima vergine utilizzata nei processi produttivi e del relativo costo in termini di estrazione. A valle, sottoprodotti e materie prime secondarie hanno saputo trovare una nuova destinazione duso, mantenendo lidentità di risorse, conservando o addirittura acquisendo un nuovo valore ambientale ed economico in e per più cicli. Questo si traduce a sua volta in unottimizzazione dellefficienza dei processi produttivi e nella riduzione del loro impatto in termini di risparmio nei consumi energetici, nei quantitativi di emissioni inquinanti prodotte, nel miglioramento della qualità dei servizi eco-sistemici. In alcuni casi poi, emergono con forza, e si integrano ai precedenti, risultati anche sul piano sociale. Sono nate nuove relazioni di simbiosi industriale, le ricadute delle azioni favoriscono nuove opportunità di sviluppo locale, cresce il senso di responsabilità condivisa. Si osserva inoltre unevoluzione del concetto di qualità di prodotto, che si estende nel tempo e si allarga allintera catena produttiva, contribuendo alla ridefinizione del rapporto tra consumatore e produttore, versi un nuovo paradigma per la costruzione di relazioni ambientali, economiche e sociali maggiormente integrate. La civiltà contadina puntava anche ad azzerare la quantità di rifiuti prodotti, in un sistema ciclico che si inseriva nei tempi della natura e si basava sulle peculiarità del contesto. In questo, sembra molto simile alla moderna visione delleconomia circolare. È in effetti così? E la moderna economia circolare può in qualche modo trarre ispirazione da quell'antica saggezza?(;;;;;;; La saggezza in chiave rigenerativa rappresenta il punto di continuità tra le regole delleconomia domestica della civiltà contadina e i principi di gestione dellambiente, la nostra casa allargata ai tempi delleconomia circolare. Non dobbiamo però dimenticare come per ricombinare un avanzo nel pasto del giorno dopo, nel trovare una nuova funzione a un attrezzo dismesso o come per trasformare uno scarto in una risorsa per un nuovo ciclo produttivo, oltre alla saggezza, la civiltà contadina sia stata capace di dosare ingredienti quali creatività, impegno collettivo, condivisione del saper fare, rispetto dei ritmi naturali, conoscenza dei contesti produttivi. Elementi che se uniti a una sapiente concezione di scarsità, adattandola in chiave attuale, consentiranno di elaborare quelle nuove progettualità necessarie a ritardare e a limitare limmissione di rifiuti nellambiente.

Serve un "Ministero per la transizione ecologica e solidale", come in Francia. Adesso | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2018.05.23

Chi sta preparando il nuovo governo farebbe bene a dare alta priorità alle due maggiori urgenze che ci minacciano e che sono due facce della stessa medaglia: laccelerazione della crescita delle disuguaglianze e la distruzione ambientale. Preoccupa che questo tema perché, insisto, di un stesso tema si tratta non sia neppure evocato tra i primi punti programmatici dei principali partiti e soprattutto che sia assente dalle trattative per quello che si autodefinisce "il governo del cambiamento". Il cambiamento più urgente e improrogabile è, come scrive papa Francesco nella Laudato si "una certa decrescita in alcune parti del mondo, procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti". Infatti, "il ritmo di consumo, spreco e alterazione dellambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta avvenendo in diverse regioni.(Lattenuazione degli effetti dellattuale squilibrio conclude Francesco dipende da ciò che facciamo ora" (entrambe le citazioni sono tratte dal punto 193 dellenciclica). Ciò che facciamo ora, già. È proprio ora, in questi giorni, che qui in Italia "il governo del cambiamento" può dimostrare di essere allaltezza del suo slogan fondativo. Come? Con un Ministero della transizione ecologica e solidale come in Francia. Il presidente Macron ne ha fatto uno dei due Ministeri più importanti, i due soli diretti da un Ministre dÉtat (una sorta di vice primo ministro). Laltro Ministre dÉtat è quello dellInterno. Questo indica che, proprio in un Paese martoriato dal terrorismo, lemergenza socioecologica (nazionale e mondiale) è considerata altrettanto importante dellemergenza securitaria. Sarebbe importante, perciò, se anche in Italia si facesse dellassegnazione di questo nuovo ministero una priorità nelle trattative di governo e se si arrivasse alla nomina di un ministro con ampi poteri, scegliendo una persona di alto profilo che abbia competenza e riconoscimento internazionali sul tema della transizione ecologica e solidale. Oltralpe, Macron è riuscito in quello che avevano tentato invano ben tre altri presidenti: ha convinto a diventar ministro Nicola Hulot, il più rispettato ecologista francese, quel monsieur Environnement (il signor Ambiente) che in Francia più incarna il legame tra ecologia e giustizia sociale. Forse Hulot riuscirà a cambiare di poco il corso di cose che hanno uninerzia enorme, eppure, egli ha già un grande merito: aver abbinato alla parola 'ecologia' laggettivo 'solidale': Ministero della transizione ecologica e solidale. La Presidenza e il Governo francesi hanno così affermato al massimo livello istituzionale il concetto che la ingiustizia sociale e la degradazione ambientale sono due facce della stessa medaglia. Gli uni (persone e nazioni) degradano lambiente perché sono troppo poveri per potersene prendere cura. Gli altri (persone e nazioni) degradano lambiente perché sono troppo ricchi per ridurre i loro insostenibili consumi. È impensabile di risolvere la questione socio-ambientale senza mettere mano a entrambi questi eccessi. Studi scientifici, rapporti e libri (per esempio 'Social-écologie', di Eloi Laurent) documentano e affermano questo legame. Eppure, quasi nessun Governo ne sta tenendo conto. Sarà capace di farlo il prossimo "governo del cambiamento"? Secondo unipotesi formulata molto prima della crisi ambientale e della globalizzazione, lhomo oeconomicus sarebbe mosso più dal proprio interesse che dalla solidarietà per gli altri. Anche per lhomo oeconomicus più incallito, però, ridurre oggi gli eccessi non solo della povertà ma anche della ricchezza è diventato necessario, se egli vuole preservare il proprio benessere da crisi economiche, ecologiche e politiche. Non solo il Papa, infatti, ma anche lOcse, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e le agenzie dellOnu per il commercio, per lo sviluppo e per lambiente, ammoniscono che la continua crescita delle disuguaglianze nelle nazioni e nel mondo è una delle maggiori minacce per lintegrità ecologica, il progresso socioeconomico, la stabilità politica e la democrazia. Basti pensare ai molteplici legami che ci sono tra il nostro consumo di combustibili fossili (carbone, petrolio, gas), lo sconvolgimento del clima, le siccità e le inondazioni, e le decine (forse presto centinaia) di milioni di profughi climatici. Molti di costoro approdano sulle nostre coste. Ma non basteranno cannoniere, muri e filo spinato per risolvere il problema. Dobbiamo noi stessi smettere di essere il problema, come scrive Francesco: "Il dramma di una politica focalizzata sui risultati immediati, sostenuta anche da popolazioni consumiste, rende necessario produrre crescita a breve termine.(Rispondendo a interessi elettorali, i governi non si azzardano a irritare la popolazione con misure che possano intaccare il livello di consumo o mettere a rischio investimenti esteri" (Ls 178.). Ma dobbiamo convincerci che rallentare un determinato ritmo di produzione e di consumo può dare luogo a unaltra modalità di progresso e di sviluppo» (Ls 191). In Italia, sulla carta, cè unoccasione utile. I due partiti che preparano 'il governo del cambiamento' saranno allaltezza? Uno, il M5s, ha radici ecologiche ventennali e ha voluto fondarsi proprio il 4 ottobre, giorno di san Francesco dAssisi, perché si dice 'francescano'. Laltro, la Lega, è il più votato partito al mondo tra quelli che hanno il 'verde' come simbolo. Che cosa aspettano? Pubblicato su "Avvenire", 15 maggio 2018

Suolo grigio cemento | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2018.01.05

Frutto di un convegno organizzato a Roma da Fondazione Lelio e Lisli Basso e da Fondazione Responsabilità Etica, Grandi opere contro democrazia analizza da diverse angolazioni il tema del consumo di suolo per opera di una strategia predatoria che ci sta letteralmente togliendo la terra da sotto i piedi. Abbiamo chiesto a Roberto Cuda, curatore del volume, di fare il punto su una questione che viene spesso drammaticamente sottostimata. Cominciamo dal titolo, grandi opere vs democrazia: davvero le grandi opere in Europa e nel mondo sono in conflitto con la democrazia?(In gran parte è così, a meno che non seguano percorsi pubblici e trasparenti lungo tutto il processo decisionale, cosa che accade raramente. Il risultato è la creazione di meccanismi poco trasparenti e luoghi informali dove si prendono le vere decisioni, presieduti da costruttori, banche ed esponenti politici. Tutto al riparo da un reale controllo democratico. Decisori che operano in regime di monopolio, rendite colossali, scarsa trasparenza dei processi decisionali ed elevata discrezionalità dei processi di selezione, anche per via di condizioni di (spesso presunta) emergenza, indebolimento dei meccanismi sanzionatori e di controllo: secondo la letteratura scientifica, sono questi i fattori che segnalano elevati rischi di corruzione. Nelle grandi opere italiane sembrano esserci tutti. È così?(Sì. Aggiungerei tre elementi. Il primo riguarda i conflitti di interesse. In Italia ci sono banche che fanno i concessionari (e li finanziano), concessionari che fanno i costruttori e politici che stanno nei consigli di amministrazione dei concessionari. Il caso di BreBeMi è esemplare. Il secondo è il modo opaco con il quale viene finanziata la politica. I due terzi dei finanziamenti privati della politica provengono dal mondo delle costruzioni, ma le erogazioni non sono affatto trasparenti, senza contare i numerosi casi di corruzione vera e propria. Infine non si fanno valutazioni costi-benefici indipendenti, trasparenti e comparative, che sono fondamentali per valutare lutilità e limpatto complessivo di unopera, anche sul piano ambientale. A che punto è il nuovo corso del ministro Delrio? Ci sono stati scarti rispetto alla linea delineata con la famigerata Legge Obiettivo del 2001, e ribadita negli anni dai vari decreti Salva Italia, Cresci Italia, Sviluppo, Sviluppo 2, Del Fare, Destinazione Italia e Sblocca Italia?(Aspettiamo di vedere la versione definitiva del Codice Appalti, con tutta la normativa attuativa. E soprattutto aspettiamo il nuovo Documento pluriennale di programmazione, atteso a breve, che dovrebbe integrare tutti gli interventi infrastrutturali: li si capirà molto di più del cosiddetto nuovo corso. Sicuramente cè stata una svolta nella politica infrastrutturale del paese, se non altro si è deciso di fare programmazione, un aspetto che mancava da troppo tempo con i risultati che vediamo. Detto questo, siamo piuttosto lontani da quelle opere utili, snelle e condivise di cui parla il ministro. Come spieghiamo nel libro con dati e numeri, sono state eliminate opere assurde come la Orte-Mestre ma ne restano in piedi altre come la Campogalliano-Sassuolo, la Pedemontana Lombarda, lAlta velocità Milano-Genova e altre. Il problema è che molte opere rientrano nella vecchia legislazione (la legge Obiettivo) e parliamo di circa 150 miliardi, ovvero quelle che hanno avuto un iter presso il Cipe e tra le quali potrebbe pescare il nuovo Documento. È un problema, perché si tratta di infrastrutture passate in assenza di programmazione e di valutazioni indipendenti. Hai dedicato Anatomia di una grande opera alla BreBeMi. Il libro è stato pubblicato nel 2015: a distanza di quasi 3 anni, a che punto sta lAutostrada Brescia-Bergamo-Milano? A oggi il traffico è ancora inferiore alla metà delle previsioni più prudenti, quelle del Piano finanziario 2014, nonostante il proliferare di sconti e agevolazioni di tutti i tipi. In tre anni ha accumulato perdite per 153 milioni e, a detta della stessa azienda, non si arriverà al pareggio prima del 2019. Solo gli oneri sul debito di 1,8 miliardi si aggirano sui 90 milioni allanno. Senza il contributo pubblico di 320 milioni il piano finanziario dellinfrastruttura difficilmente starebbe in piedi. Si parla spesso di decommissioning degli impianti nucleari. Si parla invece poco del dopo-Grandi Opere: cosa rimane di una Grande Opera? Ci sono casi virtuosi?(Dipende da quale punto di vista. Ci sono certamente opere che si sono dimostrate utili e finanziariamente sostenibili. Poi bisognerebbe vedere se, considerando il bilancio ambientale complessivo e le possibili alternative, si arriverebbe a una valutazione ugualmente positiva. Per questo è decisivo fare analisi costi-benefici complete, trasparenti e indipendenti. Nel caso delle nuove autostrade avremo in gran parte nastri dasfalto poco utili, che sigilleranno per sempre terreni fertili e che rischiano di pesare sulle spalle dei contribuenti per decenni. Ma anche sullAlta velocità non cè molto da stare allegri, soprattutto su alcune tratte, come la Milano-Torino-Lione, che pesano ancora di più sulla collettività.

Le novità della collana normativa | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2018.01.05

La collana normativa di Edizioni Ambiente si è arricchita nellautunno 2017 delledizione aggiornata di Gestire i rifiuti tra legge e tecnica a cura di Paola Ficco. Gestire i rifiuti tra legge e tecnica è un freebook, cioè un libro in formato digitale, scaricabile gratuitamente dal sito Freebookambiente.it, nel network di Edizioni Ambiente. È leggibile su qualsiasi supporto: computer, tablet, smartphone. LOpera giunta alla sua quinta edizione, è un manuale teorico pratico sulla gestione dei rifiuti che non diverrà vecchio già domani, ma che rimarrà vivo e aggiornato nel corso del tempo, poiché a mano a mano che usciranno novità legislative sullargomento verrà tempestivamente aggiornato. Gli oltre 22.000 download dimostrano che lOpera è diventata un vero e proprio punto di riferimento per il settore della gestione dei rifiuti. Il volume è suddiviso in una parte generale che detta le regole fondamentali per la gestione dei rifiuti (dalla definizione di rifiuto, a quella di produttore; dalla tracciabilità, alla classificazione; dal deposito temporaneo ad Aia/Via e Aua; dai reati ambientali, alla responsabilità ex Dlgs 231/2001) e in una parte speciale che tocca casi particolari di rifiuti (terre e rocce, sottoprodotti di origine animale, rifiuti sanitari, acque di scarico, fanghi, imballaggi, olio usato, Raee). Il libro è realizzato da Paola Ficco e da un gruppo di Esperti (Pasquale De Stefanis, Leonardo Filippucci, Pasquale Fimiani, Eugenio Onori, Claudio Rispoli), grazie alla collaborazione dei principali Consorzi nazionali del riciclo (Conai con i sei Consorzi di filiera, Cic, Conoe, Conou ed Ecopneus). È un testo completamente interattivo, che rimanda a documenti di approfondimento e soprattutto offre i link puntuali a tutte le disposizioni di legge citate, sempre complete e aggiornate nellOsservatorio di normativa ambientale, un servizio in abbonamento di Reteambiente.it. Il testo è anche in vendita sul sito di Edizioni Ambiente nella sua versione cartacea per offrire una diversa consultazione oppure una formativa e selezionata occasione di omaggio a Clienti e Fornitori.

Informat Paper News - nextville.it

Prezzo ritiro biometano, dal 5 luglio sul sito GME nextville.it - Pubblicato 2018.06.27

Questo quanto comunicato dal Gestore dei mercati energetici (GME) in merito a quanto previsto dall'articolo 6, comma 1, lettera a) del Dm 2 marzo 2018, secondo cui "il ritiro viene effettuato a un prezzo pari a quello medio ponderato con le quantit, registrato sul mercato a pronti del gas naturale (MP-GAS)

Toscana, prorogato bando per impianti a biomassa a servizio di utenze pubbliche nextville.it - Pubblicato 2018.06.27

La Regione Toscana, accogliendo la richiesta di proroga avanzata da ANCI, ha apportato questa modifica al bando che finanzia - con 9 milioni di euro - la realizzazione di impianti termici a biomasse legnose di origine agro-forestale provenienti dall'attivit selvicolturale e dai residui agricoli. Il contributo regionale, che pu essere richiesto da Province, Unioni di Comuni e Comuni, anche in forma associata, copre il 65% dei costi ammissibili per le seguenti tipologie di interventi:. investimenti finalizzati alla produzione di energia termica da biomasse legnose con potenza nominale complessiva installata compresa tra 100 kWt e 1 MWt; . ampliamenti, implementazione e/o integrazioni di progetti gi realizzati e funzionanti al fine di massimizzare gli effetti ambientali. L'implementazione e l'integrazione devono avere carattere innovativo; . realizzazione di piattaforme di stoccaggio funzionali ad impianti esistenti. Tra i requisiti richiesti, previsto gli investimenti debbano essere finalizzati alla realizzazione di impianti a servizio di utenze pubbliche. La Regione Toscana, inoltre, ha apportato al bando una seconda modifica, che consentir una pi agevole gestione nella presentazione delle istanze da parte dei beneficiari. Viene infatti specificato che un intervento inserito in un progetto oggetto di una specifica domanda di aiuto non pu far parte (anche parzialmente) di un altro progetto oggetto di un'altra domanda di aiuto; in tale caso decadono tutte le domande presentate tranne l'ultima. Sono invece valide tutte le domande riferite a progetti che per localizzazione o tipologia di investimento sono collegati a criteri di selezione differenti. La domanda - lo ricordiamo - pu essere presentata fino alle ore 13:00 del 1 ottobre 2018, esclusivamente mediante procedura informatizzata impiegando la modulistica disponibile sulla piattaforma gestionale dell'anagrafe regionale delle aziende agricole gestita da ARTEA (www.artea.toscana.it). Per ogni ulteriore informazione e per consultare il Bando, completo di tutta la modulistica, si vedano i riferimenti qui sotto.

Veneto, bando per rottamazione vecchi impianti a biomassa nextville.it - Pubblicato 2018.06.26

Possono presentare istanza per l'accesso ai contributi previsti dal bando:. i privati cittadini proprietari dell'abitazione in cui avviene l'installazione dell'apparecchio; . i locatari di abitazioni, con contratto di locazione regolarmente registrato, in cui avviene l'installazione dell'apparecchio. Il nuovo generatore di calore deve rientrare in una delle due seguenti misure:. Misura "A": stufe, termostufe, inserti, cucine e termocucine a pellet certificate UNI EN 14785, stufe e termostufe a legna certificate UNI EN 13240, cucine e termocucine a legna certificate UNI EN 12815, inserti a legna certificati UNI EN 13229, stufe ad accumulo alimentate a biomassa legnosa certificate UNI EN 15250, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW caratterizzati da basse emissioni ed alta efficienza, adibiti al riscaldamento domestico. Il rendimento termico utile degli apparecchi deve essere uguale o superiore all'85%. . Misura "B": caldaie alimentate a biomasse combustibili certificate UNI EN 303-5:2012, a basse emissioni ed alta efficienza, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW, collegate ad un impianto di distribuzione di calore, inclusa la produzione di acqua calda sanitaria. L'impianto inotre deve essere dotato di accumulo inerziale. Il contributo copre fino al 50% della spesa sostenuta, comprensiva di IVA, per un importo non superiore a 1.600 ? per ciascun intervento della misura "A" e a 5.000 ? per ciascun intervento della misura "B". La dotazione complessiva del bando ammonta a ? 500.000. Le istanze di contributo, redatte utilizzando la modulistica prevista dal bando e corredate di tutta la documentazione prevista, dovranno pervenire entro il 10 settembre 2018. Per ogni ulteriore informazione e per consultare il bando, completo di tutta la modulistica, si vedano i riferimenti qui sotto.

Certificati Bianchi, pubblicati i valori dei contributi tariffari nextville.it - Pubblicato 2018.06.25

Con la Determina 22 giugno 2018, n. 4/2018/DMRT, l'Autorit ha stabilito che: . il contributo tariffario definitivo in materia di titoli di efficienza energetica per l'anno d'obbligo 2017 e` pari a 311,45 ?/TEE (contro i 191,40 ?/TEE del 2016); . il contributo tariffario di riferimento in materia di titoli di efficienza energetica per l'anno d'obbligo 2018 e` pari a 250,54 ?/TEE (contro i 170,29 ?/TEE del 2017). Ricordiamo che, con la delibera 435/2017/R/eel, il regolatore ha rivisto le modalit con cui calcolare il contributo riconosciuto ai distributori di energia elettrica e gas, che devono adempiere agli obblighi di risparmio energetico previsti dal Dm Sviluppo economico 11 gennaio 2017, per il periodo 2017-2020. La revisione prevede il mantenimento sia del contributo tariffario preventivo che del contributo tariffario definitivo unitario, ma con qualche modifica nelle modalit di calcolo. Il valore del contributo definitivo viene calcolato dall'Autorit alla fine di ciascun anno d'obbligo ed quello che verr effettivamente corrisposto ai soggetti obbligati (per maggiori informazioni vedi Riferimenti in basso).

Tar: VIA pu comprendere valutazioni tecniche su impianto FER nextville.it - Pubblicato 2018.06.22

Per questo i giudici del Tar Sardegna, con sentenza n. 439 del 14 maggio 2018, hanno respinto il ricorso di una societ che aveva in progetto la realizzazione di un impianto termodinamico da 55 MW elettrici su cui, al termine di un approfondito iter procedimentale, la Regione aveva espresso un giudizio negativo di compatibilit ambientale. La societ ricorrente sosteneva trattarsi di un atto illegittimo, poich alla Giunta regionale sarebbe preclusa la facolt di analizzare in sede di VIA fattori esterni alle problematiche strettamente ambientali, quali i costi-benefici, la produttivit e l'idoneit tecnica dell'impianto. Aspetti che - sempre secondo la ricorrente - avrebbero potuto essere esaminati soltanto in sede di Conferenza di servizi decisoria. "In realt - si legge nella sentenza - l'ambito di competenza spettante alla Giunta regionale complessiva, con facolt (e dovere) di svolgimento di un giudizio di compatibilit ambientale, sia in riferimento a fattori squisitamente di impatto sul territorio, sia in riferimento al rapporto fra sacrificio ambientale e conseguimento del risultato energetico".

Eolico, Regione pu riconvocare conferenza dei servizi per sopravvenuti criteri restrittivi nextville.it - Pubblicato 2018.06.21

Con sentenza n. 4041 del 18 giugno 2018, i giudici del Tar Campania hanno respinto il ricorso di un'azienda che si era vista negare il rilascio dell'Autorizzazione unica per un impianto eolico da 59,99 kW, sulla base dei criteri contenuti nelle delibere di giunta regionale n. 533/2016 e 532/2016, con cui la Regione Campania ha individuato - rispettivamente - le aree non idonee e gli indirizzi per la valutazione degli impatti cumulativi per impianti eolici sopra i 20 kW. Il diniego della Regione era arrivato in seguito alla riapertura della conferenza dei servizi, dopo che la prima si era conclusa con esito positivo ma precedentemente al rilascio dell'Autorizzazione unica. Il sopravvenire della due citate delibere regionali aveva richiesto ulteriori integrazioni progettuali, dalla cui valutazione era emerso un nuovo parere conclusivo (questa volta, di segno negativo). Secondo i giudici, pienamente "legittimo che la Regione, successivamente all'adozione delle delibere nn. 532 e 533 del 2016, pretenda di applicarne le disposizioni ai procedimenti non ancora conclusi col rilascio dell'autorizzazione unica (.)". E non possibile neanche sostenere - come fatto dal ricorrente - "che la pretesa di riconvocare la conferenza di servizi sia illegittima perch le delibere di giunta regionale nn. 532 e 533 del 2016 sarebbero, a loro volta, radicalmente illegittime e dunque da annullare nella loro interezza". I criteri regionali, infatti, finalizzati a evitare un'eccessiva concentrazione di impianti in aree specifiche, non comportano un divieto indiscriminato di installazione e secondo i guidici non sono in contrasto n con la giurisprudenza della Consulta, n con le linee guida ministeriali (Dm 10 settembre 2010).

Informat Paper News - eea.europa.eu

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%),

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%), Francia (3%), Spagna (3%) e Irlanda (3%). Nella relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione, l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) valuta 22 000 zone di balneazione nell'Unione europea, in Svizzera e, per la prima volta, in Albania. Oltre alla relazione, l'AEA ha pubblicato una mappa interattiva con l'indicazione della qualità per ciascun sito di balneazione nel 2013. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, ha dichiarato: "Che la qualità delle acque di balneazione europee continui ad essere elevata è una buona notizia, ma non possiamo permetterci di riposare sugli allori con una risorsa preziosa come l'acqua. Dobbiamo continuare a garantire che le acque di balneazione così come l'acqua potabile e quindi anche i nostri ecosistemi acquatici siano totalmente protetti." Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, "Le acque di balneazione in Europa sono migliorate negli ultimi vent'anni: non si versano più ingenti quantità di acque reflue direttamente nei corpi idrici. Oggi il problema principale sono i picchi di inquinamento di breve durata occasionati da piogge violente e inondazioni, che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e conseguente riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e mari." Le autorità locali procedono a controlli prelevando campioni nelle spiagge in primavera e durante la stagione balneare. Le acque di balneazione sono valutate «eccellenti», «buone», «sufficienti» o «scarse» in base alle percentuali di due tipi di batteri la cui presenza è indice di inquinamento da acque di scolo o da liquami di allevamento; tali batteri, se ingeriti, possono provocare patologie (vomito e diarrea). La valutazione delle acque di balneazione non tiene conto dei rifiuti, dell'inquinamento e di altri aspetti che danneggiano l'ambiente naturale. Sebbene la maggior parte delle zone di balneazione sia sufficientemente pulita ai fini della tutela della salute umana, numerosi ecosistemi nei corpi idrici europei si trovano in una situazione allarmante. Ciò è particolarmente evidente nei mari europei: da una recente valutazione è risultato che gli ecosistemi marini europei sono messi in pericolo da cambiamenti climatici, inquinamento, pesca eccessiva e acidificazione. Molti di questi rischi sono destinati ad aumentare. Acque di balneazione: risultati principali Se è vero che oltre il 95% delle zone di balneazione soddisfa i requisiti minimi, solo l'83% ha però raggiunto il più rigoroso livello di «qualità eccellente». Solo il 2% è risultato scarso. La percentuale di siti che soddisfa i requisiti minimi nel 2013 è circa la stessa del 2012. Tuttavia, la percentuale dell'"eccellenza" è aumentata dal 79% nel 2012 all'83% nel 2013. Nelle spiagge costiere la qualità dell'acqua è risultata leggermente migliore, con una percentuale dell'85% di siti classificati eccellenti. Tutte le spiagge costiere in Slovenia e a Cipro sono state classificate eccellenti. La qualità delle acque di balneazione interne sembra essere leggermente inferiore alla media. Il Lussemburgo è il solo paese a ottenere l'eccellenza in tutte le acque di balneazione, seguito a ruota dalla Danimarca (94%). La Germania ha raggiunto il livello eccellente nel 92% dei quasi 2 000 siti di balneazione interna. Per ulteriori informazioni Sito dell'Agenzia europea dell'ambiente sulle acque di balneazione Sito della Commissione europea sulle acque di balneazione

L'inquinamento atmosferico provoca ancora danni alla salute in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Il rapporto "La qualità dell'aria in Europa rapporto 2013", rappresenta il contributo dell'AEA al riesame della politica per la qualità dell'aria effettuato dalla Commissione europea e all'"anno dell'aria" dellUE. Il trasporto su strada, l'industria, l'agricoltura e il settore residenziale contribuiscono all'inquinamento atmosferico in Europa. Nonostante la riduzione delle emissionsi e delle concentrazioni di alcuni inquinanti in atmosfera osservata negli ultimi decenni, il rapporto dimostra che il problema dell'inquinamento atmosferico in Europa è lungi dall'essere risolto. In particolare, due sostanze inquinanti, il particolato e l'ozono troposferico, continuano a causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. Nuovi dati scientifici indicano che la salute umana può essere compromessa da concentrazioni di sostanze inquinanti inferiori a quanto si pensava in passato. Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: "L'inquinamento atmosferico sta causando danni alla salute umana e agli ecosistemi. Un'ampia parte della popolazione non vive in un ambiente sano secondo gli standard attuali. Per avviare un percorso che porti alla sostenibilità, l'Europa deve essere ambiziosa e rendere più severa l'attuale normativa". Il commissario all'Ambiente Janez Potonik aggiunge: "Per molte persone la qualità dell'aria costituisce una della maggiori preoccupazioni. Gli studi dimostrano che un'ampia maggioranza dei cittadini è consapevole dell'impatto della qualità dell'aria sulla salute e chiede alle istituzioni di intervenire a livello europeo, nazionale e locale, anche in tempi di austerità e difficoltà. Sono pronto a dare una risposta a queste preoccupazioni attraverso il prossimo Riesame della qualità dell'aria della Commissione Tra il 2009 e il 2011, fino al 96 % degli abitanti delle città è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) superiori ai limiti delle linee guida dell'OMS e fino al 98 % è stato esposto a livelli di ozono (O3) superiori alle linee guida dell'OMS. Un numero inferiore di cittadini UE e stato esposto a concentrazioni di PM2.5 e O3 superiori ai limiti o agli obiettivi stabiliti dalla legislazione UE. Tali limiti o obiettivi UE in alcuni casi sono meno severi rispetto alle rispettive OMS. Cfr. i dati dell'AEA sull'esposizione nella UE. Ma il problema non riguarda solo le città. Secondo il rapporto anche alcune aree rurali sono caratterizzate da livelli significativi di inquinamento atmosferico. Un confronto tra le nazione Europee è disponibile nelle schede nazionali allegate al rapporto. Sono molte le storie di successo nella riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici; ad esempio, le emissioni di diossido di zolfo (SO2) delle centrali elettriche, dell'industria e del trasporto sono state ridotte negli ultimi dieci anni, comportando una riduzione dell'esposizione. La progressiva eliminazione del piombo, inquinante ritenuto responsabile di problemi dello sviluppo neurologico, dalla benzina ha determinato una riduzione delle concentrazioni di piombo in atmosfera. Eutrofizzazione Oltre alle preoccupazioni di natura sanitaria, il rapporto analizza i problemi ambientali legati allinquinamento atmosferico, come l'eutrofizzazione, un processo che avviene quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi, mettendo a rischio la biodiversità. L'eutrofizzazione è ancora un problema molto diffuso che riguarda la maggior parte degli ecosistemi europei. Nellultimo decennio, le emissioni di alcuni inquinanti a base di azoto sono diminuite. Ad esempio le emissioni di ossidi di azoto e di ammoniaca sono scese del 27% e del 7% rispettivamente rispetto al 2002. Tuttavia, le emissioni non sono state ridotte quanto previsto e otto Stati membri dell'UE violano i limiti massimi consentiti un anno dopo la scadenza del termine per conformarsi. Per fare fronte all'eutrofizzazione, è necessario introdurre nuove misure volte alla riduzione delle emissioni di azoto.

Acque di balneazione in costante miglioramento in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Cipro e Lussemburgo sono i primi della classe, con acqua di eccellente qualità in tutte le zone di balneazione. Valori eccellenti, al di sopra della media UE, si registrano anche in altri otto paesi: Malta (97%), Croazia (95%), Grecia (93%), Germania (88%), Portogallo (87%), Italia (85%), Finlandia (83%) e Spagna (83%). Questi dati segnalano un miglioramento rispetto all'anno scorso, continuando la tendenza positiva in atto da quando, nel 1990, si è iniziato a monitorare lo stato delle acque a norma della direttiva sulle acque di balneazione. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, così commenta questi risultati: "È incoraggiante vedere che la qualità delle acque di balneazione in Europa continua a migliorare. Occorre comunque fare ancora di più se vogliamo che tutte le nostre acque siano potabili e adatte alla balneazione e che gli ecosistemi acquatici godano di buona salute. L'acqua è una risorsa preziosa e dobbiamo prendere tutte le misure necessarie per proteggerla a dovere." Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell'Agenzia europea dell'ambiente, ha dichiarato: "Dai fiordi nordici alle spiagge subtropicali, l'Europa è ricca di posti in cui cercare il fresco in estate. Il rapporto pubblicato oggi dimostra che la qualità delle acque di balneazione è in generale ottima, ma indica anche la presenza di zone dove i problemi di inquinamento persistono; è per questo che esortiamo le persone a verificare come si classifica la loro meta preferita per nuotare." A partire dai dati raccolti dalle autorità locali in oltre 22 000 località dei 27 Stati membri dell'Unione europea e di Croazia e Svizzera, nonché dalle misurazioni dei livelli di batteri provenienti dalle acque di scolo e dagli allevamenti, l'Agenzia europea dell'ambiente elabora ogni anno i dati sulla qualità delle acque di balneazione. Più di due terzi delle località controllate sono spiagge costiere, il resto è costituito da fiumi e laghi. Il rapporto annuale si basa sui dati relativi alla stagione balneare precedente, pertanto il rapporto di quest'anno è una compilazione dei dati raccolti nell'estate 2012. Malgrado il miglioramento generale, dal rapporto di quest'anno emerge che la qualità dell'acqua è scarsa in quasi il 2% delle zone di balneazione costiere, fluviali e lacustri. Le percentuali più alte di spiagge non conformi si trovano in Belgio (12%), Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6%) e alcune di esse hanno dovuto essere chiuse nel corso della stagione 2012. Quelle che si comportano meglio sono, in genere, le zone di balneazione costiere, il 95% delle quali soddisfa le norme minime e l'81% può fregiarsi di acque eccellenti, mentre per quanto riguarda laghi e fiumi, è il 91% ad essere al di sopra della soglia minima e il 72% ad avere acqua di qualità eccellente. Le tracimazioni causate da piogge violente in zone con sistemi fognari inadeguati costituiscono ancora un problema, sebbene si sia osservato un certo miglioramento della qualità idrica grazie a un sempre più diffuso trattamento delle acque e alla conseguente diminuzione degli scarichi di acque reflue non trattate nell'ambiente. Agli inizi degli anni 90 solo il 60% circa delle zone poteva vantarsi di acque di qualità eccellente, mentre il 70% soddisfava le norme minime. Contesto Le acque di balneazione in Europa devono rispettare le norme stabilite nella direttiva del 2006 in materia, che aggiorna e semplifica la normativa precedente e deve essere attuata dagli Stati membri entro dicembre 2014. L'UE pubblica ogni anno una relazione di sintesi sulla qualità delle acque di balneazione, che si basa sulle relazioni che gli Stati membri devono presentare entro la fine dell'anno precedente. Nella relazione di quest'anno tutti i 27 Stati membri, così come la Croazia e la Svizzera, hanno monitorato la qualità delle acque delle rispettive località di balneazione e ne hanno dato conto alla Commissione, la maggior parte di essi in base alle nuove disposizioni. Per monitorare la qualità delle acque, i laboratori ricercano determinati tipi di batteri, tra cui gli enterococchi intestinali e l'Escherichia coli, la cui presenza può essere indice di inquinamento, soprattutto da acque di scolo o liquami di allevamento. Le località sono poi classificate come conformi ai valori obbligatori, conformi alle linee guida più severe oppure non conformi. Per conoscere la qualità dell'acqua delle nostre località balneari preferite possiamo visitare l'apposita pagina web dell'Agenzia europea dell'ambiente, da cui è possibile scaricare dati e consultare mappe interattive. È inoltre possibile segnalare lo stato dell'acqua di una determinata zona tramite il sito Eye on Earth. Per ulteriori informazioni: European Environment Agency bathing water site European Commission bathing water site

L'Europa deve adattarsi per stare al passo con i cambiamenti climatici — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

La relazione Adaptation in Europe (Adattamento in Europa) descrive le politiche e alcune delle misure adottate a livello dell'UE e dai paesi europei. Al momento metà dei 32 paesi membri dell'AEA hanno elaborato piani di adattamento e alcuni hanno iniziato ad agire, benché tutti i paesi abbiano ancora molto lavoro da fare. Mentre gli sforzi di mitigazione globale dovrebbero continuare a cercare di limitare l'innalzamento della temperatura globale a 2 °C , nella relazione si afferma che è necessario prepararsi ad aumenti maggiori della temperatura e ad altri cambiamenti climatici. Ciò è necessario per tenere conto in modo corretto delle molte incertezze nelle previsioni climatiche e socioeconomiche. Una precedente relazione dell'AEA ha mostrato come i cambiamenti climatici stanno già interessando tutte le regioni in Europa, provocando molte conseguenze per la società e l'ambiente. Ulteriori conseguenze sono attese in futuro se non verrà intrapresa alcuna azione. Le rilevazioni mostrano temperature medie più elevate in Europa. Le precipitazioni stanno diminuendo nelle regioni meridionali e aumentando in Europa settentrionale. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: L'adattamento comporta nuovi modi di pensare e affrontare rischi e pericoli, incertezze e difficoltà. Gli europei dovranno cooperare, imparare l'uno dall'altro e investire in trasformazioni di lungo periodo, necessarie a sostenere il nostro benessere di fronte ai cambiamenti climatici. La relazione è stata presentata oggi in occasione di una conferenza sulla strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, intesa a sostenere politiche di adattamento coerenti e integrate nei diversi settori in Europa. L'Europa inizia ad adattarsi La relazione raccomanda un insieme di diverse misure: misure grigie come progetti ingegneristici e tecnologici, approcci verdi basati sugli ecosistemi e la natura, e le cosiddette misure morbide come le politiche volte a cambiare gli approcci di governance. Nella relazione si sostiene che i progetti di adattamento più efficaci combinano spesso due o più approcci differenti. Per esempio, l'adattamento presso la costa mediterranea francese si basa su un approccio integrato che tiene conto di cambiamenti climatici, turismo, trasporti e biodiversità. Nelle aree urbane, spazi verdi e corpi idrici rientrano nella progettazione edilizia al fine di ridurre i rischi legati alle ondate di caldo. Anche Barcellona ha iniziato ad adattarsi alla carenza di acqua con un nuovo impianto di desalinizzazione ad alta efficienza. Questo progetto grigio opera in tandem con altre iniziative morbide come gli incentivi per ridurre il consumo di acqua, diminuendo gli impatti derivanti da siccità prolungate. Il costo dell'adattamento potrebbe essere elevato in alcuni casi, tuttavia la relazione sottolinea i risparmi complessivi derivanti da alcune azioni di adattamento. Uno dei più grandi progetti di adattamento basato sullecosistema consiste nel ripristinare il bacino idrografico del Danubio al suo precedente stato naturale. Sebbene il costo stimato sia pari a 183 milioni di euro, esso dovrebbe aiutare a prevenire inondazioni come quella del 2005 che da sola è costata 396 milioni di euro di danni. Sono stati istituiti in Europa sistemi di allarme rapido per aiutare a prevedere incendi boschivi, inondazioni e siccità. Secondo la relazione, tali misure morbide possono aiutare le comunità a superare i rischi. Un progetto simile in Italia ha istituito sistemi di allarme rapido per malattie trasmesse dalle zanzare, previste in aumento con i cambiamenti climatici. Sfide future L'Europa ha bisogno di adeguarsi ai cambiamenti climatici in modo coerente, assicurando l'integrazione dell'adattamento nelle politiche dell'UE e in quelle nazionali, afferma la relazione. Non vi è alcun approccio universale: l'adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe rispondere alle condizioni nazionali e locali. Vi è ancora incertezza nelle previsioni relative ai cambiamenti climatici ed è difficile stimare in modo preciso i futuri rischi poiché anche gli aspetti socioeconomici stanno cambiando. Per tali ragioni la pianificazione dell'adattamento dovrebbe essere abbastanza flessibile da superare circostanze impreviste e una serie di futuri cambiamenti climatici, afferma la relazione. Per esempio, il rafforzamento della barriera del Tamigi, che protegge Londra dalle inondazioni costiere, è stato progettato per lasciare aperte delle opzioni, in modo da poter accogliere degli adattamenti in funzione dell'aumento del livello del fiume. Climate-ADAPT raccoglie un gran numero di studi di casi e altre informazioni per aiutare paesi, regioni e città ad adeguarsi ai cambiamenti climatici. Il sito web contiene informazioni su impatti climatici previsti e azioni nazionali nonché notizie e prossimi eventi.

In Austria e Germania i livelli più alti di riciclo, il Regno Unito e l’Irlanda mostrano invece l’incremento più rapido — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Complessivamente è stato riciclato in Europa, nel 2010, il 35% di rifiuti urbani, che rappresenta un notevole miglioramento rispetto al 23% del 2001. Tuttavia molti paesi incontreranno enormi difficoltà a soddisfare gli obiettivi imposti dallUE di riciclare il 50% di rifiuti domestici e simili entro il 2020. I dati provengono da una nuova relazione dellAgenzia Europea dellAmbiente (AEA) che analizza la gestione dei rifiuti solidi urbani, composti principalmente da rifiuti domestici, nei 27 Stati Membri dellUE e in Croazia, Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia. Cinque paesi hanno già raggiunto questo obiettivo, ma molti altri dovranno compiere sforzi eccezionali per conseguirlo prima del termine ultimo. Per esempio, Bulgaria e Romania riciclano adesso piccole percentuali di rifiuti urbani perciò, per conseguire lobiettivo entro il 2020, devono aumentare il riciclo di oltre 4 punti percentuali lanno nel corso di questo decennio, cosa che nessun paese è riuscito a realizzare tra il 2001 e il 2010. Il Regno Unito ha aumentato la quota di riciclo dei rifiuti urbani dal 12% al 39% tra il 2001 e il 2010, mentre lIrlanda ha innalzato i livelli di riciclo dall11% al 36% nello stesso periodo. Anche la Slovenia, la Polonia e lUngheria hanno migliorato notevolmente i livelli di riciclo dal loro ingresso nellUE. LAustria ha la percentuale più alta di riciclo (63%), seguita da Germania (62%), Belgio (58%), Paesi Bassi (51%) e Svizzera (51%). LAEA ha pubblicato, insieme alla relazione principale, anche le relazioni sui singoli paesi. Jacqueline McGlade, Direttore Esecutivo dellAEA, ha dichiarato: In un periodo relativamente breve, alcuni paesi hanno promosso con successo una cultura del riciclo, con infrastrutture, incentivi e campagne di sensibilizzazione. Altri continuano invece a restare indietro, sprecando enormi quantità di risorse. L`attuale elevata domanda di alcuni beni dovrebbe costituire per i paesi un segnale sulle evidenti opportunità economiche del riciclo. La relazione dellAEA è particolarmente importante poiché i rifiuti urbani sono soprattutto competenza del settore pubblico e lattuale situazione economica in molti Stati Membri dellUE richiede una maggiore attenzione su come raggiungere gli obiettivi strategici nel modo più efficace ed economicamente conveniente. La relazione supporta le iniziative della Commissione Europea a sostegno dei Paesi Membri per migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti. Il documento sarà presentato oggi a Brussels nel corso di un seminario sulle strategie politiche e infrastrutture per migliorare la gestione dei rifiuti urbani. Altre conclusioni LEuropa sta risalendo con successo la gerarchia di gestione dei rifiuti, anche se più lentamente di quanto richiesto dalla normativa. La quantità di rifiuti conferiti in discarica è diminuita dal 2001, mentre è aumentata la quantità di rifiuti inceneriti, compostato e riciclato. Riciclare può ridurre i gas serra e risparmiare risorse preziose, poichè i materiali riciclati sostituiscono quelli vergini. Sotto il profilo del ciclo della vita, il cambiamento nel trattamento dei rifiuti urbani tra il 2001 e il 2010 ha ridotto le emissioni di gas serra provenienti dai rifiuti urbani del 56%, o di 38 milioni di tonnellate di equivalente CO2 nellUE, Norvegia e Svizzera. Priorità della legislazione dellUE sui rifiuti è innanzitutto prevenirne la formazione. I rifiuti urbani prodotti da ciascun cittadino dellUE sono calati del 3,6% tra il 2001 e il 2010. Tuttavia ciò potrebbe essere dovuto alla recessione economica (la produzione di rifiuti pro- capite è stata piuttosto stabile tra il 2001 e il 2007). I rifiuti urbani prodotti in media dagli slovacchi sono cresciuti del 39% tra il 2001 e il 2010, mentre i norvegesi e i croati hanno aumentato i rifiuti urbani annui del 30% e del 25% rispettivamente. Per contro, molti paesi hanno ridotto la quantità di rifiuti prodotti e tra questi cè la Bulgaria (-18%), lEstonia (-17%), la Slovenia (-12%) e il Regno Unito (-12%). Norvegia, Irlanda e Polonia hanno ridotto più di tutti gli altri paesi la percentuale di rifiuti urbani destinati alla discarica tra il 2001 e il 2010. Migliori livelli di riciclo sono dovuti principalmente allevoluzione nel riciclo di materiali, con progressi inferiori nel riciclo di rifiuti organici. I paesi che hanno diminuito con successo i rifiuti conferiti in discarica e aumentato il riciclo hanno solitamente applicato una serie di strumenti nazionali e regionali. Tra questi vi è il divieto di conferimento in discarica di rifiuti biodegradabili o di rifiuti urbani non pretrattati, la raccolta differenziata obbligatoria di parti di rifiuti urbani, strumenti economici come le tasse sulle discariche e sugli inceneritori, le tariffe sulla raccolta dei rifiuti volte a incentivare il riciclo. Contesto Il riciclo include il recupero di materiali come, ad esempio, vetro, carta, metallo e plastica, e il compostaggio. Lobiettivo del 50% del riciclo si applica agli Stati Membri dellUE, alla Norvegia e allIslanda. I paesi possono scegliere tra quattro diversi metodi di calcolo per dichiarare la conformità a tale obiettivo. Nella propria analisi lAEA ha utilizzato uno di questi metodi, e va rilevato che altri metodi di calcolo potrebbero dare origine a esiti diversi. Occorre poi sottolineare che i livelli effettivi di riciclo in alcuni paesi potrebbero essere maggiori rispetto a quelli indicati, poiché i loro dati escludono i rifiuti di imballaggio riciclati dalle famiglie. Inoltre, i paesi con livelli di riciclo molto bassi possono richiedere un periodo di deroga al raggiungimento dellobiettivo. Il 4 marzo 2013 Eurostat ha pubblicato Dati 2011 sui rifiuti urbani, offrendo ulteriori possibilità di valutazione. Eurostat utilizza categorie leggermente diverse dallAEA e tali dati non sono perciò direttamente comparabili con lanalisi dellAEA.

Informat Paper News - Rinnovabili.it

Deforestazione: nel 2017 il mondo ha perso “un’Italia” di alberi Rinnovabili.it - Pubblicato 2018.06.27

Gli appelli internazionali contro la deforestazione non bastano (Rinnovabili.it) – Le foreste rappresentano l’oro verde del Pianeta. Grazie alla capacità di stoccare il carbonio, conservare acqua e suolo e fornire sussistenza a miliardi di esseri viventi, svolgono un ruolo insostituibile a livello biologico ed economico. Nonostante ciò, le attività di deforestazione a

Tutela marina, in Toscana le foci dei fiumi sono una nota dolente Rinnovabili.it - Pubblicato 2018.06.27

La campagna di Legambiente presenta i risultati dei monitoraggi effettuati in Toscana (Rinnovabili.it) Deludono le analisi di mare e coste effettuate in Toscana da Goletta Verde 2018. La celebre imbarcazione di Legambiente sta costeggiando le sponde tirreniche per far luce sulla situazione in cui versano i litorali italiani e oggi rivela: su venti punti monitorati in Toscana, tredici sono risultati inquinati e di questi, nove possedevano cariche batteriche particolarmente elevate. Ma non si tratta di una sorpresa come spiega Davide Sabbadin, portavoce della campagna dal momento che il problema riguarda non solo le aree costiere ma gran parte del territorio nazionale. La vera nota dolente della regione sono i fiumi che continuano a riversare in mare scarichi non depurati, rischiando di compromettere la qualità del mare e di quei tratti di costa, e danneggiare seriamente lecosistema e la salute dei bagnanti. Dalla bocciatura, si salva tuttavia la Maremma Grossetana, le cui performance ambientali sono addirittura segnalate come eccezionali. Interessanti anche i dati contenuti nel dossier Mare Monstrum: la regione occupa il settimo posto (su quindici) nella classifica delle illegalità, con 1297 infrazioni accertate, 1717 persone arrestate e denunciate e 291 sequestri effettuati. La Toscana aggiunge Sabbadin ha 2,2 infrazioni per ogni chilometro di costa con numeri maggiori nellambito delle illegalità nel ciclo dei rifiuti e del cemento, e nei reati legati al codice della navigazione. Noi non vogliamo solo informare e sensibilizzare i cittadini, ma negli ultimi due anni abbiamo anche presentato alle autorità preposte esposti sui punti più critici individuati, nella speranza che si intervenga per accertare le responsabilità, sanando le situazioni più delicate. E questanno Goletta Verde ha presentato per il territorio toscano due esposti sulle situazioni più critiche: uno inerente la foce del Fosso di Mola / Fosso Centrale, allIsola dElba (Li) e laltro per la foce del torrente Carrione, a Marina di Carrara (Ms), da dieci anni a questa parte il sito più inquinato della costa toscana. I dati allElba confermano sostanzialmente i risultati dello scorso anno afferma Umberto Mazzantini di Legambiente Arcipelago la situazione della Zona umida di Mola, nel Parco Nazionale dellArcipelago Toscano si conferma preoccupante, con livelli di inquinamento che non sembrano dipendere dal depuratore di Capoliveri ma probabilmente da scarichi abusivi in unarea di altissimo valore naturalistico ed importantissima per la fauna stanziale e migratoria, con la presenza di specie rare e spesso uniche per lintero Arcipelago Toscano. Leggi qui le prossime tappe.

Riscaldamento globale: il target 2 °C non è sicuro per l’umanità Rinnovabili.it - Pubblicato 2018.06.27

La nuova bozza dellIPCC punta il dito contro il target 2 °C (Rinnovabili.it) Allo stato attuale, lAccordo sul clima di Parigi non è in grado di proteggere il Pianeta. E non solo perché gli impegni presentati dalle nazioni (NDC) sino a oggi sono nettamente sotto lobiettivo, ma anche perche lo stesso target 2 °C non è garanzia di salvezza. Laccordo, stipulato nellambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), prevede che le parti si impegnino a mantenere laumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, sollecitando nel contempo nuovi sforzi per centrare lobiettivo di più 1,5 °C. Tuttavia tra i due numeri esiste una differenza sostanziale, come spiega la bozza del nuovo report dellIPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico). Lultima versione del documento, che sarà presentato in anteprima questo ottobre, sostiene che il target principale del Paris Agreement non rappresenti una sicurezza climatica. Al contrario, potrebbe comportare un aumento importante del rischi per le comunità, le economie e gli ecosistemi. Secondo il foro scientifico dellONU, ogni aumento di mezzo grado nella temperatura globale significherebbe probabili danni su specie, economia e sistemi fisici. La bozza include i risultati delle ultime ricerche scientifiche elaborate sul clima: gli aggiornamenti hanno permesso allIPCC di stimare che con il target 2° C, ad esempio, sarebbe molto probabile avere almeno unestate artica senza ghiaccio per decennio. Mettendo da parte la differenza di impatto, la principale domanda rivolta allIPCC è: quanto è fattibile un obiettivo di 1,5° C? Nella nuova bozza, gli scienziati scrivono non esiste una risposta semplice. Agli attuali livelli emissivi, il mondo si sta riscaldando di circa 0,2° C ogni decade. Di questo passo, come già spiegato, la soglia 1.5° C verrà superata negli anni 2040. Per agire con un margine di sicurezza tutte le emissioni del settore elettrico dovrebbero raggiungere lo zero netto entro la metà del secolo. Tuttavia, il testo, nella sua ultima versione, rivede al rialzo il bilancio del carbonio, ossia la quantità totale di gas serra che possono essere emessi prima che il mondo oltrepassi il primo tipping point. Secondo gli scienziati autori del rapporto il bilancio si assesterebbe a 750 Gton di CO2, con una probabilità del 50% di limitare il riscaldamento a 1,5 ° C.

Mori: l’elettricità europea carbon free entro il 2050 Rinnovabili.it - Pubblicato 2018.06.27

(Rinnovabili.it) I settori dellelettricità e delle rinnovabili stanno vivendo un periodo di grande fermento. Dopo una tradizionale separazione di interessi, spesso convergenti, dal 27 aprile 2017 è accaduto un evento probabilmente impensabile anche solo qualche anno fa: la maggior associazione dellindustria elettrica nazionale, Assoelettrica, e la principale dei produttori da fonte rinnovabile, assoRinnovabili, si sono fuse in una unica realtà dal nome particolarmente ambizioso: Elettricità Futura. E di ambizioni questa giovanissima associazione ne ha da vendere a giudicare dai propositi ma anche dai risultati ottenuti nei suoi primi mesi di vita. Per capire meglio cosa sta accadendo nel sistema baricentrico della transizione energetica nazionale, abbiamo incontrato Simone Mori, Direttore Affari europei di Enel e presidente, appunto, della associazione Elettricità Futura. Presidente Mori, per quale esigenza è nato questo matrimonio? Loperazione ha seguito una logica, per me, molto forte: il superamento di barriere tra il cosiddetto settore convenzionale e quello nuovo delle rinnovabili. Barriere che a mio giudizio non avevano più ragione di esistere. Io credo che la candidatura di Enel a presiedere, per la prima volta, unassociazione così importante sia finalizzata proprio a questo cambiamento. E lEnel ha il ruolo riconosciuto di azienda che sta gestendo, con grande impegno, un percorso di transizione. Non esistono più motivazioni per una dicotomia del nostro asset e dobbiamo lavorare per un settore elettrico nel quale le fonti convenzionali e quelle rinnovabili si integrino in modo armonico, in cui gli obiettivi di decarbonizzazione e di sviluppo sostenibile siano raggiunti attraverso investimenti che rendano le fonti rinnovabili sempre più competitive e, con il progressivo sviluppo delle tecnologie, le fonti convenzionali il supporto al processo di transizione. Come hanno accolto la fusione i vostri associati? Direi molto bene. La nostra missione è proprio quella di integrare questi due mondi che non sono più dicotomici, ma totalmente integrati. Gran parte degli associati di Assoelettrica, prima della fusione, aveva investimenti sulle rinnovabili e non pochi di loro facevano parte già delle due associazioni. Quindi iniziamo a costruire un sistema che non sia per luna o laltra parte del settore, ma un meccanismo che integri entrambe le componenti e che sia coerente con lobiettivo che abbiamo tutti: lo sviluppo sostenibile attraverso le rinnovabili e lelettricità. Lei recentemente ha dichiarato il vettore principale per il processo di decarbonizzazione è il settore elettrico. Cosa significa in concreto? Facciamo una piccola premessa. Abbiamo un punto di partenza che ritengo molto avanzato: il settore elettrico, negli ultimi anni, è stato senza dubbi la componente più incisiva nel processo di decarbonizzazione. In Italia, in Europa e nel mondo. Crediamo quindi che lo sviluppo di questo settore sia la naturale conseguenza del fatto che esso costituisca la componente che ha maggior e più rapida capacità di decarbonizzazione. Con quale approccio state gestendo la fusione? Io credo che dovremmo avere la capacità di uscire dalle guerre di religione che attualmente esistono tra portatori di interessi diversi. Noi a riguardo abbiamo una visione ben definita: non esiste scenario prodotto da analisti internazionali che non confermi la tendenza globale a produrre più elettricità da fonti rinnovabili e ad incrementare la sua utilizzazione per usi diversi. Quali sono gli ambiti più rilevanti di questo trend? Sicuramente il settore legato ai trasporti e quello del riscaldamento/raffrescamento. Non si tratta di un processo che avverrà in sei mesi, assisteremo ad un percorso molto articolato dipendente da diversi fattori, primo tra tutti linnovazione tecnologica. Specialmente nel settore della mobilità elettrica. Ecco, parliamo dellinnovazione tecnologica nel settore della mobilità elettrica. Stiamo assistendo ad una sua accelerazione notevolissima. Dove ci porterà e con quali tempi? Su questo tema sono molto ottimista. In particolare sui tempi di miglioramento delle performance delle batterie. E questo è il fattore principale per capire quando avverrà il tanto discusso break even dal punto di vista tecnico ed economico. Quando una vettura elettrica sarà più conveniente di una convenzionale? Se non ci riferiamo esclusivamente al confronto sul costo iniziale di acquisto, ma al Total Cost of Ownership (TCO), ossia alla somma di tutte le spese che si effettuano nel corso della vita dellautovettura, secondo noi tra tre o quattro anni il costo di una vettura elettrica sarà più conveniente di quello di una vettura a combustione interna. Ed il break even sul costo dacquisto quando arriverà? Sempre secondo le nostre analisi appena due anni dopo aver raggiunto lobiettivo del Total Cost of Ownership Abbiamo parlato di sorpasso della vettura elettrica sul fronte tecnologico ed economico. Ma il saldo ambientale con la mobilità convenzionale a che punto è? Il saldo ambientale dellauto elettrica è già ben più vantaggioso dellauto a combustione interna. Su questo non abbiamo dubbi. A riguardo abbiamo sviluppato numerose analisi e raccolto dati: in sostanza già da oggi, con il mix energetico attuale, lauto elettrica ha una performance, rispetto alle emissioni, nettamente migliore di quella a combustione interna. E parliamo chiaramente dellintero ciclo di vita del veicolo. Inoltre lauto elettrica risolverà completamente un problema gigantesco per la qualità della vita dei cittadini: linquinamento delle nostre aree urbane. Come è noto lItalia è uno dei paesi su cui pende un procedimento di infrazione della Comunità Europea in quanto esistono delle aree con condizioni drammatiche di inquinamento, specialmente per le polveri sottili. Questo problema dipende essenzialmente dal settore dei trasporti e da quello del riscaldamento. Ed in entrambe questi ambiti lutilizzazione dellelettricità potrà risolvere drasticamente i problemi ambientali. Tutto ciò a patto che lelettricità provenga da fonte rinnovabile& Partiamo da una semplice valutazione: l80% di italiani vivono in zone in cui il livello di emissioni è sistematicamente superiore ai limiti indicati dallAgenzia Mondiale della Sanità. Con lincremento delluso dellelettricità sicuramente già avremmo, a livello locale, grandi miglioramenti ambientali anche con lattuale mix energetico. Il problema serio, infatti, si pone nelle città ed in quel contesto indubbiamente avremmo un beneficio immenso in termini di performance climatica ed ambientale. E quando ci sarà lulteriore sviluppo delle rinnovabili& La situazione va analizzata in prospettiva. Noi abbiamo lobiettivo europeo al 2030 del 32% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Ciò vuol dire che tra 12 anni possiamo prevedere approssimativamente, e ciò dipenderà anche dallo sviluppo delle rinnovabili non elettriche, che la produzione di rinnovabili in Europa nel settore elettrico sarà molto significativa, si stima ben oltre il 50%. Sarà un processo di cambiamento talmente radicale da non essere rapidissimo, occorreranno alcuni anni. Ma è importante evidenziare il ruolo primario, in questo processo di decarbonizzazione, dellelettricità nei due grandi settori, quello della mobilità e quello della climatizzazione, settori che si svilupperanno parallelamente ed in modo radicale. Quali scenari produrrà lo sviluppo di questi due asset? Il percorso è già tracciato ed è talmente chiaro che non ci sarà bisogno di fare analisi sulle performance dello sviluppo tecnologico: noi prevediamo in Europa un futuro del settore elettrico completamente decarbonizzato entro il 2050. Parliamo delle tecnologie che consentiranno queste performance così ambiziose. Produrre quote rilevanti di elettricità da fonte rinnovabile presuppone certamente un massiccio utilizzo dei sistemi di accumulo. A questo riguardo quali tecnologie si affermeranno maggiormente? La velocità di miglioramento delle performance delle batterie rappresenta un fattore strategico del processo di decarbonizzazione. E ciò risulta basilare nel settore della mobilità dove le batterie costituiscono, chiaramente, la componente critica del veicolo elettrico, e nella generazione distribuita dove laccumulo ha un ruolo fondamentale per rendere efficiente ed intelligente il sistema di rete. Questi sono gli ambiti dove la ricerca sta maggiormente concentrando i propri sforzi e dove le prestazioni migliorano costantemente e in modo rapido. Quale sarà il ruolo dellEuropa per lo sviluppo di tecnologie così strategiche per il nostro futuro? LEuropa deve vincere una grande sfida e assumere la leadership delle tecnologie di accumulo. Oggi gran parte dellindustria manifatturiera che produce questi componenti si trova fuori, principalmente in Asia e Nord America. E lEuropa non può pensare di vincere a livello mondiale la grande partita della mobilità elettrica senza detenere tecnologie avanzate nel settore delle batterie. LEuropa, e anche lItalia, ha delle importanti capacità tecnologiche per giocare al meglio questa partita ed è necessario fare un grande sforzo per vincere. La Commissione Europea ha promosso, per questo motivo, un alleanza per le batterie che ha lobiettivo di rilanciare linnovazione e la filiera tecnologica in Europa. Ritengo che sia una sfida di straordinaria importanza per il sistema industriale europeo. A breve dovrebbe essere approvato dalla Commissione Europea il pacchetto sulla mobilità. Quali aspettative concrete avete da questa norma? Il pacchetto è ottimo in quanto basato su principi corretti e rivolto nella direzione giusta, ma deve essere più ambizioso se si vuole stimolare un processo di cambiamento del settore dei trasporti altrettanto incisivo di quello che il nostro settore ha intrapreso. Se non sollecitiamo le industrie europee ad avere una visione più ampia, attraverso target più ambiziosi, accadrà che il mercato automobilistico verrà invaso da quei produttori stranieri cha avranno trovato, più rapidamente, soluzioni tecnologiche in linea con la grande trasformazione in atto. Infine Presidente, ling. Francesco Starace ha affermato recentemente che bisogna aprire le porte al futuro, con coraggio, e senza temerlo. A suo giudizio potremmo davvero, in futuro, vivere solo di rinnovabili e, se sì, con quali tempi. Come accennato, siamo convinti che in Europa la produzione di elettricità sarà carbon free nel 2050. Questo straordinario risultato si otterrà grazie allo sviluppo esponenziale delle tecnologie del settore che porteranno a tre importanti risultati: un drastico abbattimento dei costi di produzione di energia da fonte rinnovabile, lo sviluppo dello storage elettrochimico, e la diffusione dei sistemi di rete digitale.

Spagna: installata la prima turbina eolica offshore telescopica Rinnovabili.it - Pubblicato 2018.06.27

Il primo prototipo di turbina eolica offshore telescopica tocca lacqua delle Canarie (Rinnovabili.it) La Spagna installa la sua prima turbina eolica offshore telescopica: una macchina da 5 MW di potenza e dotata di una torre estendibile. Laerogeneratore è stato portato, la scorsa settimana, presso la piattaforma oceanica delle isole Canarie (Plocan), un laboratorio galleggiante per lo sviluppo di tecnologie marine avanzate, situato sulla costa orientale di Gran Canaria. Il sistema è stato sviluppato dal progetto ELICAN, uniniziativa di ricerca, finanziata con quasi 11,2 milioni di euro dal programma Horizon 2020, che mira a dimostrare la convenienza economica delle turbine automontati. La particolare torre dellaerogeneratore, infatti, è costituita da elementi tubolari che scorrono uno nellaltro, che abbassanno il centro di gravità durante le fasi di installazione. Le fondamenta, invece, possono temporaneamente agire come una chiatta galleggiante autoportante sulla quale il sistema completo può essere pre-assemblato già a terra, consentendo così la piena indipendenza dellimpiego di navi e pesanti gru in mare aperto. In questo modo, spiega il consorzio di ricercatori che collabora al progetto ELICAN, è possibile ridurre i costi di installazione dal 30 per cento al 40 per cento rispetto alle soluzioni esistenti. >>Leggi anche Eolico offshore: la capacità mondiale raggiunge i 17 GW<< Lassemblaggio del prototipo di turbina eolica offshore telescopica era iniziato ad aprile nel porto di Arinaga, nel nord-est di Gran Canaria. Il mese successivo, allunità è stato collegato un sistema di galleggiamento ausiliario per aumentare la stabilità durante il trasporto e linstallazione in mare. Quindi è stata rimorchiata fino alla sua destinazione finale nel sito offshore Plocan. Il progetto ora monitorerà le prestazioni dellintero sistema, comprese quelle delle fondamenta, della torre e del rotore eolico, in condizioni di mare aperto. I risultati finali saranno resi pubblici a dicembre di questanno, quando la ricerca concluderà ufficialmente il lavoro. In caso di successo si legge sul sito dellagenzia europea dellInnovazione ELICAN fornirà al mercato un sistema di sottostruttura integrata ad alta capacità e a bassi costi per la raccolta dellenergia eolica offshore. Liniziativa è guidata da Esteyco allinterno di un consorzio che comprende anche Siemens Gamesa, ALE Heavylift, DEWI GmbH e Plocan. >>Leggi anche Via libera alleolico galleggiante più grande al mondo<<

Oxford PV porta l’efficienza del fotovoltaico in perovskite al 27,3% Rinnovabili.it - Pubblicato 2018.06.27

Lo spinoff dellUniversità di Oxford è determinato a raggiungere un 30% per lefficienza del fotovoltaico in perovskite (Rinnovabili.it) Lefficienza del fotovoltaico in perovskite compie un nuovo passo avanti. Lo spinoff britannico Oxford PV, una delle prime realtà industriali a lavorare sul solare di nuova generazione, ha fatto sapere di aver prodotto una cella di un centimetro quadrato con una capacità di conversione della luce incidente in elettricità del 27,3 per cento. Il risultato è stato certificato in maniera indipendente dallISE dellIstituto Fraunhofer e costituisce un vero e proprio record mondiale per lefficienza del fotovoltaico in perovskite. Non si tratta in realtà di ununità singola ma di un tandem perovskite-silicio. Ciò significa che è il prodotto di due celle poste una sopra laltra, dove quella superiore è semitrasparente e cattura in modo efficiente fotoni ad alta energia, mentre quella sottostante converte i fotoni a bassa energia (leggi anche Le celle solari multigiunzione convertono 1/3 della luce in elettricità). Labbinamento spiega la società che si autodefinisce come The Perovskite Company supera per la prima volta lefficienza delle celle solari in silicio a singola giunzione (il cui valore più alto raggiunto è del 26,7 per cento). Questo risultato conferma ulteriormente la capacità della perovskite di migliorare le prestazioni del fotovoltaico basato sul silicio sottolinea Frank Averdung, Chief Executive Officer di Oxford PV Continuare a migliorare le prestazioni del fotovoltaico è fondamentale per sostenere la crescita dellelettricità generata dal solare. Lobiettivo della giovane società è quello di portare lefficienza del fotovoltaico in perovskite oltre la soglia del 30 per cento e ha già pronta una tabella di marcia per raggiungere il target. Attualmente Oxford PV sta già fabbricando celle in perovskite di dimensioni commerciali (156 mm x 156 mm) in un impianto pilota a Berlino, con lobiettivo di produrre un modulo da 360 W di potenza, a 60 celle, entro i primi mesi del 2019. Chris Case, Chief Technology Officer di Oxford PV ha aggiunto Il record di oggi dimostra i notevoli progressi compiuti dallazienda per portare questa soluzione solare più vicina alla commercializzazione. Siamo in procinto di ridimensionare la nostra tecnologia dal laboratorio alla produzione ad alto volume. >>Leggi anche I prezzi dei pannelli solari sono destinati a calare del 35% nel 2018<<

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Non è la tecnologia che manca all’economia circolare, ma leggi chiare e prezzi giusti greenreport_it - Pubblicato 2018.06.27

Presentata all’Ecoforum l’indagine Legambiente e Università di Padova Non è la tecnologia che manca all’economia circolare, ma leggi chiare e prezzi giusti Ferrante: «Il talento e l’impegno delle nostre imprese migliori ci indicano la strada da battere per uscire dalla crisi, ma fino ad oggi sono sforzi solitari che nessuno è riuscito a

I reati sono in picchiata, la paura cresce: «C’è un’arma da fuoco nelle case di 4,5 milioni di italiani» greenreport_it - Pubblicato 2018.06.27

Dal 2008 gli omicidi sono calati del 43,9%, le rapine del 37,6%, i furti del 13,9% I reati sono in picchiata, la paura cresce: «Cè unarma da fuoco nelle case di 4,5 milioni di italiani» Censis: il 39% della popolazione favorevole a criteri meno rigidi per il possesso. Voglia diffusa soprattutto tra i meno istruiti e i più anziani [27 giugno 2018] A leggere i dati presentati nel 1° Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia, realizzato dal Censis con Federsicurezza, la nostra appare sempre più come una Repubblica fondata sulla paura, per di più ingiustificata. Nel 2017 sono stati denunciati complessivamente 2.232.552 reati nel nostro Paese, un numero in calo del 10,2% rispetto allanno precedente. E non è una novità. Dal 2008 gli omicidi sono calati del 43,9%, le rapine del 37,6%, i furti del 13,9%. Eppure la paura e la sensazione di insicurezza si moltiplicano: la criminalità continua ad essere ritenuta un problema grave per il Paese, segnalato dal 21,5% degli italiani, al quarto posto dopo la mancanza di lavoro, levasione fiscale e le tasse eccessive. E non è un caso che a essere più preoccupate sono le persone con redditi bassi, che vivono in contesti più disagiati e hanno minori possibilità di utilizzare risorse economiche personali per lautodifesa: per loro spiega il Censis la criminalità diventa il secondo problema più grave del Paese (segnalato dal 27,1%), dopo la mancanza di lavoro. Si direbbe dunque che i problemi italiani stiano piuttosto nellignoranza dei fatti quanto nellincapacità della loro analisi, nella povertà quanto nella disuguaglianza. Ma la lettura della politica ad oggi più in voga in Italia, quella rappresentata al meglio dalla Lega guidata dal ministro degli Interni Matteo Salvini, preferisce spostare lattenzione con la grancassa offerta da una buona parte dei media nazionali sulla conseguenza anziché sulle cause: sulla paura. Fino a poco tempo fa infatti la percezione della sicurezza in Italia da parte degli italiani sembrava quantomeno più aderente alla realtà. Come documenta lIstat, tra il 2008-2009 e il 2015-2016 «si stima un miglioramento generalizzato nelle preoccupazioni: il 41,9% dei cittadini è preoccupato di subire uno scippo o un borseggio (-6,3 punti percentuali dal 2008-2009), il 40,5% unaggressione o una rapina (-7,1 punti percentuali ), il 37% il furto dellauto (-6,7) e il 28,7% (-14) teme per sé o i propri familiari di subire una violenza sessuale. Il 60,2% dei cittadini è (molto o abbastanza) preoccupato dei furti nellabitazione (unico dato stabile)». Poi la svolta analizzata dal Censis, le cui conseguenze sono già palpabili. È già aumentato il numero degli italiani che possono sparare: nel 2017 nel nostro Paese si contavano 1.398.920 licenze per porto darmi, con un incremento del 20,5% dal 2014 e soprattutto del 13,8% solo nellultimo anno. Si può dunque ritenere che oggi complessivamente cè unarma da fuoco nelle case di quasi 4,5 milioni di italiani. E il desiderio di armi cresce insieme alla paura. Come mostra lanalisi Censis e Federsicurezza, ormai il 39% degli italiani è favorevole allintroduzione di criteri meno rigidi per il possesso di unarma da fuoco per la difesa personale, un dato in netto aumento rispetto al 26% rilevato nel 2015. Comera lecito attendersi, i più favorevoli sono le persone meno istruite (il 51% tra chi ha al massimo la licenza media) e gli anziani (il 41% degli over 65 anni). Ma non ci sono solo le armi. La paura, anche quando ingiustificata, alimenta sempre un ricco business. Il 66,3% degli italiani ricorre a porte blindate, il 42% a sistemi dallarme, il 33,5% alle inferriate, il 31,3% a vetri e infissi blindati, il 30,7% a telecamere, il 19,4% a casseforti, e in barba a ogni principio di efficienza energetica e di risparmio in bolletta 15 milioni di italiani (il 29%) lascia le luci accese per precauzione quando esce di casa. Senza dimenticare gli oltre 64mila addetti (+16,7% nel periodo 2011-2017) di quasi 1.600 imprese di vigilanza (+11,3% nello stesso periodo) attive sul territorio, insieme agli altri 21mila addetti di istituti che offrono servizi fiduciari non armati. Di fronte a questi numeri lo stesso Censis nota che «una liberalizzazione eccessiva degli spazi di difesa individuali comporta il rischio di pericolose derive giustizialiste». Anche perché chi nel frattempo dovrebbe davvero occuparsi di sicurezza è sempre meno nelle condizioni di farlo, a causa dei tagli di bilancio: tra il 2008 e il 2016 si registrano 22.000 uomini e donne in meno nei diversi Corpi di polizia (in particolare, 86.000 under 45 in meno). Che fare dunque? Concentrare gli sforzi dove realmente necessari potrebbe essere unidea. Come informa il Censis, in sole quattro province italiane si consuma il 30% dei reati. Capitale del crimine è Milano (9,5% del totale), seguita da Roma (9,2%), Torino (5,5%) e Napoli (5,5%); considerando invece lincidenza del numero dei reati in rapporto alla popolazione, la classifica vede sempre Milano in vetta, seguita però da Rimini, Bologna, Torino e Prato. È dunque giustificata la maggior percezione di rischio criminalità diffusa al Centro (35,9%) e al Nord-Ovest (33%), ma soprattutto nelle aree metropolitane (50,8%), dove si sente insicuro un cittadino su due, rispetto al 31,9% di media. È in queste aree che può avere un qualche senso parlare di emergenza sicurezza, ed è qui che è possibile migliorare grazie a interventi mirati, con maggiore e migliore uso dei Corpi di polizia. Per il resto, contro povertà, ignoranza e disuguaglianza non cè pistola che tenga. Servirebbe semmai promuovere uno sviluppo sostenibile: al proposito può essere utile ricordare che nel celebre Programma bioeconomico minimale realizzato dalleconomista Georgescu-Roegen, padre ispiratore delleconomia ecologica come oggi la conosciamo, al primo punto spicca la necessità di «proibire completamente la produzione di tutti i mezzi bellici». L. A.

L’energia pulita unisce: al via progetto Ue per la transizione energetica nel Mediterraneo greenreport_it - Pubblicato 2018.06.27

Lenergia pulita unisce: al via progetto Ue per la transizione energetica nel Mediterraneo Centrale il ruolo italiano. Enea: «È il primo passo di un cammino difficile, ma realistico» [27 giugno 2018] Dopo la firma presso il segretariato dellUnione per il Mediterraneo a Barcellona ha preso il via Meetmed (Mitigation Enabling Energy Transition in the Mediterranean Region), un progetto europeo nato per facilitare la transizione energetica nei Paesi euro-mediterranei attraverso un sensibile incremento delle fonti rinnovabili e dellefficienza energetica nel mix energetico dellarea entro il 2040. Meetmed che è stato finanziato dallUe con 1,6 milioni di euro, per una durata di 2 anni conta come partner Medener, lassociazione delle agenzie nazionali dei Paesi del Mediterraneo per le energie rinnovabili e lefficienza energetica e il centro regionale Rcreee per le energie rinnovabili e lefficienza energetica, con sede al Cairo. Mentre il suo ministro dellInterno Matteo Salvini fomenta allarmi e frizioni internazionali lungo tutto larco del Mediterraneo (e quello dellUe), lItalia in questo caso riveste un ruolo centrale e propositivo per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo. LAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, lenergia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) attualmente presiede Medener, e metterà in campo attività tecnico-scientifiche, di formazione e di comunicazione, sia in ambito energetico che ambientale, e realizzerà studi e analisi di mercato. «LItalia spiega Dario Chello, responsabile del servizio Unione europea e organismi internazionali dellEnea è fortemente impegnata nella cooperazione internazionale multilaterale che interessa la regione euro-mediterranea e presidia proattivamente due delle tre piattaforme tematiche che implementano il processo dellUnione per il Mediterraneo di Barcellona, quella del mercato elettrico allargato (Terna) e quella delle energie rinnovabili e lefficienza energetica (Enea). È in questo quadro che va vista la nostra partecipazione al progetto Meetmed, che è il primo passo di un cammino difficile, ma realistico, per una transizione energetica della regione».

Cosa ne pensano le Ong italiane e maltesi dell’attuale situazione relativa ai soccorsi in mare greenreport_it - Pubblicato 2018.06.27

Cosa ne pensano le Ong italiane e maltesi dellattuale situazione relativa ai soccorsi in mare «Gli obblighi relativi alla salvaguardia dei diritti umani e allassistenza umanitaria dovrebbero prevalere sempre su ogni considerazione di natura politica» [27 giugno 2018] Pur accogliendo con soddisfazione i recenti sviluppi in relazione allavvenuto sbarco delle persone a bordo della nave cargo Alexander Maersk e la notizia dellattuale coordinamento tra i governi italiano, maltese, francese e spagnolo, chiediamo che tutte le parti coinvolte permettano lo sbarco immediato delle oltre 230 persone soccorse in mare, tra cui bambini, minori non accompagnati e altri individui vulnerabili, che si trovano a bordo della nave da soccorso Lifeline. Pur comprendendo il bisogno di chiarire le responsabilità legali relative alla situazione, vogliamo sottolineare come la protezione della vita e della dignità umana debbano, in casi come questi, rimanere la priorità principale. Al fine di preservare lintegrità delle leggi marittime internazionali, secondo le quali il soccorso deve essere garantito a chiunque in caso di emergenza in mare, riteniamo fondamentale che le autorità costiere coordinino gli sforzi per assicurare uno sbarco immediato in luogo sicuro, come da obblighi derivanti dalle norme internazionali. Vogliamo altresì chiarire che, offrendo soccorso in situazioni di emergenza in mare, le Ong non commettono alcuna violazione delle norme internazionali, mentre le operazioni di salvataggio dipendono dalladempimento dei singoli Stati allobbligo di indicare un porto sicuro per garantire lo sbarco immediato delle persone soccorse. Ricordiamo alle autorità chiamate in causa che effettuare sbarchi in un porto o Paese non sicuro per gli individui soccorsi in mare, come ad esempio la Libia, costituirebbe una violazione alle norme internazionali e che questa opzione non costituisce, dunque, una soluzione valida alla situazione attuale. Perciò esprimiamo la nostra preoccupazione di fronte allannuncio delle autorità sia italiane che maltesi di voler prendere provvedimenti contro il capitano e lequipaggio della nave da soccorso Lifeline. In qualità di organizzazioni rappresentanti la società civile italiana e maltese, ribadiamo il principio secondo cui qualsiasi contrasto politico relativo alla gestione della migrazione non può e non deve, in nessun modo, vedersi risolto a costo della violazione di norme internazionali e mettendo a rischio la vita e lintegrità fisica delle persone. Gli obblighi relativi alla salvaguardia dei diritti umani e allassistenza umanitaria dovrebbero prevalere sempre su ogni considerazione di natura politica. Pertanto, invitiamo i leader che prenderanno parte alla prossima riunione del Consiglio Europeo ad identificare ed implementare al più presto le misure necessarie ad affrontare lattuale situazione nel Mediterraneo, tenendo costantemente presenti il principio della solidarietà europea e gli obblighi relativi alla protezione dei diritti umani. aditus foundation, African Media Association Malta, Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI), CONCORD Italia, Coordinamento Italiano NGO Internazionali (CINI), COSPE Onlus, Foundation for Shelter and Support to Migrants, Integra Foundation, Jesuit Refugee Service Malta, Kopin, LIBICO, Link 2007, Malta Emigrants Commission, Migrant Women Association Malta, Moviment Graffitti, People for Change Foundation, Platform of Human Rights Organisations in Malta (PHROM), SOS Malta, SKOP, Terre des Hommes Italy.

Consumo di suolo, la proposta di legge di Salviamo il Paesaggio entra nella terza fase, la più delicata greenreport_it - Pubblicato 2018.06.27

Consumo di suolo, la proposta di legge di Salviamo il Paesaggio entra nella terza fase, la più delicata Le correzioni segnalate al M5S sono state apportate e il testo verrà discusso prossimamente dal nuovo Parlamento [27 giugno 2018] Chi lavrebbe mai detto?. E questa la frase che da settimane mi sento ripetere in ogni città in cui sono stato invitato per illustrare i contenuti e il significato profondo dellimmenso lavoro sviluppato dal nostro Forum per costruire e condividere un testo di legge davvero capace di arrestare il consumo di suolo nel nostro Paese. Una frase che mi rivolgono militanti, simpatizzanti, amministratori sensibili, persone normali. E che ogni volta mi sorprende per laltrui sorpresa (scusate il gioco di parole&) perchè mi fa pensare che la grande rete di Salviamo il Paesaggio non avesse, fino a ieri, la piena consapevolezza del suo valore, delle sue potenzialità, della competenze interne tante davvero e fosse come una foglia in assenza di vento: immobile eppure pronta a spiccare il volo verso orizzonti non preventivabili. Invece il percorso che abbiamo avviato a partire dallottobre 2016 aveva già ben chiaro tutto ciò che sta avvenendo: sapevamo bene di avere tutte le carte in regola per poter costituire un Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare di assoluto livello e sapevamo già che quel consesso avrebbe partorito una norma di grande visione e pieno rigore. Sapevamo anche che quel testo condiviso dai nostri 75 esperti sarebbe passato, innanzitutto, al vaglio valutativo di tutta la nostra Rete (oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di aderenti individuali: mica una scherzo ! &) che ne avrebbe limato e corretto anche le più minuscole virgole. Dunque, chi lo avrebbe mai detto?& Noi tutti lo avremmo lo abbiamo detto. Tutto il Forum. Ma senza averne ancora piena consapevolezza (appunto). I passi successivi sono stati rapidi: presentazione a tutte le forze politiche nellultimo mese della campagna elettorale, condivisione piena da parte di Liberi e Uguali e Movimento 5 Stelle, presentazione alla Camera da parte di questi ultimi del nostro testo con qualche piccolo ritocco, nostra richiesta di chiarimenti su due modifiche apportate a noi incomprensibili, intervento del M5S presso i competenti uffici della Camera e correzione di quanto da noi richiesto: ora la nostra bella (e sudata &) Proposta di legge è qui, rubricata come AC 63 e sarà il testo su cui tutti dovranno avviare la discussione. Ci siamo. Fin qui tutto perfettamente aderente alle nostre previsioni e aspettative. Ora inizia la parte più difficile (ma le fasi precedenti non erano altrettanto difficili? &) ed è bene che ognuno di noi abbia ben chiaro il quadro prospettico che si delinea al nostro orizzonte. Provo a riassumerlo sotto forma di risposta a qualche altro quesito epocale che abitualmente sento rivolgermi nelle nostre assemblee, convegni, conferenze, seminari ecc. ecc. E ora cosa succederà? Il quadro istituzionale è ormai completato: il neo ministro allAmbiente, Sergio Costa, ha mostrato nelle prime settimane di essere persona competente e sensibile e alla guida della sua segreteria è stato nominato Fulvio Mamone Capria, uomo di esperienza e comprovata coscienza ambientale (lo ricordiamo come presidente nazionale della Lipu). Le commissioni, sia alla Camera e sia al Senato, sono state composte e allinterno troviamo diversi eletti in ogni schieramento che sui nostri temi hanno espresso posizioni a noi vicine (anche in assenza di un pronunciamento dei rispettivi Partiti). Nel contratto di governo pattuito tra Lega e M5S si parla di «fermare il consumo di suolo (spreco di suolo) il quale va completamente eliminato attraverso unadeguata politica di sostegno che promuova la rigenerazione urbana»: non si specifica altro, ma il termine «fermare» ci pare sinonimo del nostro arrestare. Il pallino è dunque ora in mano alla Politica; quando le Commissioni inizieranno a discutere lAC63 immaginiamo che il nostro Forum verrà audito formalmente. E noi ci saremo. E anche presumibile ipotizzare che le due forze di governo faranno un passaggio, preliminare alla discussione in Commissione, per trovare un preventivo accordo. Se ci inviteranno per farsi illustrare nel dettaglio la nostra Proposta di Legge, noi ci andremo. In questi giorni il nostro Gruppo di Lavoro si è sottoposto ad un supplemento di impegno per valutare se parte dei 10 articoli che compongono la nostra norma potessero essere sacrificati in una eventuale trattativa di mediazione con le due parti politiche. Dopo intense analisi, siamo giunti alla conclusione che se togliamo un ingrediente dal nostro succulento piatto, la pietanza perderà sapore e il pasto intero diventerà indigesto & Quindi sosterremo fino alla fine il nostro testo integrale, che rappresenta una proposta normativa seria, concreta, base per orientare il futuro ambientale, sociale, economico, occupazionale di tutto il settore edile italiano. Quando, come e da dove inizieranno a sparare i cannoni della contraerea? Siamo ben consci della portata della nostra proposta e, prima o poi, qualcuno comincerà ad alzare il tono della critica. Ma noi sappiamo che questa nostra legge non va contro nessuno (tanto meno i Costruttori edili, gli Ordini professionali o i Comuni) ma indica una strada, il futuro dellintero comparto. Approvare il nostro testo significa dare speranza economica e deve accompagnarsi ad un programma di sostegno e incentivazione alle imprese che potranno/dovranno riconventirsi abbandonando il nuovo mattone per dirigersi verso il recupero, il riuso e la rigenerazione dellenorme patrimonio edilizio esistente ed inutilizzato. Che presuppone personale qualificato, creatività progettuale, ricerca di soluzioni, materiali, tecnologie. In una parola: sviluppo (ma compatibile con lambiente e la vita). Cosa possiamo e dobbiare fare noi, ora? Lavorare, lavorare, lavorare & La Politica ha adesso il compito di colmare le sue lacune, a noi spetta il ruolo di vigili custodi attivi. Non staremo alla finestra, ma moltiplicheremo i nostri sforzi per far entrare ovunque il dibattito necessario sui temi e i paletti che la nostra proposta ha ben individuato. Un dibattito che deve allargarsi, propagarsi, estendersi. Unonda, che cresce. Non deve rimanere patrimonio delle solite anime civiche sensibili. Usciamo per le strade, parliamo con chiunque. Luomo e la donna della strada comprendono perfettamente cosa significa nuovo cemento e nuovo asfalto vicino alla propria quotidiana esistenza, mentre attorno è tutto un pullulare di vendesi, affittasi, edifici abbandonati. Non sempre sanno quello che noi sappiamo, e allora diciamoglielo. In una lingua comprensibile, naturalmente! Nelle prossime settimane avvieremo una campagna di finanziamento, ognuno di noi offra la sua piccola goccia per creare un necessario fondo che ci permetterà di realizzare strumenti di comunicazione (virali, virtuali, tradizionali &) e prepararci per leventuale Proposta di Legge di Iniziativa Popolare. Perchè siamo convinti che, forse, questa è la volta buona affinché la Politica riesca a fare ciò che da anni attendiamo. Ma se così non fosse, il Forum deve essere pronto per mettere in campo lo strumento popolare. Che significa costruire una macchina organizzativa potente e incisiva e tante energie (e purtroppo denaro) da dispensare. Il consumo di suolo è unemergenza. E il suolo non deve più essere una merce su cui speculare. Tutti pronti per questa ennesima prova di forza? Se siamo arrivati fin qui, significa che le nostre non sono utopie irrealizzabili. Sprigioniamo tutta la nostra potenza, è lora. E se non ora, allora, quando? & di Alessandro Mortarino Salviamo il Paesaggio

Fioritura e parcheggi a Piani di Castelluccio, è ancora polemica greenreport_it - Pubblicato 2018.06.27

Fioritura e parcheggi a Piani di Castelluccio, è ancora polemica Legambiente: «Il Sindaco Alemanno applichi immediatamente il regolamento degli accessi e per lo stazionamento automezzi proposto dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini» [27 giugno 2018] Dopo che il Wwf era stato dichiarato ospite non gradito a Catelluccio di Norcia per aver criticato i progetti post-terremoto, è di nuovo polemica e questa volta a intervenire è Legambiente. Il responsabile parchi e biodiversità del Cigno Verde, Antonio Nicoletti, lancia un appello: «Ci rivolgiamo al Prefetto Raffaele Cannizzaro, al Sindaco di Norcia Nicola Alemanno, alla Presidente regionale Catiuscia Marini, al Presidente del Parco Oliviero Olivieri: scongiurate in qualsiasi modo che le giornate delle fioritura dei Piani di Castelluccio si trasformino, da straordinaria occasione di visita e godimento di una delle aree di maggior interesse naturalistico, ambientale e paesaggistico del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dItalia e persino dEuropa in una invasione selvaggia e incontrollata di auto e pullman. Gli accessi e lo stazionamento degli automezzi ai piani di Castelluccio nei fine settimana di giugno, luglio per lo straordinario evento della fioritura possono essere gestiti nellinteresse degli abitanti e delle attività economiche, garantendo la salvaguardia dei luoghi evitando il parcheggio sui prati e la sicurezza delle persone, semplicemente applicando il regolamento che il Parco ha presentato più di un mese fa al Sindaco di Norcia, al Prefetto e alla Regione Umbria». Legambiente spiega che «La proposta del Parco prevede un piano modulare con aree di sosta con chiusura fino ad esaurimento dei posti, cominciando da quelle più prossime al Centro abitato, come lanello stradale intorno a Castelluccio, altre successive aree di sosta per auto e per pulmann a Forca di Presta, Forca di Gualdo e Scentelle, fino a quelle previste al Bivio Norcia-Arquata e dal Bivio da Arquata-Montegallo da attivare dopo il completamento delle prime. Un piano che richiede ovviamente lorganizzazione di un servizio di navette tra Norcia e Scentinelle e tra Arquata e Forca di Presta, ma lutilizzo di sistemi semaforici e il presidio di personale autorizzato a regolare gli accessi, comminare verbali e multe. Determinante per il buon funzionamento del regolamento anche unadeguata e capillare informazione, attraverso la stampa e gli altri media tra cui anche i social network, ma anche adeguata segnaletica lungo le strade di avvicinamento. Insomma uno strumento che viene applicato normalmente in qualsiasi Parco e area protetta, a cominciare dal Trentino, al quale tranquillamente si adeguano i turisti che vogliono fruire di patrimoni naturali unici». Secondo lAssociazione ambientalista, «Anche questanno si è arrivati colpevolmente allemergenza con lobiettivo di estorcere qualche deroga per utilizzare larea della piana da adibire a parcheggio, tralasciando qualsiasi programmazione adeguata a garantire una mobilità sostenibile in uno degli altipiani più vasti dellItalia centrale e al tempo stesso una delle zone più singolari e di qualità paesistica dellAppennino dellItalia Centrale. Abbiamo avuto un piccolo assaggio lo scorso fine settimana, con un carosello di macchine parcheggiate lungo la strada o viste circolare senza il benché minimo controllo, lungo le strade sterrate. Domenica prossima 1 luglio ci attende sicuramente una situazione ben peggiore considerando anche il concerto pomeridiano di Risorgimarche a Forca di Presta». Nicoletti conclude: «Anche Legambiente, come la Comunanza Agraria di Castelluccio pensa che la problematica della fruizione compatibile del bacino di Castelluccio non è mai stata affrontata adeguatamente e risolta e che è da anni argomento di confronto fra Ministero dellAmbiente, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Regione Umbria, Comune di Norcia, comunità locali e associazioni ambientaliste. Questa poteva essere loccasione per cominciare a definire una modalità di accesso e fruizione a fini turistici riducendo linsostenibile pressione del traffico privato alla rincorsa del parcheggio comodo, incontrollato, in ambiti di elevatissimo valore ambientale per evitare di compromettere irrimediabilmente le emergenze naturalistiche presenti in questo territorio già pesantemente colpito dal sisma. Anche questa volta il Sindaco ha preferito ripetere il solito cliché, arrivando a ridosso della fioritura senza alcun programma; la Regione Umbria, ripetutamente sollecitata nella persona della Presidente Catiuscia Marini se ne è lavata le mani, dichiarando che le decisioni attengono esclusivamente al Comune e al Parco. Ribadiamo da anni che lunico futuro possibile per le comunità dellappennino e in particolare per Castelluccio passa dalla conservazione del patrimonio naturale e culturale, dalla proposta di un turismo lento basato sulla valorizzazione dei cammini storici e naturalistici, con presenze programmate e tale da garantire tempi di permanenza sul territorio più lunghi».