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Informat Paper News - Intersezioni

Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

L'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, in collaborazione con la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, organizza un corso per “Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari”, riconosciuto ai sensi del Reg. CE 834/07 e succ. mod. Scopo del corso è la qualifica del personale incaricato di

Rischio e valutazioni biologiche Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Dopo la presentazione delle Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, elaborate dal Dipartimento Sistemi verdi della Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia (cfr. Giorgetti M., Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, Intersezioni, 73, 20 aprile 2016) molti collegi si sono posti il problema di come affrontare il concetto di rischio introdotto per la prima volta dalle Linee guida nella prassi di valutazione della stabilità nel nostro Paese. Il coordinatore delle Linee guida ricorda che la valutazione del rischio di possibili danni a cose e persone nelleventualità che si verifichi un cedimento, sebbene sia stata fino a oggi facoltativa, viene sempre più richiesta dai committenti, soprattutto quando questi sono compagnie assicurative a livello europeo e internazionale. D'altra parte, vi sono esperienze e metodi elaborati in altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti d'America e in Gran Bretagna, che integrano l'analisi del rischio nella valutazione "biologica" della stabilità degli alberi. Il seminario, che si terrà a Milano il 27 febbraio prossimo, intende approfondire questi aspetti partendo dai profili culturali che si rifanno alla storia della probabilità, esaminando gli approcci cognitivi e psicologici, inquadrando giuridicamente la responsabilità professionale conseguente alle attività di valutazione, indagando gli elementi essenziali degli aspetti assicurativi connessi alla materia per proporre, infine, una breve rassegna dei criteri adottati nei paesi anglosassoni per la qualificazione professionale nell'ambito di procedimenti standardizzati per la valutazione del "rischio albero". Programma: qui allegato. Coordinamento scientifico: Ginevra Galli, Consigliere Segretario dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Sede: Aula G09 Università degli studi di Milano, Via Camillo Golgi 19, Milano (Mezzi pubblici: MM2 Lambrate, Autobus 61, Filobus 93, Tram 5, 23, 33, FS Milano Lambrate). Ammissione: preadesione a odaf@odaf.mi.it entro il 17 febbraio 2017. Vale l'ordine di preadesione fino a esaurimento dei posti disponibili. Contributo di partecipazione: 45 euro, seminario grauito per studenti e personale dell'Università degli Studi di Milano. Il seminario partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 0,875 CFP di cui 0,5 CFP metaprofessionali.

Valutazione della stabilità degli alberi Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Lobiettivo principale del corso è la comprensione globale della pianta e dei segnali che questa esprime in quanto, considerata la continua evoluzione delle conoscenze nel settore e il rapido miglioramento degli strumenti diagnostici, le apparecchiature elettroniche non sono da sole sufficienti alla diagnosi. Trattandosi di un campo in cui si utilizzano anche diversi strumenti diagnostici, oltre a unampia descrizione degli strumenti, delle loro capacità e potenzialità, si prevede di farne comprendere il funzionamento, i pregi e i difetti, mediante esercitazioni in campo. Una parte del programma sarà rivolta agli aspetti legali connessi alla stabilità degli alberi con particolare rilievo alla responsabilità penale e civile nel caso di caduta degli alberi. Durata: 4 giornate (dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18) nei mesi di marzo-aprile 2017 (date da definirsi). Programma Biologia e anatomia degli alberi finalizzata agli aspetti diagnosticie statici, Giovanni Morelli Aspetti legali, Paolo Agnoletto Fitopatologia: agenti di decadimento del legno con riconoscimentipratici, Lobis Valentin Lanalisi della stazione e dei problemi stazionali, Luigi Sani Elementi di dendrometria, Antonella Tedesco Strumentazioni per le analisi: pregi e difetti, Marcello Parisini La redazione della perizia di stabilità, Fiorella Castellucchio Approccio allalbero: vta sia bta e workshop in unarea verde urbana con uso delle strumentazioni, Alessandro Pestalozza Docenti Paolo Agnoletto avvocato, Milano Fiorella Castellucchio dottore agronomo, Milano Giovanni Morelli dottore agronomo, Ferrara Marcello Parisini dottore agronomo, Fondazione Minoprio Alessandro Pestalozza dottore agronomo, Milano Luigi Sani dottore forestale, Firenze Antonella Tedesco dottore forestale, Milano Lobis Valentin laureato in fitopatologia allUniversità di Innsbruck Tutor: Fiorella Castellucchio Coordinatore Commissione di studio Verde urbano dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Segreteria: Elisa Cipriani Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano Sede del corso: Ordine dei dottori agronomi e dei dottorei forestali di Milano, Via Giovanni Pacini 13, Milano. Mezzi pubblici: MM2 Piola, Autobus 39, 62, Filobus 90, 91, Tram, 23, 33, FS Lambrate). Partecipazione: preadesione entro il 21 febbraio 2017 inviando una mail a odaf@odaf.mi.it. Vale lordine di preadesione fino a esaurimento dei 25 posti disponibili. Contributo di partecipazione (da versare entro il 28 febbraio 2017): 400 euro (esente IVA) per gli iscritti agli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano e di Varese, la quota di iscrizione è di 350 euro (esente IVA) per i giovani iscritti, fino a 3 anni di iscrizione e meno di 30 anni di età, 440 euro (oltre IVA) per gli iscritti ad altri Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Il corso partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 4 CFP.

Non sparate sul notaio Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il modello di notariato italiano, di tipo latino (civil law notaries), è presente in 86 Paesi del mondo, in 22 su 28 Paesi europei, e copre oltre il 60% della popolazione mondiale. In tutti questi paesi i notai sono giuristi di elevata formazione selezionati dallo Stato, per legge super partes rispetto alle parti e quindi in grado di offrire un'assistenza imparziale di cui sono garanti e responsabili. Il fatto che le operazioni economicamente più importanti per i cittadini siano sottoposte al controllo di legalità preventivo di uno specialista, indipendente dalle parti, riduce in modo molto significativo il contenzioso successivo. I vantaggi del notariato di tipo latino, internazionalmente riconosciuti, hanno condotto negli ultimi anni a seguito della globalizzazione a una considerevole diffusione di questo modello nel mondo: sono entrati a far parte della famiglia paesi anche culturalmente assai distanti come Cina, Giappone, Indonesia e Vietnam, e si è ulteriormente rinforzata la presenza nell'area europea, con l'ingresso della Russia e della quasi totalità dei Paesi dell'Est europeo. Il notariato italiano, il più antico e tra i più autorevoli del mondo, sostiene attivamente la crescita delle organizzazioni notarili di più recente fondazione. La cooperazione tra notariato italiano e cinese è intensa e proficua. Nel 2003 il Ministro della Giustizia cinese aveva scelto Roma per annunciare, nel corso di una visita al Consiglio Nazionale del Notariato, l'adozione da parte del suo Paese del modello di notariato latino e nel settembre 2014 è tornato per approfondire i temi della trasmissione telematica degli atti ai registri immobiliari e delle imprese azzerando problemi noti altrove come identity frauds, identity thefts, e real estate frauds. A tal fine, in questi anni si sono tenuti corsi di formazione a Roma, a cura del nostro Ministero degli Esteri, dell'Unione internazionale del Notariato e del Consiglio nazionale del Notariato. La validità del sistema notarile di tipo latino si è affermata anche in contesti politico-economici totalmente diversi. Alabama e Florida hanno affiancato al sistema anglosassone un nuovo corpo di notai latini, da tempo esistente anche in Louisiana; altri Stati nordamericani ne stanno seguendo lesempio. Il notariato italiano è stato chiamato a collaborare alla formazione dei nuovi colleghi statunitensi. Come funziona dove manca il notaio Ben diverso è il ruolo del public notary di tipo anglosassone (presente in Gran Bretagna, negli Usa e in altri Paesi), il quale è responsabile solo dell'autenticità delle firme: questo obbliga chi, ad esempio, compra e vende una casa a ricorrere alla consulenza di un avvocato per ciascuno e alle spese dellassicurazione, con costi complessivamente molto più elevati di quelli che si sostengono in Italia, a parità di garanzie. La mancanza della figura del notaio di tipo latino determina inoltre la non attendibilità dei dati inseriti nei registri immobiliari e societari di questi paesi, come specifica chiaramente chi li gestisce. Il valore economico della funzione pubblica del notaio è testimoniato anche dalla richiesta dellAmerican Bar Association di tre notai italiani nel gruppo di lavoro istituito con i rappresentanti della Casa Bianca e del FBI per trovare soluzioni efficaci ai problemi legati alla gestione delle identità digitali e alla prevenzione delle frodi elettroniche connesse anche al mercato immobiliare che hanno portato tra laltro alla falsificazione di migliaia di documenti preparati per favorire le espropriazioni dei beni dei debitori (foreclosure-gate and robosigning). Il contributo del notaio Un esempio del contributo che il notariato italiano può dare allattrazione degli investimento si legge nel rapportò Doing business 2011. In tale anno, infatti, lItalia ha recuperato cinque posizioni a seguito della dimostrazione che lefficienza del sistema di circolazione immobiliare in Italia è ai vertici a livello mondiale. Per quanto ovviamente possono valere i metodi di misurazione di questo rapporto siamo stati considerati secondi solo agli Stati Uniti. Tale risultato è la conseguenza dellinformatizzazione dellintero sistema degli adempimenti post stipula (si tratta per il 2011 di 2.700.000 atti immobiliari), realizzata dal notariato senza oneri per lo Stato. La categoria nel 2011 ha incassato e versato allerario senza aggi esattoriale 5,6 miliardi di euro di imposte indirette. Negli Stati Uniti, dove non cè la figura del notaio, il costo di una transazione immobiliare è di gran lunga superiore a quello italiano. Occorre pagare un avvocato per ciascuna parte e una polizza assicurativa per il caso vi sia una rivendita del bene, ma il contenzioso immobiliare ha un valore pari a oltre quattro punti del Pil. In Italia tale contenzioso è pari sempre in percentuale del Pil a meno di un decimo di quello americano. Ciò significa che il sistema notarile è quello migliore nellinteresse del cittadino e per la crescita del paese. In questo momento occorre dare certezze ancora maggiori ai mercati, specialmente a quello immobiliare, nel quale si registra una caduta di oltre il 40 per cento delle transazioni. Chi pone il problema dellattribuzione ad altre categorie professionali delle competenze del notaio si presta a una competizione tra lobby, ma non guarda allinteresse del cittadino, interesse che risiede nella certezza e legalità degli atti destinati ai registri di pubblicità immobiliare e commerciale. Lordinamento del notariato è stato costruito per la tutela di questo valore: quello delle altre categorie professionali è finalizzato a tutelarne altri. È nellinteresse dei cittadini che le competenze degli ordini professionali citati restino distinte. Il notariato esercita una funzione pubblica di grande rilevanza sociale ai fini della tutela delle volontà e degli interessi patrimoniali dei soggetti più deboli e, in particolare, dei consumatori, dei minori, degli incapaci e degli anziani.In Italia la presenza del notaio-controllore ha realizzato il quasi completo annullamento del contenzioso immobiliare attraverso il test di legalità in entrata e la conseguenze certezza dell'atto notarile. In Italia il contenzioso è pari a circa lo 0,003% degli atti. La figura del notaio costituisce un presidio di legalità sul territorio: il 76% delle segnalazioni antiriciclaggio inoltrate da professionisti e operatori non finanziari all'UIF della Banca d'Italia provenivano dai notai. Il notaio, quale pubblico ufficiale, è un partner essenziale dello Stato nel monitoraggio su migliaia di operazioni economiche (legalità, trasparenza, tracciabilità). Le normative antiriciclaggio AML/TF sono un buon esempio di collaborazione fra pubblica amministrazione e Notariato. Inoltre il notaio ha funzione di prevenzione dei furti di identità. La globalizzazione e l'informatizzazione dei mercati rende cruciale la tracciabilità dei dati di persone e cose. Se i dati non sono accurati ed esatti, introdurli in un computer non aiuterà (rapporto Doing business 2005). L'utilizzo fraudolento di dati anagrafici altrui (Id theft) provoca danni enormi nei Paesi non dotati di sistemi di controllo preventivo. Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) Usa del 2003 stimava in 52,5 miliardi di dollari i danni ai cittadini derivanti da Id theft. Nello stesso periodo gli stessi danni venivano stimati in 2,5 miliardi di dollari in Canada e 2,38 miliardi di Euro in Gran Bretagna. Queste cifre si sono fortemente incrementate nel periodo seguente, sulla spinta della globalizzazione e dello sviluppo delle transazioni informatiche.In Italia il fenomeno è, per ora, poco rilevante, proprio a causa del sistema dei controlli ex ante richiesti dalla maggior parte delle operazioni economiche di una certa importanza. Inoltre il sistema del notariato svolge una funzione essenziale, anche se difficilmente quantificabile in termini monetari, di difensore della pubblica fiducia. Il notariato rappresenta infatti una infrastruttura pubblica con il compito di riempire con la propria competenza e con la presenza capillare sul territorio gli spazi di protezione del cittadino (che sia parte in una transazione, possibile creditore o, anche, futuro acquirente), altrimenti in balia di poteri economici tendenti a operare senza interferenze pubbliche e senza controlli. Può essere utile notare che anche Russia e Cina hanno scelto un modello di tipo europeo e, recentemente, nella Repubblica popolare cinese sono stati inseriti in ruolo 20.000 notai per far fronte alle necessità di certezza del diritto derivanti dallo sviluppo delle attività economiche. Modelli a confronto Nel confronto con una transazione immobiliare negli Stati Uniti occorre considerare che nel caso di un acquisto di un appartamento del valore di 400.000-500.000 a New York, con mutuo non inferiore a 400.000 dollari, i costi professionali e assicurativi sostitutivi del costo notarile sono i seguenti: avvocato della banca (bank attorney), minimo 500 dollari; avvocato del promotore delliniziativa immobiliare (sponsors attorney) 1.500 dollari; avvocato del venditore (sellers attorney) da 1700 a 3000 dollari o più (è anche consentito applicare una percentuale di 0,75-1% del prezzo di vendita); avvocato del compratore (purchasers attorney) come lavvocato del venditore; deposito fiduciario per il pagamento delle tasse, da 100 a 2400 dollari in base alla durata (2-6 mesi) per un prezzo fino a 100.000 dollari, 3000 per un prezzo fino a 400.000 dollari; title insurance, 0,50% del prezzo; in pratica, circa 2600 dollari, per acquisti da 500.000 con mutuo di 400.000 dollari, 5400 dollari, per acquisti da 1.000.000 con mutuo di 800.000 dollari, 7600 dollari, per acquisti da 1.500.000 con mutuo di 1.200.000 dollari; premio per il responsabile della compagnia che rilascia la title insurance, 150-200 dollari; title search (verifica del titolo di piena e libera proprietà), da 450 a 600 dollari. Per un totale di 14.000-19.400 dollari o più. Non tutte le voci sono sempre presenti, ad es. lonorario dellavvocato del promotore potrebbe non esserci, mentre la spesa del deposito fiduciario è variabile. Tuttavia, se lavvocato calcola il proprio onorario in percentuale sul prezzo di vendita, questo costo complessivo cresce di ulteriori 5.000/10.000 dollari per un acquisto di 500.000, portando il totale fra 19.000 e 29.400 dollari. Per confrontare il costo complessivo di un atto notarile italiano, il conteggio va fatto aggregando tutte le voci di spesa, a prescindere dal fatto che alcune siano a carico del venditore e altre a carico del compratore. Si tratta solo di onorari e assicurazione, sono escluse tasse comunali e statali, e accessori, che si aggiungono alla spesa, ma qui non interessano.La title insurance (assicurazione sulla bontà del titolo di proprietà) è computata perché si confronta direttamente con lassenza della performance notarile. È inevitabile per proteggersi contro questo rischio, che da noi è surrogato dalla due diligence notarile e dalla combinazione dellinfrastruttura di certezza giuridica notariato-registri pubblici. La title insurance peraltro non è una garanzia reale, ma solo indennitaria, e non segue gli incrementi di valore nel tempo. Nessuno negli Usa ne fa a meno, onde va considerato come un costo implicito (costo socialmente obbligatorio). Lo stesso va detto per il deposito delle imposte, che da noi è implicito nellonorario notarile. La title insurance, è per noi un costo inesistente per effetto diretto dellatto pubblico.In Italia, l'acquisto di un appartamento del valore di 370.000 euro, con contestuale mutuo ipotecario dell'importo di 300.000 euro ha, approssimativamente, il costo (Iva compresa) di 2000 euro per la compravendita e 2000 euro per il mutuo. Occorre, peraltro, ricordare che le tariffe sono state abrogate e, pertanto, tali importi sono meramente indicativi poiché con la liberalizzazione e lapertura della concorrenza fra notai le cifre si stanno ulteriormente riducendo. Se si analizzano i dati con il metodo Doing business, che fraziona loperazione in cosiddette procedure (ciascuna singola interazione con una parte esterna, come unagenzia pubblica, vale una procedura), si nota inoltre che il sistema americano è frantumato in una serie di segmenti (fra cui anche il pagamento di tributi), assai lontano dal sistema one-stop-shop (sportello unico) che il notaio garantisce. Gli abusi delle banche Negli Usa il sistema legale di accertamento della proprietà immobiliare, di documentazione dei contratti e di iscrizione delle ipoteche in pubblici registri è informale, privo di controllo di legalità e, di fatto, lasciato a una modulistica autogestita dagli operatori bancari. Nel periodo della crisi dei mutui subprime è emerso che almeno un milione di contratti di mutuo erano stati firmati in modo fraudolento o falso e che le attestazioni di proprietà erano altrettanto contraffatte. Negli Stati Uniti i soli avvenimenti legati ai mutui subprime del 2011/2012 hanno costretto 23 Stati a sospendere le procedure a causa dell'incertezza sulla identità dei proprietari. Le transazioni relative a falsi atti immobiliari (e alla conseguente perdita di possesso da parte dei proprietari) ammontano per questo periodo ad almeno 35 miliardi di dollari. Un primo accordo da 25 miliardi di dollari nel febbraio 2012 ha chiuso le cause civili promosse contro cinque colossi del credito ipotecario: 750.000 mutuatari che hanno perso la casa fra il 2008 e il 2011 riceveranno un risarcimento di 2000 dollari ciascuno. Ora sembra prossima la transazione di altre 14 banche a conclusione degli sforzi per farne valere la responsabilità. Limporto dei risarcimenti pagati sarà di altri 10 miliardi di dollari, senza che tutte le conseguenze dello scandalo siano chiuse e, soprattutto, senza recare alcun beneficio ai mutuatari che hanno subito levizione. L'importo descrive con chiarezza il valore delle esternalità negative che si producono dove manca il paradigma del controllo preventivo di legalità e tutto viene lasciato allautodeterminazione del mercato e alla sua presunta capacità di autoregolazione a dimostrazione che un mercato lasciato a sé stesso non è in grado di autoregolarsi e che un sistema di auto-certificazione può falsificare i documenti. Il premio Nobel Robert Schiller, dell'Università di Yale, nel suo libro The sub-prime solution afferma che la presenza di un sistema notarile avrebbe potuto contenere in modo sostanziale i danni. Il mondo americano si vanta di non avere costi transattivi (quali le spese notarili) che aggravano i mutui ipotecari nel momento in cui si stipulano, ma se i giocatori barano, si producono danni di dimensioni enormi. In Italia, con la tecnica di controllo latina basata sul test di legalità in entrata svolto dallinfrastruttura notariato/pubblici registri immobiliari, il problema della regolarità dellistruttoria e della documentazione contrattuale è risolto allorigine grazie alla certezza dellatto notarile. Fiducia e funzionamento del mercato La fiducia è uno degli assets fondamentali del sistema economico. Latto notarile bene-fiducia non solo crea, ma sostituisce la fiducia negli scambi impersonali, perché per legge è irrevocabilmente presunto come accurato (fede pubblica). Così latto pubblico è il mezzo per liberare gli individui dal costoso bisogno di munirsi di informazioni e di prendere decisioni per dare e avere la fiducia nellaltro soggetto. I servizi notarili consumano tempo e catturano risorse, ma il costo dellatto notarile è una esternalità positiva (costo efficiente) perché il costo della formalizzazione con controllo di legalità sostanziale, è minore della spesa che, a posteriori, si deve affrontare per ricostruire la certezza del diritto. Perciò è il più basso costo transattivo tra quelli possibili per mantenere un sistema giuridico di sostegno al sistema economico: rende inutili ulteriori spese per far valere legalmente i propri diritti e abbatte i costi di transazione. Perciò latto notarile non introduce costi aggiuntivi, ma riduce i costi duso del mercato al livello più basso. Lalternativa è il modello di common law che surroga il vuoto dellassenza dellinfrastruttura notaio-pubblico registro imponendo strutturalmente lassicurazione (title insurance), produttiva di maggiori costi, e assumendo il rischio di un forte incremento dei comportamenti opportunistici che sfociano in contenziosi legali. Nei sistemi di common law inoltre una o più parti spesso restano prive di rappresentanza, costrette ad assumersi il rischio di mancata assistenza perché non possono permettersi il costo del proprio avvocato. Il contraente forte, ad es. la banca, non rinunzia mai al proprio avvocato, mentre i piccoli finiscono per fare riferimento a lui, sperando, ma senza alcun diritto e alcuna sicurezza, che gli interessi coincidano.

Il cambiamento climatico in musica Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

LArte contemporanea spesso interagisce con i temi ambientali, divenendo forma di comunicazione e sensibilizzazione del vasto pubblico. Mai, tuttavia, era accaduto che unopera in musica, comunemente definita opera lirica, affrontasse il tema della salvaguardia del pianeta e del rapporto tra uomo e natura a scala globale. È il caso di CO2, opera con la musica del compositore contemporaneo Giorgio Battistelli, uno degli autori più eseguiti al mondo, la raffinata e visionaria regia di Robert Carsen, il libretto ecologista di Ian Burton, diretta dal giovane direttore dorchestra Cornelius Meister in prima assoluta mondiale al Teatro alla Scala di Milano, in occasione di Expo 2015. Lopera, in un unico atto di 95 minuti articolato in un prologo, nove scene e un epilogo, affronta il tema globale del cambiamento climatico, una delle questioni più importanti che lumanità si trova oggi ad affrontare. Tema che, dagli anni Ottanta dello scorso secolo, è stato oggetto di dibattiti, confronti e scontri nellambito scientifico e politico. La scelta inedita e innovativa di rappresentare questo soggetto nella forma del teatro musicale e il grande successo di critica e di pubblico conseguito ci conducono a riflettere su come il tema del cambiamento climatico sia divenuto ormai materia popolare, in grado di catturare linteresse di un pubblico eterogeneo, non sempre facilmente coinvolto dai temi ambientali. CO2, inoltre, conferma limportanza e le potenzialità dellarte, in questo caso di una forma artistica totale e complessa come lopera lirica, che unisce musica, canto, teatro, arti plastiche, danza, nel rivestire un ruolo comunicativo e di sensibilizzazione sociale nei confronti di temi scientifici e legati alla sostenibilità. In CO2, la regia, le luci, la fotografia, il testo, la musica svolgono un ruolo non solo teatrale ma inducono alla riflessione sulle capacità espressive ed estetiche dellarte come forma di denuncia e accusa in grado di colpire profondamente lo spettatore, risvegliare un sentimento di partecipazione e indurre ad agire in modo consapevole a favore di una rinascita del pianeta e dellumanità. Lopera, ispirata inizialmente dal libro Una scomoda verità. Come salvare la Terra dal riscaldamento globale, dellex vicepresidente degli Stati Uniti, Al Gore, pubblicato in Italia nel 2006, può essere interpretata come un lamento e una denuncia dellattività delluomo sul nostro pianeta e nel contempo come una storia damore tra luomo e la natura, con le drammaticità, ma anche le speranze, trasmesse attraverso il linguaggio creativo e universale della musica e la drammaturgia delle scene. Siamo trasportati in una dimensione universale come avviene in molte grandi opere del repertorio classico. Il personaggio principale, il climatologo immaginario David Adamson, durante il prologo, apre lopera con una conferenza sul cambiamento climatico, arricchita da coreografie e suggestivi filmati video della Terra vista dallo spazio e del cambiamento del clima. Adamson, tramite la narrazione, guida lo spettatore nel corso delle scene, le quali affrontano il problema unendo il contenuto scientifico riportato con versi, citazioni, rimandi, concetti e dati numerici riferiti alla realtà, con lestetica dellarte. Questultima si esprime tramite brani solistici o sinfonici, il canto in varie lingue morte o vive sanscritto, greco antico, latino, ebraico, russo, arabo, cinese, giapponese, italiano e inglese per rimarcare luniversalità e linternazionalità del tema, i testi e la recitazione, le splendide scenografie di Paul Steinberg, accompagnate da spettacolari video, curati dal giovane video designer Finn Ross, le apocalittiche immagini fotografiche, la danza con la coreografia di Marco Berriel, le luci intense e penetranti di Robert Carsen e Peter Van Praet, i costumi di Petra Reinhardt. Così, nella prima scena, intensamente evocativa, le teorie scientifiche, religiose e mitiche sulla creazione delluniverso e della Terra, sono integrate con affascinanti immagini video rappresentative della realtà, e da informazioni sullo stato del pianeta e le sue malattie: inquinamento, effetto serra, riscaldamento globale, desertificazione, incremento demografico, urbanizzazione. Un caotico aeroporto internazionale, con i viaggiatori impazziti, bloccati per uno sciopero dei controllori di volo, riempie la seconda scena simboleggiando linsostenibilità e lincontrollabilità del traffico aereo. La terza scena affronta la Babele della Conferenza per il Protocollo di Kyoto, un trionfo e un disastro1, presenta lallegato A del Protocollo, ripercorre le principali tappe degli accordi internazionali sul cambiamento del clima, ricordando il futuro appuntamento di COP21 a Parigi nel dicembre 2015, introduce i temi dellesaurimento dei combustibili fossili e della diffusione delle tecnologia per lenergia solare, cita dati reali sulla quantità di carbonio nellatmosfera e laumento della temperatura terrestre. Tramite un messaggio di denuncia, lo spettatore scopre limpatto del sistema del trasporto aereo e dei veicoli a motore sul riscaldamento del pianeta: nel mondo circolano 1 miliardo e mezzo di auto su strada e di veicoli a motore; ogni anno si producono 60 milioni di auto il cui impatto in termini di riscaldamento equivale a 1 miliardo di tonnellate di biossido di carbonio; un Boeing 747 consuma energia pari allenergia consumata da 3.500 utilitarie in una settimana. Gli effetti sono, tra laltro, laumento della frequenza e della violenza degli eventi meteorologici estremi, ben rappresentati, nella quarta scena, da una vorticosa danza di ballerini sufi turchi, a raffigurare gli ultimi venticinque uragani che hanno colpito il mondo nello scorso secolo, tra cui El Niño, Mitch, Sandy. Lo scienziato Adamson continua la narrazione e ci conduce nella quinta scena, nella quale si apre il Giardino dellEden con Adamo, Eva, lalbero della conoscenza e il serpente immersi nella vegetazione lussureggiante dalle diverse sfumature di verde, tra suoni di uccelli e animali, gorgoglii dacqua, vibrazioni del vento. Il Giardino diviene pretesto per introdurre il tema della fotosintesi clorofilliana, della biodiversità vegetale e animale. La scena si chiude nel buio più profondo, al morso della mela da parte di Eva, e improvvisamente lo spettatore viene catapultato in un enorme, coloratissimo supermercato, sesta scena, con alcune donne intente ad acquistare decine di prodotti provenienti da migliaia di chilometri di distanza, dai più disparati Paesi del mondo. È un grido di allarme verso la globalizzazione e il trasporto a lunga distanza del cibo e la conseguente immissione di carbonio nellatmosfera. La scena settima, dallaria poetica e commovente, conduce lo spettatore su una spiaggia della Tailandia, di fronte allOceano indiano, a ricordo della drammaticità e delle vittime dello Tsunami del 2004. Sullo sfondo scorrono le toccanti immagini reali della gigantesca onda oceanica e della sciagura, mentre i due protagonisti, una turista inglese e il direttore di un albergo tailandese, riflettono sulle cause del tragico evento. La scena seguente, lottava, può essere considerata la parte centrale dellopera. Nello spazio cosmico, compare Gea, la dea primordiale della Terra nella mitologia greca, mentre Adamson racconta lipotesi Gaia, teoria olistica, formulata da James Lovelock, nel 19792, per la quale la Terra, con tutte le sue funzioni, è considerata un unico organismo vivente in continua evoluzione, in grado di autoregolarsi. Gaia ricorda la sua generosità nel fornire risorse e induce gli spettatori a riflettere sulle scale del tempo: 14 miliardi di anni letà delluniverso, 4 miliardi e mezzo lesistenza della stessa Gaia e meno di 4 milioni di anni, un battito di ciglio, la presenza delluomo sul pianeta. Denuncia con fermezza i danni catastrofici che gli uomini le hanno inflitto con la loro arroganza, cercando di distruggerla: foreste bruciate, pianure allagate, rocce depredate, mutamenti del clima, della temperatura e dellatmosfera, sconvolgimento delle stagioni, distruzione della biodiversità. La forza e la potenza di Gaia si manifestano nel drammatico e accorato monito pronunciato da lei stessa: &Ma (gli uomini) non distruggeranno me, è loro stessi che distruggeranno! Gaia non sarà sfruttata per il semplice vantaggio degli umani. Segue la nona scena con le bellissime e struggenti gigantografie del famoso fotografo canadese Edward Burtynsky, di grande impatto, a testimoniare lapocalisse e la distruzione della Terra: unautostrada a dieci corsie invasa dal traffico, iceberg che sprofondano, immense torri per il raffreddamento, immagini dei disastri di Chernobyl e Fukoshima, siccità, inondazioni, distruzioni da terremoti, discariche, impianti petroliferi, minieri di carbone, gigantesche dighe, fiumi rosso fuoco inquinati. Adamson prevede una fine apocalittica del mondo. Nellepilogo viene espressa la drammaticità dellopera accompagnata dalla presa di consapevolezza da parte del protagonista e da una lieve speranza. Adamson, dopo avere trascorso il fine settimana in una capanna, solo, immerso nella natura e nella lettura di libri sul riscaldamento globale, si commuove fino a piangere per la tanta bellezza che lo circonda e la tristezza nel pensare alla distruzione di questa meraviglia. Osserva la vita intorno a lui e percepisce un amore di tale intensità che crede di scoppiare. Rapito dal forte sentimento, a sintesi e a conclusione dellopera, pone tre domande percepibili come un messaggio di riflessione rivolto a sé stesso e soprattutto al pubblico: Se questo non è il mio pianeta, di chi è? Se questa non è la mia responsabilità, di chi è? Se sono io la causa, non sono allora anche la vera cura? CO2 per il suo compositore, Battistelli, esprime le potenzialità della musica nel toccare anche argomenti scientifici e sociali, questi ultimi evidenziati dalluso del coro, offrendo unangolatura di osservazione di tipo estetico e artistico, diversa dalla pura scientificità. La musica, in quanto linguaggio ed espressione darte, non ha solo la funzione di intrattenimento ma, come forma creativa in grado di parlare a tutti, diviene mezzo per porre domande anche scomode, suscitare emozioni, proporre chiavi di lettura su temi complessi e delicati di drammatica attualità per indurre allapprofondimento e alla riflessione sul nostro presente. Per Battistelli lopera lirica diviene una forma di impegno etico e sociale nella quale la musica ci può insegnare a ritrovare la capacità di fare rinascere i sentimenti per ascoltare gli altri, la natura e noi stessi.

L’applicazione dei pagamenti diretti alle aziende agrarie Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il documento Strategia Europa 2020 della Commissione Europea contiene la strategia dellUnione riguardo alle politiche comunitarie, tra cui quella agricola. LEuropa punta alla crescita intelligente, sostenibile, inclusiva. Intelligente, cioè basata sulla conoscenza, innovazione, ricerca e sviluppo, la riduzione dellabbandono scolastico, lincremento dei laureati. Sostenibile sotto il profilo delle risorse, più verde, con la riduzione delle emissioni carboniche. Inclusiva, elevando il tasso di occupazione, favorendo la coesione economica, sociale, territoriale, migliorando le competenze dei lavoratori, riducendo la povertà. Rimpiazza la precedente strategia di Lisbona (2000-2010), gli obiettivi dichiarati si traducono nelloccupare il 75% della popolazione tra i 20 e i 64 anni, investire almeno il 3% del Pil nella ricerca, ridurre le emissioni dei gas serra del 20-30%, ottenere almeno il 20% del consumo da energia rinnovabile, limitare labbandono scolastico sotto il 10%, innalzare al 40% i laureati, diminuire di almeno 20 milioni i poveri. Allinterno della Strategia Europa 2020, il documento CAP towards 2020 indica gli specifici obiettivi della Pac nella produzione agroalimentare più efficiente (produttività, competitività), nella gestione sostenibile delle risorse naturali e lotta al cambiamento climatico (sostenibilità, greening), nella coesione territoriale (sviluppo rurale, multifunzionalità). Le implicazioni comportano di riorientare gli agricoltori al mercato, evitando lo smantellamento del settore (abbandono di terra e aziende agrarie), fornendo agli agricoltori strumenti di gestione del rischio di prezzo, al venir meno della protezione doganale garantita da prelievi e restituzioni. Se nel periodo di programmazione 2007-2013 lUnione Europea aveva impegnato 994 miliardi di euro (1,04% del PIL), per il periodo 2014-20 si fermano, per la prima volta, a 960 miliardi (-3,5%), non solo per la pressione dei paesi pagatori, quanto per la crisi. Alla crescita sostenibile è destinato il 47% delle risorse (45% nel periodo precedente), la conservazione e gestione delle risorse rurali, sostanzialmente la politica agricola, impegna il 39% dei fondi (43% nel periodo 2007-2013), per un totale di 408,313 miliardi di euro, mentre il 6% è riservato alla politica estera dellUE, il resto allamministrazione. Le disposizioni relative alla politica agricola comune sono contenute allinterno di cinque regolamenti, dal 1305 al 1310 del 2013. È il regolamento 1307 che riguarda i pagamenti diretti. Relativo al primo pilastro è anche il 1308, sullOrganizzazione comune dei mercati (Ocm unica), attinente i singoli prodotti, regolamentazione dei mercati, organizzazione e qualificazione dellofferta. Quello del secondo pilastro è il 1305 (Politica di sviluppo rurale), mentre il regolamento 1306, di tipo orizzontale, concerne il finanziamento, la gestione e il monitoraggio della Pac e il 1310 contiene le disposizioni transitorie. Così, il 1311 (Quadro finanziario pluriennale) indica le modalità di finanziamento di tutte le politiche dellUE, a cui si accompagna il 1303 sui fondi strutturali (Fondo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo agricolo per lo sviluppo rurale, Fondo europeo per la pesca). Il primo pilastro è finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga), il secondo dal Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr). La spesa per la Pac per il 2014-20 che attiene il primo pilastro va da 42,2 miliardi (2014) a 38 del 2020 (-10%), per un ammontare di 281,8 miliardi. Per lo sviluppo rurale si passa da 13,6 miliardi a 12 miliardi (-11,2%, complessivamente 89,9 miliardi). In percentuale il primo pilastro arretra dal 29 al 25% dellintero bilancio Ue, la politica per lo sviluppo rurale da 9,5 all8%. Definita la spesa per la Pac si verifica la convergenza esterna, con lobiettivo di attenuare le disparità in termini di pagamenti diretti medi tra gli Stati, con la graduale confluenza verso un valore uniforme. Gli Stati che presentano pagamenti diretti medi per ettaro inferiori al 90% di quello medio comunitario, colmano un terzo della differenza tra il loro livello attuale e il 90% di quello comunitario nei sei anni di programmazione. In ogni caso, nel 2020 tutti gli Stati riceveranno non meno di 196 euro ad ettaro. Sono i Paesi con un pagamento medio unitario per ettaro maggiore della media dellUE a contribuire proporzionalmente a colmare il gap. A beneficiare del meccanismo della convergenza esterna sono i nuovi membri dellEst Europa (Romania, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia), mentre Italia, Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Belgio sono penalizzati. Per lItalia il costo in termini di minori pagamenti diretti si stima in 250 milioni di euro allanno. La nuova Pac prevede la flessibilità tra i pilastri (modulazione volontaria), ossia la possibilità di trasferire fino al 15% del massimale annuale tra i due pilastri. Dal primo gennaio 2015, la prima novità è rappresentata dallintroduzione del nuovo sistema di pagamenti diretti, sostituto del precedente regime di pagamento unico. Si assiste allo spacchettamento dei pagamenti diretti in più componenti, con lobiettivo di migliorare il targeting del sostegno, nonché la distribuzione sia tra Stati (convergenza esterna), e in ambito interno (convergenza interna). Il riferimento di calcolo è lettaro ammissibile, qualsiasi superficie agricola utilizzata esclusivamente, o prevalentemente, per attività agricole (Sau): seminativi (comprese le serre), colture permanenti (frutteti, vigneti, oliveti, agrumeti, frutta a guscio, compresi i vivai e il bosco ceduo), prati permanenti e pascoli; o che già godeva del pagamento unico aziendale. Il regolamento 1307/2013 articola i pagamenti diretti in sette tipologie, di cui tre obbligatorie: pagamento di base, verde (greening), per i giovani agricoltori; quattro facoltative: pagamento ridistributivo per i primi ettari, alle aree svantaggiate, accoppiato e per i piccoli agricoltori. Le diverse tipologie sono applicate entro determinate percentuali, così lItalia riserva al pagamento di base il 58% del totale, al greening il 30% (fisso per tutti Paesi), e l1% per i giovani agricoltori. Tra i pagamenti facoltativi sceglie quelli accoppiati (11%) e, per i piccoli agricoltori, il regime semplificato che sostituisce le altre tipologie. La disciplina finanziaria, per una gestione flessibile delle risorse, prevede la riduzione lineare, sino al massimo del 3%, dei pagamenti superiori a 2.000 euro. La Riserva nazionale, implementata anche dai titoli non utilizzati per due anni, o non attivati, è impiegata per il sostegno dei giovani, o nuovi agricoltori, di quelli in zone con svantaggi specifici, e in altre fattispecie. Oppure a fronteggiare eventuali rischi nella produzione, o distribuzione dei prodotti agricoli. Tra le novità vi è il concetto di agricoltore attivo, soggetto di aiuto (active farmers), per escludere beneficiari quali aeroporti, ferrovie, acquedotti, campi da golf, ecc.. La difficoltà di una definizione positiva induce alla identificazione dei non attivi. In primo luogo, le persone fisiche, o giuridiche, che possiedono superfici agricole senza svolgere unattività agricola minima (almeno una pratica colturale ordinaria). Nella black list rientrano aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi, aree ricreative permanenti. Esclusi sono i soggetti, non le superfici: date in affitto a uso agricolo ottengono i premi. LItalia include nella black list banche e finanziarie, società immobiliari, per azioni, cooperative, assicurazioni, pubblica amministrazione; con esonero di enti di formazione e sperimentazione (università, istituti, centri di ricerca). I soggetti esclusi possono rientrare tra gli attivi per premi non inferiori al 5% delle entrate totali, o per attività agricole non insignificanti, o se oggetto principale di impresa è lattività agricola. Inoltre, attivo per definizione (active by definition) è chi ha già beneficiato di aiuti, ma inferiori a 1250 euro (5000 in montagna e zone svantaggiate), in pratica gran parte degli agricoltori. Oltre al limite di non applicazione, il decreto ministeriale 6513 del novembre 2014 prevede che lagricoltore attivo sia iscritto allInps, come imprenditore agricolo professionale (Iap), coltivatore diretto, colono, mezzadro; sia titolare di partita Iva in campo agricolo. Riguardo la soglia minima, il reg. 1307/2013 esclude premi inferiori a 100 euro, e superfici ammissibili minori di mezzo ettaro. LItalia ha innalzato la soglia minima a 250 euro per il 2015 e 2016, a 300 euro per gli anni successivi. Il nuovo sistema dei pagamenti diretti presenta la duplice finalità di assicurare un adeguato sostegno fisso al reddito, con un pagamento di base disaccoppiato che garantisce un aiuto uniforme agli agricoltori, di rafforzare lefficacia ambientale della fornitura di beni pubblici dellagricoltura. Pagamento di base È il pagamento di base che rimpiazza il pagamento unico aziendale (Pua), in Italia è pari al 58% del massimale nazionale (57% dal 2017). Per la prima assegnazione dei nuovi diritti all'aiuto gli agricoltori hanno presentato domanda entro il 15 giugno 2015. Il numero di diritti all'aiuto è pari al numero di ettari ammissibili, il loro valore unitario (prima provvisorio, poi definitivo) è medesimo ai pagamenti percepiti nel 2014, diviso il numero di ettari ammissibili. Per gli anni successivi l'agricoltore può aumentare i diritti con l'assegnazione dalla riserva nazionale, o per trasferimento (affitto, compravendita dei diritti). LItalia ha deciso lapplicazione della regione unica e i pagamenti diretti tenderanno a un valore uniforme a livello nazionale (convergenza interna), ciò avrà un effetto penalizzante per gli agricoltori detentori di titoli iniziali di valore elevato, abbandonando gradualmente i riferimenti storici (processo redistributivo). Per attenuare limpatto, lItalia adotta il cosiddetto modello irlandese, che contempla una convergenza parziale e graduale, limitando le decurtazioni per i possessori di diritti storici elevati. Così, è applicata la riduzione progressiva e lineare del 30% sui titoli che presentano un valore iniziale (2015) superiore al valore unitario nazionale (Vun), calcolato al 2019. Invece, i titoli con un valore inferiore al 90% del Vun aumentano di un terzo del differenziale fra il valore iniziale (2015) e il 90% del Vun. Inoltre, entro il 2019 nessun titolo sarà inferiore al 60% del Vun, in Italia di circa 180 euro/ettaro. Per tutelare chi detiene titoli storici elevati sono inclusi nel valore iniziale i pagamenti accoppiati. Per il 2015 il massimale per il pagamento di base è aumentato del 3%, evitando di lasciare somme non spese. Applicata al pagamento di base è la degressività, la riduzione progressiva dei pagamenti sopra una specifica soglia e il capping, la soppressione del premio oltre un fissato importo. LItalia prevede la riduzione ai pagamenti superiore al 5% obbligatorio, e molto consistente: 50% per gli importi maggiori di 150.000 euro; il capping dai 500.000 euro. Il taglio riguarda pochissime imprese (0,1%), inoltre la possibilità di scontare il costo del lavoro consente di fatto di evitare la decurtazione. Le somme risparmiate vengono trasferite al secondo pilastro. Legata al pagamento di base è la condizionalità, insieme di norme e regole ecologiche cui è soggetto il regime (cross compliance). Lobiettivo è il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali, con riferimento a ambiente, cambiamento climatico, composizione dei suoli, sanità pubblica, salute e benessere di piante e animali. Si distingue tra criteri di gestione obbligatoria (Cgo) e buone condizioni agronomico-ambientali (Bcaa). I Cgo sono 13 (gestione delle acque, biodiversità, sicurezza alimentare, identificazione e registrazione degli animali e loro malattie, prodotti fitosanitari, benessere degli animali). Le Bcaa sono 7, fissate a livello nazionale (gestione delle acque, suolo e di stock di anidride carbonica, livello di mantenimento minimo dei paesaggi). I controlli a campione consistono anche in telerilevazioni e fotointerpretazioni. Le sanzioni prevedono la riduzione o lesclusione dal premio. Nel caso di negligenza la decurtazione giunge al 5%, fino al 15% in stato recidivo, infine gli agricoltori possono venir esclusi dal premio anche per più anni. Le regole sulla eco-condizionalità valgono anche per le misure agroambientali dei programmi di sviluppo rurale. Esonerati quanti adottano il regime semplificato (piccoli agricoltori). Pagamenti verdi Il pagamento verde, o ecologico (greening), è il pagamento per le pratiche agricole benefiche per il clima e lambiente, è in misura obbligatoria fissa del 30% del massimale. Solo chi ha diritto al pagamento di base può accedere al greening, che richiede il rispetto di tre pratiche (supercondizionalità): diversificazione delle colture, mantenimento dei prati permanenti, creazione di aree di interesse ecologico. Riguardo alla diversificazione, preferita in sede definitiva alla più impegnativa rotazione, si applica solo ai seminativi, non alle colture permanenti (vigneti, oliveti, alberi da frutta, pascoli). Le colture devono appartenere a generi differenti della classificazione botanica (es. grano, Triticum, e orzo, Hordeum), leccezione è rappresentata dalle colture invernali e primaverili (es. orzo invernale e primaverile), come anche dalle colture appartenenti a specie differenti tra le cucurbitacee (zucche, zucchine, cocomeri, meloni), solanacee (pomodori, melanzane, peperoni, ecc.), brassicacee (cavoli, broccoli, colza, ecc). Così, patate, pomodoro e tabacco (solanacee) sono considerate colture differenti. Ai fini del greening la terra può essere anche lasciata a riposo (set-aside) o tenuta a foraggere. Il periodo di identificazione delle colture presenti in azienda è dal 1 aprile al 9 giugno. Limpegno alla diversificazione è proporzionale agli ettari a seminativi, esonerati i primi 10, cioè la grande maggioranza delle aziende, di due colture per quelle tra 10 e 30 ettari, nessuna delle quali per più del 75% dei seminativi, di tre per le superiori a 30 ettari, con una coltura al massimo al 75% della superficie e la terza almeno del 5%. Esenti le aziende con più del 75% dei seminativi a foraggio, colture sommerse (riso), set-aside, se non superiori a 30 ettari. Per il greening è obbligatorio il mantenimento dei prati permanenti designati dagli Stati nelle zone ecologicamente sensibili, con il divieto assoluto di convertirli o ararli, autorizzazione concedibile da AGEA in altre aree solo se il rapporto tra prati permanenti e superficie agricola totale non diminuisca di oltre il 5% annuo. Tale obbligo è nazionale: limpegno del mantenimento deriva dalla loro rilevanza ambientale. La terza pratica agricola greening è la creazione delle aree di interesse ecologico (ecological focus area, EFA): terreni lasciati a riposo, terrazze, elementi caratteristici del paesaggio, fasce tampone, superfici agro-forestali che ricevono il sostegno dai programmi di sviluppo rurale, terreni ai bordi delle foreste, a bosco ceduo in rotazione senza uso di fertilizzanti e fitosanitari, aree oggetto di imboschimento ai sensi dei Psr, aree con colture azotofissatrici. Vista la difformità delle ecological focus area specifici fattori di conversione, o ponderazione son impiegati per calcolare le relative superfici. Così, 1.000 metri lineari di siepe corrispondono a 5000 m² di EFA, mentre 10 ettari di colture azotofissatrici si riportano a 7 ettari EFA. Limpegno della creazione di aree a interesse ecologico è obbligatorio per le imprese con più di 15 ettari a seminativo, cui dedicano almeno il 5% della superficie. Soglia estendibile al 7% a seguito di decisione della Commissione europea definibile entro marzo 2017. Anche le pratiche equivalenti accedono al greening, devono rientrare tra le misure ambientali dei Psr, o sistemi di certificazione ambientali nazionali. Il divieto di doppio finanziamento (double funding) nega di ricevere ulteriori aiuti dal secondo pilastro. Sono considerati verdi per definizione (green by definition) gli agricoltori in zone Natura 2000 e, soprattutto, ad agricoltura biologica. Il rinverdimento del primo pilastro, con lobbiettivo di spingere gli agricoltori verso pratiche sostenibili e protezione dellambiente, appare alquanto annacquato, rispetto alle proposte iniziali. Sotto il profilo finanziario il pagamento verde è in percentuale obbligatoria fissa del 30% sul massimale nazionale. Per lItalia, nel 2016, con un massimale di 3.850,8 milioni di euro, il greening è pari a 1.155,2 milioni, perciò con una superficie agricola utilizzata di circa 12 milioni di ettari, il pagamento verde medio è di circa 96 euro a ettaro. Ogni azienda presenta un diverso pagamento verde a ettaro: la quota greening si applica al valore iniziale dei titoli, premiando quelle dai premi elevati. Le sanzioni per gli inadempienti sono funzione della gravità, portata, durata, fino allesclusione dal premio, dal 2017 intaccando anche gli altri titoli. Il terzo pagamento obbligatorio è riservato ai giovani agricoltori under 40, cui lItalia destina l1% del massimale, che si insediano per la prima volta, o entro i cinque anni precedenti. La restrizione riguarda gli ettari ammissibili: non più di novanta. Il premio si ottiene moltiplicando il numero dei titoli per il 25% del pagamento medio aziendale, premiando ancora chi li ha elevati. Pagamenti accoppiati Riguardo ai pagamenti accoppiati sono la derivazione del vecchio sostegno ai prezzi. Ampia la lista dei prodotti interessati; esclusi tabacco, vigneti, suini, pollame. Il sostegno riguarda settori e regioni rilevanti in situazione di difficoltà, con lo scopo di mantenere, non accrescere la produzione. LItalia riserva al sostegno accoppiato l11% del massimale nazionale (429,22 milioni di euro), che salirà al 12%, con un incremento di 38 milioni di euro, dal 2017, a detrimento del pagamento di base che diminuirà al 57% del massimale, col conseguente ricalcolo dei titoli. Nel 2015 gli aiuti sono andati a zootecnia, seminativi, olivicoltura. La maggior parte (211,87 milioni, 49,4% del totale) destinati alla zootecnia (da latte, bufale, vacche nutrici, bovini macellati, ovicaprini), erogati in euro per capo. Così, per le vacche da latte limporto del premio è di 56 euro a capo, ulteriori 40 per le zone montane. Il sostegno ai seminativi (146,97 milioni, 34,2%) è distribuito tra sette settori: riso, barbabietola, pomodoro da industria, grano duro, soia, proteaginose e leguminose da granella. Per il grano duro è riservato al Centro-sud (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), per un premio di circa 60 euro/ha. Il sostegno alla soia, destinato a Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia, ammonta a 97 euro/ha. Quello alle proteoleaginose (pisello, fava, fagiolo, lenticchia) riguarda il Centro Italia (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), circa 80 euro/ha. Il premio per le leguminose da granella afferisce al Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), anchesso di 80 euro. I produttori di riso percepiscono 120 euro di aiuto accoppiato, la barbabietola 325 euro/ha, il pomodoro da industria 160. Il terzo settore con aiuti accoppiati è lolivicoltura (70,4 milioni, 16,4%), per un superficie ammissibile di 560.000 ettari. Agli oliveti localizzati in Puglia, Calabria, Liguria spettano circa 78 euro/ettaro, ulteriori contributi per le superfici in pendenza. Partecipano ai premi anche tutti gli oliveti, ovunque localizzati, con il riconoscimento di qualità certificata (Dop, Igp, biologico). Allesigenza di concentrare le risorse sui settori più a rischio e con rilevante impatto ambientale si contrappone listanza di compensare i produttori più penalizzati dai meccanismi di redistribuzione dei premi, non più in chiave storica. A sostituire di fatto tutti questi pagamenti interviene il regime semplificato per i piccoli agricoltori, con lobiettivo della semplificazione amministrativa, dedicato a chi percepisce meno di 1250 euro di aiuti (pagamento flat), e a coloro che accettano tale limite. Limporto si calcola come per gli altri agricoltori, laiuto compreso tra 500 e 1250 euro, il requisito della soglia fisica è una superficie aziendale ammissibile superiore ai 5000 metri quadri. Il vantaggio è lesenzione da obblighi (greening, eco-condizionalità), con le domande precompilate e la liquidazione agevolata. Gli agricoltori potenzialmente interessati al pagamento semplificato in Italia sono moltissimi, circa settecentomila, oltre il 60% dei beneficiari. Conclusioni La riforma della Pac modifica il regime dei pagamenti diretti comportando la ridistribuzione degli aiuti tra settori, agricoltori, territori. Considerata lItalia regione unica e ammissibile tutta la Sau, il rilevante impatto ridistributivo deriva dallestrema differenziazione degli aiuti e dalla loro concentrazione geografica. Le decisioni sul bilancio agricolo pluriennale dellUnione europea comporta già la netta contrazione delle risorse disponibili per lagricoltura (-12,1% rispetto al periodo 2007/13). Inoltre, lItalia sconta una riduzione finanziaria maggiore (-18%), a causa del meccanismo di convergenza esterna, molto penalizzante. Infatti, il nostro Paese è il più sfavorito, avendo goduto di premi relativamente più elevati, con un taglio cumulato dei pagamenti diretti di 870 milioni di euro. Nonostante ciò, per noi la Pac è ancora la politica europea più rilevante per risorse ricevute (47% del totale). A ciò si aggiunge, a livello nazionale, la complicata operazione di convergenza interna del valore dei titoli. Leffetto sulle imprese dipende da diversi fattori: il valore unitario iniziale dei titoli, poiché i possessori di titoli storici di valore elevato subiranno la riduzione, al contrario di chi inizialmente dispone di diritti di scarso valore unitario; il tipo di produzione, per la possibilità di beneficiare di aiuti accoppiati; e, in minor misura, letà e gli anni trascorsi dal primo insediamento, per il supplemento potenziale per i primi cinque anni di attività. La ridistribuzione dei pagamenti comporta lomogeneizzazione dei pagamenti per ettaro, tuttavia i settori che più godevano di aiuti sono penalizzati, quali i seminativi e la zootecnia. In particolare, più danneggiate sono quelle aziende in cui ladeguamento al greening si traduce in ulteriori costi di adattamento strutturale, come quelle situate nelle aree intensive di pianura a indirizzo monocolturale. A vantaggio di quelle più tradizionali, a colture diversificate e che hanno conservato elementi caratteristici del tipico paesaggio agrario. Al contrario, sono premiate le imprese viticole e in genere a colture permanenti (frutteti, arboricoltura, vivai) che vedono innalzarsi gli aiuti senza dover sostenere costi aggiuntivi. Questo potrebbe incentivare la conversione delle produzioni meno profittevoli. Daltro canto, il riorientamento al mercato è proprio uno degli obiettivi della riforma. La normativa del regolamento 1307/2013 appare articolata, macchinosa, complessa, la piena operatività del nuovo sistema già manifesta vari problemi legati alla complicazione burocratica e alle difficoltà di adesione degli agricoltori alle nuove modalità gestionali e istanze legislative.

Informat Paper News - expo.rai

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Inaugurato il primo viaggio del Frecciarossa da Milano Centrale Dal 26 aprile previste da tutta Italia 236 corse al giorno Dalla Stazione Centrale è partita la prima Freccia Rossa diretta alla nuova stazione Milano Expo 2015. A bordo di un nuovissimo treno vestito con i colori di Expo, in 12 minuti si arriva a breve distanza dagli ingressi dei padiglioni. La nuova stazione di Milano Rho Fiera, che è stata oggetto di numerosi interventi di riqualificazione, si prepara ad accogliere i milioni di visitatori che potranno così arrivare direttamente nel cuore di Expo. Le nuove proposte commerciali, rivolte soprattutto agli studenti ed ai turisti stranieri, invitano ad utilizzare le ferrovie per arrivare a Expo 2015. Ariel Genovese 7 marzo 2015

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È licona del Padiglione Italia: una chioma di 80 tonnellate per 45 metri di diametro realizzata da un consorzio bresciano Ecco le immagini dellaggiunta della chioma allAlbero della Vita, la struttura di 35 metri che sarà la costruzione più alta dellintera Expo. Licona del Padiglione Italia, di acciaio e legno di larice, è stata costruita e montata a tempo di record da Orgoglio Brescia, un consorzio di aziende costituito per loccasione. Per issare la chioma in legno, di 45 metri di diametro, non è stata usata una gru. Nei giorni scorsi la chioma è stata infilata intorno alla prima parte del tronco dacciaio, poi sono state completate le altre parti in acciaio e quindi è stata issata la chioma con un sistema di argani e carrucole. Unoperazione senza precedenti che ha richiesto un paio dore. Per costruire lAlbero, che con una serie di effetti speciali diversi per giorno e notte garantirà 1260 spettacoli nei sei mesi dellesposizione, sono servite 90 tonnellate di legno e 150 tonnellate di acciaio. Ora saranno posizionate anche le piante che saranno montate su tronco e chioma e tutti i macchinari per gli effetti speciali, inclusi 7 chilometri di led. servizio di Valentina David e Ubaldo Bonotti TGR Lombardia 5 marzo 2015

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Unesco: la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria Patrimonio dell'Umanit (26/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanit. La decisione stata approvata all'unanimit da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione

Mipaaf - Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera Mipaaf - Pubblicato 2014.11.25

Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera (25/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si tenuta oggi, presso la sede del Mipaaf, una riunione della filiera del settore lattiero caseario. All'incontro erano presenti il Ministro Maurizio Martina, l'Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, il Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il vicepresidente di Coldiretti, Ettore Prandini, Giuseppe Cornacchia in rappresentanza CIA, il Presidente di Copagri, Franco Verrascina, e il Presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi. Nel corso della riunione sono state affrontate le principali questioni relative ai rapporti di filiera, all'andamento dei consumi e alla volatilit del prezzo, anche in vista della fine del regime delle quote latte nel 2015. Il Ministro Martina ha presentato un piano finalizzato alla valorizzazione del latte italiano basato sui 5 punti cardine: 1. Miglioramento della qualit del latte; 2. Campagna di educazione alimentare per invertire il calo dei consumi del fresco; 3. Promozione su mercati esteri dei grandi formaggi italiani; 4. Revisione della normativa sui prodotti trasformati in modo da valorizzare la qualit dei prodotti italiani; 5. Richiesta alla Commissione europea di accelerare l'attuazione del regolamento sull'etichettatura, in modo da indicare il luogo di trasformazione e quello di mungitura del latte commercializzato. "Abbiamo intenzione di tutelare un settore strategico - ha dichiarato il Ministro Martina - come quello del latte italiano. La nostra produzione di altissima qualit, basti pensare che la met di questa viene trasformato in formaggi a denominazione d'origine. Siamo pronti a mettere in campo delle azioni concrete e pragmatiche, agendo in anticipo rispetto alla fine del regime delle quote. Vogliamo puntare su qualit, educazione alimentare, promozione ed etichettatura come capisaldi di una strategia a lungo termine, che in questo settore manca da troppo tempo. Nel prossimo Consiglio dei Ministri dell'agricoltura dell'Ue, come Presidenza, metteremo all'ordine del giorno il tema dell'etichettatura, perch anche su questo aspetto vogliamo migliorare. Il Governo c' e far la sua parte, cos come c' la disponibilit delle Regioni di intervenire ulteriormente. Ora ci aspettiamo che tutti i soggetti della filiera lavorino fin da subito per irrobustire i rapporti di filiera, tutelando gli allevatori, e per dare futuro a tante aziende e per salvaguardare la qualit delle nostre produzioni. Siamo pronti a convocare di nuovo le parti a breve per una verifica operativa". Ufficio Stampa

Mipaaf - Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi Mipaaf - Pubblicato 2014.11.24

Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi (24/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha incontrato oggi al Palazzo dell'Agricoltura una delegazione degli Enti Caritativi, che collaborano nell'attuazione del Piano alimentare di sostegno agli indigenti. Erano presenti all'incontro il Vice Ministro Andrea Olivero e i rappresentanti della Fondazione Banco Alimentare, della Caritas Italiana, della Comunit di Sant'Egidio, della Fondazione Banco delle Opere di Carit, della Croce Rossa Italiana e dell'Associazione Sempre insieme per la Pace. Nel corso della riunione c' stato un aggiornamento sulla fornitura di 45 mila tonnellate di prodotti acquistati da Agea su delega del Ministero del Lavoro e con l'indirizzo del Mipaaf, utilizzando i 36,7 milioni di euro di anticipo da parte del Governo nazionale delle risorse del Fondo europeo di assistenza agli indigenti. Gli Enti Caritativi hanno sottolineato l'importanza della Piano e del Tavolo di coordinamento permanente al Ministero delle politiche agricole, per un lavoro concreto per fa fronte all'aumento di richieste di assistenza alimentare. Gli Enti hanno sottolineato l'importanza di un lavoro congiunto con le Istituzioni e la filiera per la riduzione degli sprechi alimentari e un utilizzo virtuoso del cibo recuperato per i poveri. Il Ministro ha poi raccolto positivamente la richiesta di mettere in luce le esperienze degli Enti nell'assistenza di oltre 4 milioni di indigenti nell'ambito di Expo Milano 2015. Il Ministro Martina ha poi ricordato che l'Agea ha emanato altri due bandi di gara per la fornitura di 4,5 milioni di euro di carne bovina in scatola e per 2 milioni di euro di minestrone in scatole, che si aggiungono al bando del 19 novembre da 2 milioni di euro per la fornitura di succo e polpa di pesca, sempre a favore degli indigenti. Con le gare Agea si provveduto ad acquistare oltre 15 mila tonnellate di latte, 6mila tonnellate di polpa di pomodoro, quasi 5 mila tonnellate di olio di semi e 1.740 tonnellate di formaggi DOP. Per tutti questi prodotti sono state esaurite le procedure amministrative necessarie e nei prossimi giorni inizieranno le consegne. altres in via di completamento la consegna di oltre 17mila tonnellate di pasta e farina acquistati con l'impiego di tutte le risorse disponibili per il 2014 del Fondo nazionale di aiuto agli indigenti. Questo intervento di mercato sar ulteriormente rafforzato dopo l'approvazione da parte della Commissione europea del nuovo programma operativo finanziato dal FEAD (Fondo aiuti europei agli indigenti), che ha sostituito il precedente programma di aiuti sostenuto con i fondi della Politica agricola comune. Il nuovo programma di aiuti, elaborato nel 2014 di concerto tra Ministero del Lavoro e Mipaaf, prevede poi lo stanziamento 80 milioni di euro nell'esercizio 2015 e 66 milioni di euro, per ciascun anno sino al 2020. Tale dotazione prevede un cofinanziamento da parte dello Stato pari al 15%, che prima non era previsto dal programma finanziato con i fondi agricoli europei. Con la consegna degli alimenti, dunque, riprende la piena operativit il piano di assistenza che vede da anni il Mipaaf, attraverso l'Agea e con gli Enti Caritativi, impegnato nella distribuzione di pasti e pacchi alimentari ai poveri. La sopravvivenza di tale piano, infatti, era stata posta a rischio dalla chiusura del programma europeo Pac, attivo dal 1987, e non rinnovato a causa della contrariet di alcuni Paesi membri, tra i quali la Germania. L'Unione europea ha stabilito con Regolamento 223/2014 di istituire un proprio Fondo di assistenza agli indigenti, finanziato con i fondi di coesione e quindi di competenza, in Italia, del Ministero del Lavoro. Prima dell'entrata in vigore del nuovo FEAD, il Governo Monti con il Dl 83/2012, convertito in Legge n. 134/2012 del 7 agosto 2012, ha istituito presso l'AGEA, un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti residenti in Italia, senza precisare la dotazione finanziaria. Tale fondo stato finanziato con la Legge di stabilit 2014 dal Governo Letta con un primo stanziamento di 5 milioni di euro annunciato il 16 ottobre 2013 e una definitiva dotazione di 10 milioni di euro passata con maxiemendamento del Governo in fase di approvazione parlamentare della manovra. Nello stesso tempo il Piano Agea ha rischiato comunque di non essere utilizzato per la gestione delle risorse FEAD, in quanto l'orientamento del Ministero del Lavoro nei governi precedenti non prevedeva l'utilizzo di questo sistema per l'assistenza alimentare. "L'incontro di oggi con gli Enti Caritativi - ha detto il Ministro Maurizio Martina - servito per un aggiornamento operativo e strategico per il sostegno a tante persone che chiedono aiuto. L'assistenza alimentare di oltre 4 milioni di cittadini indigenti un dovere per il Governo. Per questo in sinergia con il Ministro Poletti abbiamo costruito un piano di interventi a favore di chi soffre di povert alimentare con una dotazione finanziaria importante. Fino al 2020 avremo oltre 400 milioni dall'Ue ai quali aggiungiamo pi di 70 milioni di euro di quota nazionale. Per l'emergenza di quest'anno abbiamo deciso di anticipare il massimo della quota nazionale fin da subito con i primi 40 milioni di euro per gli aiuti alimentari. Abbiamo gi chiuso le gare per 45mila tonnellate di prodotti che saranno consegnati quanto prima agli Enti caritativi, affinch possano essere garantiti pasti e pacchi alimentari a chi ne ha bisogno. Non ci limitiamo a questo intervento e abbiamo stanziato ulteriori 5 milioni di euro con risorse del Ministero delle politiche agricole per il 2015 che andranno a rafforzare il piano che gestiamo con Agea. Ben vengano anche ulteriori fondi da iniziative parlamentari in tal senso e mi auguro che le ipotesi si trasformino in fatti, perch su questo tema credo sia vietato speculare". Ufficio Stampa

Mipaaf - Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (21/11/2014) Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rende noto che 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (frumento duro, orzo e avena) sono state sequestrate dagli uomini dell'Ispettorato centrale della tutela della qualit e della repressione frodi della Puglia perch prive di certificazioni ufficiali per la commercializzazione come sementi. Le ispezioni sono state compiute nel quadro di un vasto programma di controlli attivato dall'ICQRF nel corso delle semine autunno/vernine. Ufficio Stampa

Mipaaf - Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" (21/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si svolta oggi pomeriggio presso la Sede del Consiglio provinciale di Alessandria, alla presenza del Ministro Maurizio Martina, la riunione operativa per valutare la situazione sul territorio in seguito all'emergenza maltempo. "Vogliamo dare risposte concrete e immediate alle imprese agricole colpite dall'alluvione. - ha affermato il Ministro Martina - Stiamo accelerando le procedure di erogazione degli aiuti per consentire alle aziende di ricevere i soldi quanto prima e riprendere le loro attivit. Per far fronte alle esigenze del comparto, stata inoltre richiesta una integrazione del Fondo di solidariet nazionale, attraverso una dotazione straordinaria di bilancio per il 2015". Con il Fondo di solidariet nazionale possibile beneficiare di contributi fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, di prestiti ad ammortamento quinquennale, della proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza e di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali e la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. E possibile poi richiedere l'accesso all'esonero, fino al 50%, del pagamento dei contributi previdenziali per s e i propri dipendenti. Tramite ISMEA si possono, inoltre, attivare le procedure di rinvio rata per gli imprenditori colpiti dalla calamit, per non dover far fronte, entro il 31 dicembre, a un nuovo esborso finanziario. "Questi fenomeni atmosferici, sempre pi frequenti e intensi, - ha concluso Martina - ci impongono un cambio di rotta. La nostra azione di Governo mirata proprio a favorire piani di azione preventivi. In questo contesto si inquadrano le scelte fatte, in sinergia con le Regioni, con l'approvazione della nuova Politica agricola comune, in particolare con i pagamenti diretti che, per la prima volta, mettono al centro dell'attenzione non solo la competitivit del sistema agricolo ma anche il territorio, la cui difesa non pu prescindere dall'esigenza di mantenere un tessuto agricolo e rurale vitale. Molte delle scelte fatte sulla Pac vanno inquadrate in questo senso. A cominciare dall'inserimento nel sistema di aiuti di 2,5 milioni di nuovi ettari, in gran parte pascoli in precedenza esclusi; la convergenza interna su base nazionale dell'importo dei pagamenti diretti; e infine la determinazione della figura dell'agricolture attivo attraverso criteri che privilegiano chi risiede nelle zone svantaggiate e di montagna. Con il secondo pilastro, dedicato allo sviluppo rurale, destiniamo poi quasi 9 miliardi di euro, nei prossimi 7 anni, alla difesa del territorio e dell'ambiente". Ufficio Stampa

Mipaaf - Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore Mipaaf - Pubblicato 2014.11.18

Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore (18/11/2014) "Il 'piano Agricoltura 2.0' ha un obiettivo ambizioso: eliminare la burocrazia inutile e ridurre a zero l'utilizzo di carta. Si tratta di un intervento importante di semplificazione nel settore agricolo, che introduce sei strumenti innovativi per 1,5 milioni di aziende. Attraverso la Domanda Pac precompilata dal marzo del 2015 evitiamo perdite di tempo agli agricoltori agli sportelli, con un'operazione simile al 730 precompilato per i cittadini. Mettiamo in condizione 700mila piccole imprese di inoltrare la domanda PAC con un semplice click. Si potr anticipare al 100% il pagamento degli aiuti a giugno invece che a dicembre per circa 4 miliardi di euro su 1 milione di domande PAC. Attraverso l'Anagrafe unica le istituzioni condividono le informazioni senza chiederle ogni volta, mentre con la Banca dei Certificati online niente pi file agli sportelli e un risparmio stimato di circa 25 chili di carta per azienda. Il 'piano Agricoltura 2.0' un altro importante passo che va nella direzione di una Amministrazione realmente al servizio degli agricoltori". Cos il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, presentando il "Piano Agricoltura 2.0 - Servizi innovativi per semplificare" che introduce misure per la semplificazione e la sburocratizzazione in agricoltura. Martina intervenuto nel corso della prima conferenza di Agrinsieme dal titolo "#Campoliberofinoinfondo. Dai falsi miti ai veri punti di forza: ripartire per un agroalimentare competitivo", che si tenuta presso l'Auditorium della Conciliazione a Roma. Il piano prevede: * Anagrafe Unica delle Aziende Agricole - Istituzione di un database federato degli Organismi Pagatori (cloud) che integra e rende disponibili tutte le informazioni aggiornate su base territoriale. * Un solo Fascicolo Aziendale - Viene messo insieme quello che era gestito in modo separato: il piano colturale, il piano assicurativo individuale e il quaderno di campagna. Le imprese faranno una sola dichiarazione che sar poi condivisa tra amministrazioni. Dovranno dichiarare il 50% di dati in meno rispetto ad oggi. Meno oneri burocratici e informazioni coerenti ed omogenee sulle quali basare tutti gli aiuti all'azienda, con un duplice risultato: semplificazione per l'agricoltore e maggiore efficienza dei controlli a carico dell'Amministrazione. * Domanda Pac precompilata da marzo 2015 - Disponibile on-line da marzo 2015. Il produttore (autonomamente o assistito dal CAA) potr dare semplice conferma dei dati pre-inseriti con un click o integrare e completare le informazioni. * Introduzione Pagamento anticipato a giugno 2015 - Sar possibile erogare l'anticipo dei pagamenti Pac fino al 100% dell'importo dovuto per le aziende che ne faranno richiesta all'atto della domanda, direttamente a giugno, invece che a dicembre, tramite accesso al credito bancario. Si tratta di una platea potenziale di circa 1 milione di aziende per oltre 4 miliardi di euro di pagamenti Pac. * Banca dati Unica dei Certificati - Sar coordinata a livello nazionale la raccolta, la durata e la validit delle certificazioni (antimafia, DURC, ecc.), evitando alle aziende di presentare la stessa documentazione a diverse Amministrazioni ovvero pi volte in base alle domande presentate. * Domanda Unificata - A partire dal 2016 ciascuna azienda potr presentare, autonomamente o recandosi presso qualsiasi struttura di assistenza (CAA) presente sul territorio nazionale, un'unica domanda di aiuto, che accorpi le richieste Pac, Uma, Psr, Assicurazioni, ecc. Ufficio Stampa

Informat Paper News - Georgofili INFO

La Xylella ad Oria: un’emblematica vicenda pugliese Georgofili INFO - Pubblicato 2017.03.22

La foto che accompagna questo breve scritto mostra due olivi con evidenti e gravi manifestazioni di “disseccamento rapido” da Xylella fastidiosa, presenti in agro di Oria (Brindisi), sopravvissuti ad una operazione di bonifica iniziata ma non conclusa. Infatti, in applicazione del ”Piano degli interventi per fronteggiare il rischio sanitario connesso alla

Al via domani il convegno: “Cresce la cooperazione agroalimentare, cresce l’agricoltura. L’innovazione del modello cooperativo per l’agricoltore 4.0 nel confronto tra Italia e Francia” Georgofili INFO - Pubblicato 2017.03.22

La cooperazione in agricoltura gioca un ruolo fondamentale, su scala globale. In ambito europeo, il modello cooperativo è sfidato dal contesto sempre più competitivo che il progressivo cambiamento della PAC ha creato. In Italia, la storica frammentazione degli assets produttivi ha spesso trovato nella cooperazione la giusta risposta per essere vincenti sui mercati.

Il Presidente di Aboca accademico onorario dei Georgofili Georgofili INFO - Pubblicato 2017.03.22

Il diploma di Accademico Onorario sarà consegnato a Valentino Mercati, presidente di Aboca, nel corso dellinaugurazione del 264° anno accademico dei Georgofili., il prossimo 7 aprile in Palazzo Vecchio a Firenze.

La scienza nel mondo vegetale per garantire cibo di qualità a tutti, conferenza di Michele Stanca a Roma Georgofili INFO - Pubblicato 2017.03.22

Il prossimo giovedì 23 marzo, alle ore 18.30, il Vicepresidente dei Georgofili prof. Antonio Michele Stanca, svolgerà una conferenza su La scienza nel mondo vegetale per garantire cibo di qualità a tutti, a Roma nellambito della mostra DNA. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica (10 febbraio - 18 giugno 2017 Palazzo delle Esposizioni).

Ortofrutta, record storico dell’export Georgofili INFO - Pubblicato 2017.03.22

Con un suo editoriale, su www.corriereortofrutticolo.it, Lorenzo Frassoldati ha scritto una lettera aperta al Ministro Maurizio Martina, ai suoi collaboratori, al Vice Ministro On. Andrea Olivero e al Dirigente ministeriale Dott. Luca Bianchi per richiamare lattenzione sul risultato straordinario, eclatante, quasi incredibile e certamente insperato del commercio estero della nostra ortofrutta. Nel 2016, nonostante la perdita del mercato russo, linstabilità politica e le guerre civili in corso, lortofrutta ha fatto il record storico dellexport (4,7 miliardi) con un saldo attivo superiore al miliardo di euro ( 43.6%).

La divulgazione in orticultura, conferenza alle Oblate il 3 aprile Georgofili INFO - Pubblicato 2017.03.22

Lunedì 3 aprile alle ore 16.45, nella sala conferenze della Biblioteca delle Oblate a Firenze (Via dellOriuolo 24) si svolgerà una conferenza sul tema: La divulgazione in Orticultura. 140 anni del Bullettino della Società Toscana di Orticultura e della sua biblioteca.

Informat Paper News - INEA

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE  


La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Informat Paper News - Agra Press

CAMERA: COMAGRI APPROVA PROPOSTA RISOLUZIONE DI SANI SULLA PAC Agra Press - Pubblicato 2104.05.16

la commissione agricoltura della camera ha approvato, con i soli voti contrari della lega nord, una proposta di risoluzione di cui e' primo firmatario il presidente della commissione agricoltura della camera luca sani sull'attuazione della riforma pac. il testo della risoluzione e' su http://www.agrapress.it/nuovosito/DOCUMENTI/risoluzione%20Pac.pdf. (cl.co)

SU RASSEGNA ESTERA AGRA PRESS PAC, BIOLOGICO, LATTE, UE-MERCOSUR, PESCA E SANITA' Agra Press - Pubblicato 2017.05.17

"aiuti europei: i ritardi dei pagamenti hanno ridestato la collera degli agricoltori" e' il titolo dell'articolo di un noto quotidiano francese con il quale si apre l'edizione di questa settimana della rassegna della stampa estera di agra press. in evidenza nella rassegna si trova un interessante pezzo sull'agricoltura biologica di un quotidiano statunitense. la sezione "economia e politica agricola" contiene, tra i molti altri, articoli sul prezzo dell'olio d'oliva, sull'import spagnolo di cereali e sulle esportazioni russe. altri articoli riguardano il comparto lattiero-caseario: un mensile agricolo tedesco da' conto dell'intenzione del gruppo tedesco dmk di acquisire delle latterie in russia, mentre un portale da' conto dell'annuncio della cancelliere angela merkel della prossima approvazione di un programma di aiuto da oltre 100 milioni di euro per i produttori di latte. ampio spazio viene poi dedicato allo scambio di offerte tra unione europea e mercosur per l'accesso ai propri mercati dei beni, dei servizi e degli appalti pubblici. completano il numero, come di consueto, numerosi articoli in tema di pesca e sanita'. (ab)

IX CONVEGNO CESAR-ASNACODI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO, PARTONO I PAGAMENTI E SI VA VERSO RIFORMA AGEA E FONDO Agra Press - Pubblicato 2017.02.06

parte finalmente il pagamento delle assicurazioni agevolate agricole che si riferisce alle domande del 2015. lo ha annunciato il ministero delle politiche agricole nel corso del IX convegno nazionale cesar-asnacodi sulla gestione del rischio in agricoltura, che si e' svolto venerdi' 3 febbraio ad assisi. su 110 mila domande ne sono state ammesse a sostegno 40.000, per una cifra pari a 25 milioni, ha precisato il direttore generale dello sviluppo rurale del mipaaf emilio GATTO, sottolineando che l'avvio del meccanismo, attraverso il piano di sviluppo rurale nazionale, non e' stato agevole. la prima tranche delle domande sara' pagata entro il 20 febbraio, la seconda dal 28 dello stesso mese, mentre le successive tranche saranno erogate "ogni quindici giorni", ha reso noto il direttore di agea gabriele PAPA PAGLIARDINI, intervenendo ai lavori.

DL TERREMOTO, SINTESI DELLE MISURE PER L'AGRICOLTURA E L'ALLEVAMENTO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

il ministero delle politiche agricole ha diffuso un comunicato stampa con i dettagli delle norme che riguardano agricoltura e allevamento contenute nel decreto legge sul terremoto, approvato oggi dal consiglio dei ministri. ecco la sintesi del ministero: "35 MILIONI DI EURO PER IL COMPARTO ZOOTECNICO: in attuazione dell'autorizzazione da parte dell'unione europea all'incremento fino al 200 percento della quota nazionale per gli aiuti alla zootecnia, si conferma l'aiuto di 35 milioni di euro agli allevatori delle zone terremotate. sono previsti aiuti a capo da 400 euro per i bovini, 60 euro per gli ovicaprini, oltre ad aiuti per suinicoltori. 2 milioni di euro saranno destinati al settore equino attraverso erogazione di contributi in de minimis. l'aiuto diretto per il mancato reddito sara' erogato dall'agenzia per le erogazioni in agricoltura agea, entro il mese di febbraio, che potra' anticipare al 100% le risorse investite dalle regioni lazio, marche, umbria e abruzzo, pari a 22 milioni di euro, che sono la prima attuazione del piano strategico di rilancio agricolo dell'area del sisma". "AGEVOLAZIONI PER ACCESSO AL CREDITO PER I GIOVANI AGRICOLTORI: priorita' negli strumenti Ismea alle aziende dei territori colpiti nella concessione delle agevolazioni e dei mutui a tasso zero previsti per il sostegno alle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile, per favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito". "ESTESO FONDO DI SOLIDARIETA' NAZIONALE ALLE COLTURE ASSICURABILI: con questa misura viene garantita la copertura finanziaria per l'attivazione delle misure compensative per interventi a sostegno delle imprese agricole delle regioni interessate dal terremoto o che hanno subito danni a causa del maltempo nel mese di gennaio 2017 anche alle aziende che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi. l'attivazione del fondo consente alle imprese agricole danneggiate dagli eventi calamitosi di godere di tutti gli interventi di sostegno previsti a legislazione vigente come, in particolare, l'erogazione di contributi in conto capitale fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, l'attivazione di prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale, la proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza, l'esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti e l'ottenimento di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate e per la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. e' stato stabilito anche un incremento della dotazione del fondo di solidarieta' nazionale di 15 milioni di euro per l'anno 2017".

GUIDI, TODINI, FOLONARI, PANTINI E ROSSI PRESENTANO AGRONETWORK DI CONFAGRI, NOMISMA E LUISS Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

confagricoltura, nomisma e universita' luiss guido carli hanno dato vita all'associazione per l'agroindustria "agronetwork". questa mattina a palazzo della valle l'atto costitutivo e' stato sottoscritto dal presidente dell'organizzazione degli imprenditori agricoli mario GUIDI, dal managing director di nomisma luca DONDI e dal direttore generale della luiss giovanni LO STORTO. successivamente, l'associazione e' stata presentata alla stampa da mario GUIDI; dalla presidente luisa TODINI; dai vicepresidenti guido FOLONARI di confagricoltura, denis PANTINI di nomisma e matteo CAROLI della luiss e dal segretario generale daniele ROSSI, che ha moderato l'incontro. il mio ruolo - ha detto GUIDI - e' quello dell'"animatore iniziale" e il "mio auspicio e' che questa associazione non parli di pac o di contributi", ma sia "un luogo di confronto trasversale" per la valorizzazione del made in italy e delle imprese che lo producono. "in questo senso c'e' ancora molto da fare", ha confermato la presidente TODINI. "tutti conosciamo le sfide e le insidie della concorrenza sempre piu' globalizzata e il potenziale inespresso che caratterizza il nostro paese, su cui incide, non ultimo, l'agire in ordine sparso, senza l'approccio sistemico che caratterizza invece altri paesi a noi vicini. per questo confagricoltura, luiss e nomisma hanno deciso di dare vita ad un 'think tank' strategico ad una maggiore integrazione della filiera", ha aggiunto. agronetwork sara' un incubatore di idee, non di rappresentanza ne' di fornitura di servizi tecnici o finanziari, ha precisato TODINI, che ha spiegato di aver accettato "l'onore di essere chiamata a presiedere l'associazione" anche perche' la filosofia che la anima "si inserisce benissimo in quella del comitato leonardo che gia' presiedo" e che ogni anno premia le eccellenze italiane dell'impresa per promuovere e affermare la "qualita' italia" nel mondo. d'altronde, ha ricordato GUIDI, l'uomo vitruviano di leonardo e' proprio il simbolo che aveva scelto confagricoltura per la sua partecipazione all'expo. "l'idea di fondo - ha specificato GUIDI - e' che va costruito su nuove basi il rapporto di filiera. fino ad oggi nella filiera ci si e' mossi separati; da una parte la produzione, dall'altra la trasformazione, dall'altra ancora la distribuzione, tirando ognuno dalla sua parte una coperta che e' sempre risultata troppo corta. ora invece si intende agire con unicita' di intenti, studiando iniziative che vedono assieme i vari attori, aggregati in reti d'impresa. il made in italy cresce se c'e' unione e non contrapposizione". alla presentazione hanno preso parte, tra i molti altri, il vice presidente e il direttore generale di confagricoltura massimiliano GIANSANTI e luigi MASTROBUONO, il presidente di agriconsulting e socio storico di confagricoltura federico GRAZIOLI, il presidente dell'anga raffaele MAIORANO.

PREMIATI VINCITORI CONCORSO LETTERARIO RANIERI FILO DELLA TORRE. INTERVENTI DI GUIDI, PAGNI, FIORILLO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

sono stati premiati a palazzo della valle i vincitori del concorso letterario dedicato a ranieri FILO DELLA TORRE, indimenticabile esponente dell'olivicoltura, promosso dall'associazione pandolea, con il patrocinio, tra le altre, di confagricoltura, cia, ceq-consorzio olivicolo italiano e conaf, con lo scopo di "esaltare sul piano artistico il mondo dell'olivicoltura". alla premiazione, moderata dal presidente del ceq elia FIORILLO, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della confagricoltura mario GUIDI, il vicepresidente vicario della cia-agricoltori italiani cinzia PAGNI, il presidente di oliveti d'italia nicola RUGGIERO, il presidente dell'associazione pandolea loriana ABBRUZZETTI e la moglie di FILO DELLA TORRE marida IACONA. "siamo qui oggi - hanno spiegato gli organizzatori - per celebrare un personaggio significativo del mondo dell'olivicoltura italiano, oltre che dell'agricoltura, ma anche per creare una occasione d'unita' vera del settore per fare cultura; il premio vuole essere una opportunita' di riflessione, di poesia, di creativita', oltre le faticose pratiche produttive, della collocazione del prodotto sui mercati, della sua valorizzazione". GUIDI e' intervenuto brevemente all'inizio dei lavori, portando il saluto della propria confederazione e ricordando l'impegno di FILO DELLA TORRE a favore del settore agricolo. PAGNI ha lodato la "forte passione, i valori e la determinazione" che FILO DELLA TORRE metteva in tutti i lavori che portava avanti. come cia siamo orgogliosi di patrocinare questa iniziativa, ha aggiunto. con questo premio "vogliamo ricordare un personaggio schivo, che per tutta la sua vita e' stato a disposizione degli altri, soprattutto di quelli che non hanno voce", ha detto FIORILLO, che ha ripercorso i numerosi incarichi ricoperti da ranieri FILO DELLA TORRE, il quale ha lavorato per la confagricoltura, l'unaprol-consorzio olivicolo italiano e l'unaproa.

Informat Paper News - AEEGSI

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione dell’istanza di deroga dagli obblighi relativi agli orari di apertura dello sportello provinciale, presentata dal Commissario Straordinario dell’Ato 2 Napoli Volturno, d’intesa con il Gestore ABC Napoli a.s. AEEGSI - Pubblicato 2017.03.27

l’articolo 2, comma 461, della legge 244/07 dispone che gli enti locali devono prevedere l’obbligo per il soggetto gestore di emanare una Carta dei servizi - “da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate” recante, fra l’altro, standard di qualità relativi alle prestazioni erogate, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite e quelle per proporre reclamo, le modalità di ristoro dell'utenza - unitamente a un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte medesime, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale o dell’Ente d’Ambito;

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione dello specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2016-2019, proposto dall’Ente d’ambito Peligno Alto Sangro AEEGSI - Pubblicato 2017.03.27

Il presente provvedimento approva lo specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2016-2019, proposto dall'Ente d'Ambito Peligno Alto Sangro per il gestore SACA S.p.a.



Testo Allegato

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DELIBERAZIONE 24 MARZO 2017
191/2017/R/IDR

APPROVAZIONE DELLO SPECIFICO SCHEMA REGOLATORIO, RECANTE LE
PREDISPOSIZIONI TARIFFARIE PER IL PERIODO 2016-2019, PROPOSTO DALLENTE
DAMBITO PELIGNO ALTO SANGRO


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 24 marzo 2017
VISTI:

" la direttiva 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000;
" la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo e al Comitato Economico e Sociale COM(2000)477;
" la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni COM(2012)672;
" la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni COM(2012)673;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481, come modificata dal decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 (di seguito: legge 481/95);
" il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (di seguito: d.lgs. 152/06) e, in particolare, la Parte Terza;
" il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, come convertito nella legge 12 luglio 2011, n. 106 (di seguito: decreto legge 70/11);
" il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, come convertito nella legge 22 dicembre 2011 n. 214 (di seguito: decreto legge 201/11) e, in particolare, larticolo 21;
" il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 (di seguito: d.P.C.M. 20 luglio 2012), recante Individuazione delle funzioni dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, ai sensi dell'articolo 21, comma 19 del decreto-legge del 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214;
" il decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, come convertito nella legge 11 novembre 2014, n. 164 (di seguito: Decreto Sblocca Italia) e, in particolare, larticolo 7;
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" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 28 dicembre 2012, 585/2012/R/IDR, recante Regolazione dei servizi idrici: approvazione del metodo tariffario transitorio (MTT) per la determinazione delle tariffe negli anni 2012 e 2013 (di seguito: deliberazione 585/2012/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 28 febbraio 2013, 88/2013/R/IDR, recante Approvazione del metodo tariffario transitorio per le gestioni ex-CIPE (MTC) per la determinazione delle tariffe per gli anni 2012 e 2013 modifiche e integrazioni alla deliberazione 585/2012/R/IDR (di seguito: deliberazione 88/2013/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 27 dicembre 2013, 643/2013/R/IDR, recante Approvazione del Metodo Tariffario Idrico e delle disposizioni di completamento (di seguito: deliberazione 643/2013/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 9 maggio 2014, 203/2014/C/IDR, recante Appello avverso le sentenze del Tar Lombardia, sez. II, 883, 890, 974, 982, 1010, 1118 e 1165 del 2014, con cui sono state annullate alcune disposizioni delle deliberazioni dell'Autorità 585/2012/R/IDR, 88/2013/R/IDR, 273/2013/R/IDR e 459/2013/R/IDR (di seguito: deliberazione 203/2014/C/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 15 gennaio 2015, 6/2015/R/IDR, recante Avvio di procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio (di seguito: deliberazione 6/2015/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 12 febbraio 2015, 50/2015/R/IDR, avente ad oggetto Approvazione dello specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per gli anni 2014 e 2015, proposto dallATO 3 Peligno Alto Sangro;
" la deliberazione dellAutorità 2 aprile 2015, 152/2015/R/IDR, avente ad oggetto Approvazione dello specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per gli anni 2014 e 2015, proposto dallEnte dambito 2 Marsicano (di seguito: deliberazione 152/2015/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 23 aprile 2015, 189/2015/R/IDR, avente ad oggetto Approvazione dello specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per gli anni 2014 e 2015, proposto dallEnte dambito Aquilano (di seguito: deliberazione 189/2015/R/IDR);
" il documento per la consultazione 30 luglio 2015, 406/2015/R/IDR, recante Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2) Inquadramento generale e linee di intervento (di seguito: documento per la consultazione 406/2015/R/IDR);
" il documento per la consultazione 26 novembre 2015, 577/2015/R/IDR, recante Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2) orientamenti finali (di seguito: documento per la consultazione 577/2015/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 655/2015/R/IDR, recante Regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato (di seguito: deliberazione 655/2015/R/IDR);
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" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 656/2015/R/IDR, recante Convenzione tipo per la regolazione dei rapporti tra enti affidanti e gestori del servizio idrico integrato (di seguito: deliberazione 656/2015/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2015, 664/2015/R/IDR, recante Approvazione del metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio MTI-2 (di seguito: deliberazione 664/2015/R/IDR);
" la determina del 31 marzo 2016, 2/2016 DSID recante Definizione dello schema tipo e delle procedure di raccolta dati ai fini dellaggiornamento del Programma degli Interventi (PDI) per il periodo 2016-2019, ai sensi degli artt. 6 e 7 della deliberazione 664/2015/R/IDR e degli artt. 3, 4 e 11 del MTI-2 (di seguito: determina 2/2016 DSID);
" la determina del 31 marzo 2016, 3/2016 DSID recante Definizione delle procedure di raccolta dati e dello schema tipo per la relazione di accompagnamento alla predisposizione tariffaria, nonché indicazione dei parametri di calcolo, ai fini della determinazione delle tariffe del servizio idrico integrato per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR (di seguito: determina 3/2016 DSID);
" i dati, gli atti e i documenti trasmessi, in data 11 agosto 2016 - e successivamente integrati, da ultimo, in data 15 marzo 2017 - dallEnte dAmbito Peligno Alto Sangro ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR, nonché delle determine 2/2016 DSID e 3/2016 DSID.
CONSIDERATO CHE:

" larticolo 21, commi 13 e 19, del decreto legge 201/11 ha trasferito allAutorità le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici, alluopo precisando che tali funzioni vengono esercitate con i medesimi poteri attribuiti allAutorità stessa dalla legge 14 novembre 1995, n. 481;
" larticolo 1, comma 1, della legge 481/95 prevede che lAutorità debba perseguire, nello svolgimento delle proprie funzioni, la finalità di garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, (...) nonché adeguati livelli di qualità nei servizi medesimi in condizioni di economicità e di redditività, assicurandone la fruibilità e la diffusione in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori (...);
" larticolo 154, comma 4, del d.lgs. 152/06, come modificato dallarticolo 34, comma 29, del decreto legge 179/12, dispone che il soggetto competente, al fine della redazione del piano economico-finanziario di cui all'articolo 149, comma 1, lettera d), predispone la tariffa di base, nell'osservanza del metodo tariffario di cui all'articolo 10, comma 14, lettera d), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e la trasmette per l'approvazione all'Autorità per l'energia elettrica e il gas;
" larticolo 3, comma 1, del d.P.C.M. 20 luglio 2012, specificando le funzioni di 4
regolazione e controllo dei servizi idrici trasferite all'Autorità, precisa che essa approva le tariffe del servizio idrico integrato, ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono compresi i servizi di captazione e adduzione a usi multipli e i servizi di depurazione ad usi misti civili e industriali, proposte dal soggetto competente sulla base del piano di ambito di cui all'art. 149 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, impartendo, a pena d'inefficacia prescrizioni (...).

CONSIDERATO CHE:

" ai fini della determinazione delle tariffe per gli anni 2012 e 2013, lAutorità ha dapprima adottato la deliberazione 585/2012/R/IDR, recante il Metodo Tariffario Transitorio (MTT), ed ha, successivamente, approvato la deliberazione 88/2013/R/IDR, dettagliando il metodo tariffario transitorio MTC per le gestioni ex-CIPE;
" con deliberazione 643/2013/R/IDR, lAutorità ha introdotto il Metodo Tariffario Idrico (MTI) per gli anni 2014 e 2015, superando la logica transitoria e portando a compimento il primo periodo regolatorio quadriennale (2012-2015); in particolare lAutorità ha adottato una regolazione asimmetrica ed innovativa - basata sullesplicitazione della relazione tra identificazione degli obiettivi da parte dei soggetti competenti, selezione degli interventi necessari e riflessi in termini di entità dei corrispettivi - e ha introdotto per la prima volta la possibilità per gli Enti di governo dellambito di selezionare contestualmente il tipo di schema regolatorio in funzione dei richiamati obiettivi specifici dai medesimi prefissati;
" con deliberazione 203/2014/C/IDR, lAutorità ha deliberato di proporre appello avverso le sentenze del Tar Lombardia, Sezione II, con cui sono state annullate alcune disposizioni delle deliberazioni dellAutorità 585/2012/R/IDR, 88/2013/R/IDR e 459/2013/R/IDR;
" con deliberazione 6/2015/R/IDR, lAutorità ha avviato un procedimento per la definizione del Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (di seguito: MTI-2), finalizzato - in un quadro di stabilità e certezza della regolazione - allintegrazione e allaggiornamento del sistema di regole pro tempore vigente;
" con il documento per la consultazione 406/2015/R/IDR, lAutorità ha fornito i propri orientamenti in ordine all'impianto della nuova regolazione tariffaria del servizio idrico integrato, in grado di tener conto della necessità di contemperare e ricondurre a sistema le seguenti principali finalità: i) rafforzare l'approccio asimmetrico e innovativo che, attraverso una regolazione per schemi, ha caratterizzato il MTI per gli anni 2014 e 2015; ii) favorire la progressiva applicazione delle previsioni recate dal Decreto Sblocca Italia, con riferimento all'attivazione della gestione unica a livello di ambito territoriale ottimale; iii) superare situazioni eccezionali di disequilibrio delle gestioni, le cui criticità non 5
possano trovare piena soluzione nell'ambito della regolazione generalmente applicabile;
" nel successivo documento per la consultazione 577/2015/R/IDR, lAutorità ha poi dettagliato ulteriori aspetti tariffari, attinenti in particolare alle regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché allindividuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nellambito della regolazione del settore idrico;
" con deliberazione 664/2015/R/IDR lAutorità ha, dunque, approvato il metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 (MTI-2), confermando limpostazione generale del MTI e introducendo elementi di novità finalizzati a tener conto della necessità di promuovere gli investimenti, la sostenibilità dei corrispettivi tariffari allutenza, i miglioramenti della qualità del servizio, nonché la razionalizzazione delle gestioni.


CONSIDERATO CHE:

" il comma 6.2 della deliberazione 664/2015/R/IDR, nel fornire la definizione dello specifico schema regolatorio, enuclea linsieme degli atti - di seguito riportati - che gli Enti di governo dellambito o i soggetti competenti individuati con legge regionale, responsabili della predisposizione della tariffa, sono chiamati ad aggiornare e a proporre allAutorità ai fini della relativa approvazione: a) il programma degli interventi (PdI), che specifica le criticità riscontrate sul relativo territorio, gli obiettivi che si intendono perseguire in risposta alle predette criticità, nonché la puntuale indicazione degli interventi per il periodo 2016-2019, riportando, per leventuale periodo residuo fino alla scadenza dellaffidamento, le informazioni necessarie al raggiungimento almeno dei livelli minimi di servizio, nonché al soddisfacimento della complessiva domanda dellutenza, ai sensi di quanto previsto dellart. 149, comma 3, del d.lgs. 152/2006;
b) il piano economico-finanziario (PEF), che rileva limitatamente al Piano tariffario, al Conto economico e al Rendiconto finanziario, redatti in base allAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR, e prevede con cadenza annuale per tutto il periodo di affidamento, landamento dei costi di gestione e di investimento, nonché la previsione annuale dei proventi da tariffa con esplicitati i connessi valori del moltiplicatore tariffario e del vincolo ai ricavi del gestore;
c) la convenzione di gestione, contenente le modifiche necessarie a recepire la disciplina introdotta per il secondo periodo regolatorio;
" il comma 7.1 della medesima deliberazione, nel disciplinare la procedura di approvazione delle tariffe per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, prevede che le stesse siano predisposte dai soggetti competenti anche sulla base dei dati - debitamente aggiornati - inviati nellambito dei procedimenti di raccolta dati disposti contestualmente alla deliberazione 643/2013/R/IDR, precisando inoltre che gli Enti di governo dellambito validano le informazioni fornite dai gestori e le integrano o 6
le modificano secondo criteri funzionali al riconoscimento dei costi efficienti di investimento e di esercizio;
" la medesima deliberazione 664/2015/R/IDR stabilisce poi che, entro il 30 aprile 2016, gli Enti di governo dellambito, o gli altri soggetti competenti, trasmettano, ai fini dellapprovazione da parte dellAutorità, ai sensi del comma 7.3, lett. d), gli atti e i dati di seguito indicati: i. il programma degli interventi, come disciplinato al sopra richiamato comma 6.2, lett. a);
ii. il piano economico-finanziario - come definito al citato comma 6.2, lett. b) - che esplicita il vincolo ai ricavi (VRG) e il moltiplicatore tariffario Ñ che ciascun gestore dovrà applicare in ciascun anno del periodo 2016-2019, fatta salva la possibilità di eventuali aggiornamenti;
iii. la convenzione di gestione, contenente le modifiche necessarie a recepire la vigente disciplina tariffaria;
iv. una relazione di accompagnamento che ripercorra la metodologia applicata;
v. latto o gli atti deliberativi di predisposizione tariffaria ovvero di approvazione dellaggiornamento del piano economico-finanziario;
vi. laggiornamento, secondo le modalità previste, dei dati necessari richiesti;
" larticolo 8 della richiamata deliberazione prevede, fra laltro, laggiornamento biennale delle componenti a conguaglio e, con riferimento al calcolo dei costi delle immobilizzazioni, della RAB per il biennio 2018-2019;
" il comma 9.1, lett. b), del provvedimento in parola prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, a seguito della predisposizione da parte degli Enti di governo dellambito, e fino allapprovazione da parte dellAutorità, i gestori applichino agli utenti le tariffe comunicate allAutorità per la citata approvazione, nel rispetto del limite di prezzo;
" il Titolo 1 dellAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR fornisce indicazioni di metodo e di contenuto informativo minimo per la stesura dellaggiornamento del programma degli interventi (PdI) e del piano economico-finanziario (PEF) da parte degli Enti di governo dellambito o degli altri soggetti competenti;
" con determine 2/2016 DSID e 3/2016 DSID è stata definita la procedura di raccolta dati ai fini della determinazione delle tariffe per il secondo periodo regolatorio 2016- 2019 e sono stati resi disponibili gli schemi-tipo per la presentazione di PdI e PEF, fornendo al contempo indicazioni circa le modalità per la trasmissione degli atti e delle informazioni necessarie;
" la deliberazione 656/2015/R/IDR, nel disciplinare i contenuti minimi essenziali della convenzione tipo, prevede, allarticolo 4, che le convenzioni di gestione in essere siano rese conformi alla convenzione tipo e trasmesse allAutorità per lapprovazione nellambito della prima predisposizione tariffaria utile, secondo le modalità previste dal Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2) e comunque non oltre 180 giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento;
" ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR e delle determine sopra richiamate, lEnte dAmbito Peligno Alto Sangro ha trasmesso, in data 11 agosto 2016, lo 7
specifico schema regolatorio recante la predisposizione tariffaria, per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, relativa al gestore SACA S.p.a., nonché - con le successive integrazioni inviate, da ultimo, in data 15 marzo 2017 - gli ulteriori elementi richiesti, finalizzati alla conclusione del procedimento di approvazione tariffaria;
" nellambito della predisposizione tariffaria di cui al precedente alinea, il medesimo Ente di governo ha trasmesso ladeguamento della convenzione di gestione alla convenzione tipo adottata dallAutorità con deliberazione 656/2015/R/IDR;
" lAutorità si riserva di verificare, anche successivamente allapprovazione della tariffa e anche effettuando verifiche ispettive presso i soggetti interessati, la correttezza delle informazioni trasmesse per i seguiti di cui allarticolo 2, comma 20, lettera c), della legge 481/95.
CONSIDERATO CHE:

" con gli atti e i documenti trasmessi, lEnte dAmbito Peligno Alto Sangro, a partire dallanalisi degli attuali livelli di servizio, ha rilevato sul proprio territorio criticità principalmente riconducibili ai seguenti aspetti: ü con riferimento allapprovvigionamento idrico e alla fornitura di acqua potabile: - inadeguatezza del sistema delle fonti di approvvigionamento, in particolare in termini di mancata individuazione delle aree di salvaguardia;
- vetustà e obsolescenza delle reti di adduzione, degli impianti ad esse connessi e delle condotte di distribuzione, con associati elevati livelli di perdite idriche;
- cattivo funzionamento, ovvero vetustà dei misuratori di utenza;
ü con riferimento al servizio di fognatura: - assenza del servizio di raccolta e collettamento dei reflui in limitate aree del territorio;
- inadeguatezza delle condotte e degli impianti fognari, con casi di infiltrazione di acque parassite ed alti tassi di rottura;
- elevata frequenza di allagamenti in alcuni tratti della rete fognaria;
ü con riferimento al servizio di depurazione: - presenza di impianti caratterizzati da assenza o inadeguatezza dei trattamenti depurativi, nonché da vetustà delle opere civili e delle apparecchiature meccaniche ed elettromeccaniche;
- incompletezza del trattamento dei fanghi associata a problematiche di smaltimento degli stessi;
" a fronte delle menzionate criticità, lEnte di governo dellambito in oggetto ha individuato tra i principali obiettivi specifici della pianificazione i seguenti: - soddisfacimento del fabbisogno idropotabile anche tramite la difesa e la salvaguardia della risorsa idrica;
- mantenimento di un adeguato stato di conservazione delle infrastrutture di acquedotto, anche attraverso la riduzione delle perdite;
- ammodernamento dei sistemi di misura;
- estensione e adeguamento del servizio di raccolta dei reflui;
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- adeguamento del sistema di trattamento dei reflui alla normativa vigente, nellottica del raggiungimento e mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici recettori;
- adeguamento degli impianti di depurazione, in modo da minimizzare gli impatti e le pressioni sullambiente;
" alla luce dei rappresentati obiettivi specifici - e pianificando ulteriori investimenti rispetto a quelli previsti in sede di predisposizione tariffaria nellambito del MTI - lEnte dAmbito Peligno Alto Sangro ha programmato, per il periodo 2016-2019, i seguenti interventi ritenuti prioritari: - sostituzione di alcuni tratti delle reti di adduzione, nonché delle apparecchiature elettromeccaniche degli impianti a servizio degli acquedotti;
- realizzazione di nuovi serbatoi e manutenzione straordinaria dei serbatoi esistenti;
- rinnovamento di alcuni tratti delle reti di distribuzione e distrettualizzazione delle reti;
- installazione di strumenti di misura e sostituzione dei misuratori di utenza vetusti;
- estensione, potenziamento e sostituzione delle reti e dei collettori del sistema fognario, nonché degli impianti ad esse connessi;
- realizzazione di un impianto di depurazione, potenziamento ed adeguamento dei depuratori esistenti alla normativa vigente;
- potenziamento della fase di trattamento dei fanghi, con realizzazione di un sistema di essiccamento;
" ai sensi del comma 11.1 dellAllegato A della deliberazione 664/2015/R/IDR, lAutorità si riserva di verificare la realizzazione degli investimenti pianificati, anche tenuto conto delleffettiva disponibilità dei contributi pubblici previsti per il secondo periodo regolatorio.


CONSIDERATO CHE:

" a fronte degli obiettivi specifici definiti in precedenza, lEnte dAmbito Peligno Alto Sangro ha selezionato il tipo di schema regolatorio sulla base di: - un elevato fabbisogno di investimenti per il quadriennio 2016-2019 in rapporto alle infrastrutture esistenti, - un valore pro capite della componente 2014Opex superiore allOpex pro capite medio (OPM) stimato dallAutorità per lintero settore, - assenza di variazioni significative degli obiettivi e del perimetro di attività svolta dal gestore, tale da non richiedere il riconoscimento di oneri aggiuntivi newOp , posizionandosi di fatto - ai fini del computo tariffario per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 - nello Schema V della matrice di schemi regolatori di cui allarticolo 9 dellAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR;
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" la scelta del soggetto competente in ordine al posizionamento del gestore SACA S.p.a. nellambito della citata matrice di schemi è stata assunta in continuità con la predisposizione tariffaria proposta per gli anni 2014 e 2015, e formulata - ai sensi della deliberazione 643/2013/R/IDR - seguendo le regole previste dal Quadrante III (caratterizzato da un elevato fabbisogno di investimenti rispetto alla RAB) della matrice di schemi pro tempore vigente;
" le verifiche compiute dallAutorità con riferimento ai costi delle immobilizzazioni computate in tariffa hanno accertato uno scostamento tra la spesa effettiva per investimenti e il fabbisogno pianificato per il biennio 2014-2015 in sede di predisposizione tariffaria elaborata ai sensi della deliberazione 643/2013/R/IDR;
tuttavia, il menzionato scostamento non è di entità tale da pregiudicare - con riferimento alle determinazioni tariffarie per gli anni 2014 e 2015 - la collocazione nellambito della matrice di schemi regolatori di cui alla deliberazione 643/2013/R/IDR;
" lEnte di governo dellambito in oggetto ha esercitato, ai sensi del comma 9.2 dellAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR, la facoltà di valorizzare, ai fini della determinazione del vincolo ai ricavi del gestore, la componente newFNI , a titolo di anticipazione per il finanziamento dei nuovi investimenti ritenuti prioritari;
per la quantificazione della componente è stato proposto un valore del parametro È - nellambito del range (0,4-0,8) - pari a 0,4;
" nella Relazione di accompagnamento alla predisposizione tariffaria, il soggetto competente in parola ha precisato che le componenti di costo afferenti alle spese di funzionamento dellEnte dAmbito e ai costi di morosità sono state valorizzate nel rispetto dei limiti fissati, rispettivamente, dal comma 27.2 e 30.2 del MTI-2;
" relativamente alla valorizzazione della componente ERC, sono stati esplicitati come costi ambientali e della risorsa aggiornabili, ERCal, gli oneri afferenti ai canoni di derivazione/sottensione idrica;
" nellelaborazione della proposta tariffaria, la quantificazione dei costi di acquisto per le forniture allingrosso relative allannualità 2015 avviene: - per il servizio di adduzione reso da Gran Sasso Acqua S.p.a. e da Consorzio Acquedottistico Marsicano S.p.a., sulla base di un valore del moltiplicatore tariffario, riferito alle richiamate gestioni, superiore a quello determinato dallAutorità, rispettivamente, con deliberazione 189/2015/R/IDR e con deliberazione 152/2015/R/IDR;
- per il servizio di depurazione prestato dallex Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Sulmona confluito nellattuale ARAP, sulla base di un aumento superiore al limite di prezzo annuale previsto dalla regolazione tariffaria pro tempore vigente, nonostante, per il medesimo fornitore allingrosso non siano stati trasmessi - con riferimento al primo periodo regolatorio - tutti gli elementi informativi richiesti ai fini della determinazione del relativo moltiplicatore tariffario;
" nellambito della proposta tariffaria trasmessa, lEnte di governo in parola, non ha prodotto la Carta dei servizi aggiornata sulla base delle disposizioni introdotte dal RQSII.
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CONSIDERATO, INFINE, CHE:

" ai sensi dellarticolo 2, comma 17, della legge 481/95, le tariffe approvate dallAutorità si intendono come i prezzi massimi unitari dei servizi e che resta dunque ferma la facoltà per il soggetto competente di predisporre valori inferiori a quelli calcolati ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR e, in ogni caso, la facoltà di ciascun gestore di applicare agli utenti finali tariffe inferiori a quelle approvate in via definitiva dallAutorità, assicurandone la coerenza con gli obiettivi programmati;
" nelle more della definizione dei pendenti contenziosi di cui si è detto in precedenza riferiti a talune disposizioni delle deliberazioni 585/2012/R/IDR e 88/2013/R/IDR, e fatti salvi gli effetti che da questi deriveranno, lAutorità si riserva di determinare leventuale conguaglio finale, relativo alle annualità del primo periodo regolatorio, a seguito della definizione dei citati contenziosi.


RITENUTO CHE:

" sulla base dei dati, degli atti e delle informazioni inviate ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR, per la gestione di cui allAllegato A: - non siano presenti le casistiche per la determinazione delle tariffe dufficio da parte dellAutorità, di cui al comma 7.8 della deliberazione 664/2015/R/IDR;
- non sussistano le condizioni di esclusione dallaggiornamento tariffario, di cui allarticolo 10 della medesima deliberazione, atteso che il gestore in parola ha in particolare: i) attestato di adempiere agli obblighi di verifica della qualità dellacqua destinata al consumo umano, ai sensi del d.lgs. 31/2001, nonché alle ulteriori disposizioni regionali dettate in materia; ii) fornito evidenza di aver provveduto al versamento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali della componente tariffaria perequativa UI1;
" per la richiamata gestione siano stati adempiuti gli obblighi di trasmissione, nelle forme e nelle modalità previste, degli atti che compongono lo specifico schema regolatorio e delle informazioni inerenti le predisposizioni tariffarie per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, secondo quanto disposto dalla deliberazione 664/2015/R/IDR e dalle determine 2/2016 DSID e 3/2016 DSID;
" in esito alla valutazione dello specifico schema regolatorio trasmesso dallEnte di governo dellambito in oggetto, gli elaborati ricevuti risultino coerenti, pur con le precisazioni e nei limiti sotto indicati, con le disposizioni dei provvedimenti sopra richiamati;
" sia opportuno assicurare il raggiungimento degli obiettivi prioritari derivanti dalla legislazione comunitaria ed interna individuati negli atti e documenti trasmessi dallEnte di governo dellambito;
" non possa essere accolta la quantificazione - a valere sulle tariffe delle annualità 2017, 2018 e 2019 - delle componenti tariffarie COws e RCws proposta dallEnte dambito Peligno Alto Sangro, atteso che il riconoscimento dei costi di acquisto allingrosso riferiti allanno 2015 debba avvenire: 11
- per le forniture dalle società Gran Sasso Acqua S.p.a. e Consorzio Acquedottistico Marsicano S.p.a., nel rispetto dei valori del moltiplicatore tariffario approvati dallAutorità, rispettivamente, con deliberazione 189/2015/R/IDR e con deliberazione 152/2015/R/IDR;
- per il servizio reso da ARAP, applicando provvisoriamente un coefficiente Ñ pari a 1, mantenendo, dunque, la tariffa allingrosso invariata rispetto a quella praticata nel 2014, ferma restando la necessità di acquisire - con riferimento al medesimo ARAP - gli ulteriori elementi informativi relativi al primo periodo regolatorio e che saranno oggetto di verifica nellambito dellaggiornamento biennale di cui allarticolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR;
" conseguentemente, sia necessario procedere alla rettifica dellelaborazione tariffaria proposta dallEnte di governo dellambito rideterminando, per gli anni 2017, 2018 e 2019, i valori del moltiplicatore tariffario Ñ nei termini di cui allAllegato A.
RITENUTO, INFINE, CHE:

" sia necessario prevedere che lEnte di governo dellambito in parola provveda ad inviare allAutorità, entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, la Carta dei servizi come modificata, dintesa con il gestore SACA S.p.a. e le Associazioni dei consumatori operanti nel territorio, al fine di attestare il recepimento integrale delle prescrizioni in materia di qualità contrattuale recate dal RQSII di cui alla deliberazione 655/2015/R/IDR;
" linsieme degli atti sottoposti allAutorità richieda, inoltre, leffettuazione di specifici controlli in ordine: - allesito delle verifiche compiute dallEnte di governo dellambito sulle condizioni di mantenimento dellequilibrio economico-finanziario del gestore SACA S.p.a. alla luce delle rettifiche sopra menzionate;
- alle rappresentate difficoltà nel realizzare parte degli investimenti programmati per il 2014 e il 2015, al fine di accertare comunque il raggiungimento almeno dei livelli minimi di servizio, nonché il soddisfacimento della complessiva domanda dellutenza

DELIBERA


1. di concludere, con riferimento al periodo 2016-2019 considerato dal MTI-2, il procedimento di verifica degli atti che compongono lo specifico schema regolatorio, di cui allarticolo 6 della deliberazione 664/2015/R/IDR, proposto dallEnte dAmbito Peligno Alto Sangro, approvando il medesimo con le precisazioni e nei limiti di cui in premessa;
2. di approvare, quali valori massimi delle tariffe ai sensi dellarticolo 2, comma 17 della legge 481/95, con le precisazioni e nei limiti di cui in premessa, i valori del moltiplicatore Ñ di cui allAllegato A, per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, 12
secondo quanto disposto dal comma 7.4 della deliberazione 664/2015/R/IDR;
3. di prevedere, ai sensi dellarticolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR, che i valori del moltiplicatore Ñ per le annualità 2018 e 2019 siano eventualmente rideterminati - anche sulla base delle precisazioni riportate in premessa - a seguito dellaggiornamento biennale disciplinato dal medesimo articolo, previa verifica del rispetto delle condizioni di ammissione allaggiornamento tariffario secondo quanto previsto dallarticolo 10 della deliberazione in parola;
4. di prevedere che lEnte di governo dellambito in parola provveda ad inviare allAutorità, entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, la Carta dei servizi come modificata, dintesa con il gestore SACA S.p.a. e le Associazioni dei consumatori operanti nel territorio, al fine di attestare il recepimento integrale delle prescrizioni in materia di qualità contrattuale recate dal RQSII di cui alla deliberazione 655/2015/R/IDR;
5. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

24 marzo 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Aggiornamento, per il mese di aprile 2017, delle condizioni economiche di fornitura dei gas diversi dal gas naturale, a seguito della variazione dell’elemento a copertura dei costi di approvvigionamento relativi alla materia prima AEEGSI - Pubblicato 2017.03.27

Il presente provvedimento aggiorna, per il mese di aprile 2017, le condizioni economiche di fornitura dei gas diversi da gas naturale, a seguito della variazione dell'elemento a copertura dei costi di approvvigionamento relativi alla materia prima.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 24 MARZO 2017
190/2017/R/GAS

AGGIORNAMENTO, PER IL MESE DI APRILE 2017, DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE DI
FORNITURA DEI GAS DIVERSI DAL GAS NATURALE, A SEGUITO DELLA VARIAZIONE
DELLELEMENTO A COPERTURA DEI COSTI DI APPROVVIGIONAMENTO RELATIVI ALLA
MATERIA PRIMA


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO

Nella riunione del 24 marzo 2017
VISTI:

" la legge 14 novembre 1995, n. 481;
" il Testo integrato delle attività di vendita al dettaglio di gas naturale e gas diversi dal gas naturale distribuiti a mezzo di reti urbane, come da ultimo modificato ed integrato con la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 29 dicembre 2016, 819/2016/R/GAS (di seguito: TIVG);
" la deliberazione dellAutorità 23 febbraio 2017, 85/2017/R/GAS (di seguito: deliberazione 85/2017/R/GAS).
CONSIDERATO CHE:

" larticolo 23, del TIVG, stabilisce, tra laltro, i criteri di aggiornamento dellelemento a copertura dei costi di approvvigionamento relativi alla materia prima, QEPROPMC, prevedendo: - una periodicità mensile dellaggiornamento stesso, da effettuarsi alla fine di ciascun mese, con riferimento alle quotazioni internazionali del propano relative al mese precedente la data di aggiornamento;
- lutilizzo della media dei cambi giornalieri che vanno dal giorno 15 del penultimo mese al giorno 14 del mese precedente la data di aggiornamento per la trasformazione dei valori unitari delle suddette quotazioni espresse in dollari, in valori espressi in euro;
- la pubblicazione dellelemento QEPROPMC, così come aggiornato, prima dellinizio del mese di applicazione.

" la deliberazione 85/2017/R/GAS ha aggiornato, per il mese di marzo 2017, il valore dellelemento QEPROPMC pari a 8,568410 euro/GJ, corrispondente a 0,857441 euro/mc per le forniture di gas di petrolio liquefatto, GPL, con potere calorifico superiore di riferimento pari a 0,100070 GJ/mc (0,050240 GJ/kg);
" lindice dei prezzi Jt-1, relativo al mese di marzo 2017, è pari a 0,665;
2
" la media delle quotazioni del propano del mese di marzo 2017, presa a riferimento per laggiornamento della QEPROPMC del mese di aprile 2017, è pari a 429,73 dollari per tonnellata;
" la media dei cambi giornalieri, che vanno dal 15 febbraio al 14 marzo 2017, utilizzata per la trasformazione del valore del propano, di cui al precedente punto, da dollari per tonnellata a euro per tonnellata è pari a 1,058380 dollari per euro;
" il valore di PROPANOt calcolato per laggiornamento della QEPROPMC del mese di aprile 2017 è pari a 0,406026 euro per chilogrammo;
" lindice dei prezzi Jt, relativo al mese di aprile 2017, è pari a 0,624.
RITENUTO NECESSARIO:

" per il mese di aprile 2017, aggiornare le condizioni economiche di fornitura, di cui allarticolo 22 del TIVG, prevedendo una diminuzione, rispetto al valore in vigore nel mese di marzo 2017, di 0,528278 euro/GJ dellelemento QEPROPMC, diminuzione pari a 0,052865 euro/mc per le forniture di GPL con potere calorifico superiore di riferimento pari a 0,100070 GJ/mc (0,050240 GJ/kg)

DELIBERA


1. di fissare, per il periodo dall1 al 30 aprile 2017, il valore dellelemento QEPROPMC, di cui allarticolo 23, del TIVG, pari a 8,040132 euro/GJ, che corrisponde a 0,804576 euro/mc per le forniture di GPL con potere calorifico superiore di riferimento pari a 0,100070 GJ/mc (0,050240 GJ/kg);
2. di pubblicare la presente deliberazione sul sito internet dellAutorità. www.autorita.energia.it.

24 marzo 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni






Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Differimento dei termini per la presentazione degli schemi di piano decennale di sviluppo della rete di trasporto del gas naturale per l’anno 2017 AEEGSI - Pubblicato 2017.03.27

Al fine di consentire ai gestori di disporre di un congruo periodo di tempo per la redazione dello schema di Piano decennale 2017-2026, anche in esito alle valutazioni che l'Autorità svolgerà in merito agli schemi di Piano decennale 2016-2025, la presente deliberazione dispone un differimento del termine di cui al comma 4.1 della deliberazione 351/2016/R/gas per la trasmissione degli schemi di Piano decennale all'impresa maggiore di trasporto da parte degli altri gestori del sistema di trasporto, nonché un differimento del termine di cui al comma 3.1 della medesima deliberazione per la presentazione all'Autorità degli schemi di Piano decennale da parte dei gestori del sistema di trasporto.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 24 MARZO 2017
189/2017/R/GAS

DIFFERIMENTO DEI TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DEGLI SCHEMI DI PIANO
DECENNALE DI SVILUPPO DELLA RETE DI TRASPORTO DEL GAS NATURALE PER LANNO
2017


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 24 marzo 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 2003/55/CE;
" il Regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009 (di seguito: Regolamento (CE) 715/2009);
" la legge 14 novembre 1995, n. 481;
" la legge 29 luglio 2015, n. 115 (di seguito: legge 115/15);
" il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93 (di seguito: d. lgs. 93/11);
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 19 luglio 2012, 300/2012/I/GAS;
" la deliberazione dellAutorità 28 giugno 2016, 351/2016/R/GAS (di seguito: deliberazione 351/2016/R/GAS).
CONSIDERATO CHE:

" larticolo 16, comma 2, del d. lgs. 93/11, come modificato con legge 115/15, prevede che il gestore del sistema di trasporto trasmetta annualmente allAutorità e al Ministero dello Sviluppo Economico uno schema di Piano decennale di sviluppo della rete di trasporto (di seguito: schema di Piano decennale), che contiene misure efficaci atte a garantire ladeguatezza del sistema e la sicurezza di approvvigionamento, tenendo conto anche delleconomicità degli investimenti e della tutela dellambiente; il medesimo comma prevede inoltre che lAutorità sottoponga lo schema di Piano decennale alla consultazione degli utenti della rete effettivi o potenziali secondo modalità aperte e trasparenti e renda pubblici i risultati di tale consultazione;
2
" ai sensi dellarticolo 16, comma 6bis, del d. lgs. 93/11, lAutorità ha il compito di valutare se lo schema di Piano decennale: a) contempli tutti i fabbisogni in materia di investimenti individuati nel corso della procedura consultiva;
b) sia coerente con il piano decennale non vincolante di sviluppo della rete a livello europeo (TYNDP), di cui allarticolo 8, paragrafo 3, lettera b), del Regolamento (CE) 715/2009;
" con riferimento agli schemi di Piano decennale 2016-2025: a) la consultazione si è conclusa in data 15 febbraio 2017;
b) limpresa maggiore di trasporto, in coordinamento con gli altri gestori del sistema di trasporto, è tenuta a predisporre, entro il 31 marzo 2017, un documento di controdeduzioni alle osservazioni formulate nellambito della consultazione;
c) il processo di valutazione, per quanto di competenza dellAutorità, risulta tuttora in corso;
" con riferimento agli schemi di Piano decennale 2017-2026: a) ai sensi del comma 3.1 della deliberazione 351/2016/R/GAS, i gestori del sistema di trasporto presentano allAutorità, ai fini della valutazione di competenza, gli schemi di Piano decennale entro il 31 maggio 2017;
b) ai sensi del comma 4.1 della medesima deliberazione, i gestori del sistema di trasporto diversi dallimpresa maggiore trasmettono alla medesima lo schema di Piano decennale entro il 31 marzo 2017;
" le tempistiche attualmente previste dalla deliberazione 351/2016/R/GAS non sono più compatibili con la possibilità, per i gestori, di predisporre gli schemi di Piano decennale conformemente agli esiti delle valutazioni che lAutorità è tenuta a svolgere sugli schemi di Piano decennale 2016-2025.
RITENUTO CHE:

" sia necessario consentire ai gestori di disporre di un congruo periodo di tempo per la redazione dello schema di Piano decennale 2017-2026, al fine di tenere conto delle valutazioni che lAutorità svolgerà in merito agli schemi di Piano decennale 2016- 2025;
" a tal fine, sia opportuno prevedere un differimento del termine di cui al comma 4.1 della deliberazione 351/2016/R/GAS per la trasmissione degli schemi di Piano decennale allimpresa maggiore di trasporto da parte degli altri gestori del sistema di trasporto, nonché un differimento del termine di cui al comma 3.1 della medesima deliberazione per la presentazione allAutorità degli schemi di Piano decennale da parte dei gestori del sistema di trasporto





3

DELIBERA


1. ai fini della redazione degli schemi di Piano decennale di sviluppo 2017-2026: a. di differire il termine di cui al comma 4.1 della deliberazione 351/2016/R/GAS al 31 ottobre 2017;
b. di differire il termine di cui al comma 3.1 della deliberazione 351/2016/R/GAS al 30 novembre 2017;
2. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

24 marzo 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni



Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Determinazione delle tariffe di riferimento definitive per il servizio di distribuzione dell’energia elettrica, per l’anno 2016 AEEGSI - Pubblicato 2017.03.27

La delibera provvede alla determinazione in via definitiva delle tariffe di riferimento per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica di cui al comma 8.1 del TIT, per l'anno 2016, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 24 MARZO 2017
188/2017/R/EEL

DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE DI RIFERIMENTO DEFINITIVE PER IL SERVIZIO DI
DISTRIBUZIONE DELLENERGIA ELETTRICA, PER LANNO 2016


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 24 marzo 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno dellenergia elettrica e che abroga la direttiva 2003/54/CE;
" la legge 9 gennaio 1991, n.10;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e successive modificazioni e integrazioni;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, n.79;
" il decreto legge 18 giugno 2007, n.73, come convertito con modificazioni della legge 3 agosto 2007, n. 125;
" la legge 23 luglio 2009, n. 99;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93;
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 19 dicembre 2013, 607/2013/R/EEL (di seguito: deliberazione 607/2013/R/EEL);
" la deliberazione dellAutorità 2 dicembre 2015, 583/2015/R/COM e il relativo allegato A, recante Criteri per la determinazione e laggiornamento del tasso di remunerazione del capitale investito per i servizi infrastrutturali dei settori elettrico e gas per il periodo 2016-2021 (di seguito: TIWACC);
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 654/2015/R/EEL, (di seguito: deliberazione 654/2015/R/EEL) e i relativi Allegato A (di seguito: TIT) e Allegato D, come successivamente modificati e integrati;
" la deliberazione dellAutorità 12 maggio 2016, 233/2016/R/EEL (di seguito: deliberazione 233/2016/R/EEL);
" la deliberazione dellAutorità 6 dicembre 2016, 734/2016/R/EEL (di seguito: deliberazione 734/2016/R/EEL);
" la determinazione del Direttore della Direzione Infrastrutture, Unbundling e Certificazione dellAutorità del 25 luglio 2016, 18/2016 (di seguito: determinazione DIUC 18/2016);
" la relazione tecnica relativa alla deliberazione 654/2015/R/EEL;
2
" il documento per la consultazione 21 luglio 2016, 428/2016/R/EEL (di seguito: documento per la consultazione 428/2016/R/EEL).
CONSIDERATO CHE:

" con deliberazione 654/2015/R/EEL, lAutorità ha approvato le disposizioni in materia di regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dellenergia elettrica, per il periodo di regolazione 2016-2023;
" ai fini della regolazione tariffaria di cui al punto precedente, lAutorità ha suddiviso il suddetto periodo di regolazione in due semi-periodi, ciascuno di durata pari a quattro anni, prevedendo, in particolare, lapplicazione, nel corso del primo quadriennio 2016-2019 (di seguito richiamato anche come NPR1), dellapproccio generale adottato nei precedenti periodi che prevede schemi di regolazione incentivante per il riconoscimento dei costi operativi e schemi di regolazione di tipo rate-of-return ai fini del riconoscimento dei costi di capitale;
" con riferimento al servizio di distribuzione dellenergia elettrica, per il NPR1, ai fini del riconoscimento dei costi di capitale, lAutorità ha individuato due regimi di riconoscimento tariffario differenziati in funzione della numerosità dei clienti finali serviti dalle imprese distributrici: - un regime di calcolo individuale, fondato sui dati propri di ciascuna impresa, con modalità analoghe a quelle previste nel precedente periodo di regolazione, da applicare in via prioritaria alle imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo e a quelle, di dimensioni inferiori, che eventualmente ne richiederanno lapplicazione ai sensi del comma 4.2 della deliberazione 654/2015/R/EEL;
- un regime parametrico per le imprese diverse da quelle di cui al punto precedente, fondato su livelli di riconoscimento unitario dei costi per punto di prelievo, calcolato sul valore aggregato degli investimenti effettuati dalle imprese di dimensione medio-piccola, differenziato per classi omogenee di imprese in funzione della densità dellutenza servita;
" con rifermento alla determinazione delle tariffe di riferimento per il servizio di distribuzione, larticolo 5 del TIT prevede che, ai soli fini della remunerazione del capitale, siano riconosciuti anche gli investimenti dellanno t-1, rispetto allanno di applicazione della tariffa di riferimento; e che tali investimenti siano valorizzati sulla base di dati di preconsuntivo ai fini della determinazione delle tariffe provvisorie e sulla base di dati consuntivi per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive;
" con deliberazione 233/2016/R/EEL, lAutorità ha determinato le tariffe di riferimento provvisorie per il servizio di distribuzione dellenergia elettrica per lanno 2016 per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo.




3
CONSIDERATO CHE:

" ai fini della determinazione delle tariffe di riferimento dimpresa a copertura dei costi per il servizio di distribuzione (incluso il servizio di commercializzazione), di cui al comma 8.1 del TIT, è necessario: - determinare il costo riconosciuto per ciascun esercente interessato, costituito da: (i) costi operativi e (ii) costi di capitale che ricomprendono (ii.a) remunerazione del capitale investito netto e (ii.b) ammortamenti;
- allocare il costo riconosciuto di cui al precedente punto alle diverse tipologie contrattuali di cui al comma 2.2 del TIT;
- determinare i parametri tariffari sulla base dei volumi di servizio (punti di prelievo e prelievi di energia elettrica). " in tema di allocazione dei costi, con deliberazione 654/2015/R/EEL, lAutorità ha rimandato a successivo provvedimento la revisione dei criteri di allocazione dei costi alle tipologie di utenza.


CONSIDERATO CHE:

" ai fini della determinazione del capitale investito riconosciuto rilevante per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive sono utilizzati i dati resi disponibili dalle imprese distributrici nellambito della raccolta dati RAB Elettricità;
" rispetto ai dati e alle informazioni già utilizzati per la determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie, ai fini della determinazione delle tariffe definitive si considerano: - i dati di consuntivo degli incrementi patrimoniali entrati in esercizio e delle immobilizzazioni in corso relativi allanno 2015, in luogo dei dati di preconsuntivo;
- il valore dei contributi pubblici e privati di cui al comma 11.5 del TIT percepiti dalle imprese nellanno 2015 da portare in detrazione del valore lordo degli investimenti relativi al medesimo anno;
" ai fini della determinazione delle tariffe definitive sono state utilizzate le stratificazioni degli investimenti relativi al servizio di distribuzione (inclusa lattività di commercializzazione) trasmesse dalle imprese ai sensi della determinazione DIUC 18/2016.
CONSIDERATO CHE:

" in relazione alla determinazione della quota parte delle tariffe a copertura della remunerazione del capitale investito per lanno 2016: - secondo quanto previsto dal comma 12.2 del TIT, il tasso di remunerazione riconosciuto agli investimenti per il servizio di distribuzione è fissato pari al valore riportato nella tabella 4 del TIWACC 4
(5,6%), come modificata dallAllegato D alla deliberazione 654/2015/R/EEL;
- secondo quanto previsto dal comma 12.3 del TIT, con riferimento agli investimenti entrati in esercizio nel periodo 2012-2014, la maggiorazione del tasso di remunerazione di cui al comma 12.2 dellAllegato A alla deliberazione 199/11, a copertura del lag temporale nel riconoscimento degli investimenti (di seguito: lag regolatorio), è garantita tramite una maggiorazione forfetaria del valore delle immobilizzazioni nette riconosciute a fini tariffari;
" con deliberazione 233/2016/R/EEL lAutorità, in sede di determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie per lanno 2016, ha determinato la maggior remunerazione del capitale a copertura del lag regolatorio in modo puntuale, prevedendo che il criterio di riconoscimento forfetario sarebbe stato definito in tempo utile per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive per il servizio di distribuzione relative allanno 2016.
CONSIDERATO CHE:

" il perimetro delle imprese in relazione al quale devono essere determinate le suddette tariffe di riferimento definitive è il medesimo con riferimento al quale sono state determinate, con deliberazione 233/2016/R/EEL, le tariffe di riferimento provvisorie relative allanno 2016;
" limpresa SELNET S.r.l. (id AEEGSI 3255) risulta aver acquisito, con decorrenza 1 luglio 2016, lattività di distribuzione dellenergia elettrica dellimpresa Azienda Energetica Reti Spa (id AEEGSI 263) modificando la ragione sociale in EDYNA S.r.l.; e che a tale impresa, a seguito della variazione societaria si applica il regime individuale di determinazione del costo riconosciuto previsto per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo previsto dal comma 8.3 del TIT,;
" sono attualmente in corso le attività di verifica, ai sensi della determinazione DIUC 18/2016, della stratificazione degli investimenti relativi al servizio di distribuzione dellex impresa SELNET S.r.l. (id AEEGSI 3255).
CONSIDERATO CHE:

" al comma 11.9 del TIT è stato riscontrato un errore materiale con riferimento alla vita utile convenzionalmente attribuita ai fini tariffari ai contributi di cui al comma 11.5 del TIT medesimo, la cui durata risulta non coerente con la nuova vita utile attribuita dal TIT alle linee di media e bassa tensione.



RITENUTO OPPORTUNO:

" ai sensi del comma 4.1, lettera f), della deliberazione 654/2015/R/EEL, determinare e pubblicare le tariffe di riferimento definitive per il servizio di 5
distribuzione dellenergia elettrica di cui al comma 8.1 del TIT, per le imprese distributrici riportate nella Tabella 1 allegata al presente provvedimento;
" ai fini del dimensionamento dei parametri tariffari, utilizzare come variabili di scala i volumi di servizio (punti di prelievo e prelievi di energia elettrica), comunicati dalle imprese distributrici nellambito della raccolta dati Volumi di servizio erogati - DIS, a consuntivo riferiti allanno 2015;
" determinare i riconoscimenti tariffari derivanti dalla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale a copertura del lag regolatorio in via forfetaria, maggiorando il valore netto delle immobilizzazioni entrate in esercizio successivamente al 31 dicembre 2011 e fino al 31 dicembre 2014, tramite un coefficiente, calcolato come rapporto tra il valore della maggiorazione del tasso di remunerazione e il tasso di remunerazione medesimo, definito in misura pari 0,1785714; e che lapplicazione di tale coefficiente garantisce, per ciascuna impresa, linvarianza del valore complessivo della remunerazione tariffaria rispetto al precedente metodo puntuale di riconoscimento.


RITENUTO OPPORTUNO:

" sanare lerrore materiale al comma 11.9 del TIT, attribuendo ai contributi di cui al comma 11.5 del TIT una vita utile ai fini tariffari pari 35 anno, in coerenza con le modalità di trattamento dei contributi introdotte con la deliberazione 607/2013/R/EEL e con lallungamento della vita utile delle linee di media e bassa tensione introdotta dal TIT medesimo;
" rideterminare la quota di ammortamento dei contributi pubblici e privati di cui al comma 11.5 del TIT percepiti dalle imprese a partire dallanno 2007, da portare in diminuzione degli ammortamenti riconosciuti ai sensi del comma 11.6 del TIT medesimo, come rapporto tra il valore netto residuo e la vita utile residua di ciascun contributo, questultima calcolata assumendo una vita utile ai fini tariffari pari a 35 anni;
" rinviare a successivo provvedimento la determinazione delle tariffe di riferimento definitive nei confronti della società EDYNA S.r.l., per la quota relativa al perimetro precedentemente servito dalla società SELNET S.r.l. non appena risulti validata la stratificazione degli investimenti relativi al servizio di distribuzione ai sensi della determinazione DIUC 18/2016 6


DELIBERA


Articolo 1 Determinazione delle tariffe di riferimento definitive per il servizio di distribuzione dellenergia elettrica per lanno 2016
1.1 Sono approvati i valori delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2016 per il servizio di distribuzione dellenergia elettrica, di cui al comma 8.1 del TIT, come riportati nella Tabella 1 allegata al presente provvedimento, di cui formano parte integrante.

Articolo 2 Modifiche del TIT
2.1 Al comma 11.9 del TIT le parole calcolate assumendo convenzionalmente una vita utile ai fini tariffari pari a 30 anni sono sostituite con le parole calcolate assumendo convenzionalmente una vita utile ai fini tariffari pari a 35 anni.
Articolo 3 Disposizioni finali
3.1 Il presente provvedimento, e la versione aggiornata del TIT, sono pubblicati sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it. 3.2 Le tabelle del TIT, come modificate ed integrate ai sensi del presente provvedimento, sono pubblicate sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

24 marzo 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Modifica delle disposizioni inerenti alla pubblicazione dei provvedimenti relativi ai procedimenti prescrittivi avviati con la deliberazione dell’Autorità 342/2016/E/eel AEEGSI - Pubblicato 2017.03.27

La presente deliberazione differisce la pubblicazione dei nominativi degli utenti del dispacciamento, nei cui confronti sono stati avviati i procedimenti individuali di cui alla deliberazione 342/2016/E/eel, attualmente pendenti ovvero conclusi, al momento in cui saranno stati adottati i provvedimenti di chiusura di tutti i procedimenti sanzionatori conseguenti.



Testo Allegato



1
DELIBERAZIONE 24 MARZO 2017
177/2017/E/EEL

MODIFICA DELLE DISPOSIZIONI INERENTI ALLA PUBBLICAZIONE DEI PROVVEDIMENTI
RELATIVI AI PROCEDIMENTI PRESCRITTIVI AVVIATI CON LA DELIBERAZIONE
DELLAUTORITÀ 342/2016/E/EEL


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 24 marzo 2017
VISTI:

" la legge 14 novembre 1995, n. 481;
" il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2001, n. 244 (di seguito: d.P.R. 244/01);
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 24 giugno 2016, 342/2016/E/EEL (di seguito: deliberazione 342/2016/E/EEL);
" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2016, 813/2016/E/EEL (di seguito: deliberazione 813/2016/E/EEL);
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 99/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 100/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 101/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 102/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 103/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 104/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 105/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 106/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 3 marzo 2017, 107/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 149/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 150/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 151/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 152/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 153/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 154/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 155/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 156/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 157/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 158/2017/E/EEL;


2
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 159/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 160/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 161/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 162/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 163/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 164/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 165/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 166/2017/E/EEL;
" la deliberazione dellAutorità 16 marzo 2017, 167/2017/E/EEL.
CONSIDERATO CHE:

" sono in corso di chiusura i procedimenti individuali avviati con la deliberazione 342/2016/E/EEL, caratterizzati da un differente grado di maturazione, in ragione sia delle diverse posizioni nei riguardi dellinadempimento ivi contestato che contraddistinguono il singolo operatore coinvolto, sia delle diverse interazioni avute dallAutorità col singolo operatore che, in molti casi, hanno comportato lesigenza di riconoscere, a questultimo, un ulteriore termine procedimentale per poter produrre memorie o documenti, nel pieno rispetto del contraddittorio ai sensi del d.P.R. 244/01;
" essendo, pertanto, preclusa la contestuale chiusura di tutti i procedimenti, ogni procedimento sarà concluso in esito alle valutazioni della particolare posizione nei riguardi dellinadempimento del soggetto coinvolto;
" con la deliberazione 813/2016/E/EEL, lAutorità ha chiuso i primi dodici procedimenti individuali con unarchiviazione mentre con le nove deliberazioni del 3 marzo 2017 e con le diciannove deliberazioni del 16 marzo 2017 sono state adottate altrettante misure prescrittive, differendo la pubblicazione dei nominativi degli utenti del dispacciamento, destinatari dei suddetti provvedimenti, alleventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, comunque, non oltre la chiusura di tutti i procedimenti avviati con la deliberazione 342/2016/E/EEL;
" le sopra richiamate disposizioni sulla pubblicazione dei nominativi degli utenti del dispacciamento, stante lo sfasamento temporale tra la chiusura dei singoli procedimenti prescrittivi e/o leventuale avvio e conseguente chiusura dei relativi procedimenti sanzionatori, potrebbero alterare le condizioni di concorrenzialità degli operatori nel mercato retail, a seguito della diffusione di informazioni incomplete e non ancora definitive;
" le disposizioni in parola potrebbero, inoltre, comportare disparità di trattamento dei partecipanti al mercato elettrico allingrosso, anche in ragione del fatto che alcuni dati sulle condotte di programmazione degli utenti del dispacciamento sono suscettibili di rettifiche da parte di Terna in sede di regolazione delle partite economiche sottese oppure in esito alla produzione, allAutorità, di nuovi elementi fattuali da parte degli operatori secondo le tempistiche previste nei

3
provvedimenti prescrittivi, nonché di ulteriori evidenze nellambito degli eventuali conseguenti procedimenti sanzionatori;
" poiché il sopra richiamato sfasamento temporale riguarda tutti i procedimenti prescrittivi avviati con la deliberazione 342/2016/E/EEL, anche le esigenze sopra rappresentate (con riferimento ai procedimenti prescrittivi conclusi), in realtà, assumono rilievo generale, anche nei confronti degli utenti del dispacciamento, i cui procedimenti prescrittivi risultano attualmente pendenti.


RITENUTO CHE:

" sia opportuno modificare le disposizioni sulla pubblicazione dei nominativi degli utenti del dispacciamento, interessati dai procedimenti prescrittivi avviati con la deliberazione 342/2016/E/EEL, rinviando il termine della citata pubblicazione alla conclusione di tutti i predetti procedimenti e di tutti gli eventuali procedimenti sanzionatori da essi derivanti;
" sia, pertanto, necessario, anche al fine di garantire parità di trattamento tra tutti gli utenti del dispacciamento destinatari della deliberazione 342/2016/E/EEL, adottare una regola generale, applicabile a tutti i procedimenti, conclusi o pendenti, avviati con tale deliberazione, ai sensi della quale la pubblicazione dei nominativi degli utenti del dispacciamento coinvolti sia differita alla chiusura di tutti i procedimenti sanzionatori conseguenti alla conclusione di quelli prescrittivi

DELIBERA


1. di differire la pubblicazione dei nominativi degli utenti del dispacciamento, nei cui confronti sono stati avviati i procedimenti individuali di cui alla deliberazione 342/2016/E/EEL, attualmente pendenti ovvero conclusi, al momento in cui saranno stati adottati i provvedimenti di chiusura di tutti i procedimenti sanzionatori conseguenti;
2. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

24 marzo 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni




Informat Paper News - alternativasostenibile.it

A Ecomondo i migliori esperti a livello globale dell'economia circolare alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.06

La promozione della circular economy, tema portante di ECOMONDO (8-11 novembre), porterà nei prossimi giorni alla Fiera di Rimini i principali attori italiani ed europei impegnati a creare un terreno favorevole a quello che si sta imponendo come il nuovo driver per lo sviluppo della green economy. All’interno di un programma

OGCI Climate Investments investe un miliardo di dollari per accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative a basse emissioni alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

La Oil and Gas Climate Initiative (OGCI) ha annunciato oggi un investimento di un miliardo di dollari nel corso dei prossimi 10 anni, per sviluppare e accelerare la diffusione commerciale di tecnologie innovative a basse emissioni. OGCI Climate Investments (OGCI CI) avrà lo scopo di diffondere, allinterno di OGCI e oltre, nuove tecnologie sviluppate con successo. Uno degli obiettivi sarà anche quello di identificare modi diversi per ridurre l'intensità energetica nei settori dei trasporti e dellindustria. Lavorando in partnership con iniziative affini nei diversi gruppi di stakeholder e nei diversi settori, OGCI Climate Investments ritiene che il suo impatto in termini di riduzione delle emissioni potrà essere moltiplicato nelle diverse applicazioni industriali. In una dichiarazione congiunta, i vertici delle 10 società energetiche oil and gas che compongono OGCI hanno dichiarato: La creazione di OGCI Climate Investments dimostra la nostra volontà collettiva di fornire soluzioni tecnologiche su larga scala creando un salto di qualità che aiuterà a contrastare il cambiamento climatico. Siamo impegnati personalmente a garantire che, lavorando insieme, le nostre compagnie giochino un ruolo chiave nel ridurre le emissioni di gas serra continuando comunque a fornire lenergia di cui il mondo ha bisogno. Questo investimento rappresenta un livello di collaborazione e una condivisione delle risorse in questo campo senza precedenti nellindustria oil and gas. Questa nuovo, ulteriore investimento andrà ad integrare i programmi già esistenti per le tecnologie low carbon delle singole società e si avvarrà delle competenze e delle risorse delle aziende associate. Attraverso confronti con gli stakeholder e un dettagliato lavoro tecnico, OGCI ha individuato due iniziali aree di interesse: accelerare l'introduzione di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio; ridurre le emissioni di metano da parte dell'industria petrolio e gas al fine di massimizzare i benefici climatici del gas naturale. OGCI ritiene che questi siano settori in cui l'industria oil and gas esercita un'influenza significativa e dove il suo lavoro di collaborazione può avere l'impatto maggiore. Oltre a questo, OGCI Climate Investments effettuerà anche investimenti che supportino il miglioramento dellefficienza energetica e operativa nelle industrie ad alta intensità energetica. In particolare, OGCI Climate Investments lavorerà a stretto contatto con gli altri attori industriali interessati per aumentare l'efficienza energetica in tutte le modalità di trasporto. Il CEO e il team di manager di OGCI Climate Investments saranno annunciati prossimamente. La formazione dell'OGCI Climate Investments sarà soggetta allottenimento di eventuali autorizzazioni regolatorie. LOil and Gas Climate Initiative è stata progettata per catalizzare azioni concrete per ridurre le emissioni di gas serra. Liniziativa è diretta dai CEO di dieci compagnie oil&gas che intendono guidare la risposta dell'industria ai cambiamenti climatici.Le aziende che compongono OGCI - BP, CNPC, Eni, Pemex, Reliance Industries, Repsol, Royal Dutch Shell, Saudi Aramco, Statoil e Total - insieme rappresentano un quinto della produzione di petrolio e gas del mondo. LOGCI è stata istituita a valle della discussione tenutasi in occasione del World Economic Forum Annual Meeting del 2014, ed è stata lanciata ufficialmente al vertice sul clima convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2014. di Andrea Pietrarota

La Ellen Macarthur Foundation protagonista ad Ecomondo alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

E listituzione leader, nel mondo, per la promozione e lo sviluppo delleconomia circolare. La Ellen MacArthur Foundation sarà protagonista ad ECOMONDO (8-11 novembre, fiera di Rimini) grazie alla presenza di AshimaSukhdev, project manager della associazione fondata nel 2010 nel Regno Unito, che interverrà al convegno Circular Economy & Smart Cities: opportunità e prospettive, in programma mercoledì 9 novembre (ore 14 18). Il convegno sarà presieduto dal professor Gian Marco Revel, Università Politecnica delle Marche, Coordinatore Piattaforma Tecnologica Italiana delle Costruzioni e sarà chiuso da Carlo Maria Medaglia, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dellAmbiente. Nella stessa giornata Ashima Sukhdev interverrà inoltre allincontro Le città: driver della green economy in programma nella sessione conclusiva degli Stati Generali della Green Economy (8-9 novembre) al quale è prevista anche la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio. La Ellen MacArthur Foundation prende il nome dalla sua fondatrice e presidente, Ellen MacArthur, velista britannica che dopo avere battuto, nel 2005, il record mondiale della circumnavigazione del globo, nel 2009 ha interrotto, a soli 33 anni, la carriera di velista per dedicarsi a tempo pieno alla sua battaglia in favore dellambiente. Una battaglia che lha trasformata nella leader della circular economy come lha definita Adam Bryant, direttore editoriale Live Journalism per il New York Times, nellintervista live trasmessa nella giornata di ieri dal canale Facebook New York Times Science e visualizzata finora da circa 87mila persone. E stata proprio lesperienza vissuta in mare, in situazioni di risorse limitate, a fare maturare nellallora campionessa della vela la consapevolezza della finitezza delle risorse su cui si basa la nostra economia e dunque della necessità di investire su un nuovo modello di sviluppo, basato sul concetto di economia circolare. Il compito che si pone la Ellen MacArthur Foundation è quello di fare inserire la Circular economy nellagenda della politica, dellindustria e della formazione accademica. Grazie ad una rete di Global Partners di assoluto rilievo (Cisco, Google, H&M, Intesa Sanpaolo, NIKE Inc., Philips, Renault, and Unilever), la Ellen MacArthur Foundation persegue e realizza lo sviluppo dellEconomia Circolare nei settori del business mondiale. Attraverso un team di esperti analisti, produce studi e approfondimenti. E inoltre impegnata nel diffondere linsegnamento della Circular Economy attraverso collaborazioni con scuole e università tra le più quotate a livello globale (Bradford University, CranfieldUniversity, University College London, Delft University of Technology, Arizona State University, University of Sao Paulo). Ashima Sukhdev fa parte del team Insight & Analysis della Ellen MacArhur Foundation ed è stata la coordinatrice dello studio Growth Within: a circular economy vision for a competitive Europe. di Andrea Pietrarota

Cresce il biogas in Friuli Venezia Giulia alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Il Friuli Venezia Giulia è una delle realtà economiche più vivaci del Paese, dispone di una superficie agricola totale (SAT) pari al 35% della sua superficie, nella quale sono presenti piantagioni estensive coltivate principalmente a seminativo, che danno occupazione al 3,2% della popolazione attiva. Le vaste aree montane e collinari dalle quali nasce e scende a valle un fitto reticolo di fiumi, rendono la Regione particolarmente adatta anche allallevamento. Nellambito degli allevamenti zootecnici prevalgono quelli dei bovini, ai quali si dedicano il 65% delle aziende: essi sono diffusi soprattutto nella zona di Pordenone e Udine, mentre nella zona di Gorizia e Trieste primeggiano allevamenti di suini. In questo contesto si colloca il costante aumento delle dimensioni medie delle aziende agricole e degli allevamenti che in questa Regione supera la media italiana. Questo trend favorisce il raggiungimento della dimensione ottimale per lo sviluppo degli impianti di produzione di energia a biogas che rappresentano unimportante opportunità reddituale per gli imprenditori agricoli e che vanno a corroborare le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici sulle quali è ormai stata raggiunta una generale convergenza, come è dimostrato dagli accordi sottoscritti da ben 196 paesi nel dicembre 2015 a Parigi nel corso della COP21 dellUnited Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC). Le prospettive positive sono confortate dallaumento della produzione di energia elettrica da biogas, che ha da anni un forte sviluppo: nel periodo 2013/2014 per il Friuli Venezia Giulia si riscontra un +13% rispetto al +10,1 % nazionale. Nel 2014 la produzione di energia elettrica da biogas rappresenta il 57% della produzione dovuta alle bioenergie, mentre biomasse e bioliquidi raggiungono la quota rispettivamente del 32% e 11%. L'articolo di Federica Schenato, laureata in Statistica ed esperta di statistiche ambientali, prosegue in allegato. di Andrea Pietrarota

Le materie prime del futuro alla mostra Exnovomaterials di Ecomondo 2016 alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Rappresentano il passo avanti nellindustria del riciclo, la svolta già in atto che consentirà di ridefinire il concetto stesso di materia prima. Sono i nuovi materiali che, grazie alla sperimentazione e alle nuove tecnologie, realizzano il concetto delleconomia circolare in una direzione rivoluzionaria per lindustria e lambiente. La mostra EXNovoMaterials in the circular economy, visitabile nella hall allingresso sud della Fiera di Rimini durante ECOMONDO, le racconterà con modalità scientifiche ma anche spettacolari nelledizione che celebra il ventennale del salone internazionale. Nuove materie che cambieranno il nostro modo di vivere sintetizza Roberto Coizet, curatore dellesposizione realizzata in collaborazione con Centro Materia Rinnovabile e Edizioni Ambiente. La terza sezione della mostra (Spazio della Sperimentazione e Innovazione), accompagnerà in un viaggio alla scoperta dei nuovi materiali realizzati da una decina di start up del nostro Paese. Arriva dal Piemonte Poliphenolia, realtà che crea e produce creme anti invecchiamento utilizzando polifenoli estratti da bucce e semi di uva al termine del processo di vinificazione. Tra i primi a studiare i polifenoli in materiali per applicazioni mediche, Poliphenolia applica la conoscenza sulle proprietà biomediche dei polifenoli alla cosmetica Due giovani donne, Antonella Bellina e Elisa Volpi, due professioniste della moda, sono i volti dietro a DueDiLatte, marchio che utilizza tessuti ricavati dal latte. Grazie atecniche di bio ingegneria è possibile ricavare una fibra estremamente naturale, dalle qualità uniche. I tessuti hanno infatti la caratteristica di nutrire e idratare la pelle. T-shirt, maglie e maglioncini oltre al look curano anche il corpo. Dalla plastica& alla super-plastica: è quello che fa lazienda Werner & Mertz che attraverso un particolare processo riesce a ottenere dalla plastica una tipologia addirittura più resistente che viene usata per produrre bottiglie per detersivi. Fertilana realizza invece, utilizzando gli scarti della lana di pecora, un ottimo fertilizzante adatto alla bioagricoltura. Mogu (in giapponese, fungo) è il nome del progetto della Mycoplast, start up che sfruttando gli scarti agricoli e alimentari, come la paglia di riso, la segatura, i fondi del caffè e la buccia di pomodori e patate, e trasformandoli in cibo per tipi particolari di funghi, riesce ad ottenere un biomateriale leggero come il polistirolo e biodegradabile, impermeabile e resistente alla fiamma, sostitutivo delle terracotte. In Italia si consumano 13 miliardi di uova allanno. E uninfinità di gusci, che nessuno usa. Tranne un team di ricercatori, che ha trovato un metodo per calibrare gusci duovo e argilla, ottenendo un nuovo cemento completamente biocompatibile. Si tratta dei ricercatori di Calchéra San Giorgio, Centro di Ricerca e Formulazione che studia e produce materiali specifici per il restauro, il consolidamento strutturale ed il risanamento di edifici di interesse storico culturale. GS4C è la start up milanese che lavorando con il basalto e trasformandolo in una fibra elastica propone una alternativa al vetro resina, materiale usato per la costruzione delle barche a vela non riciclabile a differenza del basalto. Si potrà così in futuro evitare laffondamento delle imbarcazioni arrivate a fine vita. Stone-brick, recuperando gli scarti della lavorazione lapidea, ovvero il cosiddetto fango di segagione che deriva dal taglio delle pietre, ottiene nuovo materiale per ledilizia, sviluppato con una tecnologia innovativa. Dal tavolo degli aperitivi allarredamento. E la nuova vita degli anacardi. I ricercatori dellazienda triestina AEP Polymers, analizzandone il guscio, sono riusciti a trasformarli in polimeri liquidi e schiume adatti per lisolamento e larredo. Equipolymers ha scoperto il modo per rendere eco-compatibili le bottiglie della Coca Cola. Grazie al lavoro di ricercatori italiani si è riusciti ad ottenere un riciclo della plastica P.E.T. tanto puro da poter essere utilizzato come componente della bottiglia più celebre al mondo di cui si producono circa 1 miliardo e 300 milioni anno di esemplari. Un accordo con la multinazionale consentirà di inserire nelle bottiglie una componente fino al 10% di nuovo materiale biocompatibile. di Andrea Pietrarota

Edilizia: sostenibile, innovativo e sicuro. E' "Condominio Eco" alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.02

La fiera Torna a Rimini dall'8 al all'11 novembre 2016 all'interno della fiera della green economy Ecomondo, Condominio Eco: la fiera nazionale dedicata al "condominio sostenibile", organizzata da Ecoarea Srl in collaborazione con Rimini Fiera. Titolo di questa terza edizione: 2026, il condominio che verrà. A quattro anni dalla riforma del condominio che ha dichiarato guerra a burocrazie, sprechi e leggi non più idonee ad amministrare con profitto unità immobiliari e palazzi, si sta assistendo a un concreto cambiamento di rotta a favore di soluzioni, strumenti e servizi sempre più caratterizzati da efficienza, risparmio e soluzioni per migliorare le relazioni fra gli stessi condòmini. Il "mondo" condominio I condomini in Italia sono più di un milione e, come gran parte degli edifici esistenti, soffrono di un grave stato di inefficienza energetica. Secondo i dati incrociati delle diverse associazioni di amministratori di condominio, oltre il 60% di queste unità ha un impianto di riscaldamento vecchio di più di 15 anni, spesso ancora funzionante a gasolio, con grossi costi per cittadini e ambiente; mentre il 23% del totale di questi edifici, dove statisticamente abita più di un italiano su due, può definirsi in pessimo stato di conservazione. Ciò si traduce in grandi opportunità per chi opera nel campo del risparmio energetico, dell'isolamento termico, della sicurezza, della domotica, dei nuovi materiali, dei servizi centralizzati: solo per citare alcuni dei settori target di Condominio Eco. Un segmento di business imperniato su efficienza e sostenibilità, che registra un trend positivo grazie anche a forme di aiuto economico ormai strutturate, come quella degli eco-bonus governativi. Gli espositori di Condominio Eco Anche quest'anno a Condominio Eco troveranno posto professionisti e aziende che si dedicano alla qualificazione edile ed energetica degli edifici: con materiali, tecnologie, prodotti e realizzazioni di nuovissima generazione. Fra gli espositori anche aziende di isolamento, coibentazione, riscaldamento, domotica, energie rinnovabili e alternative. E ancora produttori di tetti, pareti impermeabili, centrali termiche, soluzioni contro l'umidità di risalita, tecnologie per il risparmio della corrente elettrica, trattamento acqua, ascensori e tanto altro. Gli eventi di Condominio Eco Numerosi e tutti interessanti gli eventi che arricchiranno la terza edizione di Condominio Eco. Da quest'anno saranno coordinati da due autorevoli personalità del "mondo condominio": Francesco Schena (esperto Sole 24 Ore e docente di corsi di formazione professionale rivolti agli amministratori di condominio) e dall'accademico Mauro Alvisi, presidente di ECCOS (European Condo Center Observatory of Studies). Si tratta di un nuovo centro studi per l'analisi del fenomeno del social housing sotto il profilo statistico, economico, tecnologico e culturale. Fra gli ospiti di spicco dei tanti convegni che avranno per teatro Condominio Eco, il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico Antonio Gentile e Francesco Profumo: quest'ultimo a Rimini in veste di presidente IREN (società di multiservizi operante nella produzione e distribuzione di energia elettrica e teleriscaldamento). Entrambi, invitati da Ecomondo, interverranno sul tema "Circular economy & Smart Cities: opportunità e prospettive" (mercoledì 9 novembre, dalle 14 alle 17,30). Prima di loro, in apertura di fiera, da segnalare anche "Spazi aperti e verde condominiale" (a cura dell'Associazione Italia di Architettura del Paesaggio) e "Come migliorare l'efficienza energetica e la sicurezza sismica dei condomini" (a cura della rivista Ingenio). "Scusi ho finito il sale: social housing e dintorni. Come cambieranno le dinamiche di convivenza nei condomini" è invece il tema più scanzonato (ma anch'esso ricco di spunti interessanti) su cui interverrà la giornalista RAI e blogger Lucia Cuffaro, autrice del libro Fatto in casa. Smetto di comprare tutto ciò che so fare. Da segnalare poi giovedì 10 novembre, la seconda edizione degli Stati generali del Condominio, moderati da Francesco Schena (esperto del Sole 24 Ore). Per tutti gli altri eventi si suggerisce di consultare il programma aggiornato sulla pagina www.condominioeco.eu/eventi. La collocazione dentro Ecomondo Quest'anno l'area espositiva di Condominio Eco darà il benvenuto al pubblico nel sempre più frequentato Ingresso Est, dentro la Città Sostenibile (La via italiana alle Smart City), da sempre una dei maggiori centri di interesse di Ecomondo, luogo ideale dove connettersi con gli operatori dell'industria verde. Orari e modalità di visita della fiera su www.condominioeco.it. di Tommaso Tautonico

Informat Paper News - cmcc.it

L'acqua del futuro: così impariamo a gestirla - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.03.22

CC Gianni Careddu - Opera propria In Sardegna la diga di Pedra e’ Othoni, da cosa dipende la scarsità di risorse idriche e come si possono affrontare. La Puglia sulla strada per diventare una regione “climate smart” e gestire al meglio l’acqua per i diversi settori. Nella giornata mondiale dell’acqua, Monia Santini e Simone

Al via il sondaggio di Climate-ADAPT - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.03.21

CC EMBARQ Brasil @Flickr.com La piattaforma europea per ladattamento ai cambiamenti climatici CLIMATE-ADAPT, nata dalla partnership fra Commissione europea (DG CLIMA, DG Joint Research Centre e altri DGs) e Agenzia europea dellAmbiente, vi invita a valutare e a migliorare le informazioni e i servizi offerti dalla piattaforma Climate-ADAPT, partecipando al suo sondaggio per utenti e provider. Il sondaggio online rimarrà aperto fino alle ore 18:00 (CEST) del 21 aprile 2017. Perché un sondaggio? Climate-ADAPT vuole essere una fonte autorevole dinformazioni a livello europeo, complementare alle fonti dinformazione nazionali e di settore sul tema delladattamento ai cambiamenti climatici. Lobiettivo del sondaggio è quello di valutare se Climate-ADAPT stia raggiungendo lo scopo di fornire supporto ai decisori politici europei, fornendo in particolare i seguenti tre servizi: Facilitare la raccolta, la condivisione e luso dinformazioni a livello europeo sugli impatti dei cambiamenti climatici, vulnerabilità e adattamento, per mettere insieme e consolidare una base di conoscenze consistente e aggiornata; Prestare assistenza e aiutare con la diffusione delle conoscenze rilevanti degli esperti e dei decisori e Contribuire a migliorare il coordinamento tra i diversi settori e livelli istituzionali. Il questionario online vuole raccogliere commenti e osservazioni da tutti quelli che hanno visitato il sito di Climate-ADAPT, come utenti o come fornitori di informazioni. I risultati del sondaggio saranno usati per: valutare i risultati conseguiti dalla piattaforma, a partire dal suo lancio nel 2012; identificare le principali priorità per i futuri miglioramenti dei contenuti, funzionalità e capacità di disseminazione della piattaforma; contribuire al prossimo rapporto AEA Valutazione della Piattaforma europea per lAdattamento Climate-ADAPT (Evaluation of the European Climate Adaptation Platform Climate-ADAPT) che confluirà nella valutazione della Commissione europea della Strategia europea di Adattamento (EU Adaptation Strategy), in uscita nel 2018. Foto credits: CC EMBARQ Brasil | WRI Brasil Cidades Sustentáveis @Flickr.com

Il mare e le sue previsioni: l'Università di Liegi conferisce la Laurea Honoris Causa alla Prof.ssa Nadia Pinardi - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.03.20

I progressi della conoscenza scientifica nellambito delle previsioni del mare, lapplicazione di risultati scientifici ad ambiti ambientali e socio-economici, la capacità di attrarre fondi verso la ricerca scientifica, lenergia e il dinamismo unici nel coinvolgere giovani studenti in progetti europei e internazionali per la ricerca avanzata. Queste sono alcune delle motivazioni per le quali lUniversità di Liegi ha conferito la Laurea Honoris Causa alla Prof.ssa Nadia Pinardi. Se chiedete a un oceanografo chi più di tutti abbia contribuito a dar forma al panorama europeo delle previsioni oceaniche, probabilmente la risposta che avrete sarà Nadia Pinardi. Con queste parole il prestigioso ateneo belga introduce il conferimento della Laurea Honoris Causa alla studiosa italiana, mettendone in particolare rilievo i numerosi contributi nellambito delle previsioni delle correnti marine e della modellistica ad alta risoluzione. Professore associato di oceanografia e meteorologia allUniversità di Bologna, membro del Consiglio Strategico del CMCC presso il quale ha fondato a Lecce lOceanLab, il laboratorio di ricerca avanzata nellambito delloceanografia operativa, la Prof.ssa Pinardi che ha tra laltro conseguito il dottorato in modellistica della circolazione oceanica ad Harvard ha coordinato lo sviluppo delloceanografia operativa nel Mediterraneo nellambito della strategia del GOOS ed è co-presidente del Comitato Internazionale per la Meteorologia Marina e lOceanografia (JCOMM) che fa parte dellOrganizzazione Mondiale della Meteorologia e della Commissione Oceanografica Intergovernativa dellUnesco. Nella menzione dellUniversità di Liegi si sottolinea come i significativi risultati conseguiti nella ricerca oceanografica da parte della Prof.ssa Pinardi siano frutto, oltre che di eccellenti capacità scientifiche, anche al dinamismo con cui interessa e motiva i giovani ricercatori, coinvolgendoli in attività di ricerca che, ispirate dalla sua guida, hanno il pregio di combinare gli aspetti scientifici con gli aspetti più operativi delloceanografia. La cerimonia di conferimento della Laura Honoris Causa ha avuto luogo nellAnfiteatro dEuropa dellUniversità di Liegi sabato 18 marzo, ed è stata preceduta venerdì 17 marzo da una conferenza tenuta dalla prof.ssa Pinardi dal titolo: Prevedere loceano: la scienza da descrittiva a quantitativa. Info e contatti: Mauro Buonocore CMCC Press Officer mauro.buonocore@cmcc.it tel. +39 0832 671060

Fondazione CMCC ai vertici della ricerca italiana nel Rapporto ANVUR - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.03.20

Tra i migliori in assoluto per le Scienze della Terra, nelle più alte posizioni della graduatoria per le scienze agrarie e veterinarie, posizioni di vertice per altre due aree scientifiche (ingegneria industriale e dellinformazione, scienze economiche e statistiche). [Grafici] La Fondazione CMCC conferma il suo ruolo di primo piano nella ricerca italiana, capace di eccellere come nessun altro in discipline così diverse. I risultati del rapporto ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca). La seconda Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR), realizzata dallANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), ha analizzato la produzione scientifica italiana nel periodo 2011-2014.( Il rapporto fornisce una valutazione degli Atenei e delle sottostrutture degli Enti di Ricerca, consentendo un confronto della qualità della ricerca nazionale con quella dei maggiori Paesi europei e mondiali. In questi anni spiega lANVUR la ricerca dellUniversità italiana migliora nel confronto internazionale sotto diversi profili: cresce la produzione scientifica, migliora limpatto delle ricerche sulla comunità di riferimento e migliora anche la produttività dei ricercatori italiani. La VQR 2011-2014 ha confrontato circa 96.000 prodotti di ricerca, frutto del lavoro di circa 50.000 tra professori universitari e ricercatori allinterno delle 16 aree scientifiche per valutare 96 università, 12 enti di ricerca vigilati dal Ministero per lIstruzione, lUniversità e la Ricerca (MIUR) e 26 enti che volontariamente hanno deciso di sottoporsi alla valutazione. Tra questi ultimi è compresa la Fondazione CMCC Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici con risultati che migliorano rispetto al rapporto precedente (pubblicato nel 2013) e che fanno emergere un ruolo di primo piano nel panorama della ricerca italiana. (Guarda i grafici) Infatti, il CMCC raggiunge valutazioni ai massimi vertici della graduatoria nazionale in ben quattro diverse aree disciplinari (mentre tre erano nel rapporto precedente): scienze della Terra, scienze agrarie e veterinarie, ingegneria industriale e dellinformazione, scienze economiche e statistiche. In tutti questi ambiti il CMCC fa registrare un alto livello di produzione scientifica, mentre gli indici sulla qualità della ricerca sono i migliori tra gli enti che hanno volontariamente partecipato alla valutazione, e fanno riscontrare risultati molto alti anche in termini assoluti, ossia confrontati nel novero generale dei centri coinvolti nella valutazione ANVUR. Vediamo nel dettaglio come è stata valutata la ricerca del CMCC in relazione al panorama nazionale nel rapporto VQR. Per quanto riguarda le Scienze della Terra, il CMCC ha fatto registrare un indice pare a 0,85, che corrisponde al valore più alto ottenuto nellintero rapporto ANVUR per enti e Università di questa area. (Guarda il grafico) Scienze agrarie e veterinarie: con una valutazione pari a 0,83 il CMCC è secondo solamente alla Scuola Superiore SantAnna di Pisa. (Guarda il grafico) Nellarea Ingegneria e Informatica il CMCC ottiene un indice di valutazione pari a 0,70, che lo attesta nella parte medio alta della graduatoria, dietro centri altamente specializzati e leader del settore. (Guarda il grafico) Per larea Scienze economiche e statistiche, con un indice di valutazione pari a 0,69, il CMCC risulta tra i migliori in assoluto nella graduatoria nazionale, dietro a Scuola IMT Alti Studi Lucca, Pisa SantAnna, Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Collegio Carlo Alberto e a pari merito con Padova. (Guarda il grafico) Di certo si tratta di un ottimo risultato, e di un motivo di particolare soddisfazione per tutto il personale ed i collaboratori del CMCC che, a qualche anno di distanza dalla valutazione precedente, si mostra essere una realtà dinamica, che sviluppa ricerca scientifica multidisciplinare di primissimo piano nel panorama nazionale e internazionale. Il Rapporto completo è disponibile sul sito dellANVUR Info: Mauro Buonocore CMCC Press Officer mauro.buonocore@cmcc.it tel. +39 0832 671060 Guarda i grafici interattivi sulle aree di ricerca in cui lANVUR ha valutato il CMCC Posiziona il cursore sul grafico per avere punteggio e nome dellente di ricerca: in verde le Università, in blu i Centri di ricerca, in giallo il CMCC.

Sviluppare la resilienza locale ai disastri climatici - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.03.20

LInternational Center for Climate Governance (ICCG) apre la quinta edizione del concorso internazionale Best Climate Practices. Il concorso Best Climate Practices 2017 vuole premiare e promuovere le migliori idee e i migliori progetti per migliorare la resilienza su scala locale di comunità urbane e/o rurali, potenziando le capacità di preparazione (ex-ante) e/o di risposta (ex-post) ai disastri climatici. Le proposte pervenute entro il 31 maggio 2017 saranno valutate da una giuria internazionale di esperti e votate dagli utenti della piattaforma Best Climate Practices dal 15 giugno al 17 luglio 2017. Il vincitore riceverà un premio di ¬3000. Inondazioni, siccità, ondate di calore e altri eventi meteorologici estremi comportano gravi rischi per le persone e le comunità: il rischio di perdere la vita o vedere compromessa la propria salute a causa di un disastro naturale, danni economici, spostamenti forzati, riduzione dellaccesso a risorse e servizi essenziali, come lacqua, il cibo, lenergia, i trasporti o listruzione. La riduzione del rischio di disastri (Disaster Risk Reduction, o DDR) prevede lo sforzo sistematico per ridurre quei fattori che nelle nostre società amplificano limpatto degli eventi estremi. La riduzione del rischio comprende, tra gli altri, le attività di preparazione e risposta ai disastri, i sistemi di allarme rapido, la costruzione di infrastrutture più resistenti, lo sviluppo di nuovi strumenti come le microassicurazioni e le soluzioni basate sulla natura. La riduzione del rischio di disastri, con lobiettivo di rafforzare la resilienza delle comunità a diverse tipologie di rischio, è un tassello essenziale dellagenda globale per lo sviluppo sostenibile. Dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, o SDGs), approvati dalle Nazioni Unite nel 2015, ben 10 sono strettamente legati alle sfide di ridurre il rischio di disastri e costruire la resilienza. La riduzione del rischio di disastri è anche il tema prescelto per il nuovo Hot Topic di ICCG. Ponendo lattenzione su questo tema, losservatorio Best Climate Practices intende concentrare lattenzione su aspetti fondamentali dellAgenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che contribuiscono, tra gli altri, agli Obiettivi: 1 (Porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque), 2 (Porre fine alla fame, garantire la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere unagricoltura sostenibile), 3 (Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età), 11 (Creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi), e 13 (Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze). Se, da una parte, le azioni per ridurre il rischio di disastri sono in corso, dallaltra i cambiamenti climatici contribuiscono ad aumentare la frequenza e lintensità di eventi meteorologici estremi. I Paesi più poveri e le piccole isole sono i più minacciati dagli impatti dei cambiamenti climatici, ma le comunità locali sia nelle zone urbane che nelle aree rurali sono esposte al rischio di catastrofi anche nei paesi più ricchi. La necessità di attuare strategie e misure per far fronte alle catastrofi legate al clima e aumentare la resilienza è sempre più urgente. Eppure, nonostante venga riconosciuto che investire in resilienza può salvare vite umane e risorse, studi internazionali hanno rivelato che ogni 100 dollari spesi in aiuti internazionali solo 40 centesimi vengono investiti per prevenire e ridurre il rischio di catastrofi. Come partecipare Singoli individui o gruppi di persone possono partecipare inviando le proposte dal 13 Marzo al 31 Maggio 2017 tramite la piattaforma Best Climate Practices. Per informazioni su come partecipare, leggi il regolamento del concorso e scarica la Call for Proposals 2017. Per saperne di più su Best Climate Practices visita il sito www.bestclimatepractices.org.

Gli impatti dei cambiamenti climatici in Italia. Fotografie del presente per capire il futuro - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.03.20

Con lintento di promuovere la conoscenza degli impatti dei cambiamenti climatici sul territorio italiano e la consapevolezza della necessità di unazione urgente per affrontarli, lInternational Center for Climate Governance (ICCG) indice il concorso Gli impatti dei cambiamenti climatici in Italia. Fotografie del presente per capire il futuro. Il concorso ha lo scopo di documentare gli impatti dei cambiamenti climatici in Italia attraverso immagini reali, scattate da chi vive e osserva nel quotidiano le trasformazioni indotte dal clima che cambia al nostro ambiente e alla nostra società (dalla riduzione dei ghiacciai montani alle alluvioni, dagli eventi estremi siccitosi alle ondate di calore, &). Le immagini che rispetteranno i criteri definiti nel bando saranno incluse in un dossier fotografico che sarà presentato in occasione di convegni ed eventi istituzionali nazionali e internazionali nel corso dellanno. Il dossier fotografico intende essere uno strumento indirizzato al mondo della politica per aumentare la consapevolezza che i cambiamenti climatici sono già reali, osservabili, tangibili, quantificabili. E, in quanto tali, urgenti da affrontare. Il concorso, a partecipazione gratuita, è aperto fino al 22 aprile 2017. Partecipa Ogni partecipante potrà presentare fino a un massimo di 3 immagini singole, a colori o in bianco e nero. Ad ogni immagine dovrà essere associata una didascalia di massimo 1200 caratteri spazi inclusi che la racconti, spiegando in che termini essa rappresenti una prova degli impatti del cambiamento climatico in atto. Le fotografie inviate saranno sottoposte alla valutazione di una giuria composta da esperti di cambiamenti climatici ed esperti di fotografia: Carlo Carraro, Direttore ICCG e Membro del Comitato Esecutivo della Fondazione CMCC (presidente della giuria) Laura Brunetti, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne, Fondazione Eni Enrico Mattei Francesca Camilla Bruno, Ingegnere Ambientale e Fotografa Professionista Stefano Caserini, Docente di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici, Politecnico di Milano Barbara Zanon, Fotogiornalista. La giuria selezionerà la miglior fotografia valutando sia la capacità di documentare / raccontare limpatto dei cambiamenti climatici sul territorio italiano sia la capacità compositiva, tecnica e creativa del fotografo. Premi e riconoscimenti Lautore dellimmagine vincitrice sarà premiato con: un buono Amazon del valore di 500 euro una copia del dossier fotografico. Inoltre, limmagine vincitrice sarà utilizzata: come copertina del dossier fotografico che sarà presentato in occasione di convegni ed eventi istituzionali nel corso dellanno come copertina nei social network ICCG (Facebook, Twitter) per una settimana, a partire dalla giornata di presentazione del dossier. Potranno esserci, a discrezione della giuria, delle menzioni speciali. Gli autori di tali foto saranno premiati con una copia del dossier fotografico. Il concorso e i suoi risultati saranno promossi attraverso i canali di comunicazione dellInternational Center for Climate Governance, che daranno evidenza alle foto partecipanti e ai rispettivi autori. Si prega di prendere visione dellintero regolamento.( Per partecipare al concorso, si prega di compilare il form a questo link.(

Informat Paper News - edizioniambiente.it

Sorpresa: la Germania è poco circolare | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.02.23

La Germania che non ti aspetteresti: la prima potenza manifatturiera d’Europa, nota nel mondo per la rigorosa politica di gestione dei rifiuti (dal 2005, per esempio, ha vietato il conferimento in discarica di rifiuti non pretrattati), in materia di sviluppo dell’economia circolare è invece tutt’altro che un paese battistrada. Lo sostiene

Trasformare le ferite in racconto | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.02.23

LItalia è una terra fragile, sconvolta sempre più spesso da calamità sismiche che ne modificano il profilo, colpendo uomini e distruggendo borghi, insediamenti, testimonianze artistiche. Soprattutto oggi, dopo il terremoto che si è abbattuto su regioni così dense di storia del centro Italia, causando danni devastanti, anche per effetto di un mancato adeguamento degli edifici pubblici e privati alle norme antisismiche più severe. I temi sono innanzitutto quello della prevenzione e della ricostruzione sociale, culturale, ambientale degli insediamenti dopo la catastrofe. Le zone colpite non sono diventate solo cumulo di rifiuti, ma sono anche state distrutte nei legami tra le persone, negli affetti, nella socialità, nei rapporti con il territorio stesso. Larte si è rivelata uno strumento potente per ridare vita ai paesi prostrati, coinvolgere le persone, far rivivere con spirito nuovo gli ambienti devastati. Un esempio è la ricostruzione di Gibellina. La città siciliana, colpita da un terribile sisma nel 1968, è diventata un cantiere generativo di idee, bellezza e condivisione, capace di dare una nuova identità al luogo annientato e attivare la partecipazione dei cittadini, attraverso una monumentale opera di land art di Alberto Burri, un sistema di arte diffusa con opere di Schifano, Melotti, Pomodoro, nuovi edifici di Gregotti, Purini e Quaroni, il festival teatrale delle Orestiadi. Proprio questo festival, durante la direzione artistica di Emilio Isgrò, ambientò le rappresentazioni teatrali utilizzando come quinte le rovine della città vecchia distrutta dal terremoto (che qualche anno dopo saranno coperte come un sudario proprio dal Grande Cretto di Burri). Gli abitanti della città, tornando sui luoghi della loro vecchia vita ormai in frantumi, assistettero a quegli spettacoli, e questa narrazione diede loro la forza di ricominciare. Questo processo rigenerativo è stato analizzato dalla filosofa Serenella Iovino, nel suo recente Ecocriticism and Italy. Ecology, Resistance and Liberation (Bloomsbury). Il libro ripercorre la storia di alcuni territori italiani (Napoli, Venezia, la Sicilia, la Campania e lAbruzzo del terremoto, il Piemonte) attraverso i corpi e gli oggetti naturali e artificiali che li compongono, e che fanno emergere una lettura originale dellambiente e della cultura del paese. La copertina del suo volume è dedicata allopera che Alberto Burri installò nella città di Gibellina (in Sicilia), completamente rasa al suolo dal sisma del 1968. Si tratta di un gigantesco Cretto (la terra spaccata) di cemento bianco. Perché quella foto è così simbolica? Il Cretto di Burri è il più grande monumento che sia stato dedicato a un sisma. La sua estensione copre interamente lantica città di Gibellina vecchia, completamente distrutta dal terremoto che si abbatté sulla Valle del Belice, in quel freddissimo gennaio del 1968. La storia del Cretto è esemplare per molti aspetti. La sua creazione, circondata da non poche polemiche, è il frutto della volontà di un sindaco, Ludovico Corrao, che non volle rassegnarsi alla scomparsa del suo paese. E così, nel silenzio della collina abbandonata, ricoperta da una colata di cemento bianco che ne segue il tracciato urbano, il Cretto cattura lultimo grido di Gibellina vecchia, e ci racconta di un luogo che cerca di continuare a esistere come paesaggio, nonostante la distruzione. Nel suo minimalismo paradossale e necessario, viste le dimensioni dellopera il Cretto è il simbolo della ferita aperta dal sisma nel corpo di quei luoghi. Ma è anche il simbolo della voglia di convertire le ferite in segni, trasformandole così in racconti, necessari per andare avanti. Certo, non è semplice raccontare queste storie, specialmente quando ci sono ferite ancora aperte davanti ai nostri occhi, come nei terremoti del 2016. E tuttavia se non si passa dal dolore al racconto, qualsiasi via per la ricostruzione, dei territori così come dellimmaginario dei luoghi, è preclusa. Quali furono le conseguenze urbanistiche e sociali della catastrofe? Furono apocalittiche. Lapocalisse, in questo caso, è quella di cui parlava Ernesto De Martino nel suo libro La fine del mondo: ossia, la perdita dellorizzonte di operabilità mondana di persone che vedono i propri luoghi scomparire. E con essi il loro passato, i loro riferimenti materiali, emotivi, narrativi. Molte città del Belice furono cancellate, e nella ricostruzione alcune furono spostate di molti chilometri rispetto ai luoghi originali, creando una frattura cognitiva e affettiva negli abitanti. Come in tutti i sismi, inoltre, la distruzione del terremoto fu spesso amplificata da opere di ricostruzione non adeguate, il più delle volte accompagnate da speculazioni. Nel caso del Belice, un grave errore fu la mancanza di un legame tra urbanistica e sviluppo economico. Alla ricostruzione dei centri abitati, infatti, si privilegiò la costruzione di infrastrutture, per esempio grandi autostrade, sovradimensionate per quei territori, ma sicuramente più redditizie per chi voleva arricchirsi. Nonostante ciò, in questapocalisse ci sono stati anche forti fermenti sociali. Mi riferisco alla potenza aggregativa di Danilo Dolci e di Lorenzo Barbera, già attivi negli anni prima del sisma per la rivendicazione del diritto dei contadini contro lo strapotere del latifondo e della grande proprietà terriera, oltreché della mafia. Cè stato un momento in cui la presenza delle loro organizzazioni, il Centro Studi per la Piena Occupazione di Dolci e il Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione di Barbera, ha creato una grande spinta di solidarietà. Lo racconta molto bene Carola Susani nel libro autobiografico Linfanzia è un terremoto, in cui è narrata la storia di una famiglia che, dal nord, si trasferisce nella baraccopoli di Partanna per sostenere il lavoro di Dolci. Nonostante tutte le contraddizioni della ricostruzione, quelle esperienze di solidarietà sono state importanti per la sopravvivenza sociale e storica di quei luoghi. Se lo sviluppo è stato lasciato ai margini dallo stato centrale, queste esperienze rivivono oggi nello sforzo della società locale di farsi carico di uno sviluppo più partecipativo. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 14 gennaio-febbraio 2017

Il primo master in bioeconomia ed economia circolare | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.02.23

Lo scorso 23 gennaio è iniziata la prima edizione del master universitario Bioeconomy in the Circular Economy. Una doppia novità perché non solo questo master è il primo in Europa dedicato ad approfondire i temi della bioeconomia e delleconomia circolare, ma anche perché per la prima volta quattro dei principali atenei italiani si sono messi insieme: Università di Torino, Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e Università di Napoli Federico II. A dare supporto sul lato industriale sono tre degli attori più importanti del settore Novamont, GFBiochemicals e il Parco scientifico di Lodi insieme al gruppo bancario Intesa Sanpaolo, unico global partner finanziario della Fondazione Ellen McArthur. Materia Rinnovabile ha intervistato Giovanni Sannia, docente di Biologia molecolare allUniversità Federico II e direttore del master. Cosa ha portato quattro università italiane a organizzare il primo master europeo in bioeconomia ed economia circolare? Lo sviluppo di uneconomia che cresca rispettando lambiente e riducendo la dipendenza da risorse come i combustibili fossili appare obiettivo prioritario delle politiche europee e mondiali su cui concentrare risorse e investimenti nella ricerca e sviluppo e nella formazione. Le quattro università che hanno collaborato alla progettazione del master rappresentano siti di eccellenza della ricerca nel settore delle biotecnologie industriali in Italia. E sono anche le sedi dove si formano le figure professionali dei biotecnologi industriali, che costituiscono la futura spina dorsale per lo sviluppo del comparto industriale delle biotecnologie. Quali figure professionali puntate a formare con il master? "BioCirce offre un percorso altamente avanzato per la formazione nei settori delleconomia che si basano su un uso responsabile e sostenibile di risorse biologiche e di processi biotecnologici. Il programma creerà figure professionali in grado di interagire su tutti gli aspetti della produzione e del marketing di prodotti e processi biobased, con particolare attenzione a quei processi e prodotti dal maggiore potenziale innovativo. Qual è il ruolo di Novamont, GFBiochemicals, il Parco Scientifico di Lodi e il gruppo bancario Intesa Sanpaolo? Il ruolo dei partner non accademici non è un ruolo di vetrina ma è quello fondamentale di indirizzare la formazione verso lidentificazione e la creazione di figure professionali che possano soddisfare al meglio le esigenze del mondo industriale. Lidea fondante è stata di istituire un percorso formativo formulato on demand in base a queste esigenze. Finora la collaborazione dei partner non accademici si è sviluppata attraverso lindividuazione di un proprio rappresentante nellorgano di coordinamento del master, la messa a disposizione di docenti scelti tra gli esperti dei settori di interesse per arricchire lofferta didattica, la possibilità data agli allievi di svolgere stage. Quali sono secondo lei i punti di forza e di debolezza della ricerca italiana nella bioeconomia? Sicuramente il maggior punto di forza è la capacità di tutti gli attori di fare squadra superando le tendenze allautoreferenzialità e apprezzando il valore aggiunto della collaborazione. Credo che il miglior esempio di ciò sia stata la costituzione del Cluster Spring chimica verde e il modo con cui, in solo un paio di anni, è riuscito a diventare una realtà con una sempre maggiore valenza strategica nel settore biobased nel nostro paese e un attore fondamentale per la crescita della bioeconomia. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 14 gennaio-febbraio 2017

Il futuro nonostante Trump | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.02.23

Siamo molto vicini al 2019, lanno in cui è proiettata Los Angeles nello straordinario Blade Runner girato da Ridley Scott nel 1982. A distanza di 35 anni da quella grande interpretazione di Harrison Ford non è facile comparare fantasia e realtà. La California è certo più serena di come lavesse immaginata Philip K. Dick nel tracciare il quadro da cui è stato tratto il film. In compenso la Washington guidata dalla diplomazia delle Trump Tower (chi accetta di costruirle è buono, chi si oppone è un nemico degli Stati Uniti) e dallassalto alle leggi che proteggono lambiente appare più inquietante delle aspettative, popolata da replicanti di un pensiero antiscientifico che sembrava ormai confinato in pellicole scolorite. Come sarà il mondo tra altri 30 anni, nel 2049? Il sequel di Blade Runner è ben tratteggiato nella rubrica di Roberto Giovannini. Ma nella realtà come andranno le cose? Ogni anno che passa le previsioni diventano più incerte perché la velocità e la radicalità del cambiamento crescono; le variabili in gioco diventano più numerose e più complesse; gli squilibri della politica si fanno più violenti e coprono, con il rumore di fondo, squilibri ambientali ancora più pericolosi. I grandi fenomeni innescati o moltiplicati dal 20° secolo (dal boom demografico al cambiamento climatico, passando per le migrazioni che rischiano di assumere un carattere biblico) produrranno conseguenze che si possono solo intravedere. È uno scenario di lungo periodo che può servire come bussola per orientarsi. Ma, visto che il terreno su cui camminiamo è molto accidentato, è bene concentrarsi sui prossimi passi per evitare di cadere in un crepaccio. Uno degli strumenti che lUnione europea sta mettendo in campo per affrontare due problemi urgenti e di primissimo piano, la crisi economica e la crisi ambientale, è leconomia circolare. Come abbiamo più volte ricordato su questo magazine, la posta in gioco è alta. Secondo la Commissione europea, le misure contenute nel pacchetto sulleconomia circolare presentato nel dicembre 2015 produrranno vantaggi consistenti: risparmi annuali pari a 600 miliardi di euro; 580.000 nuovi posti di lavoro con un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie a un uso più efficiente delle risorse e quindi a una riduzione delle importazioni di materie prime; un taglio del 2-4 % delle emissioni serra. Sulle nuove norme si è aperto un dibattito alleuroparlamento che ha già portato al rafforzamento di alcuni paletti (per esempio riciclo dei rifiuti urbani al 70% al 2030 invece del 65%; percentuale di rifiuti smaltita in discarica ridotta al 5% invece del 10%). Ma lItalia si sta attrezzando per questa sfida? In questo numero di Materia Rinnovabile diamo conto della strategia italiana sulla bioeconomia presentata a novembre e del primo master in bioeconomia ed economia circolare, realizzato grazie a una sinergia tra quattro dei principali atenei italiani (Università di Torino, Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e Università di Napoli Federico II). Ma, come osserva in unintervista di Mario Bonaccorso il co-fondatore di GFBiochemicals, Pasquale Granata, dopo la strategia bisognerà mettere a punto un piano dazione dettagliato. Credo che siano tre le misure urgenti da prendere: la prima riguarda la creazione di un mercato, così come fatto efficacemente per le bioplastiche con la legge che ha messo al bando i sacchetti non biodegradabili; la seconda un sostegno alla domanda attraverso politiche di appalti pubblici verdi che abbiano alla base un sistema chiaro di standard ed etichettature; la terza la comunicazione e la divulgazione della bioeconomia affinché i consumatori e lopinione pubblica italiana sappiano che non stiamo parlando di una nicchia, ma di un settore che già oggi crea ricchezza e occupazione, in un quadro di ecosostenibilità. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 14 gennaio-febbraio 2017

Quando depredare l'ambiente diventa un business | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.01.17

Il nemico giurato della circular economy è la green corruption: la sua esatta antitesi, la sua tomba. Un nemico liquido che si nutre e singrassa di inefficienze burocratiche e pessime governance nella gestione delle risorse ambientali, di malaffare, di mancanza di etica e di responsabilità collettiva. Nemico ben peggiore delle lobby ancora aggrappate alle fonti fossili. Ovunque nel mondo ma principalmente nei paesi con apparati istituzionali ed economici fragili o in via di transizione, luso della corruzione per depredare beni ambientali è sempre stata normale strategia di politica economica. Rimedio sbrigativo per accumulare denaro senza troppi scrupoli. Soprattutto nei paesi africani, così come in quelli asiatici e del Sud America, la corruzione è servita per rapinare biodiversità a beneficio dei ricchi mercati occidentali: disboscare, importare scorie tossiche dai paesi industrializzati in cambio di armi, come stava tentando di dimostrare la giornalista Ilaria Alpi, assassinata in Somalia il 20 marzo 1994. Proprio a causa di questa mattanza corruttiva, la Convenzione Cites, firmata a Washington nel 1973 e a cui aderiscono 182 paesi, ha inserito nelle liste di specie a rischio di estinzione più di 13.000 specie di mammiferi e uccelli, migliaia di rettili, anfibi e pesci, milioni di specie di invertebrati e circa 250.000 di piante. Uno dei traffici più spregevoli, e al tempo stesso remunerativi grazie alla corruzione e ai vari sistemi criminali, è diventato il commercio illegale di pelli di rettili e dei loro derivati. Pari secondo lOnu a circa 8 miliardi di dollari allanno, è riuscito a confondersi con i flussi regolari, portando finora a rischio di estinzione un quinto delle specie conosciute. Rispetto alla mole impressionante dei commerci, i controlli rischiano di limitarsi solo alle carte esibite, che troppe volte raccontano un mondo completamente diverso da quello reale. A livello internazionale solo nel periodo 2008/2012 il numero di esemplari vivi protetti movimentati è stato di circa 5 milioni, mentre sono state esportate 11,2 milioni di pelli, per un totale di 372 specie interessate (Cfs, 2015), tutte incluse nellAppendice II della Cites. È soprattutto il mercato del lusso legato allindustria calzaturiera e dellabbigliamento (pelli di coccodrilli e affini, pitoni e affini) ad alimentare la domanda per il mercato nero. Il compito della corruzione è di creare margini di guadagni tra i passaggi delle filiere internazionali, facendo lievitare il valore monetario dei singoli animali, dai 30 euro pagati al raccoglitore che rappresenta il primo anello della filiera fino a più di 50.000 euro per un solo capo di alta moda (Progetto Civic, 2016). Come fanno notare fonti investigative Cites, la corruzione è determinante per aggirare i controlli e aggiustare le certificazioni richieste, legittimando network criminali attivi soprattutto nei paesi di origine dei rettili in Asia, Africa e Sud America: dalle catture ai trattamenti, passando per i depositi di pelli, prima che giungano presso i laboratori artigianali europei, italiani e francesi soprattutto. Lenorme divario economico tra i paesi di origine delle pelli e quelli di vendita finale fa il resto: una bustarella intascata da un operatore addetto ai controlli nella prima fase della filiera può valere anche un anno di stipendio. Altro settore cruciale della green corruption è la filiera del legno, soprattutto pregiato e protetto dalla Convenzione Cites. Secondo dati del Parlamento europeo (2007), il 35% del legname importato nellUnione europea nel 2006 proveniva da risorse illegali, prevalentemente da Russia, Indonesia e Cina. Non solo: quasi l80% del taglio delle foreste in Amazzonia è fuori legge o avviene senza permessi di taglio. Tra agosto e settembre 2014 Greenpeace ha usato nella foresta amazzonica brasiliana la tecnologia Gps per tracciare il mercato criminale legato al taglio abusivo e successiva commercializzazione del legname, dimostrando come lindustria del legno nello Stato del Parà sia in parte complice di questo mercato arrivando a fornire la documentazione utile per viaggiare allestero. Il taglio illegale è dunque il primo passo, segue il transito dalle segherie (spesso vere lavatrici di legnami tagliati illegalmente), il trasporto e la commercializzazione (diretta o tramite intermediari). Di solito i gruppi criminali si avvalgono di élite corrotte, pubblici funzionari e personale dei corpi di polizia messi regolarmente a busta paga, tessere indispensabili per reggere i traffici transfrontalieri. In Europa, larea dei Balcani è tra le più esposte ai traffici illeciti di legname tramite apparati corruttivi. È da qui, dalla Balkan route, che arriva nel resto dEuropa buona parte del legno pregiato per i più disparati utilizzi. Come lacero usato in Italia per costruire i migliori violini al mondo. La facilità nellaggirare i controlli, la difficoltà oggettiva nel certificare le procedure autorizzatorie dei movimenti e nellapplicare concretamente meccanismi di due diligence e di compliance, e soprattutto i notevoli benefici attesi, sono condizioni oggettive che spianano la strada alla green corruption. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 13, novembre-dicembre 2016

Non rinnovabile, ma eterno | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.01.17

Virtualmente lalluminio della lattina di birra che avete bevuto ieri sera è eterno, anche se il suo uso è invece molto recente. Lalluminio non si trova in natura, tanto che per secoli il suo valore ha rivaleggiato persino con quelloro. Solo alla fine dellOttocento la sua estrazione è diventata sufficientemente conveniente dal punto di vista economico perché se ne potesse fare un uso commerciale. Una volta estratto, infatti, lalluminio può essere riutilizzato e in moltissimi diversi impieghi. Un materiale permanente come il vetro e lacciaio che non si consuma, ma si usa e si riusa senza fine. Lindustria dellalluminio italiana spiega Cesare Maffei, presidente del CiAl, il Consorzio imballaggi alluminio impiega materia prima derivante ormai al 100% dal riciclo. Lalluminio è sempre più percepito come un materiale permanente, con il quale è difficile competere quando si parla di performance e di costi industriali, ambientali ed energetici. La logica del loop, ossia del recupero perpetuo, consente nel nostro caso di mantenere costanti nel tempo le performance chimico-fisiche del materiale e di recuperarle a ogni giro di giostra. Chi altro può vantare simili proprietà? Non certo i materiali derivati da fonti fossili. Il ciclo dellalluminio comincia con lestrazione della bauxite, un minerale solitamente di colore rosso che deve il suo nome a Les Baux-de-Provence, la località francese dove nel 1822 furono scavate le prime miniere. Lalluminio, infatti, pur essendo una delle sostanze più abbondanti sul nostro pianeta non si trova allo stato puro ma va estratto dalle rocce. Un processo che per quanto semplice richiede tecnologie industriali e, su scala globale, un consumo non indifferente di energia. Cosa che, a meno che non si faccia ricorso a fonti rinnovabili, prevede limpiego di combustibili fossili. Questo quanto è accaduto a livello mondiale per quasi un secolo e mezzo: decenni nei quali la produzione di alluminio ha avuto, in termini energetici, un costo molto elevato oggi non più sostenibile. E non solo in termini economici, ma soprattutto ambientali perché con la produzione di energia si sono immesse in atmosfera milioni e milioni di tonnellate di gas a effetto serra. Si stima, per esempio, che a livello europeo lattuale recupero e riciclo dei 28 miliardi di lattine di alluminio consumate ogni anno comporta un risparmio, in termini di gas a effetto serra di 3,2 milioni di tonnellate, lequivalente delle emissioni prodotte da una città delle dimensioni di Bilbao, Cardiff o Nizza. Questo perché il processo di riciclo dellalluminio consente un risparmio energetico pari al 95%. Il 5% residuo è quanto serve per ottenere nuovi prodotti in alluminio da alluminio già esistente. In altre parole è come dire che lalluminio che abbiamo estratto nellultimo secolo è ormai sufficiente per tutti i nostri usi e utilizzi. E, visto che tecnicamente lalluminio non si consuma, ne abbiamo a sufficienza per i secoli a venire e potremmo non avere più bisogno di miniere di bauxite. In questo senso assume un rilievo particolare la Risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012 su unEuropa efficiente nellimpiego delle risorse che supera la distinzione tra risorse rinnovabili e non rinnovabili, prendendo in considerazione anche i materiali durevoli o permanenti. Alla lettera g di questa risoluzione si impone una rivoluzione concettuale: si afferma, infatti, che una futura politica globale in materia di risorse non dovrebbe più distinguere solo tra risorse rinnovabili e non rinnovabili, ma considerare anche i materiali durevoli. Cosa significa in pratica? Che ci sono risorse che non si consumano. Che, una volta immessa in circolo, quella stessa identica risorsa può essere riutilizzata più e più volte, perché ciò è nella sua natura. Mentre il petrolio viene, per esempio, bruciato o trasformato chimicamente per produrre energia o materiali plastici ed è impossibile riportarlo al suo stato originario, lalluminio no. Ed è anche per questo motivo che oggi si sta diffondendo il concetto di materiale permanente, un materiale che non si consuma e si riutilizza allinfinito, conservando, in tutte le sue numerose applicazioni, lenergia necessaria per futuri e nuovi impieghi. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 13, novembre-dicembre 2016

Informat Paper News - nextville.it

Linee guida Certificati Bianchi, ci siamo quasi nextville.it - Pubblicato 2017.03.24

Si concluso anche l'ultimo step dell'iter di emanazione del decreto sulle nuove Linee guida e sui nuovi obiettivi del meccanismo dei Certificati Bianchi. Eravamo, infatti, in attesa del controllo di legittimit da parte della Corte dei Conti, un procedimento attraverso cui viene accertato che gli atti dell'esecutivo siano conformi a norme di

Cessione credito ecobonus condomini: la scadenza del 31 marzo nextville.it - Pubblicato 2017.03.24

Lo ricorda "FiscoOggi", la rivista telematica dell'Agenzia delle entrate, riepilogando anche tutti i principali adempimenti richiesti in caso di cessione del credito da parte di soggetti ricadenti nella cosiddetta "no tax area". Dallo scorso 31 gennaio sul sito dell'Agenzia disponibile l'applicazione gratuita con cui l'amministratore (o, in caso di condominio minimo, il condomino incaricato) deve fornire: il totale della spesa sostenuta nel 2016; l'elenco dei bonifici effettuati; il codice fiscale dei condmini che hanno ceduto il credito; l'importo del credito ceduto da ciascun condomino; il codice fiscale dei fornitori destinatari e l'importo totale del credito ceduto a ciascuno di essi. Attenzione: il mancato invio della comunicazione entro il 31 marzo 2017 rende inefficace la cessione del credito. E' previsto che, a partire dal 10 aprile 2017, i fornitori potranno fruire del credito in 10 quote annuali di pari importo. Il credito potr essere utilizzato solo in compensazione, tramite modello F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia. La quota di credito non fruita nell'anno pu essere riportata nei periodi d'imposta successivi, ma non pu essere chiesta a rimborso. Ricordiamo che tutti i criteri e le modalit della cessione del credito sono dettagliati nel Provvedimento 22 marzo 2016 dell'Agenzia delle entrate. Per ogni ulteriore approfondimento, consigliamo anche di consultare la pagina di Nextville dedicata all'analisi della cessione del credito per riqualificazione energetica parti comuni condominiali.

Nuova etichetta energetica, raggiunto l'accordo nextville.it - Pubblicato 2017.03.24

Nel luglio del 2015, la Commissione europea aveva emanato una proposta di Regolamento per la revisione della direttiva sull'etichettatura energetica (2010/30/Ue). Lo scopo era quello di rendere pi chiara e comprensibile l'attuale etichetta energetica, che ha una scala che va da A+++ a G. Delle indagini condotte presso i consumatori , infatti, emerso che circa l'85% dei cittadini europei guardano sempre l'etichetta energetica prima di acquistare un prodotto. Tuttavia, quella attuale risulta di difficile comprensione. La proposta su cui stato raggiunto l'accordo politico supera questo problema, riducendo la scala delle classi: la nuova etichetta energetica andr da A a G. "Questo accordo - ha dichiarato il Commissario per l'Azione per il clima e l'energia, Miguel Arias Caete - una buona notizia per i consumatori e le imprese europei, le nostre bollette e il clima. La nuova etichettatura - insieme alle norme sull'ecodesign - potr far risparmiare alle famiglie quasi 500 euro l'anno, far aumentare il fatturato complessi di produttori e rivenditori di oltre 65 miliardi di euro l'anno e far risparmiare tanta energia". Dopo questo accordo politico, il testo dovr essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Una volta approvato, il nuovo Regolamento potr essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Vi terremo informati. Per rimanere aggiornati sulle novit di Nextville vi invitiamo a iscrivervi alla nostra newsletter quindicinale gratuita. Iscriviti qui.

Bando Smart Grid: 80 milioni per Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia nextville.it - Pubblicato 2017.03.23

Il Decreto 20 marzo 2017, pubblicato sul sito del Ministero dello sviluppo economico, mette a disposizione complessivamente 80 milioni di euro per i concessionari del pubblico servizio di distribuzione dell'energia elettrica che effettuano interventi di costruzione, adeguamento, efficientamento e potenziamento delle infrastrutture elettriche per la distribuzione dell'energia. Tra i requisiti richiesti ai progetti:. devono essere realizzati in aree caratterizzate dalla disponibilit di fonti energetiche rinnovabili, sfruttabili grazie al potenziamento della rete di distribuzione dell'energia; . devono essere dotati di una propria autonomia tecnica, in grado di consentire, in modo autosufficiente rispetto agli altri interventi, un quantificabile incremento diretto della quota di fabbisogno energetico coperto da generazione distribuita; . devono avere carattere anticipatorio e/o innovativo rispetto alla pianificazione elaborata dai concessionari. Le agevolazioni, concesse sotto forma di sovvenzione diretta, coprono fino al 100% dei costi di investimento ammessi. L'ammontare dell'agevolazione concedibile a ciascuna impresa, per ciascun progetto, non pu essere inferiore a 1.000.000 ? e superiore a 50.000.000 ?. La domanda di agevolazione, completa di tutta la documentazione prevista, deve essere redatta e presentata in via esclusivamente telematica a partire dal 15 giugno 2017 al 30 giugno 2017. Il modello di domanda sar reso disponibile sul sito internet del Ministero e su quello del PON "Imprese e Competitivit" 2014-2020 FESR, entro 20 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Per ogni ulteriore approfondimento, consigliamo di consultare la pagina di Nextville dedicata all'analisi dei contenuti del Bando.

In Gazzetta Ufficiale il Dpr su autorizzazione paesaggistica semplificata nextville.it - Pubblicato 2017.03.23

Il provvedimento individua determinate tipologie di interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica e altre tipologie di interventi di lieve entit che - come previsto dall'articolo 12 del Dl 84/2012 - sono soggetti a procedimento autorizzatorio semplificato. Per quanto riguarda gli impianti a fonti rinnovabili, segnaliamo che tra gli interventi "liberalizzati" - non soggetti quindi ad autorizzazione paesaggistica - rientrano:. l'installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) non visibili dagli spazi pubblici esterni oppure integrati nelle coperture o aderenti ai tetti, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli edifici; . l'installazione di micro generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,50 metri e diametro non superiore a 1 metro. In entrambi i casi, gli interventi non devono interessare i beni considerati di notevole interesse pubblico (art. 136, comma 1, lett. a), b) e c) del Dlgs 42/2004).

Basilicata: linee guida e aree non idonee per impianti soggetti a Pas nextville.it - Pubblicato 2017.03.22

La Dgr 2 marzo 2017, n. 175 si occupa dunque di quegli impianti di piccola e media taglia soggetti a Procedura abilitativa semplificata; ricordiamo che in Basilicata fin dal 2012 il regime autorizzativo della Pas stato esteso a tutti gli impianti a fonti rinnovabili fino a 1 MW. Sar invece una futura e distinta disciplina a normare il corretto inserimento nel paesaggio degli impianti di potenza inferiore ai limiti stabiliti nella tabella A) del Dlgs n. 387/2003 e soggetti a semplice Comunicazione al Comune. Le aree e i siti individuati dall'articolo 4 come non idonei all'installazione di impianti FER fino a 1 MW, sono riconducibili alle due seguenti macro aree tematiche: . aree sottoposte a tutela del paesaggio, del patrimonio storico, artistico e archeologico; . aree comprese nel Sistema ecologico funzionale territoriale. Il provvedimento inoltre introduce parametri e prescrizioni per un corretto inserimento degli impianti nel territorio e nel paesaggio; il mancato rispetto anche di una sola prescrizione comporta la necessit di acquisire l'Autorizzazione unica in luogo della Pas. In allegato alla Dgr, inoltre, sono stati pubblicati i quattro nuovi moduli di Pas, differenziati a seconda della tipologia di fonte rinnovabile (eolico, fotovoltaico, biomassa e idroelettrico). Da segnalare infine anche l'articolo 9 sulle "varianti non sostanziali" degli impianti eolici e l'articolo 10 che introduce, a carico del soggetto proponente, l'obbligo di versare - in allegato alla Pas - una somma di 200 euro per oneri relativi alla vigilanza sulla corretta esecuzione del progetto. Le disposizioni contenute nelle nuove Linee guida, che vanno a integrare e modificare il Disciplinare approvato con Dgr n. 2260/2010, si applicano anche ai procedimenti non ancora conclusi alla data di entrata in vigore del provvedimento (16 marzo 2017) e dovranno essere recepite dai Comuni entro il 12 settembre 2017. Per ogni ulteriore approfondimento, consigliamo di consultare la Dgr 2 marzo 2017, n. 175 e anche le pagine del nostro Dossier Regione Basilicata dedicate alle autorizzazioni degli impianti FER, sempre aggiornate alle ultimissime novit normative.

Informat Paper News - eea.europa.eu

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%),

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%), Francia (3%), Spagna (3%) e Irlanda (3%). Nella relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione, l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) valuta 22 000 zone di balneazione nell'Unione europea, in Svizzera e, per la prima volta, in Albania. Oltre alla relazione, l'AEA ha pubblicato una mappa interattiva con l'indicazione della qualità per ciascun sito di balneazione nel 2013. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, ha dichiarato: "Che la qualità delle acque di balneazione europee continui ad essere elevata è una buona notizia, ma non possiamo permetterci di riposare sugli allori con una risorsa preziosa come l'acqua. Dobbiamo continuare a garantire che le acque di balneazione così come l'acqua potabile e quindi anche i nostri ecosistemi acquatici siano totalmente protetti." Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, "Le acque di balneazione in Europa sono migliorate negli ultimi vent'anni: non si versano più ingenti quantità di acque reflue direttamente nei corpi idrici. Oggi il problema principale sono i picchi di inquinamento di breve durata occasionati da piogge violente e inondazioni, che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e conseguente riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e mari." Le autorità locali procedono a controlli prelevando campioni nelle spiagge in primavera e durante la stagione balneare. Le acque di balneazione sono valutate «eccellenti», «buone», «sufficienti» o «scarse» in base alle percentuali di due tipi di batteri la cui presenza è indice di inquinamento da acque di scolo o da liquami di allevamento; tali batteri, se ingeriti, possono provocare patologie (vomito e diarrea). La valutazione delle acque di balneazione non tiene conto dei rifiuti, dell'inquinamento e di altri aspetti che danneggiano l'ambiente naturale. Sebbene la maggior parte delle zone di balneazione sia sufficientemente pulita ai fini della tutela della salute umana, numerosi ecosistemi nei corpi idrici europei si trovano in una situazione allarmante. Ciò è particolarmente evidente nei mari europei: da una recente valutazione è risultato che gli ecosistemi marini europei sono messi in pericolo da cambiamenti climatici, inquinamento, pesca eccessiva e acidificazione. Molti di questi rischi sono destinati ad aumentare. Acque di balneazione: risultati principali Se è vero che oltre il 95% delle zone di balneazione soddisfa i requisiti minimi, solo l'83% ha però raggiunto il più rigoroso livello di «qualità eccellente». Solo il 2% è risultato scarso. La percentuale di siti che soddisfa i requisiti minimi nel 2013 è circa la stessa del 2012. Tuttavia, la percentuale dell'"eccellenza" è aumentata dal 79% nel 2012 all'83% nel 2013. Nelle spiagge costiere la qualità dell'acqua è risultata leggermente migliore, con una percentuale dell'85% di siti classificati eccellenti. Tutte le spiagge costiere in Slovenia e a Cipro sono state classificate eccellenti. La qualità delle acque di balneazione interne sembra essere leggermente inferiore alla media. Il Lussemburgo è il solo paese a ottenere l'eccellenza in tutte le acque di balneazione, seguito a ruota dalla Danimarca (94%). La Germania ha raggiunto il livello eccellente nel 92% dei quasi 2 000 siti di balneazione interna. Per ulteriori informazioni Sito dell'Agenzia europea dell'ambiente sulle acque di balneazione Sito della Commissione europea sulle acque di balneazione

L'inquinamento atmosferico provoca ancora danni alla salute in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Il rapporto "La qualità dell'aria in Europa rapporto 2013", rappresenta il contributo dell'AEA al riesame della politica per la qualità dell'aria effettuato dalla Commissione europea e all'"anno dell'aria" dellUE. Il trasporto su strada, l'industria, l'agricoltura e il settore residenziale contribuiscono all'inquinamento atmosferico in Europa. Nonostante la riduzione delle emissionsi e delle concentrazioni di alcuni inquinanti in atmosfera osservata negli ultimi decenni, il rapporto dimostra che il problema dell'inquinamento atmosferico in Europa è lungi dall'essere risolto. In particolare, due sostanze inquinanti, il particolato e l'ozono troposferico, continuano a causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. Nuovi dati scientifici indicano che la salute umana può essere compromessa da concentrazioni di sostanze inquinanti inferiori a quanto si pensava in passato. Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: "L'inquinamento atmosferico sta causando danni alla salute umana e agli ecosistemi. Un'ampia parte della popolazione non vive in un ambiente sano secondo gli standard attuali. Per avviare un percorso che porti alla sostenibilità, l'Europa deve essere ambiziosa e rendere più severa l'attuale normativa". Il commissario all'Ambiente Janez Potonik aggiunge: "Per molte persone la qualità dell'aria costituisce una della maggiori preoccupazioni. Gli studi dimostrano che un'ampia maggioranza dei cittadini è consapevole dell'impatto della qualità dell'aria sulla salute e chiede alle istituzioni di intervenire a livello europeo, nazionale e locale, anche in tempi di austerità e difficoltà. Sono pronto a dare una risposta a queste preoccupazioni attraverso il prossimo Riesame della qualità dell'aria della Commissione Tra il 2009 e il 2011, fino al 96 % degli abitanti delle città è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) superiori ai limiti delle linee guida dell'OMS e fino al 98 % è stato esposto a livelli di ozono (O3) superiori alle linee guida dell'OMS. Un numero inferiore di cittadini UE e stato esposto a concentrazioni di PM2.5 e O3 superiori ai limiti o agli obiettivi stabiliti dalla legislazione UE. Tali limiti o obiettivi UE in alcuni casi sono meno severi rispetto alle rispettive OMS. Cfr. i dati dell'AEA sull'esposizione nella UE. Ma il problema non riguarda solo le città. Secondo il rapporto anche alcune aree rurali sono caratterizzate da livelli significativi di inquinamento atmosferico. Un confronto tra le nazione Europee è disponibile nelle schede nazionali allegate al rapporto. Sono molte le storie di successo nella riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici; ad esempio, le emissioni di diossido di zolfo (SO2) delle centrali elettriche, dell'industria e del trasporto sono state ridotte negli ultimi dieci anni, comportando una riduzione dell'esposizione. La progressiva eliminazione del piombo, inquinante ritenuto responsabile di problemi dello sviluppo neurologico, dalla benzina ha determinato una riduzione delle concentrazioni di piombo in atmosfera. Eutrofizzazione Oltre alle preoccupazioni di natura sanitaria, il rapporto analizza i problemi ambientali legati allinquinamento atmosferico, come l'eutrofizzazione, un processo che avviene quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi, mettendo a rischio la biodiversità. L'eutrofizzazione è ancora un problema molto diffuso che riguarda la maggior parte degli ecosistemi europei. Nellultimo decennio, le emissioni di alcuni inquinanti a base di azoto sono diminuite. Ad esempio le emissioni di ossidi di azoto e di ammoniaca sono scese del 27% e del 7% rispettivamente rispetto al 2002. Tuttavia, le emissioni non sono state ridotte quanto previsto e otto Stati membri dell'UE violano i limiti massimi consentiti un anno dopo la scadenza del termine per conformarsi. Per fare fronte all'eutrofizzazione, è necessario introdurre nuove misure volte alla riduzione delle emissioni di azoto.

Acque di balneazione in costante miglioramento in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Cipro e Lussemburgo sono i primi della classe, con acqua di eccellente qualità in tutte le zone di balneazione. Valori eccellenti, al di sopra della media UE, si registrano anche in altri otto paesi: Malta (97%), Croazia (95%), Grecia (93%), Germania (88%), Portogallo (87%), Italia (85%), Finlandia (83%) e Spagna (83%). Questi dati segnalano un miglioramento rispetto all'anno scorso, continuando la tendenza positiva in atto da quando, nel 1990, si è iniziato a monitorare lo stato delle acque a norma della direttiva sulle acque di balneazione. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, così commenta questi risultati: "È incoraggiante vedere che la qualità delle acque di balneazione in Europa continua a migliorare. Occorre comunque fare ancora di più se vogliamo che tutte le nostre acque siano potabili e adatte alla balneazione e che gli ecosistemi acquatici godano di buona salute. L'acqua è una risorsa preziosa e dobbiamo prendere tutte le misure necessarie per proteggerla a dovere." Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell'Agenzia europea dell'ambiente, ha dichiarato: "Dai fiordi nordici alle spiagge subtropicali, l'Europa è ricca di posti in cui cercare il fresco in estate. Il rapporto pubblicato oggi dimostra che la qualità delle acque di balneazione è in generale ottima, ma indica anche la presenza di zone dove i problemi di inquinamento persistono; è per questo che esortiamo le persone a verificare come si classifica la loro meta preferita per nuotare." A partire dai dati raccolti dalle autorità locali in oltre 22 000 località dei 27 Stati membri dell'Unione europea e di Croazia e Svizzera, nonché dalle misurazioni dei livelli di batteri provenienti dalle acque di scolo e dagli allevamenti, l'Agenzia europea dell'ambiente elabora ogni anno i dati sulla qualità delle acque di balneazione. Più di due terzi delle località controllate sono spiagge costiere, il resto è costituito da fiumi e laghi. Il rapporto annuale si basa sui dati relativi alla stagione balneare precedente, pertanto il rapporto di quest'anno è una compilazione dei dati raccolti nell'estate 2012. Malgrado il miglioramento generale, dal rapporto di quest'anno emerge che la qualità dell'acqua è scarsa in quasi il 2% delle zone di balneazione costiere, fluviali e lacustri. Le percentuali più alte di spiagge non conformi si trovano in Belgio (12%), Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6%) e alcune di esse hanno dovuto essere chiuse nel corso della stagione 2012. Quelle che si comportano meglio sono, in genere, le zone di balneazione costiere, il 95% delle quali soddisfa le norme minime e l'81% può fregiarsi di acque eccellenti, mentre per quanto riguarda laghi e fiumi, è il 91% ad essere al di sopra della soglia minima e il 72% ad avere acqua di qualità eccellente. Le tracimazioni causate da piogge violente in zone con sistemi fognari inadeguati costituiscono ancora un problema, sebbene si sia osservato un certo miglioramento della qualità idrica grazie a un sempre più diffuso trattamento delle acque e alla conseguente diminuzione degli scarichi di acque reflue non trattate nell'ambiente. Agli inizi degli anni 90 solo il 60% circa delle zone poteva vantarsi di acque di qualità eccellente, mentre il 70% soddisfava le norme minime. Contesto Le acque di balneazione in Europa devono rispettare le norme stabilite nella direttiva del 2006 in materia, che aggiorna e semplifica la normativa precedente e deve essere attuata dagli Stati membri entro dicembre 2014. L'UE pubblica ogni anno una relazione di sintesi sulla qualità delle acque di balneazione, che si basa sulle relazioni che gli Stati membri devono presentare entro la fine dell'anno precedente. Nella relazione di quest'anno tutti i 27 Stati membri, così come la Croazia e la Svizzera, hanno monitorato la qualità delle acque delle rispettive località di balneazione e ne hanno dato conto alla Commissione, la maggior parte di essi in base alle nuove disposizioni. Per monitorare la qualità delle acque, i laboratori ricercano determinati tipi di batteri, tra cui gli enterococchi intestinali e l'Escherichia coli, la cui presenza può essere indice di inquinamento, soprattutto da acque di scolo o liquami di allevamento. Le località sono poi classificate come conformi ai valori obbligatori, conformi alle linee guida più severe oppure non conformi. Per conoscere la qualità dell'acqua delle nostre località balneari preferite possiamo visitare l'apposita pagina web dell'Agenzia europea dell'ambiente, da cui è possibile scaricare dati e consultare mappe interattive. È inoltre possibile segnalare lo stato dell'acqua di una determinata zona tramite il sito Eye on Earth. Per ulteriori informazioni: European Environment Agency bathing water site European Commission bathing water site

L'Europa deve adattarsi per stare al passo con i cambiamenti climatici — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

La relazione Adaptation in Europe (Adattamento in Europa) descrive le politiche e alcune delle misure adottate a livello dell'UE e dai paesi europei. Al momento metà dei 32 paesi membri dell'AEA hanno elaborato piani di adattamento e alcuni hanno iniziato ad agire, benché tutti i paesi abbiano ancora molto lavoro da fare. Mentre gli sforzi di mitigazione globale dovrebbero continuare a cercare di limitare l'innalzamento della temperatura globale a 2 °C , nella relazione si afferma che è necessario prepararsi ad aumenti maggiori della temperatura e ad altri cambiamenti climatici. Ciò è necessario per tenere conto in modo corretto delle molte incertezze nelle previsioni climatiche e socioeconomiche. Una precedente relazione dell'AEA ha mostrato come i cambiamenti climatici stanno già interessando tutte le regioni in Europa, provocando molte conseguenze per la società e l'ambiente. Ulteriori conseguenze sono attese in futuro se non verrà intrapresa alcuna azione. Le rilevazioni mostrano temperature medie più elevate in Europa. Le precipitazioni stanno diminuendo nelle regioni meridionali e aumentando in Europa settentrionale. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: L'adattamento comporta nuovi modi di pensare e affrontare rischi e pericoli, incertezze e difficoltà. Gli europei dovranno cooperare, imparare l'uno dall'altro e investire in trasformazioni di lungo periodo, necessarie a sostenere il nostro benessere di fronte ai cambiamenti climatici. La relazione è stata presentata oggi in occasione di una conferenza sulla strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, intesa a sostenere politiche di adattamento coerenti e integrate nei diversi settori in Europa. L'Europa inizia ad adattarsi La relazione raccomanda un insieme di diverse misure: misure grigie come progetti ingegneristici e tecnologici, approcci verdi basati sugli ecosistemi e la natura, e le cosiddette misure morbide come le politiche volte a cambiare gli approcci di governance. Nella relazione si sostiene che i progetti di adattamento più efficaci combinano spesso due o più approcci differenti. Per esempio, l'adattamento presso la costa mediterranea francese si basa su un approccio integrato che tiene conto di cambiamenti climatici, turismo, trasporti e biodiversità. Nelle aree urbane, spazi verdi e corpi idrici rientrano nella progettazione edilizia al fine di ridurre i rischi legati alle ondate di caldo. Anche Barcellona ha iniziato ad adattarsi alla carenza di acqua con un nuovo impianto di desalinizzazione ad alta efficienza. Questo progetto grigio opera in tandem con altre iniziative morbide come gli incentivi per ridurre il consumo di acqua, diminuendo gli impatti derivanti da siccità prolungate. Il costo dell'adattamento potrebbe essere elevato in alcuni casi, tuttavia la relazione sottolinea i risparmi complessivi derivanti da alcune azioni di adattamento. Uno dei più grandi progetti di adattamento basato sullecosistema consiste nel ripristinare il bacino idrografico del Danubio al suo precedente stato naturale. Sebbene il costo stimato sia pari a 183 milioni di euro, esso dovrebbe aiutare a prevenire inondazioni come quella del 2005 che da sola è costata 396 milioni di euro di danni. Sono stati istituiti in Europa sistemi di allarme rapido per aiutare a prevedere incendi boschivi, inondazioni e siccità. Secondo la relazione, tali misure morbide possono aiutare le comunità a superare i rischi. Un progetto simile in Italia ha istituito sistemi di allarme rapido per malattie trasmesse dalle zanzare, previste in aumento con i cambiamenti climatici. Sfide future L'Europa ha bisogno di adeguarsi ai cambiamenti climatici in modo coerente, assicurando l'integrazione dell'adattamento nelle politiche dell'UE e in quelle nazionali, afferma la relazione. Non vi è alcun approccio universale: l'adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe rispondere alle condizioni nazionali e locali. Vi è ancora incertezza nelle previsioni relative ai cambiamenti climatici ed è difficile stimare in modo preciso i futuri rischi poiché anche gli aspetti socioeconomici stanno cambiando. Per tali ragioni la pianificazione dell'adattamento dovrebbe essere abbastanza flessibile da superare circostanze impreviste e una serie di futuri cambiamenti climatici, afferma la relazione. Per esempio, il rafforzamento della barriera del Tamigi, che protegge Londra dalle inondazioni costiere, è stato progettato per lasciare aperte delle opzioni, in modo da poter accogliere degli adattamenti in funzione dell'aumento del livello del fiume. Climate-ADAPT raccoglie un gran numero di studi di casi e altre informazioni per aiutare paesi, regioni e città ad adeguarsi ai cambiamenti climatici. Il sito web contiene informazioni su impatti climatici previsti e azioni nazionali nonché notizie e prossimi eventi.

In Austria e Germania i livelli più alti di riciclo, il Regno Unito e l’Irlanda mostrano invece l’incremento più rapido — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Complessivamente è stato riciclato in Europa, nel 2010, il 35% di rifiuti urbani, che rappresenta un notevole miglioramento rispetto al 23% del 2001. Tuttavia molti paesi incontreranno enormi difficoltà a soddisfare gli obiettivi imposti dallUE di riciclare il 50% di rifiuti domestici e simili entro il 2020. I dati provengono da una nuova relazione dellAgenzia Europea dellAmbiente (AEA) che analizza la gestione dei rifiuti solidi urbani, composti principalmente da rifiuti domestici, nei 27 Stati Membri dellUE e in Croazia, Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia. Cinque paesi hanno già raggiunto questo obiettivo, ma molti altri dovranno compiere sforzi eccezionali per conseguirlo prima del termine ultimo. Per esempio, Bulgaria e Romania riciclano adesso piccole percentuali di rifiuti urbani perciò, per conseguire lobiettivo entro il 2020, devono aumentare il riciclo di oltre 4 punti percentuali lanno nel corso di questo decennio, cosa che nessun paese è riuscito a realizzare tra il 2001 e il 2010. Il Regno Unito ha aumentato la quota di riciclo dei rifiuti urbani dal 12% al 39% tra il 2001 e il 2010, mentre lIrlanda ha innalzato i livelli di riciclo dall11% al 36% nello stesso periodo. Anche la Slovenia, la Polonia e lUngheria hanno migliorato notevolmente i livelli di riciclo dal loro ingresso nellUE. LAustria ha la percentuale più alta di riciclo (63%), seguita da Germania (62%), Belgio (58%), Paesi Bassi (51%) e Svizzera (51%). LAEA ha pubblicato, insieme alla relazione principale, anche le relazioni sui singoli paesi. Jacqueline McGlade, Direttore Esecutivo dellAEA, ha dichiarato: In un periodo relativamente breve, alcuni paesi hanno promosso con successo una cultura del riciclo, con infrastrutture, incentivi e campagne di sensibilizzazione. Altri continuano invece a restare indietro, sprecando enormi quantità di risorse. L`attuale elevata domanda di alcuni beni dovrebbe costituire per i paesi un segnale sulle evidenti opportunità economiche del riciclo. La relazione dellAEA è particolarmente importante poiché i rifiuti urbani sono soprattutto competenza del settore pubblico e lattuale situazione economica in molti Stati Membri dellUE richiede una maggiore attenzione su come raggiungere gli obiettivi strategici nel modo più efficace ed economicamente conveniente. La relazione supporta le iniziative della Commissione Europea a sostegno dei Paesi Membri per migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti. Il documento sarà presentato oggi a Brussels nel corso di un seminario sulle strategie politiche e infrastrutture per migliorare la gestione dei rifiuti urbani. Altre conclusioni LEuropa sta risalendo con successo la gerarchia di gestione dei rifiuti, anche se più lentamente di quanto richiesto dalla normativa. La quantità di rifiuti conferiti in discarica è diminuita dal 2001, mentre è aumentata la quantità di rifiuti inceneriti, compostato e riciclato. Riciclare può ridurre i gas serra e risparmiare risorse preziose, poichè i materiali riciclati sostituiscono quelli vergini. Sotto il profilo del ciclo della vita, il cambiamento nel trattamento dei rifiuti urbani tra il 2001 e il 2010 ha ridotto le emissioni di gas serra provenienti dai rifiuti urbani del 56%, o di 38 milioni di tonnellate di equivalente CO2 nellUE, Norvegia e Svizzera. Priorità della legislazione dellUE sui rifiuti è innanzitutto prevenirne la formazione. I rifiuti urbani prodotti da ciascun cittadino dellUE sono calati del 3,6% tra il 2001 e il 2010. Tuttavia ciò potrebbe essere dovuto alla recessione economica (la produzione di rifiuti pro- capite è stata piuttosto stabile tra il 2001 e il 2007). I rifiuti urbani prodotti in media dagli slovacchi sono cresciuti del 39% tra il 2001 e il 2010, mentre i norvegesi e i croati hanno aumentato i rifiuti urbani annui del 30% e del 25% rispettivamente. Per contro, molti paesi hanno ridotto la quantità di rifiuti prodotti e tra questi cè la Bulgaria (-18%), lEstonia (-17%), la Slovenia (-12%) e il Regno Unito (-12%). Norvegia, Irlanda e Polonia hanno ridotto più di tutti gli altri paesi la percentuale di rifiuti urbani destinati alla discarica tra il 2001 e il 2010. Migliori livelli di riciclo sono dovuti principalmente allevoluzione nel riciclo di materiali, con progressi inferiori nel riciclo di rifiuti organici. I paesi che hanno diminuito con successo i rifiuti conferiti in discarica e aumentato il riciclo hanno solitamente applicato una serie di strumenti nazionali e regionali. Tra questi vi è il divieto di conferimento in discarica di rifiuti biodegradabili o di rifiuti urbani non pretrattati, la raccolta differenziata obbligatoria di parti di rifiuti urbani, strumenti economici come le tasse sulle discariche e sugli inceneritori, le tariffe sulla raccolta dei rifiuti volte a incentivare il riciclo. Contesto Il riciclo include il recupero di materiali come, ad esempio, vetro, carta, metallo e plastica, e il compostaggio. Lobiettivo del 50% del riciclo si applica agli Stati Membri dellUE, alla Norvegia e allIslanda. I paesi possono scegliere tra quattro diversi metodi di calcolo per dichiarare la conformità a tale obiettivo. Nella propria analisi lAEA ha utilizzato uno di questi metodi, e va rilevato che altri metodi di calcolo potrebbero dare origine a esiti diversi. Occorre poi sottolineare che i livelli effettivi di riciclo in alcuni paesi potrebbero essere maggiori rispetto a quelli indicati, poiché i loro dati escludono i rifiuti di imballaggio riciclati dalle famiglie. Inoltre, i paesi con livelli di riciclo molto bassi possono richiedere un periodo di deroga al raggiungimento dellobiettivo. Il 4 marzo 2013 Eurostat ha pubblicato Dati 2011 sui rifiuti urbani, offrendo ulteriori possibilità di valutazione. Eurostat utilizza categorie leggermente diverse dallAEA e tali dati non sono perciò direttamente comparabili con lanalisi dellAEA.

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Nuovi OGM: non c’è accordo fra Stati membri, ora tocca a Bruxelles Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.03.27

(Rinnovabili.it) – “Buone notizie: non c’è la maggioranza fra gli Stati Membri per l’ autorizzazione dei nuovi OGM”. Così twitta il ministro dell’Ambiente del Lussemburgo, Carole Dieschbourg, al termine della riunione Comitato d’appello. I rappresentanti dei ventisette erano stati chiamati a votare, per la seconda volta, il permesso alla commercializzazione di

ONU: l’UE non garantisce l’accesso alla giustizia ambientale Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.03.27

(Rinnovabili.it) LUnione europea deve rimuovere gli ostacoli che oggi impediscono a individui e gruppi di attivisti di accedere alla giustizia ambientale. Questa la richiesta che arriva a gran voce oggi da 15 ONG attive su clima e ambiente, tra cui ClientEarth, Greenpeace, Climate Action Network e Amici della Terra. Il gruppo fa fronte unico per chiedere oggi alla Commissione europea di rimetter mano al Regolamento con cui avrebbe, almeno in teoria, attuato la celebre Convenzione di Aarhus. Sottoscritta nel 1998 sotto legida dellUNECE (Comitato Economico per lEuropa delle Nazioni Unite), la Convenzione vincola i suoi firmatari a riconoscere il diritto di ogni persona ad accedere alle informazioni, al processo decisionale e alla giustizia con riferimento alle materie ambientali. Ma la sua applicazione in Europa sta ostacolando tale diritto, anziché supportarlo. E a dirlo non solo gli attivisti, ma la stessa UNECE. In una raccomandazione adottata lo scorso 17 marzo, il Comitato accusa lUE di non esser riuscita a rispettare la Convenzione, di cui è firmataria. Qual è il problema? Uninterpretazione troppo selettiva della Convenzione da parte di Bruxelles. Di conseguenza il regolamento di Aarhus del blocco non consente azioni legali contro le decisioni di portata generale. Il che rende più difficile, per non dire impossibile, opporsi a iniziative che potrebbero interessare un numero elevato di organizzazioni o imprese. Il provvedimento dellUNECE non è vincolante, ma è quantomeno imbarazzante per unUnione che per molto tempo ha fatto della democrazia e della lotta ambientale, indiscutibili vessilli. Per gli avvocati ambientalisti di ClientEarth e le altre associazioni si tratta comunque di una grande vittoria. LUE commenta lavvocato Anaïs Berthier ha firmato la convenzione delle Nazioni Unite nel 1998 promettendo ai cittadini le informazioni e laccesso alla giustizia di cui hanno bisogno per far rispettare il diritto ambientale. Ma a nessun individuo o ONG è mai stato permesso di sfidare le istituzioni europee dinanzi alla Corte di giustizia. Questa è la prova di un forte e persistente deficit democratico nellUE. A settembre di questanno è prevista una dei firmatari della Convenzione di Aarhus, compresa lUnione europea. Le conclusioni del comitato saranno discusse e le ONG fanno appello allesecutivo affinché riesca a cogliere questa opportunità per aumentare la legittimità delle istituzioni europee e ridurre il divario tra i decisori e cittadini.

Rifiuti organici, la raccolta differenziata supera i 100 kg/abitante Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.03.27

(Rinnovabili.it) Migliora lattenzione degli italiani nei confronti della raccolta differenziata dei rifiuti organici. Nel 2015, il settore ha registrato un aumento su base annuale del 6,1%, arrivando ad un totale di circa 6 milioni di tonnellate di scarto organico dirottate dalla discarica. I numeri appartengono al Rapporto Annuale del Biowaste elaborato dal Consorzio Italiano Compostatori (CIC) a partire dagli ultimi dati ISPRA. Il documento, pubblicato oggi, spiega come la frazione organica, composta sia dallumido dei rifiuti urbani che dalla frazione verde, abbia superato la soglia dei 100 kg procapite raccolti con un maggiore quantitativo medio nelle regioni del Nord (122 kg procapite), rispetto al Centro (101,4 kg) e al Sud (70,2 kg). Nel complesso, si tratta di dati sicuramente positivi che indicano lattenzione che amministrazioni e cittadini stanno dimostrando nei confronti del tema delleconomia circolare e della raccolta differenziata. Sono 25 anni che ci impegniamo in questo senso, sottolinea Massimo Centemero, Direttore del Consorzio Italiano Compostatori (CIC). Prossimo passo è senza dubbio accelerare e migliorare la raccolta nelle regioni del Sud per diminuire la disparità e raggiungere, entro il 2020, gli 8,5 milioni di tonnellate di rifiuti organici allanno, pari a circa 140 kg pro capite. Per quanto riguarda il riciclaggio dellorganico, il sistema di trasformazione del rifiuto organico in compost conta in Italia 308 impianti, di cui 261 impianti di compostaggio, con una capacita� autorizzata complessiva di circa 5,1 M tonnellate, e 47 impianti di digestione anaerobica e compostaggio, con una capacita� di trattamento nominale di oltre 3 M tonnellate. Complessivamente, il sistema impiantistico di compostaggio e di digestione anerobica (DA) ha raggiunto dunque una capacita� potenziale di 8,1 M tonnellate. Secondo le stime del CIC, da questi impianti sono stati ricavati nel 2015 circa 1,76 milioni di tonnellate di compost e 685 GW di energia ottenuti da 275GNm3 di Biogas prodotto negli impianti integrati di DA&Compostaggio. Lattuale capacita� impiantistica nominale potrebbe essere sufficiente per garantire leffettivo avvio a recupero di tutti i rifiuti compostabili raccolti in maniera differenziata in Italia, spiega Alessandro Canovai, Presidente del CIC. Purtroppo, di fatto, si riscontra una carenza impiantistica in alcune regioni del Centro e del Sud Italia, gia� documentata dal CIC nei rapporti annuali degli anni precedenti.

Rinnovabili, la forza lavoro è giovane Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.03.27

(Rinnovabili.it) Le energie rinnovabili sono in rapida crescita nel mondo. Ma non altrettanto rapida è quella dei lavoratori qualificati nel settore, secondo chi assume. Lo rivela GETI, acronimo di Energy Global Talent Index, prima indagine condotta a livello globale per valutare i trend occupazionali nel campo delle rinnovabili, del petrolio, del gas e del nucleare. Il sondaggio, promosso da Energyjobline e Airswift, è stato somministrato ad oltre 16.000 dipendenti e responsabili delle assunzioni dei comparti in questione, in 156 Paesi. Dai risultati emerge che oltre 8,1 milioni di persone sono impiegati nelle fonti rinnovabili in tutto il mondo, e la maggior parte degli intervistati è convinto che lAsia Cina in primis sia lattuale hotspot di crescita per lindustria delle green energy. Rispetto a petrolio, gas e nucleare, la forza lavoro delle rinnovabili è molto più giovane: il 31 per cento degli intervistati nel campo appartiene alla fascia di età compresa tra i 35 e i 44 anni e il 29 per cento tra i 25 e i 34 anni. Eppure molte aziende sono spaventate: un responsabile delle assunzioni su cinque è convinto che ci siano troppo pochi professionisti in movimento nel settore delle rinnovabili, mentre addirittura quattro su cinque prospettano per il futuro un gap di figure specializzate. Gap che non riuscirà a stare al passo con la domanda crescente di energia pulita. Eppure, invece di essere allarmati da queste cifre, bisognerebbe vederle come unopportunità, spiega Hannah Peet, Managing director di Energyjobline. Le aziende hanno riconosciuto questo elemento precocemente, mentre hanno ancora una forza lavoro relativamente giovane. Ma devono muoversi velocemente. Mettendo in atto le giuste pratiche ora, si può evitare del dolore inutile nel lungo periodo. Lindagine ha anche rilevato che nel comparto delle green energy ci sono più donne in posizioni di rilievo che in qualsiasi altro settore energetico. Tuttavia, lequilibrio di genere anche in questo caso è parecchio lontano come dimostra il solo 13 per cento di quote rosa.

Il primo treno a idrogeno al mondo viaggia in Germania Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.03.27

(Rinnovabili.it) Ha viaggiato sul tracciato di prova di Saltzgitter, in Germania, alla velocità di 80 km/h emettendo soltanto vapore. È il primo treno a idrogeno al mondo, fiore allocchiello dellinnovazione nella mobilità sostenibile che dovrebbe entrare in servizio entro la fine dellanno. Lhanno già ribattezzato Hydrail unendo hydrogen e rail, idrogeno e ferrovia. In tutto simile ad un normale treno, tanto allinterno quanto allesterno, il Coradia iLint dimostra di essere completamente diverso dai suoi simili appena si mette in moto. Prima di tutto perché è completamente silenzioso. E poi perché non emette alcuna particella inquinante: il prototipo della Alstom ha ormai tutte le carte in regola per percorrere lunghe distanze a zero emissioni. Il prototipo, presentato ufficialmente già nel novembre del 2016, integra diversi elementi innovativi che ne garantiscono le alte performance. Questo viaggio di prova è unimportante pietra miliare nella protezione dellambiente e nellinnovazione tecnologica afferma Dieder Pfleger, vice presidente delle branche tedesca e austriaca di Alstom Con il Coradia iLint e la sua tecnologia per le fuel cell, Alstom è il primo produttore di treni ad offrire unalternativa a zero emissioni ai convogli per il trasporto di massa. È un enorme passo in avanti verso una mobilità più pulita in Europa. Coradia iLint è dotato di un serbatoio per lidrogeno, sufficiente per garantire unautonomia di 800 km, e di una fuel cell. Lenergia dellidrogeno viene convertita in elettricità dalla fuel cell, permettendo al treno di arrivare a toccare la velocità di 140 km/h. Lenergia che non viene immediatamente utilizzata viene immagazzinata nelle batterie al litio di cui il convoglio è dotato. In questa prima fase, la Alstom prevede di utilizzare idrogeno proveniente da processi industriali di cui è un sottoprodotto e che, in condizioni normali, verrebbe smaltito per combustione. Ma lazienda sta anche pianificando, per il prossimo futuro, di usare lenergia eolica per produrre lidrogeno di cui il treno ha bisogno.

CCS: chi preme per il “carbone pulito” in Europa? Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.03.27

(Rinnovabili.it) Non viene meno lappeal della tecnologia del CCS, Carbon Capture and Storage. Al contrario, per quello che viene spesso chiamato indebitamente carbone pulito, cresce la pressione a livello mondiale, sostenuta in gran parte dai big degli idrocarburi. Come nel caso di Exxon Mobil, coinvolto in un quarto di tutti i progetti CCS oggi esistenti. In realtà è stata la stessa COP 21 sui cambiamenti climatici a legittimare la tecnologia, su cui lEuropa torna oggi a riflettere come sistema imprescindibile per ottenere la riduzione delle emissioni richiesta dallaccordo di Parigi. E lo fa attraverso lAssemblea generale del CCS ospitata dalleurodeputato Lambert van Nistelrooij al Parlamento Europeo. Attraverso una serie di tavole rotonde, levento dal titolo Unlocking Clean Growth Through Carbon Capture and Storage- ha esplorato il ruolo della CCS nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica in Europa, alla presenza di organizzazioni e istituzioni di alto livello, tra cui la Commissione Europea, il governo norvegese, lAgenzia internazionale dellenergia (AIE) e Congresso dei Sindacati europeo. In base al report presentato dalla Zero Emission Technology and Innovation Platform (ZEP), organizzatrice dellevento, in almeno 10 Paesi la tecnologia di sequestro della CO2 sarà essenziale per conseguire lobiettivo di riduzione delle emissioni dell80-95% come stabilito lUE 2050 Energy Roadmap. Per gli autori non si tratta solo di una questione ambientale ma anche di una gara per mantenere la competitività delle industrie europee come lacciaio, il cemento, i prodotti chimici e quelle di raffinazione. Ma, sprona il report, bisogna iniziare subito, fin dal 2020. Non solo CCS è pronto per la distribuzione commerciale, ma la nostra nuova modellazione dimostra che il suo valore per lUnione europea potrebbe superare 1000 miliardi di euro entro il 2050, spiega Graeme Sweeney, presidente della ZEP che ha tra i membri società come la BP, la Shell e la Statoil. In realtà i conti sulla convenienza o meno del carbone pulito sembrano variare molto a seconda di chi tiene in man la calcolatrice. Secondo diversi esperti, come Mike Barnard, ricercatore dellEnergy and Policy Institute (EPI), le tecniche CCS non saranno mai economicamente sostenibili rispetto alle alternative. Servirebbe uninfrastruttura di distribuzione due o tre volte quella che oggi permette la distribuzione dei combustibili fossili, e si tradurrebbe in un costo dellelettricità quattro o cinque volte più alto. Per il Clean Coal Center della AIE, il punto focale è il costo associato alle enormi quantità di energia necessaria per la cattura e lo stoccaggio della CO2, che determinerebbe aumenti importanti del prezzo dellelettricità finale e renderebbe la commerciabilità di questa tecnica praticabile solo con un prezzo del carbonio di 60 dollari per tonnellata.

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La riforma della Legge sui Parchi spiegata da Rossella Muroni greenreport_it - Pubblicato 2017.03.27

«La sensazione generale è che si sia persa un’occasione importante per aprire un confronto ampio e approfondito su come vada tutelata e gestita la biodiversità in Italia nel 2017» La riforma della Legge sui Parchi spiegata da Rossella Muroni Le cose che non vanno e le novità nel testo in discussione da oggi

Legge sui Parchi, per il Wwf è Sos Natura: mobiltazione per difendere le Aree protette greenreport_it - Pubblicato 2017.03.27

Legge sui Parchi, per il Wwf è Sos Natura: mobiltazione per difendere le Aree protette Bianchi: «Rischia di far fare un salto indietro di 40 anni al sistema delle Aree Protette» [27 marzo 2017] E partita la campagna di mobilitazione del Wwf Italia per difendere i Parchi Nazionali che, secondo la presidente del Panda, Donatella Bianchi, «Sono messi in pericolo da una legge che rischia di indebolire i principi e le garanzie di tutela della natura e far fare un salto indietro di quarantanni al sistema delle Aree Protette». La Bianchi dice che la riforma della legge sui Parchi approdata oggi alla Camera «E una grande opportunità perduta: se il testo non verrà emendato ma licenziato frettolosamente, anziché rilanciare e rafforzare i Parchi italiani li indebolirà». Il Wwf sottolinea: «Nonostante la Costituzione attribuisca allo Stato il compito di proteggere la natura, con la legge su cui saranno chiamati ad esprimersi i deputati, di fatto, le Aree protette passerebbero sotto la diretta influenza degli Enti territoriali, rischiando di essere ostaggio di logiche partitocratiche e localistiche». In una scheda il Wwf riassume cosa cè che non va nella proposta licenziata dalla Commissione ambiente della Camera con alcune modifiche: che i Presidenti dei Parchi abbiano solo generiche qualifiche di gestione amministrativa senza che sia richiesta nessuna competenza in materia di tutela ambientale; che nel Consiglio Direttivo degli Enti-Parco siano inserite rappresentanze di portatori di interessi economici, indebolendo gravemente la tutela degli interessi generali rappresentati dallo Stato; che i Direttori dei Parchi non abbiano più una nomina nazionale, ma locale e senza che siano richieste competenze ambientali o naturalistiche e che ne sia garantita lindipendenza; che le Aree Marine Protette siano ancor più governate attraverso un sistema frammentario e disomogeneo fortemente condizionato dagli interessi locali; che la gestione della fauna dei parchi non sia chiaramente ancorata alle Direttive comunitarie, aumentando anche le possibilità di coinvolgimento dei cacciatori per gli abbattimenti selettivi. La Bianchi conclude: «Oggi il Parlamento sembra incapace di ascoltare il mondo al di fuori del Palazzo mentre con la Legge Quadro del 1991 (la 394) si aprì al confronto con la società civile e la comunità scientifica cè ancora una possibilità per correggere la rotta: per questo il Wwf si rivolge a tutti i deputati che affronteranno, in Aula, la proposta di legge affinché accolgano una serie di modifiche sostanziali per modificare il testo che rischia di stravolgere il sistema delle Aree protette e di indebolire la Natura DItalia. I Parchi possono rappresentare una grande opportunità di sviluppo sostenibile, per questo occorre una riforma innovativa e proiettata al futuro». Il Wwf invita a informarsi sulla mobilitazione vai su www.wwf.it/parchi e acrivere al deputato della propria Circoscrizione: «S.O.S. Natura dItalia: Le chiedo dintervenire sul Disegno di Legge sui Parchi in discussione alla Camera per garantire le piene competenze dello Stato nella tutela e gestione del sistema di aree protette più importante dEuropa. #sosparchi». Il Panda chiede anche di inviare un twitt con #sosnaturaditalia con il testo @lauraboldrini @PietroGrasso perché stravolgere la più importante legge italiana per la tutela della natura? #sosparchi con @WWFitalia

Chi guarda Mediaset è più propenso a votare per i politici populisti. Studio Qmul – Bocconi greenreport_it - Pubblicato 2017.03.27

«Laccesso anticipato a Mediaset sembra anche essere associato ad un maggior sostegno al M5S» Chi guarda Mediaset è più propenso a votare per i politici populisti. Studio Qmul Bocconi Il Caso Italia/Berlusconi: effetti politici maggiori su chi è stato esposto da bambino e da anziano [27 marzo 2017] Di fronte allemergere di personaggi come Matteo Salvini, tendiamo a dimenticarci chi è il padre del moderno populismo italiano che ha aperto la strada alla neodestra, a ricordarci che tutto, almeno in Italia, nasce con la televisione commerciale di Silvio Berlusconi è uno studio appena pubblicato in un working paper della School of economics and finance della Queen Mary University of London (Qmul) da Andrea Tesei (Facoltà di economia e delle Finanze Qmul), Ruben Durante (Universitat Pompeu Fabra e Sciences Po) e Paolo Pinotti (università Bocconi di Milano). Secondo lo studio, «Le persone esposte alla televisione di intrattenimento sono più propense a votare per i politici populisti». Per arrivare a questa conclusione che smentisce tutti coloro che dicevano che le televisioni di Berlusconi non spostano voti i ricercatori hanno studiato limpatto politico dellintrattenimento televisivo in Italia negli ultimi 30 anni, durante la graduale introduzione della televisione commerciale di Mediaset. I ricercatori hanno prima controllato i dati locali su istruzione e attività economica. Poi hanno mostrato che non cerano tendenze pre-esistenti a votare per un qualsiasi partito politico prima dellarrivo di Mediaset a livello comunale. Infine, la loro metodologia si basa solo sullintensità del segnale che è dovuta a caratteristiche geografiche esogene (montagne e vallate). La presenza o lassenza di montagne che interferivano con la ricezione dei programmi Mediaset in un determinato Comune è casuale ed è estranea a qualsiasi caratteristica politica del Comune. Confrontando i comportamenti di voto delle persone che vivevano nelle regioni in cui venivano trasmesse le reti Mediaset rispetto a quelle dove le Tv di Berlusconi non erano ancora disponibili, lo studio e ha scoperto che le persone che avevano avuto subito accesso a Mediaset prima del 1985 quando la rete era caratterizzata solo dallintrattenimento leggero hanno votato in media un punto percentuale in più per Forza Italia, rispetto agli abitanti dei Comuni dove Mediaset è arrivata dopo. I tre ricercatori hanno scoperto anche che questo effetto politico è proseguito per quasi 20 anni e 5 elezioni e che è stato particolarmente pronunciato tra gli anziani ei giovani, anche questi due gruppi ne sono stati influenzati in modi molto diversi. Tesei spiega: «I nostri risultati suggeriscono che gli individui esposti alla TV di intrattenimento da bambini sono meno cognitivamente sofisticati e meno impegnati socio-politicamente da adulti e, in definitiva, più vulnerabili alla retorica populista di Berlusconi da persone anziane. Daltra parte, sembrano essere stati agganciati dallintrattenimento leggero fornito da Mediaset e in seguito esposti a contenuti e notizie distorte sugli stessi canali». Le persone meno istruite, che hanno abbandonato presto la scuola, che sono state esposte alla TV di intrattenimento hanno votato il 3% in più per Forza Italia rispetto alle persone meno istruite che vivono nei Comuni dove inizialmente Mediaset non era disponibile). Le persone esposte alla TV di intrattenimento da i bambini hanno votato quasi l8% in più per Berlusconi, rispetto ai soggetti della stessa età che sono stati esposti in seguito. I ricercatori hanno scoperto che «Le persone che sono state esposte alla TV di intrattenimento da bambini sono cognitivamente svantaggiate in età avanzata». Coloro che sono stati esposti da bambini, da adulti nei test cognitivi realizzano risultati il 5% peggiori rispetto ai loro coetanei non esposti, ma hanno anche il 13% in meno di probabilità di mostrare un interesse per la politica e il 10% in meno di probabilità di far parte di associazioni di volontariato. I ricercatori affermano inoltre di aver scoperto un effetto ancora più forte tra le persone che erano già ultra 55enni, quando queste sono state esposte allintrattenimento televisivo: «Questo gruppo ha votato in media di 10 punti percentuali in più per Forza Italia che gli elettori non esposti della stessa età». Lo studio ha scoperto che le persone anziane esposte alla TV di intrattenimento durante gli anni 80 sono le più propense a guardare i telegiornali delle reti Mediaset iniziati nel 1992 che hanno fatto da megafono propagandistico alla scesa in campo di Berlusconi e a tutta la sua parabola politica. I ricercatori hanno anche scoperto che lesposizione alla TV di intrattenimento non ha solo fatto aumentare il sostegno a Berlusconi, «ma anche per altri soggetti politici populisti con caratteristiche simili. Infatti, laccesso anticipato a Mediaset sembra anche essere associato ad un maggior sostegno al Movimento 5 Stelle, guidato dallex comico Beppe Grillo». Secondo Tesei, Durante e Pinotti, «Questi risultati suggeriscono che Mediaset ha influenzato gli atteggiamenti politici e il comportamento di voto oltre il suo effetto per il partito di Berlusconi. In particolare, i risultati suggeriscono una relazione tra lesposizione alla schermo TV e le preferenze per i partiti e i leader populisti». Per giungere a questi risultati, i ricercatori hanno utilizzato una combinazione di metodi di ricerca, compresi un engineer-developed software per simulare la propagazione del segnale TV, unanalisi econometrica basata sui dati delle elezioni a livello comunale e i dati delle indagini geo-referenziati. Linfluenza della TV di intrattenimento sul voto è risultata percentualmente evidente quando hanno controllato le caratteristiche geografiche e socio-economiche a livello comunale. Tesei conclude: «I nostri risultati suggeriscono che contenuti di intrattenimento sono in grado di influenzare gli atteggiamenti politici, creando un terreno fertile per la diffusione di messaggi populisti. E il primo importante studio per studiare leffetto politico dellesposizione degli elettori ad una dieta di intrattenimento light. i risultati arrivano al momento giusto, proprio mentre gli Stati Uniti si stanno adattando alla presidenza di Donald Trump».

Rifiuti, cresce la raccolta dell’organico per una filiera da 9mila posti di lavoro greenreport_it - Pubblicato 2017.03.27

Rifiuti, cresce la raccolta dellorganico per una filiera da 9mila posti di lavoro Canovai: «Carenza impiantistica di fatto in alcune regioni del Centro e del Sud Italia» [27 marzo 2017] Dal rapporto annuale del Biowaste, pubblicato oggi dal Cic Consorzio italiano compostatori emerge che a livello nazionale vengono intercettati oltre 100 kg procapite di rifiuto organico lanno, con un incremento della frazione organica (frazione umida + verde) che nel 2015 ha visto un ulteriore incremento del +6,1% rispetto al 2014, pari a 350.000 tonnellate in più raccolte. Lumido evidenziano dal Cic si consolida come la componente principale dei rifiuti urbani raccolti, rappresentando il 43,3% della differenziata in Italia, seguito da carta e cartone (22,5%) e vetro (12,5%). Secondo le stime del CIC, nel 2015 sono state raccolte 4 milioni di tonnellate di umido, pari a circa 66 kg per abitante per anno, e oltre 2 milioni di tonnellate di verde, pari a ca. 34 kg/ab/a. «Prossimo passo osserva Massimo Centemero, direttore del Consorzio è senza dubbio accelerare e migliorare la raccolta nelle regioni del Sud per diminuire la disparità e raggiungere, entro il 2020, gli 8,5 milioni di tonnellate di rifiuti organici allanno, pari a circa 140 kg pro capite». Raccogliere crescenti quantità differenziate di rifiuti rimarrebbe però un esercizio sterile senza in primo luogo unadeguata presenza di impianti di prossimità capace di gestirle in modo sostenibile, e in secondo luogo un mercato di sbocco dove alla materia e allenergia recuperate da tali impianti venga riconosciuto un adeguato valore economico (oltre che ambientale). Per quanto riguarda il riciclaggio dellorganico, il «sistema di trasformazione del rifiuto organico in compost conta in Italia 308 impianti, di cui 261 impianti di compostaggio, con una capacità autorizzata complessiva di circa 5,1 M tonnellate, e 47 impianti di digestione anaerobica e compostaggio, con una capacitaà di trattamento nominale di oltre 3 M tonnellate. Complessivamente, il sistema impiantistico di compostaggio e di digestione anerobica (DA) ha raggiunto dunque una capacitàpotenziale di 8,1 M tonnellate. Secondo le stime del Cic, da questi impianti sono stati ricavati nel 2015 circa 685 GW di energia e 1,76 milioni di tonnellate di compost», con il 33% di tutto quello prodotto in Italia nel 2015 che ha fatto parte del Programma di controllo qualità Compost di Qualità CIC. Secondo le stime del Consorzio, inoltre, con «il trattamento biologico della frazione organica è possibile risparmiare 3,5 Milioni di tonnellate di CO2 equivalente/anno rispetto allavvio in discarica». «Lattuale capacità impiantistica nominale potrebbe essere sufficiente per garantire leffettivo avvio a recupero di tutti i rifiuti compostabili raccolti in maniera differenziata in Italia spiega Alessandro Canovai, presidente del Cic Purtroppo, di fatto, si riscontra una carenza impiantistica in alcune regioni del Centro e del Sud Italia, gia� documentata dal CIC nei rapporti annuali degli anni precedenti. E invece giunto il momento di lavorare su questo aspetto, soprattutto adesso che a Bruxelles si sta discutendo il pacchetto sulleconomia circolare che adotta la proposta di portare i target di riciclaggio al 2030 fino al 70% per i rifiuti urbani ed all80% per gli imballaggi. Si tratta sottolinea Canovai di un elemento propositivo avanzato e sostenuto dal Cic stesso: aumentando gli obiettivi tutti i comuni italiani dovranno introdurre la raccolta dellorganico che ad oggi coinvolge circa 40 mln di abitanti». Aprendo a ulteriori possibilità di sviluppo anche sul piano occupazionale. Già nel 2015, secondo le proiezioni del Cic, il volume daffari complessivamente generato dal biowaste in Italia è stato pari a 1.7 miliardi di euro di fatturato e 9.000 posti di lavoro. «Si tratta di valori che potrebbero crescere fino a 13.000 addetti e 2,4 Mld ¬ se la raccolta differenziata del rifiuto organico fosse estesa a tutti i comuni italiani», sottolinea Centemero guardando in particolare «allultima frontiera del settore della valorizzazione del rifiuto organico, lupgrading del biogas a biometano, un biocarburante che può essere impiegato in sostituzione dei carburanti fossili e che contribuisce a rispondere in modo ancora piuù efficiente ai principi delleconomia circolare. Un prodotto innovativo che le aziende italiane sono già pronte a produrre e immettere al consumo». L. A.

Quanto inquinano le navi da crociera? A Civitavecchia molto greenreport_it - Pubblicato 2017.03.27

Quanto inquinano le navi da crociera? A Civitavecchia molto Livelli di particolato ultrafine fino a 140 volte superiori a quelli delle zone con aria pulita [27 marzo 2017] Nellambito della campagna Facciamo respirare il Mediterraneo, lOng tedesca Nabu e Cittadini per laria continuano il monitoraggio del particolato ultrafine nelle città di porto italiane per valutare i livelli delle emissioni atmosferiche delle navi da crociera e dei traghetti e dicono che «Le misurazioni della qualità dellaria effettuate nel porto di Civitavecchia mostrano concentrazioni molto elevate di particelle ultrafini». Le misurazioni sono state condotte durante le operazioni di attracco delle tre navi da crociera che, dalle 7.00 del 25 Marzo, hanno fatto scalo al porto di Civitavecchia e Cittadini per laria, supportati dallesperto di Nabu Axel Friedrich, hanno rilevato «livelli di particolato ultrafine fino a 140 volte superiori a quelli delle zone con aria pulita».. Le due associazioni spiegano che «Le misure effettuate ad una distanza variabile fra 500 e 800 metri hanno mostrato livelli di polveri ultrafini con picchi fino a 280.000 pt per centimetro cubo durante le operazioni di attracco delle navi. Il numero delle particelle in zone remote con buona qualità dellaria è inferiore a 2000 pt/cc, il livello di fondo marino era pari a 2.500 pt/cc, mentre durante circa due ore di monitoraggio in porto la media rilevata è stata di circa 34.000 pt/cc. Le polveri ultrafini sono ormai riconosciute essere causa di infarti e altre malattie cardiologiche». Le navi che hanno fatto scalo il 25 marzo a Civitavecchia sono MSC Magnifica, Costa Pacifica e FTI Berlin, le prime due sono state varate nel 2009, la terza nel 1980. Solo la MSC Pacifica è entrata nella classifica delle navi stilata lo scorso anno da Nabu, senza risultare tra quelle che hanno adottato sistemi per un significativo abbattimento delle emissioni. Nabu e Cittadini per laria sottolineano che «Tutte queste navi operano con oli combustibili pesanti estremamente inquinanti» e ricordano che in un comunicato stampa, il presidente di Rome Cruise Terminal RCT, John Portelli, che il 25 marzo aveva negato laccesso al terminal crocieristico per effettuare le misurazioni in concomitanza con la movimentazione delle navi, ha rivendicato la partecipazione di RCT al dibattito relativo allimpatto ambientale delle navi, anche attraverso la Cruise Lines International Association (Clia) di cui RCT è membro. La Presidente di Cittadini per lAria, Anna Gerometta, ribatte: «Se il tema dellimpatto ambientale delle navi è davvero importante per armatori e operatori del settore navale, non può essere loro sfuggito lesito dello studio sullo stato di salute della coorte dei residenti nel comprensorio di Civitavecchia, coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Ssr della regione Lazio e pubblicato nel 2016, ed in particolare il dato che ha evidenziato come la residenza entro 500 metri dal perimetro del porto sia associata ad incrementi di rischio di mortalità per tumore al polmone (+31%) e eccessi di rischio per mortalità per malattie neurologiche del 51% superiore rispetto ai residenti in altre zone. Analisi epidemiologica che, si noti, si ricollega direttamente allesposizione della popolazione che vive in prossimità del porto agli inquinanti atmosferici derivanti dallo stazionamento delle navi nel porto stesso. Un porto è una importante sorgente di emissioni convogliate (dai camini delle navi e i veicoli in transito) e diffuse (carbone, metalli, idrocarburi, etc) e costituisce dunque una fonte di pressione ambientale per il territorio. Una città come Civitavecchia, che vede quasi 900 navi da crociera allanno attraccare al suo porto (17 km di banchine, 26 moli operativi e 23 attracchi per yacht tra i 40 ed i 100 metri), con una movimentazione di oltre 2.500.000 di passeggeri, deve poter essere protetta dalle emissioni di questo turismo insostenibile. Gli operatori delle crociere dovrebbero domandarsi se la flessione prevista per il 2017 del numero di passeggeri non sia anche da attribuire ad una crescente consapevolezza dellinsostenibilità ambientale di questi alberghi galleggianti. E se non sarebbe invece un buon investimento per questo settore sostenere lattuale nostra richiesta di rendere anche il Mediterraneo una zona a basse emissioni navali come già esiste nel Nord Europa e in America». Durante la conferenza stampa di presentazione dei dati, Nabu e Cittadini per laria hanno sottolineato che «Nel Mediterraneo traghetti, navi da crociera e navi portacontainer, sono tuttoggi autorizzati ad usare olio combustibile pesante molto inquinante, senza alcun sistema di depurazione dei gas di scarico come invece previsto dagli standard per auto, camion e persino per le centrali elettriche. Di conseguenza i gas di scarico che escono dai motori delle navi contengono enormi quantità di inquinanti atmosferici tossici, come la fuliggine, e contribuiscono in modo significativo anche ai cambiamenti climatici». Cittadini per lAria parteciperà al Tavolo di lavoro coordinato dal Comune di Civitavecchia, convocato per il 29 marzo, al quale prenderanno parte anche Autorità portuale e Capitaneria di porto, oltre a comitati e associazioni locali. Daniela Patrucco, referente della Campagna per il Mar Tirreno dellAssociazione, rinnoverà alle istituzioni le richieste già avanzate: «lemissione di unordinanza che imponga alle navi luso di combustibili a basso tenore di zolfo (0,1%) o altri combustibili più puliti a dodici miglia dalla linea di costa; la pubblicazione su un sito istituzionale dei controlli alle navi effettuati dalla Capitaneria di Porto; Il supporto alla campagna nazionale e internazionale per la creazione di unarea ECA (Area di controllo delle emissioni) nel Mediterraneo nella quale possano essere utilizzati esclusivamente carburanti a bassissimo contenuto di zolfo e ossidi di azoto; linserimento nel Piano della Qualità dellaria regionale di misure dedicate alle emissioni navali e portuali».

Geothermica, pronti oltre 32 milioni di euro per lo sviluppo della geotermia in Europa greenreport_it - Pubblicato 2017.03.27

Geothermica, pronti oltre 32 milioni di euro per lo sviluppo della geotermia in Europa Ad aprile sarà aperta una call per selezionare i progetti candidati. I finanziamenti dallUE e da 13 Stati membri [27 marzo 2017] Si è recentemente conclusa in Germania lultima edizione di GeoTherm, uno dei principali expo a livello internazionale dedicati allo sviluppo della geotermia e dei suoi impieghi. È stata loccasione per presentare al grande pubblico Geothermica, un progetto europeo da 32.209.160 euro coordinato dallIslanda, con il quale lUnione Europea e 13 stati membri tra cui lItalia si prefiggono di «accelerare la diffusione dellenergia geotermica in Europa». Durante lexpo tedesco Susanna Galloni, in qualità di Ec project officer di Geothermica, ha annunciato che la call per i progetti interessati sarà pubblicata ad aprile. Il budget a disposizione sarà, appunto, di oltre 32 milioni di euro, indirizzabili sia verso la grande industria, sia per progetti di sviluppo tecnologico proposti da realtà più piccole: fino ad ora si legge nella presentazione di Geothermica lo sviluppo dellenergia geotermica era basato principalmente su finanziamenti nazionali per la ricerca» e su misure di sostegno al mercato, con poche eccezioni. Ora è il momento di «intraprendere il passo successivo: unire le forze a livello europeo e di realizzare importanti sviluppi su larga scala attraverso una piattaforma di progetti europei finanziati congiuntamente».