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Informat Paper News - Intersezioni

Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

L'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, in collaborazione con la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, organizza un corso per “Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari”, riconosciuto ai sensi del Reg. CE 834/07 e succ. mod. Scopo del corso è la qualifica del personale incaricato di

Rischio e valutazioni biologiche Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Dopo la presentazione delle Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, elaborate dal Dipartimento Sistemi verdi della Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia (cfr. Giorgetti M., Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, Intersezioni, 73, 20 aprile 2016) molti collegi si sono posti il problema di come affrontare il concetto di rischio introdotto per la prima volta dalle Linee guida nella prassi di valutazione della stabilità nel nostro Paese. Il coordinatore delle Linee guida ricorda che la valutazione del rischio di possibili danni a cose e persone nelleventualità che si verifichi un cedimento, sebbene sia stata fino a oggi facoltativa, viene sempre più richiesta dai committenti, soprattutto quando questi sono compagnie assicurative a livello europeo e internazionale. D'altra parte, vi sono esperienze e metodi elaborati in altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti d'America e in Gran Bretagna, che integrano l'analisi del rischio nella valutazione "biologica" della stabilità degli alberi. Il seminario, che si terrà a Milano il 27 febbraio prossimo, intende approfondire questi aspetti partendo dai profili culturali che si rifanno alla storia della probabilità, esaminando gli approcci cognitivi e psicologici, inquadrando giuridicamente la responsabilità professionale conseguente alle attività di valutazione, indagando gli elementi essenziali degli aspetti assicurativi connessi alla materia per proporre, infine, una breve rassegna dei criteri adottati nei paesi anglosassoni per la qualificazione professionale nell'ambito di procedimenti standardizzati per la valutazione del "rischio albero". Programma: qui allegato. Coordinamento scientifico: Ginevra Galli, Consigliere Segretario dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Sede: Aula G09 Università degli studi di Milano, Via Camillo Golgi 19, Milano (Mezzi pubblici: MM2 Lambrate, Autobus 61, Filobus 93, Tram 5, 23, 33, FS Milano Lambrate). Ammissione: preadesione a odaf@odaf.mi.it entro il 17 febbraio 2017. Vale l'ordine di preadesione fino a esaurimento dei posti disponibili. Contributo di partecipazione: 45 euro, seminario grauito per studenti e personale dell'Università degli Studi di Milano. Il seminario partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 0,875 CFP di cui 0,5 CFP metaprofessionali.

Valutazione della stabilità degli alberi Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Lobiettivo principale del corso è la comprensione globale della pianta e dei segnali che questa esprime in quanto, considerata la continua evoluzione delle conoscenze nel settore e il rapido miglioramento degli strumenti diagnostici, le apparecchiature elettroniche non sono da sole sufficienti alla diagnosi. Trattandosi di un campo in cui si utilizzano anche diversi strumenti diagnostici, oltre a unampia descrizione degli strumenti, delle loro capacità e potenzialità, si prevede di farne comprendere il funzionamento, i pregi e i difetti, mediante esercitazioni in campo. Una parte del programma sarà rivolta agli aspetti legali connessi alla stabilità degli alberi con particolare rilievo alla responsabilità penale e civile nel caso di caduta degli alberi. Durata: 4 giornate (dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18) nei mesi di marzo-aprile 2017 (date da definirsi). Programma Biologia e anatomia degli alberi finalizzata agli aspetti diagnosticie statici, Giovanni Morelli Aspetti legali, Paolo Agnoletto Fitopatologia: agenti di decadimento del legno con riconoscimentipratici, Lobis Valentin Lanalisi della stazione e dei problemi stazionali, Luigi Sani Elementi di dendrometria, Antonella Tedesco Strumentazioni per le analisi: pregi e difetti, Marcello Parisini La redazione della perizia di stabilità, Fiorella Castellucchio Approccio allalbero: vta sia bta e workshop in unarea verde urbana con uso delle strumentazioni, Alessandro Pestalozza Docenti Paolo Agnoletto avvocato, Milano Fiorella Castellucchio dottore agronomo, Milano Giovanni Morelli dottore agronomo, Ferrara Marcello Parisini dottore agronomo, Fondazione Minoprio Alessandro Pestalozza dottore agronomo, Milano Luigi Sani dottore forestale, Firenze Antonella Tedesco dottore forestale, Milano Lobis Valentin laureato in fitopatologia allUniversità di Innsbruck Tutor: Fiorella Castellucchio Coordinatore Commissione di studio Verde urbano dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Segreteria: Elisa Cipriani Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano Sede del corso: Ordine dei dottori agronomi e dei dottorei forestali di Milano, Via Giovanni Pacini 13, Milano. Mezzi pubblici: MM2 Piola, Autobus 39, 62, Filobus 90, 91, Tram, 23, 33, FS Lambrate). Partecipazione: preadesione entro il 21 febbraio 2017 inviando una mail a odaf@odaf.mi.it. Vale lordine di preadesione fino a esaurimento dei 25 posti disponibili. Contributo di partecipazione (da versare entro il 28 febbraio 2017): 400 euro (esente IVA) per gli iscritti agli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano e di Varese, la quota di iscrizione è di 350 euro (esente IVA) per i giovani iscritti, fino a 3 anni di iscrizione e meno di 30 anni di età, 440 euro (oltre IVA) per gli iscritti ad altri Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Il corso partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 4 CFP.

Non sparate sul notaio Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il modello di notariato italiano, di tipo latino (civil law notaries), è presente in 86 Paesi del mondo, in 22 su 28 Paesi europei, e copre oltre il 60% della popolazione mondiale. In tutti questi paesi i notai sono giuristi di elevata formazione selezionati dallo Stato, per legge super partes rispetto alle parti e quindi in grado di offrire un'assistenza imparziale di cui sono garanti e responsabili. Il fatto che le operazioni economicamente più importanti per i cittadini siano sottoposte al controllo di legalità preventivo di uno specialista, indipendente dalle parti, riduce in modo molto significativo il contenzioso successivo. I vantaggi del notariato di tipo latino, internazionalmente riconosciuti, hanno condotto negli ultimi anni a seguito della globalizzazione a una considerevole diffusione di questo modello nel mondo: sono entrati a far parte della famiglia paesi anche culturalmente assai distanti come Cina, Giappone, Indonesia e Vietnam, e si è ulteriormente rinforzata la presenza nell'area europea, con l'ingresso della Russia e della quasi totalità dei Paesi dell'Est europeo. Il notariato italiano, il più antico e tra i più autorevoli del mondo, sostiene attivamente la crescita delle organizzazioni notarili di più recente fondazione. La cooperazione tra notariato italiano e cinese è intensa e proficua. Nel 2003 il Ministro della Giustizia cinese aveva scelto Roma per annunciare, nel corso di una visita al Consiglio Nazionale del Notariato, l'adozione da parte del suo Paese del modello di notariato latino e nel settembre 2014 è tornato per approfondire i temi della trasmissione telematica degli atti ai registri immobiliari e delle imprese azzerando problemi noti altrove come identity frauds, identity thefts, e real estate frauds. A tal fine, in questi anni si sono tenuti corsi di formazione a Roma, a cura del nostro Ministero degli Esteri, dell'Unione internazionale del Notariato e del Consiglio nazionale del Notariato. La validità del sistema notarile di tipo latino si è affermata anche in contesti politico-economici totalmente diversi. Alabama e Florida hanno affiancato al sistema anglosassone un nuovo corpo di notai latini, da tempo esistente anche in Louisiana; altri Stati nordamericani ne stanno seguendo lesempio. Il notariato italiano è stato chiamato a collaborare alla formazione dei nuovi colleghi statunitensi. Come funziona dove manca il notaio Ben diverso è il ruolo del public notary di tipo anglosassone (presente in Gran Bretagna, negli Usa e in altri Paesi), il quale è responsabile solo dell'autenticità delle firme: questo obbliga chi, ad esempio, compra e vende una casa a ricorrere alla consulenza di un avvocato per ciascuno e alle spese dellassicurazione, con costi complessivamente molto più elevati di quelli che si sostengono in Italia, a parità di garanzie. La mancanza della figura del notaio di tipo latino determina inoltre la non attendibilità dei dati inseriti nei registri immobiliari e societari di questi paesi, come specifica chiaramente chi li gestisce. Il valore economico della funzione pubblica del notaio è testimoniato anche dalla richiesta dellAmerican Bar Association di tre notai italiani nel gruppo di lavoro istituito con i rappresentanti della Casa Bianca e del FBI per trovare soluzioni efficaci ai problemi legati alla gestione delle identità digitali e alla prevenzione delle frodi elettroniche connesse anche al mercato immobiliare che hanno portato tra laltro alla falsificazione di migliaia di documenti preparati per favorire le espropriazioni dei beni dei debitori (foreclosure-gate and robosigning). Il contributo del notaio Un esempio del contributo che il notariato italiano può dare allattrazione degli investimento si legge nel rapportò Doing business 2011. In tale anno, infatti, lItalia ha recuperato cinque posizioni a seguito della dimostrazione che lefficienza del sistema di circolazione immobiliare in Italia è ai vertici a livello mondiale. Per quanto ovviamente possono valere i metodi di misurazione di questo rapporto siamo stati considerati secondi solo agli Stati Uniti. Tale risultato è la conseguenza dellinformatizzazione dellintero sistema degli adempimenti post stipula (si tratta per il 2011 di 2.700.000 atti immobiliari), realizzata dal notariato senza oneri per lo Stato. La categoria nel 2011 ha incassato e versato allerario senza aggi esattoriale 5,6 miliardi di euro di imposte indirette. Negli Stati Uniti, dove non cè la figura del notaio, il costo di una transazione immobiliare è di gran lunga superiore a quello italiano. Occorre pagare un avvocato per ciascuna parte e una polizza assicurativa per il caso vi sia una rivendita del bene, ma il contenzioso immobiliare ha un valore pari a oltre quattro punti del Pil. In Italia tale contenzioso è pari sempre in percentuale del Pil a meno di un decimo di quello americano. Ciò significa che il sistema notarile è quello migliore nellinteresse del cittadino e per la crescita del paese. In questo momento occorre dare certezze ancora maggiori ai mercati, specialmente a quello immobiliare, nel quale si registra una caduta di oltre il 40 per cento delle transazioni. Chi pone il problema dellattribuzione ad altre categorie professionali delle competenze del notaio si presta a una competizione tra lobby, ma non guarda allinteresse del cittadino, interesse che risiede nella certezza e legalità degli atti destinati ai registri di pubblicità immobiliare e commerciale. Lordinamento del notariato è stato costruito per la tutela di questo valore: quello delle altre categorie professionali è finalizzato a tutelarne altri. È nellinteresse dei cittadini che le competenze degli ordini professionali citati restino distinte. Il notariato esercita una funzione pubblica di grande rilevanza sociale ai fini della tutela delle volontà e degli interessi patrimoniali dei soggetti più deboli e, in particolare, dei consumatori, dei minori, degli incapaci e degli anziani.In Italia la presenza del notaio-controllore ha realizzato il quasi completo annullamento del contenzioso immobiliare attraverso il test di legalità in entrata e la conseguenze certezza dell'atto notarile. In Italia il contenzioso è pari a circa lo 0,003% degli atti. La figura del notaio costituisce un presidio di legalità sul territorio: il 76% delle segnalazioni antiriciclaggio inoltrate da professionisti e operatori non finanziari all'UIF della Banca d'Italia provenivano dai notai. Il notaio, quale pubblico ufficiale, è un partner essenziale dello Stato nel monitoraggio su migliaia di operazioni economiche (legalità, trasparenza, tracciabilità). Le normative antiriciclaggio AML/TF sono un buon esempio di collaborazione fra pubblica amministrazione e Notariato. Inoltre il notaio ha funzione di prevenzione dei furti di identità. La globalizzazione e l'informatizzazione dei mercati rende cruciale la tracciabilità dei dati di persone e cose. Se i dati non sono accurati ed esatti, introdurli in un computer non aiuterà (rapporto Doing business 2005). L'utilizzo fraudolento di dati anagrafici altrui (Id theft) provoca danni enormi nei Paesi non dotati di sistemi di controllo preventivo. Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) Usa del 2003 stimava in 52,5 miliardi di dollari i danni ai cittadini derivanti da Id theft. Nello stesso periodo gli stessi danni venivano stimati in 2,5 miliardi di dollari in Canada e 2,38 miliardi di Euro in Gran Bretagna. Queste cifre si sono fortemente incrementate nel periodo seguente, sulla spinta della globalizzazione e dello sviluppo delle transazioni informatiche.In Italia il fenomeno è, per ora, poco rilevante, proprio a causa del sistema dei controlli ex ante richiesti dalla maggior parte delle operazioni economiche di una certa importanza. Inoltre il sistema del notariato svolge una funzione essenziale, anche se difficilmente quantificabile in termini monetari, di difensore della pubblica fiducia. Il notariato rappresenta infatti una infrastruttura pubblica con il compito di riempire con la propria competenza e con la presenza capillare sul territorio gli spazi di protezione del cittadino (che sia parte in una transazione, possibile creditore o, anche, futuro acquirente), altrimenti in balia di poteri economici tendenti a operare senza interferenze pubbliche e senza controlli. Può essere utile notare che anche Russia e Cina hanno scelto un modello di tipo europeo e, recentemente, nella Repubblica popolare cinese sono stati inseriti in ruolo 20.000 notai per far fronte alle necessità di certezza del diritto derivanti dallo sviluppo delle attività economiche. Modelli a confronto Nel confronto con una transazione immobiliare negli Stati Uniti occorre considerare che nel caso di un acquisto di un appartamento del valore di 400.000-500.000 a New York, con mutuo non inferiore a 400.000 dollari, i costi professionali e assicurativi sostitutivi del costo notarile sono i seguenti: avvocato della banca (bank attorney), minimo 500 dollari; avvocato del promotore delliniziativa immobiliare (sponsors attorney) 1.500 dollari; avvocato del venditore (sellers attorney) da 1700 a 3000 dollari o più (è anche consentito applicare una percentuale di 0,75-1% del prezzo di vendita); avvocato del compratore (purchasers attorney) come lavvocato del venditore; deposito fiduciario per il pagamento delle tasse, da 100 a 2400 dollari in base alla durata (2-6 mesi) per un prezzo fino a 100.000 dollari, 3000 per un prezzo fino a 400.000 dollari; title insurance, 0,50% del prezzo; in pratica, circa 2600 dollari, per acquisti da 500.000 con mutuo di 400.000 dollari, 5400 dollari, per acquisti da 1.000.000 con mutuo di 800.000 dollari, 7600 dollari, per acquisti da 1.500.000 con mutuo di 1.200.000 dollari; premio per il responsabile della compagnia che rilascia la title insurance, 150-200 dollari; title search (verifica del titolo di piena e libera proprietà), da 450 a 600 dollari. Per un totale di 14.000-19.400 dollari o più. Non tutte le voci sono sempre presenti, ad es. lonorario dellavvocato del promotore potrebbe non esserci, mentre la spesa del deposito fiduciario è variabile. Tuttavia, se lavvocato calcola il proprio onorario in percentuale sul prezzo di vendita, questo costo complessivo cresce di ulteriori 5.000/10.000 dollari per un acquisto di 500.000, portando il totale fra 19.000 e 29.400 dollari. Per confrontare il costo complessivo di un atto notarile italiano, il conteggio va fatto aggregando tutte le voci di spesa, a prescindere dal fatto che alcune siano a carico del venditore e altre a carico del compratore. Si tratta solo di onorari e assicurazione, sono escluse tasse comunali e statali, e accessori, che si aggiungono alla spesa, ma qui non interessano.La title insurance (assicurazione sulla bontà del titolo di proprietà) è computata perché si confronta direttamente con lassenza della performance notarile. È inevitabile per proteggersi contro questo rischio, che da noi è surrogato dalla due diligence notarile e dalla combinazione dellinfrastruttura di certezza giuridica notariato-registri pubblici. La title insurance peraltro non è una garanzia reale, ma solo indennitaria, e non segue gli incrementi di valore nel tempo. Nessuno negli Usa ne fa a meno, onde va considerato come un costo implicito (costo socialmente obbligatorio). Lo stesso va detto per il deposito delle imposte, che da noi è implicito nellonorario notarile. La title insurance, è per noi un costo inesistente per effetto diretto dellatto pubblico.In Italia, l'acquisto di un appartamento del valore di 370.000 euro, con contestuale mutuo ipotecario dell'importo di 300.000 euro ha, approssimativamente, il costo (Iva compresa) di 2000 euro per la compravendita e 2000 euro per il mutuo. Occorre, peraltro, ricordare che le tariffe sono state abrogate e, pertanto, tali importi sono meramente indicativi poiché con la liberalizzazione e lapertura della concorrenza fra notai le cifre si stanno ulteriormente riducendo. Se si analizzano i dati con il metodo Doing business, che fraziona loperazione in cosiddette procedure (ciascuna singola interazione con una parte esterna, come unagenzia pubblica, vale una procedura), si nota inoltre che il sistema americano è frantumato in una serie di segmenti (fra cui anche il pagamento di tributi), assai lontano dal sistema one-stop-shop (sportello unico) che il notaio garantisce. Gli abusi delle banche Negli Usa il sistema legale di accertamento della proprietà immobiliare, di documentazione dei contratti e di iscrizione delle ipoteche in pubblici registri è informale, privo di controllo di legalità e, di fatto, lasciato a una modulistica autogestita dagli operatori bancari. Nel periodo della crisi dei mutui subprime è emerso che almeno un milione di contratti di mutuo erano stati firmati in modo fraudolento o falso e che le attestazioni di proprietà erano altrettanto contraffatte. Negli Stati Uniti i soli avvenimenti legati ai mutui subprime del 2011/2012 hanno costretto 23 Stati a sospendere le procedure a causa dell'incertezza sulla identità dei proprietari. Le transazioni relative a falsi atti immobiliari (e alla conseguente perdita di possesso da parte dei proprietari) ammontano per questo periodo ad almeno 35 miliardi di dollari. Un primo accordo da 25 miliardi di dollari nel febbraio 2012 ha chiuso le cause civili promosse contro cinque colossi del credito ipotecario: 750.000 mutuatari che hanno perso la casa fra il 2008 e il 2011 riceveranno un risarcimento di 2000 dollari ciascuno. Ora sembra prossima la transazione di altre 14 banche a conclusione degli sforzi per farne valere la responsabilità. Limporto dei risarcimenti pagati sarà di altri 10 miliardi di dollari, senza che tutte le conseguenze dello scandalo siano chiuse e, soprattutto, senza recare alcun beneficio ai mutuatari che hanno subito levizione. L'importo descrive con chiarezza il valore delle esternalità negative che si producono dove manca il paradigma del controllo preventivo di legalità e tutto viene lasciato allautodeterminazione del mercato e alla sua presunta capacità di autoregolazione a dimostrazione che un mercato lasciato a sé stesso non è in grado di autoregolarsi e che un sistema di auto-certificazione può falsificare i documenti. Il premio Nobel Robert Schiller, dell'Università di Yale, nel suo libro The sub-prime solution afferma che la presenza di un sistema notarile avrebbe potuto contenere in modo sostanziale i danni. Il mondo americano si vanta di non avere costi transattivi (quali le spese notarili) che aggravano i mutui ipotecari nel momento in cui si stipulano, ma se i giocatori barano, si producono danni di dimensioni enormi. In Italia, con la tecnica di controllo latina basata sul test di legalità in entrata svolto dallinfrastruttura notariato/pubblici registri immobiliari, il problema della regolarità dellistruttoria e della documentazione contrattuale è risolto allorigine grazie alla certezza dellatto notarile. Fiducia e funzionamento del mercato La fiducia è uno degli assets fondamentali del sistema economico. Latto notarile bene-fiducia non solo crea, ma sostituisce la fiducia negli scambi impersonali, perché per legge è irrevocabilmente presunto come accurato (fede pubblica). Così latto pubblico è il mezzo per liberare gli individui dal costoso bisogno di munirsi di informazioni e di prendere decisioni per dare e avere la fiducia nellaltro soggetto. I servizi notarili consumano tempo e catturano risorse, ma il costo dellatto notarile è una esternalità positiva (costo efficiente) perché il costo della formalizzazione con controllo di legalità sostanziale, è minore della spesa che, a posteriori, si deve affrontare per ricostruire la certezza del diritto. Perciò è il più basso costo transattivo tra quelli possibili per mantenere un sistema giuridico di sostegno al sistema economico: rende inutili ulteriori spese per far valere legalmente i propri diritti e abbatte i costi di transazione. Perciò latto notarile non introduce costi aggiuntivi, ma riduce i costi duso del mercato al livello più basso. Lalternativa è il modello di common law che surroga il vuoto dellassenza dellinfrastruttura notaio-pubblico registro imponendo strutturalmente lassicurazione (title insurance), produttiva di maggiori costi, e assumendo il rischio di un forte incremento dei comportamenti opportunistici che sfociano in contenziosi legali. Nei sistemi di common law inoltre una o più parti spesso restano prive di rappresentanza, costrette ad assumersi il rischio di mancata assistenza perché non possono permettersi il costo del proprio avvocato. Il contraente forte, ad es. la banca, non rinunzia mai al proprio avvocato, mentre i piccoli finiscono per fare riferimento a lui, sperando, ma senza alcun diritto e alcuna sicurezza, che gli interessi coincidano.

Il cambiamento climatico in musica Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

LArte contemporanea spesso interagisce con i temi ambientali, divenendo forma di comunicazione e sensibilizzazione del vasto pubblico. Mai, tuttavia, era accaduto che unopera in musica, comunemente definita opera lirica, affrontasse il tema della salvaguardia del pianeta e del rapporto tra uomo e natura a scala globale. È il caso di CO2, opera con la musica del compositore contemporaneo Giorgio Battistelli, uno degli autori più eseguiti al mondo, la raffinata e visionaria regia di Robert Carsen, il libretto ecologista di Ian Burton, diretta dal giovane direttore dorchestra Cornelius Meister in prima assoluta mondiale al Teatro alla Scala di Milano, in occasione di Expo 2015. Lopera, in un unico atto di 95 minuti articolato in un prologo, nove scene e un epilogo, affronta il tema globale del cambiamento climatico, una delle questioni più importanti che lumanità si trova oggi ad affrontare. Tema che, dagli anni Ottanta dello scorso secolo, è stato oggetto di dibattiti, confronti e scontri nellambito scientifico e politico. La scelta inedita e innovativa di rappresentare questo soggetto nella forma del teatro musicale e il grande successo di critica e di pubblico conseguito ci conducono a riflettere su come il tema del cambiamento climatico sia divenuto ormai materia popolare, in grado di catturare linteresse di un pubblico eterogeneo, non sempre facilmente coinvolto dai temi ambientali. CO2, inoltre, conferma limportanza e le potenzialità dellarte, in questo caso di una forma artistica totale e complessa come lopera lirica, che unisce musica, canto, teatro, arti plastiche, danza, nel rivestire un ruolo comunicativo e di sensibilizzazione sociale nei confronti di temi scientifici e legati alla sostenibilità. In CO2, la regia, le luci, la fotografia, il testo, la musica svolgono un ruolo non solo teatrale ma inducono alla riflessione sulle capacità espressive ed estetiche dellarte come forma di denuncia e accusa in grado di colpire profondamente lo spettatore, risvegliare un sentimento di partecipazione e indurre ad agire in modo consapevole a favore di una rinascita del pianeta e dellumanità. Lopera, ispirata inizialmente dal libro Una scomoda verità. Come salvare la Terra dal riscaldamento globale, dellex vicepresidente degli Stati Uniti, Al Gore, pubblicato in Italia nel 2006, può essere interpretata come un lamento e una denuncia dellattività delluomo sul nostro pianeta e nel contempo come una storia damore tra luomo e la natura, con le drammaticità, ma anche le speranze, trasmesse attraverso il linguaggio creativo e universale della musica e la drammaturgia delle scene. Siamo trasportati in una dimensione universale come avviene in molte grandi opere del repertorio classico. Il personaggio principale, il climatologo immaginario David Adamson, durante il prologo, apre lopera con una conferenza sul cambiamento climatico, arricchita da coreografie e suggestivi filmati video della Terra vista dallo spazio e del cambiamento del clima. Adamson, tramite la narrazione, guida lo spettatore nel corso delle scene, le quali affrontano il problema unendo il contenuto scientifico riportato con versi, citazioni, rimandi, concetti e dati numerici riferiti alla realtà, con lestetica dellarte. Questultima si esprime tramite brani solistici o sinfonici, il canto in varie lingue morte o vive sanscritto, greco antico, latino, ebraico, russo, arabo, cinese, giapponese, italiano e inglese per rimarcare luniversalità e linternazionalità del tema, i testi e la recitazione, le splendide scenografie di Paul Steinberg, accompagnate da spettacolari video, curati dal giovane video designer Finn Ross, le apocalittiche immagini fotografiche, la danza con la coreografia di Marco Berriel, le luci intense e penetranti di Robert Carsen e Peter Van Praet, i costumi di Petra Reinhardt. Così, nella prima scena, intensamente evocativa, le teorie scientifiche, religiose e mitiche sulla creazione delluniverso e della Terra, sono integrate con affascinanti immagini video rappresentative della realtà, e da informazioni sullo stato del pianeta e le sue malattie: inquinamento, effetto serra, riscaldamento globale, desertificazione, incremento demografico, urbanizzazione. Un caotico aeroporto internazionale, con i viaggiatori impazziti, bloccati per uno sciopero dei controllori di volo, riempie la seconda scena simboleggiando linsostenibilità e lincontrollabilità del traffico aereo. La terza scena affronta la Babele della Conferenza per il Protocollo di Kyoto, un trionfo e un disastro1, presenta lallegato A del Protocollo, ripercorre le principali tappe degli accordi internazionali sul cambiamento del clima, ricordando il futuro appuntamento di COP21 a Parigi nel dicembre 2015, introduce i temi dellesaurimento dei combustibili fossili e della diffusione delle tecnologia per lenergia solare, cita dati reali sulla quantità di carbonio nellatmosfera e laumento della temperatura terrestre. Tramite un messaggio di denuncia, lo spettatore scopre limpatto del sistema del trasporto aereo e dei veicoli a motore sul riscaldamento del pianeta: nel mondo circolano 1 miliardo e mezzo di auto su strada e di veicoli a motore; ogni anno si producono 60 milioni di auto il cui impatto in termini di riscaldamento equivale a 1 miliardo di tonnellate di biossido di carbonio; un Boeing 747 consuma energia pari allenergia consumata da 3.500 utilitarie in una settimana. Gli effetti sono, tra laltro, laumento della frequenza e della violenza degli eventi meteorologici estremi, ben rappresentati, nella quarta scena, da una vorticosa danza di ballerini sufi turchi, a raffigurare gli ultimi venticinque uragani che hanno colpito il mondo nello scorso secolo, tra cui El Niño, Mitch, Sandy. Lo scienziato Adamson continua la narrazione e ci conduce nella quinta scena, nella quale si apre il Giardino dellEden con Adamo, Eva, lalbero della conoscenza e il serpente immersi nella vegetazione lussureggiante dalle diverse sfumature di verde, tra suoni di uccelli e animali, gorgoglii dacqua, vibrazioni del vento. Il Giardino diviene pretesto per introdurre il tema della fotosintesi clorofilliana, della biodiversità vegetale e animale. La scena si chiude nel buio più profondo, al morso della mela da parte di Eva, e improvvisamente lo spettatore viene catapultato in un enorme, coloratissimo supermercato, sesta scena, con alcune donne intente ad acquistare decine di prodotti provenienti da migliaia di chilometri di distanza, dai più disparati Paesi del mondo. È un grido di allarme verso la globalizzazione e il trasporto a lunga distanza del cibo e la conseguente immissione di carbonio nellatmosfera. La scena settima, dallaria poetica e commovente, conduce lo spettatore su una spiaggia della Tailandia, di fronte allOceano indiano, a ricordo della drammaticità e delle vittime dello Tsunami del 2004. Sullo sfondo scorrono le toccanti immagini reali della gigantesca onda oceanica e della sciagura, mentre i due protagonisti, una turista inglese e il direttore di un albergo tailandese, riflettono sulle cause del tragico evento. La scena seguente, lottava, può essere considerata la parte centrale dellopera. Nello spazio cosmico, compare Gea, la dea primordiale della Terra nella mitologia greca, mentre Adamson racconta lipotesi Gaia, teoria olistica, formulata da James Lovelock, nel 19792, per la quale la Terra, con tutte le sue funzioni, è considerata un unico organismo vivente in continua evoluzione, in grado di autoregolarsi. Gaia ricorda la sua generosità nel fornire risorse e induce gli spettatori a riflettere sulle scale del tempo: 14 miliardi di anni letà delluniverso, 4 miliardi e mezzo lesistenza della stessa Gaia e meno di 4 milioni di anni, un battito di ciglio, la presenza delluomo sul pianeta. Denuncia con fermezza i danni catastrofici che gli uomini le hanno inflitto con la loro arroganza, cercando di distruggerla: foreste bruciate, pianure allagate, rocce depredate, mutamenti del clima, della temperatura e dellatmosfera, sconvolgimento delle stagioni, distruzione della biodiversità. La forza e la potenza di Gaia si manifestano nel drammatico e accorato monito pronunciato da lei stessa: &Ma (gli uomini) non distruggeranno me, è loro stessi che distruggeranno! Gaia non sarà sfruttata per il semplice vantaggio degli umani. Segue la nona scena con le bellissime e struggenti gigantografie del famoso fotografo canadese Edward Burtynsky, di grande impatto, a testimoniare lapocalisse e la distruzione della Terra: unautostrada a dieci corsie invasa dal traffico, iceberg che sprofondano, immense torri per il raffreddamento, immagini dei disastri di Chernobyl e Fukoshima, siccità, inondazioni, distruzioni da terremoti, discariche, impianti petroliferi, minieri di carbone, gigantesche dighe, fiumi rosso fuoco inquinati. Adamson prevede una fine apocalittica del mondo. Nellepilogo viene espressa la drammaticità dellopera accompagnata dalla presa di consapevolezza da parte del protagonista e da una lieve speranza. Adamson, dopo avere trascorso il fine settimana in una capanna, solo, immerso nella natura e nella lettura di libri sul riscaldamento globale, si commuove fino a piangere per la tanta bellezza che lo circonda e la tristezza nel pensare alla distruzione di questa meraviglia. Osserva la vita intorno a lui e percepisce un amore di tale intensità che crede di scoppiare. Rapito dal forte sentimento, a sintesi e a conclusione dellopera, pone tre domande percepibili come un messaggio di riflessione rivolto a sé stesso e soprattutto al pubblico: Se questo non è il mio pianeta, di chi è? Se questa non è la mia responsabilità, di chi è? Se sono io la causa, non sono allora anche la vera cura? CO2 per il suo compositore, Battistelli, esprime le potenzialità della musica nel toccare anche argomenti scientifici e sociali, questi ultimi evidenziati dalluso del coro, offrendo unangolatura di osservazione di tipo estetico e artistico, diversa dalla pura scientificità. La musica, in quanto linguaggio ed espressione darte, non ha solo la funzione di intrattenimento ma, come forma creativa in grado di parlare a tutti, diviene mezzo per porre domande anche scomode, suscitare emozioni, proporre chiavi di lettura su temi complessi e delicati di drammatica attualità per indurre allapprofondimento e alla riflessione sul nostro presente. Per Battistelli lopera lirica diviene una forma di impegno etico e sociale nella quale la musica ci può insegnare a ritrovare la capacità di fare rinascere i sentimenti per ascoltare gli altri, la natura e noi stessi.

L’applicazione dei pagamenti diretti alle aziende agrarie Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il documento Strategia Europa 2020 della Commissione Europea contiene la strategia dellUnione riguardo alle politiche comunitarie, tra cui quella agricola. LEuropa punta alla crescita intelligente, sostenibile, inclusiva. Intelligente, cioè basata sulla conoscenza, innovazione, ricerca e sviluppo, la riduzione dellabbandono scolastico, lincremento dei laureati. Sostenibile sotto il profilo delle risorse, più verde, con la riduzione delle emissioni carboniche. Inclusiva, elevando il tasso di occupazione, favorendo la coesione economica, sociale, territoriale, migliorando le competenze dei lavoratori, riducendo la povertà. Rimpiazza la precedente strategia di Lisbona (2000-2010), gli obiettivi dichiarati si traducono nelloccupare il 75% della popolazione tra i 20 e i 64 anni, investire almeno il 3% del Pil nella ricerca, ridurre le emissioni dei gas serra del 20-30%, ottenere almeno il 20% del consumo da energia rinnovabile, limitare labbandono scolastico sotto il 10%, innalzare al 40% i laureati, diminuire di almeno 20 milioni i poveri. Allinterno della Strategia Europa 2020, il documento CAP towards 2020 indica gli specifici obiettivi della Pac nella produzione agroalimentare più efficiente (produttività, competitività), nella gestione sostenibile delle risorse naturali e lotta al cambiamento climatico (sostenibilità, greening), nella coesione territoriale (sviluppo rurale, multifunzionalità). Le implicazioni comportano di riorientare gli agricoltori al mercato, evitando lo smantellamento del settore (abbandono di terra e aziende agrarie), fornendo agli agricoltori strumenti di gestione del rischio di prezzo, al venir meno della protezione doganale garantita da prelievi e restituzioni. Se nel periodo di programmazione 2007-2013 lUnione Europea aveva impegnato 994 miliardi di euro (1,04% del PIL), per il periodo 2014-20 si fermano, per la prima volta, a 960 miliardi (-3,5%), non solo per la pressione dei paesi pagatori, quanto per la crisi. Alla crescita sostenibile è destinato il 47% delle risorse (45% nel periodo precedente), la conservazione e gestione delle risorse rurali, sostanzialmente la politica agricola, impegna il 39% dei fondi (43% nel periodo 2007-2013), per un totale di 408,313 miliardi di euro, mentre il 6% è riservato alla politica estera dellUE, il resto allamministrazione. Le disposizioni relative alla politica agricola comune sono contenute allinterno di cinque regolamenti, dal 1305 al 1310 del 2013. È il regolamento 1307 che riguarda i pagamenti diretti. Relativo al primo pilastro è anche il 1308, sullOrganizzazione comune dei mercati (Ocm unica), attinente i singoli prodotti, regolamentazione dei mercati, organizzazione e qualificazione dellofferta. Quello del secondo pilastro è il 1305 (Politica di sviluppo rurale), mentre il regolamento 1306, di tipo orizzontale, concerne il finanziamento, la gestione e il monitoraggio della Pac e il 1310 contiene le disposizioni transitorie. Così, il 1311 (Quadro finanziario pluriennale) indica le modalità di finanziamento di tutte le politiche dellUE, a cui si accompagna il 1303 sui fondi strutturali (Fondo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo agricolo per lo sviluppo rurale, Fondo europeo per la pesca). Il primo pilastro è finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga), il secondo dal Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr). La spesa per la Pac per il 2014-20 che attiene il primo pilastro va da 42,2 miliardi (2014) a 38 del 2020 (-10%), per un ammontare di 281,8 miliardi. Per lo sviluppo rurale si passa da 13,6 miliardi a 12 miliardi (-11,2%, complessivamente 89,9 miliardi). In percentuale il primo pilastro arretra dal 29 al 25% dellintero bilancio Ue, la politica per lo sviluppo rurale da 9,5 all8%. Definita la spesa per la Pac si verifica la convergenza esterna, con lobiettivo di attenuare le disparità in termini di pagamenti diretti medi tra gli Stati, con la graduale confluenza verso un valore uniforme. Gli Stati che presentano pagamenti diretti medi per ettaro inferiori al 90% di quello medio comunitario, colmano un terzo della differenza tra il loro livello attuale e il 90% di quello comunitario nei sei anni di programmazione. In ogni caso, nel 2020 tutti gli Stati riceveranno non meno di 196 euro ad ettaro. Sono i Paesi con un pagamento medio unitario per ettaro maggiore della media dellUE a contribuire proporzionalmente a colmare il gap. A beneficiare del meccanismo della convergenza esterna sono i nuovi membri dellEst Europa (Romania, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia), mentre Italia, Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Belgio sono penalizzati. Per lItalia il costo in termini di minori pagamenti diretti si stima in 250 milioni di euro allanno. La nuova Pac prevede la flessibilità tra i pilastri (modulazione volontaria), ossia la possibilità di trasferire fino al 15% del massimale annuale tra i due pilastri. Dal primo gennaio 2015, la prima novità è rappresentata dallintroduzione del nuovo sistema di pagamenti diretti, sostituto del precedente regime di pagamento unico. Si assiste allo spacchettamento dei pagamenti diretti in più componenti, con lobiettivo di migliorare il targeting del sostegno, nonché la distribuzione sia tra Stati (convergenza esterna), e in ambito interno (convergenza interna). Il riferimento di calcolo è lettaro ammissibile, qualsiasi superficie agricola utilizzata esclusivamente, o prevalentemente, per attività agricole (Sau): seminativi (comprese le serre), colture permanenti (frutteti, vigneti, oliveti, agrumeti, frutta a guscio, compresi i vivai e il bosco ceduo), prati permanenti e pascoli; o che già godeva del pagamento unico aziendale. Il regolamento 1307/2013 articola i pagamenti diretti in sette tipologie, di cui tre obbligatorie: pagamento di base, verde (greening), per i giovani agricoltori; quattro facoltative: pagamento ridistributivo per i primi ettari, alle aree svantaggiate, accoppiato e per i piccoli agricoltori. Le diverse tipologie sono applicate entro determinate percentuali, così lItalia riserva al pagamento di base il 58% del totale, al greening il 30% (fisso per tutti Paesi), e l1% per i giovani agricoltori. Tra i pagamenti facoltativi sceglie quelli accoppiati (11%) e, per i piccoli agricoltori, il regime semplificato che sostituisce le altre tipologie. La disciplina finanziaria, per una gestione flessibile delle risorse, prevede la riduzione lineare, sino al massimo del 3%, dei pagamenti superiori a 2.000 euro. La Riserva nazionale, implementata anche dai titoli non utilizzati per due anni, o non attivati, è impiegata per il sostegno dei giovani, o nuovi agricoltori, di quelli in zone con svantaggi specifici, e in altre fattispecie. Oppure a fronteggiare eventuali rischi nella produzione, o distribuzione dei prodotti agricoli. Tra le novità vi è il concetto di agricoltore attivo, soggetto di aiuto (active farmers), per escludere beneficiari quali aeroporti, ferrovie, acquedotti, campi da golf, ecc.. La difficoltà di una definizione positiva induce alla identificazione dei non attivi. In primo luogo, le persone fisiche, o giuridiche, che possiedono superfici agricole senza svolgere unattività agricola minima (almeno una pratica colturale ordinaria). Nella black list rientrano aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi, aree ricreative permanenti. Esclusi sono i soggetti, non le superfici: date in affitto a uso agricolo ottengono i premi. LItalia include nella black list banche e finanziarie, società immobiliari, per azioni, cooperative, assicurazioni, pubblica amministrazione; con esonero di enti di formazione e sperimentazione (università, istituti, centri di ricerca). I soggetti esclusi possono rientrare tra gli attivi per premi non inferiori al 5% delle entrate totali, o per attività agricole non insignificanti, o se oggetto principale di impresa è lattività agricola. Inoltre, attivo per definizione (active by definition) è chi ha già beneficiato di aiuti, ma inferiori a 1250 euro (5000 in montagna e zone svantaggiate), in pratica gran parte degli agricoltori. Oltre al limite di non applicazione, il decreto ministeriale 6513 del novembre 2014 prevede che lagricoltore attivo sia iscritto allInps, come imprenditore agricolo professionale (Iap), coltivatore diretto, colono, mezzadro; sia titolare di partita Iva in campo agricolo. Riguardo la soglia minima, il reg. 1307/2013 esclude premi inferiori a 100 euro, e superfici ammissibili minori di mezzo ettaro. LItalia ha innalzato la soglia minima a 250 euro per il 2015 e 2016, a 300 euro per gli anni successivi. Il nuovo sistema dei pagamenti diretti presenta la duplice finalità di assicurare un adeguato sostegno fisso al reddito, con un pagamento di base disaccoppiato che garantisce un aiuto uniforme agli agricoltori, di rafforzare lefficacia ambientale della fornitura di beni pubblici dellagricoltura. Pagamento di base È il pagamento di base che rimpiazza il pagamento unico aziendale (Pua), in Italia è pari al 58% del massimale nazionale (57% dal 2017). Per la prima assegnazione dei nuovi diritti all'aiuto gli agricoltori hanno presentato domanda entro il 15 giugno 2015. Il numero di diritti all'aiuto è pari al numero di ettari ammissibili, il loro valore unitario (prima provvisorio, poi definitivo) è medesimo ai pagamenti percepiti nel 2014, diviso il numero di ettari ammissibili. Per gli anni successivi l'agricoltore può aumentare i diritti con l'assegnazione dalla riserva nazionale, o per trasferimento (affitto, compravendita dei diritti). LItalia ha deciso lapplicazione della regione unica e i pagamenti diretti tenderanno a un valore uniforme a livello nazionale (convergenza interna), ciò avrà un effetto penalizzante per gli agricoltori detentori di titoli iniziali di valore elevato, abbandonando gradualmente i riferimenti storici (processo redistributivo). Per attenuare limpatto, lItalia adotta il cosiddetto modello irlandese, che contempla una convergenza parziale e graduale, limitando le decurtazioni per i possessori di diritti storici elevati. Così, è applicata la riduzione progressiva e lineare del 30% sui titoli che presentano un valore iniziale (2015) superiore al valore unitario nazionale (Vun), calcolato al 2019. Invece, i titoli con un valore inferiore al 90% del Vun aumentano di un terzo del differenziale fra il valore iniziale (2015) e il 90% del Vun. Inoltre, entro il 2019 nessun titolo sarà inferiore al 60% del Vun, in Italia di circa 180 euro/ettaro. Per tutelare chi detiene titoli storici elevati sono inclusi nel valore iniziale i pagamenti accoppiati. Per il 2015 il massimale per il pagamento di base è aumentato del 3%, evitando di lasciare somme non spese. Applicata al pagamento di base è la degressività, la riduzione progressiva dei pagamenti sopra una specifica soglia e il capping, la soppressione del premio oltre un fissato importo. LItalia prevede la riduzione ai pagamenti superiore al 5% obbligatorio, e molto consistente: 50% per gli importi maggiori di 150.000 euro; il capping dai 500.000 euro. Il taglio riguarda pochissime imprese (0,1%), inoltre la possibilità di scontare il costo del lavoro consente di fatto di evitare la decurtazione. Le somme risparmiate vengono trasferite al secondo pilastro. Legata al pagamento di base è la condizionalità, insieme di norme e regole ecologiche cui è soggetto il regime (cross compliance). Lobiettivo è il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali, con riferimento a ambiente, cambiamento climatico, composizione dei suoli, sanità pubblica, salute e benessere di piante e animali. Si distingue tra criteri di gestione obbligatoria (Cgo) e buone condizioni agronomico-ambientali (Bcaa). I Cgo sono 13 (gestione delle acque, biodiversità, sicurezza alimentare, identificazione e registrazione degli animali e loro malattie, prodotti fitosanitari, benessere degli animali). Le Bcaa sono 7, fissate a livello nazionale (gestione delle acque, suolo e di stock di anidride carbonica, livello di mantenimento minimo dei paesaggi). I controlli a campione consistono anche in telerilevazioni e fotointerpretazioni. Le sanzioni prevedono la riduzione o lesclusione dal premio. Nel caso di negligenza la decurtazione giunge al 5%, fino al 15% in stato recidivo, infine gli agricoltori possono venir esclusi dal premio anche per più anni. Le regole sulla eco-condizionalità valgono anche per le misure agroambientali dei programmi di sviluppo rurale. Esonerati quanti adottano il regime semplificato (piccoli agricoltori). Pagamenti verdi Il pagamento verde, o ecologico (greening), è il pagamento per le pratiche agricole benefiche per il clima e lambiente, è in misura obbligatoria fissa del 30% del massimale. Solo chi ha diritto al pagamento di base può accedere al greening, che richiede il rispetto di tre pratiche (supercondizionalità): diversificazione delle colture, mantenimento dei prati permanenti, creazione di aree di interesse ecologico. Riguardo alla diversificazione, preferita in sede definitiva alla più impegnativa rotazione, si applica solo ai seminativi, non alle colture permanenti (vigneti, oliveti, alberi da frutta, pascoli). Le colture devono appartenere a generi differenti della classificazione botanica (es. grano, Triticum, e orzo, Hordeum), leccezione è rappresentata dalle colture invernali e primaverili (es. orzo invernale e primaverile), come anche dalle colture appartenenti a specie differenti tra le cucurbitacee (zucche, zucchine, cocomeri, meloni), solanacee (pomodori, melanzane, peperoni, ecc.), brassicacee (cavoli, broccoli, colza, ecc). Così, patate, pomodoro e tabacco (solanacee) sono considerate colture differenti. Ai fini del greening la terra può essere anche lasciata a riposo (set-aside) o tenuta a foraggere. Il periodo di identificazione delle colture presenti in azienda è dal 1 aprile al 9 giugno. Limpegno alla diversificazione è proporzionale agli ettari a seminativi, esonerati i primi 10, cioè la grande maggioranza delle aziende, di due colture per quelle tra 10 e 30 ettari, nessuna delle quali per più del 75% dei seminativi, di tre per le superiori a 30 ettari, con una coltura al massimo al 75% della superficie e la terza almeno del 5%. Esenti le aziende con più del 75% dei seminativi a foraggio, colture sommerse (riso), set-aside, se non superiori a 30 ettari. Per il greening è obbligatorio il mantenimento dei prati permanenti designati dagli Stati nelle zone ecologicamente sensibili, con il divieto assoluto di convertirli o ararli, autorizzazione concedibile da AGEA in altre aree solo se il rapporto tra prati permanenti e superficie agricola totale non diminuisca di oltre il 5% annuo. Tale obbligo è nazionale: limpegno del mantenimento deriva dalla loro rilevanza ambientale. La terza pratica agricola greening è la creazione delle aree di interesse ecologico (ecological focus area, EFA): terreni lasciati a riposo, terrazze, elementi caratteristici del paesaggio, fasce tampone, superfici agro-forestali che ricevono il sostegno dai programmi di sviluppo rurale, terreni ai bordi delle foreste, a bosco ceduo in rotazione senza uso di fertilizzanti e fitosanitari, aree oggetto di imboschimento ai sensi dei Psr, aree con colture azotofissatrici. Vista la difformità delle ecological focus area specifici fattori di conversione, o ponderazione son impiegati per calcolare le relative superfici. Così, 1.000 metri lineari di siepe corrispondono a 5000 m² di EFA, mentre 10 ettari di colture azotofissatrici si riportano a 7 ettari EFA. Limpegno della creazione di aree a interesse ecologico è obbligatorio per le imprese con più di 15 ettari a seminativo, cui dedicano almeno il 5% della superficie. Soglia estendibile al 7% a seguito di decisione della Commissione europea definibile entro marzo 2017. Anche le pratiche equivalenti accedono al greening, devono rientrare tra le misure ambientali dei Psr, o sistemi di certificazione ambientali nazionali. Il divieto di doppio finanziamento (double funding) nega di ricevere ulteriori aiuti dal secondo pilastro. Sono considerati verdi per definizione (green by definition) gli agricoltori in zone Natura 2000 e, soprattutto, ad agricoltura biologica. Il rinverdimento del primo pilastro, con lobbiettivo di spingere gli agricoltori verso pratiche sostenibili e protezione dellambiente, appare alquanto annacquato, rispetto alle proposte iniziali. Sotto il profilo finanziario il pagamento verde è in percentuale obbligatoria fissa del 30% sul massimale nazionale. Per lItalia, nel 2016, con un massimale di 3.850,8 milioni di euro, il greening è pari a 1.155,2 milioni, perciò con una superficie agricola utilizzata di circa 12 milioni di ettari, il pagamento verde medio è di circa 96 euro a ettaro. Ogni azienda presenta un diverso pagamento verde a ettaro: la quota greening si applica al valore iniziale dei titoli, premiando quelle dai premi elevati. Le sanzioni per gli inadempienti sono funzione della gravità, portata, durata, fino allesclusione dal premio, dal 2017 intaccando anche gli altri titoli. Il terzo pagamento obbligatorio è riservato ai giovani agricoltori under 40, cui lItalia destina l1% del massimale, che si insediano per la prima volta, o entro i cinque anni precedenti. La restrizione riguarda gli ettari ammissibili: non più di novanta. Il premio si ottiene moltiplicando il numero dei titoli per il 25% del pagamento medio aziendale, premiando ancora chi li ha elevati. Pagamenti accoppiati Riguardo ai pagamenti accoppiati sono la derivazione del vecchio sostegno ai prezzi. Ampia la lista dei prodotti interessati; esclusi tabacco, vigneti, suini, pollame. Il sostegno riguarda settori e regioni rilevanti in situazione di difficoltà, con lo scopo di mantenere, non accrescere la produzione. LItalia riserva al sostegno accoppiato l11% del massimale nazionale (429,22 milioni di euro), che salirà al 12%, con un incremento di 38 milioni di euro, dal 2017, a detrimento del pagamento di base che diminuirà al 57% del massimale, col conseguente ricalcolo dei titoli. Nel 2015 gli aiuti sono andati a zootecnia, seminativi, olivicoltura. La maggior parte (211,87 milioni, 49,4% del totale) destinati alla zootecnia (da latte, bufale, vacche nutrici, bovini macellati, ovicaprini), erogati in euro per capo. Così, per le vacche da latte limporto del premio è di 56 euro a capo, ulteriori 40 per le zone montane. Il sostegno ai seminativi (146,97 milioni, 34,2%) è distribuito tra sette settori: riso, barbabietola, pomodoro da industria, grano duro, soia, proteaginose e leguminose da granella. Per il grano duro è riservato al Centro-sud (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), per un premio di circa 60 euro/ha. Il sostegno alla soia, destinato a Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia, ammonta a 97 euro/ha. Quello alle proteoleaginose (pisello, fava, fagiolo, lenticchia) riguarda il Centro Italia (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), circa 80 euro/ha. Il premio per le leguminose da granella afferisce al Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), anchesso di 80 euro. I produttori di riso percepiscono 120 euro di aiuto accoppiato, la barbabietola 325 euro/ha, il pomodoro da industria 160. Il terzo settore con aiuti accoppiati è lolivicoltura (70,4 milioni, 16,4%), per un superficie ammissibile di 560.000 ettari. Agli oliveti localizzati in Puglia, Calabria, Liguria spettano circa 78 euro/ettaro, ulteriori contributi per le superfici in pendenza. Partecipano ai premi anche tutti gli oliveti, ovunque localizzati, con il riconoscimento di qualità certificata (Dop, Igp, biologico). Allesigenza di concentrare le risorse sui settori più a rischio e con rilevante impatto ambientale si contrappone listanza di compensare i produttori più penalizzati dai meccanismi di redistribuzione dei premi, non più in chiave storica. A sostituire di fatto tutti questi pagamenti interviene il regime semplificato per i piccoli agricoltori, con lobiettivo della semplificazione amministrativa, dedicato a chi percepisce meno di 1250 euro di aiuti (pagamento flat), e a coloro che accettano tale limite. Limporto si calcola come per gli altri agricoltori, laiuto compreso tra 500 e 1250 euro, il requisito della soglia fisica è una superficie aziendale ammissibile superiore ai 5000 metri quadri. Il vantaggio è lesenzione da obblighi (greening, eco-condizionalità), con le domande precompilate e la liquidazione agevolata. Gli agricoltori potenzialmente interessati al pagamento semplificato in Italia sono moltissimi, circa settecentomila, oltre il 60% dei beneficiari. Conclusioni La riforma della Pac modifica il regime dei pagamenti diretti comportando la ridistribuzione degli aiuti tra settori, agricoltori, territori. Considerata lItalia regione unica e ammissibile tutta la Sau, il rilevante impatto ridistributivo deriva dallestrema differenziazione degli aiuti e dalla loro concentrazione geografica. Le decisioni sul bilancio agricolo pluriennale dellUnione europea comporta già la netta contrazione delle risorse disponibili per lagricoltura (-12,1% rispetto al periodo 2007/13). Inoltre, lItalia sconta una riduzione finanziaria maggiore (-18%), a causa del meccanismo di convergenza esterna, molto penalizzante. Infatti, il nostro Paese è il più sfavorito, avendo goduto di premi relativamente più elevati, con un taglio cumulato dei pagamenti diretti di 870 milioni di euro. Nonostante ciò, per noi la Pac è ancora la politica europea più rilevante per risorse ricevute (47% del totale). A ciò si aggiunge, a livello nazionale, la complicata operazione di convergenza interna del valore dei titoli. Leffetto sulle imprese dipende da diversi fattori: il valore unitario iniziale dei titoli, poiché i possessori di titoli storici di valore elevato subiranno la riduzione, al contrario di chi inizialmente dispone di diritti di scarso valore unitario; il tipo di produzione, per la possibilità di beneficiare di aiuti accoppiati; e, in minor misura, letà e gli anni trascorsi dal primo insediamento, per il supplemento potenziale per i primi cinque anni di attività. La ridistribuzione dei pagamenti comporta lomogeneizzazione dei pagamenti per ettaro, tuttavia i settori che più godevano di aiuti sono penalizzati, quali i seminativi e la zootecnia. In particolare, più danneggiate sono quelle aziende in cui ladeguamento al greening si traduce in ulteriori costi di adattamento strutturale, come quelle situate nelle aree intensive di pianura a indirizzo monocolturale. A vantaggio di quelle più tradizionali, a colture diversificate e che hanno conservato elementi caratteristici del tipico paesaggio agrario. Al contrario, sono premiate le imprese viticole e in genere a colture permanenti (frutteti, arboricoltura, vivai) che vedono innalzarsi gli aiuti senza dover sostenere costi aggiuntivi. Questo potrebbe incentivare la conversione delle produzioni meno profittevoli. Daltro canto, il riorientamento al mercato è proprio uno degli obiettivi della riforma. La normativa del regolamento 1307/2013 appare articolata, macchinosa, complessa, la piena operatività del nuovo sistema già manifesta vari problemi legati alla complicazione burocratica e alle difficoltà di adesione degli agricoltori alle nuove modalità gestionali e istanze legislative.

Informat Paper News - expo.rai

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Il treno arriva alla stazione di “Milano Expo 2015” expo.rai - Pubblicato 2015.03.07

Inaugurato il primo viaggio del Frecciarossa da Milano Centrale Dal 26 aprile previste da tutta Italia 236 corse al giorno Dalla Stazione Centrale è partita la prima Freccia Rossa diretta alla nuova stazione Milano Expo 2015. A bordo di un nuovissimo treno vestito con i colori di Expo, in 12 minuti si arriva a breve distanza dagli ingressi dei padiglioni. La nuova stazione di Milano Rho Fiera, che è stata oggetto di numerosi interventi di riqualificazione, si prepara ad accogliere i milioni di visitatori che potranno così arrivare direttamente nel cuore di Expo. Le nuove proposte commerciali, rivolte soprattutto agli studenti ed ai turisti stranieri, invitano ad utilizzare le ferrovie per arrivare a Expo 2015. Ariel Genovese 7 marzo 2015

È sbocciato l’Albero della Vita expo.rai - Pubblicato 2015.03.05

È licona del Padiglione Italia: una chioma di 80 tonnellate per 45 metri di diametro realizzata da un consorzio bresciano Ecco le immagini dellaggiunta della chioma allAlbero della Vita, la struttura di 35 metri che sarà la costruzione più alta dellintera Expo. Licona del Padiglione Italia, di acciaio e legno di larice, è stata costruita e montata a tempo di record da Orgoglio Brescia, un consorzio di aziende costituito per loccasione. Per issare la chioma in legno, di 45 metri di diametro, non è stata usata una gru. Nei giorni scorsi la chioma è stata infilata intorno alla prima parte del tronco dacciaio, poi sono state completate le altre parti in acciaio e quindi è stata issata la chioma con un sistema di argani e carrucole. Unoperazione senza precedenti che ha richiesto un paio dore. Per costruire lAlbero, che con una serie di effetti speciali diversi per giorno e notte garantirà 1260 spettacoli nei sei mesi dellesposizione, sono servite 90 tonnellate di legno e 150 tonnellate di acciaio. Ora saranno posizionate anche le piante che saranno montate su tronco e chioma e tutti i macchinari per gli effetti speciali, inclusi 7 chilometri di led. servizio di Valentina David e Ubaldo Bonotti TGR Lombardia 5 marzo 2015

Informat Paper News - Mipaaf

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Unesco: la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria Patrimonio dell'Umanit (26/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanit. La decisione stata approvata all'unanimit da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione

Mipaaf - Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera Mipaaf - Pubblicato 2014.11.25

Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera (25/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si tenuta oggi, presso la sede del Mipaaf, una riunione della filiera del settore lattiero caseario. All'incontro erano presenti il Ministro Maurizio Martina, l'Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, il Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il vicepresidente di Coldiretti, Ettore Prandini, Giuseppe Cornacchia in rappresentanza CIA, il Presidente di Copagri, Franco Verrascina, e il Presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi. Nel corso della riunione sono state affrontate le principali questioni relative ai rapporti di filiera, all'andamento dei consumi e alla volatilit del prezzo, anche in vista della fine del regime delle quote latte nel 2015. Il Ministro Martina ha presentato un piano finalizzato alla valorizzazione del latte italiano basato sui 5 punti cardine: 1. Miglioramento della qualit del latte; 2. Campagna di educazione alimentare per invertire il calo dei consumi del fresco; 3. Promozione su mercati esteri dei grandi formaggi italiani; 4. Revisione della normativa sui prodotti trasformati in modo da valorizzare la qualit dei prodotti italiani; 5. Richiesta alla Commissione europea di accelerare l'attuazione del regolamento sull'etichettatura, in modo da indicare il luogo di trasformazione e quello di mungitura del latte commercializzato. "Abbiamo intenzione di tutelare un settore strategico - ha dichiarato il Ministro Martina - come quello del latte italiano. La nostra produzione di altissima qualit, basti pensare che la met di questa viene trasformato in formaggi a denominazione d'origine. Siamo pronti a mettere in campo delle azioni concrete e pragmatiche, agendo in anticipo rispetto alla fine del regime delle quote. Vogliamo puntare su qualit, educazione alimentare, promozione ed etichettatura come capisaldi di una strategia a lungo termine, che in questo settore manca da troppo tempo. Nel prossimo Consiglio dei Ministri dell'agricoltura dell'Ue, come Presidenza, metteremo all'ordine del giorno il tema dell'etichettatura, perch anche su questo aspetto vogliamo migliorare. Il Governo c' e far la sua parte, cos come c' la disponibilit delle Regioni di intervenire ulteriormente. Ora ci aspettiamo che tutti i soggetti della filiera lavorino fin da subito per irrobustire i rapporti di filiera, tutelando gli allevatori, e per dare futuro a tante aziende e per salvaguardare la qualit delle nostre produzioni. Siamo pronti a convocare di nuovo le parti a breve per una verifica operativa". Ufficio Stampa

Mipaaf - Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi Mipaaf - Pubblicato 2014.11.24

Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi (24/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha incontrato oggi al Palazzo dell'Agricoltura una delegazione degli Enti Caritativi, che collaborano nell'attuazione del Piano alimentare di sostegno agli indigenti. Erano presenti all'incontro il Vice Ministro Andrea Olivero e i rappresentanti della Fondazione Banco Alimentare, della Caritas Italiana, della Comunit di Sant'Egidio, della Fondazione Banco delle Opere di Carit, della Croce Rossa Italiana e dell'Associazione Sempre insieme per la Pace. Nel corso della riunione c' stato un aggiornamento sulla fornitura di 45 mila tonnellate di prodotti acquistati da Agea su delega del Ministero del Lavoro e con l'indirizzo del Mipaaf, utilizzando i 36,7 milioni di euro di anticipo da parte del Governo nazionale delle risorse del Fondo europeo di assistenza agli indigenti. Gli Enti Caritativi hanno sottolineato l'importanza della Piano e del Tavolo di coordinamento permanente al Ministero delle politiche agricole, per un lavoro concreto per fa fronte all'aumento di richieste di assistenza alimentare. Gli Enti hanno sottolineato l'importanza di un lavoro congiunto con le Istituzioni e la filiera per la riduzione degli sprechi alimentari e un utilizzo virtuoso del cibo recuperato per i poveri. Il Ministro ha poi raccolto positivamente la richiesta di mettere in luce le esperienze degli Enti nell'assistenza di oltre 4 milioni di indigenti nell'ambito di Expo Milano 2015. Il Ministro Martina ha poi ricordato che l'Agea ha emanato altri due bandi di gara per la fornitura di 4,5 milioni di euro di carne bovina in scatola e per 2 milioni di euro di minestrone in scatole, che si aggiungono al bando del 19 novembre da 2 milioni di euro per la fornitura di succo e polpa di pesca, sempre a favore degli indigenti. Con le gare Agea si provveduto ad acquistare oltre 15 mila tonnellate di latte, 6mila tonnellate di polpa di pomodoro, quasi 5 mila tonnellate di olio di semi e 1.740 tonnellate di formaggi DOP. Per tutti questi prodotti sono state esaurite le procedure amministrative necessarie e nei prossimi giorni inizieranno le consegne. altres in via di completamento la consegna di oltre 17mila tonnellate di pasta e farina acquistati con l'impiego di tutte le risorse disponibili per il 2014 del Fondo nazionale di aiuto agli indigenti. Questo intervento di mercato sar ulteriormente rafforzato dopo l'approvazione da parte della Commissione europea del nuovo programma operativo finanziato dal FEAD (Fondo aiuti europei agli indigenti), che ha sostituito il precedente programma di aiuti sostenuto con i fondi della Politica agricola comune. Il nuovo programma di aiuti, elaborato nel 2014 di concerto tra Ministero del Lavoro e Mipaaf, prevede poi lo stanziamento 80 milioni di euro nell'esercizio 2015 e 66 milioni di euro, per ciascun anno sino al 2020. Tale dotazione prevede un cofinanziamento da parte dello Stato pari al 15%, che prima non era previsto dal programma finanziato con i fondi agricoli europei. Con la consegna degli alimenti, dunque, riprende la piena operativit il piano di assistenza che vede da anni il Mipaaf, attraverso l'Agea e con gli Enti Caritativi, impegnato nella distribuzione di pasti e pacchi alimentari ai poveri. La sopravvivenza di tale piano, infatti, era stata posta a rischio dalla chiusura del programma europeo Pac, attivo dal 1987, e non rinnovato a causa della contrariet di alcuni Paesi membri, tra i quali la Germania. L'Unione europea ha stabilito con Regolamento 223/2014 di istituire un proprio Fondo di assistenza agli indigenti, finanziato con i fondi di coesione e quindi di competenza, in Italia, del Ministero del Lavoro. Prima dell'entrata in vigore del nuovo FEAD, il Governo Monti con il Dl 83/2012, convertito in Legge n. 134/2012 del 7 agosto 2012, ha istituito presso l'AGEA, un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti residenti in Italia, senza precisare la dotazione finanziaria. Tale fondo stato finanziato con la Legge di stabilit 2014 dal Governo Letta con un primo stanziamento di 5 milioni di euro annunciato il 16 ottobre 2013 e una definitiva dotazione di 10 milioni di euro passata con maxiemendamento del Governo in fase di approvazione parlamentare della manovra. Nello stesso tempo il Piano Agea ha rischiato comunque di non essere utilizzato per la gestione delle risorse FEAD, in quanto l'orientamento del Ministero del Lavoro nei governi precedenti non prevedeva l'utilizzo di questo sistema per l'assistenza alimentare. "L'incontro di oggi con gli Enti Caritativi - ha detto il Ministro Maurizio Martina - servito per un aggiornamento operativo e strategico per il sostegno a tante persone che chiedono aiuto. L'assistenza alimentare di oltre 4 milioni di cittadini indigenti un dovere per il Governo. Per questo in sinergia con il Ministro Poletti abbiamo costruito un piano di interventi a favore di chi soffre di povert alimentare con una dotazione finanziaria importante. Fino al 2020 avremo oltre 400 milioni dall'Ue ai quali aggiungiamo pi di 70 milioni di euro di quota nazionale. Per l'emergenza di quest'anno abbiamo deciso di anticipare il massimo della quota nazionale fin da subito con i primi 40 milioni di euro per gli aiuti alimentari. Abbiamo gi chiuso le gare per 45mila tonnellate di prodotti che saranno consegnati quanto prima agli Enti caritativi, affinch possano essere garantiti pasti e pacchi alimentari a chi ne ha bisogno. Non ci limitiamo a questo intervento e abbiamo stanziato ulteriori 5 milioni di euro con risorse del Ministero delle politiche agricole per il 2015 che andranno a rafforzare il piano che gestiamo con Agea. Ben vengano anche ulteriori fondi da iniziative parlamentari in tal senso e mi auguro che le ipotesi si trasformino in fatti, perch su questo tema credo sia vietato speculare". Ufficio Stampa

Mipaaf - Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (21/11/2014) Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rende noto che 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (frumento duro, orzo e avena) sono state sequestrate dagli uomini dell'Ispettorato centrale della tutela della qualit e della repressione frodi della Puglia perch prive di certificazioni ufficiali per la commercializzazione come sementi. Le ispezioni sono state compiute nel quadro di un vasto programma di controlli attivato dall'ICQRF nel corso delle semine autunno/vernine. Ufficio Stampa

Mipaaf - Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" (21/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si svolta oggi pomeriggio presso la Sede del Consiglio provinciale di Alessandria, alla presenza del Ministro Maurizio Martina, la riunione operativa per valutare la situazione sul territorio in seguito all'emergenza maltempo. "Vogliamo dare risposte concrete e immediate alle imprese agricole colpite dall'alluvione. - ha affermato il Ministro Martina - Stiamo accelerando le procedure di erogazione degli aiuti per consentire alle aziende di ricevere i soldi quanto prima e riprendere le loro attivit. Per far fronte alle esigenze del comparto, stata inoltre richiesta una integrazione del Fondo di solidariet nazionale, attraverso una dotazione straordinaria di bilancio per il 2015". Con il Fondo di solidariet nazionale possibile beneficiare di contributi fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, di prestiti ad ammortamento quinquennale, della proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza e di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali e la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. E possibile poi richiedere l'accesso all'esonero, fino al 50%, del pagamento dei contributi previdenziali per s e i propri dipendenti. Tramite ISMEA si possono, inoltre, attivare le procedure di rinvio rata per gli imprenditori colpiti dalla calamit, per non dover far fronte, entro il 31 dicembre, a un nuovo esborso finanziario. "Questi fenomeni atmosferici, sempre pi frequenti e intensi, - ha concluso Martina - ci impongono un cambio di rotta. La nostra azione di Governo mirata proprio a favorire piani di azione preventivi. In questo contesto si inquadrano le scelte fatte, in sinergia con le Regioni, con l'approvazione della nuova Politica agricola comune, in particolare con i pagamenti diretti che, per la prima volta, mettono al centro dell'attenzione non solo la competitivit del sistema agricolo ma anche il territorio, la cui difesa non pu prescindere dall'esigenza di mantenere un tessuto agricolo e rurale vitale. Molte delle scelte fatte sulla Pac vanno inquadrate in questo senso. A cominciare dall'inserimento nel sistema di aiuti di 2,5 milioni di nuovi ettari, in gran parte pascoli in precedenza esclusi; la convergenza interna su base nazionale dell'importo dei pagamenti diretti; e infine la determinazione della figura dell'agricolture attivo attraverso criteri che privilegiano chi risiede nelle zone svantaggiate e di montagna. Con il secondo pilastro, dedicato allo sviluppo rurale, destiniamo poi quasi 9 miliardi di euro, nei prossimi 7 anni, alla difesa del territorio e dell'ambiente". Ufficio Stampa

Mipaaf - Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore Mipaaf - Pubblicato 2014.11.18

Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore (18/11/2014) "Il 'piano Agricoltura 2.0' ha un obiettivo ambizioso: eliminare la burocrazia inutile e ridurre a zero l'utilizzo di carta. Si tratta di un intervento importante di semplificazione nel settore agricolo, che introduce sei strumenti innovativi per 1,5 milioni di aziende. Attraverso la Domanda Pac precompilata dal marzo del 2015 evitiamo perdite di tempo agli agricoltori agli sportelli, con un'operazione simile al 730 precompilato per i cittadini. Mettiamo in condizione 700mila piccole imprese di inoltrare la domanda PAC con un semplice click. Si potr anticipare al 100% il pagamento degli aiuti a giugno invece che a dicembre per circa 4 miliardi di euro su 1 milione di domande PAC. Attraverso l'Anagrafe unica le istituzioni condividono le informazioni senza chiederle ogni volta, mentre con la Banca dei Certificati online niente pi file agli sportelli e un risparmio stimato di circa 25 chili di carta per azienda. Il 'piano Agricoltura 2.0' un altro importante passo che va nella direzione di una Amministrazione realmente al servizio degli agricoltori". Cos il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, presentando il "Piano Agricoltura 2.0 - Servizi innovativi per semplificare" che introduce misure per la semplificazione e la sburocratizzazione in agricoltura. Martina intervenuto nel corso della prima conferenza di Agrinsieme dal titolo "#Campoliberofinoinfondo. Dai falsi miti ai veri punti di forza: ripartire per un agroalimentare competitivo", che si tenuta presso l'Auditorium della Conciliazione a Roma. Il piano prevede: * Anagrafe Unica delle Aziende Agricole - Istituzione di un database federato degli Organismi Pagatori (cloud) che integra e rende disponibili tutte le informazioni aggiornate su base territoriale. * Un solo Fascicolo Aziendale - Viene messo insieme quello che era gestito in modo separato: il piano colturale, il piano assicurativo individuale e il quaderno di campagna. Le imprese faranno una sola dichiarazione che sar poi condivisa tra amministrazioni. Dovranno dichiarare il 50% di dati in meno rispetto ad oggi. Meno oneri burocratici e informazioni coerenti ed omogenee sulle quali basare tutti gli aiuti all'azienda, con un duplice risultato: semplificazione per l'agricoltore e maggiore efficienza dei controlli a carico dell'Amministrazione. * Domanda Pac precompilata da marzo 2015 - Disponibile on-line da marzo 2015. Il produttore (autonomamente o assistito dal CAA) potr dare semplice conferma dei dati pre-inseriti con un click o integrare e completare le informazioni. * Introduzione Pagamento anticipato a giugno 2015 - Sar possibile erogare l'anticipo dei pagamenti Pac fino al 100% dell'importo dovuto per le aziende che ne faranno richiesta all'atto della domanda, direttamente a giugno, invece che a dicembre, tramite accesso al credito bancario. Si tratta di una platea potenziale di circa 1 milione di aziende per oltre 4 miliardi di euro di pagamenti Pac. * Banca dati Unica dei Certificati - Sar coordinata a livello nazionale la raccolta, la durata e la validit delle certificazioni (antimafia, DURC, ecc.), evitando alle aziende di presentare la stessa documentazione a diverse Amministrazioni ovvero pi volte in base alle domande presentate. * Domanda Unificata - A partire dal 2016 ciascuna azienda potr presentare, autonomamente o recandosi presso qualsiasi struttura di assistenza (CAA) presente sul territorio nazionale, un'unica domanda di aiuto, che accorpi le richieste Pac, Uma, Psr, Assicurazioni, ecc. Ufficio Stampa

Informat Paper News - Georgofili INFO

“Un teorema chiamato desiderio”, lettura di Eduardo Saenz de Cabezon Irigaray Georgofili INFO - Pubblicato 2017.12.13

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I nostri veri “Alberi di Natale” Georgofili INFO - Pubblicato 2017.12.13

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Agricoltura e calamità naturali:boom di assicurazioni nel 2017 Georgofili INFO - Pubblicato 2017.12.13

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L'agricoltura nazionale torna a concentrarsi sulla difesa del suolo Georgofili INFO - Pubblicato 2017.12.13

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I furti di olive in campagna Georgofili INFO - Pubblicato 2017.12.13

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La pizza napoletana è patrimonio dell'Unesco Georgofili INFO - Pubblicato 2017.12.13

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Informat Paper News - INEA

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE  


La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Informat Paper News - Agra Press

CAMERA: COMAGRI APPROVA PROPOSTA RISOLUZIONE DI SANI SULLA PAC Agra Press - Pubblicato 2104.05.16

la commissione agricoltura della camera ha approvato, con i soli voti contrari della lega nord, una proposta di risoluzione di cui e' primo firmatario il presidente della commissione agricoltura della camera luca sani sull'attuazione della riforma pac. il testo della risoluzione e' su http://www.agrapress.it/nuovosito/DOCUMENTI/risoluzione%20Pac.pdf. (cl.co)

SU RASSEGNA ESTERA AGRA PRESS PAC, BIOLOGICO, LATTE, UE-MERCOSUR, PESCA E SANITA' Agra Press - Pubblicato 2017.05.17

"aiuti europei: i ritardi dei pagamenti hanno ridestato la collera degli agricoltori" e' il titolo dell'articolo di un noto quotidiano francese con il quale si apre l'edizione di questa settimana della rassegna della stampa estera di agra press. in evidenza nella rassegna si trova un interessante pezzo sull'agricoltura biologica di un quotidiano statunitense. la sezione "economia e politica agricola" contiene, tra i molti altri, articoli sul prezzo dell'olio d'oliva, sull'import spagnolo di cereali e sulle esportazioni russe. altri articoli riguardano il comparto lattiero-caseario: un mensile agricolo tedesco da' conto dell'intenzione del gruppo tedesco dmk di acquisire delle latterie in russia, mentre un portale da' conto dell'annuncio della cancelliere angela merkel della prossima approvazione di un programma di aiuto da oltre 100 milioni di euro per i produttori di latte. ampio spazio viene poi dedicato allo scambio di offerte tra unione europea e mercosur per l'accesso ai propri mercati dei beni, dei servizi e degli appalti pubblici. completano il numero, come di consueto, numerosi articoli in tema di pesca e sanita'. (ab)

IX CONVEGNO CESAR-ASNACODI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO, PARTONO I PAGAMENTI E SI VA VERSO RIFORMA AGEA E FONDO Agra Press - Pubblicato 2017.02.06

parte finalmente il pagamento delle assicurazioni agevolate agricole che si riferisce alle domande del 2015. lo ha annunciato il ministero delle politiche agricole nel corso del IX convegno nazionale cesar-asnacodi sulla gestione del rischio in agricoltura, che si e' svolto venerdi' 3 febbraio ad assisi. su 110 mila domande ne sono state ammesse a sostegno 40.000, per una cifra pari a 25 milioni, ha precisato il direttore generale dello sviluppo rurale del mipaaf emilio GATTO, sottolineando che l'avvio del meccanismo, attraverso il piano di sviluppo rurale nazionale, non e' stato agevole. la prima tranche delle domande sara' pagata entro il 20 febbraio, la seconda dal 28 dello stesso mese, mentre le successive tranche saranno erogate "ogni quindici giorni", ha reso noto il direttore di agea gabriele PAPA PAGLIARDINI, intervenendo ai lavori.

DL TERREMOTO, SINTESI DELLE MISURE PER L'AGRICOLTURA E L'ALLEVAMENTO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

il ministero delle politiche agricole ha diffuso un comunicato stampa con i dettagli delle norme che riguardano agricoltura e allevamento contenute nel decreto legge sul terremoto, approvato oggi dal consiglio dei ministri. ecco la sintesi del ministero: "35 MILIONI DI EURO PER IL COMPARTO ZOOTECNICO: in attuazione dell'autorizzazione da parte dell'unione europea all'incremento fino al 200 percento della quota nazionale per gli aiuti alla zootecnia, si conferma l'aiuto di 35 milioni di euro agli allevatori delle zone terremotate. sono previsti aiuti a capo da 400 euro per i bovini, 60 euro per gli ovicaprini, oltre ad aiuti per suinicoltori. 2 milioni di euro saranno destinati al settore equino attraverso erogazione di contributi in de minimis. l'aiuto diretto per il mancato reddito sara' erogato dall'agenzia per le erogazioni in agricoltura agea, entro il mese di febbraio, che potra' anticipare al 100% le risorse investite dalle regioni lazio, marche, umbria e abruzzo, pari a 22 milioni di euro, che sono la prima attuazione del piano strategico di rilancio agricolo dell'area del sisma". "AGEVOLAZIONI PER ACCESSO AL CREDITO PER I GIOVANI AGRICOLTORI: priorita' negli strumenti Ismea alle aziende dei territori colpiti nella concessione delle agevolazioni e dei mutui a tasso zero previsti per il sostegno alle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile, per favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito". "ESTESO FONDO DI SOLIDARIETA' NAZIONALE ALLE COLTURE ASSICURABILI: con questa misura viene garantita la copertura finanziaria per l'attivazione delle misure compensative per interventi a sostegno delle imprese agricole delle regioni interessate dal terremoto o che hanno subito danni a causa del maltempo nel mese di gennaio 2017 anche alle aziende che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi. l'attivazione del fondo consente alle imprese agricole danneggiate dagli eventi calamitosi di godere di tutti gli interventi di sostegno previsti a legislazione vigente come, in particolare, l'erogazione di contributi in conto capitale fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, l'attivazione di prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale, la proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza, l'esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti e l'ottenimento di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate e per la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. e' stato stabilito anche un incremento della dotazione del fondo di solidarieta' nazionale di 15 milioni di euro per l'anno 2017".

GUIDI, TODINI, FOLONARI, PANTINI E ROSSI PRESENTANO AGRONETWORK DI CONFAGRI, NOMISMA E LUISS Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

confagricoltura, nomisma e universita' luiss guido carli hanno dato vita all'associazione per l'agroindustria "agronetwork". questa mattina a palazzo della valle l'atto costitutivo e' stato sottoscritto dal presidente dell'organizzazione degli imprenditori agricoli mario GUIDI, dal managing director di nomisma luca DONDI e dal direttore generale della luiss giovanni LO STORTO. successivamente, l'associazione e' stata presentata alla stampa da mario GUIDI; dalla presidente luisa TODINI; dai vicepresidenti guido FOLONARI di confagricoltura, denis PANTINI di nomisma e matteo CAROLI della luiss e dal segretario generale daniele ROSSI, che ha moderato l'incontro. il mio ruolo - ha detto GUIDI - e' quello dell'"animatore iniziale" e il "mio auspicio e' che questa associazione non parli di pac o di contributi", ma sia "un luogo di confronto trasversale" per la valorizzazione del made in italy e delle imprese che lo producono. "in questo senso c'e' ancora molto da fare", ha confermato la presidente TODINI. "tutti conosciamo le sfide e le insidie della concorrenza sempre piu' globalizzata e il potenziale inespresso che caratterizza il nostro paese, su cui incide, non ultimo, l'agire in ordine sparso, senza l'approccio sistemico che caratterizza invece altri paesi a noi vicini. per questo confagricoltura, luiss e nomisma hanno deciso di dare vita ad un 'think tank' strategico ad una maggiore integrazione della filiera", ha aggiunto. agronetwork sara' un incubatore di idee, non di rappresentanza ne' di fornitura di servizi tecnici o finanziari, ha precisato TODINI, che ha spiegato di aver accettato "l'onore di essere chiamata a presiedere l'associazione" anche perche' la filosofia che la anima "si inserisce benissimo in quella del comitato leonardo che gia' presiedo" e che ogni anno premia le eccellenze italiane dell'impresa per promuovere e affermare la "qualita' italia" nel mondo. d'altronde, ha ricordato GUIDI, l'uomo vitruviano di leonardo e' proprio il simbolo che aveva scelto confagricoltura per la sua partecipazione all'expo. "l'idea di fondo - ha specificato GUIDI - e' che va costruito su nuove basi il rapporto di filiera. fino ad oggi nella filiera ci si e' mossi separati; da una parte la produzione, dall'altra la trasformazione, dall'altra ancora la distribuzione, tirando ognuno dalla sua parte una coperta che e' sempre risultata troppo corta. ora invece si intende agire con unicita' di intenti, studiando iniziative che vedono assieme i vari attori, aggregati in reti d'impresa. il made in italy cresce se c'e' unione e non contrapposizione". alla presentazione hanno preso parte, tra i molti altri, il vice presidente e il direttore generale di confagricoltura massimiliano GIANSANTI e luigi MASTROBUONO, il presidente di agriconsulting e socio storico di confagricoltura federico GRAZIOLI, il presidente dell'anga raffaele MAIORANO.

PREMIATI VINCITORI CONCORSO LETTERARIO RANIERI FILO DELLA TORRE. INTERVENTI DI GUIDI, PAGNI, FIORILLO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

sono stati premiati a palazzo della valle i vincitori del concorso letterario dedicato a ranieri FILO DELLA TORRE, indimenticabile esponente dell'olivicoltura, promosso dall'associazione pandolea, con il patrocinio, tra le altre, di confagricoltura, cia, ceq-consorzio olivicolo italiano e conaf, con lo scopo di "esaltare sul piano artistico il mondo dell'olivicoltura". alla premiazione, moderata dal presidente del ceq elia FIORILLO, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della confagricoltura mario GUIDI, il vicepresidente vicario della cia-agricoltori italiani cinzia PAGNI, il presidente di oliveti d'italia nicola RUGGIERO, il presidente dell'associazione pandolea loriana ABBRUZZETTI e la moglie di FILO DELLA TORRE marida IACONA. "siamo qui oggi - hanno spiegato gli organizzatori - per celebrare un personaggio significativo del mondo dell'olivicoltura italiano, oltre che dell'agricoltura, ma anche per creare una occasione d'unita' vera del settore per fare cultura; il premio vuole essere una opportunita' di riflessione, di poesia, di creativita', oltre le faticose pratiche produttive, della collocazione del prodotto sui mercati, della sua valorizzazione". GUIDI e' intervenuto brevemente all'inizio dei lavori, portando il saluto della propria confederazione e ricordando l'impegno di FILO DELLA TORRE a favore del settore agricolo. PAGNI ha lodato la "forte passione, i valori e la determinazione" che FILO DELLA TORRE metteva in tutti i lavori che portava avanti. come cia siamo orgogliosi di patrocinare questa iniziativa, ha aggiunto. con questo premio "vogliamo ricordare un personaggio schivo, che per tutta la sua vita e' stato a disposizione degli altri, soprattutto di quelli che non hanno voce", ha detto FIORILLO, che ha ripercorso i numerosi incarichi ricoperti da ranieri FILO DELLA TORRE, il quale ha lavorato per la confagricoltura, l'unaprol-consorzio olivicolo italiano e l'unaproa.

Informat Paper News - AEEGSI

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione dell’istanza di deroga dall’obbligo di apertura dello sportello unico provinciale, presentata dall’ATO Idrico Est Provincia della Spezia, d’intesa con il gestore Ireti S.p.a. AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

l’articolo 2, comma 461, della legge 244/07, dispone che gli enti locali devono prevedere l’obbligo per il soggetto gestore di emanare una Carta dei servizi - “da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate” recante, fra l’altro, standard di qualità relativi alle prestazioni erogate, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite e quelle per proporre reclamo, le modalità di ristoro dell'utenza - unitamente a un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte medesime, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale o dell’Ente d’Ambito;

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Determinazione dell’acconto del corrispettivo di reintegrazione relativo alle unità di produzione essenziali isolate nella disponibilità di Enel Produzione S.p.a., per l’anno 2014 AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Il presente provvedimento è finalizzato a determinare limporto dellacconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2014, in relazione alle unità di produzione di Enel Produzione S.p.A. che operano su reti elettriche con obbligo di connessione di terzi non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
864/2017/R/EEL

DETERMINAZIONE DELLACCONTO DEL CORRISPETTIVO DI REINTEGRAZIONE
RELATIVO ALLE UNITÀ DI PRODUZIONE ESSENZIALI ISOLATE NELLA DISPONIBILITÀ DI
ENEL PRODUZIONE S.P.A., PER LANNO 2014


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2003;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e sue modifiche e integrazioni;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, 79/99 e sue modifiche e provvedimenti applicativi;
" la legge 27 ottobre 2003, n. 290;
" la legge 23 agosto 2004, n. 239;
" la legge 3 agosto 2007, n. 125;
" la legge 28 gennaio 2009, n. 2;
" il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 2004;
" il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 29 aprile 2009;
" lAllegato A alla deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 9 giugno 2006, 111/06, come successivamente modificato e integrato (di seguito: deliberazione 111);
" lAllegato A alla deliberazione dellAutorità 7 luglio 2009, ARG/elt 89/09 (di seguito: deliberazione ARG/elt 89/09);
" la deliberazione dellAutorità 21 aprile 2016, 192/2016/R/eel (di seguito: deliberazione 192/2016/R/eel);
" la lettera di Enel Produzione S.p.a. (di seguito: Enel Produzione), in data 8 agosto 2016, prot. Autorità 23265, del 17 agosto 2016 (di seguito: lettera Enel Produzione).
CONSIDERATO CHE:

" le unità di produzione che operano su reti elettriche con obbligo di connessione di terzi non interconnesse, neppure indirettamente, con la rete di trasmissione nazionale (di seguito: unità isolate) sono essenziali per la sicurezza degli ambiti territoriali serviti da tali reti, essendo le uniche risorse in grado di garantire la 2
continuità del servizio elettrico su detti ambiti e di fornire anche i diversi servizi ancillari indispensabili allerogazione di tale servizio;
" il comma 3.1, della deliberazione ARG/elt 89/09, prevede che Terna individui e pubblichi lelenco delle unità isolate secondo le stesse modalità previste per gli impianti essenziali interconnessi con la rete di trasmissione nazionale, di cui allarticolo 63, della deliberazione 111;
" ai sensi del comma 3.3, della deliberazione ARG/elt 89/09, se un soggetto diverso dalle imprese elettriche minori dispone di unità isolate, lo stesso ha diritto a ricevere da Terna per ciascuna unità ammessa a reintegrazione dei costi un corrispettivo determinato dallAutorità e pari alla differenza tra i costi di produzione riconosciuti e i ricavi conseguiti nel periodo di validità dellelenco;
" lelenco degli impianti essenziali pubblicato da Terna per lanno 2014 include le seguenti unità isolate, che sono nella disponibilità di Enel Produzione: a) Stromboli;
b) Ginostra;
c) Panarea Lipari;
d) Alicudi Lipari;
e) Filicudi;
f) Capraia;
g) Ventotene;
h) Vulcano termo;
i) S. Marina Salina;
j) Malfa;
" con la lettera Enel Produzione, lomonima società ha avanzato istanza di reintegrazione dei costi, allegando alla stessa una relazione tecnica volta a esplicitare le partite economiche relative alle unità isolate sopra menzionate, in relazione allanno 2014;
" i titolari di unità isolate sono tipicamente esposti sotto il profilo finanziario per la differenza positiva tra la parte dei costi che ha determinato un flusso di cassa negativo e i ricavi percepiti; e che, con riferimento alle unità isolate in regime di reintegrazione, il riconoscimento di un acconto del corrispettivo di reintegrazione consente di limitare la menzionata esposizione finanziaria e i connessi oneri sopportati dal titolare delle stesse;
" le unità isolate di Enel Produzione sopra elencate sono state annoverate da Terna tra gli impianti essenziali anche per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 e, quindi, è ragionevole ritenere che Enel Produzione risulti creditrice nei confronti del sistema elettrico per importi ulteriori rispetto a quelli oggetto delle istanze di reintegrazione sinora presentate.


RITENUTO OPPORTUNO CHE:

" Terna riconosca, a Enel Produzione, un acconto del corrispettivo di reintegrazione relativo allanno 2014 per le unità isolate di cui detta società è titolare, precisando che, in sede di determinazione del corrispettivo di reintegrazione, di cui al comma 3
63.13 della deliberazione 111, si terrà conto degli esiti delle verifiche sugli importi delle voci del margine di contribuzione e dei costi fissi;
" limporto del citato acconto sia cautelativamente determinato come pari allammontare riconosciuto a titolo di acconto del corrispettivo di reintegrazione per lanno 2013, ai sensi della deliberazione 192/2016/R/eel, in modo da mantenere un margine di sicurezza per eventuali rettifiche del corrispettivo che risultassero necessarie a valle delle verifiche

DELIBERA


1. di prescrivere a Terna che riconosca, a Enel Produzione, nei termini indicati in premessa e con riferimento alle unità isolate nella disponibilità della stessa Enel Produzione, limporto indicato nellAllegato A, a titolo di acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2014;
2. di prescrivere a Terna che dia seguito alla disposizione di cui al punto 1, entro il 31 dicembre 2017;
3. di trasmettere lAllegato A a Terna e ad Enel Produzione;
4. di pubblicare la presente deliberazione, ad eccezione dellAllegato A, in quanto contenente informazioni commercialmente sensibili, sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Determinazioni in merito alle istanze per il riconoscimento del corrispettivo di reintegrazione relativo agli impianti essenziali ex deliberazione dell’Autorità 111/06, per l’anno 2016 AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Il presente provvedimento è volto a determinare gli importi di un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi, in relazione agli impianti essenziali ex deliberazione 111/06 per lanno 2016.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
863/2017/R/EEL

DETERMINAZIONI IN MERITO ALLE ISTANZE PER IL RICONOSCIMENTO DEL
CORRISPETTIVO DI REINTEGRAZIONE RELATIVO AGLI IMPIANTI ESSENZIALI EX
DELIBERAZIONE DELLAUTORITÀ 111/06, PER LANNO 2016


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e sue modifiche e integrazioni;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79/99 e sue modifiche e provvedimenti applicativi;
" la legge 27 ottobre 2003, n. 290;
" la legge 28 gennaio 2009, n. 2;
" il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 2004;
" il decreto del Ministero delle Attività Produttive 20 aprile 2005;
" il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 29 aprile 2009;
" lAllegato A alla deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 9 giugno 2006, 111/06 come successivamente integrato e modificato (di seguito: deliberazione 111);
" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2010, ARG/elt 247/10 (di seguito: deliberazione ARG/elt 247/10);
" la deliberazione dellAutorità 30 dicembre 2011, ARG/elt 208/11 (di seguito: deliberazione ARG/elt 208/11);
" la deliberazione dellAutorità 27 dicembre 2013, 635/2013/R/eel (di seguito: deliberazione 635/2013/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2015, 663/2015/R/eel (di seguito: deliberazione 663/2015/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 22 settembre 2016, 519/2016/R/eel (di seguito: deliberazione 519/2016/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 15 dicembre 2016, 760/2016/R/eel (di seguito: deliberazione 760/2016/R/eel);
" la comunicazione della società E.ON ENERGY TRADING S.p.a. (di seguito: E.ON) del 30 novembre 2010, prot. Autorità 39463, dell1 dicembre 2010;
" la comunicazione di ENEL PRODUZIONE S.p.a. (di seguito: ENEL PRODUZIONE), dell1 dicembre 2011, prot. Autorità 32084, del 9 dicembre 2011;
2
" la comunicazione di ACEA ENERGIA HOLDING S.p.a. (oggi ACEA ENERGIA S.p.a., di seguito: ACEA ENERGIA), del 5 dicembre 2013, prot. Autorità 38714, del 6 dicembre 2013;
" la comunicazione congiunta di EP PRODUZIONE S.p.a. (di seguito: EP PRODUZIONE) ed E.ON GLOBAL COMMODITIES SE, del 13 novembre 2015, prot. Autorità 35313, del 25 novembre 2015 (di seguito: comunicazione congiunta E.ON ed EP PRODUZIONE);
" la comunicazione di ENEL PRODUZIONE, del 2 dicembre 2015, prot. Autorità 36058, del 2 dicembre 2015;
" la comunicazione di EDIPOWER S.p.a. (di seguito: EDIPOWER), del 30 novembre 2015, prot. Autorità 36426, del 9 dicembre 2015;
" la comunicazione congiunta di EDIPOWER ed A2A ENERGIEFUTURE S.p.a. (di seguito: A2A ENERGIEFUTURE), del 21 luglio 2016, prot. Autorità 21023, del 22 luglio 2016 (di seguito: comunicazione congiunta EDIPOWER e A2A ENERGIEFUTURE);
" la comunicazione di OTTANA ENERGIA S.p.a. (di seguito: OTTANA ENERGIA), del 10 agosto 2016, prot. Autorità 23035, dell11 agosto 2016;
" la comunicazione di Terna S.p.a. (di seguito: Terna), del 31 marzo 2017, prot. Autorità 13177, del 3 aprile 2017 (di seguito: prima comunicazione Terna);
" la comunicazione di Terna, del 14 luglio 2017, prot. Autorità 24090, del 17 luglio 2017 (di seguito: seconda comunicazione Terna);
" la comunicazione di A2A ENERGIEFUTURE, del 31 luglio 2017, prot. Autorità 25770, dell1 agosto 2017 (di seguito: comunicazione A2A ENERGIEFUTURE);
" la comunicazione di ENEL PRODUZIONE, del 4 agosto 2017, prot. Autorità 26700, dell8 agosto 2017 (di seguito: prima comunicazione ENEL PRODUZIONE);
" la comunicazione di ENEL PRODUZIONE, del 4 agosto 2017, prot. Autorità 26703, dell8 agosto 2017 (di seguito: seconda comunicazione ENEL PRODUZIONE);
" la comunicazione di ACEA ENERGIA, del 2 ottobre 2017, prot. Autorità n32133, del 3 ottobre 2017 (di seguito: comunicazione ACEA ENERGIA);
" la comunicazione di OTTANA ENERGIA, del 30 ottobre 2017, prot. Autorità 35600, del 31 ottobre 2017 (di seguito: comunicazione OTTANA ENERGIA);
" la comunicazione di EP PRODUZIONE, del 14 novembre 2017, prot. Autorità 37420, del 15 novembre 2017 (di seguito: comunicazione EP PRODUZIONE).
CONSIDERATO CHE:

" il comma 63.1, della deliberazione 111 (laddove non diversamente specificato, i commi citati nel prosieguo sono da considerarsi relativi alla deliberazione 111) prevede che Terna predisponga e pubblichi lelenco degli impianti essenziali per la sicurezza del sistema (di seguito: elenco degli impianti essenziali);
" il comma 63.11 stabilisce che lutente del dispacciamento di un impianto di produzione essenziale per la sicurezza possa richiedere allAutorità lammissione 3
alla reintegrazione dei costi di generazione per il periodo di validità dellelenco di cui al precedente alinea;
" ai sensi del comma 63.13, lAutorità determina con cadenza annuale un corrispettivo a reintegrazione dei costi di generazione (di seguito anche: corrispettivo ex comma 63.13) per ciascun impianto ammesso al regime di reintegrazione e che detto corrispettivo è pari alla differenza tra i costi di produzione riconosciuti allimpianto medesimo e i ricavi allo stesso riconducibili con riferimento al periodo rispetto al quale limpianto è inserito nellelenco degli impianti essenziali;
" i seguenti impianti sono stati ammessi al regime di reintegrazione dei costi per lanno 2016: a) Trapani Turbogas di E.ON, ai sensi della deliberazione ARG/elt 247/10;
b) Porto Empedocle di ENEL PRODUZIONE, ai sensi della deliberazione ARG/elt 208/11;
c) Montemartini di ACEA ENERGIA, ai sensi della deliberazione 635/2013/R/eel;
d) Assemini e Portoferraio di ENEL PRODUZIONE e San Filippo del Mela 150kV di EDIPOWER, ai sensi della deliberazione 663/2015/R/eel;
e) Ottana Biopower di OTTANA ENERGIA, ai sensi della deliberazione 519/2016/R/eel, alle condizioni descritte al successivo alinea;
" lammissione al regime di reintegrazione dellimpianto Ottana Biopower di OTTANA ENERGIA, prevista dalla deliberazione 519/2016/R/eel, è stata stabilita per il periodo compreso tra il giorno 1 ottobre 2016 e il giorno 31 dicembre 2017 (di seguito: periodo di riferimento Ottana); questultimo provvedimento, tra laltro, delinea i criteri di dettaglio per la determinazione del corrispettivo di reintegrazione dei costi relativo al menzionato impianto per lanno 2016, tenendo conto degli effetti della ammissione a tale regime per una parte dellanno solare;
" con la deliberazione 760/2016/R/eel, a seguito di apposite istanze avanzate da A2A ENERGIEFUTURE, ENEL PRODUZIONE ed EP PRODUZIONE ai sensi del comma 65.30, lAutorità ha definito limporto dellacconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi relativo al primo semestre dellanno 2016 per gli impianti San Filippo del Mela 150kV di A2A ENERGIEFUTURE, Assemini, Porto Empedocle e Portoferraio di ENEL PRODUZIONE e Trapani Turbogas di EP PRODUZIONE;
" al fine di ottenere il riconoscimento del corrispettivo ex comma 63.13, relativo a uno specifico impianto ammesso al regime di reintegrazione dei costi, lutente del dispacciamento è tenuto a inviare allAutorità e a Terna una relazione, corredata da un bilancio riclassificato attinente allimpianto medesimo; e che, secondo quanto stabilito dal comma 65.28, detti documenti sono preventivamente sottoposti a revisione contabile, effettuata dallo stesso soggetto cui, ai sensi di legge, è demandato il controllo sulla contabilità dellutente del dispacciamento;
" con la comunicazione congiunta E.ON ed EP PRODUZIONE, le due società hanno: - comunicato, tra laltro, la decorrenza del trasferimento del ruolo di utente del dispacciamento con riferimento ad alcuni impianti, tra cui Trapani Turbogas;
- richiesto allAutorità, sulla base degli accordi intercorsi tra le predette società, che sia riconosciuto a EP PRODUZIONE limporto di ciascun Corrispettivo e 4
acconto dello stesso, relativamente allimpianto Trapani Turbogas per ogni anno di competenza successivo al 2014;
" con comunicazione congiunta EDIPOWER e A2A ENERGIEFUTURE, le due società hanno: - comunicato, tra laltro, la decorrenza del trasferimento del ruolo di utente del dispacciamento con riferimento allimpianto San Filippo del Mela 150kV;
- richiesto allAutorità, sulla base degli accordi intercorsi tra le predette società, che sia riconosciuto a A2A ENERGIEFUTURE limporto del corrispettivo ex comma 63.13 per lanno 2016 relativo allimpianto San Filippo del Mela 150kV;
" è stata presentata istanza per il riconoscimento del corrispettivo ex comma 63.13 per lanno 2016 da: - A2A ENERGIEFUTURE, in relazione allimpianto San Filippo del Mela 150kV, con la comunicazione A2A ENERGIEFUTURE;
- ENEL PRODUZIONE, in relazione agli impianti Assemini, Porto Empedocle e Portoferraio, con la prima e la seconda comunicazione ENEL PRODUZIONE;
- ACEA ENERGIA, in relazione allimpianto Montemartini, con la comunicazione ACEA ENERGIA;
- OTTANA ENERGIA, per limpianto Ottana Biopower, con la comunicazione OTTANA ENERGIA;
- EP PRODUZIONE, per limpianto Trapani Turbogas, con la comunicazione EP PRODUZIONE;
" rispetto agli impianti ammessi al regime di reintegrazione per lanno 2016, gli utenti del dispacciamento sono, al momento, esposti finanziariamente per la differenza positiva tra la parte dei costi che ha determinato un flusso di cassa negativo e i ricavi sinora percepiti, che includono leventuale acconto ex comma 65.30 già riconosciuto; e che, peraltro, detto acconto ha ridotto soltanto parzialmente la menzionata esposizione finanziaria e i connessi oneri sopportati dagli utenti interessati, essendo relativo esclusivamente al primo semestre dellanno 2016 ed essendo stato determinato con un approccio prudenziale;
" ai fini del presente provvedimento, con la locuzione costi fissi benchmark si intende: - nel caso degli impianti per i quali lAutorità ha già determinato il conguaglio del corrispettivo ex comma 63.13 per anni anteriori al 2016 (Assemini, Montemartini, Porto Empedocle, Portoferraio, San Filippo del Mela 150kV e Trapani Turbogas), il maggior valore tra i costi fissi riconosciuti relativi allultimo anno con riferimento al quale è stata effettuata la suddetta determinazione e i costi fissi stimati per lanno 2016 che lutente del dispacciamento ha indicato nella istanza di ammissione alla reintegrazione dei costi per il medesimo anno;
- nel caso dellimpianto Ottana Biopower, limporto massimo di cui allistanza di ammissione alla reintegrazione dei costi - al quale OTTANA ENERGIA si è impegnata a limitare i costi fissi riconosciuti per lanno 2016, riproporzionato per tenere conto del periodo di applicazione del regime di reintegrazione nel medesimo anno.


5
RITENUTO OPPORTUNO:

" che, al fine di contenere lonerosità dellesposizione finanziaria cui sono soggetti A2A ENERGIEFUTURE, ACEA ENERGIA, ENEL PRODUZIONE, EP
PRODUZIONE e OTTANA ENERGIA, Terna riconosca a dette società un acconto del corrispettivo ex comma 63.13 (di seguito: Acconto), con riferimento agli impianti ammessi al regime di reintegrazione per lanno 2016, precisando che, in sede di determinazione del conguaglio del menzionato corrispettivo ex comma 63.13, si terrà conto, tra laltro, degli esiti delle verifiche sui tassi di indisponibilità, di cui alla prima e seconda comunicazione Terna, sui costi fissi e sugli importi delle voci che compongono il margine di contribuzione;
" stabilire limporto dellAcconto in modo da mantenere un margine di sicurezza per eventuali imprecisioni compiute dagli utenti del dispacciamento interessati nel calcolo del margine di contribuzione e dei costi fissi o da Terna nellelaborazione dei dati sulle indisponibilità;
" per le finalità esplicitate al precedente alinea, determinare lAcconto, per ciascun impianto, come pari al 70% della differenza tra: - il minore valore tra limporto dei costi fissi richiesti dallutente del dispacciamento interessato per lanno 2016 (per il periodo di riferimento Ottana, nel caso dellimpianto Ottana Biopower), escludendo le eventuali decurtazioni per eccesso di indisponibilità effettuate dallutente del dispacciamento sui menzionati costi, e limporto dei costi fissi benchmark; detto valore è ridotto in ragione delleventuale eccesso di indisponibilità che, con la prima e seconda comunicazione Terna e con riferimento allo specifico impianto, la suddetta società ha indicato rispetto al valore medio storico, secondo quanto previsto dal comma 65.22;
- il margine di contribuzione risultante dallistanza di reintegrazione avanzata dallo stesso utente per lanno 2016 (per il periodo di riferimento Ottana, nel caso dellimpianto Ottana Biopower), iscrivendo tra i ricavi leventuale acconto, di cui al comma 65.30, riconosciuto da Terna in applicazione della deliberazione 760/2016/R/eel

DELIBERA


1. di prevedere che Terna eroghi, ad A2A ENERGIEFUTURE, nei termini indicati in premessa e con riferimento allimpianto San Filippo del Mela 150kV, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è riportato nellAllegato A;
2. di prevedere che Terna eroghi, ad ACEA ENERGIA, nei termini indicati in premessa e con riferimento allimpianto Montemartini, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è indicato nellAllegato B;
6
3. di prevedere che Terna eroghi, a ENEL PRODUZIONE, nei termini indicati in premessa e con riferimento agli impianti Assemini, Porto Empedocle e Portoferraio, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è indicato nellAllegato C;
4. di prevedere che Terna eroghi, ad EP PRODUZIONE, nei termini indicati in premessa e con riferimento allimpianto Trapani Turbogas, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è indicato nellAllegato D;
5. di prevedere che Terna eroghi, a OTTANA ENERGIA, nei termini indicati in premessa e con riferimento allimpianto Ottana Biopower, un acconto del corrispettivo di reintegrazione dei costi per lanno 2016, il cui importo è riportato nellAllegato E;
6. di stabilire che Terna dia seguito alle disposizioni di cui ai punti precedenti entro il giorno 31 dicembre 2017;
7. di trasmettere gli Allegati A, B, C, D ed E a Terna e, rispettivamente, ad A2A ENERGIEFUTURE, ACEA ENERGIA, ENEL PRODUZIONE, EP PRODUZIONE
e OTTANA ENERGIA;
8. di pubblicare la presente deliberazione, ad eccezione degli Allegati A, B, C, D ed E, in quanto contenenti informazioni commercialmente sensibili, sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Modifiche al Testo integrato della regolazione output-based del servizio di distribuzione e misura dell’energia elettrica AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Il presente provvedimento aggiorna e precisa alcuni aspetti della regolazione della qualità del servizio di distribuzione dellenergia elettrica: accesso al Fondo per Eventi Eccezionali, comunicazione dei dati di qualità della tensione, computo dei tempi per le prestazione di qualità commerciale del servizio elettrico



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
861/2017/R/EEL

MODIFICHE AL TESTO INTEGRATO DELLA REGOLAZIONE OUTPUT-BASED DEL SERVIZIO
DI DISTRIBUZIONE E MISURA DELLENERGIA ELETTRICA


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e sue modifiche e integrazioni;
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 12 dicembre 2013, 574/2013/R/gas ed il relativo Allegato A, come successivamente modificato e integrato (di seguito: RQDG);
" la deliberazione dellAutorità 22 dicembre 2015, 646/2015/R/eel ed il relativo Allegato A, come successivamente modificato e integrato (di seguito: TIQE);
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 653/2015/R/eel ed il relativo Allegato A, come successivamente modificato e integrato;
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 654/2015/R/eel ed il relativo Allegato A, come successivamente modificato e integrato (di seguito: TIT);
" la deliberazione dellAutorità 9 marzo 2017, 127/2017/R/eel;
" la determinazione del 18 febbraio 2016, 5/2016 del Direttore della Direzione Infrastrutture, Unbundling e Certificazione;
" la lettera della Direzione Infrastrutture, Unbundling e Certificazione, di istituzione del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione (prot. 2153 del 24 gennaio 2012);
" la lettera della Direzione Infrastrutture, Unbundling e Certificazione, di ripresa delle attività del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione (prot. 37621 del 26 novembre 2013);
" i verbali delle riunioni del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione, comprensivi di successivi addendum;
" le specifiche tecnico-funzionali delle apparecchiature di monitoraggio della qualità della tensione per le reti MT (ed. 1 ottobre 2012), pubblicate nel sito internet dellAutorità.


2
CONSIDERATO CHE:

" il Titolo 7, del TIQE, disciplina la regolazione delle interruzioni prolungate o estese per il periodo 2016-2023; tale regolazione prevede indennizzi automatici agli utenti (art. 53) in caso di superamento degli standard relativi al tempo massimo di ripristino dellalimentazione di energia elettrica (art. 51); in sintesi, gli indennizzi automatici sono: - a carico delle imprese distributrici e di Terna per interruzioni di loro responsabilità o la cui durata eccede le 72 ore;
- a carico del Fondo Eventi Eccezionali (FEE), istituito presso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), per interruzioni non di responsabilità delle imprese distributrici e di Terna di durata inferiore a 72 ore o per interruzioni dovute a sospensione o posticipazione delle operazioni di ripristino per motivi di sicurezza;
" larticolo 53, del TIQE, prevede il pagamento degli indennizzi automatici entro 60 giorni (elevati a 180 in caso di interruzioni che interessano più di 2 milioni di utenti) dalla data di accadimento delle interruzioni;
" per le interruzioni, che sono a carico del FEE, sulla base di quanto disposto dallarticolo 56, del TIQE, le imprese possono fare istanza allAutorità e alla CSEA per il reintegro delle somme erogate agli utenti (indennizzi automatici), con facoltà per lAutorità di pronunciarsi entro 30 giorni;
" in base al combinato delle tempistiche disciplinate dagli articoli 53 e 56, del TIQE, le imprese tipicamente ricevono, dal FEE, il rintegro delle somme solamente dopo aver corrisposto gli indennizzi agli utenti;
" per tale motivo, in caso di interruzioni di lunga durata che coinvolgono molti utenti, le imprese distributrici, in particolare quelle di minore dimensione, possono esporsi ad oneri finanziari eccessivi, se commisurati ai ricavi riconosciuti per lattività di distribuzione;
" nel corso degli ultimi anni, si è registrato un notevole aumento dellintensità e della frequenza di accadimento di eventi meteorologici severi e di vasta estensione.


CONSIDERATO CHE:

" larticolo 100, del TIQE, disciplina il computo dei tempi di esecuzione delle prestazioni soggette a livelli specifici e generali di qualità commerciale del servizio di distribuzione e misura dellenergia elettrica;
" a differenza dellRQDG, tale computo dei tempi non esclude in modo esplicito il giorno di ricevimento della richiesta e il giorno della festa patronale del Comune nel quale è ubicato il punto di consegna cui si riferisce la richiesta.





3
CONSIDERATO CHE:

" il comma 72.1, del TIQE, prevede che, con successive disposizioni, lAutorità disciplini le comunicazioni tra imprese distributrici in materia di qualità della tensione;
" tali comunicazioni sono funzionali alla comunicazione dei dati di qualità della tensione agli utenti MT da parte delle imprese distributrici sottese in MT;
" il TIQE prevede, al comma 71.1, che le imprese distributrici trasmettano i dati di qualità della tensione agli utenti MT entro il 30 giugno di ogni anno, congiuntamente ai dati di continuità del servizio;
" in esito alle attività del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione e considerata la complessità di registrazione e analisi dei dati di qualità della tensione, la data del 30 giugno non è adeguata per la trasmissione agli utenti MT dei dati di qualità della tensione da parte delle imprese distributrici;
" sempre in esito alle attività del Tavolo di lavoro sulla qualità della tensione, sono emerse posizioni non omogenee tra i gestori di rete in merito allottimizzazione del criterio finalizzato alla determinazione dellorigine di alcune tipologie di buchi di tensione.


RITENUTO CHE:

" sia opportuno prevedere che le imprese distributrici possano richiedere, al FEE, lanticipo delle somme da corrispondere agli utenti, nei casi in cui queste superino il 15% dei ricavi riconosciuti annualmente per l'attività di distribuzione;
" sia necessario prevedere che tale opportunità avvenga nel rispetto dei seguenti criteri: - lerogazione degli indennizzi agli utenti avvenga con la massima tempestività (prima fatturazione utile successiva allottenimento dellanticipazione) e sulla base della durata effettiva delle interruzioni;
- nel caso in cui la somma richiesta alla CSEA ecceda limporto effettivo degli indennizzi, la restituzione alla CSEA di tale quota eccedente, comprensiva degli interessi legali, avvenga entro e non oltre 30 giorni dallerogazione degli indennizzi;
- decorsi i predetti 30 giorni, la mancata restituzione alla CSEA della quota eccedente comporti lapplicazione degli interessi di mora di cui al comma 48.4 del TIT;
" sia opportuno aggiornare il TIQE, anche per effetto dellaumento dellintensità e della frequenza di accadimento di eventi metereologici severi e di vasta estensione.


RITENUTO CHE:

" sia opportuno modificare larticolo 100, del TIQE, esplicitando che, al fine del computo dei tempi di esecuzione delle prestazioni soggette a livelli specifici e 4
generali di qualità commerciale del servizio di distribuzione e misura dellenergia elettrica: a. non deve essere conteggiato il giorno di ricevimento della richiesta;
b. il giorno della festa patronale del Comune nel quale è ubicato il punto di consegna cui si riferisce la richiesta deve essere considerato festivo.


RITENUTO CHE:

" sia opportuno fissare, al 31 luglio di ogni anno, la data entro la quale le imprese distributrici comunichino i dati di qualità della tensione alle imprese distributrici sottese in MT;
" sia opportuno fissare, al 30 settembre di ogni anno, la data entro la quale le imprese distributrici comunichino ai propri utenti MT i dati di qualità della tensione;
" tali dati non debbano comprendere linformazione relativa allorigine dei buchi di tensione

DELIBERA


1. di modificare il TIQE, come di seguito specificato: a) le parole Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico sono sostituite dalle parole Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali;
b) allarticolo 56 è aggiunto il comma 56.8 Qualora lammontare dei rimborsi di cui al comma 56.4 sia superiore al 15% dei ricavi riconosciuti per l'attività di distribuzione per lanno precedente quello cui si riferiscono le interruzioni, è facoltà dellimpresa distributrice richiedere al FEE lanticipo di tale ammontare, in conformità a quanto disposto ai commi 56.5, 56.6 e 56.7.;
c) allarticolo 56 è aggiunto il comma 56.9 Limpresa distributrice che si avvale della facoltà di cui al comma precedente: a) eroga i rimborsi agli utenti con la prima fatturazione utile successiva allottenimento dellanticipo nonché sulla base della durata effettiva delle interruzioni;
b) restituisce alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali, entro e non oltre 30 giorni dallerogazione dei rimborsi agli utenti, la quota eccedente limporto effettivo dei rimborsi, comprensiva degli interessi legali; decorsi i predetti 30 giorni, la mancata restituzione alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali della predetta quota eccedente comporta lapplicazione degli interessi di mora di cui al comma 48.4 dellAllegato A alla deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 654/2015/R/eel.;
d) al comma 71.1 del TIQE: i. le parole Con la comunicazione di cui al comma 17.1 sono sostituite dalle parole Entro il 30 settembre di ciascun anno;
ii. sono eliminate le parole da in riferimento sino al termine del comma;
5
e) il comma 72.1 del TIQE è sostituito dal comma 72.1 Entro il 31 luglio di ciascun anno ogni impresa distributrice comunica alle imprese distributrici sottese e connesse in media tensione, le informazioni di cui al comma 65.1 relative alle semisbarre MT alimentanti dette imprese distributrici sottese.;
f) allarticolo 100 è aggiunto il comma 100.10 Ai fini del computo dei tempi di esecuzione delle prestazioni valgono altresì le seguenti regole: a) non si tiene conto del giorno di ricevimento della richiesta;
b) il giorno della festa patronale del Comune nel quale è ubicato il punto di consegna si considera festivo.;
2. di dare mandato al Direttore della Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling per monitorare le iniziative dei gestori di rete in merito allottimizzazione del criterio finalizzato alla determinazione dellorigine di alcune tipologie di buchi di tensione;
3. di pubblicare il presente provvedimento e il TIQE, come risultanti dalle modifiche apportate, sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni


Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Aggiornamento delle tariffe per i servizi di distribuzione e misura del gas, per l’anno 2018 AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Con il presente provvedimento vengono approvate le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione, misura e commercializzazione del gas naturale, di cui allarticolo 40 della RTDG, le opzioni tariffarie gas diversi, di cui allarticolo 65 della RTDG, e gli importi di perequazione bimestrale dacconto relativi al servizio di distribuzione del gas naturale, di cui allarticolo 45 della RTDG, per lanno 2018. Con il medesimo provvedimento viene approvato lammontare massimo del riconoscimento di maggiori oneri derivanti dalla presenza di canoni di concessione, di cui allarticolo 59 della RTDG, per le imprese distributrici che hanno presentato istanza e fornito idonea documentazione.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
859/2017/R/GAS

AGGIORNAMENTO DELLE TARIFFE PER I SERVIZI DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS,
PER LANNO 2018


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO



Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481, come successivamente modificata e integrata (di seguito: legge 481/95);
" il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, come successivamente modificato e integrato;
" il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2001, n. 244;
" la legge 27 ottobre 2003, n. 290, come successivamente modificata e integrata;
" la legge 23 agosto 2004, n. 239, come successivamente modificata e integrata;
" il decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 (di seguito: decreto-legge 159/07);
" la legge 23 luglio 2009, n. 99, come successivamente modificata e integrata;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93, come successivamente modificato e integrato;
" il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia, come convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 e come successivamente modificato e integrato;
" il decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, come convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9 e come successivamente modificato e integrato;
" il decreto ministeriale 12 novembre 2011, n. 226, recante Regolamento per i criteri di gara e per la valutazione dell'offerta per l'affidamento del servizio della distribuzione del gas naturale, in attuazione dell'articolo 46-bis del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, come modificato con il decreto ministeriale 20 maggio 2015, n. 206;
" la Parte II del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di 2
distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012(RTDG 2009-2012), come modificata in ultimo con la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 10 ottobre 2013, 447/2013/R/GAS (di seguito: RTDG 2009-2012);
" la deliberazione dellAutorità 24 luglio 2014, 367/2014/R/GAS (di seguito: deliberazione 367/2014/R/GAS);
" la Parte II del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (RTDG 2014-2019), approvata con la deliberazione 367/2014/R/GAS, come successivamente modificata e integrata;
" la deliberazione dellAutorità 4 settembre 2014, 437/2014/R/GAS (di seguito: deliberazione 437/2014/R/GAS);
" la deliberazione dellAutorità 2 dicembre 2015, 583/2015/R/COM, come successivamente modificata e integrata;
" la deliberazione dellAutorità 22 dicembre 2016, 774/2016/R/GAS (di seguito: deliberazione 774/2016/R/GAS);
" la deliberazione dellAutorità 22 dicembre 2016, 775/2016/R/GAS (di seguito: deliberazione 775/2016/R/GAS);
" la Parte II del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (RTDG 2014-2019), in vigore dall1 gennaio 2017, approvata con la deliberazione 775/2016/R/GAS (di seguito: RTDG);
" la deliberazione dellAutorità 18 aprile 2017, 252/2017/R/COM, come successivamente modificata e integrata (di seguito: deliberazione 252/2017/R/COM);
" la deliberazione dellAutorità 14 dicembre 2017, 858/2017/R/GAS;
" il documento per la consultazione 16 novembre 2017, 759/2017/R/GAS (di seguito: documento per la consultazione 759/2017/R/GAS);
" la determinazione del Direttore della Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling dellAutorità 30 gennaio 2015, 3/2015.
CONSIDERATO CHE:

" larticolo 3, comma 1, della RTDG, prevede che lAutorità definisca e pubblichi entro il 15 dicembre 2017 i seguenti valori riferiti allanno 2018: × le tariffe obbligatorie e gli importi di perequazione bimestrale dacconto per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
× le opzioni tariffarie per i servizi di distribuzione e misura di gas diversi dal naturale (di seguito: opzioni tariffarie gas diversi);
3
× le componenti a copertura dei costi operativi e dei costi di capitale centralizzati della tariffa di riferimento TVD, relative al servizio di distribuzione;
× le componenti a copertura dei costi operativi della tariffa di riferimento TVM, relative al servizio di misura del gas naturale;
× la tariffa di riferimento COT, relativa al servizio di commercializzazione dei servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
" larticolo 4 della RTDG definisce i criteri per le decorrenza delle rettifiche relative a dati patrimoniali e dati fisici ai fini tariffari.


CONSIDERATO CHE:

" in relazione alla definizione delle tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale: × larticolo 40, comma 1, della RTDG, prevede che ciascuna impresa distributrice applichi, alle attuali e potenziali controparti di contratti aventi ad oggetto i servizi di distribuzione e misura del gas naturale, una tariffa obbligatoria fissata dallAutorità a copertura dei costi relativi ai servizi di distribuzione, misura e commercializzazione;
× larticolo 40, comma 2, della RTDG prevede che le tariffe obbligatorie siano differenziate per ambito tariffario, come definito al successivo articolo 41 della medesima RTDG, e che riflettano i costi del servizio in ciascuno di tali ambiti tariffari;
× larticolo 40, comma 3, della RTDG, individua struttura e componenti della tariffa obbligatoria;
× larticolo 40, comma 4, della RTDG, prevede che lelemento Ä1(dis) della tariffa obbligatoria, espresso in euro per punto di riconsegna, sia destinato alla copertura di quota parte dei costi di capitale relativi al servizio di distribuzione;
× larticolo 40, comma 5, della RTDG, stabilisce che lelemento )(3 dis fÄ della tariffa obbligatoria, espresso in centesimi di euro per standard metro cubo, sia articolato per scaglioni tariffari, secondo quanto riportato nella Tabella 6 della RTDG, e sia destinato alla copertura dei costi operativi e della quota parte dei costi di capitale relativi al servizio di distribuzione che non trovano copertura dallapplicazione delle quote fisse di cui allarticolo 40, comma 4, della medesima RTDG;
× larticolo 40, comma 7, della RTDG, prevede che lelemento Ä1(mis) della tariffa obbligatoria, espresso in euro per punto di riconsegna, sia destinato alla copertura dei costi operativi e di capitale relativi al servizio di misura e sia differenziato per ambito tariffario;
× larticolo 40, comma 8, della RTDG, stabilisce che lelemento Ä1(cot) della tariffa obbligatoria, espresso in euro per punto di riconsegna, sia destinato alla copertura dei costi del servizio di commercializzazione e sia uguale in tutto il territorio nazionale;
4
× larticolo 40, comma 9, della RTDG, stabilisce che, le componenti Ä1(dis) e Ä1(mis) sono articolate nei seguenti scaglioni: o classe di gruppo di misura inferiore o uguale a G6;
o classe di gruppo di misura superiore a G6 e inferiore o uguale a G40;
o classe di gruppo di misura superiore a G40;
× le componenti Ä1(mis) della tariffa obbligatoria di cui al precedente alinea sono fissate in modo da riflettere il costo medio dei gruppi di misura di ciascuna delle classi di cui al punto precedente e le componenti Ä1(dis) sono determinate con criteri analoghi a quelli utilizzati per larticolazione delle componenti Ä1(mis);
" larticolo 45, della RTDG, fissa le regole per la determinazione degli importi in acconto del meccanismo di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione del gas naturale;
" in relazione alla determinazione delle opzioni tariffarie gas diversi: × larticolo 64, comma 3, della RTDG, stabilisce che rientrano nellambito di applicazione della regolazione tariffaria le reti canalizzate di gas diversi dal naturale gestite in concessione che servano almeno 300 punti di riconsegna;
× larticolo 65, comma 2, della RTDG, prevede che, ai fini della determinazione delle opzioni tariffarie gas diversi, la quota parte del costo riconosciuto a copertura dei costi operativi relativi alla gestione delle infrastrutture di rete sia calcolata in base ai valori riportati nella Tabella 5 della RTDG;
× larticolo 65, comma 3, della RTDG, stabilisce che le opzioni tariffarie gas diversi riflettano i costi del servizio, come determinati dallAutorità, e siano differenziate per ambito gas diversi;
× il medesimo articolo della RTDG, prevede che le opzioni tariffarie gas diversi siano composte dalle componenti ot1, ot3 e Ä1(mis);
× larticolo 66, comma 1, della RTDG, stabilisce che nel periodo di avviamento, nelle singole località interessate, limpresa distributrice applichi opzioni tariffarie gas diversi liberamente determinate.


CONSIDERATO CHE:

" ai fini dellaggiornamento delle componenti a copertura dei costi operativi e dei costi di capitale centralizzati della tariffa TVD relativi al servizio di distribuzione, riportate nella Tabella 4 e nella Tabella 5, della RTDG: × larticolo 47, della RTDG, prevede che, ai fini dellaggiornamento annuale delle componenti ope rdtdist ,,)( e ope gdtdist ,,)( a copertura dei costi operativi relativi al servizio di distribuzione, si applichino: o il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dallIstat;
o il tasso di riduzione annuale dei costi unitari riconosciuti, di cui allarticolo 11, comma 1, della RTDG, per le vecchie gestioni comunali o sovracomunali;
5
o il tasso di riduzione annuale dei costi unitari riconosciuti, di cui allarticolo 19, della RTDG, per le gestioni dambito;
o il tasso di variazione collegato a modifiche dei costi riconosciuti derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da mutamento del quadro normativo e dalla variazione degli obblighi relativi al servizio universale;
× larticolo 49, della RTDG, prevede che, ai fini dellaggiornamento annuale della componente avvdist )( a copertura dei costi operativi nelle località in avviamento, riportata nella Tabella 5, della RTDG, si applichino: o il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dallIstat;
o il tasso di variazione collegato a modifiche dei costi riconosciuti derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da mutamento del quadro normativo e dalla variazione degli obblighi relativi al servizio universale;
× larticolo 52, della RTDG, prevede che laggiornamento della componente cap tcent )( a copertura dei costi di capitale centralizzati, riportata nella Tabella 5, della RTDG, sia effettuato in funzione del tasso di variazione medio annuo del deflatore degli investimenti fissi lordi rilevato dallIstat, riferito agli ultimi quattro trimestri disponibili sulla base del calendario di pubblicazione dellIstat;
" i criteri di aggiornamento annuale delle componenti a copertura dei costi di capitale della tariffa TVD, relativa al servizio di distribuzione, e della tariffa TVM, relativa al servizio di misura, sono disciplinati dagli articoli 53 e 54, della RTDG;
" in relazione allaggiornamento delle componenti a copertura dei costi operativi della tariffa TVM, relativa al servizio di misura, e della tariffa COT, relativa al servizio di commercializzazione, riportate nella Tabella 5, della RTDG: × larticolo 50, della RTDG, prevede che, ai fini dellaggiornamento annuale delle componenti bopetinst ,)( , opetract )( e t(cot)t, a copertura dei costi operativi dei servizi di misura e commercializzazione, si applichino: o il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dallIstat;
o il tasso di riduzione annuale dei costi unitari riconosciuti, di cui allarticolo 11, comma 2, della RTDG;
o il tasso di variazione collegato a modifiche dei costi riconosciuti derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da mutamento del quadro normativo e dalla variazione degli obblighi relativi al servizio universale;
× larticolo 51, della RTDG, prevede che laggiornamento annuale della quota parte della componente vopetinst ,)( a copertura dei costi operativi di base, riportata nella Tabella 5, della RTDG, sia effettuato applicando le regole previste dallarticolo 50, della RTDG per la componente bopetinst ,)( e le 6
regole previste dallArticolo 15 in relazione alla maggiorazione CVERunit,t, destinata alla copertura degli extra-costi connessi con lestensione degli obblighi di verifica dei dispositivi di conversione;
× in relazione alla revisione della componente CVERunit,t, il punto 5 della deliberazione 775/2016/R/GAS ha previsto che siano svolti approfondimenti, da concludersi entro il 30 novembre 2017;
× nel documento per la consultazione 759/2017/R/GAS sono stati illustrati gli orientamenti dell'Autorità in relazione alle modalità di copertura degli extra- costi connessi con lestensione degli obblighi di verifica dei dispositivi di conversione e, più in generale, dei costi relativi alle verifiche metrologiche per i gruppi di misura di classe maggiore di G6, per gli anni tariffe 2018 e 2019; in particolare, lAutorità ha ipotizzato ladozione di soluzioni di riconoscimento dei costi basate su logiche a consuntivo;
× con separato provvedimento, entro il 31 dicembre 2017, lAutorità procederà a fissare le regole per la copertura degli extra-costi connessi con lestensione degli obblighi di verifica dei dispositivi di conversione e, più in generale, dei costi relativi alle verifiche metrologiche per i gruppi di misura di classe maggiore di G6, per gli anni tariffe 2018 e 2019;
" in relazione alla determinazione delle componenti t(tel)t e t(con)t a copertura rispettivamente dei costi dei sistemi di telelettura/telegestione e dei costi dei concentratori, il punto 2 della deliberazione 775/2016/R/GAS ha previsto che siano svolti approfondimenti, da concludersi entro il 30 novembre 2017;
" nel documento per la consultazione 759/2017/R/GAS sono stati illustrati gli orientamenti dell'Autorità in relazione alle modalità di riconoscimento dei costi relativi ai sistemi di telelettura/telegestione e dei costi dei concentratori, per gli anni tariffe 2018 e 2019, ipotizzando ladozione di riconoscimenti su base parametrica con una tariffa di riferimento differenziata in funzione della dimensione delle imprese;
" in relazione allaggiornamento annuale delle opzioni tariffarie gas diversi, larticolo 67, della RTDG, prevede che lAutorità aggiorni annualmente le componenti ot1, ot3 e Ä1(mis) in funzione dei tassi di variazione delle variabili che influenzano il costo del servizio, determinati in coerenza con le regole previste per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
" il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dallIstat è risultato pari a 0,58%;
" il tasso di variazione medio annuo del deflatore degli investimenti fissi lordi rilevato dallIstat, riferito agli ultimi quattro trimestri disponibili sulla base del calendario di pubblicazione dellIstat è pari a 0%.
CONSIDERATO CHE:

" con la deliberazione 252/2017/R/COM, lAutorità ha adottato disposizioni in materia di agevolazioni tariffarie e rateizzazione dei pagamenti per le 7
popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nei giorni del 24 agosto 2016 e successivi;
" in particolare, in relazione a utenti connessi a reti canalizzate gestite in affidamento dagli enti locali da esercenti che svolgano lattività di distribuzione, misura e vendita di altri gas a mezzo di reti canalizzate come definita nel TIUC, larticolo 11, comma 2, della deliberazione prevede modalità differenziate di determinazione delle agevolazioni, distinguendo tra reti canalizzate che rispettino i requisiti di cui allarticolo 64, comma 3, della RTDG e che quindi risultino soggette alla regolazione tariffaria ex ante dellAutorità e altre reti;
" larticolo 20, comma 2, della deliberazione 252/2017/R/COM, prevede che lAutorità, sulla base dellandamento dei punti serviti dalle imprese distributrici, valuti se possano ricorrere le condizioni per lattivazione di meccanismi di compensazione dei ricavi per le imprese distributrici, conseguenti alla riduzione del numero di punti serviti in conseguenza degli eventi sismici.


CONSIDERATO CHE:

" in data 17 novembre 2017, si è chiusa la raccolta dai dati fisici, economici e patrimoniali necessari per determinare il costo dei servizi di distribuzione e misura del gas per lanno 2018;
" in relazione ai servizi di distribuzione e misura di gas diversi dal naturale, delle 74 imprese distributrici che hanno partecipato alla raccolta: × 32 imprese distributrici hanno compilato e trasmesso per via telematica in modo completo la modulistica predisposta dalla Direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling dellAutorità;
× 34 imprese hanno dichiarato di servire, alla data del 31 dicembre 2016, in tutte le località gestite un numero di punti di riconsegna inferiore a 300;
× 8 imprese non hanno trasmesso alcun dato;
" sulla base delle informazioni a disposizione della Direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling, dellAutorità, delle 8 imprese che non hanno trasmesso alcun dato: × le imprese SERVIZI & IMPIANTI RETI GAS S.r.l. ID 3344, QUATTROPETROLI S.p.a. ID 669, PA.LA.GAS. S.r.l. ID 781, LIGURIA GAS S.r.l. ID 1843 e LAMPOGAS EMILIANA S.r.l. ID 1183 risultano servire, negli anni precedenti, località con un numero di punti di riconsegna inferiore a 300;
× limpresa ISGASTRENTATRE ID 23895 risulta servire località in avviamento;
× limpresa ULTRAGAS C.M. S.p.a. ID 793 risulta servire, negli anni precedenti, un numero di punti di riconsegna superiore a 300 nella località TORRE ORSAIA (SA) - ID Località 5796;
× limpresa distributrice ESSENERGIA Sas ID 14505, per la quale con deliberazione 437/2014/R/GAS sono state determinate le opzioni tariffarie gas diversi e le condizioni economiche di fornitura di gas di petrolio liquefatti per gli anni dal 2003 al 2013, non ha ad oggi reso disponibili 8
informazioni che consentano di stabilire se la medesima sia oggetto degli obblighi previsti in materia tariffaria dalla RTDG;
" limpresa BRIONGAS S.r.l. ID 90, che svolge il servizio di fornitura di gas diversi dal naturale in alcuni Comuni colpiti dagli eventi sismici verificatisi nei giorni del 24 agosto 2016 e successivi, ha comunicato di aver subito la perdita di numerosi utenti per effetto di tali eventi sismici e risulta servire meno di 300 punti di riconsegna.


CONSIDERATO CHE:

" in relazione al riconoscimento dei maggiori oneri derivanti dalla presenza di canoni di concessione: × larticolo 59, comma 2, della RTDG, prevede che, qualora i Comuni concedenti abbiano incrementato il canone delle concessioni di distribuzione ai sensi di quanto previsto dallarticolo 46-bis, comma 4, del decreto-legge 159/07, le imprese distributrici interessate possano presentare apposita istanza allAutorità per il riconoscimento dei maggiori oneri derivanti per effetto di tali disposizioni;
× larticolo 59, comma 3, della RTDG, stabilisce che condizioni necessarie perché lAutorità riconosca i maggiori oneri di cui allarticolo 59, comma 2, della RTDG sono che il Comune non abbia assegnato una nuova concessione successivamente allentrata in vigore del decreto-legge 159/07 e che la concessione sia scaduta;
× larticolo 59, comma 5, della RTDG, dispone che il riconoscimento dei maggiori oneri di cui allarticolo 59, comma 2, sia limitato al periodo che intercorre dalla data di efficacia dellaumento del canone fino alla data in cui viene aggiudicata la nuova gara;
× nel caso in cui il coefficiente GPi, di cui allarticolo 59, comma 4, della RTDG assuma valore pari a 1, ovvero il valore di 04/170 ,,0807 icVRD cui al medesimo comma della RTDG sia pari a 0, ovvero limpresa distributrice non abbia indicato lammontare massimo dei maggiori oneri riconosciuti (COLc,i) allatto dellinvio dei dati tariffari, il valore di COLc,i assume valore pari a zero;
× larticolo 59, comma 6, della RTDG, prevede che limpresa distributrice possa istituire unapposita componente tariffaria a copertura dei maggiori oneri di cui allarticolo 59, comma 2, della RTDG, denominata canoni comunali, di cui è data separata evidenza in bolletta;
× il medesimo articolo 59, comma 6, della RTDG, stabilisce che il valore della componente tariffaria di cui al punto precedente sia determinato dividendo lammontare massimo dei maggiori oneri riconosciuti COLc,i per il numero di punti di riconsegna atteso per lanno t, sulla base della miglior stima disponibile;
9
× larticolo 59, comma 7, della RTDG, prevede che, nellistanza di cui allarticolo 59, comma 2, della RTDG, limpresa distributrice proponga per lapprovazione dellAutorità il valore della componente COLc,i;
× come indicato nelle FAQ pubblicate in relazione alla RTDG 2009-2012, la documentazione prodotta deve dimostrare leffettiva attivazione, da parte dei Comuni, dei meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti di cui al comma 4, articolo 46-bis del decreto-legge 159/07, con un impegno formalizzato, scritto e pubblico, che non può limitarsi a una documentazione da cui si evinca una mera indicazione dellintenzione del Comune di attivare tali meccanismi di tutela;
× al fine di valutare lesistenza di un impegno formale dei Comuni ad attivare, a fronte dellincremento dei canoni di concessione, dei meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti, sono stati ritenuti idonei documenti prodotti nella forma di delibere della giunta comunale o di altri organi competenti, provvedimenti del sindaco e determinazioni dirigenziali;
× la documentazione prodotta non è valutata rispondente alle prescrizioni della RTDG nei seguenti casi: o produzione di documentazione incompleta o nella forma di proposta di deliberazione;
o produzione di deliberazioni sospese per effetto di successivi provvedimenti;
o mancanza di un riferimento esplicito allattivazione di meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti nel deliberato o nel determinato dei documenti prodotti o negli atti aggiuntivi allegati;
o mancanza nella documentazione prodotta dellindicazione della destinazione prioritaria dei fondi raccolti con lincremento dei canoni allattivazione dei meccanismi di tutela o indicazione di destinazioni alternative di tali fondi;
× 16 imprese distributrici hanno presentato, nellambito della raccolta dati per la definizione delle tariffe 2018, nuova istanza per lapplicazione della componente canoni comunali di cui allarticolo 59, comma 6, della RTDG, con riferimento a 30 località, indicando gli elementi per il calcolo dellammontare massimo del riconoscimento dei maggiori oneri derivanti dalla presenza di canoni di concessione.


RITENUTO OPPORTUNO:

" procedere secondo quanto previsto dallarticolo 3, comma 1, della RTDG e in coerenza con quanto indicato nei considerata, alla definizione e alla pubblicazione dei valori, validi per lanno 2018, relativi a: × tariffe obbligatorie e importi di perequazione bimestrale dacconto per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
× opzioni tariffarie gas diversi;
× componenti a copertura dei costi operativi e dei costi di capitale centralizzati della tariffa di riferimento TVD, relativa al servizio di distribuzione;
10
× componenti a copertura dei costi operativi della tariffa di riferimento TVM, relativa al servizio di misura del gas naturale, ad eccezione della componente vope tinst ,)( , che eventualmente, potrà essere fissata con il provvedimento dellAutorità, la cui pubblicazione è prevista entro il 31 dicembre 2017, che disciplinerà le modalità di copertura dei costi relativi alle verifiche metrologiche per i gruppi di misura di classe maggiore di G6, per gli anni tariffe 2018 e 2019;
× tariffa di riferimento COT, relativa al servizio di commercializzazione dei servizi di distribuzione e misura del gas naturale;
" in relazione alla determinazione delle tariffe obbligatorie per il servizio di distribuzione del gas naturale: × tenere conto delle rettifiche di dati patrimoniali e fisici, secondo le decorrenze di cui allarticolo 4, della RTDG;
× in coerenza con lapproccio adottato per la determinazione delle tariffe obbligatorie negli anni 2014-2017, al fine di incrementare la stabilità delle tariffe, prevedere che i volumi di gas rilevanti utilizzati nelle determinazioni delle quote variabili delle tariffe obbligatorie a copertura dei costi del servizio di distribuzione siano determinati come media mobile dei dati relativi al gas distribuito nellultimo quadriennio disponibile;
× nel dimensionamento della componente Ä1(mis) della tariffa obbligatoria tenere conto di una stima degli oneri previsti per la copertura dei costi relativi alle verifiche metrologiche e dei costi dei sistemi di telelettura/telegestione e dei concentratori, tenendo anche conto dei possibili scenari connessi agli orientamenti espressi nel documento per la consultazione 759/2017/R/GAS;
" determinare le opzioni gas diversi secondo le disposizioni dellarticolo 2, comma 6, della RTDG, che disciplinano il caso di mancata comunicazione dei dati fisici relativi al numero di punti di riconsegna serviti, con riferimento allimpresa ULTRAGAS C.M. S.p.a. ID 793 per la regione Campania e allimpresa ESSENERGIA Sas ID 14505 per la regione Lazio;
" prevedere che per limpresa BRIONGAS SRL ID 90, in via provvisoria, siano confermate le opzioni tariffarie gas diversi approvate per il 2017 con la deliberazione 774/2016/R/GAS, in attesa che siano completati i necessari approfondimenti sulla situazione delle reti di distribuzione di gas diversi dal naturale in alcuni Comuni colpiti dagli eventi sismici verificatisi nei giorni del 24 agosto 2016 e successivi, anche in relazione allipotesi di attivazione di meccanismi di compensazione dei ricavi per le imprese distributrici, conseguenti alla riduzione del numero di punti serviti in conseguenza degli eventi sismici, prevista dalla richiamata deliberazione 252/2017/R/COM.
11
RITENUTO OPPORTUNO:

" in relazione alle istanze per il riconoscimento dei maggiori oneri derivanti dagli incrementi dei canoni di concessione ai sensi di quanto previsto dal comma 4, articolo 46-bis, del decreto-legge 159/07: × procedere allapprovazione dellammontare massimo del riconoscimento dei maggiori oneri COLc,i di cui allarticolo 59, comma 4, della RTDG per le imprese distributrici che hanno fornito gli elementi necessari per la valorizzazione di tale ammontare e completa documentazione;
× prevedere che qualora ricorrano le condizioni previste dallarticolo 59, comma 2, e dallarticolo 59, comma 3, della RTDG, anche in relazione a quanto precisato nelle FAQ pubblicate, il recupero di eventuali periodi pregressi debba essere effettuato nel primo anno utile;
× escludere dal riconoscimento dei maggiori oneri COLc,i le imprese distributrici che non forniscano idonea documentazione di cui allarticolo 59, comma 3, lettera a), della RTDG o che non forniscano gli elementi necessari per la valorizzazione dellammontare massimo del riconoscimento dei maggiori oneri;
× in particolare, escludere dal riconoscimento di cui al precedente punto le imprese che non dimostrino che le risorse aggiuntive derivanti dallaumento del canone siano state destinate dai Comuni allattivazione di meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti, poiché è solo questa la destinazione prevista dalle disposizioni di legge che si riflette favorevolmente sul sistema e può quindi configurare un costo riconoscibile in tariffa, in linea con la finalità di cui allarticolo 1 della legge 481/95;
× su queste basi, procedere al riconoscimento dellammontare COLc,i con riferimento alle località riportate nella Tabella 4 dellAllegato A al presente provvedimento, in relazione alle quali la documentazione allegata è risultata rispondente alle prescrizioni della RTDG, valutando invece come non idonee le istanze di riconoscimento con riferimento alle località di cui alla Tabella 5 dellAllegato A al presente provvedimento, in relazione alle quali dalla documentazione allegata non risulta limpegno formale dei Comuni ad attivare, a fronte dellincremento dei canoni di concessione, meccanismi di tutela nei confronti delle fasce deboli di utenti o non sono stati forniti gli elementi necessari per la valorizzazione dellammontare massimo del riconoscimento dei maggiori oneri






12
DELIBERA


Articolo 1 Approvazione delle tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale di cui allarticolo 40 della RTDG, per lanno 2018
1.1. Sono approvate le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione, misura e commercializzazione del gas naturale, di cui allarticolo 40, della RTDG, per lanno 2018, come riportati nella Tabella 1 dellAllegato A al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.


Articolo 2 Approvazione delle opzioni tariffarie gas diversi, per lanno 2018
2.1 Sono approvate le opzioni tariffarie gas diversi, di cui allarticolo 65, della RTDG, per lanno 2018, come riportate nella Tabella 2 dellAllegato A al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.

2.2 Le opzioni tariffarie gas diversi relative allimpresa BRIONGAS S.r.l. ID 90 riportate nella Tabella 2 dellAllegato A sono approvate in via provvisoria.



Articolo 3 Determinazione degli importi di perequazione bimestrale dacconto relativi al servizio di distribuzione del gas naturale, per lanno 2018
3.1 Sono approvati gli importi di perequazione bimestrale dacconto per lanno 2018 relativi al servizio di distribuzione del gas naturale, di cui allarticolo 45, della RTDG, come riportati nella Tabella 3 dellAllegato A al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.



Articolo 4 Aggiornamento di componenti a copertura dei costi di capitale centralizzati e dei costi operativi delle tariffe TVD, TVM e COT, per lanno 2018
4.1 La Tabella 4 e la Tabella 5, della RTDG, sono sostituite con la Tabella 4 e la Tabella 5 riportate nellAllegato B al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.



13
Articolo 5 Approvazione dellammontare massimo del riconoscimento di maggiori oneri COLc,i
5.1 E approvato lammontare massimo del riconoscimento di maggiori oneri COLc,i, di cui allarticolo 59, della RTDG, per le località riportate nella Tabella 4 dellAllegato A al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.



Articolo 6 Disposizioni finali
6.1 Il presente provvedimento è trasmesso alla Cassa per i servizi energetici e ambientali.

6.2 Il presente provvedimento è pubblicato sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Rideterminazione di tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas, per gli anni 2009-2016 AEEGSI - Pubblicato 2017.12.15

Con il presente provvedimento si procede alla rideterminazione delle tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni 2009-2016, sulla base di richieste di rettifica di dati pervenute entro la data del 15 settembre 2017.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 14 DICEMBRE 2017
858/2017/R/GAS

RIDETERMINAZIONE DI TARIFFE DI RIFERIMENTO PER I SERVIZI DI DISTRIBUZIONE E
MISURA DEL GAS, PER GLI ANNI 2009-2016


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 14 dicembre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481, come successivamente modificata e integrata;
" il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, come successivamente modificato e integrato;
" il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2001, n. 244;
" la legge 27 ottobre 2003, n. 290, come successivamente modificata e integrata;
" la legge 23 agosto 2004, n. 239, come successivamente modificata e integrata;
" la legge 23 luglio 2009, n. 99, come successivamente modificata e integrata;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93, come successivamente modificato e integrato;
" la Parte II, del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2009-2012(RTDG 2009-2012), come modificata in ultimo con la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 10 ottobre 2013, 447/2013/R/GAS;
" la deliberazione dellAutorità 24 luglio 2014, 367/2014/R/GAS (di seguito: deliberazione 367/2014/R/GAS);
" la Parte II, del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (RTDG 2014-2019), approvata con la deliberazione 367/2014/R/GAS, come successivamente modificata e integrata;
" la deliberazione dellAutorità 22 dicembre 2016, 775/2016/R/GAS (di seguito: deliberazione 775/2016/R/GAS);
2
" la Parte II, del Testo Unico delle disposizioni della regolazione della qualità e delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (TUDG), recante Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (RTDG 2014-2019), approvata con la deliberazione 775/2016/R/GAS (di seguito: RTDG);
" la deliberazione dellAutorità 28 aprile 2017, 145/2017/R/GAS (di seguito: deliberazione 145/2017/R/GAS);
" la deliberazione dellAutorità 6 aprile 2017, 220/2017/R/GAS;
" la determinazione del Direttore della Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling dellAutorità 30 gennaio 2015, 3/15 (di seguito: determinazione 3/2015).

CONSIDERATO CHE:

" larticolo 4, comma 1, della RTDG prevede che: - le richieste di rettifica di dati relativi a incrementi patrimoniali e contributi possano essere presentate dalle imprese allAutorità in ciascun anno del periodo regolatorio 2014-2019 nelle finestre 1 febbraio - 15 febbraio e 1 settembre - 15 settembre;
- tali richieste di rettifica siano trasmesse secondo le modalità definite con Determina del Direttore della Direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling;
" in relazione agli effetti delle rettifiche: - larticolo 4, comma 2, della RTDG prevede che le istanze di rettifica di dati relativi a incrementi patrimoniali e contributi, qualora comportino vantaggi per il cliente finale, siano accettate con decorrenza dallanno tariffario a cui è riferibile lerrore;
- larticolo 4, comma 3, della medesima RTDG prevede che le richieste di rettifica, qualora comportino vantaggi per le imprese distributrici, siano accettate con decorrenza dallanno tariffario successivo a quello della richiesta di rettifica;
- larticolo 4, comma 4, della RTDG prevede che le richieste di rettifica di dati fisici siano accettate per lanno tariffario a cui è riferibile lerrore;
" secondo quanto disposto dallarticolo 4, comma 5, della RTDG, le richieste di rettifica di dati, inoltrate allAutorità, comportano lapplicazione di una indennità amministrativa a carico dellimpresa distributrice che richiede la rettifica, pari all1% della variazione del livello dei vincoli ai ricavi attesi causato dalla rettifica medesima, con un minimo di 1.000 euro;
" con determinazione 3/2015 sono state indicate le modalità e le tempistiche di invio ed elaborazione dei dati e delle rettifiche, ai fini dellaggiornamento annuale delle tariffe e della messa a disposizione dei dati tariffari alle stazioni appaltanti.

3
CONSIDERATO CHE:

" sono state presentate, entro la data del 15 settembre 2017, richieste di rettifica e integrazione di dati patrimoniali oggetto di raccolte dati effettuate in anni precedenti il 2017, riferite a località servite dalle imprese distributrici di seguito elencate:
TABELLA A
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
47 SEI SERVIZI ENERGETICI INTEGRATI S.r.l. 318 AMALFITANA GAS S.r.l. 378 ACAM GAS S.p.a.

380 EROGASMET S.p.a.

412 VENETA GAS S.pa. (istanza presentata da EROGASMET S.p.a., attuale gestore) 436 SEAB - SERVIZI ENERGIA AMBIENTE BOLZANO S.p.a.

807 ITALGAS RETI S.p.a.

860 LD RETI S.r.l. 1338 LARIO RETI GAS S.r.l. 20103 CENTRIA S.r.l. 22668 2i Rete Gas S.p.a.

24121 Blu Reti Gas S.r.l. 25367 INRETE Distribuzione energia S.p.a.


" sono state presentate, entro il 15 settembre 2017, istanze di rettifica di dati fisici dalla società 573-PREALPI GAS S.r.l., con riferimento alla località 4312- Gallarate e allanno 2015, e dalla società 926-AcegasApsAmga S.p.a., con riferimento alla località 310-Codroipo e allanno 2014;
" è stata presentata, entro la data del 15 settembre 2017, istanza di determinazione tariffaria dufficio dallimpresa distributrice 20103-CENTRIA S.r.l. con riferimento alle località 5312-Terranuova Bracciolini e 6576-Terranuova Bracciolini;
" sono state presentate, entro la data del 15 settembre 2017, istanze di rideterminazione tariffaria connesse al reperimento di documentazione contabile precedentemente non disponibile, riferite a località servite dalle imprese distributrici di seguito elencate:
TABELLA B
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
553 UNISERVIZI S.p.a.

682 GIGAS RETE S.r.l. 696 ENERCO DISTRIBUZIONE S.p.a.

791 TOSCANA ENERGIA S.p.a.

807 ITALGAS RETI S.p.a.

992 NOVARETI S.p.a.

4
1112 AS RETIGAS S.r.l. 3045 IRETI S.p.a.

20103 CENTRIA S.r.l. 24121 Blu Reti Gas S.r.l. 25367 INRETE Distribuzione energia S.r.l.
CONSIDERATO CHE:

" con deliberazione 145/2017/R/GAS sono state determinate le tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale per lanno 2016, sulla base di quanto disposto dallarticolo 3, comma 2, della RTDG;
" a seguito di alcune verifiche condotte dagli uffici della Direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling dellAutorità sono emersi alcuni errori materiali nella deliberazione 145/2017/R/GAS per le località di seguito elencate:
TABELLA C
IDAEEG
DENOMINAZIONE
IMPRESA
DISTRIBUTRICE
ID LOCALITA DENOMINAZIONE LOCALITA
499 NEDGIA S.p.a. 10306 Vibonati sconfinamento di Sapri 499 NEDGIA S.p.a. 10313 Isernia sconfinamento di Pettoranello del Molise 807 ITALGAS RETI S.p.a. 9546 FUSCALDO (CS) 22668 2I RETE GAS S.p.a. 10271 Carnate sconf da Ronco Briantino 22668 2I RETE GAS S.p.a. 10272 Origgio sconf. da Saronno 25367 INRETE DISTRIBUZIONE ENERGIA S.p.a. 10231 BUDRIO (BO) Rotta Giardino, Guarda, via San Salvatore
RITENUTO CHE:

" in relazione alle rettifiche presentate nel mese di settembre 2017: - con riferimento alle richieste di rettifica di dati patrimoniali presentate dalle imprese distributrici di cui alla Tabella A: § in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4, comma 2, della RTDG, sia opportuno accettare, ai fini delle rideterminazioni tariffarie per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni dal 2009 al 2016, le richieste di presentate dalle imprese distributrici di cui alla seguente Tabella D, che comportano vantaggi per i clienti finali:
TABELLA D
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
380 EROGASMET S.p.a.

412 VENETA GAS S.pa. (istanza presentata da EROGASMET S.p.a., 5
attuale gestore) 436 SEAB - SERVIZI ENERGIA AMBIENTE BOLZANO S.p.a.

807 ITALGAS RETI S.p.a.

860 LD RETI S.r.l. 1338 LARIO RETI GAS S.r.l. 24121 Blu Reti Gas S.r.l.
§ in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4, comma 3, della RTDG, sia opportuno prevedere che le istanze di rettifica e integrazione di dati patrimoniali, per le imprese distributrici di seguito elencate nella Tabella E, siano accettate in sede di approvazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2017, entro il termine del 28 febbraio 2018, sulla base di quanto stabilito dallarticolo 3, comma 2, lettera b), della medesima RTDG e secondo le disposizioni riportate nellAllegato A alla determinazione 3/2015:
TABELLA E
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
47 SEI SERVIZI ENERGETICI INTEGRATI S.r.l. 860 LD RETI S.r.l. 25367 INRETE DISTRIBUZIONE ENERGIA S.p.a.


§ in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4, comma 3, della RTDG, sia opportuno prevedere che le istanze di rettifica e integrazione di dati patrimoniali presentate a correzione di dati tariffari relativi ad anni precedenti allanno 2015, per le imprese distributrici di seguito elencate nella Tabella F, che comportano vantaggi per limpresa distributrice, siano accettate in sede di approvazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2018, entro il termine del 28 febbraio 2019, sulla base di quanto stabilito dallarticolo 3, comma 2, lettera b), della medesima RTDG:
TABELLA F
IDAEEG DENOMINAZIONE IMPRESA DISTRIBUTRICE
47 SEI SERVIZI ENERGETICI INTEGRATI S.r.l. 318 AMALFITANA GAS S.r.l. 378 ACAM GAS S.p.a.

380 EROGASMET S.p.a.

412 VENETA GAS S.pa. (istanza presentata da EROGASMET S.p.a., attuale gestore) 436 SEAB - SERVIZI ENERGIA AMBIENTE BOLZANO S.p.a.

807 ITALGAS RETI S.p.a.

860 LD RETI S.r.l. 1338 LARIO RETI GAS S.r.l. 6
20103 CENTRIA S.r.l. 22668 2i RETE GAS S.p.a.


- in relazione alle richieste di rettifica di dati fisici, in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4, comma 4, della RTDG, secondo cui le richieste di rettifica di dati fisici sono accettate per lanno tariffario a cui è riferibile lerrore: § sia opportuno accettare, ai fini delle rideterminazioni tariffarie per i servizi di distribuzione e misura del gas per gli anni dal 2009 al 2016, la richiesta di rettifica di dati fisici presentata dalla società 926- AcegasApsAmga S.p.a., con riferimento alla località 310-Codroipo per lanno 2014, con decorrenza dalle tariffe dellanno 2016;
§ sia opportuno prevedere che la richieste di rettifica e integrazione di dati fisici presentata dalla società 573-PREALPI GAS S.r.l., con riferimento alla località 4312-Gallarate per lanno 2015, sia accettata in sede di approvazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2017, entro il termine del 28 febbraio 2018, sulla base di quanto stabilito dallarticolo 3, comma 2, lettera b), della medesima RTDG;
- in relazione alle istanze di determinazione tariffaria dufficio: § sia opportuno prevedere che listanza presentata dallimpresa distributrice 20103-CENTRIA S.r.l., con riferimento alle località 5312-Terranuova Bracciolini e 6576-Terranuova Bracciolini, sia processata in tempo utile per lapprovazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2017, entro il termine del 28 febbraio 2018, secondo le disposizioni riportate nellAllegato A alla determinazione 3/2015;
- in relazione alle istanze di rideterminazione tariffaria di cui alla Tabella B: § sia opportuno prevedere che le medesime istanze siano processate in tempo utile per lapprovazione delle tariffe di riferimento definitive per lanno 2018 e che le decorrenze delle rettifiche siano fissate in coerenza con quanto previsto dallarticolo 4 della RTDG e secondo le disposizioni riportate nellAllegato A alla determinazione 3/2015. - sia necessario procedere alla rideterminazione delle tariffe di riferimento per gli anni dal 2009 al 2016 in relazione alle rettifiche di cui ai precedenti punti;
- in relazione alle rettifiche dei dati presentate e accolte nella rideterminazione tariffaria di cui al presente provvedimento, sia opportuno applicare lindennità amministrativa prevista dallarticolo 4, comma 5, della RTDG.

7
RITENUTO OPPORTUNO:

" procedere alla correzione degli errori materiali riscontrati nella deliberazione 145/2017/R/GAS in relazione alla tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura per lanno 2016, per le località elencate nella Tabella C

DELIBERA


Articolo 1 Rideterminazione di tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale per gli anni dal 2009 al 2016
1.1 Sono approvati i valori delle tariffe di riferimento per i servizi di distribuzione e misura del gas naturale: " per lanno 2009 come riportati nella Tabella 1 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2010 come riportati nella Tabella 2 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2011 come riportati nella Tabella 3 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2012 come riportati nella Tabella 4 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2013 come riportati nella Tabella 5 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante;
" per lanno 2014 come riportati nella Tabella 6 allegata al presente provvedimento, di cui formano parte integrante;
" per lanno 2015 come riportati nella Tabella 7 allegata al presente provvedimento, di cui formano parte integrante;
" per lanno 2016 come riportati nella Tabella 8 allegata al presente provvedimento, di cui formano parte integrante.



Articolo 2 Indennità amministrativa
2.1 Lindennità amministrativa di cui allarticolo 4, comma 5, della RTDG si applica alle imprese elencate nella Tabella 9 allegata al presente provvedimento, di cui forma parte integrante.

8
Articolo 3 Disposizioni finali
3.1 Il presente provvedimento è trasmesso alla Cassa per i servizi energetici e ambientali 3.2 Il presente provvedimento è pubblicato sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

14 dicembre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Informat Paper News - alternativasostenibile.it

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La promozione della circular economy, tema portante di ECOMONDO (8-11 novembre), porterà nei prossimi giorni alla Fiera di Rimini i principali attori italiani ed europei impegnati a creare un terreno favorevole a quello che si sta imponendo come il nuovo driver per lo sviluppo della green economy. All’interno di un programma

OGCI Climate Investments investe un miliardo di dollari per accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative a basse emissioni alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

La Oil and Gas Climate Initiative (OGCI) ha annunciato oggi un investimento di un miliardo di dollari nel corso dei prossimi 10 anni, per sviluppare e accelerare la diffusione commerciale di tecnologie innovative a basse emissioni. OGCI Climate Investments (OGCI CI) avrà lo scopo di diffondere, allinterno di OGCI e oltre, nuove tecnologie sviluppate con successo. Uno degli obiettivi sarà anche quello di identificare modi diversi per ridurre l'intensità energetica nei settori dei trasporti e dellindustria. Lavorando in partnership con iniziative affini nei diversi gruppi di stakeholder e nei diversi settori, OGCI Climate Investments ritiene che il suo impatto in termini di riduzione delle emissioni potrà essere moltiplicato nelle diverse applicazioni industriali. In una dichiarazione congiunta, i vertici delle 10 società energetiche oil and gas che compongono OGCI hanno dichiarato: La creazione di OGCI Climate Investments dimostra la nostra volontà collettiva di fornire soluzioni tecnologiche su larga scala creando un salto di qualità che aiuterà a contrastare il cambiamento climatico. Siamo impegnati personalmente a garantire che, lavorando insieme, le nostre compagnie giochino un ruolo chiave nel ridurre le emissioni di gas serra continuando comunque a fornire lenergia di cui il mondo ha bisogno. Questo investimento rappresenta un livello di collaborazione e una condivisione delle risorse in questo campo senza precedenti nellindustria oil and gas. Questa nuovo, ulteriore investimento andrà ad integrare i programmi già esistenti per le tecnologie low carbon delle singole società e si avvarrà delle competenze e delle risorse delle aziende associate. Attraverso confronti con gli stakeholder e un dettagliato lavoro tecnico, OGCI ha individuato due iniziali aree di interesse: accelerare l'introduzione di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio; ridurre le emissioni di metano da parte dell'industria petrolio e gas al fine di massimizzare i benefici climatici del gas naturale. OGCI ritiene che questi siano settori in cui l'industria oil and gas esercita un'influenza significativa e dove il suo lavoro di collaborazione può avere l'impatto maggiore. Oltre a questo, OGCI Climate Investments effettuerà anche investimenti che supportino il miglioramento dellefficienza energetica e operativa nelle industrie ad alta intensità energetica. In particolare, OGCI Climate Investments lavorerà a stretto contatto con gli altri attori industriali interessati per aumentare l'efficienza energetica in tutte le modalità di trasporto. Il CEO e il team di manager di OGCI Climate Investments saranno annunciati prossimamente. La formazione dell'OGCI Climate Investments sarà soggetta allottenimento di eventuali autorizzazioni regolatorie. LOil and Gas Climate Initiative è stata progettata per catalizzare azioni concrete per ridurre le emissioni di gas serra. Liniziativa è diretta dai CEO di dieci compagnie oil&gas che intendono guidare la risposta dell'industria ai cambiamenti climatici.Le aziende che compongono OGCI - BP, CNPC, Eni, Pemex, Reliance Industries, Repsol, Royal Dutch Shell, Saudi Aramco, Statoil e Total - insieme rappresentano un quinto della produzione di petrolio e gas del mondo. LOGCI è stata istituita a valle della discussione tenutasi in occasione del World Economic Forum Annual Meeting del 2014, ed è stata lanciata ufficialmente al vertice sul clima convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2014. di Andrea Pietrarota

La Ellen Macarthur Foundation protagonista ad Ecomondo alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

E listituzione leader, nel mondo, per la promozione e lo sviluppo delleconomia circolare. La Ellen MacArthur Foundation sarà protagonista ad ECOMONDO (8-11 novembre, fiera di Rimini) grazie alla presenza di AshimaSukhdev, project manager della associazione fondata nel 2010 nel Regno Unito, che interverrà al convegno Circular Economy & Smart Cities: opportunità e prospettive, in programma mercoledì 9 novembre (ore 14 18). Il convegno sarà presieduto dal professor Gian Marco Revel, Università Politecnica delle Marche, Coordinatore Piattaforma Tecnologica Italiana delle Costruzioni e sarà chiuso da Carlo Maria Medaglia, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dellAmbiente. Nella stessa giornata Ashima Sukhdev interverrà inoltre allincontro Le città: driver della green economy in programma nella sessione conclusiva degli Stati Generali della Green Economy (8-9 novembre) al quale è prevista anche la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio. La Ellen MacArthur Foundation prende il nome dalla sua fondatrice e presidente, Ellen MacArthur, velista britannica che dopo avere battuto, nel 2005, il record mondiale della circumnavigazione del globo, nel 2009 ha interrotto, a soli 33 anni, la carriera di velista per dedicarsi a tempo pieno alla sua battaglia in favore dellambiente. Una battaglia che lha trasformata nella leader della circular economy come lha definita Adam Bryant, direttore editoriale Live Journalism per il New York Times, nellintervista live trasmessa nella giornata di ieri dal canale Facebook New York Times Science e visualizzata finora da circa 87mila persone. E stata proprio lesperienza vissuta in mare, in situazioni di risorse limitate, a fare maturare nellallora campionessa della vela la consapevolezza della finitezza delle risorse su cui si basa la nostra economia e dunque della necessità di investire su un nuovo modello di sviluppo, basato sul concetto di economia circolare. Il compito che si pone la Ellen MacArthur Foundation è quello di fare inserire la Circular economy nellagenda della politica, dellindustria e della formazione accademica. Grazie ad una rete di Global Partners di assoluto rilievo (Cisco, Google, H&M, Intesa Sanpaolo, NIKE Inc., Philips, Renault, and Unilever), la Ellen MacArthur Foundation persegue e realizza lo sviluppo dellEconomia Circolare nei settori del business mondiale. Attraverso un team di esperti analisti, produce studi e approfondimenti. E inoltre impegnata nel diffondere linsegnamento della Circular Economy attraverso collaborazioni con scuole e università tra le più quotate a livello globale (Bradford University, CranfieldUniversity, University College London, Delft University of Technology, Arizona State University, University of Sao Paulo). Ashima Sukhdev fa parte del team Insight & Analysis della Ellen MacArhur Foundation ed è stata la coordinatrice dello studio Growth Within: a circular economy vision for a competitive Europe. di Andrea Pietrarota

Cresce il biogas in Friuli Venezia Giulia alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Il Friuli Venezia Giulia è una delle realtà economiche più vivaci del Paese, dispone di una superficie agricola totale (SAT) pari al 35% della sua superficie, nella quale sono presenti piantagioni estensive coltivate principalmente a seminativo, che danno occupazione al 3,2% della popolazione attiva. Le vaste aree montane e collinari dalle quali nasce e scende a valle un fitto reticolo di fiumi, rendono la Regione particolarmente adatta anche allallevamento. Nellambito degli allevamenti zootecnici prevalgono quelli dei bovini, ai quali si dedicano il 65% delle aziende: essi sono diffusi soprattutto nella zona di Pordenone e Udine, mentre nella zona di Gorizia e Trieste primeggiano allevamenti di suini. In questo contesto si colloca il costante aumento delle dimensioni medie delle aziende agricole e degli allevamenti che in questa Regione supera la media italiana. Questo trend favorisce il raggiungimento della dimensione ottimale per lo sviluppo degli impianti di produzione di energia a biogas che rappresentano unimportante opportunità reddituale per gli imprenditori agricoli e che vanno a corroborare le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici sulle quali è ormai stata raggiunta una generale convergenza, come è dimostrato dagli accordi sottoscritti da ben 196 paesi nel dicembre 2015 a Parigi nel corso della COP21 dellUnited Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC). Le prospettive positive sono confortate dallaumento della produzione di energia elettrica da biogas, che ha da anni un forte sviluppo: nel periodo 2013/2014 per il Friuli Venezia Giulia si riscontra un +13% rispetto al +10,1 % nazionale. Nel 2014 la produzione di energia elettrica da biogas rappresenta il 57% della produzione dovuta alle bioenergie, mentre biomasse e bioliquidi raggiungono la quota rispettivamente del 32% e 11%. L'articolo di Federica Schenato, laureata in Statistica ed esperta di statistiche ambientali, prosegue in allegato. di Andrea Pietrarota

Le materie prime del futuro alla mostra Exnovomaterials di Ecomondo 2016 alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Rappresentano il passo avanti nellindustria del riciclo, la svolta già in atto che consentirà di ridefinire il concetto stesso di materia prima. Sono i nuovi materiali che, grazie alla sperimentazione e alle nuove tecnologie, realizzano il concetto delleconomia circolare in una direzione rivoluzionaria per lindustria e lambiente. La mostra EXNovoMaterials in the circular economy, visitabile nella hall allingresso sud della Fiera di Rimini durante ECOMONDO, le racconterà con modalità scientifiche ma anche spettacolari nelledizione che celebra il ventennale del salone internazionale. Nuove materie che cambieranno il nostro modo di vivere sintetizza Roberto Coizet, curatore dellesposizione realizzata in collaborazione con Centro Materia Rinnovabile e Edizioni Ambiente. La terza sezione della mostra (Spazio della Sperimentazione e Innovazione), accompagnerà in un viaggio alla scoperta dei nuovi materiali realizzati da una decina di start up del nostro Paese. Arriva dal Piemonte Poliphenolia, realtà che crea e produce creme anti invecchiamento utilizzando polifenoli estratti da bucce e semi di uva al termine del processo di vinificazione. Tra i primi a studiare i polifenoli in materiali per applicazioni mediche, Poliphenolia applica la conoscenza sulle proprietà biomediche dei polifenoli alla cosmetica Due giovani donne, Antonella Bellina e Elisa Volpi, due professioniste della moda, sono i volti dietro a DueDiLatte, marchio che utilizza tessuti ricavati dal latte. Grazie atecniche di bio ingegneria è possibile ricavare una fibra estremamente naturale, dalle qualità uniche. I tessuti hanno infatti la caratteristica di nutrire e idratare la pelle. T-shirt, maglie e maglioncini oltre al look curano anche il corpo. Dalla plastica& alla super-plastica: è quello che fa lazienda Werner & Mertz che attraverso un particolare processo riesce a ottenere dalla plastica una tipologia addirittura più resistente che viene usata per produrre bottiglie per detersivi. Fertilana realizza invece, utilizzando gli scarti della lana di pecora, un ottimo fertilizzante adatto alla bioagricoltura. Mogu (in giapponese, fungo) è il nome del progetto della Mycoplast, start up che sfruttando gli scarti agricoli e alimentari, come la paglia di riso, la segatura, i fondi del caffè e la buccia di pomodori e patate, e trasformandoli in cibo per tipi particolari di funghi, riesce ad ottenere un biomateriale leggero come il polistirolo e biodegradabile, impermeabile e resistente alla fiamma, sostitutivo delle terracotte. In Italia si consumano 13 miliardi di uova allanno. E uninfinità di gusci, che nessuno usa. Tranne un team di ricercatori, che ha trovato un metodo per calibrare gusci duovo e argilla, ottenendo un nuovo cemento completamente biocompatibile. Si tratta dei ricercatori di Calchéra San Giorgio, Centro di Ricerca e Formulazione che studia e produce materiali specifici per il restauro, il consolidamento strutturale ed il risanamento di edifici di interesse storico culturale. GS4C è la start up milanese che lavorando con il basalto e trasformandolo in una fibra elastica propone una alternativa al vetro resina, materiale usato per la costruzione delle barche a vela non riciclabile a differenza del basalto. Si potrà così in futuro evitare laffondamento delle imbarcazioni arrivate a fine vita. Stone-brick, recuperando gli scarti della lavorazione lapidea, ovvero il cosiddetto fango di segagione che deriva dal taglio delle pietre, ottiene nuovo materiale per ledilizia, sviluppato con una tecnologia innovativa. Dal tavolo degli aperitivi allarredamento. E la nuova vita degli anacardi. I ricercatori dellazienda triestina AEP Polymers, analizzandone il guscio, sono riusciti a trasformarli in polimeri liquidi e schiume adatti per lisolamento e larredo. Equipolymers ha scoperto il modo per rendere eco-compatibili le bottiglie della Coca Cola. Grazie al lavoro di ricercatori italiani si è riusciti ad ottenere un riciclo della plastica P.E.T. tanto puro da poter essere utilizzato come componente della bottiglia più celebre al mondo di cui si producono circa 1 miliardo e 300 milioni anno di esemplari. Un accordo con la multinazionale consentirà di inserire nelle bottiglie una componente fino al 10% di nuovo materiale biocompatibile. di Andrea Pietrarota

Edilizia: sostenibile, innovativo e sicuro. E' "Condominio Eco" alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.02

La fiera Torna a Rimini dall'8 al all'11 novembre 2016 all'interno della fiera della green economy Ecomondo, Condominio Eco: la fiera nazionale dedicata al "condominio sostenibile", organizzata da Ecoarea Srl in collaborazione con Rimini Fiera. Titolo di questa terza edizione: 2026, il condominio che verrà. A quattro anni dalla riforma del condominio che ha dichiarato guerra a burocrazie, sprechi e leggi non più idonee ad amministrare con profitto unità immobiliari e palazzi, si sta assistendo a un concreto cambiamento di rotta a favore di soluzioni, strumenti e servizi sempre più caratterizzati da efficienza, risparmio e soluzioni per migliorare le relazioni fra gli stessi condòmini. Il "mondo" condominio I condomini in Italia sono più di un milione e, come gran parte degli edifici esistenti, soffrono di un grave stato di inefficienza energetica. Secondo i dati incrociati delle diverse associazioni di amministratori di condominio, oltre il 60% di queste unità ha un impianto di riscaldamento vecchio di più di 15 anni, spesso ancora funzionante a gasolio, con grossi costi per cittadini e ambiente; mentre il 23% del totale di questi edifici, dove statisticamente abita più di un italiano su due, può definirsi in pessimo stato di conservazione. Ciò si traduce in grandi opportunità per chi opera nel campo del risparmio energetico, dell'isolamento termico, della sicurezza, della domotica, dei nuovi materiali, dei servizi centralizzati: solo per citare alcuni dei settori target di Condominio Eco. Un segmento di business imperniato su efficienza e sostenibilità, che registra un trend positivo grazie anche a forme di aiuto economico ormai strutturate, come quella degli eco-bonus governativi. Gli espositori di Condominio Eco Anche quest'anno a Condominio Eco troveranno posto professionisti e aziende che si dedicano alla qualificazione edile ed energetica degli edifici: con materiali, tecnologie, prodotti e realizzazioni di nuovissima generazione. Fra gli espositori anche aziende di isolamento, coibentazione, riscaldamento, domotica, energie rinnovabili e alternative. E ancora produttori di tetti, pareti impermeabili, centrali termiche, soluzioni contro l'umidità di risalita, tecnologie per il risparmio della corrente elettrica, trattamento acqua, ascensori e tanto altro. Gli eventi di Condominio Eco Numerosi e tutti interessanti gli eventi che arricchiranno la terza edizione di Condominio Eco. Da quest'anno saranno coordinati da due autorevoli personalità del "mondo condominio": Francesco Schena (esperto Sole 24 Ore e docente di corsi di formazione professionale rivolti agli amministratori di condominio) e dall'accademico Mauro Alvisi, presidente di ECCOS (European Condo Center Observatory of Studies). Si tratta di un nuovo centro studi per l'analisi del fenomeno del social housing sotto il profilo statistico, economico, tecnologico e culturale. Fra gli ospiti di spicco dei tanti convegni che avranno per teatro Condominio Eco, il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico Antonio Gentile e Francesco Profumo: quest'ultimo a Rimini in veste di presidente IREN (società di multiservizi operante nella produzione e distribuzione di energia elettrica e teleriscaldamento). Entrambi, invitati da Ecomondo, interverranno sul tema "Circular economy & Smart Cities: opportunità e prospettive" (mercoledì 9 novembre, dalle 14 alle 17,30). Prima di loro, in apertura di fiera, da segnalare anche "Spazi aperti e verde condominiale" (a cura dell'Associazione Italia di Architettura del Paesaggio) e "Come migliorare l'efficienza energetica e la sicurezza sismica dei condomini" (a cura della rivista Ingenio). "Scusi ho finito il sale: social housing e dintorni. Come cambieranno le dinamiche di convivenza nei condomini" è invece il tema più scanzonato (ma anch'esso ricco di spunti interessanti) su cui interverrà la giornalista RAI e blogger Lucia Cuffaro, autrice del libro Fatto in casa. Smetto di comprare tutto ciò che so fare. Da segnalare poi giovedì 10 novembre, la seconda edizione degli Stati generali del Condominio, moderati da Francesco Schena (esperto del Sole 24 Ore). Per tutti gli altri eventi si suggerisce di consultare il programma aggiornato sulla pagina www.condominioeco.eu/eventi. La collocazione dentro Ecomondo Quest'anno l'area espositiva di Condominio Eco darà il benvenuto al pubblico nel sempre più frequentato Ingresso Est, dentro la Città Sostenibile (La via italiana alle Smart City), da sempre una dei maggiori centri di interesse di Ecomondo, luogo ideale dove connettersi con gli operatori dell'industria verde. Orari e modalità di visita della fiera su www.condominioeco.it. di Tommaso Tautonico

Informat Paper News - cmcc.it

Il CMCC in numeri - Annual Report 2016 - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.12.13

Antonio Navarra – Presidente della Fondazione CMCC – presenta l’Annual Report 2016:” In questo rapporto, oltre a un dettaglio degli esiti della Valutazione ANVUR, proponiamo una sintesi del 2016 attraverso le cifre che hanno caratterizzato le attività del Centro, dai papers pubblicati nelle più autorevoli riviste scientifiche fino ai progetti di

Strategie di mitigazione dagli ecosistemi forestali - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.12.13

CC www.travellife.blog @Flickr.com Gli ecosistemi forestali giocano un ruolo chiave nella mitigazione dei cambiamenti climatici, e in particolare negli scambi di materia ed energia fra biosfera e atmosfera . Negli ultimi decenni, le foreste hanno assorbito fino al 30% delle emissioni globali annue di CO2 sotto forma di carbonio organico, nei diversi pool di carbonio (biomassa epigea, biomassa ipogea, necromassa legnosa, lettiera e suolo) attraverso il processo di fotosintesi e rilasciando in atmosfera i prodotti della respirazione. Per questa ragione, comprenderne evoluzione e dinamiche di crescita, includendo anche i flussi di acqua e carbonio al loro interno, per arrivare a una gestione forestale più sostenibile ed efficiente, è ormai diventato un obiettivo di primaria importanza.(Il continuo aumento della concentrazione atmosferica di CO2, unito a un aumento delle temperature e ai cambiamenti delle dimensioni delle riserve di carbonio degli ecosistemi, sono responsabili delle perturbazioni dei flussi di carbonio allinterno degli ecosistemi terrestri osservati di anno in anno, che si realizzano in seguito a variazioni dei tassi di fotosintesi e respirazione delle piante. Il modello 3D-CMCC FEM è un modello dinamico di processo in grado di simulare i flussi di carbonio e idrici, gli incrementi di biomassa nei vari pool di carbonio, levoluzione strutturale e ulteriori aspetti legati anche alla gestione forestale, a partire dalla simulazione dei principali processi eco-fisiologici. Il modello è stato recentemente impiegato in due diversi studi della Fondazione CMCC pubblicati sulle riviste Forests e Forest@. Una miglior comprensione delle dinamiche del carbonio è fondamentale in particolare per prevedere gli scambi di carbonio che avvengono a livello di ecosistema-atmosfera e determinare la variabilità annuale e stagionale del bilancio del carbonio degli ecosistemi. Con questobiettivo, nello studio pubblicato su Forests (tra gli autori, anche i ricercatori CMCC Sergio Marconi, Tommmaso Chiti, Riccardo Valentini e Alessio Collalti della Divisione IAFES), è stata messa a punto una versione migliorata del modello 3DCMCC FEM, in grado di tener conto e simulare con maggiore accuratezza determinati processi biogeochimici. Il modello 3D-CMCC-FEM è stato inoltre impiegato in uno studio pubblicato su Forest@ focalizzato sul caso studio del bacino idrografico del Bonis, in Calabria, sullaltopiano della Sila. Lo scopo dello studio era quello di predire le dinamiche forestali (tasso di crescita delle foreste, flussi di carbonio e idrici), valutando anche gli effetti delle diverse opzioni di gestione forestale sul ciclo del carbonio e sul ciclo dellacqua, e in particolare sullandamento della crescita e sulla struttura della foresta, cercando di valutare anche gli effetti su gli altri servizi ecosistemici forniti dalla foresta stessa. Per ulteriori informazioni, leggi la versione integrale degli articoli:Marconi S., Chiti T., Nolè A., Valentini R., Collalti A. The Role of Respiration in Estimation of Net Carbon Cycle: Coupling Soil Carbon Dynamics and Canopy Turnover in a Novel Version of 3D-CMCC Forest Ecosystem Model 2017, Forests, 8(6), 220, Special Issue Forest Soil Respiration under Climate Changing, DOI: 10.3390/f8060220 Collalti A., Biondo C., Buttafuoco G., Maesano M., Caloiero T., Lucà F., Pellicone G., Ricca N., Salvati R., Veltri A., Scarascia Mugnozza G., Matteucci G. Simulation, calibration and validation protocols for the model 3D-CMCC-CNR-FEM: a case study in the Bonis watershed (Calabria, Italy)(. 2017, Forest@, 14: 247-256 (2017), DOI: 10.3832/efor2368-014

Ecosistemi forestali: un nuovo gruppo di lavoro sulla modellistica forestale - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.12.13

Credits: CC markwadd @Flickr.com Alessio Collalti, ricercatore della Fondazione CMCC presso la Divisione scientifica IAFES, è il nuovo coordinatore del gruppo di lavoro sulla modellistica forestale della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale SISEF. Fra gli interessi di ricerca del gruppo: coordinare in una prospettiva unitaria le diverse conoscenze specialistiche acquisite nel corso degli ultimi decenni sul funzionamento degli ecosistemi forestali; aiutare lecologia forestale a progredire dalla semplice descrizione dei processi alla comprensione dei meccanismi coinvolti; facilitare il flusso delle conoscenze dalla ricerca alla gestione, traducendo i risultati della ricerca in strumenti di simulazione che aiutino i forestali nella gestione sostenibile del bosco; facilitare il flusso delle conoscenze dalla gestione alla ricerca, traducendo la preziosa esperienza del forestale in conoscenza quantitativa attraverso strumenti di analisi dei sistemi. Per conoscere le principali iniziative del gruppo, visita la pagina dedicata alle attività del gruppo.

ESGF F2F 2017: la Fondazione CMCC riceve l'Achievement Award - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.12.13

Ogni anno, la comunità internazionale di climate software engineering si riunisce per individuare quelle persone che abbiano realizzato un lavoro eccezionale nello sviluppo di strumenti per la comunità, con lo scopo di accelerare le scienze del clima nellambito della scienza dei dati della Earth System Grid Federation (ESGF). Questanno il Comitato esecutivo ESGF ha proclamato 13 vincitori per i premi ESGF Achievement Awards. Questi premi rappresentano un importante riconoscimento per quei membri della comunità ESGF che hanno contribuito a livello nazionale e internazionale agli sforzi e alle attività della federazione. I vincitori dei premi rappresentano al meglio lo spirito e la determinazione nel perseguire i propri obiettivi della comunità ESGF. Alessandra Nuzzo, Maria Mirto, Paola Nassisi, e Sandro Fiore, ricercatori della Fondazione CMCC Divisione ASC, hanno ricevuto un premio per lo sviluppo della nuova dashboard ESGF alla conferenza annuale ESGF F2F 2017 a San Francisco (California, USA). La dashboard mostra i dati demografici di utilizzo sempre aggiornati e una panoramica statistica sulluso dei dati, come il numero totale di utenti registrati per continente e nazione, i download per continente e nazione, e il numero totale di set e volume di dati. La dashboard fornisce un ricco set di grafici e report attraverso uninterfaccia web, consentendo agli utenti e ai manager del sistema di visualizzare lo stato dellinfrastruttura ESFG attraverso dispositivi web intelligenti e user-friendly. Con il proprio lavoro, il gruppo di ricerca CMCC si è trovato ad affrontare sfide cruciali, come comunicare le informazioni più importanti in modo chiaro e trasparente, o consentire a diversi utenti di visualizzare dettagli specifici simultaneamente. Senza il loro lavoro essenziale nel mostrare luso automatico dei dati in tempo reale, i ricercatori non avrebbero la possibilità di determinare chiaramente limportanza dei contributi dei dati dei propri progetti alla comunità. La Earth System Grid Federation (ESGF) è uninfrastruttura open per laccesso a dati geospaziali.( ESGF è il frutto di una collaborazione internazionale interdisciplinare, volta allo sviluppo di uninfrastruttura software per facilitare e rafforzare lo studio dei cambiamenti climatici su scala globale. Entrando più nel dettaglio, ESGF comprende servizi per la ricerca, laccesso, lanalisi e la visualizzazione dei dati, i risultati dei modelli, le osservazioni e i dati di rianalisi.

Oceani e cambiamenti climatici: nuovi spunti sulle origini della variabilità atlantica - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.12.13

Credits: CC Krisztina.Konczos Le attività umane, e in particolare le emissioni di gas serra e aerosol in atmosfera, influiscono sulla temperatura dellOceano Atlantico e di conseguenza su molti fenomeni climatici. Sono i risultati di uno studio pubblicato di recente sulla rivista Journal of Climate, (tra gli autori, anche i ricercatori CMCC A. Bellucci e S. Gualdi della Divisione CSP Climate Simulation and Prediction) in cui sindaga sulle origini della variabilità multidecennale delle temperature marine superficiali nel bacino Nord Atlantico, analizzando un particolare evento climatico, un fenomeno di raffreddamento del Nord Atlantico verificatosi alla metà del XX secolo (1940-75). Ma che cosè esattamente la Variabilità Atlantica Multidecadale, da che cosa è provocata, e perché riveste una grande importanza per il clima globale? La Variabilità Atlantica Multidecadale (AMV Atlantic Multidecadal Variability) condiziona diverse componenti del clima globale, persino in Europa e nel bacino del Mediterraneo: le condizioni più secche della regione mediterranean, quelle più umide dellEuropa settentrionale, la variabilità delle precipitazioni in Sahel, lo spessore del ghiaccio marino artico e della calotta glaciale della Groenlandia, o la maggiore frequenza degli uragani nella zona atlantica, sono alcuni dei fenomeni idro-climatici influenzati da questo segnale e dalle sue fasi. Le cause allorigine di questo segnale sono al centro di un dibattito internazionale, recentemente sintetizzato e commentato dalla rivista Nature. Come sottolineato nellarticolo di Nature, su questo tema si contrappongono da tempo due scuole di pensiero alternative; in passato la comunità scientifica riteneva che questo segnale avesse origine principalmente da processi interni, e in particolare da quelle variazioni naturali che si verificano nella circolazione oceanica e atmosferica. Negli ultimi anni, si è fatta strada invece unipotesi che punta il dito sul possibile coinvolgimento dei fattori esterni come principali driver della variabilità atlantica (aerosol, impatti dei vulcani, variabilità solare, incluse le emissioni dei gas serra dovute alle attività umane). Bellucci ha fornito nuovi spunti e prospettive alla questione con la presentazione dei risultati del suo studio, nel corso del seminario CMCC dal titolo:The Role of Forcings in the Twentieth-Century North Atlantic Multidecadal Variability: The 194075 North Atlantic Cooling Case Study. Guarda il video: I ricercatori hanno quindi realizzato unanalisi multimodello, utilizzando un set molto ampio di simulazioni CMIP5 (Coupled Model Intercomparison Project Phase 5), cercando di valutare se queste ultime erano in grado di riprodurre fedelmente lo specifico episodio della storia climatica del XX secolo descritto nello studio, in presenza di diversi forzanti esterni (naturali: vulcani, attività solare e/o antropogenici: gas serra, aerosol, cambiamenti di uso del suolo, ozono). Le attività umane influiscono sulla temperature marine superficiali dellOceano Atlantico e di conseguenza su un gran numero di importanti fenomeni climatici: limmagine che emerge dallanalisi di Bellucci suggerisce infatti che la Variabilità Atlantica Multidecadale sia il risultato dellazione combinata di diversi fattori; i fattori antropogenici, come gas serra e aerosol, avrebbero avuto un ruolo chiave nel determinare lepisodio di raffreddamento del 1940-1975, mentre i forzanti naturali (sole e vulcani, essenzialmente) sarebbero stati i principali fattori a influenzare la variabilità atlantica nella prima metà del XX secolo. Leggi la versione integrale dellarticolo:( Bellucci A., Mariotti A., Gualdi S. The role of forcings in the 20th century North Atlantic multi-decadal variability: the 1940-1975 North Atlantic cooling case study( 2017, Journal of Climate, DOI: 10.1175/JCLI-D-16-0301.1 Per ulteriori informazioni, leggi anche larticolo Clima: nuove scoperte sulla variabilità climatica nellAtlantico.

Dissesto idrogeologico: l'effetto di clima e ambiente - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.11.30

CC sandeepachetan.com @Flickr.com I cambiamenti climatici potrebbero influenzare le variabili meteorologiche che determinano linnescarsi o il riattivarsi dei movimenti franosi. Linfluenza dei cambiamenti climatici su frane e fenomeni di erosione può essere più o meno grande, a seconda di quei fattori, come area geografica, orizzonte temporale considerato e attuali tendenze socio-economiche, che determinano le concentrazioni dei gas serra. Tuttavia, persino la semplice identificazione degli schemi e degli andamenti meteorologici che regolano gli episodi di frana rappresenta un problema di non facile soluzione, anche nel caso si assumano condizioni regolari e stabili: i dettagli geomorfologici, infatti, rivestono un ruolo chiave per la corretta descrizione e comprensione di questi fenomeni.(In passato, questi elementi hanno in parte ostacolato le ricerche per valutare in che modo i cambiamenti climatici condizionino la stabilità dei pendii, per diverse scale spaziali e temporali. La Fondazione CMCC, nelle persone dei ricercatori Paola Mercogliano e Guido Rianna della Divisione REMHI Regional Models and geo-Hydrological Impacts Division, organizzerà la sessione Effects of climate and environmental changes on landslides (NH3.10/CL2.21) per approfondire questi temi e presentare le ricerche e i casi studio più interessanti per una valutazione dellattuale e futura attività dei fenomeni di dissesto da frana. La sessione si svolgerà nellambito delle attività della conferenza EGU 2018 (European Geosciences Union General Assembly 2018), a Vienna, in Austria, dall8 al 13 aprile 2018.( Scendendo nel dettaglio, per la sessione organizzata dalla Fondazione CMCC sono particolarmente graditi i contribuiti che affrontino i seguenti temi: la modellizzazione delle condizioni della futura stabilità dei versanti, sulla base delle proiezioni climatiche;(- lanalisi del record dei dissesti da frana (avvalendosi sia di ricerche e archivi storici, sia di paleo-testimonianze); la valutazione, con diverso grado di dettaglio, dal livello di versante alla scala regionale, per arrivare alla scala globale, delle variazioni nella frequenza, suscettibilità, rischio e pericolo di frana; gli studi che considerino leffetto combinato di ambiente (per esempio, di uso e copertura del suolo) e cambiamenti climatici. Per ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale di EGU 2018. Date importanti e scadenze: Scadenza per la richiesta di supporto finanziario: 1 dicembre 2017 I dettagli per il supporto finanziario Roland Schlich sono disponibili QUI. Scadenza per linvio degli abstract: 10 gennaio 2018, 13:00 CET. Scadenza per la richiesta di sponsorizzazione: 10 gennaio 2018. Scadenza per linvio in ritardo degli abstract: 18 gennaio 2018, 13:00 CET. La data esatta della sessione NH3.10/CL2.21 sarà decisa a febbraio e comunicata prima possibile.

Informat Paper News - edizioniambiente.it

Meglio riciclare che estrarre | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.11.10

Con circa 10.000 dipendenti e un fatturato di 11,1 miliardi di euro nel 2016 Umicore è un’azienda belga quotata in Borsa. Con sede a Bruxelles e alle spalle una storia di oltre due secoli, è oggi tra le aziende più esperte nel riciclo di materiali complessi (residui industriali e rifiuti elettronici)

Case come alberi, città come foreste | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.11.10

Michael Braungart, una laurea in chimica, nel 1987 ha fondato Epea, lEnvironmental Protection and Encouragement Agency con sede ad Amburgo, di cui oggi è amministratore delegato. Da oltre ventanni il suo nome e quello dello statunitense William McDonough sono legati allinnovativo design concept Cradle to Cradle, dalla culla alla culla. Il loro ultimo libro nella versione tedesca è stato tradotto con Die intelligente Verschwendung. The Upcycle: Auf dem Weg in eine neue Ueberfluss-gesellschaft, ossia Lo spreco intelligente. The upcycle: verso una nuova società dellabbondanza. Si tratta di una pura provocazione oppure sul piano teorico e pratico ci può essere uno spreco intelligente? Alla base del concetto di intelligente Verschwendung cè la considerazione che disponiamo di una quantità di input energetici superiore di oltre 20.000 volte ai nostri bisogni, ragion per cui possiamo comportarci generosamente nellimpiego di materiali ed energia. A patto però che ciò che produciamo sia concepito per arrecarci benefici anziché limitarsi a ridurre gli impatti negativi, e che sia predisposto al riuso post-consumo dei materiali, invece di diventare un rifiuto. Soddisfatte queste condizioni, alla fine non si spreca nulla, ci risponde Braungart. Questo approccio invita a festeggiare la vita, il nostro ruolo di esseri umani e la nostra impronta, invece di sentirci un peso per il pianeta. In questo senso il titolo ha in parte un intento provocatorio verso lapproccio culturale del popolo tedesco orientato prioritariamente a ridurre la pressione sulla Terra. In ogni caso parliamo di spreco intelligente, non di spreco stupido. Niente a che fare con quanto si vede sulle vostre autostrade: colpisce vedere come gli italiani si divertano a gettare i rifiuti fuori dalle loro auto per tenerle pulite allinterno. Il problema è che non si tratta di materiali e beni concepiti per poter essere buttati per strada senza arrecare danni. Purtroppo lei non è il primo straniero a sottolinearmi questa pessima abitudine di casa nostra. Ma passiamo alla sua affermazione secondo la quale oggi linquinamento indoor è superiore a quello outdoor a causa delle polveri sottili e di altri inquinanti che vengono liberati, per esempio, da moquette, carte da parati, stampanti laser. Si tratta di materiali e beni che non sono pensati per essere impiegati in ambienti chiusi. Inoltre, per isolarli termicamente, oggi si costruiscono edifici sigillati che contribuiscono ad aumentare la concentrazione degli inquinanti indoor: un classico esempio di cose sbagliate fatte perversamente alla perfezione. In Germania il 40% delle case è affetto da muffe, col risultato che si diffondono i casi di asma infantile. Senza contare i danni da esposizione alle polveri sottili e agli idrocarburi policiclici aromatici liberati nellaria, per esempio, da tappeti e moquette. È mai credibile che basti esporre allaria per 24 ore un materasso comprato allIkea per eliminare tutti i problemi che può generare? Sul mercato, però, sono disponibili innovativi prodotti Cradle to Cradle, come un letto che abbiamo progettato con una ditta olandese, il primo concepito per essere usato in un ambiente chiuso senza pericoli per la salute. [&] Edifici come alberi, città come foreste: è il tema da lei approfondito lanno scorso alla Biennale di Architettura di Venezia. È una visione senzaltro molto poetica, ma come si traduce in pratica? In realtà è molto semplice. Basta guardare come funziona un albero, come supporta la vita di oltre 200 diverse specie viventi, come pulisce il suolo, come disinquina laria, come cambia i colori a seconda delle stagioni, come si riproduce e sostiene la propria esistenza. Tutte cose che un edifico convenzionale non può fare, per cui, paragonato a un albero, risulta molto più primitivo. Ecco perché esorto a prendere come esempio gli alberi. La domanda giusta da porsi è come si possa generare allinterno degli edifici aria pulita e sana per chi ci abita o lavora. E la risposta a questa domanda è legata allinnovazione tecnologica di qualità. Perché non sfruttare 100 metri quadrati di pavimento di un appartamento coprendolo con una moquette in grado non solo di non diffondere cattivi odori ma anche di ripulire laria? È questa linnovazione che ci serve. Ci sono vernici che non sono anti-microbiche, ma, al contrario, pro-microbiche grazie ai microrganismi attivi che contengono capaci di depurare laria divorando gli inquinanti: una performance che solo una ventina di anni fa sembrava pura fantascienza. E proprio grazie allinnovazione tecnologica di qualità,che non origina extra costi, i profitti delle aziende produttrici sono superiori del 20-30% a quelli usuali nel settore. Lo stesso avviene con le imprese che producono materiali isolanti per ledilizia a base di innocue sostanze organiche: guadagnano di più... continua a leggere su Materia Rinnovabile n. 18, settembre-ottobre 2017

La nuova economia secondo Tim Jackson | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.11.10

Nato come rapporto per il governo inglese nel 2009, "Prosperità senza crescita" ritorna nelle librerie con una nuova edizione, completamente rivista. In questo volume Tim Jackson, docente di Sviluppo sostenibile allUniversità del Surrey, affronta in maniera estremamente lucida un tema che non può più essere rimandato: creare prosperità per il genere umano, senza dilapidare ulteriormente le risorse planetarie e appianando le disuguaglianze sociali. Ovvero unidea alternativa di economia, oggi ancora basata sulla crescita infinita. Secondo Jackson, infatti, è possibile pensare a un modello economico che vada al di là della crescita esponenziale e che sia capace di rivedere il concetto stesso di prosperità, condivisa e intrisa di speranza. Un mondo in equilibrio col pianeta e capace di creare un benessere diffuso. In questi giorni lei presenta la seconda edizione del suo libro. Ma la prima edizione nel 2010 nasce da un fatto perlomeno curioso. Quale? Questo libro nasce da un rapporto commissionato dal governo britannico. Si trattò di una consulenza che feci sulla sostenibilità per una commissione governativa. Lidea era quella di rivisitare lidea di crescita economica, in particolare del conflitto tra la crescita infinita e lambiente. Un concetto già espresso nel Rapporto sui limiti dello sviluppo redatto dal Club di Roma negli anni 70. Prosperità senza crescita cercò di affrontare queste tematiche. Mentre lo stavo scrivendo la crisi finanziaria iniziò a farsi sentire. La cosa interessante è che il rapporto uscì durante il G20 che si tenne a Londra nel 2009, quando i Grandi della Terra si riunirono proprio per far ripartire leconomia. Come racconto anche nel libro, al governo il rapporto non piacque, lo stesso primo ministro Gordon Brown ne fu molto dispiaciuto. La stampa inoltre non ne parlò. Poi pian piano il rapporto divenne molto popolare, tanto che diventò un libro pubblicato in 17 diverse lingue, tra cui anche litaliano. [&] Nel frattempo l1% della popolazione possiede il 50% della ricchezza mondiale. Dovremmo ridistribuire la ricchezza? E come? Ciò che sta succedendo è che un numero sempre più piccolo di persone possiede la maggior parte degli asset e dei profitti che questi comportano (per asset si intende ogni entità materiale o immateriale suscettibile di valutazione economica di proprietà di unazienda, ndr). Nel frattempo la vita lavorativa delle persone diventa sempre più insicura. Il lavoro retribuito è un costo. Ciò che il capitalismo fa è di ampliare sempre più questa differenza, piuttosto che ridurla, a meno che non vengano ridistribuiti i guadagni e gli asset. E per fare ciò ci sono tre modi. Uno è quello di aumentare la tassazione nei confronti della parte più ricca della popolazione. Ma questa soluzione è come mettere un cerotto quando si sta grondando sangue. Potrebbe funzionare, ma non cambierebbe necessariamente le disuguaglianze nel possesso degli asset. Ci sono poi altri sistemi, ne esistono degli ottimi esempi. Per esempio far partecipare i lavoratori al capitale aziendale: in questo caso la proprietà dellimpresa è in mano ai lavoratori, ed è così possibile ridistribuire la proprietà dei beni e dei capitali. La terza possibilità è la protezione del lavoro salariato: se rallentassimo leggermente la sostituzione del lavoro con la tecnologia e proteggessimo il lavoro salariato, automaticamente potremmo ridistribuire la ricchezza, perché ridurremmo la differenza tra salario e profitto. Il mondo accademico è concorde nellaffermare che una crescita infinita in un mondo finito è praticamente impossibile. Perché la politica e parte del mondo economico faticano ad accettare questo concetto, così chiaro agli ecologi? ... continua a leggere su Materia Rinnovabile n. 18, settembre-ottobre 2017

Rimettere in circolo Madrid e Barcellona | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.11.10

Mentre questo numero di "Materia Rinnovabile" va in chiusura, sale lallarme per la contrapposizione tra Barcellona e Madrid. Qualcuno potrebbe dire: ma perché dedicare leditoriale di un magazine sulleconomia circolare a un evento politico? Sembra una vicenda estranea ai temi di cui ci occupiamo; che oltretutto fa seguito ad altri casi di contrasto tra spinte autonomiste e governi centrali. Perché parlarne? Penso che sia il caso di farlo per vari motivi. Innanzitutto quello che colpisce è il livello di maturità delle società di cui stiamo parlando. La Catalogna è una bandiera storica dellapertura culturale, tecnologica, politica. Unarea che ha legami profondi con lItalia, come si percepisce immediatamente ascoltando il catalano. Una regione che ha dimostrato nella giornata del referendum di saper usare con sapienza le tecniche della non violenza (sperando che questa affermazione resti valida nelle prossime settimane e nei prossimi mesi). Daltra parte la Spagna nel suo complesso è un corpo sociale che va oltre le rigidità dimostrate dal governo centrale rifiutando una trattativa sul livello di autonomia della regione che, con ogni probabilità, avrebbe disinnescato il problema. E sono anche evidenti le preoccupazioni per una possibile disgregazione di un paese con una storia così lunga e tormentata. Un atto unilaterale della Catalogna può diventare un sasso nel meccanismo che tiene in piedi non solo la Spagna, ma lUnione europea. Ma anche un atto unilaterale della Spagna è un sasso nel meccanismo della convivenza fra tradizioni almeno in parte diverse. La contrapposizione frontale che si è creata sembra destinata a creare un indebolimento di tutte le parti. Le scene di violenza della Guardia Civil nei confronti di cittadini anziani che volevano votare al referendum non hanno giovato allimmagine della Spagna. E la fuga delle banche da Barcellona non ha giovato alleconomia catalana. Serve una mediazione: è evidente. Ma lUnione europea è un club di Stati che ha difficoltà ad assumere questo ruolo. Le istituzioni non sembrano offrire in questo momento (la situazione è in veloce evoluzione ed è possibile che tra la chiusura in tipografia e il momento in cui leggerete questo articolo il quadro sia cambiato) la necessaria spinta verso la ragionevolezza. E fin qui siamo a unanalisi largamente condivisa ma insufficiente perché non mette a fuoco le motivazioni che possono permettere di superare la contrapposizione. Cosa si potrebbe mettere in campo? Una ricucitura per esempio potrebbe venire dallemergere di un punto di vista più ampio che metta al centro gli interessi sociali, economici e ambientali di unarea larga. Non restare nella contrapposizione ma spostarsi di lato, puntare a un salto come quello che Michael Braungart, uno dei padri delleconomia circolare, propone in queste pagine per leconomia circolare: passare da una prospettiva di riduzione dei danni a una prospettiva di incremento dei benefici: Per prima cosa bisogna cambiare lassetto mentale di partenza e considerare gli esseri umani come unopportunità per il pianeta [...] Siamo troppi sulla Terra perché possa bastare ridurre i danni. Dunque non limitarsi a un armistizio, ma porre lattenzione sui vantaggi che vengono da fattori che scavalcano i confini. Crisi economica e squilibri sociali spingono verso chiusure, muri, identità contrapposte; mentre prospettive di crescita con benefici distribuiti rafforzano la tendenza a includere nuovi partner. Solo una crescita ambientalmente e socialmente sostenibile ha possibilità di durare nel tempo e allargarsi nello spazio. In un paese dove la disoccupazione è al 18,4% la bioeconomia rappresenta una grande opportunità per conciliare crescita, creazione di posti di lavoro qualificati e sostenibilità ambientale, scrivevamo nel numero del marzo scorso& ... continua a leggere su Materia Rinnovabile n. 18, settembre-ottobre 2017

Quando lo smartphone è fair | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.10.19

Si può costruire uno smartphone che sia fatto per durare, senza dover scegliere tra qualità ed etica della catena produttiva? Negli uffici olandesi di Fairphone non hanno dubbi: la risposta è sì. Unazienda in costante miglioramento che, da diversi anni, sensibilizza consumatori e grandi aziende sui costi nascosti della produzione contemporanea. Oggi Fairphone è una B-Corp, società benefit certificata con 70 dipendenti nel cuore di Amsterdam, ma il viaggio del primo smartphone etico al mondo inizia già nel 2010 quando Bas van Abel, attuale amministratore delegato, lancia un movimento per sensibilizzare su una più etica catena di produzione degli apparecchi elettronici. Il movimento, nato allinterno della Waag Society, fondazione olandese che si occupa di sperimentazioni riguardanti arte, scienza e tecnologia, vuole essere unawareness company. Durante varie campagne e laboratori, centinaia di smartphone sono scomposti per far comprendere ai consumatori la complessità e le incoerenze nascoste tra lo schermo e la scocca. Ma nel 2013 sensibilizzare non basta più. Il fondatore Bas van Abel e i co-fondatori Miquel Ballester e Tessa Wernink decidono di passare ai fatti. Un seed investment di 400.000 euro, lassunzione dei primi dipendenti e una campagna di crowdfunding completano il quadro. Puntando su sostenibilità di metalli e minerali, nasce il Fairphone 1. Vende il doppio del target iniziale. A fine 2015 il lancio di Fairphone 2 alza ulteriormente lasticella: lobiettivo non è più solo utilizzare materiali sostenibili, ma allungare la vita del prodotto, attraverso la modularità. I minerali e metalli, presenti nei comuni smartphone, arrivano nella catena di fornitura dal settore minerario, unindustria impegnativa, spesso poco sostenibile per lambiente e i lavoratori. Fairphone nasce con lobiettivo di certificare lorigine etica di tutti i materiali contenuti negli smartphone. In particolare, vuole risalire la filiera produttiva per analizzare i materiali e scoprirne le criticità connesse. I cosiddetti conflict minerals e i loro derivati sono il primo focus in questo processo. [&] Fairphone ha accettato la sfida di sostenere sviluppo economico e pratiche estrattive responsabili nella Repubblica Democratica del Congo e non solo. Dopo anni di lavoro a livello locale e di collaborazioni nella filiera, oggi è possibile tracciare tutta la catena di produzione risalendo fino alle miniere per quattro conflict minerals (stagno, tantalo, tungsteno e oro).Fairphone 2 contiene quaranta diversi minerali. Insieme a The Dragonfly Initiative, Fairphone ha sviluppato un sistema di riferimento per valutare 38 di questi materiali e le relative opportunità e problematiche generate a livello sociale, ambientale e sanitario. La filiera del tungsteno (usato per creare il sistema di vibrazione dei cellulari), per esempio, coinvolge venti diverse aziende. Per arrivare a un tungsteno libero da conflitti, è stato necessario risalire tutta la filiera che passa dalla raffineria in Austria e arriva fino alle miniere nel nord del Ruanda. ... continua a leggere su Materia Rinnovabile n. 17, luglio-agosto 2017

Sono dodici, ma cresceranno | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.10.19

Il vertice dei ministri dellambiente dei Paesi del G7 ospitato dallItalia, a Bologna nello scorso mese di giugno ha fornito loccasione per fare un punto non rituale sui molti dei temi che dovrebbero essere in primo piano nellagenda ambientale dei governi. Tra i problemi di cui si è discusso nei numerosi side event che hanno animato le giornate bolognesi, quello dellinquinamento provocato dalla dispersione di rifiuti in plastica si presenta con caratteri di gravità estrema. Il plastic littering è un fenomeno di cui Materia Rinnovabile si è ripetutamente occupata, in particolare in relazione alla situazione di diverse nazioni africane. La dimensione del fenomeno, emerso in questi ultimi anni grazie anche allevidenza mediatica che ha avuto la scoperta dei trash vortex oceanici, era già denunciata nel documento fondativo della Stop Plastic Waste Coalition (vedi box), con un dato di cui è difficile anche riuscire a visualizzare il significato: 5 milioni di miliardi di particelle e frammenti di plastica che galleggiano sulla superficie degli oceani. Liniziativa, promossa a Bologna congiuntamente dal ministero dellAmbiente italiano, dal ministére de la Transition Ècologique et Solidaire francese con il sostegno di Novamont, ha costituito un momento di confronto per la coalizione, focalizzandosi sullacquisizione di maggiori elementi di conoscenza e sulle strategie per ridurre lorigine principale del fenomeno: la dispersione a terra di rifiuti plastici. A Baptiste Legay, vicedirettore della Direzione Generale per la Prevenzione dei Rischi, è stato affidato il compito di aprire i lavori illustrando le azioni intraprese dal governo francese che ha identificato il marine litter come una delle priorità chiave nel proprio piano di prevenzione dei rifiuti 2014-2020. Punti di forza di tali azioni sono il bando alla distribuzione in cassa di shopper in plastica monouso adottato nel 2016, seguito il 1° gennaio 2017 da analogo bando esteso ad altri tipi di sacchi monouso di spessore inferiore a 50 micron, che potranno essere solo in plastica biodegradabile e compostabile. La rilevanza economica, oltre che ambientale, di tali innovazioni normative è stata confermata durante il convegno da Sphere Group, un importante operatore francese nel campo degli imballaggi per alimenti. Ed entro il 2020 toccherà a posate, piatti e bicchieri in plastica seguire la stessa sorte. Misure ritenute chiave per il grande impatto che hanno in termini di crescita della consapevolezza nei consumatori, come del resto si è verificato in Italia che su questo percorso ha fatto da apripista. Nella legge sulla protezione della biodiversità emanata nel 2016 sono contenute altre due misure che vanno in questo senso: il bando ai prodotti cosmetici che contengono microplastiche (entro il 2018) e ai bastoncini cotonati per la pulizia (tipo cotton fioc per intenderci, entro il 2020). Ma la strategia non si ferma qui e punta alla realizzazione di un sistema volontario di gestione dei rifiuti in plastica derivanti dalle attività di pesca (reti, innanzitutto), al dialogo con le industrie del settore plastico per azzerare la dispersione di granuli durante il processo di produzione, alla promozione di uno studio sulla tossicità dei filtri di sigarette e sulla potenzialità per la realizzazione di un sistema di gestione dedicato. A livello internazionale lazione del governo francese si svolge nel contesto della coalizione e punta tra laltro a mettere a punto una toolbox di esperienze e strumenti per i decision maker e lo sviluppo di un programma di aiuto ai paesi che intendono intraprendere volontariamente la strada della riduzione dellinquinamento da plastiche. Anche il Cile, rappresentato dal ministro dellAmbiente Marcelo Mena Carrasco, ha adottato non senza difficoltà una politica di progressiva messa al bando degli shopper e delle borse in plastica. Sottolineando quindi come il problema che abbiamo di fronte nel configurare politiche di contrasto alla dispersione di rifiuti in plastica sulla terraferma e quindi nelle acque non sia affatto di ordine tecnologico, Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, ha evidenziato il ruolo delle enormi carenze nella gestione dei rifiuti. Infatti secondo i dati elaborati da Ellen MacArthur Foundation riferiti al settore del packaging solo il 2% della plastica raccolta per essere riciclata, che a sua volta è solo un esiguo 14% dei 78 milioni di tonnellate prodotte annualmente entra effettivamente in processi di riciclo che non implicano un downcycling della materia. Secondo Bastioli è necessario un approccio olistico alla gestione dei rifiuti che ci permetta di individuare in essi tutte le possibili fonti di future risorse. Lo sviluppo delle plastiche biodegradabili e compostabili, materie progettate per essere riciclabili, è un passo in questo senso, che consente per esempio la migliore valorizzazione della frazione organica dei rifiuti, oltre ad offrire una soluzione efficace per la sostituzione delle plastic bag monouso. Una soluzione, in definitiva, utile per la conservazione di una componente fondamentale del capitale naturale, come la qualità dei suoli e per ridurre limpatto del plastic litter sugli ecosistemi marini. Ma la chimica verde di Novamont è in grado di proporre soluzioni anche in relazione ad altre fonti di inquinamento dei suoli e delle acque, ponendo sul mercato alternative biobased, totalmente biodegradabili, per lubrificanti ed erbicidi. Sul Mediterraneo come laboratorio per sperimentare strategie dal basso di prevenzione e riduzione del marine litter si è soffermata Rossella Muroni, presidente di Legambiente, la maggiore Ong ambientalista italiana. Il capillare lavoro di rilevazione dei dati e caratterizzazione dei rifiuti realizzato su oltre 100 spiagge in collaborazione con le Ong degli altri paesi rivieraschi ha permesso di raggiungere risultati su due piani: migliore conoscenza di cosa viene disperso nellambiente e della sua provenienza; acquisizione di maggiore consapevolezza sul tema a livello di collettività, attraverso lampio coinvolgimento dei volontari nel lavoro di raccolta e analisi dei rifiuti. In una mappa accessibile online sono disponibili i risultati delle indagini svolte da Legambiente e dalla rete Clean up the Med sin dal 2014. E ancora dati, impressionanti, sono stati forniti da Francois Galgani, docente presso Ifremer (Istituto francese di ricerca marina), come le 25.000 tonnellate di plastica che ogni giorno entrano in mari e oceani. Dove si trovano le plastiche? Pressoché ovunque, dal Mediterraneo allAntartide, e diffuse tra i fondali marini, in superficie, sulle spiagge, nei ghiacci, nel biota, nei sedimenti, in atmosfera. E sono ben 700 le specie animali marine che vengono colpite da questo flusso colossale di rifiuti nelle acque, il 30% del quale è costituito da sacchetti in plastica, con il risultato che in determinate aree il 100% della popolazione di tartarughe marine ha ingerito plastiche, non riuscendo a distinguere i sacchetti dalle meduse di cui si alimentano. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 17 luglio-agosto 2017

Informat Paper News - nextville.it

Ape, nuovo sistema informatico in Lazio nextville.it - Pubblicato 2017.12.15

Si chiama Sistema informativo Ape Lazio e le fasi di avvio sono state stabilite dalla Dgr 6 dicembre 2017, n. 824 secondo le seguenti tempistiche:. l'iscrizione dei certificatori energetici possibile a partire da oggi 15 dicembre 2017 (sul sito del Sistema informativo riportata invece la data del 12 dicembre 2017); . la

Completamento riforma tariffe elettriche, confermato il rinvio nextville.it - Pubblicato 2017.12.15

Per assicurare il rispetto del principio di gradualit della riforma e evitare di gravare troppo sulle famiglie, con la delibera 867/2017/eel l'Autorit rinvia di un anno il suo completamento. La riforma delle tariffe elettriche per gli utenti domestici, lo ricordiamo, prevede tre step, due gi attuati nel 2016 e nel 2017 e uno ancora ancora da applicare. La delibera 582/2015/R/eel, in attuazione di quanto disposto dal Dlgs 102/2014, aveva previsto che l'ultimo step, consistente nel superamento della progressivit delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali, si dovesse applicare a partire dal 1 gennaio 2018. Con la segnalazione 733/2017/I/EEL, l'Autorit per l'energia aveva fatto notare a Governo e Parlamento che l'applicazione del terzo step della riforma, unitamente alla revisione del meccanismo di agevolazioni per le imprese energivore stabilita dalla Commissione europea con la decisione C (2017) 3406, avrebbe potuto generare effetti economicamente poco sostenibili per circa 29 milioni di utenze domestiche. Governo e Parlamento, rispettivamente con due risoluzioni e una comunicazione, hanno accolto la richiesta dell'Autorit e dato indicazioni per il rinvio. Alla luce di queste indicazioni l'Autorit ha stabilito che fino al 31 dicembre 2018 si applicheranno ancora "le strutture tariffarie attualmente vigenti per le componenti a copertura degli oneri generali di sistema e per la componente DISPBT, applicata ai clienti aventi diritto alla maggior tutela".

Ispezioni su turbine eoliche, il futuro dei droni nextville.it - Pubblicato 2017.12.14

E in effetti sono gi numerose le aziende energetiche che stanno sperimentando, con ottimi risultati, l'impiego di questi dispositivi per effettuare ispezioni sulle turbine eoliche alla ricerca di difetti e danni dovuti a condizioni meteorologiche e usura. L'azienda SkySpecs ha sviluppato un drone autonomo, che non necessita di essere pilotato ma che si affida semplicemente alla presenza di un addetto alla sicurezza a terra, il quale si limita a cambiare le batterie e guidare il drone da una turbina all'altra. Non occorre nemmeno controllare la telecamera; anche il tragitto dell'ispezione e la scelta di quando scattare le foto viene presa in autonomia dal software. Da aprile 2017 ad oggi, questo drone sperimentale ha ispezionato oltre 54 parchi eolici e scattato quasi 750mila foto. Trattandosi di un settore appena nato, non mancano naturalmente alcune criticit. Paradossalmente, una delle pi difficili da risolvere costituita dall'enorme quantit di dati e informazioni che un drone pu rilevare su ogni singola turbina. Si tratta di dati che per la loro mole e complessit non possono essere "passati" tali e quali al cliente, il quale ha l'unico obiettivo di risolvere l'eventuale problema nel pi breve tempo possibile. La vera sfida per aziende come la SkySpecs dunque quella di fornire dei report finali che evidenzino i principali parametri di riferimento, elaborati a partire dai dati "grezzi" raccolti dal drone. Inoltre, solo col passare degli anni sar possibile beneficiare di un confronto automatizzato tra fotografie scattate in tempi diversi su una medesima turbina, acquisendo cos una comprensione pi approfondita dei processi di invecchiamento e usura delle pale. Un altro aspetto particolarmente interessante che al momento non esistono standard condivisi, in grado di definire con chiarezza l'entit dei problemi rilevati dai droni. In altre parole, coloro che si occupano della manutenzione degli impianti non sono sempre concordi sulla classificazione di un problema. Ad esempio alcuni clienti tendono a voler intervenire gi con minimi segni di erosione delle pale, mentre altri sono pi propensi ad aspettare e vedere l'evolversi del fenomeno, prima di effettuare un intervento. Soltanto con una maggiore esperienza sul campo e con un affinamento nell'elaborazione dei dati, sar possibile definire standard condivisi di classificazione dei danni e delle conseguenti necessit di riparazione.

Richieste riconoscimento impianti cogenerazione, pagamenti con sistema pagoPA nextville.it - Pubblicato 2017.12.13

Questo quanto ha comunicato il Gestore dei servizi energetici, ricordando che le modalit di pagamento mediante pagoPA sono quelle previste dalle banche e dagli altri prestatori di servizi di pagamento (PSP) aderenti. Per poter effettuare il pagamento, occorre utilizzare il Codice Avviso di Pagamento oppure il QR Code o il Codice a Barre presenti sull'avviso di pagamento allegato alla fattura. pagoPA un sistema pubblico - composto di regole, standard e strumenti definiti dall'Agenzia per l'Italia Digitale e accettati dalla Pubblica Amministrazione e dai PSP aderenti all'iniziativa - che garantisce a privati e aziende di effettuare pagamenti elettronici alla PA in modo sicuro e affidabile, semplice e in totale trasparenza nei costi di commissione. Si tratta di un'iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alla quale tutte le PA sono obbligate ad aderire.

Bolzano, linee guida per efficienza impianti di riscaldamento e condizionamento nextville.it - Pubblicato 2017.12.12

Attuando quanto previsto dall'articolo 127 della legge provinciale n. 13/1997, le linee guida approvate con Dgp n. 1344 del 5 dicembre 2017 disciplinano le modalit di controllo dell'efficienza energetica degli impianti di riscaldamento e di condizionamento d'aria. E' previsto che in seguito al controllo sull'impianto di riscaldamento o di condizionamento debba essere redatto, da parte di esperti qualificati indipendenti, un rapporto di efficienza energetica conforme all'allegato 1 delle linee guida. Oltre ai risultati del controllo, il rapporto contiene anche raccomandazioni finalizzate a migliorare il rendimento energetico dell'impianto, in modo economicamente conveniente. I controlli dell'efficienza energetica degli impianti di riscaldamento e di condizionamento, sulla base dei nuovi criteri, devono essere eseguiti almeno ogni due anni a decorrere dal 1 gennaio 2018. Le nuove linee guida riguardano unicamente gli impianti con potenza nominale superiore a 100 kW; i controlli relativi agli impianti con potenza inferiore a 100 kW saranno regolamentati con provvedimento separato.

Certificati Bianchi, confermato il valore del corrispettivo per il GME nextville.it - Pubblicato 2017.12.07

Lo ha stabilito la delibera 847/2017/R/EFR, con cui l'Autorit per l'energia ha approvato il valore del corrispettivo da corrispondere GME a fronte dei servizi forniti per la commercializzazione dei Certificati bianchi. Con una lettera del 16 novembre 2017, il GME ha comunicato all'Autorita` di confermare, per l'anno 2018, il corrispettivo gi definito per il 2017: a partire dal 1 gennaio 2018 si pagheranno 10 centesimi di euro per ogni Titolo di Efficienza Energetica scambiato (sia sul mercato organizzato che oggetto di transazioni bilaterali). Con la medesima delibera stato anche approvato il valore del corrispettivo per gli scambi delle Garanzie di Origine (GO); anch'esso confermato a 0,003 di euro, sia per le GO negoziate nel mercato organizzato che per quelle registrate bilateralmente sulla Piattaforma di registrazione degli scambi bilaterali delle medesime.

Informat Paper News - eea.europa.eu

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%),

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%), Francia (3%), Spagna (3%) e Irlanda (3%). Nella relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione, l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) valuta 22 000 zone di balneazione nell'Unione europea, in Svizzera e, per la prima volta, in Albania. Oltre alla relazione, l'AEA ha pubblicato una mappa interattiva con l'indicazione della qualità per ciascun sito di balneazione nel 2013. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, ha dichiarato: "Che la qualità delle acque di balneazione europee continui ad essere elevata è una buona notizia, ma non possiamo permetterci di riposare sugli allori con una risorsa preziosa come l'acqua. Dobbiamo continuare a garantire che le acque di balneazione così come l'acqua potabile e quindi anche i nostri ecosistemi acquatici siano totalmente protetti." Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, "Le acque di balneazione in Europa sono migliorate negli ultimi vent'anni: non si versano più ingenti quantità di acque reflue direttamente nei corpi idrici. Oggi il problema principale sono i picchi di inquinamento di breve durata occasionati da piogge violente e inondazioni, che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e conseguente riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e mari." Le autorità locali procedono a controlli prelevando campioni nelle spiagge in primavera e durante la stagione balneare. Le acque di balneazione sono valutate «eccellenti», «buone», «sufficienti» o «scarse» in base alle percentuali di due tipi di batteri la cui presenza è indice di inquinamento da acque di scolo o da liquami di allevamento; tali batteri, se ingeriti, possono provocare patologie (vomito e diarrea). La valutazione delle acque di balneazione non tiene conto dei rifiuti, dell'inquinamento e di altri aspetti che danneggiano l'ambiente naturale. Sebbene la maggior parte delle zone di balneazione sia sufficientemente pulita ai fini della tutela della salute umana, numerosi ecosistemi nei corpi idrici europei si trovano in una situazione allarmante. Ciò è particolarmente evidente nei mari europei: da una recente valutazione è risultato che gli ecosistemi marini europei sono messi in pericolo da cambiamenti climatici, inquinamento, pesca eccessiva e acidificazione. Molti di questi rischi sono destinati ad aumentare. Acque di balneazione: risultati principali Se è vero che oltre il 95% delle zone di balneazione soddisfa i requisiti minimi, solo l'83% ha però raggiunto il più rigoroso livello di «qualità eccellente». Solo il 2% è risultato scarso. La percentuale di siti che soddisfa i requisiti minimi nel 2013 è circa la stessa del 2012. Tuttavia, la percentuale dell'"eccellenza" è aumentata dal 79% nel 2012 all'83% nel 2013. Nelle spiagge costiere la qualità dell'acqua è risultata leggermente migliore, con una percentuale dell'85% di siti classificati eccellenti. Tutte le spiagge costiere in Slovenia e a Cipro sono state classificate eccellenti. La qualità delle acque di balneazione interne sembra essere leggermente inferiore alla media. Il Lussemburgo è il solo paese a ottenere l'eccellenza in tutte le acque di balneazione, seguito a ruota dalla Danimarca (94%). La Germania ha raggiunto il livello eccellente nel 92% dei quasi 2 000 siti di balneazione interna. Per ulteriori informazioni Sito dell'Agenzia europea dell'ambiente sulle acque di balneazione Sito della Commissione europea sulle acque di balneazione

L'inquinamento atmosferico provoca ancora danni alla salute in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Il rapporto "La qualità dell'aria in Europa rapporto 2013", rappresenta il contributo dell'AEA al riesame della politica per la qualità dell'aria effettuato dalla Commissione europea e all'"anno dell'aria" dellUE. Il trasporto su strada, l'industria, l'agricoltura e il settore residenziale contribuiscono all'inquinamento atmosferico in Europa. Nonostante la riduzione delle emissionsi e delle concentrazioni di alcuni inquinanti in atmosfera osservata negli ultimi decenni, il rapporto dimostra che il problema dell'inquinamento atmosferico in Europa è lungi dall'essere risolto. In particolare, due sostanze inquinanti, il particolato e l'ozono troposferico, continuano a causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. Nuovi dati scientifici indicano che la salute umana può essere compromessa da concentrazioni di sostanze inquinanti inferiori a quanto si pensava in passato. Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: "L'inquinamento atmosferico sta causando danni alla salute umana e agli ecosistemi. Un'ampia parte della popolazione non vive in un ambiente sano secondo gli standard attuali. Per avviare un percorso che porti alla sostenibilità, l'Europa deve essere ambiziosa e rendere più severa l'attuale normativa". Il commissario all'Ambiente Janez Potonik aggiunge: "Per molte persone la qualità dell'aria costituisce una della maggiori preoccupazioni. Gli studi dimostrano che un'ampia maggioranza dei cittadini è consapevole dell'impatto della qualità dell'aria sulla salute e chiede alle istituzioni di intervenire a livello europeo, nazionale e locale, anche in tempi di austerità e difficoltà. Sono pronto a dare una risposta a queste preoccupazioni attraverso il prossimo Riesame della qualità dell'aria della Commissione Tra il 2009 e il 2011, fino al 96 % degli abitanti delle città è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) superiori ai limiti delle linee guida dell'OMS e fino al 98 % è stato esposto a livelli di ozono (O3) superiori alle linee guida dell'OMS. Un numero inferiore di cittadini UE e stato esposto a concentrazioni di PM2.5 e O3 superiori ai limiti o agli obiettivi stabiliti dalla legislazione UE. Tali limiti o obiettivi UE in alcuni casi sono meno severi rispetto alle rispettive OMS. Cfr. i dati dell'AEA sull'esposizione nella UE. Ma il problema non riguarda solo le città. Secondo il rapporto anche alcune aree rurali sono caratterizzate da livelli significativi di inquinamento atmosferico. Un confronto tra le nazione Europee è disponibile nelle schede nazionali allegate al rapporto. Sono molte le storie di successo nella riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici; ad esempio, le emissioni di diossido di zolfo (SO2) delle centrali elettriche, dell'industria e del trasporto sono state ridotte negli ultimi dieci anni, comportando una riduzione dell'esposizione. La progressiva eliminazione del piombo, inquinante ritenuto responsabile di problemi dello sviluppo neurologico, dalla benzina ha determinato una riduzione delle concentrazioni di piombo in atmosfera. Eutrofizzazione Oltre alle preoccupazioni di natura sanitaria, il rapporto analizza i problemi ambientali legati allinquinamento atmosferico, come l'eutrofizzazione, un processo che avviene quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi, mettendo a rischio la biodiversità. L'eutrofizzazione è ancora un problema molto diffuso che riguarda la maggior parte degli ecosistemi europei. Nellultimo decennio, le emissioni di alcuni inquinanti a base di azoto sono diminuite. Ad esempio le emissioni di ossidi di azoto e di ammoniaca sono scese del 27% e del 7% rispettivamente rispetto al 2002. Tuttavia, le emissioni non sono state ridotte quanto previsto e otto Stati membri dell'UE violano i limiti massimi consentiti un anno dopo la scadenza del termine per conformarsi. Per fare fronte all'eutrofizzazione, è necessario introdurre nuove misure volte alla riduzione delle emissioni di azoto.

Acque di balneazione in costante miglioramento in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Cipro e Lussemburgo sono i primi della classe, con acqua di eccellente qualità in tutte le zone di balneazione. Valori eccellenti, al di sopra della media UE, si registrano anche in altri otto paesi: Malta (97%), Croazia (95%), Grecia (93%), Germania (88%), Portogallo (87%), Italia (85%), Finlandia (83%) e Spagna (83%). Questi dati segnalano un miglioramento rispetto all'anno scorso, continuando la tendenza positiva in atto da quando, nel 1990, si è iniziato a monitorare lo stato delle acque a norma della direttiva sulle acque di balneazione. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, così commenta questi risultati: "È incoraggiante vedere che la qualità delle acque di balneazione in Europa continua a migliorare. Occorre comunque fare ancora di più se vogliamo che tutte le nostre acque siano potabili e adatte alla balneazione e che gli ecosistemi acquatici godano di buona salute. L'acqua è una risorsa preziosa e dobbiamo prendere tutte le misure necessarie per proteggerla a dovere." Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell'Agenzia europea dell'ambiente, ha dichiarato: "Dai fiordi nordici alle spiagge subtropicali, l'Europa è ricca di posti in cui cercare il fresco in estate. Il rapporto pubblicato oggi dimostra che la qualità delle acque di balneazione è in generale ottima, ma indica anche la presenza di zone dove i problemi di inquinamento persistono; è per questo che esortiamo le persone a verificare come si classifica la loro meta preferita per nuotare." A partire dai dati raccolti dalle autorità locali in oltre 22 000 località dei 27 Stati membri dell'Unione europea e di Croazia e Svizzera, nonché dalle misurazioni dei livelli di batteri provenienti dalle acque di scolo e dagli allevamenti, l'Agenzia europea dell'ambiente elabora ogni anno i dati sulla qualità delle acque di balneazione. Più di due terzi delle località controllate sono spiagge costiere, il resto è costituito da fiumi e laghi. Il rapporto annuale si basa sui dati relativi alla stagione balneare precedente, pertanto il rapporto di quest'anno è una compilazione dei dati raccolti nell'estate 2012. Malgrado il miglioramento generale, dal rapporto di quest'anno emerge che la qualità dell'acqua è scarsa in quasi il 2% delle zone di balneazione costiere, fluviali e lacustri. Le percentuali più alte di spiagge non conformi si trovano in Belgio (12%), Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6%) e alcune di esse hanno dovuto essere chiuse nel corso della stagione 2012. Quelle che si comportano meglio sono, in genere, le zone di balneazione costiere, il 95% delle quali soddisfa le norme minime e l'81% può fregiarsi di acque eccellenti, mentre per quanto riguarda laghi e fiumi, è il 91% ad essere al di sopra della soglia minima e il 72% ad avere acqua di qualità eccellente. Le tracimazioni causate da piogge violente in zone con sistemi fognari inadeguati costituiscono ancora un problema, sebbene si sia osservato un certo miglioramento della qualità idrica grazie a un sempre più diffuso trattamento delle acque e alla conseguente diminuzione degli scarichi di acque reflue non trattate nell'ambiente. Agli inizi degli anni 90 solo il 60% circa delle zone poteva vantarsi di acque di qualità eccellente, mentre il 70% soddisfava le norme minime. Contesto Le acque di balneazione in Europa devono rispettare le norme stabilite nella direttiva del 2006 in materia, che aggiorna e semplifica la normativa precedente e deve essere attuata dagli Stati membri entro dicembre 2014. L'UE pubblica ogni anno una relazione di sintesi sulla qualità delle acque di balneazione, che si basa sulle relazioni che gli Stati membri devono presentare entro la fine dell'anno precedente. Nella relazione di quest'anno tutti i 27 Stati membri, così come la Croazia e la Svizzera, hanno monitorato la qualità delle acque delle rispettive località di balneazione e ne hanno dato conto alla Commissione, la maggior parte di essi in base alle nuove disposizioni. Per monitorare la qualità delle acque, i laboratori ricercano determinati tipi di batteri, tra cui gli enterococchi intestinali e l'Escherichia coli, la cui presenza può essere indice di inquinamento, soprattutto da acque di scolo o liquami di allevamento. Le località sono poi classificate come conformi ai valori obbligatori, conformi alle linee guida più severe oppure non conformi. Per conoscere la qualità dell'acqua delle nostre località balneari preferite possiamo visitare l'apposita pagina web dell'Agenzia europea dell'ambiente, da cui è possibile scaricare dati e consultare mappe interattive. È inoltre possibile segnalare lo stato dell'acqua di una determinata zona tramite il sito Eye on Earth. Per ulteriori informazioni: European Environment Agency bathing water site European Commission bathing water site

L'Europa deve adattarsi per stare al passo con i cambiamenti climatici — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

La relazione Adaptation in Europe (Adattamento in Europa) descrive le politiche e alcune delle misure adottate a livello dell'UE e dai paesi europei. Al momento metà dei 32 paesi membri dell'AEA hanno elaborato piani di adattamento e alcuni hanno iniziato ad agire, benché tutti i paesi abbiano ancora molto lavoro da fare. Mentre gli sforzi di mitigazione globale dovrebbero continuare a cercare di limitare l'innalzamento della temperatura globale a 2 °C , nella relazione si afferma che è necessario prepararsi ad aumenti maggiori della temperatura e ad altri cambiamenti climatici. Ciò è necessario per tenere conto in modo corretto delle molte incertezze nelle previsioni climatiche e socioeconomiche. Una precedente relazione dell'AEA ha mostrato come i cambiamenti climatici stanno già interessando tutte le regioni in Europa, provocando molte conseguenze per la società e l'ambiente. Ulteriori conseguenze sono attese in futuro se non verrà intrapresa alcuna azione. Le rilevazioni mostrano temperature medie più elevate in Europa. Le precipitazioni stanno diminuendo nelle regioni meridionali e aumentando in Europa settentrionale. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: L'adattamento comporta nuovi modi di pensare e affrontare rischi e pericoli, incertezze e difficoltà. Gli europei dovranno cooperare, imparare l'uno dall'altro e investire in trasformazioni di lungo periodo, necessarie a sostenere il nostro benessere di fronte ai cambiamenti climatici. La relazione è stata presentata oggi in occasione di una conferenza sulla strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, intesa a sostenere politiche di adattamento coerenti e integrate nei diversi settori in Europa. L'Europa inizia ad adattarsi La relazione raccomanda un insieme di diverse misure: misure grigie come progetti ingegneristici e tecnologici, approcci verdi basati sugli ecosistemi e la natura, e le cosiddette misure morbide come le politiche volte a cambiare gli approcci di governance. Nella relazione si sostiene che i progetti di adattamento più efficaci combinano spesso due o più approcci differenti. Per esempio, l'adattamento presso la costa mediterranea francese si basa su un approccio integrato che tiene conto di cambiamenti climatici, turismo, trasporti e biodiversità. Nelle aree urbane, spazi verdi e corpi idrici rientrano nella progettazione edilizia al fine di ridurre i rischi legati alle ondate di caldo. Anche Barcellona ha iniziato ad adattarsi alla carenza di acqua con un nuovo impianto di desalinizzazione ad alta efficienza. Questo progetto grigio opera in tandem con altre iniziative morbide come gli incentivi per ridurre il consumo di acqua, diminuendo gli impatti derivanti da siccità prolungate. Il costo dell'adattamento potrebbe essere elevato in alcuni casi, tuttavia la relazione sottolinea i risparmi complessivi derivanti da alcune azioni di adattamento. Uno dei più grandi progetti di adattamento basato sullecosistema consiste nel ripristinare il bacino idrografico del Danubio al suo precedente stato naturale. Sebbene il costo stimato sia pari a 183 milioni di euro, esso dovrebbe aiutare a prevenire inondazioni come quella del 2005 che da sola è costata 396 milioni di euro di danni. Sono stati istituiti in Europa sistemi di allarme rapido per aiutare a prevedere incendi boschivi, inondazioni e siccità. Secondo la relazione, tali misure morbide possono aiutare le comunità a superare i rischi. Un progetto simile in Italia ha istituito sistemi di allarme rapido per malattie trasmesse dalle zanzare, previste in aumento con i cambiamenti climatici. Sfide future L'Europa ha bisogno di adeguarsi ai cambiamenti climatici in modo coerente, assicurando l'integrazione dell'adattamento nelle politiche dell'UE e in quelle nazionali, afferma la relazione. Non vi è alcun approccio universale: l'adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe rispondere alle condizioni nazionali e locali. Vi è ancora incertezza nelle previsioni relative ai cambiamenti climatici ed è difficile stimare in modo preciso i futuri rischi poiché anche gli aspetti socioeconomici stanno cambiando. Per tali ragioni la pianificazione dell'adattamento dovrebbe essere abbastanza flessibile da superare circostanze impreviste e una serie di futuri cambiamenti climatici, afferma la relazione. Per esempio, il rafforzamento della barriera del Tamigi, che protegge Londra dalle inondazioni costiere, è stato progettato per lasciare aperte delle opzioni, in modo da poter accogliere degli adattamenti in funzione dell'aumento del livello del fiume. Climate-ADAPT raccoglie un gran numero di studi di casi e altre informazioni per aiutare paesi, regioni e città ad adeguarsi ai cambiamenti climatici. Il sito web contiene informazioni su impatti climatici previsti e azioni nazionali nonché notizie e prossimi eventi.

In Austria e Germania i livelli più alti di riciclo, il Regno Unito e l’Irlanda mostrano invece l’incremento più rapido — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Complessivamente è stato riciclato in Europa, nel 2010, il 35% di rifiuti urbani, che rappresenta un notevole miglioramento rispetto al 23% del 2001. Tuttavia molti paesi incontreranno enormi difficoltà a soddisfare gli obiettivi imposti dallUE di riciclare il 50% di rifiuti domestici e simili entro il 2020. I dati provengono da una nuova relazione dellAgenzia Europea dellAmbiente (AEA) che analizza la gestione dei rifiuti solidi urbani, composti principalmente da rifiuti domestici, nei 27 Stati Membri dellUE e in Croazia, Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia. Cinque paesi hanno già raggiunto questo obiettivo, ma molti altri dovranno compiere sforzi eccezionali per conseguirlo prima del termine ultimo. Per esempio, Bulgaria e Romania riciclano adesso piccole percentuali di rifiuti urbani perciò, per conseguire lobiettivo entro il 2020, devono aumentare il riciclo di oltre 4 punti percentuali lanno nel corso di questo decennio, cosa che nessun paese è riuscito a realizzare tra il 2001 e il 2010. Il Regno Unito ha aumentato la quota di riciclo dei rifiuti urbani dal 12% al 39% tra il 2001 e il 2010, mentre lIrlanda ha innalzato i livelli di riciclo dall11% al 36% nello stesso periodo. Anche la Slovenia, la Polonia e lUngheria hanno migliorato notevolmente i livelli di riciclo dal loro ingresso nellUE. LAustria ha la percentuale più alta di riciclo (63%), seguita da Germania (62%), Belgio (58%), Paesi Bassi (51%) e Svizzera (51%). LAEA ha pubblicato, insieme alla relazione principale, anche le relazioni sui singoli paesi. Jacqueline McGlade, Direttore Esecutivo dellAEA, ha dichiarato: In un periodo relativamente breve, alcuni paesi hanno promosso con successo una cultura del riciclo, con infrastrutture, incentivi e campagne di sensibilizzazione. Altri continuano invece a restare indietro, sprecando enormi quantità di risorse. L`attuale elevata domanda di alcuni beni dovrebbe costituire per i paesi un segnale sulle evidenti opportunità economiche del riciclo. La relazione dellAEA è particolarmente importante poiché i rifiuti urbani sono soprattutto competenza del settore pubblico e lattuale situazione economica in molti Stati Membri dellUE richiede una maggiore attenzione su come raggiungere gli obiettivi strategici nel modo più efficace ed economicamente conveniente. La relazione supporta le iniziative della Commissione Europea a sostegno dei Paesi Membri per migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti. Il documento sarà presentato oggi a Brussels nel corso di un seminario sulle strategie politiche e infrastrutture per migliorare la gestione dei rifiuti urbani. Altre conclusioni LEuropa sta risalendo con successo la gerarchia di gestione dei rifiuti, anche se più lentamente di quanto richiesto dalla normativa. La quantità di rifiuti conferiti in discarica è diminuita dal 2001, mentre è aumentata la quantità di rifiuti inceneriti, compostato e riciclato. Riciclare può ridurre i gas serra e risparmiare risorse preziose, poichè i materiali riciclati sostituiscono quelli vergini. Sotto il profilo del ciclo della vita, il cambiamento nel trattamento dei rifiuti urbani tra il 2001 e il 2010 ha ridotto le emissioni di gas serra provenienti dai rifiuti urbani del 56%, o di 38 milioni di tonnellate di equivalente CO2 nellUE, Norvegia e Svizzera. Priorità della legislazione dellUE sui rifiuti è innanzitutto prevenirne la formazione. I rifiuti urbani prodotti da ciascun cittadino dellUE sono calati del 3,6% tra il 2001 e il 2010. Tuttavia ciò potrebbe essere dovuto alla recessione economica (la produzione di rifiuti pro- capite è stata piuttosto stabile tra il 2001 e il 2007). I rifiuti urbani prodotti in media dagli slovacchi sono cresciuti del 39% tra il 2001 e il 2010, mentre i norvegesi e i croati hanno aumentato i rifiuti urbani annui del 30% e del 25% rispettivamente. Per contro, molti paesi hanno ridotto la quantità di rifiuti prodotti e tra questi cè la Bulgaria (-18%), lEstonia (-17%), la Slovenia (-12%) e il Regno Unito (-12%). Norvegia, Irlanda e Polonia hanno ridotto più di tutti gli altri paesi la percentuale di rifiuti urbani destinati alla discarica tra il 2001 e il 2010. Migliori livelli di riciclo sono dovuti principalmente allevoluzione nel riciclo di materiali, con progressi inferiori nel riciclo di rifiuti organici. I paesi che hanno diminuito con successo i rifiuti conferiti in discarica e aumentato il riciclo hanno solitamente applicato una serie di strumenti nazionali e regionali. Tra questi vi è il divieto di conferimento in discarica di rifiuti biodegradabili o di rifiuti urbani non pretrattati, la raccolta differenziata obbligatoria di parti di rifiuti urbani, strumenti economici come le tasse sulle discariche e sugli inceneritori, le tariffe sulla raccolta dei rifiuti volte a incentivare il riciclo. Contesto Il riciclo include il recupero di materiali come, ad esempio, vetro, carta, metallo e plastica, e il compostaggio. Lobiettivo del 50% del riciclo si applica agli Stati Membri dellUE, alla Norvegia e allIslanda. I paesi possono scegliere tra quattro diversi metodi di calcolo per dichiarare la conformità a tale obiettivo. Nella propria analisi lAEA ha utilizzato uno di questi metodi, e va rilevato che altri metodi di calcolo potrebbero dare origine a esiti diversi. Occorre poi sottolineare che i livelli effettivi di riciclo in alcuni paesi potrebbero essere maggiori rispetto a quelli indicati, poiché i loro dati escludono i rifiuti di imballaggio riciclati dalle famiglie. Inoltre, i paesi con livelli di riciclo molto bassi possono richiedere un periodo di deroga al raggiungimento dellobiettivo. Il 4 marzo 2013 Eurostat ha pubblicato Dati 2011 sui rifiuti urbani, offrendo ulteriori possibilità di valutazione. Eurostat utilizza categorie leggermente diverse dallAEA e tali dati non sono perciò direttamente comparabili con lanalisi dellAEA.

Informat Paper News - Rinnovabili.it

Dalle Marche 4 bandi dedicati a sostenibilità ed efficienza energetica Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.12.15

(Rinnovabili.it) – Anno nuovo, nuovi risparmi. Sembra essere questo lo slogan che accompagna le nuove misure di efficientamento energetico approvate dalla Regione Marche. La giunta ha dato il via libera a quattro nuovi bandi – tre dei quali sono già pubblicati sul sito della Regione – con cui intende alzare l’asticella

Marriott punta alla sostenibilità degli hotel attraverso la tecnologia Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.12.15

(Rinnovabili.it) Marriott International lancia la camera dalbergo IoT (Internet delle Cose) e punta a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità che si è prefissata, che prevedono entro il 2025 una riduzione del 15% del consumo di acqua nelle strutture di tutto il mondo, del 30% delle emissioni di CO2 e del 50% del cibo sprecato oltre a un utilizzo di almeno il 30% di energia rinnovabile. E così, Marriott ha siglato un accordo con Samsung e Legrand per utilizzare la tecnologia in modo da migliorare lesperienza dellospite in hotel e da creare camere più intelligenti ed efficienti e per costruzione e design. Questo programma IoT Guestroom Lab punta infine a ottimizzare tutte le operazioni che vengono fatte in albergo. I nostri ospiti desiderano personalizzare praticamente tutto nella loro vita, a iniziare dallesperienza in hotel, spiega Stephanie Linnartz, global chief commercial officer di Marriott International. Per questo puntiamo sulla tecnologia mobile e voice-enabled per permettere ai nostri ospiti di prenotare la stanza più vicina alle proprie necessità. Come detto, della partita fa parte anche Samsung, che per bocca di James Stansberry, senior vice president and general manager di ARTIK IoT, Samsung Electronics ha commentato In Samsung, vogliamo migliorare e rendere più facile la vita dei nostri clienti, quando sono a casa così come durante un viaggio. Insieme a Legrand e Marriott, possiamo offrire servizi in camera come un sistema di illuminazione intuitivo a comandi vocali. Il sistema che sarà esteso a tutti gli hotel dei 30 brand del gruppo nel giro di 5 anni prevede anche che un cliente possa richiedere unassistenza virtuale per avere una sveglia alle 6:30, per seguire una lezione di yoga attraverso uno specchio interattivo, per richiedere ulteriori servizi di pulizie o per personalizzare la temperatura della doccia. Il tutto attraverso il proprio profilo cliente con comando vocale o app. Tali sistemi vogliono anche puntare a servizi sempre più personalizzati consentendo al personale, per esempio, di fornire servizi allorario richiesto dal cliente.

Un pessimo accordo sul nuovo regolamento LULUCF Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.12.15

Il nuovo regolamento LULUCF penalizza le foreste europee (Rinnovabili.it) Cè laccordo preliminare tra stati membri e Parlamento Europeo sullatteso regolamento LULUCF, che disciplinerà luso di suolo, i cambiamenti di uso del suolo e la silvicoltura. Il patto, che verrà adottato in seduta plenaria dellEurocamera e ad una riunione del Consiglio allinizio del 2018, peggiora ulteriormente rispetto alle bozze circolate in precedenza. Sebbene le istituzioni comunitarie abbiano concordato un «obiettivo zero» per i settori coinvolti nel regolamento (che copre il periodo 2021-2030), hanno inserito una serie di flessibilità che sostanzialmente aprono ad un aumento cospicuo delle emissioni nel settore agricolo e forestale. Le associazioni ambientaliste hanno criticato il compromesso raggiunto, definendolo «non ambizioso». Insieme ai trasporti, allagricoltura, alledilizia e ai rifiuti, il comparto LULUCF non rientra nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU-ETS). Come tale, è tenuto a contribuire a tagliare del 30% le emissioni entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005, nellambito dellimpegno complessivo dellUE che dovrebbe portare ad una riduzione delle emissioni del 40% entro il 2030. >> Leggi anche: Scienziati preoccupati per la deriva UE sulla deforestazione << Da questo punto di vista, la cosiddetta «regola di non addebito» o «obiettivo zero» toglie dai giochi il settore LULUCF, perché richiede che emissioni totali non superino la capacità di assorbimento della CO2 di terreni e foreste. Si potrà disboscare e cambiare la destinazione duso dei suoli fino a un tetto massimo che impedisca di emettere più di quel che si assorbe. Ma mancano gli obiettivi sulle emissioni negative, cioè dei target per una riduzione vincolante. In tal modo, gli stati membri sarebbero incoraggiati a concludere in pareggio la partita dellinquinamento, senza davvero utilizzare il settore agroforestale per migliorare la rimozione del carbonio dallatmosfera. Non solo: laccordo preliminare sul testo propone anche di inserire una certa flessibilità nel raggiungimento degli obiettivi. Ciò significa che gli stati membri saranno liberi di utilizzare un meccanismo di compensazione che si concretizza in un credito fino a 360 milioni di tonnellate di CO2, il 10% di quella assorbita ogni anno dalle foreste europee. In pratica, si potranno aumentare le emissioni LULUCF, e anche l«obiettivo zero» può essere aggirato. Alla Finlandia, paese ad alto tasso di deforestazione con piani per aumentare ancora il prelievo, sono stati concessi altri 10 milioni di tonnellate oltre il meccanismo di compensazione. Unico dato positivo, ma a questo punto perfino inutile, è che il periodo 2000-2009 è stato concordato come punto di riferimento per il confronto dei livelli di emissioni, bloccando un ulteriore attacco sferrato dal Parlamento Europeo nel recente passato. Strasburgo proponeva infatti di calcolare il taglio delle emissioni utilizzando come riferimento la media del periodo 2009-2012, quando era appena entrata in vigore la nuova direttiva sulle energie rinnovabili, che promuove le bioenergie da deforestazione. Gli esperti e le organizzazioni non governative avevano gridato allo scandalo, avvertendo che limpostazione arbitraria delle linee di base avrebbe indebolito i sistemi di contabilizzazione delle emissioni nellUE e avrebbe avuto un impatto negativo sul clima.

In india l’impianto ibrido eolico-fotovoltaico da record Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.12.15

Un impianto ibrido eolico-fotovoltaico da 160 MW per lAndhra Pradesh (Rinnovabili.it) Cina e India stanno portando avanti una politica energetica particolarmente aggressiva che non lesina record e primati mondiali. E se Pechino è pronta a sventolare la bandiera dellimpianto fotovoltaico galleggiante più grande al mondo, Nuova Delhi non intende essere da meno con un impianto ibrido eolico-fotovoltaico che non ha eguali. I piani erano stati annunciati poco tempo fa dal Ministero indiano per le energie nuove e rinnovabili: il progetto, del valore di 155 milioni di dollari, sorgerà nel distretto di Anantapur, nello stato dellAndhra Pradesh, ricoprendo una superficie di circa 1000 acri (più di 400 ettari). Con i suoi 160 MW di potenza (120 MW solari e 40 MW eolici), una volta allacciato alla rete sarà il primo impianto ibrido eolico-fotovoltaico su larga scala dellIndia e il più grande al mondo. Non solo: la centrale sarà dotata anche di un sistema accumulo da 40 MWh per garantire che rimanga operativa anche durante le ore notturne quando non cè il sole e la velocità del vento diminuisce. La scelta di integrare delle batterie è quasi un atto dovuto per uno Stato come quello dellAndhra Pradesh. Il governo locale deve affrontare quotidianamente problemi legati alla trasmissione dellenergia e alle fluttuazioni della produzione. Problemi che potrebbero acuirsi se il territorio dovesse realizzare gli obiettivi rinnovabili fissati per il 2022, ossia 10 GW di energia solare e 8 GW dal vento. Per questo motivo sta esaminando una seri di progetti sperimentali dedicati allenergy storage, che sappiano stabilizzare e rendere più flessibile la rete. In realtà laspetto più interessane del progetto è quello economico. Realizzata congiuntamente dalla Solar Energy Corporation of India (SECI), APTransco e AP Nedcap, la centrale si è aggiudicata anche i finanziamenti della Banca Mondiale. Secondo gli analisti di Cleantechnica, il fatto che lIstituto abbia accettato di finanziare il progetto significa con molta probabilità che le tariffe elettriche saranno così basse da essere competitive anche con le centrali termoelettriche a carbone in funzione nel Paese. >>Leggi anche LIndia rinuncia a 14 GW da carbone: lenergia solare conviene di più<<

Serve una tassa sulla carne per smettere di produrla Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.12.15

Con una tassa sulla carne si evitano 600 miliardi di danni climatici (Rinnovabili.it) Una tassa sulla carne può evitare danni climatici per 600 miliardi di dollari entro il 2050. Lo afferma la rete Farm Animal Investment Risk & Return (FAIRR), che gestisce oltre 4 mila miliardi di dollari di asset. Il gruppo ha pubblicato un nuovo rapporto che analizza come le tasse sui comportamenti come il consumo di carne potrebbero portare ad un miglioramento della salute pubblica e ridurre i rischi climatici. Con i paesi chiamati a rispettare laccordo di Parigi, che suggerisce di limitare il riscaldamento globale entro i +2 °C entro il 2100, un aumento dei prezzi dei generi alimentari più impattanti sullatmosfera potrebbe funzionare come deterrente. Il fondatore della FAIRR, Jeremy Coller, ha dichiarato che «le tasse comportamentali sono sempre più comuni. Ecco perché negli ultimi anni abbiamo visto 16 paesi adottare una tassa sullo zucchero. Il danno che lindustria della carne causa alla nostra salute e allambiente la rende molto esposta a simili prelievi, ed è sempre più probabile che vedremo la meat tax diventare una realtà. Continuare a sovvenzionare la produzione di carne è in antitesi rispetto a ciò che sarebbe necessario. Se i responsabili politici vogliono coprire i costi reali delle epidemie del bestiame, come linfluenza aviaria, o le epidemie umane come obesità, diabete e cancro, affrontando anche la doppia sfida del cambiamento climatico e della resistenza agli antibiotici, allora il passaggio dai sussidi alla tassazione dellindustria della carne sembra inevitabile». >> Leggi: Lagricoltura industriale non è adatta a sfamare il pianeta << Secondo lUniversità di Oxford, citata dal documento di FAIRR, leliminazione completa della carne dalle diete mondiali risparmierebbe circa 1.600 miliardi di dollari di costi sanitari e ambientali entro il 2050, evitando 600 miliardi di dollari di soli danni climatici. Secondo la FAO, lallevamento animale è responsabile del 14,5% delle emissioni globali di gas serra e le previsioni indicano che il consumo di carne aumenterà del 76% entro il 2050. I trend mostrano che il settore agricolo, alla metà del secolo, sarà responsabile di 20 delle 23 gigatonnellate di CO2 ammesse dal budget di carbonio annuale, clasciando solo 3 gigatonnellate per il resto delleconomia globale. Evidentemente troppo poco per far quadrare i conti. Paesi come Svezia e Danimarca stanno esplorando scenari che incorporano una meat tax: Copenaghen sta discutendo limplementazione di una tassa di 2,5 euro al chilo. A detta della Chalmers University of Technology, che ha portato avanti una ricerca con lIstituto svedese di ricerca tecnica, gli agricoltori europei potrebbero ridurre le emissioni abbandonando le pratiche zootecniche e incorporando nuove tecnologie agricole. Combinando questi due approcci potrebbero ridurre le emissioni di quasi il 50%.

Titanato di litio e giochi d’acqua per batterie super veloci Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.12.15

Un giacimento di Litio Bastano due minuti per ricaricare il titanato di litio (Rinnovabili.it) Un nuovo materiale anodico capace di migliorare la stabilità delle batterie al litio e la loro velocità di carica. Su questo obiettivo stanno lavorando da anni i ricercatori dellArgonne National Laboratory, una delle braccia scientifiche del dipartimento americano dellEnergia. Uno degli ultimi progressi usciti dalle stanze dellArgonne potrebbe effettivamente dare al settore dellaccumulo una poderosa spinta in avanti. Assieme ad un gruppo di scienziati internazionali provenienti dallUniversità Tsinghua di Pechino e dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, il chimico Jun Lu ha messo a punto un nuovo composto in grado di sostituire con efficienza la tradizionale grafite impiegata negli elettrodi delle batterie al litio. Il lavoro si è concentrato su materiali quali il titanato di litio e il biossido di titanano, conosciuti per la loro capacità di aumentare notevolmente le prestazioni nei cicli di carica. Il problema principale legato allutilizzo di questi elettrodi è che il processo di sintesi richiede acqua, creando intermedi di reazione che a loro volta contengono acqua (idrati di litio titanato). Dal momento che questultima rischia di reagire con lelettrolita e degradare le prestazioni delle batterie, chi utilizza il titanato di litio è costretto a riscaldare lanodo a temperature molto elevate (superiore a 500° C) per eliminarla completamente. >>Leggi anche Accumulo: la batteria al magnesio torna a sfidare il litio<< Lespediente, tuttavia, non è privo di effetti collaterali e il rischio maggiore è che tutta la struttura si aggreghi, perdendo il design su scala nanometrica. È a questo punto che arriva il lavoro svolto dal gruppo di scienziati. Il team ha scoperto che, riscaldando il materiale dellanodo a una temperatura molto più bassa (inferiore a 260° C), si poteva rimuovere lacqua vicino alla superficie ma mantenerla nella maggior parte del materiale, senza andare incontro alla formazione di grumi nella struttura. Quando i ricercatori hanno testato il materiale in laboratorio, la stabilità ciclica è migliorata, sostenendo oltre 10.000 cicli. Inoltre il titanato di litio si carica molto rapidamente, in meno di due minuti. Come fa notare Jun Lu La maggior parte delle volte, lacqua è dannosa per le batterie agli ioni di litio non acquose, ma in questo caso può essere anche un vantaggio.

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Il benessere si riaffaccia in Italia, ma è tutt’altro che equo e sostenibile greenreport_it - Pubblicato 2017.12.15

Eppure cresce la soddisfazione per la propria vita, molto buona per il 41% degli italiani Il benessere si riaffaccia in Italia, ma è tutt’altro che equo e sostenibile L’Istat aggiorna il rapporto sul Bes: il reddito cresce per pochi, mentre la «povertà assoluta coinvolge soprattutto le giovani generazioni». Quelle più istruite e attente

A Pechino è migliorata la qualità dell’aria, grazie alla promozione delle energie rinnovabili greenreport_it - Pubblicato 2017.12.15

A Pechino è migliorata la qualità dellaria, grazie alla promozione delle energie rinnovabili «La Cina esempio di sviluppo sostenibile attraverso politiche industriali verdi» [15 dicembre 2017] Pechino non è certo una città respirabile ma ha perso da tempo il titolo di megalopoli più inquinata del mondo ormai saldamente in mano alla capitale indiana New Delhi, ora la municipalità della capitale cinese ha annunciato che la situazione è ulteriormente migliorata: «Alla fine del mese scorso, la densità media del particolato fine dannoso per la salute (PM2,5) a Pechino si è stabilizzata a 58 microgrammi per metro cubo, cioè in calo del 13,4% rispetto allo stesso periodo dellanno scorso». Liu Baoxian, direttore aggiunto del Centro di sorveglianza dellambiente della municipalità di Pechino, ha sottolineato che anche i dati più recenti sono positivi: «Domenica, il numero di giorni gravemente inquinati aveva raggiunto i 21 questanno, contro i 58 nel 2013 e questinverno sono stati registrati solo 4 giorni gravemente inquinati». Per ridurre linquinamento dellaria, Pechino ha iniziato a eliminare le caldaie a carbone e a modernizzare le caldaie a gas, utilizzando tecnologie di combustione a basse emissioni di azoto. La municipalità di Pechino evidenzia che «A novembre, la densità del biossido di zolfo è calata a 8 microgrammi per metro cubo, contro i 28 microgrammi per metro cubo nel 2013. Questanno la città ha eliminato 4.453 caldaie a carbone». La Commissione municipale degli affari rurali ha annunciato che «Il 15 novembre, Pechino ha avviato i suoi lavori per rimpiazzare con delle energie pulite (elettricità o gas) in 700 villaggi», tenendo conto che per i cinesi un villaggio ha spessso le dimensioni di una cittadina italiana. Negli ultimi 5 anni a Pechino città sono state eliminate il 99,8% delle caldaie a carbone, il che ha permesso di ridurre il consumo di carbone di ben 9 milioni di tonnellate. Dal 2013, circa 900.000 famiglie in 2.036 villaggi sono passate dal carbone alle energie pulite, riducendo il consumo di carbone di 2,7 milioni di tonnellate allanno. Progressi che vengono riconosciuti anche dal recente rapporto Green Industrial Policy: Concept, Policies, Country Experiences dellUnited Nations environment programme, secondo il quale «La Cina da lesempio di uno sviluppo sostenibile attraverso politiche industriali verdi». Presentando il rapporto alla recente UN Enviroment Assembly di Nairobi, il direttore esecutivo dellUnep, Erik Solheim, ha setto che «Piuttosto che il vecchio schema che consiste nel privilegiare prima di tutto lo sviluppo e, solamente in seguito preoccuparsi dellambiente, dobbiamo associare entrambi fin dallinizio, e questa idee è messa in opera da alcune economie. Il programma della Cina per elettrificare i trasporti stradali da lesempio al mondo in materia di strategia di sviluppo verde». Secondo il rapporto Unep, «Nel 2014, la Cina aveva già prodotto l85% delle bici elettriche del mondo e ne ha esportate circa 5 milioni ogni anno». Una delle autrici del rapporto, Claudia Assmann, ha aggiunto che «Dopo anni di sforzi, la Cina è sulla buona strada per uno sviluppo green, soprattutto nei settore del trasporto elettrico, dellenergia solare e della sharing economy».

In Asia 554 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura greenreport_it - Pubblicato 2017.12.15

In Asia 554 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura «È fondamentale che vi sia un flusso di investimenti che permetta a questi paesi di avere una qualità della vita minima compatibile con gli standard del ventunesimo secolo» [15 dicembre 2017] Il 12,5% degli abitanti dellAsia ovvero 554 milioni di persone, un numero vicino allintera popolazione del Nord America non hanno ancora accesso ad acqua potabile sicura. E mentre la disponibilità di acqua pro capite in Asia è la più bassa al mondo, gli scarichi domestici rappresentano uno dei problemi principali perché impattano sugli ecosistemi delle aree urbane più popolose: si stima infatti che dai 150 ai 250 milioni di metri cubi di acque reflue non trattate provenienti da aree urbane vengano scaricate nei bacini idrici o dispersi nel sottosuolo, compromettendo la crescita economica dellarea e soprattutto impattando in modo negativo sulla salute di miliardi di persone. Sono queste le criticità emerse durante il terzo Asia-Pacic Water Summit, appena conclusosi a Yangon, in Myanmar: la conferenza ha riunito capi di governo e attori della comunità dellacqua dellarea geografica asia-pacifica, con lo scopo di trattare i temi legati allacqua e allo sviluppo sostenibile in vista del World water forum, che si terrà a Brasilia nel 2018. «Lo scopo del World water forum ha spiegato Kanupriya Harish, membro del bureau del Consiglio mondiale dellacqua è di riunire allo stesso tavolo professionisti del settore idrico e i decision-maker appartenenti alla classe politica. Vogliamo che al Forum partecipino ministri, capi di stato, parlamentari, sindaci e presidenti degli enti locali, perché possano condividere le conoscenze acquisite e mobilitarsi per un uso razionale dellacqua e la sicurezza idrica globale». Un tema che, naturalmente, non riguarda solo gli abitanti dellAsia-Pacifico, dove vivono i due terzi della popolazione mondiale, ma si usa solo un terzo delle risorse idriche globali. «La situazione dei paesi in via di sviluppo in Africa, Asia e America Latina è quanto mai complicata ha sottolineato Benedito Braga, presidente del Consiglio mondiale dellacqua Se non troviamo meccanismi di finanziamento per le infrastrutture, questi paesi soffriranno più di quanto non soffrano oggi. È fondamentale che vi sia un flusso di investimenti che permetta a questi paesi di avere una qualità della vita minima compatibile con gli standard del ventunesimo secolo».

Nuovi lavori verdi, chi è il project manager del report di sostenibilità? greenreport_it - Pubblicato 2017.12.15

Nuovi lavori verdi, chi è il project manager del report di sostenibilità? Al via un percorso formativo per il riconoscimento di uno status professionale valido a livello europeo [15 dicembre 2017] Con la direttiva 2014/95/UE (recepita anche dallItalia esattamente un anno fa) lUnione europea stabilisce per le grandi imprese imprese lobbligo devono accompagnare la tradizionale relazione al bilancio con una dichiarazione non finanziaria, nella quale sono riportate le informazioni ambientali e sociali e limpatto sui contesti socio-economici: in altre parole, una sintesi del classico bilancio di sostenibilità, che per essere redatto in modo corretto abbisogna di precise competenze il project manager del report di sostenibilità, una figura professionale che sarà riconosciuta a livello europeo grazie alla metodologia Ecvet (Sistema europeo di crediti per listruzione e la formazione professionale). «Una nuova figura sempre più importante, anche in Italia da quando il nostro paese ha recepito la direttiva europea spiega Francesco Macrì, presidente della multiutility Estra Si tratta di formare competenze per la sostenibilità delle aziende, per non considerare le nuove opportunità professionali e occupazionali che si aprono. Lesperienza che abbiamo fatto con i due bilanci di sostenibilità dimostra quanto sia importante far conoscere tutti gli aspetti aziendali». Nella sua sede di Prato, Estra si è fatta promotrice del progetto di creazione e formazione del project manager del bilancio di sostenibilità, ed ha riunito, attorno a un tavolo gli altri partner: Università di Siena, Euromasc (Norvegia), Bxl Europe (Belgio), la Camera di Commercio Italiana per la Germania e la Camera di Commercio di Badajoz (Spagna), OpenCom (Italia). Il progetto che si svilupperà in tre anni e terminerà ad agosto del 2020, è stato finanziato dal programma Erasmus+, mentre le candidature per partecipare al programma di formazione verranno raccolte a partire da ottobre del 2018. Sempre di più le collettività pongono alle aziende domande non soltanto sulle sue performance finanziarie ed economiche. Così, nelle parole di chi ha partecipato al meeting a Estra, come Riccardo Barile project manager Bxl Europe, la sostenibilità «diventa importante anche per omogenizzare le pratiche delle imprese europee, favorendo anche da questo versante la costruzione dellimpianto europeo». Se questa è la tendenza, sostiene Francesco Schiapira project assistance Camera Commercio Italiana per la Germania, «cè bisogno di persone sempre più competenti per certificare lo sforzo di sostenibilità delle aziende».

Al via il corso di alta formazione per Responsabile ambientale aziendale greenreport_it - Pubblicato 2017.12.15

Al via il corso di alta formazione per Responsabile ambientale aziendale Organizzato a Milano da TuttoAmbiente, si svolgerà dal 5 marzo all'11 maggio 2018 [15 dicembre 2017] Il Responsabile ambientale, in certi casi identificato come Hse (Health safety and environment), è una delle figure professionali più richieste e con possibilità di crescita nel settore industriale italiano: è infatti sempre più indispensabile per le aziende, in quanto responsabile delle criticità e degli aspetti dellimpresa legati allambiente. Compito del Responsabile ambientale è quello di guidarla tra obblighi, adempimenti, opportunità e rischi che la complessa (e complicata) normativa italiana richiede. Per essere adeguatamente formati a ricoprire il ruolo di Responsabile ambientale si aprono da oggi le iscrizioni al master per Responsabile ambientale aziendale, corso di alta formazione il primo nel suo genere in Italia , organizzato da TuttoAmbiente a Milano dal 5 marzo all11 maggio 2018. Il master è rivolto a un massimo di 20 partecipanti, selezionati al termine di colloqui, e si sviluppa su 120 ore di lezione, divise equamente tra parte giuridica, tecnica e scientifica. Al termine di questa fase obbligatoria, sarà poi possibile accedere a stage retribuiti in aziende per almeno 150 ore di esperienza diretta sul campo. Il corso è rivolto a laureandi o neo-laureati in discipline giuridiche o tecnico-naturalistiche-scientifiche ed in ingegneria (o in lauree differenti, purché si dimostri interesse per la materia), oltre a consulenti o liberi professionisti del settore ambientale. La direzione scientifica del master sarà affidata al curatore del primo Codice dellambiente Stefano Maglia, oggi docente di Diritto ambientale presso lUniversità degli Studi di Parma nonché presidente nazionale Assiea (Associazione italiana esperti ambientali) e di TuttoAmbiente spa.

L’umorismo fa bene alla comunicazione della scienza greenreport_it - Pubblicato 2017.12.15

DallUniversità di Pisa unanalisi dei Ted Talks tenuti fra il 2010 e il 2015 Lumorismo fa bene alla comunicazione della scienza «Autoironia, umorismo e ricchezza di parti narrative permettono ai relatori di suscitare reazioni di simpatia o empatia da parte dellaudience» [15 dicembre 2017] I Ted Talks sono un genere di comunicazione dove i temi scrupolosamente indagati dalla scienza (e non solo) devono essere presentati al grande pubblico tramite interventi snelli ma capaci di veicolare messaggi complessi, catturando al contempo lattenzione degli astanti: un intervento insomma a metà strada fra una lezione universitaria e una conferenza, che riflette anche degli influssi del Web per gli aspetti multimodali e lampia fruibilità su una piattaforma globale. Ed è proprio analizzando il modello di comunicazione nei Ted Talks che la ricercatrice dellUniversità di Pisa Elisa Mattiello ha potuto confermare unintuizione importate: lumorismo è importante per comunicare la scienza. Mattiello ha analizzato i Ted Talks di ambito medico-scientifico tenuti fra il 2010 e il 2015 in una ricerca pubblicata sullInternational Journal of Language Studies, concentrandosi in particolare su tre aspetti: la ridotta tecnicità dei contenuti e del lessico, lutilizzo di un registro informale tipico della conversazione, incluso il tono umoristico, e luso della narrazione, attraverso esperienze o aneddoti personali, per introdurre gli argomenti specialistici. «Nei Ted Talks i relatori usano raramente la terminologia medica o scientifica, se non accompagnata da spiegazioni o parafrasi e questo per comunicare anche ai non specialisti e ridurre la distanza con lascoltatore spiega Mattiello i Ted Talks sono inoltre ricchi di parti narrative che permettono ai relatori di suscitare reazioni di simpatia o empatia da parte dellaudience, una loro peculiarità è poi lumorismo, che può derivare da elementi di incongruenza, da autoironia e che soprattutto è utilizzato per alleggerire le tensioni derivanti da argomenti seri, delicati, come patologie o malattie. Queste caratteristiche conclude la ricercatrice dellAteneo pisano hanno contribuito ad affermare il successo dei Ted Talks sia verso il grande pubblico sia verso gli specialisti e in particolare lumorismo emerge come uno strumento di attrazione e persuasione, capace di confermare, anche rispetto ad una audience di esperti, la competenza del relatore e la sua familiarità con gli argomenti trattati».