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Informat Paper News - Intersezioni

Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

L'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, in collaborazione con la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, organizza un corso per “Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari”, riconosciuto ai sensi del Reg. CE 834/07 e succ. mod. Scopo del corso è la qualifica del personale incaricato di

Rischio e valutazioni biologiche Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Dopo la presentazione delle Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, elaborate dal Dipartimento Sistemi verdi della Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia (cfr. Giorgetti M., Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, Intersezioni, 73, 20 aprile 2016) molti collegi si sono posti il problema di come affrontare il concetto di rischio introdotto per la prima volta dalle Linee guida nella prassi di valutazione della stabilità nel nostro Paese. Il coordinatore delle Linee guida ricorda che la valutazione del rischio di possibili danni a cose e persone nelleventualità che si verifichi un cedimento, sebbene sia stata fino a oggi facoltativa, viene sempre più richiesta dai committenti, soprattutto quando questi sono compagnie assicurative a livello europeo e internazionale. D'altra parte, vi sono esperienze e metodi elaborati in altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti d'America e in Gran Bretagna, che integrano l'analisi del rischio nella valutazione "biologica" della stabilità degli alberi. Il seminario, che si terrà a Milano il 27 febbraio prossimo, intende approfondire questi aspetti partendo dai profili culturali che si rifanno alla storia della probabilità, esaminando gli approcci cognitivi e psicologici, inquadrando giuridicamente la responsabilità professionale conseguente alle attività di valutazione, indagando gli elementi essenziali degli aspetti assicurativi connessi alla materia per proporre, infine, una breve rassegna dei criteri adottati nei paesi anglosassoni per la qualificazione professionale nell'ambito di procedimenti standardizzati per la valutazione del "rischio albero". Programma: qui allegato. Coordinamento scientifico: Ginevra Galli, Consigliere Segretario dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Sede: Aula G09 Università degli studi di Milano, Via Camillo Golgi 19, Milano (Mezzi pubblici: MM2 Lambrate, Autobus 61, Filobus 93, Tram 5, 23, 33, FS Milano Lambrate). Ammissione: preadesione a odaf@odaf.mi.it entro il 17 febbraio 2017. Vale l'ordine di preadesione fino a esaurimento dei posti disponibili. Contributo di partecipazione: 45 euro, seminario grauito per studenti e personale dell'Università degli Studi di Milano. Il seminario partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 0,875 CFP di cui 0,5 CFP metaprofessionali.

Valutazione della stabilità degli alberi Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Lobiettivo principale del corso è la comprensione globale della pianta e dei segnali che questa esprime in quanto, considerata la continua evoluzione delle conoscenze nel settore e il rapido miglioramento degli strumenti diagnostici, le apparecchiature elettroniche non sono da sole sufficienti alla diagnosi. Trattandosi di un campo in cui si utilizzano anche diversi strumenti diagnostici, oltre a unampia descrizione degli strumenti, delle loro capacità e potenzialità, si prevede di farne comprendere il funzionamento, i pregi e i difetti, mediante esercitazioni in campo. Una parte del programma sarà rivolta agli aspetti legali connessi alla stabilità degli alberi con particolare rilievo alla responsabilità penale e civile nel caso di caduta degli alberi. Durata: 4 giornate (dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18) nei mesi di marzo-aprile 2017 (date da definirsi). Programma Biologia e anatomia degli alberi finalizzata agli aspetti diagnosticie statici, Giovanni Morelli Aspetti legali, Paolo Agnoletto Fitopatologia: agenti di decadimento del legno con riconoscimentipratici, Lobis Valentin Lanalisi della stazione e dei problemi stazionali, Luigi Sani Elementi di dendrometria, Antonella Tedesco Strumentazioni per le analisi: pregi e difetti, Marcello Parisini La redazione della perizia di stabilità, Fiorella Castellucchio Approccio allalbero: vta sia bta e workshop in unarea verde urbana con uso delle strumentazioni, Alessandro Pestalozza Docenti Paolo Agnoletto avvocato, Milano Fiorella Castellucchio dottore agronomo, Milano Giovanni Morelli dottore agronomo, Ferrara Marcello Parisini dottore agronomo, Fondazione Minoprio Alessandro Pestalozza dottore agronomo, Milano Luigi Sani dottore forestale, Firenze Antonella Tedesco dottore forestale, Milano Lobis Valentin laureato in fitopatologia allUniversità di Innsbruck Tutor: Fiorella Castellucchio Coordinatore Commissione di studio Verde urbano dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Segreteria: Elisa Cipriani Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano Sede del corso: Ordine dei dottori agronomi e dei dottorei forestali di Milano, Via Giovanni Pacini 13, Milano. Mezzi pubblici: MM2 Piola, Autobus 39, 62, Filobus 90, 91, Tram, 23, 33, FS Lambrate). Partecipazione: preadesione entro il 21 febbraio 2017 inviando una mail a odaf@odaf.mi.it. Vale lordine di preadesione fino a esaurimento dei 25 posti disponibili. Contributo di partecipazione (da versare entro il 28 febbraio 2017): 400 euro (esente IVA) per gli iscritti agli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano e di Varese, la quota di iscrizione è di 350 euro (esente IVA) per i giovani iscritti, fino a 3 anni di iscrizione e meno di 30 anni di età, 440 euro (oltre IVA) per gli iscritti ad altri Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Il corso partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 4 CFP.

Non sparate sul notaio Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il modello di notariato italiano, di tipo latino (civil law notaries), è presente in 86 Paesi del mondo, in 22 su 28 Paesi europei, e copre oltre il 60% della popolazione mondiale. In tutti questi paesi i notai sono giuristi di elevata formazione selezionati dallo Stato, per legge super partes rispetto alle parti e quindi in grado di offrire un'assistenza imparziale di cui sono garanti e responsabili. Il fatto che le operazioni economicamente più importanti per i cittadini siano sottoposte al controllo di legalità preventivo di uno specialista, indipendente dalle parti, riduce in modo molto significativo il contenzioso successivo. I vantaggi del notariato di tipo latino, internazionalmente riconosciuti, hanno condotto negli ultimi anni a seguito della globalizzazione a una considerevole diffusione di questo modello nel mondo: sono entrati a far parte della famiglia paesi anche culturalmente assai distanti come Cina, Giappone, Indonesia e Vietnam, e si è ulteriormente rinforzata la presenza nell'area europea, con l'ingresso della Russia e della quasi totalità dei Paesi dell'Est europeo. Il notariato italiano, il più antico e tra i più autorevoli del mondo, sostiene attivamente la crescita delle organizzazioni notarili di più recente fondazione. La cooperazione tra notariato italiano e cinese è intensa e proficua. Nel 2003 il Ministro della Giustizia cinese aveva scelto Roma per annunciare, nel corso di una visita al Consiglio Nazionale del Notariato, l'adozione da parte del suo Paese del modello di notariato latino e nel settembre 2014 è tornato per approfondire i temi della trasmissione telematica degli atti ai registri immobiliari e delle imprese azzerando problemi noti altrove come identity frauds, identity thefts, e real estate frauds. A tal fine, in questi anni si sono tenuti corsi di formazione a Roma, a cura del nostro Ministero degli Esteri, dell'Unione internazionale del Notariato e del Consiglio nazionale del Notariato. La validità del sistema notarile di tipo latino si è affermata anche in contesti politico-economici totalmente diversi. Alabama e Florida hanno affiancato al sistema anglosassone un nuovo corpo di notai latini, da tempo esistente anche in Louisiana; altri Stati nordamericani ne stanno seguendo lesempio. Il notariato italiano è stato chiamato a collaborare alla formazione dei nuovi colleghi statunitensi. Come funziona dove manca il notaio Ben diverso è il ruolo del public notary di tipo anglosassone (presente in Gran Bretagna, negli Usa e in altri Paesi), il quale è responsabile solo dell'autenticità delle firme: questo obbliga chi, ad esempio, compra e vende una casa a ricorrere alla consulenza di un avvocato per ciascuno e alle spese dellassicurazione, con costi complessivamente molto più elevati di quelli che si sostengono in Italia, a parità di garanzie. La mancanza della figura del notaio di tipo latino determina inoltre la non attendibilità dei dati inseriti nei registri immobiliari e societari di questi paesi, come specifica chiaramente chi li gestisce. Il valore economico della funzione pubblica del notaio è testimoniato anche dalla richiesta dellAmerican Bar Association di tre notai italiani nel gruppo di lavoro istituito con i rappresentanti della Casa Bianca e del FBI per trovare soluzioni efficaci ai problemi legati alla gestione delle identità digitali e alla prevenzione delle frodi elettroniche connesse anche al mercato immobiliare che hanno portato tra laltro alla falsificazione di migliaia di documenti preparati per favorire le espropriazioni dei beni dei debitori (foreclosure-gate and robosigning). Il contributo del notaio Un esempio del contributo che il notariato italiano può dare allattrazione degli investimento si legge nel rapportò Doing business 2011. In tale anno, infatti, lItalia ha recuperato cinque posizioni a seguito della dimostrazione che lefficienza del sistema di circolazione immobiliare in Italia è ai vertici a livello mondiale. Per quanto ovviamente possono valere i metodi di misurazione di questo rapporto siamo stati considerati secondi solo agli Stati Uniti. Tale risultato è la conseguenza dellinformatizzazione dellintero sistema degli adempimenti post stipula (si tratta per il 2011 di 2.700.000 atti immobiliari), realizzata dal notariato senza oneri per lo Stato. La categoria nel 2011 ha incassato e versato allerario senza aggi esattoriale 5,6 miliardi di euro di imposte indirette. Negli Stati Uniti, dove non cè la figura del notaio, il costo di una transazione immobiliare è di gran lunga superiore a quello italiano. Occorre pagare un avvocato per ciascuna parte e una polizza assicurativa per il caso vi sia una rivendita del bene, ma il contenzioso immobiliare ha un valore pari a oltre quattro punti del Pil. In Italia tale contenzioso è pari sempre in percentuale del Pil a meno di un decimo di quello americano. Ciò significa che il sistema notarile è quello migliore nellinteresse del cittadino e per la crescita del paese. In questo momento occorre dare certezze ancora maggiori ai mercati, specialmente a quello immobiliare, nel quale si registra una caduta di oltre il 40 per cento delle transazioni. Chi pone il problema dellattribuzione ad altre categorie professionali delle competenze del notaio si presta a una competizione tra lobby, ma non guarda allinteresse del cittadino, interesse che risiede nella certezza e legalità degli atti destinati ai registri di pubblicità immobiliare e commerciale. Lordinamento del notariato è stato costruito per la tutela di questo valore: quello delle altre categorie professionali è finalizzato a tutelarne altri. È nellinteresse dei cittadini che le competenze degli ordini professionali citati restino distinte. Il notariato esercita una funzione pubblica di grande rilevanza sociale ai fini della tutela delle volontà e degli interessi patrimoniali dei soggetti più deboli e, in particolare, dei consumatori, dei minori, degli incapaci e degli anziani.In Italia la presenza del notaio-controllore ha realizzato il quasi completo annullamento del contenzioso immobiliare attraverso il test di legalità in entrata e la conseguenze certezza dell'atto notarile. In Italia il contenzioso è pari a circa lo 0,003% degli atti. La figura del notaio costituisce un presidio di legalità sul territorio: il 76% delle segnalazioni antiriciclaggio inoltrate da professionisti e operatori non finanziari all'UIF della Banca d'Italia provenivano dai notai. Il notaio, quale pubblico ufficiale, è un partner essenziale dello Stato nel monitoraggio su migliaia di operazioni economiche (legalità, trasparenza, tracciabilità). Le normative antiriciclaggio AML/TF sono un buon esempio di collaborazione fra pubblica amministrazione e Notariato. Inoltre il notaio ha funzione di prevenzione dei furti di identità. La globalizzazione e l'informatizzazione dei mercati rende cruciale la tracciabilità dei dati di persone e cose. Se i dati non sono accurati ed esatti, introdurli in un computer non aiuterà (rapporto Doing business 2005). L'utilizzo fraudolento di dati anagrafici altrui (Id theft) provoca danni enormi nei Paesi non dotati di sistemi di controllo preventivo. Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) Usa del 2003 stimava in 52,5 miliardi di dollari i danni ai cittadini derivanti da Id theft. Nello stesso periodo gli stessi danni venivano stimati in 2,5 miliardi di dollari in Canada e 2,38 miliardi di Euro in Gran Bretagna. Queste cifre si sono fortemente incrementate nel periodo seguente, sulla spinta della globalizzazione e dello sviluppo delle transazioni informatiche.In Italia il fenomeno è, per ora, poco rilevante, proprio a causa del sistema dei controlli ex ante richiesti dalla maggior parte delle operazioni economiche di una certa importanza. Inoltre il sistema del notariato svolge una funzione essenziale, anche se difficilmente quantificabile in termini monetari, di difensore della pubblica fiducia. Il notariato rappresenta infatti una infrastruttura pubblica con il compito di riempire con la propria competenza e con la presenza capillare sul territorio gli spazi di protezione del cittadino (che sia parte in una transazione, possibile creditore o, anche, futuro acquirente), altrimenti in balia di poteri economici tendenti a operare senza interferenze pubbliche e senza controlli. Può essere utile notare che anche Russia e Cina hanno scelto un modello di tipo europeo e, recentemente, nella Repubblica popolare cinese sono stati inseriti in ruolo 20.000 notai per far fronte alle necessità di certezza del diritto derivanti dallo sviluppo delle attività economiche. Modelli a confronto Nel confronto con una transazione immobiliare negli Stati Uniti occorre considerare che nel caso di un acquisto di un appartamento del valore di 400.000-500.000 a New York, con mutuo non inferiore a 400.000 dollari, i costi professionali e assicurativi sostitutivi del costo notarile sono i seguenti: avvocato della banca (bank attorney), minimo 500 dollari; avvocato del promotore delliniziativa immobiliare (sponsors attorney) 1.500 dollari; avvocato del venditore (sellers attorney) da 1700 a 3000 dollari o più (è anche consentito applicare una percentuale di 0,75-1% del prezzo di vendita); avvocato del compratore (purchasers attorney) come lavvocato del venditore; deposito fiduciario per il pagamento delle tasse, da 100 a 2400 dollari in base alla durata (2-6 mesi) per un prezzo fino a 100.000 dollari, 3000 per un prezzo fino a 400.000 dollari; title insurance, 0,50% del prezzo; in pratica, circa 2600 dollari, per acquisti da 500.000 con mutuo di 400.000 dollari, 5400 dollari, per acquisti da 1.000.000 con mutuo di 800.000 dollari, 7600 dollari, per acquisti da 1.500.000 con mutuo di 1.200.000 dollari; premio per il responsabile della compagnia che rilascia la title insurance, 150-200 dollari; title search (verifica del titolo di piena e libera proprietà), da 450 a 600 dollari. Per un totale di 14.000-19.400 dollari o più. Non tutte le voci sono sempre presenti, ad es. lonorario dellavvocato del promotore potrebbe non esserci, mentre la spesa del deposito fiduciario è variabile. Tuttavia, se lavvocato calcola il proprio onorario in percentuale sul prezzo di vendita, questo costo complessivo cresce di ulteriori 5.000/10.000 dollari per un acquisto di 500.000, portando il totale fra 19.000 e 29.400 dollari. Per confrontare il costo complessivo di un atto notarile italiano, il conteggio va fatto aggregando tutte le voci di spesa, a prescindere dal fatto che alcune siano a carico del venditore e altre a carico del compratore. Si tratta solo di onorari e assicurazione, sono escluse tasse comunali e statali, e accessori, che si aggiungono alla spesa, ma qui non interessano.La title insurance (assicurazione sulla bontà del titolo di proprietà) è computata perché si confronta direttamente con lassenza della performance notarile. È inevitabile per proteggersi contro questo rischio, che da noi è surrogato dalla due diligence notarile e dalla combinazione dellinfrastruttura di certezza giuridica notariato-registri pubblici. La title insurance peraltro non è una garanzia reale, ma solo indennitaria, e non segue gli incrementi di valore nel tempo. Nessuno negli Usa ne fa a meno, onde va considerato come un costo implicito (costo socialmente obbligatorio). Lo stesso va detto per il deposito delle imposte, che da noi è implicito nellonorario notarile. La title insurance, è per noi un costo inesistente per effetto diretto dellatto pubblico.In Italia, l'acquisto di un appartamento del valore di 370.000 euro, con contestuale mutuo ipotecario dell'importo di 300.000 euro ha, approssimativamente, il costo (Iva compresa) di 2000 euro per la compravendita e 2000 euro per il mutuo. Occorre, peraltro, ricordare che le tariffe sono state abrogate e, pertanto, tali importi sono meramente indicativi poiché con la liberalizzazione e lapertura della concorrenza fra notai le cifre si stanno ulteriormente riducendo. Se si analizzano i dati con il metodo Doing business, che fraziona loperazione in cosiddette procedure (ciascuna singola interazione con una parte esterna, come unagenzia pubblica, vale una procedura), si nota inoltre che il sistema americano è frantumato in una serie di segmenti (fra cui anche il pagamento di tributi), assai lontano dal sistema one-stop-shop (sportello unico) che il notaio garantisce. Gli abusi delle banche Negli Usa il sistema legale di accertamento della proprietà immobiliare, di documentazione dei contratti e di iscrizione delle ipoteche in pubblici registri è informale, privo di controllo di legalità e, di fatto, lasciato a una modulistica autogestita dagli operatori bancari. Nel periodo della crisi dei mutui subprime è emerso che almeno un milione di contratti di mutuo erano stati firmati in modo fraudolento o falso e che le attestazioni di proprietà erano altrettanto contraffatte. Negli Stati Uniti i soli avvenimenti legati ai mutui subprime del 2011/2012 hanno costretto 23 Stati a sospendere le procedure a causa dell'incertezza sulla identità dei proprietari. Le transazioni relative a falsi atti immobiliari (e alla conseguente perdita di possesso da parte dei proprietari) ammontano per questo periodo ad almeno 35 miliardi di dollari. Un primo accordo da 25 miliardi di dollari nel febbraio 2012 ha chiuso le cause civili promosse contro cinque colossi del credito ipotecario: 750.000 mutuatari che hanno perso la casa fra il 2008 e il 2011 riceveranno un risarcimento di 2000 dollari ciascuno. Ora sembra prossima la transazione di altre 14 banche a conclusione degli sforzi per farne valere la responsabilità. Limporto dei risarcimenti pagati sarà di altri 10 miliardi di dollari, senza che tutte le conseguenze dello scandalo siano chiuse e, soprattutto, senza recare alcun beneficio ai mutuatari che hanno subito levizione. L'importo descrive con chiarezza il valore delle esternalità negative che si producono dove manca il paradigma del controllo preventivo di legalità e tutto viene lasciato allautodeterminazione del mercato e alla sua presunta capacità di autoregolazione a dimostrazione che un mercato lasciato a sé stesso non è in grado di autoregolarsi e che un sistema di auto-certificazione può falsificare i documenti. Il premio Nobel Robert Schiller, dell'Università di Yale, nel suo libro The sub-prime solution afferma che la presenza di un sistema notarile avrebbe potuto contenere in modo sostanziale i danni. Il mondo americano si vanta di non avere costi transattivi (quali le spese notarili) che aggravano i mutui ipotecari nel momento in cui si stipulano, ma se i giocatori barano, si producono danni di dimensioni enormi. In Italia, con la tecnica di controllo latina basata sul test di legalità in entrata svolto dallinfrastruttura notariato/pubblici registri immobiliari, il problema della regolarità dellistruttoria e della documentazione contrattuale è risolto allorigine grazie alla certezza dellatto notarile. Fiducia e funzionamento del mercato La fiducia è uno degli assets fondamentali del sistema economico. Latto notarile bene-fiducia non solo crea, ma sostituisce la fiducia negli scambi impersonali, perché per legge è irrevocabilmente presunto come accurato (fede pubblica). Così latto pubblico è il mezzo per liberare gli individui dal costoso bisogno di munirsi di informazioni e di prendere decisioni per dare e avere la fiducia nellaltro soggetto. I servizi notarili consumano tempo e catturano risorse, ma il costo dellatto notarile è una esternalità positiva (costo efficiente) perché il costo della formalizzazione con controllo di legalità sostanziale, è minore della spesa che, a posteriori, si deve affrontare per ricostruire la certezza del diritto. Perciò è il più basso costo transattivo tra quelli possibili per mantenere un sistema giuridico di sostegno al sistema economico: rende inutili ulteriori spese per far valere legalmente i propri diritti e abbatte i costi di transazione. Perciò latto notarile non introduce costi aggiuntivi, ma riduce i costi duso del mercato al livello più basso. Lalternativa è il modello di common law che surroga il vuoto dellassenza dellinfrastruttura notaio-pubblico registro imponendo strutturalmente lassicurazione (title insurance), produttiva di maggiori costi, e assumendo il rischio di un forte incremento dei comportamenti opportunistici che sfociano in contenziosi legali. Nei sistemi di common law inoltre una o più parti spesso restano prive di rappresentanza, costrette ad assumersi il rischio di mancata assistenza perché non possono permettersi il costo del proprio avvocato. Il contraente forte, ad es. la banca, non rinunzia mai al proprio avvocato, mentre i piccoli finiscono per fare riferimento a lui, sperando, ma senza alcun diritto e alcuna sicurezza, che gli interessi coincidano.

Il cambiamento climatico in musica Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

LArte contemporanea spesso interagisce con i temi ambientali, divenendo forma di comunicazione e sensibilizzazione del vasto pubblico. Mai, tuttavia, era accaduto che unopera in musica, comunemente definita opera lirica, affrontasse il tema della salvaguardia del pianeta e del rapporto tra uomo e natura a scala globale. È il caso di CO2, opera con la musica del compositore contemporaneo Giorgio Battistelli, uno degli autori più eseguiti al mondo, la raffinata e visionaria regia di Robert Carsen, il libretto ecologista di Ian Burton, diretta dal giovane direttore dorchestra Cornelius Meister in prima assoluta mondiale al Teatro alla Scala di Milano, in occasione di Expo 2015. Lopera, in un unico atto di 95 minuti articolato in un prologo, nove scene e un epilogo, affronta il tema globale del cambiamento climatico, una delle questioni più importanti che lumanità si trova oggi ad affrontare. Tema che, dagli anni Ottanta dello scorso secolo, è stato oggetto di dibattiti, confronti e scontri nellambito scientifico e politico. La scelta inedita e innovativa di rappresentare questo soggetto nella forma del teatro musicale e il grande successo di critica e di pubblico conseguito ci conducono a riflettere su come il tema del cambiamento climatico sia divenuto ormai materia popolare, in grado di catturare linteresse di un pubblico eterogeneo, non sempre facilmente coinvolto dai temi ambientali. CO2, inoltre, conferma limportanza e le potenzialità dellarte, in questo caso di una forma artistica totale e complessa come lopera lirica, che unisce musica, canto, teatro, arti plastiche, danza, nel rivestire un ruolo comunicativo e di sensibilizzazione sociale nei confronti di temi scientifici e legati alla sostenibilità. In CO2, la regia, le luci, la fotografia, il testo, la musica svolgono un ruolo non solo teatrale ma inducono alla riflessione sulle capacità espressive ed estetiche dellarte come forma di denuncia e accusa in grado di colpire profondamente lo spettatore, risvegliare un sentimento di partecipazione e indurre ad agire in modo consapevole a favore di una rinascita del pianeta e dellumanità. Lopera, ispirata inizialmente dal libro Una scomoda verità. Come salvare la Terra dal riscaldamento globale, dellex vicepresidente degli Stati Uniti, Al Gore, pubblicato in Italia nel 2006, può essere interpretata come un lamento e una denuncia dellattività delluomo sul nostro pianeta e nel contempo come una storia damore tra luomo e la natura, con le drammaticità, ma anche le speranze, trasmesse attraverso il linguaggio creativo e universale della musica e la drammaturgia delle scene. Siamo trasportati in una dimensione universale come avviene in molte grandi opere del repertorio classico. Il personaggio principale, il climatologo immaginario David Adamson, durante il prologo, apre lopera con una conferenza sul cambiamento climatico, arricchita da coreografie e suggestivi filmati video della Terra vista dallo spazio e del cambiamento del clima. Adamson, tramite la narrazione, guida lo spettatore nel corso delle scene, le quali affrontano il problema unendo il contenuto scientifico riportato con versi, citazioni, rimandi, concetti e dati numerici riferiti alla realtà, con lestetica dellarte. Questultima si esprime tramite brani solistici o sinfonici, il canto in varie lingue morte o vive sanscritto, greco antico, latino, ebraico, russo, arabo, cinese, giapponese, italiano e inglese per rimarcare luniversalità e linternazionalità del tema, i testi e la recitazione, le splendide scenografie di Paul Steinberg, accompagnate da spettacolari video, curati dal giovane video designer Finn Ross, le apocalittiche immagini fotografiche, la danza con la coreografia di Marco Berriel, le luci intense e penetranti di Robert Carsen e Peter Van Praet, i costumi di Petra Reinhardt. Così, nella prima scena, intensamente evocativa, le teorie scientifiche, religiose e mitiche sulla creazione delluniverso e della Terra, sono integrate con affascinanti immagini video rappresentative della realtà, e da informazioni sullo stato del pianeta e le sue malattie: inquinamento, effetto serra, riscaldamento globale, desertificazione, incremento demografico, urbanizzazione. Un caotico aeroporto internazionale, con i viaggiatori impazziti, bloccati per uno sciopero dei controllori di volo, riempie la seconda scena simboleggiando linsostenibilità e lincontrollabilità del traffico aereo. La terza scena affronta la Babele della Conferenza per il Protocollo di Kyoto, un trionfo e un disastro1, presenta lallegato A del Protocollo, ripercorre le principali tappe degli accordi internazionali sul cambiamento del clima, ricordando il futuro appuntamento di COP21 a Parigi nel dicembre 2015, introduce i temi dellesaurimento dei combustibili fossili e della diffusione delle tecnologia per lenergia solare, cita dati reali sulla quantità di carbonio nellatmosfera e laumento della temperatura terrestre. Tramite un messaggio di denuncia, lo spettatore scopre limpatto del sistema del trasporto aereo e dei veicoli a motore sul riscaldamento del pianeta: nel mondo circolano 1 miliardo e mezzo di auto su strada e di veicoli a motore; ogni anno si producono 60 milioni di auto il cui impatto in termini di riscaldamento equivale a 1 miliardo di tonnellate di biossido di carbonio; un Boeing 747 consuma energia pari allenergia consumata da 3.500 utilitarie in una settimana. Gli effetti sono, tra laltro, laumento della frequenza e della violenza degli eventi meteorologici estremi, ben rappresentati, nella quarta scena, da una vorticosa danza di ballerini sufi turchi, a raffigurare gli ultimi venticinque uragani che hanno colpito il mondo nello scorso secolo, tra cui El Niño, Mitch, Sandy. Lo scienziato Adamson continua la narrazione e ci conduce nella quinta scena, nella quale si apre il Giardino dellEden con Adamo, Eva, lalbero della conoscenza e il serpente immersi nella vegetazione lussureggiante dalle diverse sfumature di verde, tra suoni di uccelli e animali, gorgoglii dacqua, vibrazioni del vento. Il Giardino diviene pretesto per introdurre il tema della fotosintesi clorofilliana, della biodiversità vegetale e animale. La scena si chiude nel buio più profondo, al morso della mela da parte di Eva, e improvvisamente lo spettatore viene catapultato in un enorme, coloratissimo supermercato, sesta scena, con alcune donne intente ad acquistare decine di prodotti provenienti da migliaia di chilometri di distanza, dai più disparati Paesi del mondo. È un grido di allarme verso la globalizzazione e il trasporto a lunga distanza del cibo e la conseguente immissione di carbonio nellatmosfera. La scena settima, dallaria poetica e commovente, conduce lo spettatore su una spiaggia della Tailandia, di fronte allOceano indiano, a ricordo della drammaticità e delle vittime dello Tsunami del 2004. Sullo sfondo scorrono le toccanti immagini reali della gigantesca onda oceanica e della sciagura, mentre i due protagonisti, una turista inglese e il direttore di un albergo tailandese, riflettono sulle cause del tragico evento. La scena seguente, lottava, può essere considerata la parte centrale dellopera. Nello spazio cosmico, compare Gea, la dea primordiale della Terra nella mitologia greca, mentre Adamson racconta lipotesi Gaia, teoria olistica, formulata da James Lovelock, nel 19792, per la quale la Terra, con tutte le sue funzioni, è considerata un unico organismo vivente in continua evoluzione, in grado di autoregolarsi. Gaia ricorda la sua generosità nel fornire risorse e induce gli spettatori a riflettere sulle scale del tempo: 14 miliardi di anni letà delluniverso, 4 miliardi e mezzo lesistenza della stessa Gaia e meno di 4 milioni di anni, un battito di ciglio, la presenza delluomo sul pianeta. Denuncia con fermezza i danni catastrofici che gli uomini le hanno inflitto con la loro arroganza, cercando di distruggerla: foreste bruciate, pianure allagate, rocce depredate, mutamenti del clima, della temperatura e dellatmosfera, sconvolgimento delle stagioni, distruzione della biodiversità. La forza e la potenza di Gaia si manifestano nel drammatico e accorato monito pronunciato da lei stessa: &Ma (gli uomini) non distruggeranno me, è loro stessi che distruggeranno! Gaia non sarà sfruttata per il semplice vantaggio degli umani. Segue la nona scena con le bellissime e struggenti gigantografie del famoso fotografo canadese Edward Burtynsky, di grande impatto, a testimoniare lapocalisse e la distruzione della Terra: unautostrada a dieci corsie invasa dal traffico, iceberg che sprofondano, immense torri per il raffreddamento, immagini dei disastri di Chernobyl e Fukoshima, siccità, inondazioni, distruzioni da terremoti, discariche, impianti petroliferi, minieri di carbone, gigantesche dighe, fiumi rosso fuoco inquinati. Adamson prevede una fine apocalittica del mondo. Nellepilogo viene espressa la drammaticità dellopera accompagnata dalla presa di consapevolezza da parte del protagonista e da una lieve speranza. Adamson, dopo avere trascorso il fine settimana in una capanna, solo, immerso nella natura e nella lettura di libri sul riscaldamento globale, si commuove fino a piangere per la tanta bellezza che lo circonda e la tristezza nel pensare alla distruzione di questa meraviglia. Osserva la vita intorno a lui e percepisce un amore di tale intensità che crede di scoppiare. Rapito dal forte sentimento, a sintesi e a conclusione dellopera, pone tre domande percepibili come un messaggio di riflessione rivolto a sé stesso e soprattutto al pubblico: Se questo non è il mio pianeta, di chi è? Se questa non è la mia responsabilità, di chi è? Se sono io la causa, non sono allora anche la vera cura? CO2 per il suo compositore, Battistelli, esprime le potenzialità della musica nel toccare anche argomenti scientifici e sociali, questi ultimi evidenziati dalluso del coro, offrendo unangolatura di osservazione di tipo estetico e artistico, diversa dalla pura scientificità. La musica, in quanto linguaggio ed espressione darte, non ha solo la funzione di intrattenimento ma, come forma creativa in grado di parlare a tutti, diviene mezzo per porre domande anche scomode, suscitare emozioni, proporre chiavi di lettura su temi complessi e delicati di drammatica attualità per indurre allapprofondimento e alla riflessione sul nostro presente. Per Battistelli lopera lirica diviene una forma di impegno etico e sociale nella quale la musica ci può insegnare a ritrovare la capacità di fare rinascere i sentimenti per ascoltare gli altri, la natura e noi stessi.

L’applicazione dei pagamenti diretti alle aziende agrarie Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il documento Strategia Europa 2020 della Commissione Europea contiene la strategia dellUnione riguardo alle politiche comunitarie, tra cui quella agricola. LEuropa punta alla crescita intelligente, sostenibile, inclusiva. Intelligente, cioè basata sulla conoscenza, innovazione, ricerca e sviluppo, la riduzione dellabbandono scolastico, lincremento dei laureati. Sostenibile sotto il profilo delle risorse, più verde, con la riduzione delle emissioni carboniche. Inclusiva, elevando il tasso di occupazione, favorendo la coesione economica, sociale, territoriale, migliorando le competenze dei lavoratori, riducendo la povertà. Rimpiazza la precedente strategia di Lisbona (2000-2010), gli obiettivi dichiarati si traducono nelloccupare il 75% della popolazione tra i 20 e i 64 anni, investire almeno il 3% del Pil nella ricerca, ridurre le emissioni dei gas serra del 20-30%, ottenere almeno il 20% del consumo da energia rinnovabile, limitare labbandono scolastico sotto il 10%, innalzare al 40% i laureati, diminuire di almeno 20 milioni i poveri. Allinterno della Strategia Europa 2020, il documento CAP towards 2020 indica gli specifici obiettivi della Pac nella produzione agroalimentare più efficiente (produttività, competitività), nella gestione sostenibile delle risorse naturali e lotta al cambiamento climatico (sostenibilità, greening), nella coesione territoriale (sviluppo rurale, multifunzionalità). Le implicazioni comportano di riorientare gli agricoltori al mercato, evitando lo smantellamento del settore (abbandono di terra e aziende agrarie), fornendo agli agricoltori strumenti di gestione del rischio di prezzo, al venir meno della protezione doganale garantita da prelievi e restituzioni. Se nel periodo di programmazione 2007-2013 lUnione Europea aveva impegnato 994 miliardi di euro (1,04% del PIL), per il periodo 2014-20 si fermano, per la prima volta, a 960 miliardi (-3,5%), non solo per la pressione dei paesi pagatori, quanto per la crisi. Alla crescita sostenibile è destinato il 47% delle risorse (45% nel periodo precedente), la conservazione e gestione delle risorse rurali, sostanzialmente la politica agricola, impegna il 39% dei fondi (43% nel periodo 2007-2013), per un totale di 408,313 miliardi di euro, mentre il 6% è riservato alla politica estera dellUE, il resto allamministrazione. Le disposizioni relative alla politica agricola comune sono contenute allinterno di cinque regolamenti, dal 1305 al 1310 del 2013. È il regolamento 1307 che riguarda i pagamenti diretti. Relativo al primo pilastro è anche il 1308, sullOrganizzazione comune dei mercati (Ocm unica), attinente i singoli prodotti, regolamentazione dei mercati, organizzazione e qualificazione dellofferta. Quello del secondo pilastro è il 1305 (Politica di sviluppo rurale), mentre il regolamento 1306, di tipo orizzontale, concerne il finanziamento, la gestione e il monitoraggio della Pac e il 1310 contiene le disposizioni transitorie. Così, il 1311 (Quadro finanziario pluriennale) indica le modalità di finanziamento di tutte le politiche dellUE, a cui si accompagna il 1303 sui fondi strutturali (Fondo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo agricolo per lo sviluppo rurale, Fondo europeo per la pesca). Il primo pilastro è finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga), il secondo dal Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr). La spesa per la Pac per il 2014-20 che attiene il primo pilastro va da 42,2 miliardi (2014) a 38 del 2020 (-10%), per un ammontare di 281,8 miliardi. Per lo sviluppo rurale si passa da 13,6 miliardi a 12 miliardi (-11,2%, complessivamente 89,9 miliardi). In percentuale il primo pilastro arretra dal 29 al 25% dellintero bilancio Ue, la politica per lo sviluppo rurale da 9,5 all8%. Definita la spesa per la Pac si verifica la convergenza esterna, con lobiettivo di attenuare le disparità in termini di pagamenti diretti medi tra gli Stati, con la graduale confluenza verso un valore uniforme. Gli Stati che presentano pagamenti diretti medi per ettaro inferiori al 90% di quello medio comunitario, colmano un terzo della differenza tra il loro livello attuale e il 90% di quello comunitario nei sei anni di programmazione. In ogni caso, nel 2020 tutti gli Stati riceveranno non meno di 196 euro ad ettaro. Sono i Paesi con un pagamento medio unitario per ettaro maggiore della media dellUE a contribuire proporzionalmente a colmare il gap. A beneficiare del meccanismo della convergenza esterna sono i nuovi membri dellEst Europa (Romania, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia), mentre Italia, Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Belgio sono penalizzati. Per lItalia il costo in termini di minori pagamenti diretti si stima in 250 milioni di euro allanno. La nuova Pac prevede la flessibilità tra i pilastri (modulazione volontaria), ossia la possibilità di trasferire fino al 15% del massimale annuale tra i due pilastri. Dal primo gennaio 2015, la prima novità è rappresentata dallintroduzione del nuovo sistema di pagamenti diretti, sostituto del precedente regime di pagamento unico. Si assiste allo spacchettamento dei pagamenti diretti in più componenti, con lobiettivo di migliorare il targeting del sostegno, nonché la distribuzione sia tra Stati (convergenza esterna), e in ambito interno (convergenza interna). Il riferimento di calcolo è lettaro ammissibile, qualsiasi superficie agricola utilizzata esclusivamente, o prevalentemente, per attività agricole (Sau): seminativi (comprese le serre), colture permanenti (frutteti, vigneti, oliveti, agrumeti, frutta a guscio, compresi i vivai e il bosco ceduo), prati permanenti e pascoli; o che già godeva del pagamento unico aziendale. Il regolamento 1307/2013 articola i pagamenti diretti in sette tipologie, di cui tre obbligatorie: pagamento di base, verde (greening), per i giovani agricoltori; quattro facoltative: pagamento ridistributivo per i primi ettari, alle aree svantaggiate, accoppiato e per i piccoli agricoltori. Le diverse tipologie sono applicate entro determinate percentuali, così lItalia riserva al pagamento di base il 58% del totale, al greening il 30% (fisso per tutti Paesi), e l1% per i giovani agricoltori. Tra i pagamenti facoltativi sceglie quelli accoppiati (11%) e, per i piccoli agricoltori, il regime semplificato che sostituisce le altre tipologie. La disciplina finanziaria, per una gestione flessibile delle risorse, prevede la riduzione lineare, sino al massimo del 3%, dei pagamenti superiori a 2.000 euro. La Riserva nazionale, implementata anche dai titoli non utilizzati per due anni, o non attivati, è impiegata per il sostegno dei giovani, o nuovi agricoltori, di quelli in zone con svantaggi specifici, e in altre fattispecie. Oppure a fronteggiare eventuali rischi nella produzione, o distribuzione dei prodotti agricoli. Tra le novità vi è il concetto di agricoltore attivo, soggetto di aiuto (active farmers), per escludere beneficiari quali aeroporti, ferrovie, acquedotti, campi da golf, ecc.. La difficoltà di una definizione positiva induce alla identificazione dei non attivi. In primo luogo, le persone fisiche, o giuridiche, che possiedono superfici agricole senza svolgere unattività agricola minima (almeno una pratica colturale ordinaria). Nella black list rientrano aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi, aree ricreative permanenti. Esclusi sono i soggetti, non le superfici: date in affitto a uso agricolo ottengono i premi. LItalia include nella black list banche e finanziarie, società immobiliari, per azioni, cooperative, assicurazioni, pubblica amministrazione; con esonero di enti di formazione e sperimentazione (università, istituti, centri di ricerca). I soggetti esclusi possono rientrare tra gli attivi per premi non inferiori al 5% delle entrate totali, o per attività agricole non insignificanti, o se oggetto principale di impresa è lattività agricola. Inoltre, attivo per definizione (active by definition) è chi ha già beneficiato di aiuti, ma inferiori a 1250 euro (5000 in montagna e zone svantaggiate), in pratica gran parte degli agricoltori. Oltre al limite di non applicazione, il decreto ministeriale 6513 del novembre 2014 prevede che lagricoltore attivo sia iscritto allInps, come imprenditore agricolo professionale (Iap), coltivatore diretto, colono, mezzadro; sia titolare di partita Iva in campo agricolo. Riguardo la soglia minima, il reg. 1307/2013 esclude premi inferiori a 100 euro, e superfici ammissibili minori di mezzo ettaro. LItalia ha innalzato la soglia minima a 250 euro per il 2015 e 2016, a 300 euro per gli anni successivi. Il nuovo sistema dei pagamenti diretti presenta la duplice finalità di assicurare un adeguato sostegno fisso al reddito, con un pagamento di base disaccoppiato che garantisce un aiuto uniforme agli agricoltori, di rafforzare lefficacia ambientale della fornitura di beni pubblici dellagricoltura. Pagamento di base È il pagamento di base che rimpiazza il pagamento unico aziendale (Pua), in Italia è pari al 58% del massimale nazionale (57% dal 2017). Per la prima assegnazione dei nuovi diritti all'aiuto gli agricoltori hanno presentato domanda entro il 15 giugno 2015. Il numero di diritti all'aiuto è pari al numero di ettari ammissibili, il loro valore unitario (prima provvisorio, poi definitivo) è medesimo ai pagamenti percepiti nel 2014, diviso il numero di ettari ammissibili. Per gli anni successivi l'agricoltore può aumentare i diritti con l'assegnazione dalla riserva nazionale, o per trasferimento (affitto, compravendita dei diritti). LItalia ha deciso lapplicazione della regione unica e i pagamenti diretti tenderanno a un valore uniforme a livello nazionale (convergenza interna), ciò avrà un effetto penalizzante per gli agricoltori detentori di titoli iniziali di valore elevato, abbandonando gradualmente i riferimenti storici (processo redistributivo). Per attenuare limpatto, lItalia adotta il cosiddetto modello irlandese, che contempla una convergenza parziale e graduale, limitando le decurtazioni per i possessori di diritti storici elevati. Così, è applicata la riduzione progressiva e lineare del 30% sui titoli che presentano un valore iniziale (2015) superiore al valore unitario nazionale (Vun), calcolato al 2019. Invece, i titoli con un valore inferiore al 90% del Vun aumentano di un terzo del differenziale fra il valore iniziale (2015) e il 90% del Vun. Inoltre, entro il 2019 nessun titolo sarà inferiore al 60% del Vun, in Italia di circa 180 euro/ettaro. Per tutelare chi detiene titoli storici elevati sono inclusi nel valore iniziale i pagamenti accoppiati. Per il 2015 il massimale per il pagamento di base è aumentato del 3%, evitando di lasciare somme non spese. Applicata al pagamento di base è la degressività, la riduzione progressiva dei pagamenti sopra una specifica soglia e il capping, la soppressione del premio oltre un fissato importo. LItalia prevede la riduzione ai pagamenti superiore al 5% obbligatorio, e molto consistente: 50% per gli importi maggiori di 150.000 euro; il capping dai 500.000 euro. Il taglio riguarda pochissime imprese (0,1%), inoltre la possibilità di scontare il costo del lavoro consente di fatto di evitare la decurtazione. Le somme risparmiate vengono trasferite al secondo pilastro. Legata al pagamento di base è la condizionalità, insieme di norme e regole ecologiche cui è soggetto il regime (cross compliance). Lobiettivo è il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali, con riferimento a ambiente, cambiamento climatico, composizione dei suoli, sanità pubblica, salute e benessere di piante e animali. Si distingue tra criteri di gestione obbligatoria (Cgo) e buone condizioni agronomico-ambientali (Bcaa). I Cgo sono 13 (gestione delle acque, biodiversità, sicurezza alimentare, identificazione e registrazione degli animali e loro malattie, prodotti fitosanitari, benessere degli animali). Le Bcaa sono 7, fissate a livello nazionale (gestione delle acque, suolo e di stock di anidride carbonica, livello di mantenimento minimo dei paesaggi). I controlli a campione consistono anche in telerilevazioni e fotointerpretazioni. Le sanzioni prevedono la riduzione o lesclusione dal premio. Nel caso di negligenza la decurtazione giunge al 5%, fino al 15% in stato recidivo, infine gli agricoltori possono venir esclusi dal premio anche per più anni. Le regole sulla eco-condizionalità valgono anche per le misure agroambientali dei programmi di sviluppo rurale. Esonerati quanti adottano il regime semplificato (piccoli agricoltori). Pagamenti verdi Il pagamento verde, o ecologico (greening), è il pagamento per le pratiche agricole benefiche per il clima e lambiente, è in misura obbligatoria fissa del 30% del massimale. Solo chi ha diritto al pagamento di base può accedere al greening, che richiede il rispetto di tre pratiche (supercondizionalità): diversificazione delle colture, mantenimento dei prati permanenti, creazione di aree di interesse ecologico. Riguardo alla diversificazione, preferita in sede definitiva alla più impegnativa rotazione, si applica solo ai seminativi, non alle colture permanenti (vigneti, oliveti, alberi da frutta, pascoli). Le colture devono appartenere a generi differenti della classificazione botanica (es. grano, Triticum, e orzo, Hordeum), leccezione è rappresentata dalle colture invernali e primaverili (es. orzo invernale e primaverile), come anche dalle colture appartenenti a specie differenti tra le cucurbitacee (zucche, zucchine, cocomeri, meloni), solanacee (pomodori, melanzane, peperoni, ecc.), brassicacee (cavoli, broccoli, colza, ecc). Così, patate, pomodoro e tabacco (solanacee) sono considerate colture differenti. Ai fini del greening la terra può essere anche lasciata a riposo (set-aside) o tenuta a foraggere. Il periodo di identificazione delle colture presenti in azienda è dal 1 aprile al 9 giugno. Limpegno alla diversificazione è proporzionale agli ettari a seminativi, esonerati i primi 10, cioè la grande maggioranza delle aziende, di due colture per quelle tra 10 e 30 ettari, nessuna delle quali per più del 75% dei seminativi, di tre per le superiori a 30 ettari, con una coltura al massimo al 75% della superficie e la terza almeno del 5%. Esenti le aziende con più del 75% dei seminativi a foraggio, colture sommerse (riso), set-aside, se non superiori a 30 ettari. Per il greening è obbligatorio il mantenimento dei prati permanenti designati dagli Stati nelle zone ecologicamente sensibili, con il divieto assoluto di convertirli o ararli, autorizzazione concedibile da AGEA in altre aree solo se il rapporto tra prati permanenti e superficie agricola totale non diminuisca di oltre il 5% annuo. Tale obbligo è nazionale: limpegno del mantenimento deriva dalla loro rilevanza ambientale. La terza pratica agricola greening è la creazione delle aree di interesse ecologico (ecological focus area, EFA): terreni lasciati a riposo, terrazze, elementi caratteristici del paesaggio, fasce tampone, superfici agro-forestali che ricevono il sostegno dai programmi di sviluppo rurale, terreni ai bordi delle foreste, a bosco ceduo in rotazione senza uso di fertilizzanti e fitosanitari, aree oggetto di imboschimento ai sensi dei Psr, aree con colture azotofissatrici. Vista la difformità delle ecological focus area specifici fattori di conversione, o ponderazione son impiegati per calcolare le relative superfici. Così, 1.000 metri lineari di siepe corrispondono a 5000 m² di EFA, mentre 10 ettari di colture azotofissatrici si riportano a 7 ettari EFA. Limpegno della creazione di aree a interesse ecologico è obbligatorio per le imprese con più di 15 ettari a seminativo, cui dedicano almeno il 5% della superficie. Soglia estendibile al 7% a seguito di decisione della Commissione europea definibile entro marzo 2017. Anche le pratiche equivalenti accedono al greening, devono rientrare tra le misure ambientali dei Psr, o sistemi di certificazione ambientali nazionali. Il divieto di doppio finanziamento (double funding) nega di ricevere ulteriori aiuti dal secondo pilastro. Sono considerati verdi per definizione (green by definition) gli agricoltori in zone Natura 2000 e, soprattutto, ad agricoltura biologica. Il rinverdimento del primo pilastro, con lobbiettivo di spingere gli agricoltori verso pratiche sostenibili e protezione dellambiente, appare alquanto annacquato, rispetto alle proposte iniziali. Sotto il profilo finanziario il pagamento verde è in percentuale obbligatoria fissa del 30% sul massimale nazionale. Per lItalia, nel 2016, con un massimale di 3.850,8 milioni di euro, il greening è pari a 1.155,2 milioni, perciò con una superficie agricola utilizzata di circa 12 milioni di ettari, il pagamento verde medio è di circa 96 euro a ettaro. Ogni azienda presenta un diverso pagamento verde a ettaro: la quota greening si applica al valore iniziale dei titoli, premiando quelle dai premi elevati. Le sanzioni per gli inadempienti sono funzione della gravità, portata, durata, fino allesclusione dal premio, dal 2017 intaccando anche gli altri titoli. Il terzo pagamento obbligatorio è riservato ai giovani agricoltori under 40, cui lItalia destina l1% del massimale, che si insediano per la prima volta, o entro i cinque anni precedenti. La restrizione riguarda gli ettari ammissibili: non più di novanta. Il premio si ottiene moltiplicando il numero dei titoli per il 25% del pagamento medio aziendale, premiando ancora chi li ha elevati. Pagamenti accoppiati Riguardo ai pagamenti accoppiati sono la derivazione del vecchio sostegno ai prezzi. Ampia la lista dei prodotti interessati; esclusi tabacco, vigneti, suini, pollame. Il sostegno riguarda settori e regioni rilevanti in situazione di difficoltà, con lo scopo di mantenere, non accrescere la produzione. LItalia riserva al sostegno accoppiato l11% del massimale nazionale (429,22 milioni di euro), che salirà al 12%, con un incremento di 38 milioni di euro, dal 2017, a detrimento del pagamento di base che diminuirà al 57% del massimale, col conseguente ricalcolo dei titoli. Nel 2015 gli aiuti sono andati a zootecnia, seminativi, olivicoltura. La maggior parte (211,87 milioni, 49,4% del totale) destinati alla zootecnia (da latte, bufale, vacche nutrici, bovini macellati, ovicaprini), erogati in euro per capo. Così, per le vacche da latte limporto del premio è di 56 euro a capo, ulteriori 40 per le zone montane. Il sostegno ai seminativi (146,97 milioni, 34,2%) è distribuito tra sette settori: riso, barbabietola, pomodoro da industria, grano duro, soia, proteaginose e leguminose da granella. Per il grano duro è riservato al Centro-sud (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), per un premio di circa 60 euro/ha. Il sostegno alla soia, destinato a Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia, ammonta a 97 euro/ha. Quello alle proteoleaginose (pisello, fava, fagiolo, lenticchia) riguarda il Centro Italia (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), circa 80 euro/ha. Il premio per le leguminose da granella afferisce al Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), anchesso di 80 euro. I produttori di riso percepiscono 120 euro di aiuto accoppiato, la barbabietola 325 euro/ha, il pomodoro da industria 160. Il terzo settore con aiuti accoppiati è lolivicoltura (70,4 milioni, 16,4%), per un superficie ammissibile di 560.000 ettari. Agli oliveti localizzati in Puglia, Calabria, Liguria spettano circa 78 euro/ettaro, ulteriori contributi per le superfici in pendenza. Partecipano ai premi anche tutti gli oliveti, ovunque localizzati, con il riconoscimento di qualità certificata (Dop, Igp, biologico). Allesigenza di concentrare le risorse sui settori più a rischio e con rilevante impatto ambientale si contrappone listanza di compensare i produttori più penalizzati dai meccanismi di redistribuzione dei premi, non più in chiave storica. A sostituire di fatto tutti questi pagamenti interviene il regime semplificato per i piccoli agricoltori, con lobiettivo della semplificazione amministrativa, dedicato a chi percepisce meno di 1250 euro di aiuti (pagamento flat), e a coloro che accettano tale limite. Limporto si calcola come per gli altri agricoltori, laiuto compreso tra 500 e 1250 euro, il requisito della soglia fisica è una superficie aziendale ammissibile superiore ai 5000 metri quadri. Il vantaggio è lesenzione da obblighi (greening, eco-condizionalità), con le domande precompilate e la liquidazione agevolata. Gli agricoltori potenzialmente interessati al pagamento semplificato in Italia sono moltissimi, circa settecentomila, oltre il 60% dei beneficiari. Conclusioni La riforma della Pac modifica il regime dei pagamenti diretti comportando la ridistribuzione degli aiuti tra settori, agricoltori, territori. Considerata lItalia regione unica e ammissibile tutta la Sau, il rilevante impatto ridistributivo deriva dallestrema differenziazione degli aiuti e dalla loro concentrazione geografica. Le decisioni sul bilancio agricolo pluriennale dellUnione europea comporta già la netta contrazione delle risorse disponibili per lagricoltura (-12,1% rispetto al periodo 2007/13). Inoltre, lItalia sconta una riduzione finanziaria maggiore (-18%), a causa del meccanismo di convergenza esterna, molto penalizzante. Infatti, il nostro Paese è il più sfavorito, avendo goduto di premi relativamente più elevati, con un taglio cumulato dei pagamenti diretti di 870 milioni di euro. Nonostante ciò, per noi la Pac è ancora la politica europea più rilevante per risorse ricevute (47% del totale). A ciò si aggiunge, a livello nazionale, la complicata operazione di convergenza interna del valore dei titoli. Leffetto sulle imprese dipende da diversi fattori: il valore unitario iniziale dei titoli, poiché i possessori di titoli storici di valore elevato subiranno la riduzione, al contrario di chi inizialmente dispone di diritti di scarso valore unitario; il tipo di produzione, per la possibilità di beneficiare di aiuti accoppiati; e, in minor misura, letà e gli anni trascorsi dal primo insediamento, per il supplemento potenziale per i primi cinque anni di attività. La ridistribuzione dei pagamenti comporta lomogeneizzazione dei pagamenti per ettaro, tuttavia i settori che più godevano di aiuti sono penalizzati, quali i seminativi e la zootecnia. In particolare, più danneggiate sono quelle aziende in cui ladeguamento al greening si traduce in ulteriori costi di adattamento strutturale, come quelle situate nelle aree intensive di pianura a indirizzo monocolturale. A vantaggio di quelle più tradizionali, a colture diversificate e che hanno conservato elementi caratteristici del tipico paesaggio agrario. Al contrario, sono premiate le imprese viticole e in genere a colture permanenti (frutteti, arboricoltura, vivai) che vedono innalzarsi gli aiuti senza dover sostenere costi aggiuntivi. Questo potrebbe incentivare la conversione delle produzioni meno profittevoli. Daltro canto, il riorientamento al mercato è proprio uno degli obiettivi della riforma. La normativa del regolamento 1307/2013 appare articolata, macchinosa, complessa, la piena operatività del nuovo sistema già manifesta vari problemi legati alla complicazione burocratica e alle difficoltà di adesione degli agricoltori alle nuove modalità gestionali e istanze legislative.

Informat Paper News - expo.rai

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Il treno arriva alla stazione di “Milano Expo 2015” expo.rai - Pubblicato 2015.03.07

Inaugurato il primo viaggio del Frecciarossa da Milano Centrale Dal 26 aprile previste da tutta Italia 236 corse al giorno Dalla Stazione Centrale è partita la prima Freccia Rossa diretta alla nuova stazione Milano Expo 2015. A bordo di un nuovissimo treno vestito con i colori di Expo, in 12 minuti si arriva a breve distanza dagli ingressi dei padiglioni. La nuova stazione di Milano Rho Fiera, che è stata oggetto di numerosi interventi di riqualificazione, si prepara ad accogliere i milioni di visitatori che potranno così arrivare direttamente nel cuore di Expo. Le nuove proposte commerciali, rivolte soprattutto agli studenti ed ai turisti stranieri, invitano ad utilizzare le ferrovie per arrivare a Expo 2015. Ariel Genovese 7 marzo 2015

È sbocciato l’Albero della Vita expo.rai - Pubblicato 2015.03.05

È licona del Padiglione Italia: una chioma di 80 tonnellate per 45 metri di diametro realizzata da un consorzio bresciano Ecco le immagini dellaggiunta della chioma allAlbero della Vita, la struttura di 35 metri che sarà la costruzione più alta dellintera Expo. Licona del Padiglione Italia, di acciaio e legno di larice, è stata costruita e montata a tempo di record da Orgoglio Brescia, un consorzio di aziende costituito per loccasione. Per issare la chioma in legno, di 45 metri di diametro, non è stata usata una gru. Nei giorni scorsi la chioma è stata infilata intorno alla prima parte del tronco dacciaio, poi sono state completate le altre parti in acciaio e quindi è stata issata la chioma con un sistema di argani e carrucole. Unoperazione senza precedenti che ha richiesto un paio dore. Per costruire lAlbero, che con una serie di effetti speciali diversi per giorno e notte garantirà 1260 spettacoli nei sei mesi dellesposizione, sono servite 90 tonnellate di legno e 150 tonnellate di acciaio. Ora saranno posizionate anche le piante che saranno montate su tronco e chioma e tutti i macchinari per gli effetti speciali, inclusi 7 chilometri di led. servizio di Valentina David e Ubaldo Bonotti TGR Lombardia 5 marzo 2015

Informat Paper News - Mipaaf

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Unesco: la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria Patrimonio dell'Umanit (26/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanit. La decisione stata approvata all'unanimit da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione

Mipaaf - Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera Mipaaf - Pubblicato 2014.11.25

Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera (25/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si tenuta oggi, presso la sede del Mipaaf, una riunione della filiera del settore lattiero caseario. All'incontro erano presenti il Ministro Maurizio Martina, l'Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, il Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il vicepresidente di Coldiretti, Ettore Prandini, Giuseppe Cornacchia in rappresentanza CIA, il Presidente di Copagri, Franco Verrascina, e il Presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi. Nel corso della riunione sono state affrontate le principali questioni relative ai rapporti di filiera, all'andamento dei consumi e alla volatilit del prezzo, anche in vista della fine del regime delle quote latte nel 2015. Il Ministro Martina ha presentato un piano finalizzato alla valorizzazione del latte italiano basato sui 5 punti cardine: 1. Miglioramento della qualit del latte; 2. Campagna di educazione alimentare per invertire il calo dei consumi del fresco; 3. Promozione su mercati esteri dei grandi formaggi italiani; 4. Revisione della normativa sui prodotti trasformati in modo da valorizzare la qualit dei prodotti italiani; 5. Richiesta alla Commissione europea di accelerare l'attuazione del regolamento sull'etichettatura, in modo da indicare il luogo di trasformazione e quello di mungitura del latte commercializzato. "Abbiamo intenzione di tutelare un settore strategico - ha dichiarato il Ministro Martina - come quello del latte italiano. La nostra produzione di altissima qualit, basti pensare che la met di questa viene trasformato in formaggi a denominazione d'origine. Siamo pronti a mettere in campo delle azioni concrete e pragmatiche, agendo in anticipo rispetto alla fine del regime delle quote. Vogliamo puntare su qualit, educazione alimentare, promozione ed etichettatura come capisaldi di una strategia a lungo termine, che in questo settore manca da troppo tempo. Nel prossimo Consiglio dei Ministri dell'agricoltura dell'Ue, come Presidenza, metteremo all'ordine del giorno il tema dell'etichettatura, perch anche su questo aspetto vogliamo migliorare. Il Governo c' e far la sua parte, cos come c' la disponibilit delle Regioni di intervenire ulteriormente. Ora ci aspettiamo che tutti i soggetti della filiera lavorino fin da subito per irrobustire i rapporti di filiera, tutelando gli allevatori, e per dare futuro a tante aziende e per salvaguardare la qualit delle nostre produzioni. Siamo pronti a convocare di nuovo le parti a breve per una verifica operativa". Ufficio Stampa

Mipaaf - Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi Mipaaf - Pubblicato 2014.11.24

Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi (24/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha incontrato oggi al Palazzo dell'Agricoltura una delegazione degli Enti Caritativi, che collaborano nell'attuazione del Piano alimentare di sostegno agli indigenti. Erano presenti all'incontro il Vice Ministro Andrea Olivero e i rappresentanti della Fondazione Banco Alimentare, della Caritas Italiana, della Comunit di Sant'Egidio, della Fondazione Banco delle Opere di Carit, della Croce Rossa Italiana e dell'Associazione Sempre insieme per la Pace. Nel corso della riunione c' stato un aggiornamento sulla fornitura di 45 mila tonnellate di prodotti acquistati da Agea su delega del Ministero del Lavoro e con l'indirizzo del Mipaaf, utilizzando i 36,7 milioni di euro di anticipo da parte del Governo nazionale delle risorse del Fondo europeo di assistenza agli indigenti. Gli Enti Caritativi hanno sottolineato l'importanza della Piano e del Tavolo di coordinamento permanente al Ministero delle politiche agricole, per un lavoro concreto per fa fronte all'aumento di richieste di assistenza alimentare. Gli Enti hanno sottolineato l'importanza di un lavoro congiunto con le Istituzioni e la filiera per la riduzione degli sprechi alimentari e un utilizzo virtuoso del cibo recuperato per i poveri. Il Ministro ha poi raccolto positivamente la richiesta di mettere in luce le esperienze degli Enti nell'assistenza di oltre 4 milioni di indigenti nell'ambito di Expo Milano 2015. Il Ministro Martina ha poi ricordato che l'Agea ha emanato altri due bandi di gara per la fornitura di 4,5 milioni di euro di carne bovina in scatola e per 2 milioni di euro di minestrone in scatole, che si aggiungono al bando del 19 novembre da 2 milioni di euro per la fornitura di succo e polpa di pesca, sempre a favore degli indigenti. Con le gare Agea si provveduto ad acquistare oltre 15 mila tonnellate di latte, 6mila tonnellate di polpa di pomodoro, quasi 5 mila tonnellate di olio di semi e 1.740 tonnellate di formaggi DOP. Per tutti questi prodotti sono state esaurite le procedure amministrative necessarie e nei prossimi giorni inizieranno le consegne. altres in via di completamento la consegna di oltre 17mila tonnellate di pasta e farina acquistati con l'impiego di tutte le risorse disponibili per il 2014 del Fondo nazionale di aiuto agli indigenti. Questo intervento di mercato sar ulteriormente rafforzato dopo l'approvazione da parte della Commissione europea del nuovo programma operativo finanziato dal FEAD (Fondo aiuti europei agli indigenti), che ha sostituito il precedente programma di aiuti sostenuto con i fondi della Politica agricola comune. Il nuovo programma di aiuti, elaborato nel 2014 di concerto tra Ministero del Lavoro e Mipaaf, prevede poi lo stanziamento 80 milioni di euro nell'esercizio 2015 e 66 milioni di euro, per ciascun anno sino al 2020. Tale dotazione prevede un cofinanziamento da parte dello Stato pari al 15%, che prima non era previsto dal programma finanziato con i fondi agricoli europei. Con la consegna degli alimenti, dunque, riprende la piena operativit il piano di assistenza che vede da anni il Mipaaf, attraverso l'Agea e con gli Enti Caritativi, impegnato nella distribuzione di pasti e pacchi alimentari ai poveri. La sopravvivenza di tale piano, infatti, era stata posta a rischio dalla chiusura del programma europeo Pac, attivo dal 1987, e non rinnovato a causa della contrariet di alcuni Paesi membri, tra i quali la Germania. L'Unione europea ha stabilito con Regolamento 223/2014 di istituire un proprio Fondo di assistenza agli indigenti, finanziato con i fondi di coesione e quindi di competenza, in Italia, del Ministero del Lavoro. Prima dell'entrata in vigore del nuovo FEAD, il Governo Monti con il Dl 83/2012, convertito in Legge n. 134/2012 del 7 agosto 2012, ha istituito presso l'AGEA, un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti residenti in Italia, senza precisare la dotazione finanziaria. Tale fondo stato finanziato con la Legge di stabilit 2014 dal Governo Letta con un primo stanziamento di 5 milioni di euro annunciato il 16 ottobre 2013 e una definitiva dotazione di 10 milioni di euro passata con maxiemendamento del Governo in fase di approvazione parlamentare della manovra. Nello stesso tempo il Piano Agea ha rischiato comunque di non essere utilizzato per la gestione delle risorse FEAD, in quanto l'orientamento del Ministero del Lavoro nei governi precedenti non prevedeva l'utilizzo di questo sistema per l'assistenza alimentare. "L'incontro di oggi con gli Enti Caritativi - ha detto il Ministro Maurizio Martina - servito per un aggiornamento operativo e strategico per il sostegno a tante persone che chiedono aiuto. L'assistenza alimentare di oltre 4 milioni di cittadini indigenti un dovere per il Governo. Per questo in sinergia con il Ministro Poletti abbiamo costruito un piano di interventi a favore di chi soffre di povert alimentare con una dotazione finanziaria importante. Fino al 2020 avremo oltre 400 milioni dall'Ue ai quali aggiungiamo pi di 70 milioni di euro di quota nazionale. Per l'emergenza di quest'anno abbiamo deciso di anticipare il massimo della quota nazionale fin da subito con i primi 40 milioni di euro per gli aiuti alimentari. Abbiamo gi chiuso le gare per 45mila tonnellate di prodotti che saranno consegnati quanto prima agli Enti caritativi, affinch possano essere garantiti pasti e pacchi alimentari a chi ne ha bisogno. Non ci limitiamo a questo intervento e abbiamo stanziato ulteriori 5 milioni di euro con risorse del Ministero delle politiche agricole per il 2015 che andranno a rafforzare il piano che gestiamo con Agea. Ben vengano anche ulteriori fondi da iniziative parlamentari in tal senso e mi auguro che le ipotesi si trasformino in fatti, perch su questo tema credo sia vietato speculare". Ufficio Stampa

Mipaaf - Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (21/11/2014) Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rende noto che 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (frumento duro, orzo e avena) sono state sequestrate dagli uomini dell'Ispettorato centrale della tutela della qualit e della repressione frodi della Puglia perch prive di certificazioni ufficiali per la commercializzazione come sementi. Le ispezioni sono state compiute nel quadro di un vasto programma di controlli attivato dall'ICQRF nel corso delle semine autunno/vernine. Ufficio Stampa

Mipaaf - Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" (21/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si svolta oggi pomeriggio presso la Sede del Consiglio provinciale di Alessandria, alla presenza del Ministro Maurizio Martina, la riunione operativa per valutare la situazione sul territorio in seguito all'emergenza maltempo. "Vogliamo dare risposte concrete e immediate alle imprese agricole colpite dall'alluvione. - ha affermato il Ministro Martina - Stiamo accelerando le procedure di erogazione degli aiuti per consentire alle aziende di ricevere i soldi quanto prima e riprendere le loro attivit. Per far fronte alle esigenze del comparto, stata inoltre richiesta una integrazione del Fondo di solidariet nazionale, attraverso una dotazione straordinaria di bilancio per il 2015". Con il Fondo di solidariet nazionale possibile beneficiare di contributi fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, di prestiti ad ammortamento quinquennale, della proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza e di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali e la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. E possibile poi richiedere l'accesso all'esonero, fino al 50%, del pagamento dei contributi previdenziali per s e i propri dipendenti. Tramite ISMEA si possono, inoltre, attivare le procedure di rinvio rata per gli imprenditori colpiti dalla calamit, per non dover far fronte, entro il 31 dicembre, a un nuovo esborso finanziario. "Questi fenomeni atmosferici, sempre pi frequenti e intensi, - ha concluso Martina - ci impongono un cambio di rotta. La nostra azione di Governo mirata proprio a favorire piani di azione preventivi. In questo contesto si inquadrano le scelte fatte, in sinergia con le Regioni, con l'approvazione della nuova Politica agricola comune, in particolare con i pagamenti diretti che, per la prima volta, mettono al centro dell'attenzione non solo la competitivit del sistema agricolo ma anche il territorio, la cui difesa non pu prescindere dall'esigenza di mantenere un tessuto agricolo e rurale vitale. Molte delle scelte fatte sulla Pac vanno inquadrate in questo senso. A cominciare dall'inserimento nel sistema di aiuti di 2,5 milioni di nuovi ettari, in gran parte pascoli in precedenza esclusi; la convergenza interna su base nazionale dell'importo dei pagamenti diretti; e infine la determinazione della figura dell'agricolture attivo attraverso criteri che privilegiano chi risiede nelle zone svantaggiate e di montagna. Con il secondo pilastro, dedicato allo sviluppo rurale, destiniamo poi quasi 9 miliardi di euro, nei prossimi 7 anni, alla difesa del territorio e dell'ambiente". Ufficio Stampa

Mipaaf - Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore Mipaaf - Pubblicato 2014.11.18

Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore (18/11/2014) "Il 'piano Agricoltura 2.0' ha un obiettivo ambizioso: eliminare la burocrazia inutile e ridurre a zero l'utilizzo di carta. Si tratta di un intervento importante di semplificazione nel settore agricolo, che introduce sei strumenti innovativi per 1,5 milioni di aziende. Attraverso la Domanda Pac precompilata dal marzo del 2015 evitiamo perdite di tempo agli agricoltori agli sportelli, con un'operazione simile al 730 precompilato per i cittadini. Mettiamo in condizione 700mila piccole imprese di inoltrare la domanda PAC con un semplice click. Si potr anticipare al 100% il pagamento degli aiuti a giugno invece che a dicembre per circa 4 miliardi di euro su 1 milione di domande PAC. Attraverso l'Anagrafe unica le istituzioni condividono le informazioni senza chiederle ogni volta, mentre con la Banca dei Certificati online niente pi file agli sportelli e un risparmio stimato di circa 25 chili di carta per azienda. Il 'piano Agricoltura 2.0' un altro importante passo che va nella direzione di una Amministrazione realmente al servizio degli agricoltori". Cos il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, presentando il "Piano Agricoltura 2.0 - Servizi innovativi per semplificare" che introduce misure per la semplificazione e la sburocratizzazione in agricoltura. Martina intervenuto nel corso della prima conferenza di Agrinsieme dal titolo "#Campoliberofinoinfondo. Dai falsi miti ai veri punti di forza: ripartire per un agroalimentare competitivo", che si tenuta presso l'Auditorium della Conciliazione a Roma. Il piano prevede: * Anagrafe Unica delle Aziende Agricole - Istituzione di un database federato degli Organismi Pagatori (cloud) che integra e rende disponibili tutte le informazioni aggiornate su base territoriale. * Un solo Fascicolo Aziendale - Viene messo insieme quello che era gestito in modo separato: il piano colturale, il piano assicurativo individuale e il quaderno di campagna. Le imprese faranno una sola dichiarazione che sar poi condivisa tra amministrazioni. Dovranno dichiarare il 50% di dati in meno rispetto ad oggi. Meno oneri burocratici e informazioni coerenti ed omogenee sulle quali basare tutti gli aiuti all'azienda, con un duplice risultato: semplificazione per l'agricoltore e maggiore efficienza dei controlli a carico dell'Amministrazione. * Domanda Pac precompilata da marzo 2015 - Disponibile on-line da marzo 2015. Il produttore (autonomamente o assistito dal CAA) potr dare semplice conferma dei dati pre-inseriti con un click o integrare e completare le informazioni. * Introduzione Pagamento anticipato a giugno 2015 - Sar possibile erogare l'anticipo dei pagamenti Pac fino al 100% dell'importo dovuto per le aziende che ne faranno richiesta all'atto della domanda, direttamente a giugno, invece che a dicembre, tramite accesso al credito bancario. Si tratta di una platea potenziale di circa 1 milione di aziende per oltre 4 miliardi di euro di pagamenti Pac. * Banca dati Unica dei Certificati - Sar coordinata a livello nazionale la raccolta, la durata e la validit delle certificazioni (antimafia, DURC, ecc.), evitando alle aziende di presentare la stessa documentazione a diverse Amministrazioni ovvero pi volte in base alle domande presentate. * Domanda Unificata - A partire dal 2016 ciascuna azienda potr presentare, autonomamente o recandosi presso qualsiasi struttura di assistenza (CAA) presente sul territorio nazionale, un'unica domanda di aiuto, che accorpi le richieste Pac, Uma, Psr, Assicurazioni, ecc. Ufficio Stampa

Informat Paper News - Georgofili INFO

Conservazione e qualità degli alimenti Georgofili INFO - Pubblicato 2017.10.18

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L’acqua va raccolta e conservata come un tempo Georgofili INFO - Pubblicato 2017.10.18

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Per rilanciare il settore pesche/nettarine Georgofili INFO - Pubblicato 2017.10.18

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Secondo incontro del ciclo sui territori toscani: Garfagnana e media Valle del Serchio Georgofili INFO - Pubblicato 2017.10.18

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Master di secondo livello in Diritto Alimentare Georgofili INFO - Pubblicato 2017.10.18

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Così il miglio resiste alla desertificazione Georgofili INFO - Pubblicato 2017.10.18

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Informat Paper News - INEA

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE  


La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Informat Paper News - Agra Press

CAMERA: COMAGRI APPROVA PROPOSTA RISOLUZIONE DI SANI SULLA PAC Agra Press - Pubblicato 2104.05.16

la commissione agricoltura della camera ha approvato, con i soli voti contrari della lega nord, una proposta di risoluzione di cui e' primo firmatario il presidente della commissione agricoltura della camera luca sani sull'attuazione della riforma pac. il testo della risoluzione e' su http://www.agrapress.it/nuovosito/DOCUMENTI/risoluzione%20Pac.pdf. (cl.co)

SU RASSEGNA ESTERA AGRA PRESS PAC, BIOLOGICO, LATTE, UE-MERCOSUR, PESCA E SANITA' Agra Press - Pubblicato 2017.05.17

"aiuti europei: i ritardi dei pagamenti hanno ridestato la collera degli agricoltori" e' il titolo dell'articolo di un noto quotidiano francese con il quale si apre l'edizione di questa settimana della rassegna della stampa estera di agra press. in evidenza nella rassegna si trova un interessante pezzo sull'agricoltura biologica di un quotidiano statunitense. la sezione "economia e politica agricola" contiene, tra i molti altri, articoli sul prezzo dell'olio d'oliva, sull'import spagnolo di cereali e sulle esportazioni russe. altri articoli riguardano il comparto lattiero-caseario: un mensile agricolo tedesco da' conto dell'intenzione del gruppo tedesco dmk di acquisire delle latterie in russia, mentre un portale da' conto dell'annuncio della cancelliere angela merkel della prossima approvazione di un programma di aiuto da oltre 100 milioni di euro per i produttori di latte. ampio spazio viene poi dedicato allo scambio di offerte tra unione europea e mercosur per l'accesso ai propri mercati dei beni, dei servizi e degli appalti pubblici. completano il numero, come di consueto, numerosi articoli in tema di pesca e sanita'. (ab)

IX CONVEGNO CESAR-ASNACODI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO, PARTONO I PAGAMENTI E SI VA VERSO RIFORMA AGEA E FONDO Agra Press - Pubblicato 2017.02.06

parte finalmente il pagamento delle assicurazioni agevolate agricole che si riferisce alle domande del 2015. lo ha annunciato il ministero delle politiche agricole nel corso del IX convegno nazionale cesar-asnacodi sulla gestione del rischio in agricoltura, che si e' svolto venerdi' 3 febbraio ad assisi. su 110 mila domande ne sono state ammesse a sostegno 40.000, per una cifra pari a 25 milioni, ha precisato il direttore generale dello sviluppo rurale del mipaaf emilio GATTO, sottolineando che l'avvio del meccanismo, attraverso il piano di sviluppo rurale nazionale, non e' stato agevole. la prima tranche delle domande sara' pagata entro il 20 febbraio, la seconda dal 28 dello stesso mese, mentre le successive tranche saranno erogate "ogni quindici giorni", ha reso noto il direttore di agea gabriele PAPA PAGLIARDINI, intervenendo ai lavori.

DL TERREMOTO, SINTESI DELLE MISURE PER L'AGRICOLTURA E L'ALLEVAMENTO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

il ministero delle politiche agricole ha diffuso un comunicato stampa con i dettagli delle norme che riguardano agricoltura e allevamento contenute nel decreto legge sul terremoto, approvato oggi dal consiglio dei ministri. ecco la sintesi del ministero: "35 MILIONI DI EURO PER IL COMPARTO ZOOTECNICO: in attuazione dell'autorizzazione da parte dell'unione europea all'incremento fino al 200 percento della quota nazionale per gli aiuti alla zootecnia, si conferma l'aiuto di 35 milioni di euro agli allevatori delle zone terremotate. sono previsti aiuti a capo da 400 euro per i bovini, 60 euro per gli ovicaprini, oltre ad aiuti per suinicoltori. 2 milioni di euro saranno destinati al settore equino attraverso erogazione di contributi in de minimis. l'aiuto diretto per il mancato reddito sara' erogato dall'agenzia per le erogazioni in agricoltura agea, entro il mese di febbraio, che potra' anticipare al 100% le risorse investite dalle regioni lazio, marche, umbria e abruzzo, pari a 22 milioni di euro, che sono la prima attuazione del piano strategico di rilancio agricolo dell'area del sisma". "AGEVOLAZIONI PER ACCESSO AL CREDITO PER I GIOVANI AGRICOLTORI: priorita' negli strumenti Ismea alle aziende dei territori colpiti nella concessione delle agevolazioni e dei mutui a tasso zero previsti per il sostegno alle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile, per favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito". "ESTESO FONDO DI SOLIDARIETA' NAZIONALE ALLE COLTURE ASSICURABILI: con questa misura viene garantita la copertura finanziaria per l'attivazione delle misure compensative per interventi a sostegno delle imprese agricole delle regioni interessate dal terremoto o che hanno subito danni a causa del maltempo nel mese di gennaio 2017 anche alle aziende che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi. l'attivazione del fondo consente alle imprese agricole danneggiate dagli eventi calamitosi di godere di tutti gli interventi di sostegno previsti a legislazione vigente come, in particolare, l'erogazione di contributi in conto capitale fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, l'attivazione di prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale, la proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza, l'esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti e l'ottenimento di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate e per la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. e' stato stabilito anche un incremento della dotazione del fondo di solidarieta' nazionale di 15 milioni di euro per l'anno 2017".

GUIDI, TODINI, FOLONARI, PANTINI E ROSSI PRESENTANO AGRONETWORK DI CONFAGRI, NOMISMA E LUISS Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

confagricoltura, nomisma e universita' luiss guido carli hanno dato vita all'associazione per l'agroindustria "agronetwork". questa mattina a palazzo della valle l'atto costitutivo e' stato sottoscritto dal presidente dell'organizzazione degli imprenditori agricoli mario GUIDI, dal managing director di nomisma luca DONDI e dal direttore generale della luiss giovanni LO STORTO. successivamente, l'associazione e' stata presentata alla stampa da mario GUIDI; dalla presidente luisa TODINI; dai vicepresidenti guido FOLONARI di confagricoltura, denis PANTINI di nomisma e matteo CAROLI della luiss e dal segretario generale daniele ROSSI, che ha moderato l'incontro. il mio ruolo - ha detto GUIDI - e' quello dell'"animatore iniziale" e il "mio auspicio e' che questa associazione non parli di pac o di contributi", ma sia "un luogo di confronto trasversale" per la valorizzazione del made in italy e delle imprese che lo producono. "in questo senso c'e' ancora molto da fare", ha confermato la presidente TODINI. "tutti conosciamo le sfide e le insidie della concorrenza sempre piu' globalizzata e il potenziale inespresso che caratterizza il nostro paese, su cui incide, non ultimo, l'agire in ordine sparso, senza l'approccio sistemico che caratterizza invece altri paesi a noi vicini. per questo confagricoltura, luiss e nomisma hanno deciso di dare vita ad un 'think tank' strategico ad una maggiore integrazione della filiera", ha aggiunto. agronetwork sara' un incubatore di idee, non di rappresentanza ne' di fornitura di servizi tecnici o finanziari, ha precisato TODINI, che ha spiegato di aver accettato "l'onore di essere chiamata a presiedere l'associazione" anche perche' la filosofia che la anima "si inserisce benissimo in quella del comitato leonardo che gia' presiedo" e che ogni anno premia le eccellenze italiane dell'impresa per promuovere e affermare la "qualita' italia" nel mondo. d'altronde, ha ricordato GUIDI, l'uomo vitruviano di leonardo e' proprio il simbolo che aveva scelto confagricoltura per la sua partecipazione all'expo. "l'idea di fondo - ha specificato GUIDI - e' che va costruito su nuove basi il rapporto di filiera. fino ad oggi nella filiera ci si e' mossi separati; da una parte la produzione, dall'altra la trasformazione, dall'altra ancora la distribuzione, tirando ognuno dalla sua parte una coperta che e' sempre risultata troppo corta. ora invece si intende agire con unicita' di intenti, studiando iniziative che vedono assieme i vari attori, aggregati in reti d'impresa. il made in italy cresce se c'e' unione e non contrapposizione". alla presentazione hanno preso parte, tra i molti altri, il vice presidente e il direttore generale di confagricoltura massimiliano GIANSANTI e luigi MASTROBUONO, il presidente di agriconsulting e socio storico di confagricoltura federico GRAZIOLI, il presidente dell'anga raffaele MAIORANO.

PREMIATI VINCITORI CONCORSO LETTERARIO RANIERI FILO DELLA TORRE. INTERVENTI DI GUIDI, PAGNI, FIORILLO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

sono stati premiati a palazzo della valle i vincitori del concorso letterario dedicato a ranieri FILO DELLA TORRE, indimenticabile esponente dell'olivicoltura, promosso dall'associazione pandolea, con il patrocinio, tra le altre, di confagricoltura, cia, ceq-consorzio olivicolo italiano e conaf, con lo scopo di "esaltare sul piano artistico il mondo dell'olivicoltura". alla premiazione, moderata dal presidente del ceq elia FIORILLO, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della confagricoltura mario GUIDI, il vicepresidente vicario della cia-agricoltori italiani cinzia PAGNI, il presidente di oliveti d'italia nicola RUGGIERO, il presidente dell'associazione pandolea loriana ABBRUZZETTI e la moglie di FILO DELLA TORRE marida IACONA. "siamo qui oggi - hanno spiegato gli organizzatori - per celebrare un personaggio significativo del mondo dell'olivicoltura italiano, oltre che dell'agricoltura, ma anche per creare una occasione d'unita' vera del settore per fare cultura; il premio vuole essere una opportunita' di riflessione, di poesia, di creativita', oltre le faticose pratiche produttive, della collocazione del prodotto sui mercati, della sua valorizzazione". GUIDI e' intervenuto brevemente all'inizio dei lavori, portando il saluto della propria confederazione e ricordando l'impegno di FILO DELLA TORRE a favore del settore agricolo. PAGNI ha lodato la "forte passione, i valori e la determinazione" che FILO DELLA TORRE metteva in tutti i lavori che portava avanti. come cia siamo orgogliosi di patrocinare questa iniziativa, ha aggiunto. con questo premio "vogliamo ricordare un personaggio schivo, che per tutta la sua vita e' stato a disposizione degli altri, soprattutto di quelli che non hanno voce", ha detto FIORILLO, che ha ripercorso i numerosi incarichi ricoperti da ranieri FILO DELLA TORRE, il quale ha lavorato per la confagricoltura, l'unaprol-consorzio olivicolo italiano e l'unaproa.

Informat Paper News - AEEGSI

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione dell’istanza di deroga dagli obblighi relativi agli orari e all’apertura degli sportelli provinciali, presentata dall’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale 1 Lazio Nord – Viterbo, d’intesa con il gestore Talete S.p.a. AEEGSI - Pubblicato 2017.10.20

l’articolo 2, comma 461, della legge 244/07 dispone che gli enti locali debbano prevedere l’obbligo per il soggetto gestore di emanare una Carta dei servizi - “da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate” recante, fra l’altro, standard di qualità relativi alle prestazioni erogate, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite e quelle per proporre reclamo, le modalità di ristoro dell'utenza - unitamente a un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte medesime, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale o dell’Ente d’Ambito;

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione dello specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2016-2019, proposto dall’Ersi Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino) AEEGSI - Pubblicato 2017.10.20

Il presente provvedimento approva lo specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2016-2019, proposto dall'ERSI Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino) per il gestore SASI S.p.a.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 19 OTTOBRE 2017
705/2017/R/IDR

APPROVAZIONE DELLO SPECIFICO SCHEMA REGOLATORIO, RECANTE LE
PREDISPOSIZIONI TARIFFARIE PER IL PERIODO 2016-2019, PROPOSTO DALLERSI
ABRUZZO (SEDE OPERATIVA AMBITO CHIETINO)


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 19 ottobre 2017
VISTI:

" la direttiva 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000;
" la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo e al Comitato Economico e Sociale COM(2000)477;
" la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni COM(2012)672;
" la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni COM(2012)673;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481, come modificata dal decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 (di seguito: legge 481/95);
" il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (di seguito: d.lgs. 152/06) e, in particolare, la Parte Terza;
" il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, come convertito nella legge 12 luglio 2011, n. 106 (di seguito: decreto legge 70/11);
" il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, come convertito nella legge 22 dicembre 2011 n. 214 (di seguito: decreto legge 201/11) e, in particolare, larticolo 21;
" il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 (di seguito: d.P.C.M. 20 luglio 2012), recante Individuazione delle funzioni dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, ai sensi dell'articolo 21, comma 19 del decreto-legge del 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214;
" il decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, come convertito nella legge 11 novembre 2014, n. 164 (di seguito: Decreto Sblocca Italia) e, in particolare, larticolo 7;
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" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 28 dicembre 2012, 585/2012/R/IDR, recante Regolazione dei servizi idrici: approvazione del metodo tariffario transitorio (MTT) per la determinazione delle tariffe negli anni 2012 e 2013 (di seguito: deliberazione 585/2012/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 28 febbraio 2013, 88/2013/R/IDR, recante Approvazione del metodo tariffario transitorio per le gestioni ex-CIPE (MTC) per la determinazione delle tariffe per gli anni 2012 e 2013 modifiche e integrazioni alla deliberazione 585/2012/R/IDR (di seguito: deliberazione 88/2013/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 27 dicembre 2013, 643/2013/R/IDR, recante Approvazione del Metodo Tariffario Idrico e delle disposizioni di completamento (di seguito: deliberazione 643/2013/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 20 febbraio 2014, 68/2014/R/IDR, avente ad oggetto Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nellambito del metodo tariffario MTI, introdotto con deliberazione 643/2013/R/IDR per gli anni 2014 e 2015, delle tariffe e del correlato piano economico-finanziario proposti dallEnte dambito territoriale Ottimale Chietino 6;
" la deliberazione dellAutorità 9 maggio 2014, 203/2014/C/IDR, recante Appello avverso le sentenze del Tar Lombardia, sez. II, 883, 890, 974, 982, 1010, 1118 e 1165 del 2014, con cui sono state annullate alcune disposizioni delle deliberazioni dell'Autorità 585/2012/R/IDR, 88/2013/R/IDR, 273/2013/R/IDR e 459/2013/R/IDR (di seguito: deliberazione 203/2014/C/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 18 settembre 2014, 449/2014/R/IDR, avente ad oggetto Approvazione dello specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per gli anni 2014 e 2015, proposto dallEnte dAmbito 6 Chietino;
" la deliberazione dellAutorità 15 gennaio 2015, 6/2015/R/IDR, recante Avvio di procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio (di seguito: deliberazione 6/2015/R/IDR);
" il documento per la consultazione 30 luglio 2015, 406/2015/R/IDR, recante Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2) Inquadramento generale e linee di intervento (di seguito: documento per la consultazione 406/2015/R/IDR);
" il documento per la consultazione 26 novembre 2015, 577/2015/R/IDR, recante Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2) orientamenti finali (di seguito: documento per la consultazione 577/2015/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 655/2015/R/IDR, recante Regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato (di seguito: deliberazione 655/2015/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 656/2015/R/IDR, recante Convenzione tipo per la regolazione dei rapporti tra enti affidanti e gestori del servizio idrico integrato (di seguito: deliberazione 656/2015/R/IDR);
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" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2015, 664/2015/R/IDR, recante Approvazione del metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio MTI-2 (di seguito: deliberazione 664/2015/R/IDR);
" la determina del 31 marzo 2016, 2/2016 DSID recante Definizione dello schema tipo e delle procedure di raccolta dati ai fini dellaggiornamento del Programma degli Interventi (PDI) per il periodo 2016-2019, ai sensi degli artt. 6 e 7 della deliberazione 664/2015/R/IDR e degli artt. 3, 4 e 11 del MTI-2 (di seguito: determina 2/2016 DSID);
" la determina del 31 marzo 2016, 3/2016 DSID recante Definizione delle procedure di raccolta dati e dello schema tipo per la relazione di accompagnamento alla predisposizione tariffaria, nonché indicazione dei parametri di calcolo, ai fini della determinazione delle tariffe del servizio idrico integrato per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR (di seguito: determina 3/2016 DSID);
" i dati, gli atti e i documenti trasmessi, in data 28 settembre 2017 - e successivamente aggiornati e integrati, da ultimo, in data 12 ottobre 2017 - dallERSI Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino) ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR, nonché delle determine 2/2016 DSID e 3/2016 DSID.

CONSIDERATO CHE:

" larticolo 21, commi 13 e 19, del decreto legge 201/11 ha trasferito allAutorità le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici, alluopo precisando che tali funzioni vengono esercitate con i medesimi poteri attribuiti allAutorità stessa dalla legge 14 novembre 1995, n. 481;
" larticolo 1, comma 1, della legge 481/95 prevede che lAutorità debba perseguire, nello svolgimento delle proprie funzioni, la finalità di garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, (...) nonché adeguati livelli di qualità nei servizi medesimi in condizioni di economicità e di redditività, assicurandone la fruibilità e la diffusione in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori (...);
" larticolo 154, comma 4, del d.lgs. 152/06, come modificato dallarticolo 34, comma 29, del decreto legge 179/12, dispone che il soggetto competente, al fine della redazione del piano economico-finanziario di cui all'articolo 149, comma 1, lettera d), predispone la tariffa di base, nell'osservanza del metodo tariffario di cui all'articolo 10, comma 14, lettera d), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e la trasmette per l'approvazione all'Autorità per l'energia elettrica e il gas;
" larticolo 3, comma 1, del d.P.C.M. 20 luglio 2012, specificando le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici trasferite all'Autorità, precisa che essa approva le tariffe del servizio idrico integrato, ovvero di ciascuno dei singoli 4
servizi che lo compongono compresi i servizi di captazione e adduzione a usi multipli e i servizi di depurazione ad usi misti civili e industriali, proposte dal soggetto competente sulla base del piano di ambito di cui all'art. 149 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, impartendo, a pena d'inefficacia prescrizioni (...).

CONSIDERATO CHE:

" ai fini della determinazione delle tariffe per gli anni 2012 e 2013, lAutorità ha dapprima adottato la deliberazione 585/2012/R/IDR, recante il Metodo Tariffario Transitorio (MTT), ed ha, successivamente, approvato la deliberazione 88/2013/R/IDR, dettagliando il metodo tariffario transitorio MTC per le gestioni ex-CIPE;
" con deliberazione 643/2013/R/IDR, lAutorità ha introdotto il Metodo Tariffario Idrico (MTI) per gli anni 2014 e 2015, superando la logica transitoria e portando a compimento il primo periodo regolatorio quadriennale (2012-2015); in particolare lAutorità ha adottato una regolazione asimmetrica ed innovativa - basata sullesplicitazione della relazione tra identificazione degli obiettivi da parte dei soggetti competenti, selezione degli interventi necessari e riflessi in termini di entità dei corrispettivi - e ha introdotto per la prima volta la possibilità per gli Enti di governo dellambito di selezionare contestualmente il tipo di schema regolatorio in funzione dei richiamati obiettivi specifici dai medesimi prefissati;
" con deliberazione 203/2014/C/IDR, lAutorità ha deliberato di proporre appello avverso le sentenze del Tar Lombardia, Sezione II, con cui sono state annullate alcune disposizioni delle deliberazioni dellAutorità 585/2012/R/IDR, 88/2013/R/IDR e 459/2013/R/IDR;
" con deliberazione 6/2015/R/IDR, lAutorità ha avviato un procedimento per la definizione del Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (di seguito: MTI-2), finalizzato - in un quadro di stabilità e certezza della regolazione - allintegrazione e allaggiornamento del sistema di regole pro tempore vigente;
" con il documento per la consultazione 406/2015/R/IDR, lAutorità ha fornito i propri orientamenti in ordine all'impianto della nuova regolazione tariffaria del servizio idrico integrato, in grado di tener conto della necessità di contemperare e ricondurre a sistema le seguenti principali finalità: i) rafforzare l'approccio asimmetrico e innovativo che, attraverso una regolazione per schemi, ha caratterizzato il MTI per gli anni 2014 e 2015; ii) favorire la progressiva applicazione delle previsioni recate dal Decreto Sblocca Italia, con riferimento all'attivazione della gestione unica a livello di ambito territoriale ottimale; iii) superare situazioni eccezionali di disequilibrio delle gestioni, le cui criticità non possano trovare piena soluzione nell'ambito della regolazione generalmente applicabile;
5
" nel successivo documento per la consultazione 577/2015/R/IDR, lAutorità ha poi dettagliato ulteriori aspetti tariffari, attinenti in particolare alle regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché allindividuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nellambito della regolazione del settore idrico;
" con deliberazione 664/2015/R/IDR lAutorità ha, dunque, approvato il metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 (MTI-2), confermando limpostazione generale del MTI e introducendo elementi di novità finalizzati a tener conto della necessità di promuovere gli investimenti, la sostenibilità dei corrispettivi tariffari allutenza, i miglioramenti della qualità del servizio, nonché la razionalizzazione delle gestioni.


CONSIDERATO CHE:

" il comma 6.2 della deliberazione 664/2015/R/IDR, nel fornire la definizione dello specifico schema regolatorio, enuclea linsieme degli atti - di seguito riportati - che gli Enti di governo dellambito o i soggetti competenti individuati con legge regionale, responsabili della predisposizione della tariffa, sono chiamati ad aggiornare e a proporre allAutorità ai fini della relativa approvazione: a) il programma degli interventi (PdI), che specifica le criticità riscontrate sul relativo territorio, gli obiettivi che si intendono perseguire in risposta alle predette criticità, nonché la puntuale indicazione degli interventi per il periodo 2016-2019, riportando, per leventuale periodo residuo fino alla scadenza dellaffidamento, le informazioni necessarie al raggiungimento almeno dei livelli minimi di servizio, nonché al soddisfacimento della complessiva domanda dellutenza, ai sensi di quanto previsto dellart. 149, comma 3, del d.lgs. 152/06;
b) il piano economico-finanziario (PEF), che rileva limitatamente al Piano tariffario, al Conto economico e al Rendiconto finanziario, redatti in base allAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR, e prevede con cadenza annuale per tutto il periodo di affidamento, landamento dei costi di gestione e di investimento, nonché la previsione annuale dei proventi da tariffa con esplicitati i connessi valori del moltiplicatore tariffario e del vincolo ai ricavi del gestore;
c) la convenzione di gestione, contenente le modifiche necessarie a recepire la disciplina introdotta per il secondo periodo regolatorio;
" il comma 7.1 della medesima deliberazione, nel disciplinare la procedura di approvazione delle tariffe per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, prevede che le stesse siano predisposte dai soggetti competenti anche sulla base dei dati - debitamente aggiornati - inviati nellambito dei procedimenti di raccolta dati disposti contestualmente alla deliberazione 643/2013/R/IDR, precisando inoltre che gli Enti di governo dellambito validano le informazioni fornite dai gestori e le integrano o le modificano secondo criteri funzionali al riconoscimento dei costi efficienti di investimento e di esercizio;
6
" la medesima deliberazione 664/2015/R/IDR stabilisce poi che, entro il 30 aprile 2016, gli Enti di governo dellambito, o gli altri soggetti competenti, trasmettano, ai fini dellapprovazione da parte dellAutorità, ai sensi del comma 7.3, lett. d), gli atti e i dati di seguito indicati: i. il programma degli interventi, come disciplinato al sopra richiamato comma 6.2, lett. a);
ii. il piano economico-finanziario - come definito al citato comma 6.2, lett. b) - che esplicita il vincolo ai ricavi (VRG) e il moltiplicatore tariffario Ñ che ciascun gestore dovrà applicare in ciascun anno del periodo 2016-2019, fatta salva la possibilità di eventuali aggiornamenti;
iii. la convenzione di gestione, contenente le modifiche necessarie a recepire la vigente disciplina tariffaria;
iv. una relazione di accompagnamento che ripercorra la metodologia applicata;
v. latto o gli atti deliberativi di predisposizione tariffaria ovvero di approvazione dellaggiornamento del piano economico-finanziario;
vi. laggiornamento, secondo le modalità previste, dei dati necessari richiesti;
" larticolo 8 della richiamata deliberazione prevede, fra laltro, laggiornamento biennale delle componenti a conguaglio e, con riferimento al calcolo dei costi delle immobilizzazioni, della RAB per il biennio 2018-2019;
" il comma 9.1, lett. b), del provvedimento in parola prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, a seguito della predisposizione da parte degli Enti di governo dellambito, e fino allapprovazione da parte dellAutorità, i gestori applichino agli utenti le tariffe comunicate allAutorità per la citata approvazione, nel rispetto del limite di prezzo;
" il Titolo 1 dellAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR fornisce indicazioni di metodo e di contenuto informativo minimo per la stesura dellaggiornamento del programma degli interventi (PdI) e del piano economico-finanziario (PEF) da parte degli Enti di governo dellambito o degli altri soggetti competenti;
" con determine 2/2016 DSID e 3/2016 DSID è stata definita la procedura di raccolta dati ai fini della determinazione delle tariffe per il secondo periodo regolatorio 2016- 2019 e sono stati resi disponibili gli schemi-tipo per la presentazione di PdI e PEF, fornendo al contempo indicazioni circa le modalità per la trasmissione degli atti e delle informazioni necessarie;
" la deliberazione 656/2015/R/IDR, nel disciplinare i contenuti minimi essenziali della convenzione tipo, prevede, allarticolo 4, che le convenzioni di gestione in essere siano rese conformi alla convenzione tipo e trasmesse allAutorità per lapprovazione nellambito della prima predisposizione tariffaria utile, secondo le modalità previste dal Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2) e comunque non oltre 180 giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento;
" ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR e delle determine sopra richiamate, lERSI Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino) ha trasmesso, in data 28 settembre 2017, lo specifico schema regolatorio recante la predisposizione tariffaria, per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, relativa al gestore SASI S.p.a., nonché - con le 7
successive integrazioni inviate, da ultimo, in data 12 ottobre 2017 - gli ulteriori elementi richiesti, finalizzati alla conclusione del procedimento di approvazione tariffaria;
" nellambito della predisposizione tariffaria di cui al precedente alinea, il medesimo Ente di governo ha trasmesso ladeguamento della convenzione di gestione alla convenzione tipo adottata dallAutorità con deliberazione 656/2015/R/IDR;
" lAutorità si riserva di verificare, anche successivamente allapprovazione della tariffa e anche effettuando verifiche ispettive presso i soggetti interessati, la correttezza delle informazioni trasmesse per i seguiti di cui allarticolo 2, comma 20, lettera c), della legge 481/95.
CONSIDERATO CHE:

" con gli atti e i documenti trasmessi, lERSI Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino), a partire dallanalisi degli attuali livelli di servizio, ha rilevato sul proprio territorio criticità principalmente riconducibili ai seguenti aspetti: ü con riferimento allapprovvigionamento idrico e alla fornitura di acqua potabile: - casi di mancata individuazione delle aree di salvaguardia e eccessivo sfruttamento delle fonti di approvvigionamento superficiali nei comuni montani;
- inadeguatezza, ovvero scarsa flessibilità delle condizioni di esercizio e della capacità idraulica delle infrastrutture in alcune aree del territorio servito, nonché vetustà e obsolescenza di alcuni tratti delle condotte di adduzione;
- vetustà e inadeguatezza delle condizioni fisiche di alcuni tratti delle reti di distribuzione e dei relativi impianti, con associati elevati livelli di perdite idriche, inadeguate capacità di compenso e riserva dei serbatoi;
- vetustà o cattivo funzionamento dei misuratori di utenza;
ü con riferimento al servizio di fognatura: - assenza del servizio di raccolta e collettamento dei reflui in alcune aree del territorio;
- vetustà e inadeguatezza di alcuni tratti delle condotte fognarie e dei relativi impianti ed opere;
ü con riferimento al servizio di depurazione: - assenza di trattamenti depurativi in alcune aree del territorio;
- presenza di impianti vetusti o caratterizzati da inadeguatezza delle apparecchiature meccaniche ed elettromeccaniche, nonché da criticità legate alla potenzialità di trattamento;
" a fronte delle menzionate criticità, lEnte di governo dellambito in oggetto ha individuato tra i principali obiettivi specifici della pianificazione i seguenti: - soddisfacimento del fabbisogno idropotabile, anche attraverso la difesa e salvaguardia della risorsa idrica;
- conformità delle acque destinate al consumo umano ai parametri di legge e mantenimento di dotazioni idriche adeguate, anche tramite il contenimento delle perdite di rete;
8
- ammodernamento dei misuratori dutenza;
- estensione del servizio di raccolta e collettamento dei reflui e adeguamento delle infrastrutture fognarie;
- adeguamento del sistema di trattamento, nellottica del raggiungimento e mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici recettori;
- efficientamento degli impianti di depurazione in modo da minimizzare gli impatti e le pressioni sullambiente;
" alla luce dei rappresentati obiettivi specifici - e pianificando ulteriori investimenti rispetto a quelli previsti in sede di predisposizione tariffaria nellambito del MTI - lERSI Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino) ha programmato, per il periodo 2016-2019, i seguenti interventi ritenuti prioritari: - sistemazione delle aree di salvaguardia, realizzazione di opere di riqualificazione e potenziamento delle condotte di adduzione;
- costruzione di un impianto di potabilizzazione;
- monitoraggio delle reti idriche e degli impianti, nonché ampliamento dei serbatoi;
- sostituzione dei misuratori di utenza;
- realizzazione di nuovi tratti di rete fognaria, nonché opere di manutenzione straordinaria delle reti esistenti e dei sollevamenti;
- realizzazione di opere di collettamento ad impianti esistenti, con eventuale dismissione degli impianti di depurazione non necessari o non adeguati alla normativa vigente;
- realizzazione di nuovi impianti di depurazione, nonché adeguamento e potenziamento dei depuratori esistenti;
" ai sensi del comma 11.1 dellAllegato A della deliberazione 664/2015/R/IDR, lAutorità si riserva di verificare la realizzazione degli investimenti pianificati.


CONSIDERATO CHE:

" a fronte degli obiettivi specifici definiti in precedenza, lERSI Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino) ha selezionato il tipo di schema regolatorio sulla base di: - un elevato fabbisogno di investimenti per il quadriennio 2016-2019 in rapporto alle infrastrutture esistenti, - un valore pro capite della componente 2014Opex inferiore allOpex pro capite medio (OPM) stimato dallAutorità per lintero settore, - assenza di variazioni significative degli obiettivi e del perimetro di attività svolta dal gestore, tale da non richiedere il riconoscimento di oneri aggiuntivi newOp , posizionandosi di fatto - ai fini del computo tariffario per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 - nello Schema IV della matrice di schemi regolatori di cui allarticolo 9 dellAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR;
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" la scelta del soggetto competente in ordine al posizionamento del gestore SASI S.p.a. nellambito della citata matrice di schemi è stata assunta in continuità con la predisposizione tariffaria proposta per gli anni 2014 e 2015, e formulata - ai sensi della deliberazione 643/2013/R/IDR - seguendo le regole previste dal Quadrante III (caratterizzato da un elevato fabbisogno di investimenti rispetto alla RAB) della matrice di schemi pro tempore vigente;
" le verifiche compiute dallAutorità con riferimento ai costi delle immobilizzazioni computate in tariffa hanno accertato una spesa effettiva per investimenti in linea con il fabbisogno pianificato per il biennio 2014-2015 nellambito della predisposizione tariffaria elaborata ai sensi della deliberazione 643/2013/R/IDR;
" lEnte di governo dellambito in oggetto ha esercitato, ai sensi del comma 9.2 dellAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR, la facoltà di valorizzare, ai fini della determinazione del vincolo ai ricavi del gestore, la componente newFNI , a titolo di anticipazione per il finanziamento dei nuovi investimenti ritenuti prioritari;
per la quantificazione della componente è stato proposto un valore del parametro È - nellambito del range (0,4-0,8) - pari a 0,8;
" il medesimo Ente di governo dellambito ha, altresì, specificato di avere esercitato la facoltà di applicare lammortamento finanziario, di cui ai commi 16.4 e 16.5 dellAllegato A della deliberazione 664/2015/R/IDR, ricorrendo dunque allutilizzo di vite utili dei cespiti più brevi rispetto a quelle regolatorie, in ragione dellentità degli investimenti programmati;
" nella Relazione di accompagnamento alla predisposizione tariffaria, il soggetto competente in parola ha precisato che le componenti di costo afferenti alle spese di funzionamento dellEnte dAmbito e ai costi di morosità sono state valorizzate nel rispetto dei limiti fissati, rispettivamente, dal comma 27.2 e 30.2 del MTI-2;
" relativamente alla valorizzazione della componente ERC, sono stati esplicitati come costi ambientali e della risorsa aggiornabili, ERCal, gli oneri afferenti ai canoni di derivazione/sottensione idrica;
" lEnte di governo dellambito in parola ha avanzato, ai sensi del comma 23.3 del MTI-2, istanza per il riconoscimento - con riferimento a ciascuna delle annualità per la quale è stata presentata la predisposizione tariffaria - di costi aggiuntivi OpexQC (riconducibili alladeguamento agli standard di qualità contrattuale del servizio definiti con deliberazione 655/2015/R/IDR se non già ricompresi nella Carta dei servizi); in particolare, il soggetto competente ha riconosciuto ammissibili le richieste in questione evidenziando la necessità di coprire gli oneri connessi allimplementazione dello sportello online e allacquisizione di personale tecnico per assicurare il rispetto degli standard afferenti agli allacciamenti, al pronto intervento, alla disattivazione della fornitura;
" nellambito della proposta tariffaria trasmessa, lERSI Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino) non ha prodotto la Carta dei servizi aggiornata sulla base delle disposizioni introdotte dal RQSII;
" al fine di contenere gli incrementi tariffari, lEnte di governo dellambito in oggetto ha esplicitato di aver proceduto, con riferimento a ciascuna annualità del periodo 10
2016-2019, alla determinazione della componente tariffaria FoNI in misura inferiore a quella ammessa al riconoscimento tariffario.


CONSIDERATO, INFINE, CHE:

" ai sensi dellarticolo 2, comma 17, della legge 481/95, le tariffe approvate dallAutorità si intendono come i prezzi massimi unitari dei servizi e che resta dunque ferma la facoltà per il soggetto competente di predisporre valori inferiori a quelli calcolati ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR e, in ogni caso, la facoltà di ciascun gestore di applicare agli utenti finali tariffe inferiori a quelle approvate in via definitiva dallAutorità, assicurandone la coerenza con gli obiettivi programmati;
" nelle more della definizione dei pendenti contenziosi di cui si è detto in precedenza riferiti a talune disposizioni delle deliberazioni 585/2012/R/IDR e 88/2013/R/IDR, e fatti salvi gli effetti che da questi deriveranno, lAutorità si riserva di determinare leventuale conguaglio finale, relativo alle annualità del primo periodo regolatorio, a seguito della definizione dei citati contenziosi.


RITENUTO CHE:

" sulla base dei dati, degli atti e delle informazioni inviate ai sensi della deliberazione 664/2015/R/IDR, per la gestione di cui allAllegato A: - non siano presenti le casistiche per la determinazione delle tariffe dufficio da parte dellAutorità, di cui al comma 7.8 della deliberazione 664/2015/R/IDR;
- non sussistano le condizioni di esclusione dallaggiornamento tariffario, di cui allarticolo 10 della medesima deliberazione, atteso che il gestore in parola ha in particolare: i) attestato di adempiere agli obblighi di verifica della qualità dellacqua destinata al consumo umano, ai sensi del d.lgs. 31/2001, nonché alle ulteriori disposizioni regionali dettate in materia; ii) fornito evidenza di aver provveduto al versamento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali della componente tariffaria perequativa UI1;
" per la richiamata gestione siano stati adempiuti gli obblighi di trasmissione, nelle forme previste, degli atti che compongono lo specifico schema regolatorio e delle informazioni inerenti le predisposizioni tariffarie per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, secondo quanto disposto dalla deliberazione 664/2015/R/IDR e dalle determine 2/2016 DSID e 3/2016 DSID;
" in esito alla valutazione delle proposte tariffarie trasmesse dallEnte di governo dellambito in oggetto, gli elaborati ricevuti (come aggiornati e integrati, da ultimo, in data 12 ottobre 2017) risultino coerenti, pur con le precisazioni e nei limiti sotto indicati, con le disposizioni dei provvedimenti sopra richiamati;
" sia opportuno assicurare il raggiungimento degli obiettivi prioritari derivanti dalla legislazione comunitaria ed interna individuati negli atti e documenti trasmessi dallEnte di governo dellambito;
11
" il piano economico-finanziario, nel quale risultano esplicitati i valori del moltiplicatore Ñ di cui allAllegato A, sia stato elaborato coerentemente con gli interventi programmati dallEnte di governo dellambito;
" nelle more di successive verifiche in ordine agli oneri effettivamente sostenuti dal gestore SASI S.p.a., per ladeguamento agli standard di qualità contrattuale del servizio definiti con deliberazione 655/2015/R/IDR e non già ricompresi nella Carta dei servizi, sia opportuno accogliere listanza per il riconoscimento della componente OpexQC presentata dallEnte di governo dellambito per il gestore in parola;
" la menzionata proposta tariffaria comunicata allAutorità appare adeguata al raggiungimento dei citati obiettivi e dei previsti livelli di qualità del servizio, garantendo altresì che la gestione dei servizi idrici avvenga in condizioni di efficienza e di equilibrio economico-finanziario.


RITENUTO, INFINE, CHE:

" sia necessario prevedere che lEnte di governo dellambito in parola provveda ad inviare allAutorità, entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, la Carta dei servizi come modificata, dintesa con il gestore SASI S.p.a. e le Associazioni dei consumatori operanti nel territorio, al fine di attestare il recepimento integrale delle prescrizioni in materia di qualità contrattuale recate dal RQSII di cui alla deliberazione 655/2015/R/IDR

DELIBERA


1. di concludere, con riferimento al periodo 2016-2019 considerato dal MTI-2, il procedimento di verifica degli atti che compongono lo specifico schema regolatorio, di cui allarticolo 6 della deliberazione 664/2015/R/IDR, proposto dallERSI Abruzzo (Sede Operativa Ambito Chietino), approvando il medesimo con le precisazioni e nei limiti di cui in premessa;
2. di approvare, quali valori massimi delle tariffe ai sensi dellarticolo 2, comma 17 della legge 481/95, con le precisazioni e nei limiti di cui in premessa, i valori del moltiplicatore Ñ di cui allAllegato A, per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, secondo quanto disposto dal comma 7.4 della deliberazione 664/2015/R/IDR;
3. di prevedere, ai sensi dellarticolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR, che i valori del moltiplicatore Ñ per le annualità 2018 e 2019 siano eventualmente rideterminati a seguito dellaggiornamento biennale disciplinato dal medesimo articolo, previa verifica del rispetto delle condizioni di ammissione allaggiornamento tariffario secondo quanto previsto dallarticolo 10 della deliberazione in parola;
4. di prevedere che lEnte di governo dellambito in parola provveda ad inviare allAutorità, entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, la Carta dei servizi come modificata, dintesa con il gestore SASI S.p.a. e le 12
Associazioni dei consumatori operanti nel territorio, al fine di attestare il recepimento integrale delle prescrizioni in materia di qualità contrattuale recate dal RQSII di cui alla deliberazione 655/2015/R/IDR;
5. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

19 ottobre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Avvio di procedimento per la definizione delle regole e delle procedure per l’aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato AEEGSI - Pubblicato 2017.10.20

Con il presente provvedimento l'Autorità avvia un procedimento per la definizione delle regole e delle procedure per l'aggiornamento biennale previsto dall'articolo 8 della deliberazione 664/2015/R/idr ai fini della rideterminazione delle tariffe del servizio idrico integrato per le annualità 2018 e 2019.



Testo Allegato

1
DELIBERAZIONE 19 OTTOBRE 2017
704/2017/R/IDR

AVVIO DI PROCEDIMENTO PER LA DEFINIZIONE DELLE REGOLE E DELLE PROCEDURE
PER LAGGIORNAMENTO BIENNALE DELLE PREDISPOSIZIONI TARIFFARIE DEL
SERVIZIO IDRICO INTEGRATO


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 19 ottobre 2017
VISTI:

" la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 (di seguito: direttiva 2000/60/CE);
" la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato Economico e Sociale COM(2000)477;
" la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale europeo e al Comitato delle Regioni COM(2012)672;
" la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni COM(2012)673;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481, come successivamente modificata ed integrata (di seguito: legge 481/95);
" il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (di seguito: d.lgs. 152/06) e, in particolare, la Parte Terza;
" il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, come convertito nella legge 12 luglio 2011, n. 106 (di seguito: decreto legge 70/11);
" il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, come convertito nella legge 22 dicembre 2011, n. 214 (di seguito: decreto legge 201/11) e, in particolare, larticolo 21;
" il decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, come convertito nella legge 11 novembre 2014, n. 164 (c.d. decreto Sblocca Italia) e, in particolare, larticolo 7;
" il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 (di seguito: d.P.C.M. 20 luglio 2012), recante Individuazione delle funzioni dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, ai sensi dell'articolo 21, comma 19 del decreto-legge del 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214;
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 28 dicembre 2012, 585/2012/R/IDR, recante Regolazione dei 2
servizi idrici: approvazione del metodo tariffario transitorio (MTT) per la determinazione delle tariffe negli anni 2012 e 2013;
" la deliberazione dellAutorità 28 febbraio 2013, 88/2013/R/IDR, recante Approvazione del metodo tariffario transitorio per le gestioni ex-CIPE (MTC) per la determinazione delle tariffe per gli anni 2012 e 2013 modifiche e integrazioni alla deliberazione 585/2012/R/IDR;
" la deliberazione dellAutorità 27 dicembre 2013, 643/2013/R/IDR, recante Approvazione del Metodo Tariffario Idrico e delle disposizioni di completamento (di seguito: deliberazione 643/2013/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2014, 649/2014/A, recante Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico;
" il documento per la consultazione 30 luglio 2015, 406/2015/R/IDR, recante Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2) Inquadramento generale e linee di intervento ;
" il documento per la consultazione 26 novembre 2015, 577/2015/R/IDR, recante Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2) orientamenti finali;
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 655/2015/R/IDR, recante Regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato (RQSII);
" la deliberazione dellAutorità 23 dicembre 2015, 656/2015/R/IDR, recante Convenzione tipo per la regolazione dei rapporti tra enti affidanti e gestori del servizio idrico integrato;
" la deliberazione dellAutorità del 28 dicembre 2015, 664/2015/R/IDR, recante Approvazione del metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio MTI-2 (di seguito: deliberazione 664/2015/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità 15 giugno 2017, 440/2017/R/IDR, recante Modalità di trasferimento da parte dei gestori degli importi dovuti alla contabilità speciale del Commissario unico di cui all'art. 2 del D.L. 243/2016 (di seguito: deliberazione 440/2017/R/IDR);
" il documento per la consultazione 22 giugno 2017, 470/2017/R/IDR, recante Bonus sociale idrico per la fornitura del servizio idrico integrato agli utenti domestici economicamente disagiati. Inquadramento generale e primi orientamenti (di seguito: documento per la consultazione 470/2017/R/IDR);
" il documento per la consultazione 27 luglio 2017, 562/2017/R/IDR, recante Regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato - RQTI. Inquadramento generale e linee di intervento (di seguito: documento per la consultazione 562/2017/R/IDR);
" la deliberazione dellAutorità del 28 settembre 2017, 665/2017/R/IDR avente ad oggetto lApprovazione del testo integrato corrispettivi servizi idrici (TICSI), recante i criteri di articolazione tariffaria applicata agli utenti (di seguito: deliberazione 665/2017/R/IDR).
3
CONSIDERATO CHE:

" la direttiva 2000/60/CE prevede, allart. 9, che Gli Stati membri tengono conto del principio del recupero dei costi dei servizi idrici, compresi i costi ambientali e relativi alle risorse, prendendo in considerazione l'analisi economica effettuata in base all'allegato III e, in particolare, secondo il principio «chi inquina paga»;
" la Comunicazione COM(2000)477 prevede che tra i costi che la tariffa per il servizio idrico deve integralmente coprire, secondo il principio del full cost recovery, vi sono: a) i costi finanziari dei servizi idrici, che comprendono gli oneri legati alla fornitura ed alla gestione dei servizi in questione. Essi comprendono tutti i costi operativi e di manutenzione e i costi di capitale (quota capitale e quota interessi); b) i costi ambientali, ovvero i costi legati ai danni che l'utilizzo stesso delle risorse idriche causa all'ambiente, agli ecosistemi ed a coloro che usano l'ambiente (ad esempio una riduzione della qualità ecologica degli ecosistemi acquatici o la salinizzazione e degradazione di terreni produttivi); c) i costi delle risorse, ovvero i costi delle mancate opportunità imposte ad altri utenti in conseguenza dello sfruttamento intensivo delle risorse al di là del loro livello di ripristino e ricambio naturale (ad esempio legati all'eccessiva estrazione di acque sotterranee);
" nella Comunicazione COM(2012)672, avente ad oggetto Relazione sul riesame della politica europea in materia di carenza idrica e di siccità, la Commissione rileva che l'attuazione di quanto prescritto dalla direttiva quadro sulle acque in merito al recupero dei costi e incentivi di prezzo è stata limitata (&). Anche dove si usi una definizione più ampia dei servizi idrici, il recupero dei relativi costi finanziari non costituisce ancora la norma in tutti gli Stati membri (&). Nella relazione si spiega che se le tariffe del settore sono fissate a un livello inferiore al recupero dei costi, il grado di sostituzione dei beni nei sistemi per l'acqua potabile può non essere sufficiente per ridurre le dispersioni a livelli accettabili e i fondi disponibili per il trattamento possono non essere sufficienti per conseguire gli obiettivi ambientali, evidenziando poi che l'efficienza sotto il profilo dei costi e l'analisi costi-benefici è stata di rado fruita dagli Stati membri per conferire priorità agli investimenti;
" la Commissione Europea, con la Comunicazione COM(2012)673, recante il Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee, dopo aver indicato tra gli obiettivi specifici del Piano la determinazione di prezzi delle acque che incentivino l'efficienza, fra le specifiche azioni per il relativo conseguimento propone di: - fare rispettare gli obblighi in materia di prezzi dell'acqua/di recupero dei costi previsti dalla direttiva quadro sulle acque, inclusa, se del caso, la misurazione del consumo, - fare dei prezzi dell'acqua/del recupero dei costi una condizione ex ante [per l'ottenimento dei finanziamenti europei per progetti] nel quadro dei Fondi di sviluppo rurale e di coesione. 4
CONSIDERATO CHE:

" larticolo 1, comma 1, della legge 481/95 prevede che lAutorità debba perseguire, nello svolgimento delle proprie funzioni, la finalità di garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, (...) nonché adeguati livelli di qualità nei servizi medesimi in condizioni di economicità e di redditività, assicurandone la fruibilità e la diffusione in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori (...);
" larticolo 21, commi 13 e 19, del decreto legge 201/11, ha trasferito allAutorità le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici, alluopo precisando che tali funzioni vengono esercitate con i medesimi poteri attribuiti allAutorità stessa dalla legge 14 novembre 1995, n. 481;
" larticolo 154, comma 4, del d.lgs. 152/06, come modificato dallarticolo 34, comma 29, del decreto legge 179/12, dispone che il soggetto competente, al fine della redazione del piano economico-finanziario di cui all'articolo 149, comma 1, lettera d), predispone la tariffa di base, nell'osservanza del metodo tariffario di cui all'articolo 10, comma 14, lettera d), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e la trasmette per l'approvazione all'Autorità per l'energia elettrica e il gas;
" larticolo 3, comma 1, del d.P.C.M. 20 luglio 2012, specificando le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici trasferite all'Autorità, precisa che essa: - definisce le componenti di costo - inclusi i costi finanziari degli investimenti e della gestione - per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono compresi i servizi di captazione e adduzione a usi multipli e i servizi di depurazione ad usi misti civili e industriali, per i vari settori di impiego (...) (lettera c);
- predispone e rivede periodicamente il metodo tariffario per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono (...), sulla base del riconoscimento dei costi efficienti di investimento e di esercizio sostenuti dai gestori (...) (lettera d);
- approva le tariffe del servizio idrico integrato, ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono (...), proposte dal soggetto competente sulla base del piano di ambito di cui all'art. 149 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 152, impartendo, a pena d'inefficacia prescrizioni (...)(lettera f).
CONSIDERATO, ALTRESÌ, CHE:

" con deliberazione 664/2015/R/IDR, lAutorità ha adottato il Metodo Tariffario Idrico (MTI-2) per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019;
5
" al comma 6.2 della deliberazione di cui al precedente alinea, lAutorità, nel fornire la definizione dello specifico schema regolatorio, enuclea linsieme degli atti - di seguito riportati - che i soggetti competenti individuati con legge regionale, responsabili della predisposizione della tariffa, sono chiamati ad aggiornare e a proporre allAutorità ai fini della relativa approvazione: a) il Programma degli Interventi (PdI), che specifica le criticità riscontrate sul relativo territorio, gli obiettivi che si intendono perseguire in risposta alle predette criticità, nonché la puntuale indicazione degli interventi per il periodo 2016-2019, riportando, per l'eventuale periodo residuo fino alla scadenza dell'affidamento, le informazioni necessarie al raggiungimento almeno dei livelli minimi di servizio, nonché al soddisfacimento della complessiva domanda dell'utenza, ai sensi di quanto previsto dell'art. 149, comma 3, del d.lgs.152/06;
b) il Piano Economico-Finanziario (PEF), che rileva limitatamente al Piano tariffario, al Conto economico e al Rendiconto finanziario, redatti in base all'Allegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR, e prevede con cadenza annuale per tutto il periodo di affidamento, l'andamento dei costi di gestione e di investimento, nonché la previsione annuale dei proventi da tariffa con esplicitati i connessi valori del moltiplicatore tariffario e del vincolo ai ricavi del gestore;
c) la convenzione di gestione, contenente le modifiche necessarie a recepire la disciplina introdotta per il secondo periodo regolatorio;
" al comma 7.1 della medesima deliberazione, nel disciplinare la procedura di approvazione delle tariffe per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, lAutorità dispone che: i) le stesse siano predisposte dai soggetti competenti anche sulla base dei dati - debitamente aggiornati - inviati nellambito dei procedimenti di raccolta dati disposti contestualmente alla deliberazione 643/2013/R/IDR; ii) gli Enti di governo dellambito validino le informazioni fornite dai gestori e le integrino o le modifichino secondo criteri funzionali al riconoscimento dei costi efficienti di investimento e di esercizio;
" il successivo comma 7.2, per quanto attiene allaggiornamento dei dati di cui al precedente alinea, prevede in particolare che: - per la determinazione delle tariffe 2016, i dati raccolti ai sensi della precedente regolazione tariffaria transitoria, vengano aggiornati con i dati di bilancio relativi allanno 2014 o, in mancanza, allultimo bilancio disponibile;
- per la determinazione delle tariffe per lanno 2017, 2018 e 2019, laggiornamento avvenga: i. in sede di prima approvazione, sulla base dei dati di bilancio o di preconsuntivo relativi allanno 2015 o, in mancanza, allultimo bilancio disponibile, salvo le componenti per le quali è esplicitamente ammesso un dato stimato;
6
ii. in sede di aggiornamento biennale di cui allarticolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR, le componenti saranno riallineate ai dati di bilancio dellanno (a-2).
CONSIDERATO, IN PARTICOLARE, CHE:

" lAutorità, nel richiamato articolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR, ha fornito prime disposizioni ai fini dellaggiornamento biennale della predisposizione tariffaria, stabilendo - al comma 8.1 - che, entro il 31 marzo 2018, lEnte di governo dellambito o altro soggetto competente: a) sulla base dei dati aggiornati ai sensi del citato comma 7.2, determina, con proprio atto deliberativo di approvazione, laggiornamento delle componenti a conguaglio e, con riferimento al calcolo dei costi delle immobilizzazioni, della RAB per il biennio 2018-2019;
b) contestualmente, determina con proprio atto deliberativo, il conseguente aggiornamento del vincolo ai ricavi del gestore e del moltiplicatore tariffario teta (Ñ) che ciascun gestore dovrà applicare in ciascun ambito tariffario per le singole annualità del biennio 2018-2019;
c) ai fini dellapprovazione da parte dellAutorità, trasmette: i. il Piano Economico-Finanziario, recante il vincolo ai ricavi del gestore e il moltiplicatore tariffario teta (Ñ) come risultanti dallaggiornamento delle componenti a conguaglio e della RAB per il biennio 2018-2019;
ii. una relazione di accompagnamento che ripercorra la metodologia applicata, iii. latto o gli atti deliberativi di determinazione dellaggiornamento delle componenti a conguaglio e della RAB, nonché del conseguente valore del vincolo ai ricavi del gestore e del moltiplicatore tariffario teta (Ñ);
iv. laggiornamento, ai sensi del menzionato comma 7.2, dei dati necessari richiesti;
" la medesima deliberazione 664/2015/R/IDR, al comma 8.3, prevede poi che ove il sopra citato termine del 31 marzo 2018 decorra inutilmente, il soggetto gestore trasmette allEnte di governo dellambito o altro soggetto competente istanza di aggiornamento delle componenti a conguaglio e della RAB ne dà comunicazione allAutorità.
CONSIDERATO, INOLTRE, CHE:

" ai fini dellaggiornamento delle predisposizioni tariffarie, larticolo 12 e il comma 25.1 dellAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR, rinviano a successive determinazioni da parte dellAutorità la quantificazione, rispettivamente, dei seguenti parametri: - i tassi di inflazione per laggiornamento dei costi operativi;
7
- i deflatori degli investimenti fissi lordi;
- il costo medio di settore della fornitura elettrica sostenuto nellanno (a-2) per la definizione dei costi dellenergia elettrica riconosciuti.


CONSIDERATO, INFINE, CHE:

" l'Autorità, con la deliberazione 440/2017/R/IDR - nel definire le procedure con cui i gestori interessati trasferiranno alla contabilità speciale del Commissario unico gli importi destinati alla realizzazione degli interventi (per la parte coperta da tariffa) funzionali a garantire l'adeguamento alle sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell'Unione Europea in materia di collettamento, fognatura e depurazione - ha previsto che, nellambito dellaggiornamento biennale della predisposizione tariffaria ai sensi dellarticolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR, gli Enti di governo dell'ambito o gli altri soggetti competenti, con procedura partecipata dal gestore, trasmettano allAutorità (secondo le modalità che varranno definite con successivo provvedimento): - le informazioni, di cui al comma 2.1 della deliberazione 440/2017/R/IDR, necessarie ai fini di una coerente individuazione delle risorse da trasferire al Commissario unico;
- una relazione recante, per ciascuna annualità, il dettaglio delle eventuali risorse previste dalla regolazione destinate alla contabilità speciale del Commissario unico, attestando, contestualmente, il mantenimento dellequilibrio economico finanziario delle gestioni interessate;
" i valori del moltiplicatore Ñ - come eventualmente rideterminati a seguito dellaggiornamento biennale di cui al citato articolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR - verranno, peraltro, tenuti in considerazione dal soggetto competente anche nellambito delle attività volte ad accertare il rispetto dei vincoli fissati al Titolo 5 del TICSI (di cui allAllegato A alla deliberazione 665/2017/R/IDR), per la disciplina degli effetti, sui ricavi del gestore, della riforma dei corrispettivi recata dal provvedimento da ultimo citato;
" come precisato nelle premesse del documento per la consultazione 470/2017/R/IDR in materia di bonus sociale idrico per la fornitura del servizio idrico integrato agli utenti domestici economicamente disagiati, la normativa di riferimento (d.P.C.M. 13 ottobre 2016) espressamente prevede che l'Autorità (&), nel disciplinare il bonus acqua, dovrà garantire mediante il metodo tariffario e la relativa articolazione tariffaria, il recupero dei costi efficienti del servizio e degli investimenti, lequilibrio economico finanziario della gestione e la tutela degli utenti;
" come preannunciato nel documento per la consultazione 562/2017/R/IDR, specifici orientamenti verranno prospettati dallAutorità con riferimento alle modalità per la valutazione degli eventuali maggiori oneri relativi allapplicazione progressiva della regolazione della qualità tecnica nellambito della definizione degli specifici schemi regolatori, esplicitando le regole per il riconoscimento in tariffa degli eventuali costi aggiuntivi per ladeguamento ai 8
nuovi standard, unitamente alla definizione delle modalità di accesso a fattori premiali o di applicazione di penalità.
RITENUTO CHE:

" sia necessario avviare un procedimento volto alla definizione delle regole e delle procedure per laggiornamento biennale, previsto dallarticolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR, ai fini della rideterminazione delle tariffe del servizio idrico integrato per le annualità 2018 e 2019;
" sia in particolare opportuno provvedere, nellambito del procedimento in parola, a: - dettagliare le modalità per laggiornamento di talune componenti di costo ammesse al riconoscimento tariffario, anche quantificando - ai fini delle determinazioni tariffarie per il menzionato biennio 2018-2019 - i parametri di cui allarticolo 12 (tassi di inflazione e deflatori) e al comma 25.1 (costo medio di settore della fornitura elettrica) dellAllegato A alla deliberazione 664/2015/R/IDR;
- esplicitare il riordino delle componenti tariffarie a copertura degli oneri connessi alla tutela delle utenze domestiche in documentato stato di disagio economico;
- esplicitare le procedure per laggiornamento degli atti che compongono lo specifico schema regolatorio, anche tenendo conto degli standard di qualità tecnica che verranno progressivamente introdotti a partire dal 2018;
- definire le modalità per la trasmissione allAutorità dei dati e delle informazioni necessarie ai fini di una coerente individuazione delle risorse da trasferire al Commissario unico per la realizzazione di interventi in fognatura e depurazione, sulla base delle procedure stabilite con la deliberazione 440/2017/R/IDR

DELIBERA


1. di avviare un procedimento per la definizione delle regole e delle procedure per laggiornamento biennale, previsto dallarticolo 8 della deliberazione 664/2015/R/IDR, ai fini della rideterminazione delle tariffe del servizio idrico integrato, per le annualità 2018 e 2019;
2. di individuare il responsabile del procedimento nel Direttore della Direzione Sistemi Idrici (DSID), conferendo, al medesimo, mandato per l'acquisizione di tutti i dati, le informazioni e gli elementi di valutazione utili per la predisposizione di uno o più documenti di consultazione in relazione alla tematica di cui al punto precedente, nonché per lo svolgimento degli approfondimenti ritenuti necessari in relazione alle esigenze di conduzione e 9
sviluppo del procedimento, anche convocando eventuali incontri tecnici e focus group;
3. di prevedere che il presente procedimento si concluda entro il termine del 31 dicembre 2017;
4. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

19 ottobre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni


Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione della proposta di definizione dei diritti di trasmissione di lungo termine (LTTR) per la regione per il calcolo della capacità (CCR) Greece - Italy, ai sensi dell’articolo 31 del Regolamento (UE) 2016/1719 (FCA), come risultante dal voto unanime espresso da tutte le autorità di regolazione della regione Greece - Italy all’interno dell’Energy Regulators’ Regional Forum AEEGSI - Pubblicato 2017.10.20

Con questo provvedimento l'Autorità, in coordinamento con l'Autorità di regolazione greca approva la proposta dei TSO della regione per il calcolo della capacità Grecia-Italia in materia di diritti di trasmissione di lungo termine ai sensi del Regolamento 2016/1719 (Forward Capacity Allocation - FCA).



Testo Allegato

1

DELIBERAZIONE 19 OTTOBRE 2017
703/2017/R/EEL

APPROVAZIONE DELLA PROPOSTA DI DEFINIZIONE DEI DIRITTI DI TRASMISSIONE DI
LUNGO TERMINE (LTTR) PER LA REGIONE PER IL CALCOLO DELLA CAPACITÀ (CCR)
GREECE - ITALY, AI SENSI DELLARTICOLO 31 DEL REGOLAMENTO (UE) 2016/1719
(FCA), COME RISULTANTE DAL VOTO UNANIME ESPRESSO DA TUTTE LE AUTORITÀ DI
REGOLAZIONE DELLA REGIONE GREECE - ITALY ALLINTERNO DELLENERGY
REGULATORS REGIONAL FORUM


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 19 ottobre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009;
" il regolamento (CE) 713/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (di seguito: regolamento 713/2009), che istituisce unAgenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dellenergia (di seguito: ACER);
" il regolamento (CE) 714/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (di seguito: regolamento 714/2009);
" il regolamento (UE) 2015/1222 della Commissione del 24 luglio 2015 (di seguito: regolamento CACM);
" il regolamento (UE) 2016/1719 della Commissione del 26 settembre 2016 (di seguito: regolamento FCA);
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e successive modifiche e integrazioni;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93 (di seguito: decreto legislativo 93/11);
" la legge 29 luglio 2015, n. 115, e in particolare lart. 26, (di seguito: legge 115/15);
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: lAutorità) del 12 maggio 2017, 333/2017/R/eel (di seguito: deliberazione 333/2017/R/eel);
" la decisione ACER 06-2016 del 17 novembre 2016 recante la definizione delle Regioni per il Calcolo della Capacità - Capacity Calculation Regions (di seguito: CCR) con cui viene in particolare identificata la regione Greece - Italy cui appartengono il confine tra Italia Zona Brindisi e Grecia e i confini fra le zone dofferta interni al territorio italiano;
" il documento per la consultazione dellAutorità 3 marzo 2017, 110/2017/R/eel (di seguito: documento per la consultazione 110/2017/R/eel);
2

" il documento CCR Greece - Italy Energy Regulators Regional Forum - Rules of Procedure (di seguito: Rules of Procedure GIERRF) con cui si è istituita, su base volontaria, la piattaforma Greece - Italy Energy Regulators Regional Forum (di seguito: GIERRF) ove i rappresentanti legali di tutte le Autorità di regolazione appartenenti alla Regione Greece - Italy, o i loro delegati, esprimono ufficialmente lintenzione di adottare, tramite successive decisioni formali, i termini e condizioni o le metodologie, secondo quanto previsto dallarticolo 4(7) del regolamento FCA;
" il documento recante Greece - Italy TSOs proposal for design of long-term transmission rights in accordance with Article 31 of Commission Regulation (EU) 2016/1719 of 26 September 2016 establishing a Guideline on Forward Capacity Allocation dell11 aprile 2017 (di seguito: Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy) inviato dalla società Terna S.p.a. (di seguito: Terna) in data 14 aprile 2017, prot. Autorità 17081 dell11 maggio 2017 (di seguito: comunicazione 14 aprile 2017);
" la comunicazione GIERRF electronic procedure on the proposals agreed at WG level - Outcome (di seguito: comunicazione GIERRF) del 12 ottobre 2017 (prot. Autorità 33304 del 12 ottobre 2017);
" il documento GIERRF Approval by Greece - Italy Regulatory Authorities agreed at the Greece - Italy Energy Regulators Regional Forum of Greece - Italy TSOs proposal for design of long-term transmission rights dell11 ottobre 2017, allegato alla comunicazione GIERRF.
CONSIDERATO CHE:

" il decreto legislativo 93/11, come modificato e integrato dalla legge 115/15, prevede che lAutorità individui le modalità e le condizioni delle importazioni e delle esportazioni di energia elettrica per mezzo della rete di trasmissione nazionale, tenendo conto degli indirizzi adottati dal Ministro dello sviluppo economico limitatamente agli impegni sull'utilizzo della capacità di transito di energia elettrica derivanti da atti e da accordi internazionali nonché da progetti comuni definiti con altri Stati;
" larticolo 31(3) del regolamento FCA prevede che, entro sei mesi dallentrata in vigore del regolamento stesso (avvenuta il 17 ottobre 2016), tutti i TSO appartenenti a ciascuna CCR elaborino una proposta comune relativa alla definizione dei diritti di trasmissione di lungo termine (di seguito: Proposte per i LTTR); ai sensi dellarticolo 31(4) del regolamento FCA tale proposta deve contenere almeno: ­ lelenco dei confini di zone dofferta oggetto di allocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine;
­ la tipologia dei diritti di trasmissione proposti, a scelta, ai sensi dellarticolo 31(1) del regolamento FCA, fra diritti fisici (Physical Transmission Rights di seguito: PTR), diritti finanziari (Financial Transmission Rights di seguito: FTR) in forma di opzione e diritti finanziari in forma di obbligazione;
3

­ gli orizzonti temporali per i quali è prevista lallocazione; ai sensi dellarticolo 31(2) devono essere previsti almeno gli orizzonti temporali annuale e mensile;
­ la forma del prodotto (base load, peak load, off-peak load);
" larticolo 4(7) lettera c), del regolamento FCA prevede che le Proposte di LTTR siano sottoposte allapprovazione di tutte le Autorità di regolazione, coinvolte nella CCR cui dette proposte si riferiscono;
" larticolo 4(9) del regolamento FCA prevede che le Autorità di regolazione adottino le decisioni concernenti i termini e le condizioni o le metodologie presentati entro sei mesi dal ricevimento degli stessi o, se del caso, dal ricevimento da parte dellultima autorità di regolazione interessata;
" larticolo 4(10) del regolamento FCA prevede che, qualora le Autorità di regolazione non siano state in grado di pervenire ad un accordo entro i termini di cui allarticolo 4(9), oppure su esplicita richiesta delle Autorità di regolazione stesse, entro sei mesi ACER adotta una decisione relativa alle proposte di termini e condizioni o metodologie presentate, conformemente allarticolo 8(1) del regolamento (CE) 713/2009;
" la procedura che le Autorità di regolazione della CCR Greece - Italy hanno adottato per lapprovazione delle proposte ai sensi dellarticolo 4(7) del Regolamento FCA prevede che la decisione di approvazione o di richiesta di emendamento sia presa su base volontaria allunanimità allinterno di GIERRF, conformemente alle regole contenute nel documento Rules of Procedure GIERRF.
CONSIDERATO CHE:

" la Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy è stata trasmessa da Terna allAutorità con la comunicazione 14 aprile 2017;
" la Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy: ­ prevede lallocazione di PTR sottoposti alla regola Use It Or Sell It (UIOSI);
­ prevede lallocazione di tali diritti su base annuale o mensile;
­ prevede lallocazione di diritti di tipo base load che possono includere periodi di riduzione;
­ si applica esclusivamente al confine fra Italia Zona Brindisi e Grecia;
" la data di ricevimento della Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy da parte dell'ultima Autorità di regolazione interessata, ai sensi dellarticolo 4(9) del Regolamento FCA, è il 14 aprile 2017;
" il termine di sei mesi previsto dallarticolo 4(9) del Regolamento FCA entro il quale approvare o richiedere una modifica alla Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy risulta pertanto essere il 14 ottobre 2017;
" l11 ottobre 2017, tramite votazione elettronica, GIERRF allunanimità ha approvato la Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy e ha conseguentemente escluso il ricorso in materia ad una decisione da parte di ACER, ai sensi dellarticolo 4(10) del regolamento FCA;
4

" con la comunicazione GIERRF lesito della votazione elettronica è stato reso noto a tutte le Autorità di regolazione interessate.



CONSIDERATO, INFINE, CHE:

" larticolo 30(1) del regolamento FCA prevede che tutti i TSO rendano disponibili diritti di trasmissione di lungo termine su ciascun confine fra zone dofferta a meno che le competenti autorità di regolazione non abbiano congiuntamente deciso diversamente;
" per quanto riguarda i confini dofferta interni al territorio italiano, lAutorità con la deliberazione 333/2017/R/eel: ­ ha chiesto a Terna di non emettere diritti di trasmissione di lungo termine nelle tipologie PTR, FTR opzione e FTR obbligazione previste dal regolamento FCA, motivandone le ragioni anche in esito al processo di cui al documento per la consultazione 110/2017/R/eel;
­ ha ritenuto necessario mantenere, invece, in vigore gli strumenti di copertura correnti (CCP e CCC) in coerenza con quanto previsto dallarticolo 30(5), lettera b), del regolamento FCA.
RITENUTO CHE:

" la proposta dei TSO della CCR Greece - Italy di prevedere dei periodi di riduzione sui PTR base load consenta di incrementare in via generale lammontare dei diritti di trasmissione di lungo termine offerti su base annuale; e che, in alternativa, si dovrebbe contenere detto ammontare per tenere conto dellimpatto che le manutenzioni programmate sulla rete di trasmissione hanno sulla capacità disponibile sullinterconnessione;
" la scelta di emettere diritti di tipo PTR ai sensi del regolamento FCA solamente sul confine fra Italia Zona Brindisi e Grecia sia coerente con la decisione adottata dallAutorità con la deliberazione 333/2017/R/eel relativamente ai confini fra zone dofferta interni al territorio italiano;
" sia, pertanto, opportuno approvare la Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy, ai sensi dellarticolo 4(9) del regolamento FCA, conformemente alla decisione unanime assunta in sede GIERRF il 12 ottobre 2017 di cui alla comunicazione GIERRF


DELIBERA


1. di approvare la Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy, allegata al presente provvedimento (Allegato A), di cui costituisce parte integrante e sostanziale;
5

2. di richiedere a Terna di pubblicare, sul proprio sito internet, la Proposta di LTTR per la CCR Greece - Italy;
3. di trasmettere copia del presente provvedimento a Terna, al Ministro dello Sviluppo Economico e ad ACER;
4. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

19 ottobre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione dell’Allegato regionale alle regole armonizzate di allocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine (HAR) per la regione per il calcolo della capacità (CCR) Greece Italy, ai sensi dell’articolo 52 del Regolamento (UE) 2016/1719 (FCA), come risultante dal voto unanime espresso da tutte le autorità di regolazione della regione Greece Italy all’interno dell’Energy Regulators’ Regional Forum AEEGSI - Pubblicato 2017.10.20

Con questo provvedimento l'Autorità, in coordinamento con l'Autorità di regolazione greca approva la proposta dei TSO della regione per il calcolo della capacità Grecia-Italia per l'allegato regionale alle Harmonised Auction rules europee in materia di diritti di trasmissione di lungo termine ai sensi del Regolamento 2016/1719 (Forward Capacity Allocation - FCA).



Testo Allegato

1

DELIBERAZIONE 19 OTTOBRE 2017
702/2017/R/EEL

APPROVAZIONE DELLALLEGATO REGIONALE ALLE REGOLE ARMONIZZATE DI
ALLOCAZIONE DEI DIRITTI DI TRASMISSIONE DI LUNGO TERMINE (HAR) PER LA
REGIONE PER IL CALCOLO DELLA CAPACITÀ (CCR) GREECE ITALY, AI SENSI
DELLARTICOLO 52 DEL REGOLAMENTO (UE) 2016/1719 (FCA), COME RISULTANTE
DAL VOTO UNANIME ESPRESSO DA TUTTE LE AUTORITÀ DI REGOLAZIONE DELLA
REGIONE GREECE ITALY ALLINTERNO DELLENERGY REGULATORS REGIONAL
FORUM


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 19 ottobre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009;
" il regolamento (CE) 713/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (di seguito: regolamento 713/2009), che istituisce unAgenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dellenergia (di seguito: ACER);
" il regolamento (CE) 714/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (di seguito: regolamento 714/2009);
" il regolamento (UE) 2016/1719 della Commissione del 26 settembre 2016 (di seguito: regolamento FCA);
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e successive modifiche e integrazioni;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93 (di seguito: decreto legislativo 93/11);
" la legge 29 luglio 2015, n. 115, e in particolare lart. 26, (di seguito: legge 115/15);
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: lAutorità) 14 ottobre 2015, 483/2015/R/eel (di seguito: deliberazione 483/2015/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 29 settembre 2016, 530/2016/R/eel (di seguito: deliberazione 530/2016/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 15 giugno 2017, 437/2017/R/eel (di seguito: deliberazione 437/2017/R/eel);
" la decisione ACER 06-2016 del 17 novembre 2016 recante la definizione delle Regioni per il Calcolo della Capacità - Capacity Calculation Regions (di seguito: CCR) con cui viene in particolare identificata la regione Greece - Italy cui 2

appartengono il confine tra Italia Zona Brindisi e Grecia e i confini fra le zone dofferta interni al territorio italiano;
" la decisione ACER 03-2017 del 2 ottobre 2017 (di seguito: decisione 03-2017) recante lapprovazione delle regole armonizzate di allocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine;
" il documento per la consultazione dellAutorità 21 maggio 2015, 239/2015/R/eel (di seguito: documento per la consultazione 239/2015/R/eel);
" la lettera del Direttore del Dipartimento Regolazione dellAutorità ai gestori della rete di trasmissione operanti sui confini italiani del 17 luglio 2015 (prot. Autorità 26731 del 15 settembre 2015, nel seguito: lettera 17 luglio 2015);
" il documento dellEnergy Regulators Forum (di seguito: ERF), recante ERF Rules of Procedure del 15 marzo 2016, con cui si è istituita, su base volontaria, una piattaforma ove i rappresentanti legali o loro delegati di tutte le Autorità di regolazione europee esprimono formalmente lintenzione di adottare, tramite successive decisioni formali i termini e condizioni o le metodologie, secondo quanto previsto dallarticolo 4(6) del regolamento FCA;
" il documento CCR Greece - Italy Energy Regulators Regional Forum - Rules of Procedure (di seguito: Rules of Procedure GIERRF) con cui si è istituita, su base volontaria, la piattaforma Greece - Italy Energy Regulators Regional Forum (di seguito: GIERRF) ove i rappresentanti legali di tutte le Autorità di regolazione appartenenti alla Regione Greece - Italy, o i loro delegati, esprimono ufficialmente lintenzione di adottare, tramite successive decisioni formali, i termini e condizioni o le metodologie, secondo quanto previsto dallarticolo 4(7) del regolamento FCA;
" il documento recante All TSOs proposal for harmonised allocation rules for long- term transmission rights in accordance with Article 51 of Commission Regulation (EU) 2016/1719 of 26 September 2016 establishing a Guideline on Forward Capacity Allocation del 10 aprile 2017 (di seguito: Proposta di HAR) inviato dalla società Terna S.p.a. (di seguito: Terna) in data 14 aprile 2017, prot. Autorità 17079 del 11 maggio 2017 (di seguito: comunicazione 14 aprile 2017);
" il documento recante: Regional Specific Annex for CCR Greece - Italy to the harmonised allocation rules for long-term transmission rights in accordance with Article 52 of Commission Regulation (EU) 2016/1719 of 26 September 2016 establishing a Guideline on Forward Capacity Allocation (di seguito: Allegato regionale alle HAR per la CCR Greece - Italy) allegato alla Proposta di HAR;
" la comunicazione ERF Outcome of the ERF electronic procedure regarding the HAR referral to ACER del 17 agosto 2017 alle Autorità di regolazione europee, prot. Autorità 27180 del 18 agosto 2017 (di seguito: comunicazione ERF agosto 2017);
" la lettera del Presidente di ERF allegata alla comunicazione ERF agosto 2017, inviata in data 17 agosto 2017 allACER e alla Commissione Europea, con cui si comunica la decisione espressa allunanimità da parte di tutte le Autorità di regolazione di richiedere ad ACER di decidere in merito alla Proposta di HAR ai sensi dellarticolo 4(10) del Regolamento FCA (di seguito: lettera ERF agosto 2017);
3

" la comunicazione GIERRF electronic procedure on the proposals agreed at WG level - Outcome (di seguito: comunicazione GIERRF) del 12 ottobre 2017 (prot. Autorità 33304 del 12 ottobre 2017);
" il documento GIERRF Approval by Greece - Italy Regulatory Authorities agreed at the Greece - Italy Energy Regulators Regional Forum of Greece - Italy TSOs proposal for Regional Specific Annex for CCR Greece - Italy to the harmonised allocation rules for long-term transmission rights dell11 ottobre 2017, allegato alla comunicazione GIERRF.
CONSIDERATO CHE

" il decreto legislativo 93/11, come modificato e integrato dalla legge 115/15, prevede che lAutorità individui le modalità e le condizioni delle importazioni e delle esportazioni di energia elettrica per mezzo della rete di trasmissione nazionale, tenendo conto degli indirizzi adottati dal Ministro dello sviluppo economico limitatamente agli impegni sull'utilizzo della capacità di transito di energia elettrica derivanti da atti e da accordi internazionali nonché da progetti comuni definiti con altri Stati;
" per gli anni 2016 e 2017, ENTSOE si è fatto promotore delliniziativa di implementazione anticipata e volontaria del regolamento FCA, nelle versioni del 2 aprile 2014 per lanno 2016 e del 30 ottobre 2015 per lanno 2017, con particolare riferimento allallocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine a livello europeo;
" in tale contesto ENTSOE ha predisposto e consultato le regole armonizzate di allocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine valevoli per lanno 2016 recanti anche disposizioni sui regimi di firmness da applicare in caso di riduzione dei diritti di trasmissione per esigenze di sicurezza operativa; in particolare si prevedeva: ­ per i confini fra zone dofferta su cui risultava già implementato il market coupling ladozione, su base volontaria, di un meccanismo di compensazione basato sul differenziale di prezzo dei mercati del giorno prima (di seguito: market spread) con tetto massimo mensile superando la regola previgente che prevedeva la restituzione del prezzo dasta originariamente pagato dagli operatori;
­ la possibilità di prevedere regole specifiche per tutti gli altri confini;
" lAutorità, in aggiunta alla consultazione condotta da ENTSOE, con il documento per la consultazione 239/2015/R/eel, ha illustrato i propri orientamenti in materia di regime di firmness e pubblicato uno studio redatto dai TSO operanti sui confini italiani che evidenziava come il passaggio ad un regime di compensazione a market spread comportasse, in generale, un aumento dei costi di firmness a carico dei TSO (e, in ultima istanza, del sistema elettrico);
" tenuto conto degli esiti della sopracitata consultazione, con la lettera 17 luglio 2015 sono state inviate ai TSO operanti sui confini italiani delle indicazioni, concordate con le altre autorità di regolazione interessate, in merito ai regimi di firmness da 4

implementare con riferimento allanno 2016; in particolare per il confine Italia Zona Brindisi e Grecia sarebbe rimasto in essere un meccanismo di compensazione basato sul prezzo iniziale dasta (scenario a) del precedente alinea) in quanto su tale confine non era stato ancora implementato il market coupling;
" le regole di allocazione armonizzate per lanno 2016, recante anche le specificità regionali in materia di firmness coerenti con le indicazioni di cui alla lettera del 17 luglio 2015, sono state verificate e positivamente approvate dallAutorità con la deliberazione 483/2015/R/eel;
" su richiesta di ACER ad ENTSOE e in linea con limplementazione volontaria ed anticipata delle previsioni in materia di firmness previste dal regolamento FCA nella sua versione del 30 ottobre 2015, le regole armonizzate di allocazione dei diritti di trasmissione per lanno 2017 predisposte e consultate da ENTSOE prevedevano: - ladozione per i confini fra zone dofferta su cui risultava già implementato il market coupling, di un meccanismo di compensazione basato sul differenziale di prezzo dei mercati del giorno prima con un tetto massimo annuale (e non più mensile);
- la possibilità di prevedere regole specifiche per gli altri confini;
" lAutorità con la deliberazione 530/2016/R/eel ha positivamente verificato e approvato le regole armonizzate di allocazione per lanno 2017, ratificando, in particolare, il mantenimento in essere di un regime di compensazione a prezzo iniziale di asta sul confine con la Grecia per il quale continuava a non essere ancora implementato il market coupling.
CONSIDERATO CHE:

" in data 17 ottobre 2016 è entrato in vigore il regolamento FCA che allarticolo 51 prevede che, entro sei mesi dallentrata in vigore del regolamento stesso, tutti i TSO elaborino una proposta comune relativa alle regole armonizzate di allocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine (Proposta di HAR); tali regole possono contenere delle specificità regionali o relative a un singolo confine di zona dofferta se introdotte dai TSO appartenenti ad una medesima CCR (di seguito: Allegati regionali alle HAR);
" larticolo 52(3) del regolamento FCA chiarisce che le specificità regionali o relative ad un singolo confine di zona dofferta possano riguardare in particolare, ma non limitatamente: - la tipologia dei diritti di trasmissione allocati su ciascun confine zonale in linea;
- il regime di remunerazione previsto per i diritti di trasmissione allocati su ciascun confine zonale;
- limplementazione di procedure di fallback alternative a quelle armonizzate a livello europeo;
- lapplicazione di un tetto massimo di compensazione su ciascun confine e le relative regole di compensazione da applicare in caso di riduzione dei diritti di trasmissione a lungo termine per esigenze di sicurezza operativa;
5

" larticolo 4(6), lettera d), del regolamento FCA prevede che la Proposta di HAR sia sottoposta allapprovazione di tutte le Autorità di regolazione a livello europeo;
" larticolo 4(7) lettera e), del regolamento FCA prevede che gli Allegati regionali alle HAR siano sottoposti allapprovazione di tutte le Autorità di regolazione, coinvolte nella CCR cui dette proposte si riferiscono;
" larticolo 4(9) del regolamento FCA prevede che le Autorità di regolazione adottino le decisioni concernenti i termini e le condizioni o le metodologie presentati entro sei mesi dal ricevimento degli stessi o, se del caso, dal ricevimento da parte dellultima autorità di regolazione interessata;
" larticolo 4(10) del regolamento FCA prevede che, qualora le Autorità di regolazione non siano state in grado di pervenire ad un accordo entro i termini di cui allarticolo 4(9), oppure su esplicita richiesta delle Autorità di regolazione stesse, entro sei mesi ACER adotta una decisione relativa alle proposte di termini e condizioni o metodologie presentate, conformemente allarticolo 8(1) del regolamento (CE) 713/2009;
" la procedura che le Autorità di regolazione hanno adottato per lapprovazione delle proposte ai sensi dellarticolo 4(6) del regolamento FCA, prevede che la decisione di approvazione sia presa su base volontaria allunanimità allinterno dellERF, conformemente alle regole contenute nel documento ERF Rules of Procedure;
" la procedura che le Autorità di regolazione della CCR Greece - Italy hanno adottato per lapprovazione delle proposte ai sensi dellarticolo 4(7) del Regolamento FCA, prevede che la decisione di approvazione o di richiesta di emendamento sia presa su base volontaria allunanimità allinterno del GIERRF, conformemente alle regole contenute nel documento Rules of Procedure GIERRF.
CONSIDERATO, ALTRESÌ, CHE:

" la Proposta di HAR è stata trasmessa da Terna allAutorità con la comunicazione 14 aprile 2017, unitamente allAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece - Italy;
" la Proposta di HAR - definisce le regole armonizzate di allocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine da applicare su tutti i confini fra zone dofferta per i quali tali diritti saranno allocati prevedendo, in linea generale, una compensazione a market spread in caso di riduzione dei diritti di trasmissione di lungo termine per esigenze di sicurezza operativa;
- definisce i requisiti minimi per le garanzie finanziarie che i partecipanti allasta dovranno presentare a garanzia delle partite economiche risultanti a loro carico: in particolare sono accettate garanzie emesse da istituti aventi un rating minimo di pari a BBB+ (Standard and Poors and Fitch) o Baa1 (Moodys); tale rating minimo potrà essere rivisto al ribasso direttamente dal soggetto responsabile della piattaforma di allocazione dei diritti di trasmissione in caso di massive downgrade degli istituti finanziari a livello europeo;
6

- prevede lentrata in vigore delle regole armonizzate a partire dalla prima asta di allocazione successive allapprovazione delle regole stesse in sostituzione delle regole attualmente in vigore;
" con la lettera ERF agosto 2017 il presidente di ERF ha comunicato ad ACER laccordo raggiunto dalle autorità di regolazione di chiedere ad ACER stessa di assumere una decisione in merito alla Proposta di HAR, evidenziando come: - le autorità di regolazione non erano state in grado di raggiungere un accordo unanime in merito alle previsioni della Proposta di HAR sul rating richiesto alle istituzioni finanziarie per lemissione delle fideiussioni a garanzia delle partite economiche a carico degli operatori di mercato risultanti dallallocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine;
- in particolare la proposta presentata dai TSO, basata su un rating di default con possibilità di riduzione disposta direttamente dal soggetto responsabile della piattaforma di allocazione dei diritti di trasmissione, era stata avversata da almeno unautorità di regolazione;
- eventuali proposte alternative (quali ad esempio un default rating senza possibilità di riduzione o leliminazione dalle regole armonizzate di qualsivoglia riferimento al rating, il cui livello sarebbe stato conseguentemente fissato da ciascun TSO) erano state osteggiate da almeno tre autorità di regolazione: " con la decisione 03-2017 ACER ha approvato la Proposta di HAR ai sensi dellarticolo 4(10) del regolamento FCA, confermando le regole proposte dai TSO anche con riferimento al rating richiesto alle istituzioni finanziarie; le regole così approvate troveranno applicazione a partire dalle aste di allocazione dei diritti di trasmissione relativi allanno 2018 (in quanto le prime ad essere svolte successivamente alladozione delle regole stesse).
CONSIDERATO, INFINE, CHE:

" larticolo 53(1) del regolamento FCA prevede che i diritti di trasmissione di lungo termine possano essere ridotti per esigenze di sicurezza operativa solamente prima della Day Ahead Firmness Deadline (di seguito: DAFD); decorso tale termine sono ammesse riduzioni solo per situazioni di emergenza o per cause di forza maggiore;
" larticolo 53(2) del regolamento FCA prevede una compensazione a market spread in caso di riduzione dei diritti di trasmissione di lungo termine per esigenze di sicurezza operativa; è possibile prevedere un tetto massimo alle compensazioni ai sensi dellarticolo 54 del regolamento FCA, pari, per ciascun confine fra zone dofferta, alla rendita di congestione complessivamente raccolta su base annuale (o mensile in caso di interconnettori in corrente continua);
" la DAFD è posta unora prima della chiusura del mercato del giorno prima, come da proposta redatta da tutti i TSO europei e specificatamente approvata dallAutorità con la deliberazione 437/2017/R/eel, coerentemente con laccordo unanime raggiunto dalle autorità di regolazione in sede ERF;
7

" lAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece - Italy contiene le regole di compensazione applicabili ai confini tra Italia Zona Brindisi e Grecia; nello specifico: - i diritti di trasmissione di lungo termine possono essere ridotti per esigenze di sicurezza operativa solamente prima del termine previsto per la relative nomina (al momento antecedente alla DAFD); decorso tale termine sono ammesse solamente riduzioni in condizioni di emergenza o per causa di forza maggiore;
- è prevista una compensazione basata sul prezzo iniziale dellasta;
- le riduzioni per esigenze di sicurezza operativa sono limitate a 45 giorni equivalenti allanno; superato tale limite i diritti di trasmissione di lungo termine possono comunque essere nominati e gli eventuali costi di redispacciamento sono interamente a carico del sistema elettrico;
" la data di ricevimento dellAllegato regionale alle HAR per la CCR Italy North da parte dell'ultima Autorità di regolazione interessata, ai sensi dellarticolo 4(9) del Regolamento FCA, è il 14 aprile 2017;
" la scadenza dei sei mesi previsto dallarticolo 4(9) del Regolamento FCA entro il quale approvare o richiedere una modifica allAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece Italy risulta pertanto essere il 14 ottobre 2017;
" il 13 ottobre 2017, tramite votazione elettronica, il GIERRF allunanimità ha approvato lAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece - Italy e ha conseguentemente escluso il ricorso in materia ad una decisione da parte di ACER, ai sensi dellarticolo 4(10) del regolamento FCA;
" con la comunicazione GIERRF lesito della votazione elettronica è stato reso noto a tutte le Autorità di regolazione interessate.


RITENUTO CHE:

" si possa adottare una decisione in merito agli Allegati regionali alle HAR in quanto la Proposta di HAR è stata definitivamente approvata da ACER con la decisione 03- 2017;
" larticolo 52(3) del regolamento FCA elenchi esclusivamente gli aspetti minimi per i quali sono previste specificità regionali, lasciando comunque ai TSO interessati la facoltà di proporre alle corrispondenti autorità di regolazione disposizioni anche su ulteriori argomenti;
" per il confine fra Italia Zona Brindisi e Grecia, in presenza di riduzioni dei diritti di trasmissione di lungo termine per esigenze di sicurezza operativa, non sia possibile adottare il riferimento generale alla DAFD previsto dallarticolo 53(1) del regolamento FCA, in quanto tale termine non sarebbe univocamente definito in quanto gli orari di chiusura dei mercati italiano e greco non sono stati armonizzati non essendo ancora stato implementato il market coupling su detto confine; il riferimento al termine per le nomine di tali diritti, proposto nellAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece Italy, risulterebbe, invece, univoco;
" nelle more dellimplementazione del market coupling sul confine fra Italia Zona Brindisi e Grecia, una compensazione basata sul market spread coerente con 8

larticolo 53(2) del regolamento FCA non fornirebbe un segnale di prezzo adeguato, in quanto i prezzi nei due mercati di riferimento sarebbero calcolati con regole non armonizzate fra loro; in tale contesto lutilizzo di una compensazione al prezzo iniziale dasta, come proposto nellAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece - Italy risulta essere più coerente;
" un limite massimo alle riduzioni per esigenze di sicurezza operativa, quale quello suggerito nellAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece Italy, protegga gli operatori di mercato da frequenti interruzioni della capacità di trasporto, consentendo loro di continuare a nominare i propri diritti di trasmissione di lungo termine;
" sia, pertanto, opportuno approvare lAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece Italy, ai sensi dellarticolo 4(9) del regolamento FCA, conformemente alla decisione unanime assunta in sede GIERRF il 13 ottobre 2017 di cui alla comunicazione GIERRF

DELIBERA


1. di approvare lAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece - Italy, allegato al presente provvedimento (Allegato A), di cui costituisce parte integrante e sostanziale;
2. di richiedere a Terna di pubblicare, sul proprio sito internet, lAllegato regionale alle HAR per la CCR Greece - Italy unitamente alla Proposta di HAR come approvata da ACER, ai sensi dellarticolo 4(13) del Regolamento 2016/1719;
3. di trasmettere copia del presente provvedimento a Terna, al Ministro dello Sviluppo Economico e ad ACER;
4. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

19 ottobre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione della proposta di definizione dei diritti di trasmissione di lungo termine (LTTR) per la regione per il calcolo della capacità (CCR) Italy North, ai sensi dell’articolo 31 del Regolamento (UE) 2016/1719 (FCA), come risultante dal voto unanime espresso da tutte le Autorità di regolazione della regione Italy North all’interno dell’Energy Regulators’ Regional Forum AEEGSI - Pubblicato 2017.10.20

Con questo provvedimento l'Autorità, in coordinamento con tutte le altre autorità di regolazione della regione Italy North approva la proposta dei TSO della regione in materia di diritti di trasmissione di lungo termine ai sensi del Regolamento 2016/1719 (Forward Capacity Allocation - FCA).



Testo Allegato

1

DELIBERAZIONE 19 OTTOBRE 2017
701/2017/R/EEL

APPROVAZIONE DELLA PROPOSTA DI DEFINIZIONE DEI DIRITTI DI TRASMISSIONE DI
LUNGO TERMINE (LTTR) PER LA REGIONE PER IL CALCOLO DELLA CAPACITÀ (CCR)
ITALY NORTH, AI SENSI DELLARTICOLO 31 DEL REGOLAMENTO (UE) 2016/1719 (FCA),
COME RISULTANTE DAL VOTO UNANIME ESPRESSO DA TUTTE LE AUTORITÀ DI
REGOLAZIONE DELLA REGIONE ITALY NORTH ALLINTERNO DELLENERGY
REGULATORS REGIONAL FORUM


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 19 ottobre 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009;
" il regolamento (CE) 713/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (di seguito: regolamento 713/2009), che istituisce unAgenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dellenergia (di seguito: ACER);
" il regolamento (CE) 714/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 (di seguito: regolamento 714/2009);
" il regolamento (UE) 2015/1222 della Commissione del 24 luglio 2015 (di seguito: regolamento CACM);
" il regolamento (UE) 2016/1719 della Commissione del 26 settembre 2016 (di seguito: regolamento FCA);
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e successive modifiche e integrazioni;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93 (di seguito: decreto legislativo 93/119;
" la legge 29 luglio 2015, n. 115, e in particolare lart. 26, (di seguito: legge 115/15);
" la decisione ACER 06-2016 del 17 novembre 2016 recante la definizione delle Regioni per il Calcolo della Capacità - Capacity Calculation Regions (di seguito: CCR) con cui viene in particolare identificata la regione Italy North cui appartengono i confini tra Italia Zona Nord e Francia, Italia Zona Nord e Austria, Italia Zona Nord e Slovenia;
" il documento CCR Italy North Energy Regulators Regional Forum - Rules of Procedure (di seguito: Rules of Procedure INERRF) con cui si è istituita, su base volontaria, la piattaforma Italy North Energy Regulators Regional Forum (di seguito: INERRF) ove i rappresentanti legali di tutte le Autorità di regolazione appartenenti alla Regione Italy North, o i loro delegati, esprimono ufficialmente 2

lintenzione di adottare, tramite successive decisioni formali, i termini e condizioni o le metodologie, secondo quanto previsto dallarticolo 4(7) del regolamento FCA;
" il documento recante Italy North TSOs proposal for design of long-term transmission rights in accordance with Article 31 of Commission Regulation (EU) 2016/1719 of 26 September 2016 establishing a Guideline on Forward Capacity Allocation dell11 aprile 2017 (di seguito: Proposta di LTTR per la CCR Italy North) inviato dalla società Terna S.p.a. (di seguito: Terna) in data 14 aprile 2017, prot. Autorità 17081 dell11 maggio 2017 (di seguito: comunicazione 14 aprile 2017);
" la comunicazione INERRF electronic procedure on the proposals agreed at WG level - Outcome (di seguito: comunicazione INERRF) del 12 ottobre 2017 (prot. Autorità 33489 del 13 ottobre 2017);
" il documento INERRF Approval by Italy North Regulatory Authorities agreed at the Italy North Energy Regulators Regional Forum of Italy North TSOs proposal for design of long-term transmission rights del 12 ottobre 2017, allegato alla comunicazione INERRF.
CONSIDERATO CHE:

" il decreto legislativo 93/11, come modificato e integrato dalla legge 115/15, prevede che lAutorità individui le modalità e le condizioni delle importazioni e delle esportazioni di energia elettrica per mezzo della rete di trasmissione nazionale, tenendo conto degli indirizzi adottati dal Ministro dello sviluppo economico limitatamente agli impegni sull'utilizzo della capacità di transito di energia elettrica derivanti da atti e da accordi internazionali nonché da progetti comuni definiti con altri Stati;
" larticolo 31(3) del regolamento FCA prevede che, entro sei mesi dallentrata in vigore del regolamento stesso (avvenuta in data 17 ottobre 2016), tutti i TSO appartenenti a ciascuna CCR elaborino una proposta comune relativa alla definizione dei diritti di trasmissione di lungo termine (di seguito: Proposte per i LTTR); ai sensi dellarticolo 31(4) del regolamento FCA tale proposta deve contenere almeno: ­ lelenco dei confini di zone dofferta oggetto di allocazione dei diritti di trasmissione di lungo termine;
­ la tipologia dei diritti di trasmissione proposti, a scelta, ai sensi dellarticolo 31(1) del regolamento FCA, fra diritti fisici (Physical Transmission Rights di seguito: PTR), diritti finanziari (Financial Transmission Rights di seguito: FTR) in forma di opzione e diritti finanziari in forma di obbligazione;
­ gli orizzonti temporali per i quali è prevista lallocazione; ai sensi dellarticolo 31(2) devono essere previsti almeno gli orizzonti temporali annuale e mensile;
­ la forma del prodotto (base load, peak load, off-peak load);
3

" larticolo 4(7) lettera c), del regolamento FCA prevede che le Proposte di LTTR siano sottoposte allapprovazione di tutte le Autorità di regolazione, coinvolte nella CCR cui dette proposte si riferiscono;
" larticolo 4(9) del regolamento FCA prevede che le Autorità di regolazione adottino le decisioni concernenti i termini e le condizioni o le metodologie presentati entro sei mesi dal ricevimento degli stessi o, se del caso, dal ricevimento da parte dellultima autorità di regolazione interessata;
" larticolo 4(10) del regolamento FCA prevede che, qualora le Autorità di regolazione non siano state in grado di pervenire ad un accordo entro i termini di cui allarticolo 4(9), oppure su esplicita richiesta delle Autorità di regolazione stesse, entro sei mesi ACER adotta una decisione relativa alle proposte di termini e condizioni o metodologie presentate, conformemente allarticolo 8(1) del regolamento (CE) 713/2009;
" la procedura che le Autorità di regolazione della CCR Italy North hanno adottato per lapprovazione delle proposte ai sensi dellarticolo 4(7) del Regolamento FCA prevede che la decisione di approvazione o di richiesta di emendamento sia presa su base volontaria allunanimità allinterno di INERRF, conformemente alle regole contenute nel documento Rules of Procedure INERRF.
CONSIDERATO CHE:

" la Proposta di LTTR per la CCR Italy North è stata trasmessa da Terna allAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) con la comunicazione 14 aprile 2017;
" la Proposta di LTTR per la CCR Italy North: ­ prevede lallocazione di PTR sottoposti alla regola Use It Or Sell It (UIOSI);
­ prevede lallocazione di tali diritti su base annuale o mensile;
­ prevede lallocazione di diritti di tipo base load che possono includere periodi di riduzione;
" la data di ricevimento della Proposta di LTTR per la CCR Italy North da parte dell'ultima Autorità di regolazione interessata, ai sensi dellarticolo 4(9) del Regolamento FCA, è il 20 aprile 2017;
" il termine di sei mesi previsto dallarticolo 4(9) del Regolamento FCA entro il quale approvare o richiedere una modifica alla Proposta di LTTR per la CCR Italy North risulta pertanto essere il 20 ottobre 2017;
" il 12 ottobre 2017, tramite votazione elettronica, INERRF allunanimità ha approvato la Proposta di LTTR per la CCR Italy North e ha conseguentemente escluso il ricorso in materia ad una decisione da parte di ACER, ai sensi dellarticolo 4(10) del regolamento FCA;
" con la comunicazione INERRF lesito della votazione elettronica è stato reso noto a tutte le Autorità di regolazione interessate.



4

RITENUTO CHE:

" la proposta dei TSO della CCR Italy North di prevedere dei periodi di riduzione sui PTR base load consenta di incrementare in via generale lammontare dei diritti di trasmissione di lungo termine offerti su base annuale; e che, in alternativa, si dovrebbe contenere detto ammontare per tenere conto dellimpatto che le manutenzioni programmate sulla rete di trasmissione hanno sulla capacità disponibile sullinterconnessione;
" sia, pertanto, opportuno approvare la Proposta di LTTR per la CCR Italy North, ai sensi dellarticolo 4(9) del regolamento FCA, conformemente alla decisione unanime assunta in sede INERRF il 12 ottobre 2017 di cui alla comunicazione INERRF e coerentemente con il termine del 20 ottobre 2017 previsto ai sensi dellarticolo 4(9) del regolamento FCA

DELIBERA


1. di approvare la Proposta di LTTR per la CCR Italy North, allegata al presente provvedimento (Allegato A), di cui costituisce parte integrante e sostanziale;
2. di richiedere a Terna di pubblicare, sul proprio sito internet, la Proposta di LTTR per la CCR Italy North;
3. di trasmettere copia del presente provvedimento a Terna, al Ministro dello Sviluppo Economico e ad ACER;
4. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

19 ottobre 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Informat Paper News - alternativasostenibile.it

A Ecomondo i migliori esperti a livello globale dell'economia circolare alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.06

La promozione della circular economy, tema portante di ECOMONDO (8-11 novembre), porterà nei prossimi giorni alla Fiera di Rimini i principali attori italiani ed europei impegnati a creare un terreno favorevole a quello che si sta imponendo come il nuovo driver per lo sviluppo della green economy. All’interno di un programma

OGCI Climate Investments investe un miliardo di dollari per accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative a basse emissioni alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

La Oil and Gas Climate Initiative (OGCI) ha annunciato oggi un investimento di un miliardo di dollari nel corso dei prossimi 10 anni, per sviluppare e accelerare la diffusione commerciale di tecnologie innovative a basse emissioni. OGCI Climate Investments (OGCI CI) avrà lo scopo di diffondere, allinterno di OGCI e oltre, nuove tecnologie sviluppate con successo. Uno degli obiettivi sarà anche quello di identificare modi diversi per ridurre l'intensità energetica nei settori dei trasporti e dellindustria. Lavorando in partnership con iniziative affini nei diversi gruppi di stakeholder e nei diversi settori, OGCI Climate Investments ritiene che il suo impatto in termini di riduzione delle emissioni potrà essere moltiplicato nelle diverse applicazioni industriali. In una dichiarazione congiunta, i vertici delle 10 società energetiche oil and gas che compongono OGCI hanno dichiarato: La creazione di OGCI Climate Investments dimostra la nostra volontà collettiva di fornire soluzioni tecnologiche su larga scala creando un salto di qualità che aiuterà a contrastare il cambiamento climatico. Siamo impegnati personalmente a garantire che, lavorando insieme, le nostre compagnie giochino un ruolo chiave nel ridurre le emissioni di gas serra continuando comunque a fornire lenergia di cui il mondo ha bisogno. Questo investimento rappresenta un livello di collaborazione e una condivisione delle risorse in questo campo senza precedenti nellindustria oil and gas. Questa nuovo, ulteriore investimento andrà ad integrare i programmi già esistenti per le tecnologie low carbon delle singole società e si avvarrà delle competenze e delle risorse delle aziende associate. Attraverso confronti con gli stakeholder e un dettagliato lavoro tecnico, OGCI ha individuato due iniziali aree di interesse: accelerare l'introduzione di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio; ridurre le emissioni di metano da parte dell'industria petrolio e gas al fine di massimizzare i benefici climatici del gas naturale. OGCI ritiene che questi siano settori in cui l'industria oil and gas esercita un'influenza significativa e dove il suo lavoro di collaborazione può avere l'impatto maggiore. Oltre a questo, OGCI Climate Investments effettuerà anche investimenti che supportino il miglioramento dellefficienza energetica e operativa nelle industrie ad alta intensità energetica. In particolare, OGCI Climate Investments lavorerà a stretto contatto con gli altri attori industriali interessati per aumentare l'efficienza energetica in tutte le modalità di trasporto. Il CEO e il team di manager di OGCI Climate Investments saranno annunciati prossimamente. La formazione dell'OGCI Climate Investments sarà soggetta allottenimento di eventuali autorizzazioni regolatorie. LOil and Gas Climate Initiative è stata progettata per catalizzare azioni concrete per ridurre le emissioni di gas serra. Liniziativa è diretta dai CEO di dieci compagnie oil&gas che intendono guidare la risposta dell'industria ai cambiamenti climatici.Le aziende che compongono OGCI - BP, CNPC, Eni, Pemex, Reliance Industries, Repsol, Royal Dutch Shell, Saudi Aramco, Statoil e Total - insieme rappresentano un quinto della produzione di petrolio e gas del mondo. LOGCI è stata istituita a valle della discussione tenutasi in occasione del World Economic Forum Annual Meeting del 2014, ed è stata lanciata ufficialmente al vertice sul clima convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2014. di Andrea Pietrarota

La Ellen Macarthur Foundation protagonista ad Ecomondo alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

E listituzione leader, nel mondo, per la promozione e lo sviluppo delleconomia circolare. La Ellen MacArthur Foundation sarà protagonista ad ECOMONDO (8-11 novembre, fiera di Rimini) grazie alla presenza di AshimaSukhdev, project manager della associazione fondata nel 2010 nel Regno Unito, che interverrà al convegno Circular Economy & Smart Cities: opportunità e prospettive, in programma mercoledì 9 novembre (ore 14 18). Il convegno sarà presieduto dal professor Gian Marco Revel, Università Politecnica delle Marche, Coordinatore Piattaforma Tecnologica Italiana delle Costruzioni e sarà chiuso da Carlo Maria Medaglia, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dellAmbiente. Nella stessa giornata Ashima Sukhdev interverrà inoltre allincontro Le città: driver della green economy in programma nella sessione conclusiva degli Stati Generali della Green Economy (8-9 novembre) al quale è prevista anche la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio. La Ellen MacArthur Foundation prende il nome dalla sua fondatrice e presidente, Ellen MacArthur, velista britannica che dopo avere battuto, nel 2005, il record mondiale della circumnavigazione del globo, nel 2009 ha interrotto, a soli 33 anni, la carriera di velista per dedicarsi a tempo pieno alla sua battaglia in favore dellambiente. Una battaglia che lha trasformata nella leader della circular economy come lha definita Adam Bryant, direttore editoriale Live Journalism per il New York Times, nellintervista live trasmessa nella giornata di ieri dal canale Facebook New York Times Science e visualizzata finora da circa 87mila persone. E stata proprio lesperienza vissuta in mare, in situazioni di risorse limitate, a fare maturare nellallora campionessa della vela la consapevolezza della finitezza delle risorse su cui si basa la nostra economia e dunque della necessità di investire su un nuovo modello di sviluppo, basato sul concetto di economia circolare. Il compito che si pone la Ellen MacArthur Foundation è quello di fare inserire la Circular economy nellagenda della politica, dellindustria e della formazione accademica. Grazie ad una rete di Global Partners di assoluto rilievo (Cisco, Google, H&M, Intesa Sanpaolo, NIKE Inc., Philips, Renault, and Unilever), la Ellen MacArthur Foundation persegue e realizza lo sviluppo dellEconomia Circolare nei settori del business mondiale. Attraverso un team di esperti analisti, produce studi e approfondimenti. E inoltre impegnata nel diffondere linsegnamento della Circular Economy attraverso collaborazioni con scuole e università tra le più quotate a livello globale (Bradford University, CranfieldUniversity, University College London, Delft University of Technology, Arizona State University, University of Sao Paulo). Ashima Sukhdev fa parte del team Insight & Analysis della Ellen MacArhur Foundation ed è stata la coordinatrice dello studio Growth Within: a circular economy vision for a competitive Europe. di Andrea Pietrarota

Cresce il biogas in Friuli Venezia Giulia alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Il Friuli Venezia Giulia è una delle realtà economiche più vivaci del Paese, dispone di una superficie agricola totale (SAT) pari al 35% della sua superficie, nella quale sono presenti piantagioni estensive coltivate principalmente a seminativo, che danno occupazione al 3,2% della popolazione attiva. Le vaste aree montane e collinari dalle quali nasce e scende a valle un fitto reticolo di fiumi, rendono la Regione particolarmente adatta anche allallevamento. Nellambito degli allevamenti zootecnici prevalgono quelli dei bovini, ai quali si dedicano il 65% delle aziende: essi sono diffusi soprattutto nella zona di Pordenone e Udine, mentre nella zona di Gorizia e Trieste primeggiano allevamenti di suini. In questo contesto si colloca il costante aumento delle dimensioni medie delle aziende agricole e degli allevamenti che in questa Regione supera la media italiana. Questo trend favorisce il raggiungimento della dimensione ottimale per lo sviluppo degli impianti di produzione di energia a biogas che rappresentano unimportante opportunità reddituale per gli imprenditori agricoli e che vanno a corroborare le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici sulle quali è ormai stata raggiunta una generale convergenza, come è dimostrato dagli accordi sottoscritti da ben 196 paesi nel dicembre 2015 a Parigi nel corso della COP21 dellUnited Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC). Le prospettive positive sono confortate dallaumento della produzione di energia elettrica da biogas, che ha da anni un forte sviluppo: nel periodo 2013/2014 per il Friuli Venezia Giulia si riscontra un +13% rispetto al +10,1 % nazionale. Nel 2014 la produzione di energia elettrica da biogas rappresenta il 57% della produzione dovuta alle bioenergie, mentre biomasse e bioliquidi raggiungono la quota rispettivamente del 32% e 11%. L'articolo di Federica Schenato, laureata in Statistica ed esperta di statistiche ambientali, prosegue in allegato. di Andrea Pietrarota

Le materie prime del futuro alla mostra Exnovomaterials di Ecomondo 2016 alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Rappresentano il passo avanti nellindustria del riciclo, la svolta già in atto che consentirà di ridefinire il concetto stesso di materia prima. Sono i nuovi materiali che, grazie alla sperimentazione e alle nuove tecnologie, realizzano il concetto delleconomia circolare in una direzione rivoluzionaria per lindustria e lambiente. La mostra EXNovoMaterials in the circular economy, visitabile nella hall allingresso sud della Fiera di Rimini durante ECOMONDO, le racconterà con modalità scientifiche ma anche spettacolari nelledizione che celebra il ventennale del salone internazionale. Nuove materie che cambieranno il nostro modo di vivere sintetizza Roberto Coizet, curatore dellesposizione realizzata in collaborazione con Centro Materia Rinnovabile e Edizioni Ambiente. La terza sezione della mostra (Spazio della Sperimentazione e Innovazione), accompagnerà in un viaggio alla scoperta dei nuovi materiali realizzati da una decina di start up del nostro Paese. Arriva dal Piemonte Poliphenolia, realtà che crea e produce creme anti invecchiamento utilizzando polifenoli estratti da bucce e semi di uva al termine del processo di vinificazione. Tra i primi a studiare i polifenoli in materiali per applicazioni mediche, Poliphenolia applica la conoscenza sulle proprietà biomediche dei polifenoli alla cosmetica Due giovani donne, Antonella Bellina e Elisa Volpi, due professioniste della moda, sono i volti dietro a DueDiLatte, marchio che utilizza tessuti ricavati dal latte. Grazie atecniche di bio ingegneria è possibile ricavare una fibra estremamente naturale, dalle qualità uniche. I tessuti hanno infatti la caratteristica di nutrire e idratare la pelle. T-shirt, maglie e maglioncini oltre al look curano anche il corpo. Dalla plastica& alla super-plastica: è quello che fa lazienda Werner & Mertz che attraverso un particolare processo riesce a ottenere dalla plastica una tipologia addirittura più resistente che viene usata per produrre bottiglie per detersivi. Fertilana realizza invece, utilizzando gli scarti della lana di pecora, un ottimo fertilizzante adatto alla bioagricoltura. Mogu (in giapponese, fungo) è il nome del progetto della Mycoplast, start up che sfruttando gli scarti agricoli e alimentari, come la paglia di riso, la segatura, i fondi del caffè e la buccia di pomodori e patate, e trasformandoli in cibo per tipi particolari di funghi, riesce ad ottenere un biomateriale leggero come il polistirolo e biodegradabile, impermeabile e resistente alla fiamma, sostitutivo delle terracotte. In Italia si consumano 13 miliardi di uova allanno. E uninfinità di gusci, che nessuno usa. Tranne un team di ricercatori, che ha trovato un metodo per calibrare gusci duovo e argilla, ottenendo un nuovo cemento completamente biocompatibile. Si tratta dei ricercatori di Calchéra San Giorgio, Centro di Ricerca e Formulazione che studia e produce materiali specifici per il restauro, il consolidamento strutturale ed il risanamento di edifici di interesse storico culturale. GS4C è la start up milanese che lavorando con il basalto e trasformandolo in una fibra elastica propone una alternativa al vetro resina, materiale usato per la costruzione delle barche a vela non riciclabile a differenza del basalto. Si potrà così in futuro evitare laffondamento delle imbarcazioni arrivate a fine vita. Stone-brick, recuperando gli scarti della lavorazione lapidea, ovvero il cosiddetto fango di segagione che deriva dal taglio delle pietre, ottiene nuovo materiale per ledilizia, sviluppato con una tecnologia innovativa. Dal tavolo degli aperitivi allarredamento. E la nuova vita degli anacardi. I ricercatori dellazienda triestina AEP Polymers, analizzandone il guscio, sono riusciti a trasformarli in polimeri liquidi e schiume adatti per lisolamento e larredo. Equipolymers ha scoperto il modo per rendere eco-compatibili le bottiglie della Coca Cola. Grazie al lavoro di ricercatori italiani si è riusciti ad ottenere un riciclo della plastica P.E.T. tanto puro da poter essere utilizzato come componente della bottiglia più celebre al mondo di cui si producono circa 1 miliardo e 300 milioni anno di esemplari. Un accordo con la multinazionale consentirà di inserire nelle bottiglie una componente fino al 10% di nuovo materiale biocompatibile. di Andrea Pietrarota

Edilizia: sostenibile, innovativo e sicuro. E' "Condominio Eco" alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.02

La fiera Torna a Rimini dall'8 al all'11 novembre 2016 all'interno della fiera della green economy Ecomondo, Condominio Eco: la fiera nazionale dedicata al "condominio sostenibile", organizzata da Ecoarea Srl in collaborazione con Rimini Fiera. Titolo di questa terza edizione: 2026, il condominio che verrà. A quattro anni dalla riforma del condominio che ha dichiarato guerra a burocrazie, sprechi e leggi non più idonee ad amministrare con profitto unità immobiliari e palazzi, si sta assistendo a un concreto cambiamento di rotta a favore di soluzioni, strumenti e servizi sempre più caratterizzati da efficienza, risparmio e soluzioni per migliorare le relazioni fra gli stessi condòmini. Il "mondo" condominio I condomini in Italia sono più di un milione e, come gran parte degli edifici esistenti, soffrono di un grave stato di inefficienza energetica. Secondo i dati incrociati delle diverse associazioni di amministratori di condominio, oltre il 60% di queste unità ha un impianto di riscaldamento vecchio di più di 15 anni, spesso ancora funzionante a gasolio, con grossi costi per cittadini e ambiente; mentre il 23% del totale di questi edifici, dove statisticamente abita più di un italiano su due, può definirsi in pessimo stato di conservazione. Ciò si traduce in grandi opportunità per chi opera nel campo del risparmio energetico, dell'isolamento termico, della sicurezza, della domotica, dei nuovi materiali, dei servizi centralizzati: solo per citare alcuni dei settori target di Condominio Eco. Un segmento di business imperniato su efficienza e sostenibilità, che registra un trend positivo grazie anche a forme di aiuto economico ormai strutturate, come quella degli eco-bonus governativi. Gli espositori di Condominio Eco Anche quest'anno a Condominio Eco troveranno posto professionisti e aziende che si dedicano alla qualificazione edile ed energetica degli edifici: con materiali, tecnologie, prodotti e realizzazioni di nuovissima generazione. Fra gli espositori anche aziende di isolamento, coibentazione, riscaldamento, domotica, energie rinnovabili e alternative. E ancora produttori di tetti, pareti impermeabili, centrali termiche, soluzioni contro l'umidità di risalita, tecnologie per il risparmio della corrente elettrica, trattamento acqua, ascensori e tanto altro. Gli eventi di Condominio Eco Numerosi e tutti interessanti gli eventi che arricchiranno la terza edizione di Condominio Eco. Da quest'anno saranno coordinati da due autorevoli personalità del "mondo condominio": Francesco Schena (esperto Sole 24 Ore e docente di corsi di formazione professionale rivolti agli amministratori di condominio) e dall'accademico Mauro Alvisi, presidente di ECCOS (European Condo Center Observatory of Studies). Si tratta di un nuovo centro studi per l'analisi del fenomeno del social housing sotto il profilo statistico, economico, tecnologico e culturale. Fra gli ospiti di spicco dei tanti convegni che avranno per teatro Condominio Eco, il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico Antonio Gentile e Francesco Profumo: quest'ultimo a Rimini in veste di presidente IREN (società di multiservizi operante nella produzione e distribuzione di energia elettrica e teleriscaldamento). Entrambi, invitati da Ecomondo, interverranno sul tema "Circular economy & Smart Cities: opportunità e prospettive" (mercoledì 9 novembre, dalle 14 alle 17,30). Prima di loro, in apertura di fiera, da segnalare anche "Spazi aperti e verde condominiale" (a cura dell'Associazione Italia di Architettura del Paesaggio) e "Come migliorare l'efficienza energetica e la sicurezza sismica dei condomini" (a cura della rivista Ingenio). "Scusi ho finito il sale: social housing e dintorni. Come cambieranno le dinamiche di convivenza nei condomini" è invece il tema più scanzonato (ma anch'esso ricco di spunti interessanti) su cui interverrà la giornalista RAI e blogger Lucia Cuffaro, autrice del libro Fatto in casa. Smetto di comprare tutto ciò che so fare. Da segnalare poi giovedì 10 novembre, la seconda edizione degli Stati generali del Condominio, moderati da Francesco Schena (esperto del Sole 24 Ore). Per tutti gli altri eventi si suggerisce di consultare il programma aggiornato sulla pagina www.condominioeco.eu/eventi. La collocazione dentro Ecomondo Quest'anno l'area espositiva di Condominio Eco darà il benvenuto al pubblico nel sempre più frequentato Ingresso Est, dentro la Città Sostenibile (La via italiana alle Smart City), da sempre una dei maggiori centri di interesse di Ecomondo, luogo ideale dove connettersi con gli operatori dell'industria verde. Orari e modalità di visita della fiera su www.condominioeco.it. di Tommaso Tautonico

Informat Paper News - cmcc.it

Farsi trovare pronti: adattamento ai cambiamenti climatici e riduzione del rischio da disastri ambientali. La collaborazione necessaria all'Europa e all'Italia - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.10.19

Credits: CC S. Rae @Flickr.com LECCE, 17.10.2017 – Una sempre più stretta collaborazione tra scienza, decisori politici e diversi livelli di governance sarà sempre più importante per ridurre gli impatti di eventi estremi legati al meteo e al clima, come alluvioni, ondate di calore, incendi boschivi e inondazioni. Metodi innovativi ed esempi

Oceanografia operativa: le storie dei suoi protagonisti - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.10.19

Il Servizio Marino Europeo di Copernicus (CMEMS) è stato presentato di recente al Copernicus Marine Week (25-29 settembre 2017). I ricercatori CMCC Gianandrea Mannarini, Rita Lecci e Ivan Federico, che utilizzano CMEMS ogni giorno nello loro diverse attività lavorative presso la Divisione scientifica OPA Ocean Predictions and Applications, ci raccontano la loro personale esperienza. Gianandrea Mannarini utilizza i suoi dati previsionali di onde e correnti per limplementazione del servizio VISIR, in grado di determinare le migliori rotte per la navigazione. Rita Lecci, service e local desk manager responsabile per il Mediterranean Monitoring and Forecasting Center, sia avvale ogni giorno di CMEMS, sia come provider che come utente, rilasciando dati, e utilizzandoli per i diversi servizi e applicazioni operativi della Fondazione CMCC. Ivan Federico, infine, utilizza i prodotti Copernicus per lo sviluppo di modelli costieri a griglia non-strutturata ad alta risoluzione. Guarda il video: Il Servizio di monitoraggio dellambiente marino di Copernicus CMEMS fornisce informazioni costantemente aggiornate sulle caratteristiche fisiche, la variabilità e le dinamiche delloceano e degli ecosistemi marini. CMEMS è stato ideato, in particolare, per affrontare le problematiche emergenti in campo ambientale, scientifico ed economico; utilizzando i dati provenienti dalle osservazioni satellitari e in situ, il sistema fornisce analisi sullo stato dellarte e previsioni giornaliere in grado di offrire una capacità di osservazione, comprensione e anticipazione degli eventi ambientali marini senza precedenti. CMEMS fornisce un servizio informativo ai provider e agli utenti dei diversi settori economici e di ricerca e sviluppo delle seguenti aree: sicurezza marittima; ambiente marino e costiero; risorse marine; previsioni meteorologiche, stagionali e climatiche. Le osservazioni e le previsioni prodotte dal servizio supportano tutte le applicazioni marine. Per ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale di Copernicus.(

Clima, agricoltura, migrazioni: risultati scientifici e scenari possibili - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.10.19

Credits: CC DFAT photo library Venerdì 13 ottobre dalle ore 9:00 si terrà, presso la Sala di Fisica dellAccademia dei Lincei (Roma Via Lungara, 10), il convegno Clima, agricoltura, migrazioni: risultati scientifici e scenari possibili. Levento, organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche con la Presidenza del consiglio dei ministri in preparazione della Giornata mondiale dellalimentazione del 16 ottobre, affronterà i temi della sicurezza alimentare e delle emergenze migratorie associate al cambiamento climatico, che coinvolgono in maniera crescente le popolazioni dellAfrica e del Mediterraneo. Allevento parteciperà anche il Prof Riccardo Valentini della Fondazione CMCC Divisione IAFES, con un intervento allinterno della tavola rotonda Come contribuire al successo dellAccordo di Parigi sul clima e mitigare linstabilità socio-ambientale nel Mediterraneo? Per ulteriori informazioni, scarica lagenda dellevento.

Servizi climatici: clima, salute e pianificazione urbanistica. Il caso Prato - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.10.19

Studiare gli effetti che le ondate di calore potranno sortire sulla salute della popolazione da qui al 2050 nel comune di Prato, in Toscana, al fine di inserire queste valutazioni allinterno di un piano strategico comunale. È questo lobiettivo di ADURB-PRATO, un progetto della Fondazione CMCC che vede impegnato il team di ricerca di Paola Mercogliano, Direttore della Divisione scientifica REMHI Regional Models and geo-Hydrological Impacts. Sfruttando le ultime conoscenze nel campo delle scienze atmosferiche e procedure consolidate di valutazione del rischio, il progetto vuole in particolare sviluppare un approccio per supportare i decisori politici e gli esperti di pianificazione urbana nelle scelte di adattamento. Il primo tentativo di sperimentazione di tale approccio è stato incluso nella procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) del Piano Operativo, avviata in attuazione del Piano Strutturale del Comune di Prato. Scendendo nel dettaglio, quello che si cercherà di valutare sono gli impatti sulla salute umana delle ondate di calore, prendendo in considerazione la situazione attuale e gli scenari futuri, sulla base delle variazioni indotte dai cambiamenti climatici e dalle scelte di pianificazione ipotizzate nel Piano Operativo. Figura 1-Differenza tra i valori di temperatura massima / minima registrati nella stazione urbana di Prato Centro e le stazioni rurali (Vaiano in rosso e in verde, Artimino in arancione e verde scuro, rispettivamente per temperatura massima e minima) Al momento, sono state completate le prime due fasi della valutazione ambientale strategica del Piano Operativo (la fase preliminare e quella di elaborazione del rapporto ambientale).( In questi documenti, il progetto ADURB PRATO descrive come abbia previsto di realizzare unanalisi delle caratteristiche climatiche dellarea, valutando linfluenza delle aree urbane (del costruito in particolare) sullandamento delle temperature, un fenomeno noto con il termine di isola di calore urbana (UHI, urban heat island) [Fig. 1]. Sulla base degli scenari dedotti dalle simulazioni climatiche ad elevata risoluzione realizzate dalla Divisione REMHI (2), sono state inoltre stimate le variazioni delle principali forzanti atmosferiche nellarea di studio [Fig. 2]. Figura 2 In linea continua: ciclo annuale dei valori medi mensili di temperatura massima osservati per il periodo di controllo 1981-2010 (azzurro), e 2021-2050 sotto lo scenario RCP4.5 (verde) e RCP8.5 (rosso). In linea tratteggiata, anomalia nei valori medi mensili tra periodo futuro (verde per RCP4.5 e rosso per RCP8.5) e periodo corrente. A tal fine, le simulazione climatiche sono corrette ricorrendo a procedure di bias correction Sulla base di tali risultati e dei dati di vulnerabilità disponibili, come la distribuzione della popolazione residente nellarea, il numero di decessi o di ospedalizzazioni, i ricercatori CMCC hanno quindi realizzato la calibrazione e validazione di un modello in grado di collegare il fenomeno delle ondate di calore ai relativi impatti sulla salute umana. (È stata inoltre stimata la capacità di mitigazione delle aree verdi in funzione della loro morfologia ed estensione (1; 4) [Fig. 3]. Figura 3: Mappa del cooling effect (secondo il censimento delle aree verdi al 2011) La disponibilità di scenari climatici ha inoltre permesso di fare delle stime anche per alcuni orizzonti temporali (2021-2050) reputati dinteresse per unadeguata pianificazione urbana e territoriale. (Sarà quindi possibile stimare leffetto delle proposte di variazione del Piano Operativo sullintensità e la frequenza delle ondate di calore in ambiente urbano, e individuare quali potrebbero essere le migliori strategie di adattamento per affrontare tali eventi.. Il progetto ADURB-PRATO ha preso il via in seguito alla proposta tecnico-economica della Fondazione CMCC per lo svolgimento di un Progetto di ricerca finalizzato alla creazione di un modello di verifica dellimpatto dei cambiamenti climatici sulla salute umana al fine di orientare la pianificazione urbanistica del Comune di Prato. Per la realizzazione di tale progetto, la Fondazione CMCC Divisione REMHI si avvale della collaborazione della Società di Ingegneria Georisk Engineering S.r.l. nellambito delle attività di CLEVER. Il fenomeno delle ondate di calore è sintetizzato dal parametro HUMIDEX (3), un parametro molto utilizzato nelle pubblicazioni scientifiche del settore. Leggi anche gli articoli, pubblicati sul blog TEC della Fondazione CMCC: Costruire la città del futuro è una questione di pianificazione. Lesempio di Torino Clima e salute: dalla ricerca nuove opportunità e strumenti References: 1) Bao T., Li X., Zhang J., Zhang Y., Tian S. (2016). Assessing the Distribution of Urban Green Spaces and its Anisotropic Cooling Distance on Urban Heat Island Pattern in Baotou, China. ISPRS International Journal of Geo-Information, 5, 12, doi:10.3390/ijgi5020012 2) Bucchignani E., Montesarchio M., Zollo A.L., Mercogliano P. (2015). High-resolution climate simulations with COSMO-CLM over Italy: performance evaluation and climate projections for the XXI century. International Journal of Climatology DOI: 10.1002/joc.4379 3) Conti S., Masocco M., Meli P., Minelli G., Palummeri E., Solimini R., Toccaceli V., Vichi M.(2007). General and specific mortality among the elderly during the 2003 heat wave in Genoa (Italy), Elsevier, Environmental Research 103:267274, doi:10.1016/j.envres.2006.06.003. 4) Hamada S., Ohta T. (2010). Seasonal variations in the cooling effect of urban green areas on surrounding urban areas. Urban Forestry & Urban Greening, 9:1524, doi:10.1016/j.ufug.2009.10.002.

L'Europa è pronta ad affrontare le calamità naturali causate dal clima che cambia? - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.10.19

Ondate di calore, tempeste, alluvioni: per far fronte ad eventi estremi sempre più intensi e frequenti sarà di cruciale importanza mettere a punto adeguate strategie di adattamento e di riduzione del rischio. LEuropa è pronta a raccogliere al meglio questa sfida? (Il 17 ottobre 2017, il lancio del nuovo rapporto dellAgenzia Europea per LAmbiente (EEA) Climate change adaptation and disaster risk reduction in Europe enhancing coherence of the knowledge base, policies and practices (Adattamento ai cambiamenti climatici e riduzione del rischio di disastri in Europa rafforzare le coesione e la coerenza delle conoscenze di base, delle politiche e delle buone pratiche), e il dibattito politico a seguire sul tema delladattamento ai cambiamenti climatici e le strategie per la riduzione del rischio di disastri, saranno loccasione per discutere di questi temi. Il rapporto sottolinea, in particolare, la necessità di una stretta associazione e collaborazione tra la riduzione del rischio di disastri e ladattamento ai cambiamenti climatici, per migliorare le azioni di prevenzione e i tempi di risposta ai rischi e ai pericoli rappresentati da ondate di calore, incendi, tempeste e uragani, eventi ormai incredibilmente frequenti per effetto dei cambiamenti climatici. È di cruciale importanza che i decisori politici e gli esperti attivi nei settori delladattamento ai cambiamenti climatici e della prevenzione dei pericoli naturali, a tutti i livelli, europeo, nazionale e locale, lavorino in sinergia Considerato il contesto, come può lEuropa rispondere a questa sfida sempre più urgente? LEuropa e i suoi stati membri sono preparati a gestire efficacemente gli impatti? Partecipa allevento per unapprofondita discussione su questi temi. Levento si svolgerà a Bruxelles e sarà anche trasmesso in diretta in streaming dal sito web del Comitato europeo delle Regioni. Il link sarà disponibile prima possibile. Location: European Committee of the Regions, Bâtiment Jacques Delors, Rue Belliard 99-101, Room JDE 51 (Per partecipare di persona, è necessario registrarsi a questo link:https://goo.gl/7tDi5q Per maggiori informazioni e aggiornamenti, visita la pagina ufficiale dellevento (in lingua inglese).

Le nuove frontiere dei supercomputer al servizio del clima - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.10.19

Credits: CC SandiaLabs @Flickr.com La complessità e lalta risoluzione degli attuali modelli climatici ha portato ad un aumento dei requisiti di calcolo e di memoria. Lesecuzione di modelli ad alta risoluzione sequenziali è diventato proibitivo, ma può essere supportato dal calcolo ad alte prestazioni qualora vengano implementate soluzioni parallele. In altre parole, abbiamo bisogno di rielaborare e ridisegnare il problema sequenziale per trasformarlo in una lista di sotto-problemi che possano essere eseguiti quanto più possibile in maniera indipendente ed efficiente sui moderni supercomputer. Silvia Mocavero, ricercatrice CMCC presso la Divisione ASC Advanced Scientific Computing, illustra largomento nel seminario Design and implementation of the SHYFEM parallel model. È mostrato passo dopo passo il processo di parallelizzazione del modello SHYFEM Shallow Water Hydrodynamic Finite Element Model, un modello idrodinamico tridimensionale utilizzato dai ricercatori CMCC per implementare la configurazione del modello di previsione SANIFS Southern Adriatic Northern Ionian coastal Forecasting System. Il modello SANIFS, sviluppato al CMCC dalla Divisione OPA Ocean Predictions and Applications, è stato in particolare usato come caso studio per dimostrare la maggiore velocità della soluzione parallela implementata nello studio. Guarda il video:

Informat Paper News - edizioniambiente.it

Quando lo smartphone è fair | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.10.19

Si può costruire uno smartphone che sia fatto per durare, senza dover scegliere tra qualità ed etica della catena produttiva? Negli uffici olandesi di Fairphone non hanno dubbi: la risposta è sì. Un’azienda in costante miglioramento che, da diversi anni, sensibilizza consumatori e grandi aziende sui costi nascosti della produzione contemporanea.

Sono dodici, ma cresceranno | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.10.19

Il vertice dei ministri dellambiente dei Paesi del G7 ospitato dallItalia, a Bologna nello scorso mese di giugno ha fornito loccasione per fare un punto non rituale sui molti dei temi che dovrebbero essere in primo piano nellagenda ambientale dei governi. Tra i problemi di cui si è discusso nei numerosi side event che hanno animato le giornate bolognesi, quello dellinquinamento provocato dalla dispersione di rifiuti in plastica si presenta con caratteri di gravità estrema. Il plastic littering è un fenomeno di cui Materia Rinnovabile si è ripetutamente occupata, in particolare in relazione alla situazione di diverse nazioni africane. La dimensione del fenomeno, emerso in questi ultimi anni grazie anche allevidenza mediatica che ha avuto la scoperta dei trash vortex oceanici, era già denunciata nel documento fondativo della Stop Plastic Waste Coalition (vedi box), con un dato di cui è difficile anche riuscire a visualizzare il significato: 5 milioni di miliardi di particelle e frammenti di plastica che galleggiano sulla superficie degli oceani. Liniziativa, promossa a Bologna congiuntamente dal ministero dellAmbiente italiano, dal ministére de la Transition Ècologique et Solidaire francese con il sostegno di Novamont, ha costituito un momento di confronto per la coalizione, focalizzandosi sullacquisizione di maggiori elementi di conoscenza e sulle strategie per ridurre lorigine principale del fenomeno: la dispersione a terra di rifiuti plastici. A Baptiste Legay, vicedirettore della Direzione Generale per la Prevenzione dei Rischi, è stato affidato il compito di aprire i lavori illustrando le azioni intraprese dal governo francese che ha identificato il marine litter come una delle priorità chiave nel proprio piano di prevenzione dei rifiuti 2014-2020. Punti di forza di tali azioni sono il bando alla distribuzione in cassa di shopper in plastica monouso adottato nel 2016, seguito il 1° gennaio 2017 da analogo bando esteso ad altri tipi di sacchi monouso di spessore inferiore a 50 micron, che potranno essere solo in plastica biodegradabile e compostabile. La rilevanza economica, oltre che ambientale, di tali innovazioni normative è stata confermata durante il convegno da Sphere Group, un importante operatore francese nel campo degli imballaggi per alimenti. Ed entro il 2020 toccherà a posate, piatti e bicchieri in plastica seguire la stessa sorte. Misure ritenute chiave per il grande impatto che hanno in termini di crescita della consapevolezza nei consumatori, come del resto si è verificato in Italia che su questo percorso ha fatto da apripista. Nella legge sulla protezione della biodiversità emanata nel 2016 sono contenute altre due misure che vanno in questo senso: il bando ai prodotti cosmetici che contengono microplastiche (entro il 2018) e ai bastoncini cotonati per la pulizia (tipo cotton fioc per intenderci, entro il 2020). Ma la strategia non si ferma qui e punta alla realizzazione di un sistema volontario di gestione dei rifiuti in plastica derivanti dalle attività di pesca (reti, innanzitutto), al dialogo con le industrie del settore plastico per azzerare la dispersione di granuli durante il processo di produzione, alla promozione di uno studio sulla tossicità dei filtri di sigarette e sulla potenzialità per la realizzazione di un sistema di gestione dedicato. A livello internazionale lazione del governo francese si svolge nel contesto della coalizione e punta tra laltro a mettere a punto una toolbox di esperienze e strumenti per i decision maker e lo sviluppo di un programma di aiuto ai paesi che intendono intraprendere volontariamente la strada della riduzione dellinquinamento da plastiche. Anche il Cile, rappresentato dal ministro dellAmbiente Marcelo Mena Carrasco, ha adottato non senza difficoltà una politica di progressiva messa al bando degli shopper e delle borse in plastica. Sottolineando quindi come il problema che abbiamo di fronte nel configurare politiche di contrasto alla dispersione di rifiuti in plastica sulla terraferma e quindi nelle acque non sia affatto di ordine tecnologico, Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, ha evidenziato il ruolo delle enormi carenze nella gestione dei rifiuti. Infatti secondo i dati elaborati da Ellen MacArthur Foundation riferiti al settore del packaging solo il 2% della plastica raccolta per essere riciclata, che a sua volta è solo un esiguo 14% dei 78 milioni di tonnellate prodotte annualmente entra effettivamente in processi di riciclo che non implicano un downcycling della materia. Secondo Bastioli è necessario un approccio olistico alla gestione dei rifiuti che ci permetta di individuare in essi tutte le possibili fonti di future risorse. Lo sviluppo delle plastiche biodegradabili e compostabili, materie progettate per essere riciclabili, è un passo in questo senso, che consente per esempio la migliore valorizzazione della frazione organica dei rifiuti, oltre ad offrire una soluzione efficace per la sostituzione delle plastic bag monouso. Una soluzione, in definitiva, utile per la conservazione di una componente fondamentale del capitale naturale, come la qualità dei suoli e per ridurre limpatto del plastic litter sugli ecosistemi marini. Ma la chimica verde di Novamont è in grado di proporre soluzioni anche in relazione ad altre fonti di inquinamento dei suoli e delle acque, ponendo sul mercato alternative biobased, totalmente biodegradabili, per lubrificanti ed erbicidi. Sul Mediterraneo come laboratorio per sperimentare strategie dal basso di prevenzione e riduzione del marine litter si è soffermata Rossella Muroni, presidente di Legambiente, la maggiore Ong ambientalista italiana. Il capillare lavoro di rilevazione dei dati e caratterizzazione dei rifiuti realizzato su oltre 100 spiagge in collaborazione con le Ong degli altri paesi rivieraschi ha permesso di raggiungere risultati su due piani: migliore conoscenza di cosa viene disperso nellambiente e della sua provenienza; acquisizione di maggiore consapevolezza sul tema a livello di collettività, attraverso lampio coinvolgimento dei volontari nel lavoro di raccolta e analisi dei rifiuti. In una mappa accessibile online sono disponibili i risultati delle indagini svolte da Legambiente e dalla rete Clean up the Med sin dal 2014. E ancora dati, impressionanti, sono stati forniti da Francois Galgani, docente presso Ifremer (Istituto francese di ricerca marina), come le 25.000 tonnellate di plastica che ogni giorno entrano in mari e oceani. Dove si trovano le plastiche? Pressoché ovunque, dal Mediterraneo allAntartide, e diffuse tra i fondali marini, in superficie, sulle spiagge, nei ghiacci, nel biota, nei sedimenti, in atmosfera. E sono ben 700 le specie animali marine che vengono colpite da questo flusso colossale di rifiuti nelle acque, il 30% del quale è costituito da sacchetti in plastica, con il risultato che in determinate aree il 100% della popolazione di tartarughe marine ha ingerito plastiche, non riuscendo a distinguere i sacchetti dalle meduse di cui si alimentano. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 17 luglio-agosto 2017

Un tesoro in fondo al mare | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.10.19

Una ricerca deccellenza capace di fare rete, lassenza di grandi gruppi industriali, unampia disponibilità di materia prima, un settore marino fortemente sviluppato e un governo che ha posto la decarbonizzazione della propria economia al centro del piano di crescita per i prossimi anni. È questa in estrema sintesi la fotografia della bioeconomia in Norvegia, dove il governo guidato da Erna Solberg ha presentato lo scorso dicembre la propria strategia nazionale, fissando un obiettivo molto ambizioso: portare il giro daffari dai 33 miliardi di euro del 2015 a 110 miliardi entro il 2050, nel contesto del più ampio sforzo del paese scandinavo per spingere la crescita economica e loccupazione, riducendo al tempo stesso le emissioni di gas a effetto serra e migliorando limpiego sostenibile delle risorse biologiche. La Norvegia, alle prese con le sfide rappresentate dal declino costante della produzione nazionale di gas e petrolio e dalla necessità di ridurre le proprie emissioni di CO2, guarda avanti puntando con forza su tre parole chiave: transizione, innovazione e competitività. La transizione è intesa verso uneconomia circolare gradualmente decarbonizzata; linnovazione passa dallimpiego di piattaforme tecnologiche in grado di utilizzare le risorse biologiche rinnovabili in molteplici settori, in modo efficiente e redditizio; la competitività si realizza mediante la cooperazione tra settori e industrie e la creazione di un mercato per i prodotti biobased. Il contributo della bioeconomia a uneconomia più circolare, amica dellambiente e a basse emissioni è un presupposto importante per le iniziative di politica pubblica, si legge nella strategia Familiar resources undreamt of possibilities pubblicata dal ministero del Commercio, dellIndustria e della Pesca e frutto di un lavoro congiunto di dieci ministeri. In questo senso continua il documento governativo linternalizzazione degli effetti negativi sul clima e sullambiente nei prezzi dei prodotti sarebbe la via più efficiente per promuovere la bioeconomia, in un quadro di politiche pubbliche olistiche e coerenti in tutti i passaggi delle catene di valore. La politica del governo norvegese per la bioeconomia ha lobiettivo di accrescere la produzione di alimenti e mangimi energetici e industriali (dalla chimica al tessile, fino alla farmaceutica e ai materiali) attraverso limpiego sostenibile delle materie prime biologiche di cui è ricco il paese, fornite dalla terra e soprattutto dal mare. La bioeconomia norvegese ha, infatti, una forte connotazione marina. Basti pensare che dei 33 miliardi di giro daffari di questo meta-settore nel 2015, circa un terzo (10 miliardi di euro) venivano dal settore marino e dallacquacoltura. E la proporzione è destinata a crescere, visto che il fatturato atteso nel 2050 è di 60 miliardi (sui 110 totali). Mentre il settore forestale, quello agroalimentare e le bioindustrie nel 2015 contribuivano rispettivamente per 15, 5 e 3 miliardi di euro, con una crescita attesa al 2050 fino a 27, 15 e 8 miliardi di euro. In un sistema fortemente basato sulle risorse marine, le alghe rappresentano una materia prima fondamentale per lo sviluppo della bioeconomia. Tra gli attori industriali più importanti in questo settore si trova limpresa Seaweed Energy Solutions. [&] Unulteriore prova dellimportanza che la ricerca ha per la Norvegia è listituzione nel 2015 dellIstituto norvegese di ricerca sulla bioeconomia (Nibio), uno dei più grandi istituti di ricerca del paese. Nibio è di proprietà del ministero dellAgricoltura e dellAlimentazione ed è frutto di una fusione tra lIstituto norvegese per la ricerca agricola e ambientale (Bioforsk), lIstituto norvegese per leconomia agricola (Nilf) e lIstituto forestale e paesaggistico norvegese (Skogoglandskap). I suoi campi di specializzazione sono lalimentazione, le foreste e le risorse forestali, la salute dei vegetali e le biotecnologie, lambiente e il clima e la statistica. La Norvegia ci spiega Ernst Kloosterman, ex direttore generale del cluster delle biotecnologie industriali norvegese Ibnn ha attuato strategie nazionali in materia di biotecnologie e bioprospezione (bioprospecting) marina tra il 2000 e il 2009. Ciò ha agevolato lo sviluppo di piattaforme biotecnologiche, di eccellenti infrastrutture e la formazione di scienziati altamente qualificati. Il che sta fortemente contribuendo alla crescita del settore industriale biotecnologico e biobased. Il potenziale è grande, in quanto il paese è ricco di biorisorse e di personale altamente istruito. Nel paese scandinavo non mancano politiche pubbliche di sostegno alla bioeconomia, come incentivi finanziari, misure per la riduzione dei rischi finanziari, investimenti nel know-how e nella conoscenza (educazione inclusa), programmi di sostegno allo sviluppo e allimplementazione di nuove conoscenze e tecnologie nellindustria, piattaforme tecnologiche che sostengono linnovazione, ma anche piani che informano e istruiscono la società e le potenziali parti interessate circa gli impatti sociali ed economici positivi. ... continua a leggere su Materia Rinnovabile n. 17, luglio-agosto 2017

Un tuffo nella circolarità | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.10.19

Profondità, grandi spazi, tempi lunghi, forza della natura, stabilità: sono le immagini più immediate che vengono in mente quando si parla di mare. Elementi non facilmente associabili allidea di circolarità. Eppure, a ben guardare, il nesso tra oceani e circular economy è nella logica delle cose. Basta saper guardare. E nell'ultimo numero di Materia Rinnovabile proviamo a farlo. Ovviamente il mare è collegato alla circolarità perché è un elemento essenziale di alcuni cicli fondamentali, da quello dellacqua a quello del carbonio. Ma questo è un aspetto tecnico che rimanda a conoscenze molto antiche, come quelle scolastiche sullevaporazione, o molto moderne, come le indagini sui meccanismi che finora hanno consentito di assorbire circa la metà dellanidride carbonica emessa e che stanno entrando in crisi per colpa del cambiamento climatico. Cè però un altro aspetto del rapporto tra mare e circolarità che produce un impatto emozionale più immediato e di presa più larga. Basta mettere piede in una spiaggia o concedersi un tuffo per sperimentare in diretta linvasione di ciò che è poco circolare, degli oggetti indesiderati che prendono il posto dei pesci, dei rifiuti che pensavamo di aver liquidato con un gesto frettoloso e distratto e che tornano prepotenti davanti ai nostri occhi. A partire dalla plastica. Nellaprile scorso, sulla Stampa, Mario Tozzi ricordava le isole di plastica, i cinque vortici di dimensioni continentali che contengono ciascuno 7 miliardi di tonnellate di plastica: Nelloceano Pacifico, a Kamilo Beach (isole Hawaii), ci sono ormai più frammenti di plastica che granelli di sabbia. Sono soprattutto sacchetti (shopping bag), di cui se ne fabbricano 500 miliardi allanno (e pensare che nel 1970 nemmeno esistevano), che costituiscono circa il 40% dei rifiuti marini del Mediterraneo. Questi fiumi di plastica si frammentano progressivamente fino a confondersi con gli organismi marini e a essere mangiati da pesci e tartarughe che li scambiano per meduse finendo per soffocare. Ormai ci sono 7 rifiuti per ogni metro di spiaggia come risulta dallindagine Beach Litter 2017, condotta da Legambiente ad aprile e maggio di questanno in 62 punti del litorale italiano. E oltre l80% di questi rifiuti è plastica: frammenti di reti, tappi, bottiglie e contenitori, stoviglie usa getta, sacchetti. Come arginare il fenomeno del marine litter, che costa allUnione europea 477 milioni di euro lanno? Le opzioni sono varie e non alternative. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 17 luglio-agosto 2017

L’età della ciambella | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.08.25

E non si tratta di cerchi nel grano o, solo, di cicli circolari nelleconomia. E nemmeno di dolci di forma circolare. Parliamo di una sostituzione di repertorio iconografico, di codice visuale, un fenomeno che sarebbe interessante studiare con gli strumenti delliconologia, disciplina che studia i cicli di vita di determinate immagini nella storia. Ma veniamo al punto: Economista s. m. e f. [dal fr. économiste (v. economia)] (pl. m. -i). Chi si occupa di scienza economica [...] La definizione (in questo caso tratta dal dizionario Treccani) testimonia un equivoco la cui portata è molto più concreta di quanto si possa essere portati a pensare. Decidendo che per rendere indiscutibili i propri principi e regole era necessario darsi lo status di scienza, leconomia è stata infatti oggetto di una efficacissima operazione di marketing. Mettendosi quindi sullo stesso piano, per esempio, della fisica, della matematica, della biologia, della chimica. In Leconomia della ciambella Kate Raworth documenta come questa sia stata unoperazione pensata e attuata esattamente con lintenzione di avvalorare limmagine delleconomia come qualcosa che è dato, che è così, qualcosa di cui non ha senso mettere in discussione principi, regole, teoremi. Qualcosa che ci spiega chi siamo e cosa facciamo nel mondo. Un angolo retto misura 90°. Ha senso chiedersi se sia giusto che il suddetto angolo si comporti proprio così? Se per essere definito retto non debba invece essere di 91° o 89,5°? No, non molto quantomeno. Ma si può dire lo stesso delle presunte regole delleconomia? È infatti del tutto lecito chiedersi, ad esempio, se la crescita possa essere rappresentata da una curva che cresce armoniosamente verso linfinito. E apparentare quindi, utilizzando impropriamente unimmagine, questa ipotesi a quella di una legge fisica del moto. Nel libro, e nelle sue appassionanti lectures, leconomista eretica (cosi si autodefinisce Kate) insiste nel molto sul ruolo delle immagini, per cercare di renderci consapevoli del loro potere e di come, con un ben studiato set di immagini, leconomia sia arrivata a condizionare il nostro stesso modo di pensare e di vedere il mondo. Alle regole della falsa fisica delleconomia, che di scientifico non hanno nulla, è quindi legittimo e opporre dei criteri di valutazione di carattere politico, etico e anche, naturalmente, scientifico. Credo (ma il dubbio va sempre messo in conto) che nessuno si sognerebbe di sottoporre a giudizio etico il teorema di Pitagora o se è bene che 1+1 faccia 2, sempre. Invece, nel caso della presunta scienza economica, sono proprio le regole che vanno messe in discussione, e la prima domanda da porsi è: a che cosa dovrebbe servire leconomia? È davvero inevitabile che sulla base delle proprie pretese leggi fisiche di funzionamento produca diseguaglianze, iper-concentrazione delle ricchezze, sfruttamento eccessivo delle risorse, conflitti, degrado ambientale e sociale? E siamo davvero tutti fatti così, protesi solo verso linteresse personale, come sostiene lidea delluomo economico razionale? È quindi possibile pensare che le immagini con cui rappresentare correttamente ruolo e funzioni delleconomia siano tuttaltre? E quali idee potrebbero essere rappresentate da queste immagini? Il libro di Kate Raworth apre a qualsiasi lettore un mondo, quello delleconomia, che è stato intenzionalmente confezionato per essere poco accessibile, comprensibile solo a patto di averne assorbito la disciplina, come testimonia lilluminante citazione da Paul Samuelson che Raworth riporta nel suo rivoluzionario lavoro: Non mi importa nulla di chi scrive le leggi di una nazione, o di chi configura i suoi trattati essenziali, finché posso essere io a scriverne i libri di testo di economia. Leconomia della ciambella è rivoluzionario anche per questo, non solo per la chiarezza delle analisi e delle proposte che contiene, ma perché ci sbatte in faccia una realtà che mette a disagio: credere che sia difficile capirne qualcosa di economia, è esattamente ciò che gli economisti volevano che accadesse. E se da parte di un editore può apparire una grossolana vanteria sostenere che un proprio titolo è rivoluzionario, beh, leggetelo. E se non lo fate vengo a casa vostra a leggervelo& vi suono al campanello la domenica mattina, e non vi porto un opuscolo sulla Bibbia, ma qualcosa che comunque vi sta dicendo Svegliatevi!.

Sette passi nel futuro delle città | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.07.21

Ogni dieci anni circa, nel nostro paese sale lattenzione al tema della sostenibilità delle città. Nel 1997, in occasione della firma del Protocollo di Kyoto, ci fu un gran parlare sui modi per rendere meno inquinanti i centri urbani. Nel 2008 la corsa a firmare il Covenant of the Mayor, conosciuto anche come Patto dei Sindaci. Nei (quasi) dieci anni trascorsi da allora, calma (quasi) piatta. Qualche pannello solare qui, un regolamento edilizio un po più stringente là, ladozione meritoria di protocolli per lefficienza energetica degli edifici. Sullo sfondo, interventi spot contro il dissesto idrogeologico, misure antisismiche, piani per il rilancio delle periferie... Se vi sembra che manchi una visione chiara, avete visto giusto. In questo il contesto, in cui si alternano un passo avanti e due indietro, si intrecciano due tendenze: da un lato lintensificarsi degli effetti del cambiamento climatico, dallaltro i processi di trasformazione che riguardano le città. Di recente è stato pubblicato su Nature Climate Change un meta-studio che avverte che, se le emissioni di gas serra continueranno a salire ai ritmi attuali, al 2100 ondate di calore pericolose per la salute umana potranno interessare il 74% della popolazione terrestre. Inoltre, fanno notare gli autori, già oggi circa il 30% della popolazione è a di rischio. Daltro canto, proprio nelle città si concentrerà la maggioranza della popolazione mondiale: secondo lUnicef, al 2030 circa il 60% della popolazione sarà urbana, al 2050 il dato potrebbe aggirarsi intorno al 70%. Architettura, città e territorio verso la Green Economy, indica un percorso che le città italiane potrebbero seguire per cogliere le opportunità generate da questi scenari. Il volume, curato da Ernesto Antonini e Fabrizio Tucci, contiene il Manifesto della Green Economy per larchitettura e lurbanistica, elaborato nellambito del Gruppo nazionale degli stati generali della green economy. Il documento elenca sette punti che, se attuati, potrebbero dare slancio alle economie delle nostre città (non va infatti dimenticato che nelle città viene prodotto l80% del Pil globale), rendendole più belle, efficienti e capaci di adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici. Centrali nel manifesto i temi della riqualificazione degli edifici esistenti, della tutela del patrimonio naturale e culturale, della rigenerazione delle periferie e della qualità ecologica, sociale ed ecologica. I casi a cui guardare non mancano: da Copenaghen che intende diventare carbon neutral entro il 2025 a Parigi, dove si prevede di portare la rete delle piste ciclabili da 700 a 1.400 chilometri. Negli Stati Uniti non si contano i sindaci che hanno deciso di contrastare la decisione del presidente Trump di sfilarsi dallAccordo di Parigi, mentre a Los Angeles è stato lanciato un piano per rendere accessibili le auto elettriche alle comunità più povere... Gli esempi potrebbero continuare, ma tutti indicano che, anche nel nostro paese, le città sono centrali per progettare e costruire un futuro migliore.

Informat Paper News - nextville.it

Aree non idonee eolico: legittimi i provvedimenti della Regione Campania nextville.it - Pubblicato 2017.10.20

Con questa motivazione il Tar Campania (sezione settima), nella sentenza n. 4878 del 18 ottobre 2017, ha respinto il ricorso di un'impresa che - al termine di un lungo iter autorizzativo - si era vista rigettare l'istanza di rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio di un impianto eolico. Il

In vigore in nuovi CAM per l'lluminazione pubblica nextville.it - Pubblicato 2017.10.20

Affinch i contratti d'appalto relativi a impianti di pubblica illuminazione possano essere definiti "verdi", il Dm 27 settembre 2017 definisce i criteri ambientali minimi (CAM) che, ai sensi del Dlgs 50/2016, le Amministrazioni pubbliche devono utilizzare:. per l'acquisto di sorgenti di illuminazione, . per l'acquisto di apparecchi di illuminazione, . e nel caso di affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica. Non sono soggetti ai CAM previsti nel decreto:. pali, strutture di sostegno ed ogni altro tipo di supporto degli apparecchi di illuminazione, . illuminazione di:- gallerie, - parcheggi privati ad uso privato, - aree private a uso commerciale o industriale, - campi sportivi, - monumenti, edifici, alberi, ecc. (illuminazione artistica). Il decreto parte integrante del Piano d'Azione Nazionale per la sostenibilit ambientale dei consumi della pubblica Amministrazione - Green Public Procurement (PAN GPP) e abroga il Dm Ambiente 23 dicembre 2013.

Veneto, nuovo bando per efficientamento energetico PMI nextville.it - Pubblicato 2017.10.19

Destinatari dell'agevolazione sono le micro, piccole e medie imprese che effettuano interventi "finalizzati al contenimento della spesa energetica, alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti e alla valorizzazione delle fonti rinnovabili secondo le opportunit di risparmio energetico individuate e quantificate dalla diagnosi energetica". Sono ammissibili i progetti che si articolano nelle seguenti tre fasi:. Fase 1: valutazione ante intervento del fabbisogno energetico annuo complessivo dell'unit operativa oggetto del progetto e individuazione delle opportunit di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni di gas climalteranti attraverso diagnosi energetica (in conformit all'allegato 2 al Dlgs n. 102/2014); . Fase 2: elaborazione e sviluppo del progetto di contenimento dei consumi e delle emissioni sulla base degli interventi previsti dalla diagnosi energetica, tramite installazione di impianti produttivi ad alta efficienza, interventi di efficientamento energetico negli edifici delle unit operative, installazione di impianti a fonti rinnovabili per autoconsumo, installazione di impianti di cogenerazione; . Fase 3: valutazione post intervento di raggiungimento dell'obiettivo di progetto nonch di risparmio energetico e di riduzione di emissioni di gas climalteranti, attraverso relazione tecnica asseverata oppure diagnosi energetica (in conformit all'allegato 2 al Dlgs n. 102/2014). L'agevolazione pari al 30% della spesa rendicontata ammissibile; non possono essere presentate domande di partecipazione i cui progetti comportano spese ritenute ammissibili per un importo inferiore a 80.000 euro. La dotazione del Bando ammonta complessivamente a ? 6.000.000. La domanda di contributo deve essere compilata e presentata esclusivamente per via telematica, a partire dalle ore 10.00 del giorno 2 novembre 2017 fino alle ore 18.00 del 9 gennaio 2018. Per ogni ulteriore informazione e per consultare il Bando, completo di tutta la modulistica, si vedano i riferimenti qui sotto.

Stati generali della Green economy 2017, aperte le iscrizioni nextville.it - Pubblicato 2017.10.19

Promossi dal Consiglio nazionale della Green Economy, formato da 66 organizzazioni di impresa, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico e con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, gli Stati Generali della Green economy si terranno quest'anno il 7 e 8 novembre presso Rimini Fiera, in occasione di Ecomondo. Obiettivo dell'iniziativa di implementare una "piattaforma per lo sviluppo di una green economy in Italia, attraverso l'analisi dei potenziali positivi, degli ostacoli, nonch delle politiche e delle misure necessarie per migliorare la qualit ecologica dei settori strategici". Saranno tre i temi principali che verranno approfonditi nel corso dell'evento: . la piattaforma di proposte per la nuova legislatura con cui gli Stati Generali della Green Economy si confronteranno con le forze politiche in vista delle prossime elezioni; . un approfondimento sulle citt italiane e sulle aspettative e la percezione dei cittadini verso la green economy, attraverso un'indagine condotta da ricercatori del Censis; . il futuro della green economy nei nuovi equilibri mondiali, con focus specifico su Europa, Cina e USA, tenendo conto sia del ruolo dei decisori politici e delle politiche nazionali, sia del ruolo settore privato. L'evento sar articolato in due giornate: il 7 novembre mattina, nella sessione plenaria di apertura dei lavori, verranno presentate la terza Relazione sullo stato della Green economy 2017 e le Proposte della Green economy per la nuova legislatura, alla presenza del Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Il 7 novembre pomeriggio, ci saranno le sessioni tematiche parallele di approfondimento dedicate quest'anno ai seguenti temi: dal Manifesto della green economy alla Rete delle Green Cities in Italia; il futuro dell'Accordo di Parigi e le politiche energetiche e climatiche; l'attuazione del Pacchetto Direttive circular economy e rifiuti; la mobilit futura; la green economy e le politiche industriali. L'8 novembre mattina la sessione plenaria conclusiva sar dedicata all'approfondimento internazionale "Europa, Cina e Usa: il futuro della Green Economy nei nuovi equilibri mondiali", alla quale parteciperanno imprese internazionali, rappresentanti istituzionali di Europa, Cina e USA ed esperti mondiali di green economy. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 ottobre 2017. Per iscriversi basta accedere alla pagina di registrazione sul sito degli Stati Generali (vedi i Riferimenti in basso) e inserire il codice: STAGEN.

Pannelli solari, Soprintendenza deve adeguatamente motivare il diniego nextville.it - Pubblicato 2017.10.18

Questo il succo della sentenza n. 1458 del 5 ottobre 2017, con cui il Tar Campania ha annullato il provvedimento della Soprintendenza che negava l'autorizzazione - concessa dal Comune - all'installazione di un impianto solare termico sul terrazzo di copertura di un albergo. I giudici amministrativi hanno rilevato una carenza nelle motivazioni espresse nel provvedimento impugnato, che invece dovrebbe essere caratterizzato da un'analisi puntuale delle ragioni per cui l'installazione dei pannelli solari, gi assentita dal Comune, avrebbe comportato un'alterazione inaccettabile dei caratteri paesaggistici, storici od artistici del luogo. Sulla scia di una giurisprudenza piuttosto consolidata, stata riconosciuta come inammissibile una "valutazione astratta e generica non supportata da un'effettiva dimostrazione dell'incompatibilit paesaggistica dell'impianto". La necessit di produrre, da parte della Soprintendenza, "una motivazione particolarmente penetrante, che spiegasse le ragioni d'assoluta incompatibilit dell'apposizione di detti pannelli solari", era nel caso specifico ancor pi giustificata dal fatto che l'impianto in questione (sei pannelli solari termici con minima inclinazione - 35 gradi - e posti su un terrazzo) rappresentava "un intervento non particolarmente invasivo per dimensioni e non eccessivamente significativo, quanto agli aspetti panoramici (.)".

Efficienza energetica nella PA, al via il programma di interventi 2016 nextville.it - Pubblicato 2017.10.18

Secondo quanto stabilito dall'articolo 5 del Dlgs 102/2014, dall'anno 2014 e fino al 2020 sugli immobili della Pubblica amministrazione centrale devono essere realizzati interventi interventi di riqualificazione energetica su almeno il 3% annuo della superficie coperta utile climatizzata In attuazione di ci, il Dm 16 settembre 2016 ha stabilito che entro il 30 novembre di ogni anno deve essere approvato il programma di interventi. Il primo di questi, riferito all'anno 2016 stato approvato con il Dm 21 settembre 2017, pubblicato ieri sul sito del Ministero dello sviluppo economico. Il programma 2016 prevede il finanziamento di 32 progetti che riguardano la riqualificazione di caserme, sedi della Polizia di Stato, sedi della Guardia di finanza, sedi del Ministero degli esteri, la sede ministeriale di Roma del Ministero dello sviluppo economico, sedi di comando dei Vigili del fuoco, ecc. Tutti e 32 gli interventi sono in grado di assicurare un risparmio energetico superiore al 50% rispetto ai consumi annuali ex ante. L'importo per la realizzazione del programma di circa 60 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 73 milioni gi allocati per il PREPAC 2014-2015 in corso di realizzazione. I due programmi consentiranno di riqualificare nel triennio 2014-2016 una superficie complessiva di 1,4 milioni di metri quadri, con un tasso annuo di circa il 3,2% che va oltre il tasso minimo del 3% richiesto dall'Unione Europea.

Informat Paper News - eea.europa.eu

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%),

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%), Francia (3%), Spagna (3%) e Irlanda (3%). Nella relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione, l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) valuta 22 000 zone di balneazione nell'Unione europea, in Svizzera e, per la prima volta, in Albania. Oltre alla relazione, l'AEA ha pubblicato una mappa interattiva con l'indicazione della qualità per ciascun sito di balneazione nel 2013. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, ha dichiarato: "Che la qualità delle acque di balneazione europee continui ad essere elevata è una buona notizia, ma non possiamo permetterci di riposare sugli allori con una risorsa preziosa come l'acqua. Dobbiamo continuare a garantire che le acque di balneazione così come l'acqua potabile e quindi anche i nostri ecosistemi acquatici siano totalmente protetti." Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, "Le acque di balneazione in Europa sono migliorate negli ultimi vent'anni: non si versano più ingenti quantità di acque reflue direttamente nei corpi idrici. Oggi il problema principale sono i picchi di inquinamento di breve durata occasionati da piogge violente e inondazioni, che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e conseguente riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e mari." Le autorità locali procedono a controlli prelevando campioni nelle spiagge in primavera e durante la stagione balneare. Le acque di balneazione sono valutate «eccellenti», «buone», «sufficienti» o «scarse» in base alle percentuali di due tipi di batteri la cui presenza è indice di inquinamento da acque di scolo o da liquami di allevamento; tali batteri, se ingeriti, possono provocare patologie (vomito e diarrea). La valutazione delle acque di balneazione non tiene conto dei rifiuti, dell'inquinamento e di altri aspetti che danneggiano l'ambiente naturale. Sebbene la maggior parte delle zone di balneazione sia sufficientemente pulita ai fini della tutela della salute umana, numerosi ecosistemi nei corpi idrici europei si trovano in una situazione allarmante. Ciò è particolarmente evidente nei mari europei: da una recente valutazione è risultato che gli ecosistemi marini europei sono messi in pericolo da cambiamenti climatici, inquinamento, pesca eccessiva e acidificazione. Molti di questi rischi sono destinati ad aumentare. Acque di balneazione: risultati principali Se è vero che oltre il 95% delle zone di balneazione soddisfa i requisiti minimi, solo l'83% ha però raggiunto il più rigoroso livello di «qualità eccellente». Solo il 2% è risultato scarso. La percentuale di siti che soddisfa i requisiti minimi nel 2013 è circa la stessa del 2012. Tuttavia, la percentuale dell'"eccellenza" è aumentata dal 79% nel 2012 all'83% nel 2013. Nelle spiagge costiere la qualità dell'acqua è risultata leggermente migliore, con una percentuale dell'85% di siti classificati eccellenti. Tutte le spiagge costiere in Slovenia e a Cipro sono state classificate eccellenti. La qualità delle acque di balneazione interne sembra essere leggermente inferiore alla media. Il Lussemburgo è il solo paese a ottenere l'eccellenza in tutte le acque di balneazione, seguito a ruota dalla Danimarca (94%). La Germania ha raggiunto il livello eccellente nel 92% dei quasi 2 000 siti di balneazione interna. Per ulteriori informazioni Sito dell'Agenzia europea dell'ambiente sulle acque di balneazione Sito della Commissione europea sulle acque di balneazione

L'inquinamento atmosferico provoca ancora danni alla salute in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Il rapporto "La qualità dell'aria in Europa rapporto 2013", rappresenta il contributo dell'AEA al riesame della politica per la qualità dell'aria effettuato dalla Commissione europea e all'"anno dell'aria" dellUE. Il trasporto su strada, l'industria, l'agricoltura e il settore residenziale contribuiscono all'inquinamento atmosferico in Europa. Nonostante la riduzione delle emissionsi e delle concentrazioni di alcuni inquinanti in atmosfera osservata negli ultimi decenni, il rapporto dimostra che il problema dell'inquinamento atmosferico in Europa è lungi dall'essere risolto. In particolare, due sostanze inquinanti, il particolato e l'ozono troposferico, continuano a causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. Nuovi dati scientifici indicano che la salute umana può essere compromessa da concentrazioni di sostanze inquinanti inferiori a quanto si pensava in passato. Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: "L'inquinamento atmosferico sta causando danni alla salute umana e agli ecosistemi. Un'ampia parte della popolazione non vive in un ambiente sano secondo gli standard attuali. Per avviare un percorso che porti alla sostenibilità, l'Europa deve essere ambiziosa e rendere più severa l'attuale normativa". Il commissario all'Ambiente Janez Potonik aggiunge: "Per molte persone la qualità dell'aria costituisce una della maggiori preoccupazioni. Gli studi dimostrano che un'ampia maggioranza dei cittadini è consapevole dell'impatto della qualità dell'aria sulla salute e chiede alle istituzioni di intervenire a livello europeo, nazionale e locale, anche in tempi di austerità e difficoltà. Sono pronto a dare una risposta a queste preoccupazioni attraverso il prossimo Riesame della qualità dell'aria della Commissione Tra il 2009 e il 2011, fino al 96 % degli abitanti delle città è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) superiori ai limiti delle linee guida dell'OMS e fino al 98 % è stato esposto a livelli di ozono (O3) superiori alle linee guida dell'OMS. Un numero inferiore di cittadini UE e stato esposto a concentrazioni di PM2.5 e O3 superiori ai limiti o agli obiettivi stabiliti dalla legislazione UE. Tali limiti o obiettivi UE in alcuni casi sono meno severi rispetto alle rispettive OMS. Cfr. i dati dell'AEA sull'esposizione nella UE. Ma il problema non riguarda solo le città. Secondo il rapporto anche alcune aree rurali sono caratterizzate da livelli significativi di inquinamento atmosferico. Un confronto tra le nazione Europee è disponibile nelle schede nazionali allegate al rapporto. Sono molte le storie di successo nella riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici; ad esempio, le emissioni di diossido di zolfo (SO2) delle centrali elettriche, dell'industria e del trasporto sono state ridotte negli ultimi dieci anni, comportando una riduzione dell'esposizione. La progressiva eliminazione del piombo, inquinante ritenuto responsabile di problemi dello sviluppo neurologico, dalla benzina ha determinato una riduzione delle concentrazioni di piombo in atmosfera. Eutrofizzazione Oltre alle preoccupazioni di natura sanitaria, il rapporto analizza i problemi ambientali legati allinquinamento atmosferico, come l'eutrofizzazione, un processo che avviene quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi, mettendo a rischio la biodiversità. L'eutrofizzazione è ancora un problema molto diffuso che riguarda la maggior parte degli ecosistemi europei. Nellultimo decennio, le emissioni di alcuni inquinanti a base di azoto sono diminuite. Ad esempio le emissioni di ossidi di azoto e di ammoniaca sono scese del 27% e del 7% rispettivamente rispetto al 2002. Tuttavia, le emissioni non sono state ridotte quanto previsto e otto Stati membri dell'UE violano i limiti massimi consentiti un anno dopo la scadenza del termine per conformarsi. Per fare fronte all'eutrofizzazione, è necessario introdurre nuove misure volte alla riduzione delle emissioni di azoto.

Acque di balneazione in costante miglioramento in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Cipro e Lussemburgo sono i primi della classe, con acqua di eccellente qualità in tutte le zone di balneazione. Valori eccellenti, al di sopra della media UE, si registrano anche in altri otto paesi: Malta (97%), Croazia (95%), Grecia (93%), Germania (88%), Portogallo (87%), Italia (85%), Finlandia (83%) e Spagna (83%). Questi dati segnalano un miglioramento rispetto all'anno scorso, continuando la tendenza positiva in atto da quando, nel 1990, si è iniziato a monitorare lo stato delle acque a norma della direttiva sulle acque di balneazione. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, così commenta questi risultati: "È incoraggiante vedere che la qualità delle acque di balneazione in Europa continua a migliorare. Occorre comunque fare ancora di più se vogliamo che tutte le nostre acque siano potabili e adatte alla balneazione e che gli ecosistemi acquatici godano di buona salute. L'acqua è una risorsa preziosa e dobbiamo prendere tutte le misure necessarie per proteggerla a dovere." Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell'Agenzia europea dell'ambiente, ha dichiarato: "Dai fiordi nordici alle spiagge subtropicali, l'Europa è ricca di posti in cui cercare il fresco in estate. Il rapporto pubblicato oggi dimostra che la qualità delle acque di balneazione è in generale ottima, ma indica anche la presenza di zone dove i problemi di inquinamento persistono; è per questo che esortiamo le persone a verificare come si classifica la loro meta preferita per nuotare." A partire dai dati raccolti dalle autorità locali in oltre 22 000 località dei 27 Stati membri dell'Unione europea e di Croazia e Svizzera, nonché dalle misurazioni dei livelli di batteri provenienti dalle acque di scolo e dagli allevamenti, l'Agenzia europea dell'ambiente elabora ogni anno i dati sulla qualità delle acque di balneazione. Più di due terzi delle località controllate sono spiagge costiere, il resto è costituito da fiumi e laghi. Il rapporto annuale si basa sui dati relativi alla stagione balneare precedente, pertanto il rapporto di quest'anno è una compilazione dei dati raccolti nell'estate 2012. Malgrado il miglioramento generale, dal rapporto di quest'anno emerge che la qualità dell'acqua è scarsa in quasi il 2% delle zone di balneazione costiere, fluviali e lacustri. Le percentuali più alte di spiagge non conformi si trovano in Belgio (12%), Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6%) e alcune di esse hanno dovuto essere chiuse nel corso della stagione 2012. Quelle che si comportano meglio sono, in genere, le zone di balneazione costiere, il 95% delle quali soddisfa le norme minime e l'81% può fregiarsi di acque eccellenti, mentre per quanto riguarda laghi e fiumi, è il 91% ad essere al di sopra della soglia minima e il 72% ad avere acqua di qualità eccellente. Le tracimazioni causate da piogge violente in zone con sistemi fognari inadeguati costituiscono ancora un problema, sebbene si sia osservato un certo miglioramento della qualità idrica grazie a un sempre più diffuso trattamento delle acque e alla conseguente diminuzione degli scarichi di acque reflue non trattate nell'ambiente. Agli inizi degli anni 90 solo il 60% circa delle zone poteva vantarsi di acque di qualità eccellente, mentre il 70% soddisfava le norme minime. Contesto Le acque di balneazione in Europa devono rispettare le norme stabilite nella direttiva del 2006 in materia, che aggiorna e semplifica la normativa precedente e deve essere attuata dagli Stati membri entro dicembre 2014. L'UE pubblica ogni anno una relazione di sintesi sulla qualità delle acque di balneazione, che si basa sulle relazioni che gli Stati membri devono presentare entro la fine dell'anno precedente. Nella relazione di quest'anno tutti i 27 Stati membri, così come la Croazia e la Svizzera, hanno monitorato la qualità delle acque delle rispettive località di balneazione e ne hanno dato conto alla Commissione, la maggior parte di essi in base alle nuove disposizioni. Per monitorare la qualità delle acque, i laboratori ricercano determinati tipi di batteri, tra cui gli enterococchi intestinali e l'Escherichia coli, la cui presenza può essere indice di inquinamento, soprattutto da acque di scolo o liquami di allevamento. Le località sono poi classificate come conformi ai valori obbligatori, conformi alle linee guida più severe oppure non conformi. Per conoscere la qualità dell'acqua delle nostre località balneari preferite possiamo visitare l'apposita pagina web dell'Agenzia europea dell'ambiente, da cui è possibile scaricare dati e consultare mappe interattive. È inoltre possibile segnalare lo stato dell'acqua di una determinata zona tramite il sito Eye on Earth. Per ulteriori informazioni: European Environment Agency bathing water site European Commission bathing water site

L'Europa deve adattarsi per stare al passo con i cambiamenti climatici — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

La relazione Adaptation in Europe (Adattamento in Europa) descrive le politiche e alcune delle misure adottate a livello dell'UE e dai paesi europei. Al momento metà dei 32 paesi membri dell'AEA hanno elaborato piani di adattamento e alcuni hanno iniziato ad agire, benché tutti i paesi abbiano ancora molto lavoro da fare. Mentre gli sforzi di mitigazione globale dovrebbero continuare a cercare di limitare l'innalzamento della temperatura globale a 2 °C , nella relazione si afferma che è necessario prepararsi ad aumenti maggiori della temperatura e ad altri cambiamenti climatici. Ciò è necessario per tenere conto in modo corretto delle molte incertezze nelle previsioni climatiche e socioeconomiche. Una precedente relazione dell'AEA ha mostrato come i cambiamenti climatici stanno già interessando tutte le regioni in Europa, provocando molte conseguenze per la società e l'ambiente. Ulteriori conseguenze sono attese in futuro se non verrà intrapresa alcuna azione. Le rilevazioni mostrano temperature medie più elevate in Europa. Le precipitazioni stanno diminuendo nelle regioni meridionali e aumentando in Europa settentrionale. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: L'adattamento comporta nuovi modi di pensare e affrontare rischi e pericoli, incertezze e difficoltà. Gli europei dovranno cooperare, imparare l'uno dall'altro e investire in trasformazioni di lungo periodo, necessarie a sostenere il nostro benessere di fronte ai cambiamenti climatici. La relazione è stata presentata oggi in occasione di una conferenza sulla strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, intesa a sostenere politiche di adattamento coerenti e integrate nei diversi settori in Europa. L'Europa inizia ad adattarsi La relazione raccomanda un insieme di diverse misure: misure grigie come progetti ingegneristici e tecnologici, approcci verdi basati sugli ecosistemi e la natura, e le cosiddette misure morbide come le politiche volte a cambiare gli approcci di governance. Nella relazione si sostiene che i progetti di adattamento più efficaci combinano spesso due o più approcci differenti. Per esempio, l'adattamento presso la costa mediterranea francese si basa su un approccio integrato che tiene conto di cambiamenti climatici, turismo, trasporti e biodiversità. Nelle aree urbane, spazi verdi e corpi idrici rientrano nella progettazione edilizia al fine di ridurre i rischi legati alle ondate di caldo. Anche Barcellona ha iniziato ad adattarsi alla carenza di acqua con un nuovo impianto di desalinizzazione ad alta efficienza. Questo progetto grigio opera in tandem con altre iniziative morbide come gli incentivi per ridurre il consumo di acqua, diminuendo gli impatti derivanti da siccità prolungate. Il costo dell'adattamento potrebbe essere elevato in alcuni casi, tuttavia la relazione sottolinea i risparmi complessivi derivanti da alcune azioni di adattamento. Uno dei più grandi progetti di adattamento basato sullecosistema consiste nel ripristinare il bacino idrografico del Danubio al suo precedente stato naturale. Sebbene il costo stimato sia pari a 183 milioni di euro, esso dovrebbe aiutare a prevenire inondazioni come quella del 2005 che da sola è costata 396 milioni di euro di danni. Sono stati istituiti in Europa sistemi di allarme rapido per aiutare a prevedere incendi boschivi, inondazioni e siccità. Secondo la relazione, tali misure morbide possono aiutare le comunità a superare i rischi. Un progetto simile in Italia ha istituito sistemi di allarme rapido per malattie trasmesse dalle zanzare, previste in aumento con i cambiamenti climatici. Sfide future L'Europa ha bisogno di adeguarsi ai cambiamenti climatici in modo coerente, assicurando l'integrazione dell'adattamento nelle politiche dell'UE e in quelle nazionali, afferma la relazione. Non vi è alcun approccio universale: l'adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe rispondere alle condizioni nazionali e locali. Vi è ancora incertezza nelle previsioni relative ai cambiamenti climatici ed è difficile stimare in modo preciso i futuri rischi poiché anche gli aspetti socioeconomici stanno cambiando. Per tali ragioni la pianificazione dell'adattamento dovrebbe essere abbastanza flessibile da superare circostanze impreviste e una serie di futuri cambiamenti climatici, afferma la relazione. Per esempio, il rafforzamento della barriera del Tamigi, che protegge Londra dalle inondazioni costiere, è stato progettato per lasciare aperte delle opzioni, in modo da poter accogliere degli adattamenti in funzione dell'aumento del livello del fiume. Climate-ADAPT raccoglie un gran numero di studi di casi e altre informazioni per aiutare paesi, regioni e città ad adeguarsi ai cambiamenti climatici. Il sito web contiene informazioni su impatti climatici previsti e azioni nazionali nonché notizie e prossimi eventi.

In Austria e Germania i livelli più alti di riciclo, il Regno Unito e l’Irlanda mostrano invece l’incremento più rapido — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Complessivamente è stato riciclato in Europa, nel 2010, il 35% di rifiuti urbani, che rappresenta un notevole miglioramento rispetto al 23% del 2001. Tuttavia molti paesi incontreranno enormi difficoltà a soddisfare gli obiettivi imposti dallUE di riciclare il 50% di rifiuti domestici e simili entro il 2020. I dati provengono da una nuova relazione dellAgenzia Europea dellAmbiente (AEA) che analizza la gestione dei rifiuti solidi urbani, composti principalmente da rifiuti domestici, nei 27 Stati Membri dellUE e in Croazia, Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia. Cinque paesi hanno già raggiunto questo obiettivo, ma molti altri dovranno compiere sforzi eccezionali per conseguirlo prima del termine ultimo. Per esempio, Bulgaria e Romania riciclano adesso piccole percentuali di rifiuti urbani perciò, per conseguire lobiettivo entro il 2020, devono aumentare il riciclo di oltre 4 punti percentuali lanno nel corso di questo decennio, cosa che nessun paese è riuscito a realizzare tra il 2001 e il 2010. Il Regno Unito ha aumentato la quota di riciclo dei rifiuti urbani dal 12% al 39% tra il 2001 e il 2010, mentre lIrlanda ha innalzato i livelli di riciclo dall11% al 36% nello stesso periodo. Anche la Slovenia, la Polonia e lUngheria hanno migliorato notevolmente i livelli di riciclo dal loro ingresso nellUE. LAustria ha la percentuale più alta di riciclo (63%), seguita da Germania (62%), Belgio (58%), Paesi Bassi (51%) e Svizzera (51%). LAEA ha pubblicato, insieme alla relazione principale, anche le relazioni sui singoli paesi. Jacqueline McGlade, Direttore Esecutivo dellAEA, ha dichiarato: In un periodo relativamente breve, alcuni paesi hanno promosso con successo una cultura del riciclo, con infrastrutture, incentivi e campagne di sensibilizzazione. Altri continuano invece a restare indietro, sprecando enormi quantità di risorse. L`attuale elevata domanda di alcuni beni dovrebbe costituire per i paesi un segnale sulle evidenti opportunità economiche del riciclo. La relazione dellAEA è particolarmente importante poiché i rifiuti urbani sono soprattutto competenza del settore pubblico e lattuale situazione economica in molti Stati Membri dellUE richiede una maggiore attenzione su come raggiungere gli obiettivi strategici nel modo più efficace ed economicamente conveniente. La relazione supporta le iniziative della Commissione Europea a sostegno dei Paesi Membri per migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti. Il documento sarà presentato oggi a Brussels nel corso di un seminario sulle strategie politiche e infrastrutture per migliorare la gestione dei rifiuti urbani. Altre conclusioni LEuropa sta risalendo con successo la gerarchia di gestione dei rifiuti, anche se più lentamente di quanto richiesto dalla normativa. La quantità di rifiuti conferiti in discarica è diminuita dal 2001, mentre è aumentata la quantità di rifiuti inceneriti, compostato e riciclato. Riciclare può ridurre i gas serra e risparmiare risorse preziose, poichè i materiali riciclati sostituiscono quelli vergini. Sotto il profilo del ciclo della vita, il cambiamento nel trattamento dei rifiuti urbani tra il 2001 e il 2010 ha ridotto le emissioni di gas serra provenienti dai rifiuti urbani del 56%, o di 38 milioni di tonnellate di equivalente CO2 nellUE, Norvegia e Svizzera. Priorità della legislazione dellUE sui rifiuti è innanzitutto prevenirne la formazione. I rifiuti urbani prodotti da ciascun cittadino dellUE sono calati del 3,6% tra il 2001 e il 2010. Tuttavia ciò potrebbe essere dovuto alla recessione economica (la produzione di rifiuti pro- capite è stata piuttosto stabile tra il 2001 e il 2007). I rifiuti urbani prodotti in media dagli slovacchi sono cresciuti del 39% tra il 2001 e il 2010, mentre i norvegesi e i croati hanno aumentato i rifiuti urbani annui del 30% e del 25% rispettivamente. Per contro, molti paesi hanno ridotto la quantità di rifiuti prodotti e tra questi cè la Bulgaria (-18%), lEstonia (-17%), la Slovenia (-12%) e il Regno Unito (-12%). Norvegia, Irlanda e Polonia hanno ridotto più di tutti gli altri paesi la percentuale di rifiuti urbani destinati alla discarica tra il 2001 e il 2010. Migliori livelli di riciclo sono dovuti principalmente allevoluzione nel riciclo di materiali, con progressi inferiori nel riciclo di rifiuti organici. I paesi che hanno diminuito con successo i rifiuti conferiti in discarica e aumentato il riciclo hanno solitamente applicato una serie di strumenti nazionali e regionali. Tra questi vi è il divieto di conferimento in discarica di rifiuti biodegradabili o di rifiuti urbani non pretrattati, la raccolta differenziata obbligatoria di parti di rifiuti urbani, strumenti economici come le tasse sulle discariche e sugli inceneritori, le tariffe sulla raccolta dei rifiuti volte a incentivare il riciclo. Contesto Il riciclo include il recupero di materiali come, ad esempio, vetro, carta, metallo e plastica, e il compostaggio. Lobiettivo del 50% del riciclo si applica agli Stati Membri dellUE, alla Norvegia e allIslanda. I paesi possono scegliere tra quattro diversi metodi di calcolo per dichiarare la conformità a tale obiettivo. Nella propria analisi lAEA ha utilizzato uno di questi metodi, e va rilevato che altri metodi di calcolo potrebbero dare origine a esiti diversi. Occorre poi sottolineare che i livelli effettivi di riciclo in alcuni paesi potrebbero essere maggiori rispetto a quelli indicati, poiché i loro dati escludono i rifiuti di imballaggio riciclati dalle famiglie. Inoltre, i paesi con livelli di riciclo molto bassi possono richiedere un periodo di deroga al raggiungimento dellobiettivo. Il 4 marzo 2013 Eurostat ha pubblicato Dati 2011 sui rifiuti urbani, offrendo ulteriori possibilità di valutazione. Eurostat utilizza categorie leggermente diverse dallAEA e tali dati non sono perciò direttamente comparabili con lanalisi dellAEA.

Informat Paper News - Rinnovabili.it

L’addio al nucleare di Seoul trova un muro nella popolazione Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.10.20

(Rinnovabili.it) – L’energia nucleare? Troppo economica per rinunciarci. A meno di quattro mesi dall’annuncio dell’abbandono dell’atomo, la Corea del Sud potrebbe esser costretta a fare marcia indietro e rimangiarsi le promesse iniziali. Quando era salito in carica, il nuovo presidente Moon Jae-in aveva fatto grandi promesse, grandi soprattutto per un paese

Urban bio-loop: i rifiuti alimentari diventano materiali da costruzioni Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.10.20

Urban Bio-Loop, uno sguardo al futuro delleco-edilizia (Rinnovabili.it) La prevenzione è il modo migliore per ridurre la quantità di rifiuti alimentari prodotti giornalmente. Ma cosa fare con tutti quegli scarti, non più edibili, che inevitabilmente ancora creiamo? Cè chi si industria con il compost, chi con la produzione di biogas, e chi addirittura con la fabbricazioni di eco materiali da costruzione. A sostenere questultima (e più rara opzione) è oggi il gruppo Arup che, nel report The Urban Bio-Loop, propone di utilizzare i rifiuti non commestibili della catena alimentare e più in generale quelli organici, per sviluppare materiali edili ecologici e basso costo. Lindustria delle costruzioni è ancora fortemente legata ai materiali tradizionali, soluzioni costruttive ad alto impatto ambientale e processi a bassa efficienza. Lutilizzo di elementi alternativi in edilizia permetterebbe non solo di ridurre le emissioni di gas serra associate al settore, ma anche di diminuire rischi e spese sanitarie, aumentando il valore delle aziende. È giunto il momento di passare oltre gli ormai abusati modelli make-use-dispose (produci-usa-getta), impiegati nel nostro settore, ha dichiarato Carol Lemmens, director for global management consulting di Arup. Abbiamo lambizione, le capacità e la mentalità per dissociare la crescita economica dal consumo di risorse. È lunga la lista di rifiuti alimentari che potrebbe rivelarsi utile al settore. I gusci delle arachidi, per esempio, possono essere impiegati nella realizzazione di pannelli divisori che siano resistenti a fuoco e ghiaccio. Il riso potrebbe essere trasformato in cenere e mescolato con il cemento per eliminare la necessità di riempitivi. Dalle banane, le foglie dananas e i gusci del cocco si possono ricavare fibre tessili particolarmente resistenti, mentre dalla bucce di patate si ottiene un materiale isolante leggero, antincendio e idrorepellente. E cè già chi con gli scarti del mais e i funghi ha creato mattoni biologici in grado di sostituire cemento e plastica (Leggi anche Le città sostenibili del futuro costruite con funghi e rifiuti) Abbiamo unoccasione fantastica per ridurre carbonio e i rifiuti usando un quantitativo maggiore di materiali biologici nella costruzioni. Dobbiamo sfruttare questa opportunità sviluppando materiali idonei e metterli in produzione, ha aggiunto il vicepresidente Tristram Carfrae. The Urban Bio-Loop stima che un chilogrammo di materiale di scarto riutilizzato nelledilizia potrebbe offrire un valore economico circa sei volte maggiore di quello ottenuto con il recupero di energia. Leggi il report The Urban Bio-Loop qui.

L’allarme delle associazioni: pochi sbocchi per gli scarti del riciclo Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.10.20

(Rinnovabili.it) Bisogna mettere in campo nuovi sforzi se si intende chiudere completamente il cerchio delleconomia italiana. La filiera nazionale del riciclo sta crescendo in maniera costante e con ottimi risultati ma sono ancora diversi i nodi da scogliere. Uno di questi è la gestione degli scarti del riciclo, i prodotti residuali provenienti dalle attività di recupero dei materiali. Una gestione che per motivi prettamente burocratici sta divenendo sempre più difficile A denunciare il problema sono Assorecuperi e FISE UNIRE che attraverso i propri presidenti, mettono in guardia da un problema che, senza le giuste contromisure, rischia di strozzare lintera filiera. Qualsiasi attività di trattamento dei rifiuti produce più o meno scarti: ad esempio, per carta, plastica, vetro, legno e organico nel 2014 sono stati complessivamente quantificati scarti dalle attività di riciclo per 2,5 milioni tonnellate (dati ultimo rapporto Italia riciclo 2016), che necessitano di una collocazione, spiega Andrea Fluttero, Presidente di FISE UNIRE. Le destinazioni possibili per gli scarti del riciclo, oggi, sono solo due: il recupero energetico o la discarica. Le aziende lombarde che ritirano e trattano i rifiuti non sanno più dove smaltire il residuale, afferma il Presidente Tiziano Brembilla di Assorecuperi gli inceneritori e le discariche regionali sono saturi e i prezzi per i conferimenti stanno lievitando. Il problema, secondo le associazioni, è legato in parte allentrata in vigore del Decreto Sblocca Italia, ed in particolare dellart. 35, con il quale il Governo ha permesso da un lato di aumentare i quantitativi di rifiuti trattati dagli inceneritori, bypassando le varie restrizioni imposte dalle autorizzazioni rilasciate dalla regione, dallaltro ha imposto agli stessi di dare priorità ai rifiuti urbani extraregionali rispetto agli speciali locali, continua Brembilla. Sta diventando sempre più difficile la gestione degli scarti da processi di riciclo dei rifiuti provenienti da attività produttive e da alcuni flussi della raccolta differenziata degli urbani, aggiunge Fluttero in particolare quelli degli imballaggi in plastica post-consumo. Davanti ad un mercato di utilizzo delle materie prime da riciclo, che cresce più lentamente rispetto allofferta, le due associazioni chiedono misure concrete per non inficiare il percorso già avviato di valorizzazione dei rifiuti attraverso il riciclo e, dallaltro, dare la possibilità alle aziende riciclatrici di smaltire a prezzi sostenibili i materiali di scarto da tali processi.

Inquinamento ambientale: abbiamo raggiunto il punto crisi Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.10.20

I numeri dellinquinamento ambientale globale (Rinnovabili.it) Più letale di guerre, omicidi e conflitti armati. Più pericoloso di malaria, AIDS e tubercolosi messe insieme. Linquinamento ambientale è un killer che non ha rivali. Ogni anno la contaminazione di aria, acqua, suolo e luogo di lavoro uccide almeno nove milioni di persone nel mondo e, come tutti i sicari a pagamento, alla fine ci presenta il conto: 4.600 miliardi di dollari solo nel 2015. I numeri arrivano dalla Commission on Pollution and Health del Lancet, che coinvolge oltre 40 scienziati provenienti da diversi Paesi nel mondo. I ricercatori hanno analizzato i dati del Global Burden of Disease, il mega progetto che annualmente valuta, su scala mondiale e con dettaglio nazionale, limpatto delle malattie (burden of diseases) in termini di mortalità, disabilità e determinanti. Da questo patrimonio di informazioni, la Commissione ha potuto determinare i costi sanitari, e quelli economici più in generale, dellinquinamento ambientale. Ha dimostrato così, numeri alla mano, che il Pianeta sta affrontando oggi una minaccia profonda e pervasiva che danneggia in maniera incontrovertibile salute e benessere. Una minaccia da cui nessuno è al sicuro anche se ad esser più colpiti sono i paesi in via di sviluppo. Molte delle morti connesse allinquinamento ambientale, a livello globale, provengono da nazioni in rapida crescita: in India, Pakistan, Cina, Bangladesh, Ciad Madagascar e Kenya lavvelenamento dellaria, dellacqua e della terra è la causa principale di un quarto di tutte le morti premature. LIndia da sola conta fino a 2,5 milioni di vittime lanno. Anche le nazioni ricche hanno parecchio lavoro da fare. Stati Uniti e Giappone sono nella top ten internazionale per le morti connesse agli inquinanti moderni, quali lo smog e contaminanti chimici. Linquinamento è una delle grandi sfide esistenziali dellantropocene, lepoca dominata dalluomo, spiegano gli autori. Mette in pericolo la stabilità dei sistemi terrestri di supporto e minaccia la sopravvivenza della società umane. Analizzando le diverse componenti dellinquinamento ambientale, quello atmosferico si conferma come il più letale con 6,5 milioni di morti lanno nel mondo. Segue quello idrico con 1,8 milioni di decessi annui e linquinamento legato allambiente di lavoro, con 0,8 milioni di morti annui. >Leggi anche Linquinamento atmosferico uccide come una guerra mondiale<< E a preoccupare sono soprattutto i trend futuri dal momento che la situazione globale appare oggi più complessa di quanto ci si fosse aspettato. Lattuale cifra di nove milioni è quasi certamente sottovalutata, spiegano i ricercatori probabilmente di diversi milioni. Questo perché gli scienziati scopro ogni giorno nuovi legami tra inquinamento e malattie, come la recente connessione tra smog e patologie quali demenza, diabete e malattie renali. Il report stima perdite economiche di 4.600 miliardi di di dollari lanno nel mondo, pari a oltre il 6% del PIL globale. Questi costi sono così massicci che possono trascinare in basso leconomia dei paesi che stanno cercando di crescere.

Fv: dalle farfalle il trucco per migliorare l’assorbimento del 200% Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.10.20

(Rinnovabili.it) Arriva dal regno animale lultimo trucco per migliorare lefficienza del fotovoltaico. I ricercatori dellIstituto di Tecnologia di Karlsruhe (KIT), in Germania, sono riusciti ad ottimizzare il processo di assorbimento solare studiando la superficie alare delle farfalle. Nello specifico, hanno cercato di replicare la particolare nanostruttura presente sulle ali della Pachliopta aristolochiae e che permette al lepidottero di aumentare la captazione dei raggi solari per la propria termoregolazione. Le ali di questa farfalle sono caratterizzate dalla presenza, sulla superficie, di minuscoli fori che assorbono la luce su un ampio spettro. La farfalla che abbiamo esaminato ha una peculiarità abbastanza ovvia: è estremamente scura. Questo fa sì che assorba la luce solare particolarmente bene per ottenere calore. Ma, ancora più emozionante del suo aspetto, è per noi il meccanismo con cui raggiunge lelevato assorbimento. E il potenziale di ottimizzazione, che ha un trasferimento di queste strutture sul fotovoltaico, è molto più elevato di quanto ci saremmo mai aspettati, spiega il dott. Hendrik Hölscher dellIstituto per la Microstruttura Tecnologica (IMT) presso il KIT. Gli scienziati guidati da Hölscher e dal collega Radwanul H. Siddique hanno replicato questi nanofori sul uno strato di silicio amorfo. Il team è stato così in grado di catturare una porzione maggiore di luce a bassa frequenza che altrimenti sarebbe stata persa dalla cella. La successiva analisi delle prestazioni ha dato risultati promettenti: rispetto ad una superficie piana, il tasso di assorbimento aumenta del 97 per cento con lincidenza perfetta (90°) dei raggi solari e raggiunge addirittura il 207 per cento in più con un angolo di incidenza di 50 gradi. Questo elemento è particolarmente interessante per la condizioni di illuminazione solare europee, dove si ha a che fare spesso con una luce diffusa. Siddique sostiene che la produzione del nuovo rivestimento sia facile e veloce. Il modo in cui produciamo la struttura è così semplice, aggiunge lo scienziato. Abbiamo bisogno di appena 5-10 minuti per creare questi nanofori su un wafer di silicio. I risultati sono stati pubblicati il 18 ottobre nella rivista scientifica Science Advances .

È ancora lontano il sogno della mobilità sostenibile Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.10.20

I trasporti del pianeta non in linea con gli obiettivi di mobilità sostenibile (Rinnovabili.it) Il settore dei trasporti non è in linea con gli obiettivi di mobilità sostenibile necessari a rispettare gli impegni internazionali per lo sviluppo sostenibile. Non usa mezzi termini la nuova relazione sulla mobilità mondiale lanciata dalla Sustainable Mobility for All (SuM4All), una iniziativa che ha visto impegnate 50 organizzazioni tra cui la Banca Mondiale. Si tratta del il primo studio che valuta le prestazioni globali dei trasporti e i progressi compiuti verso quattro obiettivi principali: accesso universale, efficienza, sicurezza e mobilità verde. La pubblicazione riguarda tutti i sistemi di trasporto, per tracciare un bilancio per nulla lusinghiero. Secondo gli esperti, oltre ad essere inaccessibili a molti dei cittadini più vulnerabili sul pianeta, oggi i trasporti sono appesantiti da un elevato consumo di combustibili fossili, da un aumento delle emissioni di gas serra, dallinquinamento atmosferico e da rumore, da un numero allarmante di incidenti stradali e dalla riluttanza ad abbracciare la digitalizzazione. Tutto ciò si traduce in congestionamenti delle strade, smog, disparità di accesso alla mobilità e inefficienza degli scambi commerciali. >> Leggi anche: Cosa prevede la SEN per la mobilità sostenibile << I trasporti contribuiscono attualmente al 23% delle emissioni globali causate dal consumo di energia e al 18% di tutte le emissioni globali generate delle attività umane, con prospettive oscure. Entro il 2040, senza drastici correttivi, questa cifra potrebbe salire al 40%. Il tasso di crescita medio annuo è stato del 2% dal 1990 al 2012, che fino ad ora rappresenta un ritmo tra i più elevati se si considerano solo i gas serra sprigionati dal consumo di combustibili fossili. Per una mobilità realmente sostenibile, il rapporto individua quattro strade da percorrere, con obiettivi tra il 2030 e il 2050: mitigazione del cambiamento climatico, adattamento al cambiamento climatico, inquinamento atmosferico e inquinamento acustico. Il rapporto vuole aderire allAgenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dellONU, e sostengono che una mobilità davvero sostenibile possa contribuire a buona parte dei suoi 17 macro-obiettivi: dallassistenza sanitaria alla riduzione delle emissioni, dallaccesso alleducazione alloccupazione femminile, fino alla sicurezza alimentare. Le raccomandazioni prevedono che, entro il 2030, vengano fatti progressi tali nei controlli sulle emissioni da ridurre linquinamento atmosferico dei veicoli leggeri e pesanti di circa il 70% rispetto al 2010. Servono inoltre miglioramenti tecnologici per ridurre i livelli di NOX nei diesel a meno di 50 parti per milione, meglio ancora se intorno alle 10 ppm. Per ora, intanto, questi suggerimenti rimangono un bel libro dei sogni.

Informat Paper News - greenreport_it

In Italia l’inquinamento uccide più che negli Usa. 9 i milioni di morti nel mondo all’anno greenreport_it - Pubblicato 2017.10.20

I risultati dell’ultimo rapporto pubblicato da The Lancet In Italia l’inquinamento uccide più che negli Usa. 9 i milioni di morti nel mondo all’anno Nel nostro Paese i principali interventi per migliorare la qualità dell’aria devono concentrarsi sul traffico veicolare e sul riscaldamento residenziale [20 ottobre 2017] di Luca Aterini Quindici volte più di guerre e conflitti,

Greenpeace: a Roma ogni respiro è un rischio. La mappa dello smog vicino alle scuole greenreport_it - Pubblicato 2017.10.20

Greenpeace: a Roma ogni respiro è un rischio. La mappa dello smog vicino alle scuole Anche a Torino,Milano e Palermo valori sempre oltre i limiti: «Fermare i diesel nelle nostre città» [20 ottobre 2017] Nelle ultime settimane Greenpeace ha effettuato tra le 7 e 30 e le 8 e 30 monitoraggi nelle vicinanze di dieci scuole dellinfanzia e primarie di Roma e dice che «hanno costantemente rilevato concentrazioni di biossido di azoto (NO2) ampiamente al di sopra del valore individuato dallOrganizzazione mondiale della sanità per la protezione della salute umana (40 ¼g/m3, microgrammi per metro cubo). La concentrazione media oraria più bassa rilevata da Greenpeace allingresso delle scuole romane è di 48,9 ¼g/m3, la più alta 66,1 ¼g/m3. Si registrano picchi in concentrazioni medie su dieci minuti fino a 111,4 ¼g/m3: un valore abnorme, se si considera che già nel 2005 lOMS segnalava come nei bambini gli effetti patogeni del NO2 sul sistema respiratorio siano provati anche per concentrazioni inferiori ai 40 ¼g/m3». Oggi lorganizzazione ambientalista ha presentato anche il report Ogni respiro è un rischio e ricorda che «Il biossido di azoto è classificato tra le sostanze certamente cancerogene, i suoi effetti patogeni sono principalmente a carico delle vie respiratorie, del sistema sanguigno, delle funzioni cardiache. È, per lappunto, particolarmente nocivo sui bambini, causando infezioni alle vie respiratorie, asma, polmoniti, ritardo nello sviluppo del sistema nervoso e dei processi cognitivi. Lesposizione al NO2 è causa inoltre di nascite precoci e sottopeso; per le donne in gravidanza cè un maggiore rischio di complicanze». Infatti, La soglia massima di concentrazione media annuale per questo inquinante prevista dalla legislazione italiana è di 40 ¼g/m3. Greenpeace dice che «A Roma, dove i valori eccedono in maniera grave questo limite, tre quarti del biossido di azoto presente in atmosfera sono originati dal traffico, e in particolare dai veicoli con motori diesel». Non a caso, lultimo report dellAgenzia europea dellambiente (Eea) ha confermato che lItalia, con oltre 17 mila casi, è il Paese europeo con il più alto numero assoluto di morti premature causate dal NO2. Per questo Greenpeace oggi ha lanciato la campagna Stop ai veleni delle auto per chiedere sindaci delle città italiane più colpite dal biossido di azoto (Roma, Torino,Milano e Palermo di prendere presto provvedimenti radicali per abbattere questo inquinante. Secondo Andrea Boraschi, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia, «Tutti i giorni, prima di entrare a scuola, i nostri bambini fanno un pieno di sostanze tossiche che danneggiano gravemente la loro crescita. Questo accade giorno dopo giorno, cinque giorni a settimana, come se ciò fosse normale o accettabile. Cè però un modo chiaro e semplice per abbattere le concentrazioni di biossidi di azoto nelle grandi città: limitare progressivamente la circolazione dei diesel, fino a vietarla nei prossimi anni». Sulle strade europee circolano oggi oltre 30 milioni di veicoli di fatto illegali: auto i cui valori di emissione di biossido di azoto eccedono fino a oltre 18 volte quelli dichiarati dalle aziende automobilistiche in fase di omologazione. Anche i veicoli diesel più recenti non offrono garanzie: due veicoli su tre, tra quelli di ultima generazione, nelle condizioni reali di guida sforano i parametri previsti. Boraschi conclude: «Respirare aria pulita è un diritto, è arrivato il momento di far compiere alle nostre città un deciso passo in avanti verso il futuro. Per questo chiediamo ai sindaci di Roma, Milano, Torino e Palermo di prendere un impegno in tal senso, e fermare i diesel entro la fine del loro mandato».

Scuola e competenze: 10 punti per capire l’educazione in Italia, e altrettanti per migliorarla greenreport_it - Pubblicato 2017.10.20

Scuola e competenze: 10 punti per capire leducazione in Italia, e altrettanti per migliorarla Senza conoscenza non cè sviluppo sostenibile: dallanalisi dettagliata di due rapporti Ocse le basi per raggiungere gli obiettivi Onu al 2030 [20 ottobre 2017] di Vittoria Gallina La cadenza annuale della pubblicazione dei rapporti Ocse Education at a glance induce, in Italia, una reazione automatica che, soprattutto nella stampa, si esprime in vario modo: dalla ricerca di formule consolatorie (o assolutorie) del nostro sistema alla puntigliosa misurazione delle distanze. Atteggiamenti legittimi certo, ma che non aiutano poi ad usare il rapporto come strumento di lavoro; la novità di questanno è rappresentata dalla circostanza della vicinanza della data di pubblicazione del rapporto 2017 a quella della presentazione del testo Strategie per le competenze Italia 2017. Questo rapporto nasce dal confronto, coordinato da Ocse, su dati di analisi e studi commentati e discussi tra responsabili istituzionali e stakeholder di vari settori, che si impegnano nel formulare suggerimenti, proposte ed indicare priorità al nostro sistema. Di seguito viene dato conto dei due testi. La 70° assemblea generale delle nazioni unite nel 2015 ha indicato i 12 obiettivi che dovranno essere raggiunti per garantire uno sviluppo sostenibile; il documento noto come Agenda per uno sviluppo sostenibile per il 2030 contiene un invito a tutti i paesi a intraprendere azioni mirate, volte a eliminare la povertà, proteggere il pianeta e assicurare pace e prosperità a tutti. Il quarto dei dodici punti/obiettivo stabilisce la necessità di assicurare una equità inclusiva e sostenibile delleducazione al fine di garantire a tutti e tutte la fruizione di opportunità di lifelong learning; larticolazione in obiettivi di questo punto è il riferimento sul quale vengono costruiti gli indicatori della più completa e ambiziosa agenda che sia mai stata stabilita per leducazione nel mondo globale. Queste, in estrema sintesi, le prospettive entro le quali si pone la lettura dei processi di istruzione e formazione dei paesi ed economie Ocse e partner[i] contenuta in Education at a glance 2017. Gli indicatori esaminati rilevano che paesi Ocse e partner si stanno accostando agli obiettivi relativi alle infrastrutture scolastiche e allaccesso alleducazione di base, tuttavia molte sfide restano aperte soprattutto per i tanti paesi che stentano a raggiungere i risultati attesi, misurati in termini di ritorni occupazionali ed economici dellapprendimento e di equità. La parità di genere sembra raggiunta nellaccesso ai livelli della scuola dellinfanzia, primaria ed anche secondaria, tuttavia la distanza tra generi si evidenzia ancora nei livelli complessivi di istruzione della popolazione adulta e nelle opportunità di pieno utilizzo dei risultati della istruzione posseduta da parte delle donne. Il rapporto raccoglie in uno schema sintetico i dati più significativi[ii]. 1) Tra il 2000 e il 2016 aumentano i giovani con titolo di studio terziario e diminuiscono quelli che non raggiungono il diploma Popolazione 25-34 anni 2000 2016 Livello terziario ( laurea) 26% 43%; Italia 23% Non raggiungono diploma 25% 16%; Italia 22% 2) Una istruzione più elevata offre migliori opportunità di lavoro e retribuzione Adulti con titolo di studio di livello terziario occupati 84%; salario medio +56% soffrono meno di disturbi depressivi; Italia 64%, salario medio + 49% Adulti con diploma o post-diploma non accademico (di fatto inesistente in Italia) Occupati 74%; Italia 63% 3) Molte persone tuttavia sono ancora lasciate indietro: il 25% degli studenti della secondaria superiore non si diplomano neanche a due anni dalla fine della regolare durata dei percorsi di studio, che frequentano, e il 15% di giovani 18-24 anni sono NEET. 4) Aumenta la spesa (fondi pubblici) per listruzione primaria e secondaria e listruzione terziaria. Nello stesso periodo diminuiscono le iscrizioni degli studenti della scuola primaria, secondaria e del post diploma non accademico mentre aumenta la spesa per questi livelli di scuola: dal 2008 al 2014 (indice di cambiamento 100 al 2010) passano da 101 a 99; sempre negli stessi anni (indice di cambiamento 100 al 2010) la spesa sale da 97 a 104. Gli iscritti alla istruzione terziaria aumentano dal 2008 al 2014 (indice di cambiamento 100 al 2010) da 94 a 111, la spesa sale dal 2008 al 2014 (indice di cambiamento 100 al 2010) da 95 a 105. Si nota un notevole impegno economico del pubblico nella istruzione terziaria. Va tuttavia considerato che, mentre tutta la spesa per listruzione è aumentata, questo non ha corrisposto allaumento del PIL (2% in meno), tuttavia tra il 2010 e il 2014 ( dati disponibili) la spesa è rimasta stabile. 5) La professione docente non è attrattiva, soprattutto dal punto di vista economico: i salari dei docenti non sono competitivi rispetto a quelli degli altri laureati. In termini percentuali, fatto 100 il salario di un laureato non occupato nellinsegnamento, che lavora in una posizione per cui è richiesta la laurea, il salario dei docenti è inferiore. Scuola pre- primaria 78% Italia 68% Scuola primaria 84% 68% Scuola secondaria inferiore 87% 68% Scuola secondaria superiore 92% 73% 6) I docenti sono sempre più vecchi e sono prevalentemente donne (7 docenti su 10) Età docenti 2005 Età docenti 2015 50 anni e oltre 30% 50 anni e oltre 33% Tra 30 e 49 anni 56% Tra 30 e 49 anni 56% Fino a 30 anni 14% Fino a 30 anni 11% I docenti italiani sono i più vecchi nel confronto con la media Ocse e con la media europea ( dati 2015 relativi a docenti con 50 anni e più) Italia Ocse EU Scuola primaria 60% 32% 33% Scuola superiore 71% 40% 42% 7) Il 25% della popolazione adulta ( 25-64 anni ) ha una laurea (livello di istruzione terziaria) in economia , gestione aziendale, discipline giuridiche (business, administration, law) , queste sono le lauree più diffuse; linteresse per le discipline scientifiche è sostanzialmente stabile ( se si confrontano i neo iscritti e i laureati, per ambiti disciplinari scientifici, si vede che i neo iscritti alle ICT sono il 4% contro il 5% dei laureati, i neo iscritti a scienze naturali- matematica statistica sono il 5%contro il 6%, quelli di ingegneria sono il 17% contro il 16% degli adulti laureati). Il gruppo disciplinare STEM (Science Technology Engineering Mathematics ) conta il 22% dei laureati e , dati 2015, il 44% dei dottorati (chi consegue una laurea in questi settori continua a specializzare le proprie competenze), le possibilità di occupazione per i laureati STEM sono sette volte superiori a quelle dei coetanei/ colleghi che hanno titoli accademici relativi a Belle arti, discipline Umanistiche, Scienze Sociali, Giornalismo e Informazione (questa è la media OCSE, le situazioni possono essere diverse nei diversi paesi ). In Italia i settori disciplinari preferiti sono: Belle arti, Discipline Umanistiche, Scienze Sociali, Giornalismo e Informazione registrano la quota più elevata tra i Paesi dellOCSE (30% di adulti 25-64enni), mentre nelle discipline, indicate come STEM, nel campo della Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica, sono il 24%, percentuale appena inferiori alla media OCSE . Queste scelte si confermano per le generazioni più giovani. Nel 2015, il 39% degli studenti italiani ha conseguito una laurea di primo livello nel campo delle Belle arti, delle discipline Umanistiche, delle Scienze Sociali, del Giornalismo e dellInformazione (media OCSE, 23%) e il 25% si è laureato in una disciplina tecnico-scientifica (media OCSE, 22%)[iii]. Il 14% sono i laureati di primo livello nel campo delleconomia, della gestione e in giurisprudenza contro la media OCSE del 23%. La distribuzione dei laureati di secondo livello è simile, anche se la loro quota, nei campi di economia aziendale, gestione e giurisprudenza è molto più alta, attestandosi al 25%, con un valore prossimo alla media OCSE del 27%. 8) La parità di genere nei livelli più elevati di istruzione è ancora lontana, il fatto è evidenziato dalla percentuale di ragazze iscritte nei diversi ambiti disciplinari. Tutte le facoltà STEM Educazione 78% Scienze naturali, matematica, statistica 50% Salute e welfare 76% Ingegneria 24% Scienze sociali, informazione, giornalismo 64% ICT 19% Arte e discipline umanistiche 63% Gestione aziendale ecc. 54% Laccesso delle donne ai livelli più alti di istruzione ha effetti sulla professione docente: le donne sono il 97% nella scuola pre- primaria, ma hanno raggiunto solo il 43% nella istruzione terziaria. In Italia dal 2005 al 2015 le donne passano, dalla scuola pre-primaria alla secondaria superiore, dal 78% all 80% e nelluniversità dal 34% al 37% 9) A causa del limitato investimento nella scuola della prima infanzia la percentuale dei bambini nelle scuole private è più elevata di quella degli iscritti nella istruzione primaria e secondaria. I percorsi di istruzione professionale sono meno attrattivi di quelli di istruzione generale (25% contro il 37% dei giovani 15-19 anni) malgrado in molti paesi i percorsi di formazione professionale siano una forte componente del sistema. In Italia la partecipazione alla scuola dellinfanzia (istruzione pre -primaria) è tra le più elevate dei Paesi dellOCSE: 16% per i bambini di due anni e 90% per i bambini dai tre ai cinque anni di età. In Italia il sistema distruzione professionale sembra rafforzarsi, è possibile prevedere che il 53% della popolazione sarà messa in grado di conseguire un diploma secondario superiore a indirizzo professionale nel corso della propria esistenza. 10) In Australia, UK e USA circa il 75% degli studenti è supportato da prestiti pubblici o borse di studio per sostenere le spese richieste per la frequenza di alcune istituzioni di istruzione terziaria. In più della metà dei paesi, i cui dati sono disponibili, lacceso alla istruzione terziaria pubblica e /o privata è aperta. Esami gestiti a livello nazionale alla fine della secondaria superiore e esami di ammissione direttamente gestiti dalle istituzioni di terzo livello sono in genere utilizzati per laccesso alle istituzioni di istruzione terziaria. Ulteriori approfondimenti relativi allItalia La percentuale di adulti italiani in possesso di un titolo di studio terziario come livello più alto distruzione è tra i più bassi dei Paesi dellOCSE (solo il 18% di laureati sullinsieme della popolazione adulta). Questi bassi livelli distruzione terziaria possono essere in parte dovuti a prospettive insufficienti di lavoro e a bassi ritorni economici per i laureati (gli uomini guadagnano mediamente il 21% in meno rispetto alla media OCSE, le donne il 35%). Gli uomini sono la maggioranza dei laureati di primo e secondo livello nel campo delle tecnologie dellinformazione e delle comunicazioni (79% di primo livello e 86% di secondo) e in ingegneria, produzione industriale e edilizia (69% e 73%). Le donne sono più presenti nel settore dellIstruzione, delle Belle arti e delle discipline Umanistiche, nelle scienze Sociali, nel Giornalismo e nellInformazione ed anche nel settore della Sanità e dei Servizi Sociali. LItalia comunque evidenzia il divario di genere più pronunciato tra i Paesi dellOCSE nelle lauree del settore educativo dove le donne rappresentano il 94% dei titolari di una laurea di primo livello e il 91% di una laurea di secondo livello. I percorsi di secondaria superiore evidenziano che i due terzi (64%) dei titolari di un diploma professionale hanno studiato nel campo delleconomia aziendale, della gestione e delle discipline giuridiche, e nel campo dellingegneria, dellindustria manifatturiera e edilizia, registrando un tasso più alto rispetto alla media dei Paesi dellOCSE (54%). Anche a livello di diploma i ragazzi sono più presenti nel campo dellingegneria, dellindustria manifatturiera e delledilizia (86%), le ragazze rappresentano la più ampia quota dei titolari di un diploma professionale nel settore della sanità e dei servizi sociali (74%), dei servizi (55%), delleconomia aziendale, della gestione e discipline giuridiche (52%). Il 75% della popolazione adulta (25-64 anni) non partecipa ad attività di istruzione e formazione contro la media Ocse del 50% degli adulti delle stesse fasce di età La spesa per studente (dallistruzione primaria allistruzione terziaria) nel 2014 è stata in media circa 9 300 dollari statunitensi per studente, la spesa Ocse è di circa 10 800. La distanza dalla spesa media Ocse è particolarmente evidente nellistruzione terziaria: in Italia circa 11 500 dollari statunitensi nel 2014 ( 7 100 dollari statunitensi se non si calcola la spesa per le attività di ricerca e sviluppo), mentre la media Ocse della spesa nellistruzione terziaria è superiore di oltre 3 900 dollari statunitensi. (Tra il 2010 e il 2014, la spesa per studente dal ciclo distruzione primario al post secondario non terziario è diminuita del 3%, a seguito della riduzione del 2% della spesa e dellaumento dell1% del numero di studenti. A livello terziario, la spesa per studente è aumentata del 4% nello stesso periodo, poiché il numero di studenti è diminuito più rapidamente rispetto alla spesa. Nel 2014, la spesa per le istituzioni dellistruzione si è attestata al 4% del PIL in Italia, un rapporto molto inferiore alla media OCSE del 5,2% e inferiore del 7% rispetto al 2010. In termini di finanziamento, l87% della spesa dellItalia destinata alle istituzioni dellinsegnamento proviene da fonti pubbliche, l11% dalle famiglie e il restante 2% da altre entità private come le imprese, le istituzioni religiose e altre organizzazioni senza scopo di lucro. Il contributo finanziario delle famiglie e del settore privato è più significativo nellistruzione terziaria e raggiunge il 35% della spesa complessiva per listruzione a livello universitario, rispetto alla media OCSE del 30%. Strategia Nazionale per le Competenze dellItalia 2017 LOcse persegue una strategia specifica sostenuta da analisi mirate allo studio delle competenze possedute dalla popolazione dei vari paesi e, individuando i possibili trend, sviluppa, confrontandosi con responsabili istituzionali e non e stakeholder, suggerimenti ed indicazioni. La fase di studio si è sviluppata in Italia tra luglio 2016 e marzo 2017, ha coinvolto più di duecento stakeholder ( rappresentanti delle imprese, dei lavoratori, dellistruzione, degli istituti di ricerca e del governo) coordinati dallOCSE. LItalia ha bisogno di definire rapidamente una strategia di sviluppo delle competenze che ne promuova lo sviluppo in tutto il territorio nazionale: queste le parole che aprono il rapporto appena licenziato e che sintetizzano la logica del documento. Le stesse ragioni che negli anni avevano determinato il successo italiano (modello di produzione decentralizzato, basato su distretti industriali che sfruttavano, e alimentavano, competenze tecniche e professionali molto avanzate) rischiano di essere causa di performance economiche che, negli ultimi quindici anni, si sono sempre più indebolite. La produttività è limitata, rispetto al numero degli occupati, anche a causa di un livello diffuso di competenze relativamente basso, di una scarsa domanda di competenze avanzate, e di un uso limitato e spesso irragionevole delle competenze disponibili. E vero che in questi ultimi anni sono state messe in campo alcune riforme, ma per renderle efficaci, a giudizio degli stakeholder, si impone una maggiore attenzione alle politiche di sviluppo delle competenze che dovranno essere considerate una priorità per lintero paese . Il problema non riguarda solo i livelli di competenza posseduti /non posseduti dai lavoratori, ma dalla capacità delle imprese di usare pienamente competenze disponibili attualmente e di quelle che si dovranno garantire a tutti in futuro. Il rapporto descrive lItalia come un paese intrappolato in un low-skills equilibrium : basso livello di competenze generalizzato, scarsa offerta di competenze che corrisponde a una debole domanda da parte delle imprese ( poche imprese, relativamente grandi, competitive con successo sul mercato globale, molte imprese medio/piccole che operano con un management scarsamente competente e lavoratori con competenze limitate e livelli di produttività più bassi. Il rapporto individua alcune peculiarità italiane, responsabili della situazione : 1)imprese a gestione familiare( più dell85% del totale e 70% delloccupazione del paese), i manager delle imprese a gestione familiare spesso non hanno le competenze necessarie per adottare e gestire tecnologie nuove e complesse. 2) il livello dei salari in Italia è spesso correlato alletà e allesperienza del lavoratore piuttosto che alla performance individuale, questa caratteristica disincentiva nei dipendenti un uso intensivo delle competenze sul posto di lavoro. 3)il fenomeno dello skills mismatch: le competenze di un lavoratore non sono allineate con quelle richieste per compiere uno specifico lavoro. In Italia circa il 6% dei lavoratori possiede competenze basse rispetto alle mansioni svolte, mentre il 21% è sotto qualificato. Malgrado i bassi livelli di competenze che caratterizzano il paese, si osservano numerosi casi in cui i lavoratori hanno competenze superiori rispetto a quelle richieste dalla loro mansione, cosa che riflette la bassa domanda di competenze in Italia. I lavoratori con competenze in eccesso (11,7%) e sovra-qualificati (18%) rappresentano una parte sostanziale della forza lavoro italiana. Inoltre, circa il 35% dei lavoratori è occupato in un settore non correlato agli studi. Riequilibrare domanda e offerta di competenze richiede che le istituzioni nel settore dellistruzione e della formazione siano più reattive ai cambiamenti, che si sviluppino politiche per il mercato del lavoro più efficaci, ed un uso migliore di strumenti di valutazione e analisi dei fabbisogni di competenze attuali ed emergenti. Infine, sono anche necessari maggiori sforzi da parte del settore privato e disponibilità a collaborare con le istituzioni pubbliche. Il rapporto ha un taglio molto istituzionale, non potrebbe essere altrimenti, che riconosce allItalia un serio impegno per riforme quali il Jobs act e la Buona scuola ( in particolare valorizza lintroduzione della alternanza scuola lavoro, i cui risultati saranno verificabili solo in un ampio arco di tempo ). Si insite molto sulla necessità di integrare attori appartenenti a diversi settori istituzionali, economici e sociali , per stimolare crescita della produzione e migliore distribuzione di risorse economiche e di mando dopera. LOcse delinea un quadro entro cui affrontare quello che definisce il low skills equilibrium italiano, articolato in quattro punti: sviluppare competenze rilevanti; attivare lofferta di competenze; utilizzare le competenze in modo efficace e rafforzare il sistema delle competenze. Entro questo quadro vengono identificate10 sfide, di seguito elencate :Sfida 1 Fornire ai giovani di tutto il Paese le competenze necessarie per continuare a studiare e per la vita. Sfida 2 Aumentare laccesso allistruzione terziaria e al contempo migliorare la qualità e la pertinenza delle competenze garantendo maggiori investimenti e sviluppo degli ITIS (percorsi post diploma non accademici). Sfida 3 Aumentare le competenze degli adulti che hanno competenze di basso livello [13milioni di adulti; il 39% di chi ha unetà compresa tra 25-65 anni possiede un livello basso di competenze, e solo il 14% della popolazione partecipa alla formazione per gli adulti][iv]. Sfida 4 Rimuovere gli ostacoli allattivazione delle competenze sul mercato del lavoro sia dal lato della domanda che dal lato dellofferta. [questa sfida contiene una evidente critica al funzionamento dei servizi per limpiego e, forse, una eccessiva fiducia nella ri-organizzazione e creazione di nuovi strumenti quali Anpal, ANAPP ecc.] Sfida 5 Incoraggiare una maggiore partecipazione da parte delle donne e dei giovani nel mercato del lavoro Sfida 6 Utilizzare meglio le competenze sul posto di lavoro [LItalia è lunico paese del G7 in cui la quota di lavoratori laureati impiegati in posti di lavoro con mansioni di routine è più alta rispetto alla quota di lavoratori laureati impegnati in attività non di routine]. Sfida 7 Fare leva sulle competenze per promuovere linnovazione Sfida 8 Rafforzare la governance multilivello ed i partenariati al fine di migliorare il sistema delle competenze Sfida 9 Promuovere la valutazione e la previsione dei bisogni di competenze per ridurre lo skills mismatch. Sfida 10 Investire per potenziare le competenze Per ognuna delle sfide vengono riportati elementi di analisi, giudizi e proposte degli stakeholder che servono a sostenere possibili linee di azione. Il tono è un podidascalico, per quanto attiene alle finalità del rapporto, che può essere utilizzato in modi diversi, come base per accrescere la consapevolezza pubblica, per facilitare un dialogo pubblico più ampio incoraggiando partner sociali, governi nazionali e regionali a lavorare insieme per affrontare le sfide identificate e vago, ma non potrebbe essere altrimenti, sul passo successivo, quello della implementazione. Questa quindi la conclusione:Il passo successivo per lItalia consisterà nel determinare quali tra le sfide aperte sul tema delle competenze dovrebbero essere affrontate in via prioritaria e sviluppare quindi progetti concreti da mettere in atto, fondati sul coinvolgimento attivo di tutti i ministeri, le autorità regionali e gli stakeholder coinvolti. LOCSE è pronto a intervenire per aiutare il Paese in questo prossimo passo. [i]OCSE Australia Austria Belgium Canada Chile Czech Republic(Denmark Estonia Finland France Germany Greece Hungary Iceland Ireland Israel Italy Japan Korea Latvia Luxembourg Mexico Netherlands New Zealand Norway Poland Portugal Slovak Republic Slovenia Spain Sweden Switzerland Turkey Uk Usa ECONOMIES:FlemishCom.(Belgium) England (UK) NorthernIreland(UK) PARTNERS Brazil Colombia Costa Rica Lituania(Russian Federation. Questo è lelenco delle realtà cui si riferiscono i dati di Education at a glance 2017- Le fonti su cui si fondano le analisi sono le indagini Ocse ( Pisa, All, Piaac, Talis) e le informazioni fornite dai soggetti istituzionali dei vari paesi; poiché oggetto dello studio è il trend / i trend rilevabili nellarco degli ultimi anni, in alcune situazioni mancano elementi utili a ricostruire alcuni andamenti e le modalità di rilevazione ( salvo che per le indagini condotte direttamente da Ocse ) non sono sempre omogenee . [ii] In grassetto, dove possibile , sono stai inseriti nelle tabelle dati relativi allItalia . [iii] Le belle arti e le discipline umanistiche in Italia non sono solo preferite dagli studenti universitari italiani ma lo sono ancora di più dagli studenti stranieri: il 26% degli studenti stranieri è iscritto in questo campo di studi rispetto al 16% degli italiani . [iv] The OECD Economic Survey: Italy (2017) e Getting Skills Right: Italy Policy Review (2017) e indagine PIAAC

Altro che rifiuti zero, in Italia gli scarti da riciclo arrivano a 2,5 milioni di tonnellate l’anno greenreport_it - Pubblicato 2017.10.20

Al contempo la domanda di prodotti riciclati cresce più lentamente dellofferta Altro che rifiuti zero, in Italia gli scarti da riciclo arrivano a 2,5 milioni di tonnellate lanno «Qualsiasi attività di trattamento dei rifiuti produce più o meno scarti». Una realtà con la quale dobbiamo iniziare a fare i conti [20 ottobre 2017] Leconomia circolare in Italia è oggi un anello con due grandi strozzature: la domanda di prodotti riciclati cresce più lentamente dellofferta, e al contempo manca anche uno sbocco adeguato per la gestione degli scarti che come ogni industria manifatturiera anche le aziende che operano nel mondo del riciclo a loro volta producono. Sono questi i due grandi problemi messi ieri in evidenza da Assorecuperi e Fise Unire entrambi associazioni delle imprese di settore , che hanno posto laccento su difficoltà tanto ingenti quanto invisibili, sommersi da un dibattito che sovente si culla sullo slogan rifiuti zero senza conoscere la realtà industriale cui fa riferimento. «Qualsiasi attività di trattamento dei rifiuti spiega dunque dice Andrea Fluttero, presidente di Fise Unire produce più o meno scarti: ad esempio, per carta, plastica, vetro, legno e organico nel 2014 sono stati complessivamente quantificati scarti dalle attività di riciclo per 2,5 milioni di tonnellate (dati ultimo rapporto Italia riciclo 2016), che necessitano di una collocazione, rappresentata generalmente dal recupero energetico, ove tecnicamente possibile, o dalla discarica. Purtroppo sta diventando sempre più difficile la gestione degli scarti da processi di riciclo dei rifiuti provenienti da attività produttive e da alcuni flussi della raccolta differenziata degli urbani, in particolare quelli degli imballaggi in plastica post-consumo. Ciò crea una strozzatura per le attività di riciclo e, a ritroso nella filiera, al normale funzionamento delle raccolte; tale ostacolo da congiunturale sta diventando strutturale e rischia di inceppare in modo irreversibile il meccanismo virtuoso delleconomia circolare, a livello sia locale che di sistema». Per dare un senso ai numeri, i 2,5 milioni di tonnellate di scarti prodotti dal riciclo dei rifiuti in Italia sono superiori a tutti i rifiuti urbani raccolti in un intero anno allinterno di una Regione come la Toscana (dove la produzione di rifiuti urbani è stata pari a 2,31 milioni di tonnellate nel 2016). E questo contando i soli scarti da riciclo. Guardando ai soli rifiuti urbani, ammesso che si riuscisse a portare la raccolta differenziata al 100% (in Italia siamo al 47,5%), prima ancora di arrivare agli scarti da riciclo dovremmo occuparci di poter gestire la frazione estranea e i rifiuti da selezione (tutti classificabili come rifiuti speciali). Senza dimenticare che, allargando adesso la prospettiva, se anche venisse raggiunto il 100% di raccolta differenziata, questa rappresenterebbe circa il 70% dellintera produzione degli urbani e appena il 14% dellintera produzione dei rifiuti (urbani+speciali). Un quadro come si può notare assai complesso, dove peraltro il legislatore mostra spesso di saper mettere le mani solo maldestramente. Quanto sta accadendo oggi in Lombardia (e non solo) ne è lultimo esempio. «Le aziende lombarde che ritirano e trattano i rifiuti non sanno più dove smaltire il residuale, gli inceneritori e le discariche regionali sono saturi e i prezzi per i conferimenti stanno lievitando. Questo spiega il presidente di Assorecuperi Tiziano Brembilla nonostante in Lombardia ci siano ben 13 inceneritori di rifiuti con una notevole capacità di ricezione che potrebbe soddisfare tutto il fabbisogno regionale e permettere lo smaltimento anche di notevoli quantità di rifiuti extraregionali La crisi scaturisce dallentrata in vigore del Decreto Sblocca Italia, ed in particolare dellart. 35, con il quale il Governo ha permesso da un lato di aumentare i quantitativi di rifiuti trattati dagli inceneritori, bypassando le varie restrizioni imposte dalle autorizzazioni rilasciate dalla regione, dallaltro ha imposto agli stessi di dare priorità ai rifiuti urbani extraregionali rispetto agli speciali locali. Questo obbligo ha creato lodierna situazione di crisi: gli inceneritori sono saturati dai rifiuti extraregionali mentre il residuale derivante dallurbano lombardo e i rifiuti speciali delle aziende locali non possono più essere smaltiti». Altro che Sblocca Italia, dunque: anche quando gli impianti per la gestione dei rifiuti sono presenti sul territorio, ci pensa la normativa a bloccarli. L. A.

Riscaldamento: i 10 consigli dell’Enea per unire comfort e risparmio greenreport_it - Pubblicato 2017.10.20

Riscaldamento: i 10 consigli dellEnea per unire comfort e risparmio Italia in classe A un vademecum sulla regolazione e la contabilizzazione del calore [20 ottobre 2017] Nonostante le temperature superiori alla media, in oltre la metà degli 8mila comuni italiani, cioè quelli della cosiddetta zona climatica E, che comprende città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, ma anche zone di montagna, dal 15 ottobre è possibile accendere i riscaldamenti. Per aiutare i consumatori a scaldare al meglio le proprie abitazioni, evitando sprechi e brutte sorprese in bolletta (o sanzioni per non aver effettuato le revisioni di legge), lAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, lenergia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) propone 10 regole pratiche per un riscaldamento efficiente che unisca il comfort al risparmio in bolletta. Eccole:Regola N. 1 Effettuare la manutenzione degli impianti. È la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato consuma e inquina meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa a partire da 500 euro (DPR 74/2013). Regola N. 2 Controllare la temperatura degli ambienti. Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile. Regola N. 3 Attenti alle ore di accensione. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa lItalia. Per i comuni in fascia E, ad esempio, è consentito fino a un massimo di 14 ore. Regola N. 4 Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. È un trucco semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore. Regola N. 5 Schermare le finestre durante la notte. Chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso lesterno. Regola N. 6 Fare il check-up alla propria casa. Lisolamento termico su pareti e finestre delledificio è un aspetto da non trascurare: se la costruzione è stata completata prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre. Con i nuovi modelli che disperdono meno calore il beneficio può essere doppio: si riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire degli ecobonus, la detrazione fiscale del 65%. Regola N. 7 Impianti di riscaldamento innovativi. Se limpianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione o a biomasse, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata con un impianto fotovoltaico. Per linstallazione si può usufruire della detrazione fiscale del 65% in caso di intervento complessivo di riqualificazione energetica o del 50% per una semplice ristrutturazione edilizia. Regola N. 8 Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni. Collocare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Inoltre attenzione a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare laria in una stanza bastano pochi minuti e si evitano inutili dispersioni di calore. Regola N. 9 Installare i cronotermostati. Un aiuto al risparmio arriva dai moderni dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere limpianto in funzione solo quando si è in casa. Regola N. 10 Applicare valvole termostatiche. Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dellacqua calda nei termosifoni, consentendo di mantenere costante la temperatura impostata e concentrare il calore negli ambienti più frequentati. Inoltre, permettono di evitare sprechi abbattendo i costi in bolletta fino al 20%. Le termovalvole usufruiscono di una detrazione fiscale del 50% se installate durante una semplice ristrutturazione edilizia o del 65% per interventi di efficientamento energetico e/o per la sostituzione di una vecchia caldaia con una ad alta efficienza. Il Dlgs 102/2014 ne ha reso obbligatoria linstallazione per condomìni ed edifici polifunzionali [Il Dlgs. n. 102/2014 definisce polifunzionale un edificio destinato a scopi diversi e occupato da almeno due soggetti che devono ripartire tra loro la fattura dellenergia acquistata]. I termini per mettersi in regola ed evitare sanzioni amministrative sono scaduti il 30 giugno 2017. Nellambito della campagna nazionale di informazione e formazione sull`Efficienza Energetica Italia in classe A, promossa dal ministero dello sviluppo economico e realizzata dall`Agenzia per promuovere una cultura delluso efficiente ed eco-sostenibile delle risorse energetiche, lEnea ha realizzato un vademecum sulla regolazione e la contabilizzazione del calore. Per maggiori informazioni:www.agenziaefficienzaenergetica.it

Innovativa tecnologia per ridurre gli incendi boschivi greenreport_it - Pubblicato 2017.10.20

Innovativa tecnologia per ridurre gli incendi boschivi Lha sviluppata luniversità di Westmister grazie al progetto europeo AF3 [20 ottobre 2017] LApplied DSP e il VLSI Research Group (Advrg) delluniversità di Westminster ha sviluppato uninnovativa tecnologia antincendio per combattere gli incendi boschivi e spiega che si tratta di «Un nuovo sistema digitale in grado di rilevare e monitorare gli incendi su larga scala che rivoluzionerà il modo in cui i vigili del fuoco si avvicinano agli incendi forestali». Secondo l Advrg «E destinato a ridurre drasticamente i danni ambientali alle proprietà e a proteggere le vite umane». LUniversità di Westminster è partner nel progetto Advanced Forest Fire Fighting (AF3) che coinvolge 20 Iistituzioni di 10 Paesi Ue ed extraeuropei e che per lItalia vede la partecipazione di Leonardo-Finmeccanica, Politecnico di Torino e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, AF3 puntava a «migliorare lefficienza delle attuali operazioni antincendio e alla protezione delle vite umane, dellambiente e delle proprietà, sviluppando tecnologie innovative a terra ed aeree per assicurare lintegrazione tra sistemi nuovi e esistenti». I ricercatori Advrg di Westmister hanno sviluppato i cosiddetti Low-Power Wireless Ground Sensor Nodes (Lpwgsn) e la tecnologia di accompagnamento del drone che insieme possono rilevare gli incendi boschivi già nelle loro fasi iniziali e possono monitorarli in tempo reale, permettendo così ai servizi antincendio di combattere questi focolai con una precisione senza precedenti, giorno e notte. Alluniversità di Westmister dicono che «La tecnologia innovativa è il culmine dellattività AF3 finanziata con diversi milioni di euro dalla Commissione europea. Il sistema completo, sviluppato durante il progetto AF3, consente ai pompieri di rilasciare dal cielo pellet riempiti di acqua o miscele ritardanti contenute in sacchetti di plastica biodegradabili rapidamente e con precisione, mirando le aree per estinguere efficacemente il fuoco. Questo può, in ultima analisi, proteggere le vite umane, lambiente e le proprietà, mettendo sotto controllo i focolai e mettendoli fuori combattimento prima che possano diffondersi». Il progetto è già stato testato sul terrenoin incendi reali in Grecia, Spagna e Israele e questi test hanno dimostrato sia lefficacia che leconomicità della nuova tecnologia, sia laumento di efficienza del funzionamento delle diverse parti del sistema antincendio, aiutando i vigili del fuoco a a raggiungere il cuore del problema e affrontare rapidamente e in modo più efficiente gli incendi. Izzet Kale, direttore dellAdvrg e leader del team del progetto, conclude: «Questo è un cambiamento di fase nel modo in cui verranno rilevati e fermati gli incendi boschivi e altee forme di fuochi urbani prima di diffondersi e causare danni irreversibili allambiente, alla fauna selvatica e perdite di vite umane. Oltre alla rilevazione e monitoraggio antincendio, i sensori e le loro reti saranno un asset e uno strumento prezioso per il monitoraggio ambientale a lungo termine di una vasta gamma di parametri a fini di ricerca».