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Informat Paper News - Intersezioni

Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

L'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali, in collaborazione con la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, organizza un corso per “Tecnico ispettore del biologico per le produzioni vegetali e agroalimentari”, riconosciuto ai sensi del Reg. CE 834/07 e succ. mod. Scopo del corso è la qualifica del personale incaricato di

Rischio e valutazioni biologiche Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Dopo la presentazione delle Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, elaborate dal Dipartimento Sistemi verdi della Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia (cfr. Giorgetti M., Linee guida per la valutazione di stabilità delle piante arboree ornamentali, Intersezioni, 73, 20 aprile 2016) molti collegi si sono posti il problema di come affrontare il concetto di rischio introdotto per la prima volta dalle Linee guida nella prassi di valutazione della stabilità nel nostro Paese. Il coordinatore delle Linee guida ricorda che la valutazione del rischio di possibili danni a cose e persone nelleventualità che si verifichi un cedimento, sebbene sia stata fino a oggi facoltativa, viene sempre più richiesta dai committenti, soprattutto quando questi sono compagnie assicurative a livello europeo e internazionale. D'altra parte, vi sono esperienze e metodi elaborati in altri paesi, soprattutto negli Stati Uniti d'America e in Gran Bretagna, che integrano l'analisi del rischio nella valutazione "biologica" della stabilità degli alberi. Il seminario, che si terrà a Milano il 27 febbraio prossimo, intende approfondire questi aspetti partendo dai profili culturali che si rifanno alla storia della probabilità, esaminando gli approcci cognitivi e psicologici, inquadrando giuridicamente la responsabilità professionale conseguente alle attività di valutazione, indagando gli elementi essenziali degli aspetti assicurativi connessi alla materia per proporre, infine, una breve rassegna dei criteri adottati nei paesi anglosassoni per la qualificazione professionale nell'ambito di procedimenti standardizzati per la valutazione del "rischio albero". Programma: qui allegato. Coordinamento scientifico: Ginevra Galli, Consigliere Segretario dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Sede: Aula G09 Università degli studi di Milano, Via Camillo Golgi 19, Milano (Mezzi pubblici: MM2 Lambrate, Autobus 61, Filobus 93, Tram 5, 23, 33, FS Milano Lambrate). Ammissione: preadesione a odaf@odaf.mi.it entro il 17 febbraio 2017. Vale l'ordine di preadesione fino a esaurimento dei posti disponibili. Contributo di partecipazione: 45 euro, seminario grauito per studenti e personale dell'Università degli Studi di Milano. Il seminario partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 0,875 CFP di cui 0,5 CFP metaprofessionali.

Valutazione della stabilità degli alberi Intersezioni - Pubblicato 2017.01.24

Lobiettivo principale del corso è la comprensione globale della pianta e dei segnali che questa esprime in quanto, considerata la continua evoluzione delle conoscenze nel settore e il rapido miglioramento degli strumenti diagnostici, le apparecchiature elettroniche non sono da sole sufficienti alla diagnosi. Trattandosi di un campo in cui si utilizzano anche diversi strumenti diagnostici, oltre a unampia descrizione degli strumenti, delle loro capacità e potenzialità, si prevede di farne comprendere il funzionamento, i pregi e i difetti, mediante esercitazioni in campo. Una parte del programma sarà rivolta agli aspetti legali connessi alla stabilità degli alberi con particolare rilievo alla responsabilità penale e civile nel caso di caduta degli alberi. Durata: 4 giornate (dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18) nei mesi di marzo-aprile 2017 (date da definirsi). Programma Biologia e anatomia degli alberi finalizzata agli aspetti diagnosticie statici, Giovanni Morelli Aspetti legali, Paolo Agnoletto Fitopatologia: agenti di decadimento del legno con riconoscimentipratici, Lobis Valentin Lanalisi della stazione e dei problemi stazionali, Luigi Sani Elementi di dendrometria, Antonella Tedesco Strumentazioni per le analisi: pregi e difetti, Marcello Parisini La redazione della perizia di stabilità, Fiorella Castellucchio Approccio allalbero: vta sia bta e workshop in unarea verde urbana con uso delle strumentazioni, Alessandro Pestalozza Docenti Paolo Agnoletto avvocato, Milano Fiorella Castellucchio dottore agronomo, Milano Giovanni Morelli dottore agronomo, Ferrara Marcello Parisini dottore agronomo, Fondazione Minoprio Alessandro Pestalozza dottore agronomo, Milano Luigi Sani dottore forestale, Firenze Antonella Tedesco dottore forestale, Milano Lobis Valentin laureato in fitopatologia allUniversità di Innsbruck Tutor: Fiorella Castellucchio Coordinatore Commissione di studio Verde urbano dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano. Segreteria: Elisa Cipriani Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano Sede del corso: Ordine dei dottori agronomi e dei dottorei forestali di Milano, Via Giovanni Pacini 13, Milano. Mezzi pubblici: MM2 Piola, Autobus 39, 62, Filobus 90, 91, Tram, 23, 33, FS Lambrate). Partecipazione: preadesione entro il 21 febbraio 2017 inviando una mail a odaf@odaf.mi.it. Vale lordine di preadesione fino a esaurimento dei 25 posti disponibili. Contributo di partecipazione (da versare entro il 28 febbraio 2017): 400 euro (esente IVA) per gli iscritti agli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano e di Varese, la quota di iscrizione è di 350 euro (esente IVA) per i giovani iscritti, fino a 3 anni di iscrizione e meno di 30 anni di età, 440 euro (oltre IVA) per gli iscritti ad altri Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali. Il corso partecipa al programma di formazione permanente dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 4 CFP.

Non sparate sul notaio Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il modello di notariato italiano, di tipo latino (civil law notaries), è presente in 86 Paesi del mondo, in 22 su 28 Paesi europei, e copre oltre il 60% della popolazione mondiale. In tutti questi paesi i notai sono giuristi di elevata formazione selezionati dallo Stato, per legge super partes rispetto alle parti e quindi in grado di offrire un'assistenza imparziale di cui sono garanti e responsabili. Il fatto che le operazioni economicamente più importanti per i cittadini siano sottoposte al controllo di legalità preventivo di uno specialista, indipendente dalle parti, riduce in modo molto significativo il contenzioso successivo. I vantaggi del notariato di tipo latino, internazionalmente riconosciuti, hanno condotto negli ultimi anni a seguito della globalizzazione a una considerevole diffusione di questo modello nel mondo: sono entrati a far parte della famiglia paesi anche culturalmente assai distanti come Cina, Giappone, Indonesia e Vietnam, e si è ulteriormente rinforzata la presenza nell'area europea, con l'ingresso della Russia e della quasi totalità dei Paesi dell'Est europeo. Il notariato italiano, il più antico e tra i più autorevoli del mondo, sostiene attivamente la crescita delle organizzazioni notarili di più recente fondazione. La cooperazione tra notariato italiano e cinese è intensa e proficua. Nel 2003 il Ministro della Giustizia cinese aveva scelto Roma per annunciare, nel corso di una visita al Consiglio Nazionale del Notariato, l'adozione da parte del suo Paese del modello di notariato latino e nel settembre 2014 è tornato per approfondire i temi della trasmissione telematica degli atti ai registri immobiliari e delle imprese azzerando problemi noti altrove come identity frauds, identity thefts, e real estate frauds. A tal fine, in questi anni si sono tenuti corsi di formazione a Roma, a cura del nostro Ministero degli Esteri, dell'Unione internazionale del Notariato e del Consiglio nazionale del Notariato. La validità del sistema notarile di tipo latino si è affermata anche in contesti politico-economici totalmente diversi. Alabama e Florida hanno affiancato al sistema anglosassone un nuovo corpo di notai latini, da tempo esistente anche in Louisiana; altri Stati nordamericani ne stanno seguendo lesempio. Il notariato italiano è stato chiamato a collaborare alla formazione dei nuovi colleghi statunitensi. Come funziona dove manca il notaio Ben diverso è il ruolo del public notary di tipo anglosassone (presente in Gran Bretagna, negli Usa e in altri Paesi), il quale è responsabile solo dell'autenticità delle firme: questo obbliga chi, ad esempio, compra e vende una casa a ricorrere alla consulenza di un avvocato per ciascuno e alle spese dellassicurazione, con costi complessivamente molto più elevati di quelli che si sostengono in Italia, a parità di garanzie. La mancanza della figura del notaio di tipo latino determina inoltre la non attendibilità dei dati inseriti nei registri immobiliari e societari di questi paesi, come specifica chiaramente chi li gestisce. Il valore economico della funzione pubblica del notaio è testimoniato anche dalla richiesta dellAmerican Bar Association di tre notai italiani nel gruppo di lavoro istituito con i rappresentanti della Casa Bianca e del FBI per trovare soluzioni efficaci ai problemi legati alla gestione delle identità digitali e alla prevenzione delle frodi elettroniche connesse anche al mercato immobiliare che hanno portato tra laltro alla falsificazione di migliaia di documenti preparati per favorire le espropriazioni dei beni dei debitori (foreclosure-gate and robosigning). Il contributo del notaio Un esempio del contributo che il notariato italiano può dare allattrazione degli investimento si legge nel rapportò Doing business 2011. In tale anno, infatti, lItalia ha recuperato cinque posizioni a seguito della dimostrazione che lefficienza del sistema di circolazione immobiliare in Italia è ai vertici a livello mondiale. Per quanto ovviamente possono valere i metodi di misurazione di questo rapporto siamo stati considerati secondi solo agli Stati Uniti. Tale risultato è la conseguenza dellinformatizzazione dellintero sistema degli adempimenti post stipula (si tratta per il 2011 di 2.700.000 atti immobiliari), realizzata dal notariato senza oneri per lo Stato. La categoria nel 2011 ha incassato e versato allerario senza aggi esattoriale 5,6 miliardi di euro di imposte indirette. Negli Stati Uniti, dove non cè la figura del notaio, il costo di una transazione immobiliare è di gran lunga superiore a quello italiano. Occorre pagare un avvocato per ciascuna parte e una polizza assicurativa per il caso vi sia una rivendita del bene, ma il contenzioso immobiliare ha un valore pari a oltre quattro punti del Pil. In Italia tale contenzioso è pari sempre in percentuale del Pil a meno di un decimo di quello americano. Ciò significa che il sistema notarile è quello migliore nellinteresse del cittadino e per la crescita del paese. In questo momento occorre dare certezze ancora maggiori ai mercati, specialmente a quello immobiliare, nel quale si registra una caduta di oltre il 40 per cento delle transazioni. Chi pone il problema dellattribuzione ad altre categorie professionali delle competenze del notaio si presta a una competizione tra lobby, ma non guarda allinteresse del cittadino, interesse che risiede nella certezza e legalità degli atti destinati ai registri di pubblicità immobiliare e commerciale. Lordinamento del notariato è stato costruito per la tutela di questo valore: quello delle altre categorie professionali è finalizzato a tutelarne altri. È nellinteresse dei cittadini che le competenze degli ordini professionali citati restino distinte. Il notariato esercita una funzione pubblica di grande rilevanza sociale ai fini della tutela delle volontà e degli interessi patrimoniali dei soggetti più deboli e, in particolare, dei consumatori, dei minori, degli incapaci e degli anziani.In Italia la presenza del notaio-controllore ha realizzato il quasi completo annullamento del contenzioso immobiliare attraverso il test di legalità in entrata e la conseguenze certezza dell'atto notarile. In Italia il contenzioso è pari a circa lo 0,003% degli atti. La figura del notaio costituisce un presidio di legalità sul territorio: il 76% delle segnalazioni antiriciclaggio inoltrate da professionisti e operatori non finanziari all'UIF della Banca d'Italia provenivano dai notai. Il notaio, quale pubblico ufficiale, è un partner essenziale dello Stato nel monitoraggio su migliaia di operazioni economiche (legalità, trasparenza, tracciabilità). Le normative antiriciclaggio AML/TF sono un buon esempio di collaborazione fra pubblica amministrazione e Notariato. Inoltre il notaio ha funzione di prevenzione dei furti di identità. La globalizzazione e l'informatizzazione dei mercati rende cruciale la tracciabilità dei dati di persone e cose. Se i dati non sono accurati ed esatti, introdurli in un computer non aiuterà (rapporto Doing business 2005). L'utilizzo fraudolento di dati anagrafici altrui (Id theft) provoca danni enormi nei Paesi non dotati di sistemi di controllo preventivo. Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) Usa del 2003 stimava in 52,5 miliardi di dollari i danni ai cittadini derivanti da Id theft. Nello stesso periodo gli stessi danni venivano stimati in 2,5 miliardi di dollari in Canada e 2,38 miliardi di Euro in Gran Bretagna. Queste cifre si sono fortemente incrementate nel periodo seguente, sulla spinta della globalizzazione e dello sviluppo delle transazioni informatiche.In Italia il fenomeno è, per ora, poco rilevante, proprio a causa del sistema dei controlli ex ante richiesti dalla maggior parte delle operazioni economiche di una certa importanza. Inoltre il sistema del notariato svolge una funzione essenziale, anche se difficilmente quantificabile in termini monetari, di difensore della pubblica fiducia. Il notariato rappresenta infatti una infrastruttura pubblica con il compito di riempire con la propria competenza e con la presenza capillare sul territorio gli spazi di protezione del cittadino (che sia parte in una transazione, possibile creditore o, anche, futuro acquirente), altrimenti in balia di poteri economici tendenti a operare senza interferenze pubbliche e senza controlli. Può essere utile notare che anche Russia e Cina hanno scelto un modello di tipo europeo e, recentemente, nella Repubblica popolare cinese sono stati inseriti in ruolo 20.000 notai per far fronte alle necessità di certezza del diritto derivanti dallo sviluppo delle attività economiche. Modelli a confronto Nel confronto con una transazione immobiliare negli Stati Uniti occorre considerare che nel caso di un acquisto di un appartamento del valore di 400.000-500.000 a New York, con mutuo non inferiore a 400.000 dollari, i costi professionali e assicurativi sostitutivi del costo notarile sono i seguenti: avvocato della banca (bank attorney), minimo 500 dollari; avvocato del promotore delliniziativa immobiliare (sponsors attorney) 1.500 dollari; avvocato del venditore (sellers attorney) da 1700 a 3000 dollari o più (è anche consentito applicare una percentuale di 0,75-1% del prezzo di vendita); avvocato del compratore (purchasers attorney) come lavvocato del venditore; deposito fiduciario per il pagamento delle tasse, da 100 a 2400 dollari in base alla durata (2-6 mesi) per un prezzo fino a 100.000 dollari, 3000 per un prezzo fino a 400.000 dollari; title insurance, 0,50% del prezzo; in pratica, circa 2600 dollari, per acquisti da 500.000 con mutuo di 400.000 dollari, 5400 dollari, per acquisti da 1.000.000 con mutuo di 800.000 dollari, 7600 dollari, per acquisti da 1.500.000 con mutuo di 1.200.000 dollari; premio per il responsabile della compagnia che rilascia la title insurance, 150-200 dollari; title search (verifica del titolo di piena e libera proprietà), da 450 a 600 dollari. Per un totale di 14.000-19.400 dollari o più. Non tutte le voci sono sempre presenti, ad es. lonorario dellavvocato del promotore potrebbe non esserci, mentre la spesa del deposito fiduciario è variabile. Tuttavia, se lavvocato calcola il proprio onorario in percentuale sul prezzo di vendita, questo costo complessivo cresce di ulteriori 5.000/10.000 dollari per un acquisto di 500.000, portando il totale fra 19.000 e 29.400 dollari. Per confrontare il costo complessivo di un atto notarile italiano, il conteggio va fatto aggregando tutte le voci di spesa, a prescindere dal fatto che alcune siano a carico del venditore e altre a carico del compratore. Si tratta solo di onorari e assicurazione, sono escluse tasse comunali e statali, e accessori, che si aggiungono alla spesa, ma qui non interessano.La title insurance (assicurazione sulla bontà del titolo di proprietà) è computata perché si confronta direttamente con lassenza della performance notarile. È inevitabile per proteggersi contro questo rischio, che da noi è surrogato dalla due diligence notarile e dalla combinazione dellinfrastruttura di certezza giuridica notariato-registri pubblici. La title insurance peraltro non è una garanzia reale, ma solo indennitaria, e non segue gli incrementi di valore nel tempo. Nessuno negli Usa ne fa a meno, onde va considerato come un costo implicito (costo socialmente obbligatorio). Lo stesso va detto per il deposito delle imposte, che da noi è implicito nellonorario notarile. La title insurance, è per noi un costo inesistente per effetto diretto dellatto pubblico.In Italia, l'acquisto di un appartamento del valore di 370.000 euro, con contestuale mutuo ipotecario dell'importo di 300.000 euro ha, approssimativamente, il costo (Iva compresa) di 2000 euro per la compravendita e 2000 euro per il mutuo. Occorre, peraltro, ricordare che le tariffe sono state abrogate e, pertanto, tali importi sono meramente indicativi poiché con la liberalizzazione e lapertura della concorrenza fra notai le cifre si stanno ulteriormente riducendo. Se si analizzano i dati con il metodo Doing business, che fraziona loperazione in cosiddette procedure (ciascuna singola interazione con una parte esterna, come unagenzia pubblica, vale una procedura), si nota inoltre che il sistema americano è frantumato in una serie di segmenti (fra cui anche il pagamento di tributi), assai lontano dal sistema one-stop-shop (sportello unico) che il notaio garantisce. Gli abusi delle banche Negli Usa il sistema legale di accertamento della proprietà immobiliare, di documentazione dei contratti e di iscrizione delle ipoteche in pubblici registri è informale, privo di controllo di legalità e, di fatto, lasciato a una modulistica autogestita dagli operatori bancari. Nel periodo della crisi dei mutui subprime è emerso che almeno un milione di contratti di mutuo erano stati firmati in modo fraudolento o falso e che le attestazioni di proprietà erano altrettanto contraffatte. Negli Stati Uniti i soli avvenimenti legati ai mutui subprime del 2011/2012 hanno costretto 23 Stati a sospendere le procedure a causa dell'incertezza sulla identità dei proprietari. Le transazioni relative a falsi atti immobiliari (e alla conseguente perdita di possesso da parte dei proprietari) ammontano per questo periodo ad almeno 35 miliardi di dollari. Un primo accordo da 25 miliardi di dollari nel febbraio 2012 ha chiuso le cause civili promosse contro cinque colossi del credito ipotecario: 750.000 mutuatari che hanno perso la casa fra il 2008 e il 2011 riceveranno un risarcimento di 2000 dollari ciascuno. Ora sembra prossima la transazione di altre 14 banche a conclusione degli sforzi per farne valere la responsabilità. Limporto dei risarcimenti pagati sarà di altri 10 miliardi di dollari, senza che tutte le conseguenze dello scandalo siano chiuse e, soprattutto, senza recare alcun beneficio ai mutuatari che hanno subito levizione. L'importo descrive con chiarezza il valore delle esternalità negative che si producono dove manca il paradigma del controllo preventivo di legalità e tutto viene lasciato allautodeterminazione del mercato e alla sua presunta capacità di autoregolazione a dimostrazione che un mercato lasciato a sé stesso non è in grado di autoregolarsi e che un sistema di auto-certificazione può falsificare i documenti. Il premio Nobel Robert Schiller, dell'Università di Yale, nel suo libro The sub-prime solution afferma che la presenza di un sistema notarile avrebbe potuto contenere in modo sostanziale i danni. Il mondo americano si vanta di non avere costi transattivi (quali le spese notarili) che aggravano i mutui ipotecari nel momento in cui si stipulano, ma se i giocatori barano, si producono danni di dimensioni enormi. In Italia, con la tecnica di controllo latina basata sul test di legalità in entrata svolto dallinfrastruttura notariato/pubblici registri immobiliari, il problema della regolarità dellistruttoria e della documentazione contrattuale è risolto allorigine grazie alla certezza dellatto notarile. Fiducia e funzionamento del mercato La fiducia è uno degli assets fondamentali del sistema economico. Latto notarile bene-fiducia non solo crea, ma sostituisce la fiducia negli scambi impersonali, perché per legge è irrevocabilmente presunto come accurato (fede pubblica). Così latto pubblico è il mezzo per liberare gli individui dal costoso bisogno di munirsi di informazioni e di prendere decisioni per dare e avere la fiducia nellaltro soggetto. I servizi notarili consumano tempo e catturano risorse, ma il costo dellatto notarile è una esternalità positiva (costo efficiente) perché il costo della formalizzazione con controllo di legalità sostanziale, è minore della spesa che, a posteriori, si deve affrontare per ricostruire la certezza del diritto. Perciò è il più basso costo transattivo tra quelli possibili per mantenere un sistema giuridico di sostegno al sistema economico: rende inutili ulteriori spese per far valere legalmente i propri diritti e abbatte i costi di transazione. Perciò latto notarile non introduce costi aggiuntivi, ma riduce i costi duso del mercato al livello più basso. Lalternativa è il modello di common law che surroga il vuoto dellassenza dellinfrastruttura notaio-pubblico registro imponendo strutturalmente lassicurazione (title insurance), produttiva di maggiori costi, e assumendo il rischio di un forte incremento dei comportamenti opportunistici che sfociano in contenziosi legali. Nei sistemi di common law inoltre una o più parti spesso restano prive di rappresentanza, costrette ad assumersi il rischio di mancata assistenza perché non possono permettersi il costo del proprio avvocato. Il contraente forte, ad es. la banca, non rinunzia mai al proprio avvocato, mentre i piccoli finiscono per fare riferimento a lui, sperando, ma senza alcun diritto e alcuna sicurezza, che gli interessi coincidano.

Il cambiamento climatico in musica Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

LArte contemporanea spesso interagisce con i temi ambientali, divenendo forma di comunicazione e sensibilizzazione del vasto pubblico. Mai, tuttavia, era accaduto che unopera in musica, comunemente definita opera lirica, affrontasse il tema della salvaguardia del pianeta e del rapporto tra uomo e natura a scala globale. È il caso di CO2, opera con la musica del compositore contemporaneo Giorgio Battistelli, uno degli autori più eseguiti al mondo, la raffinata e visionaria regia di Robert Carsen, il libretto ecologista di Ian Burton, diretta dal giovane direttore dorchestra Cornelius Meister in prima assoluta mondiale al Teatro alla Scala di Milano, in occasione di Expo 2015. Lopera, in un unico atto di 95 minuti articolato in un prologo, nove scene e un epilogo, affronta il tema globale del cambiamento climatico, una delle questioni più importanti che lumanità si trova oggi ad affrontare. Tema che, dagli anni Ottanta dello scorso secolo, è stato oggetto di dibattiti, confronti e scontri nellambito scientifico e politico. La scelta inedita e innovativa di rappresentare questo soggetto nella forma del teatro musicale e il grande successo di critica e di pubblico conseguito ci conducono a riflettere su come il tema del cambiamento climatico sia divenuto ormai materia popolare, in grado di catturare linteresse di un pubblico eterogeneo, non sempre facilmente coinvolto dai temi ambientali. CO2, inoltre, conferma limportanza e le potenzialità dellarte, in questo caso di una forma artistica totale e complessa come lopera lirica, che unisce musica, canto, teatro, arti plastiche, danza, nel rivestire un ruolo comunicativo e di sensibilizzazione sociale nei confronti di temi scientifici e legati alla sostenibilità. In CO2, la regia, le luci, la fotografia, il testo, la musica svolgono un ruolo non solo teatrale ma inducono alla riflessione sulle capacità espressive ed estetiche dellarte come forma di denuncia e accusa in grado di colpire profondamente lo spettatore, risvegliare un sentimento di partecipazione e indurre ad agire in modo consapevole a favore di una rinascita del pianeta e dellumanità. Lopera, ispirata inizialmente dal libro Una scomoda verità. Come salvare la Terra dal riscaldamento globale, dellex vicepresidente degli Stati Uniti, Al Gore, pubblicato in Italia nel 2006, può essere interpretata come un lamento e una denuncia dellattività delluomo sul nostro pianeta e nel contempo come una storia damore tra luomo e la natura, con le drammaticità, ma anche le speranze, trasmesse attraverso il linguaggio creativo e universale della musica e la drammaturgia delle scene. Siamo trasportati in una dimensione universale come avviene in molte grandi opere del repertorio classico. Il personaggio principale, il climatologo immaginario David Adamson, durante il prologo, apre lopera con una conferenza sul cambiamento climatico, arricchita da coreografie e suggestivi filmati video della Terra vista dallo spazio e del cambiamento del clima. Adamson, tramite la narrazione, guida lo spettatore nel corso delle scene, le quali affrontano il problema unendo il contenuto scientifico riportato con versi, citazioni, rimandi, concetti e dati numerici riferiti alla realtà, con lestetica dellarte. Questultima si esprime tramite brani solistici o sinfonici, il canto in varie lingue morte o vive sanscritto, greco antico, latino, ebraico, russo, arabo, cinese, giapponese, italiano e inglese per rimarcare luniversalità e linternazionalità del tema, i testi e la recitazione, le splendide scenografie di Paul Steinberg, accompagnate da spettacolari video, curati dal giovane video designer Finn Ross, le apocalittiche immagini fotografiche, la danza con la coreografia di Marco Berriel, le luci intense e penetranti di Robert Carsen e Peter Van Praet, i costumi di Petra Reinhardt. Così, nella prima scena, intensamente evocativa, le teorie scientifiche, religiose e mitiche sulla creazione delluniverso e della Terra, sono integrate con affascinanti immagini video rappresentative della realtà, e da informazioni sullo stato del pianeta e le sue malattie: inquinamento, effetto serra, riscaldamento globale, desertificazione, incremento demografico, urbanizzazione. Un caotico aeroporto internazionale, con i viaggiatori impazziti, bloccati per uno sciopero dei controllori di volo, riempie la seconda scena simboleggiando linsostenibilità e lincontrollabilità del traffico aereo. La terza scena affronta la Babele della Conferenza per il Protocollo di Kyoto, un trionfo e un disastro1, presenta lallegato A del Protocollo, ripercorre le principali tappe degli accordi internazionali sul cambiamento del clima, ricordando il futuro appuntamento di COP21 a Parigi nel dicembre 2015, introduce i temi dellesaurimento dei combustibili fossili e della diffusione delle tecnologia per lenergia solare, cita dati reali sulla quantità di carbonio nellatmosfera e laumento della temperatura terrestre. Tramite un messaggio di denuncia, lo spettatore scopre limpatto del sistema del trasporto aereo e dei veicoli a motore sul riscaldamento del pianeta: nel mondo circolano 1 miliardo e mezzo di auto su strada e di veicoli a motore; ogni anno si producono 60 milioni di auto il cui impatto in termini di riscaldamento equivale a 1 miliardo di tonnellate di biossido di carbonio; un Boeing 747 consuma energia pari allenergia consumata da 3.500 utilitarie in una settimana. Gli effetti sono, tra laltro, laumento della frequenza e della violenza degli eventi meteorologici estremi, ben rappresentati, nella quarta scena, da una vorticosa danza di ballerini sufi turchi, a raffigurare gli ultimi venticinque uragani che hanno colpito il mondo nello scorso secolo, tra cui El Niño, Mitch, Sandy. Lo scienziato Adamson continua la narrazione e ci conduce nella quinta scena, nella quale si apre il Giardino dellEden con Adamo, Eva, lalbero della conoscenza e il serpente immersi nella vegetazione lussureggiante dalle diverse sfumature di verde, tra suoni di uccelli e animali, gorgoglii dacqua, vibrazioni del vento. Il Giardino diviene pretesto per introdurre il tema della fotosintesi clorofilliana, della biodiversità vegetale e animale. La scena si chiude nel buio più profondo, al morso della mela da parte di Eva, e improvvisamente lo spettatore viene catapultato in un enorme, coloratissimo supermercato, sesta scena, con alcune donne intente ad acquistare decine di prodotti provenienti da migliaia di chilometri di distanza, dai più disparati Paesi del mondo. È un grido di allarme verso la globalizzazione e il trasporto a lunga distanza del cibo e la conseguente immissione di carbonio nellatmosfera. La scena settima, dallaria poetica e commovente, conduce lo spettatore su una spiaggia della Tailandia, di fronte allOceano indiano, a ricordo della drammaticità e delle vittime dello Tsunami del 2004. Sullo sfondo scorrono le toccanti immagini reali della gigantesca onda oceanica e della sciagura, mentre i due protagonisti, una turista inglese e il direttore di un albergo tailandese, riflettono sulle cause del tragico evento. La scena seguente, lottava, può essere considerata la parte centrale dellopera. Nello spazio cosmico, compare Gea, la dea primordiale della Terra nella mitologia greca, mentre Adamson racconta lipotesi Gaia, teoria olistica, formulata da James Lovelock, nel 19792, per la quale la Terra, con tutte le sue funzioni, è considerata un unico organismo vivente in continua evoluzione, in grado di autoregolarsi. Gaia ricorda la sua generosità nel fornire risorse e induce gli spettatori a riflettere sulle scale del tempo: 14 miliardi di anni letà delluniverso, 4 miliardi e mezzo lesistenza della stessa Gaia e meno di 4 milioni di anni, un battito di ciglio, la presenza delluomo sul pianeta. Denuncia con fermezza i danni catastrofici che gli uomini le hanno inflitto con la loro arroganza, cercando di distruggerla: foreste bruciate, pianure allagate, rocce depredate, mutamenti del clima, della temperatura e dellatmosfera, sconvolgimento delle stagioni, distruzione della biodiversità. La forza e la potenza di Gaia si manifestano nel drammatico e accorato monito pronunciato da lei stessa: &Ma (gli uomini) non distruggeranno me, è loro stessi che distruggeranno! Gaia non sarà sfruttata per il semplice vantaggio degli umani. Segue la nona scena con le bellissime e struggenti gigantografie del famoso fotografo canadese Edward Burtynsky, di grande impatto, a testimoniare lapocalisse e la distruzione della Terra: unautostrada a dieci corsie invasa dal traffico, iceberg che sprofondano, immense torri per il raffreddamento, immagini dei disastri di Chernobyl e Fukoshima, siccità, inondazioni, distruzioni da terremoti, discariche, impianti petroliferi, minieri di carbone, gigantesche dighe, fiumi rosso fuoco inquinati. Adamson prevede una fine apocalittica del mondo. Nellepilogo viene espressa la drammaticità dellopera accompagnata dalla presa di consapevolezza da parte del protagonista e da una lieve speranza. Adamson, dopo avere trascorso il fine settimana in una capanna, solo, immerso nella natura e nella lettura di libri sul riscaldamento globale, si commuove fino a piangere per la tanta bellezza che lo circonda e la tristezza nel pensare alla distruzione di questa meraviglia. Osserva la vita intorno a lui e percepisce un amore di tale intensità che crede di scoppiare. Rapito dal forte sentimento, a sintesi e a conclusione dellopera, pone tre domande percepibili come un messaggio di riflessione rivolto a sé stesso e soprattutto al pubblico: Se questo non è il mio pianeta, di chi è? Se questa non è la mia responsabilità, di chi è? Se sono io la causa, non sono allora anche la vera cura? CO2 per il suo compositore, Battistelli, esprime le potenzialità della musica nel toccare anche argomenti scientifici e sociali, questi ultimi evidenziati dalluso del coro, offrendo unangolatura di osservazione di tipo estetico e artistico, diversa dalla pura scientificità. La musica, in quanto linguaggio ed espressione darte, non ha solo la funzione di intrattenimento ma, come forma creativa in grado di parlare a tutti, diviene mezzo per porre domande anche scomode, suscitare emozioni, proporre chiavi di lettura su temi complessi e delicati di drammatica attualità per indurre allapprofondimento e alla riflessione sul nostro presente. Per Battistelli lopera lirica diviene una forma di impegno etico e sociale nella quale la musica ci può insegnare a ritrovare la capacità di fare rinascere i sentimenti per ascoltare gli altri, la natura e noi stessi.

L’applicazione dei pagamenti diretti alle aziende agrarie Intersezioni - Pubblicato 2016.12.21

Il documento Strategia Europa 2020 della Commissione Europea contiene la strategia dellUnione riguardo alle politiche comunitarie, tra cui quella agricola. LEuropa punta alla crescita intelligente, sostenibile, inclusiva. Intelligente, cioè basata sulla conoscenza, innovazione, ricerca e sviluppo, la riduzione dellabbandono scolastico, lincremento dei laureati. Sostenibile sotto il profilo delle risorse, più verde, con la riduzione delle emissioni carboniche. Inclusiva, elevando il tasso di occupazione, favorendo la coesione economica, sociale, territoriale, migliorando le competenze dei lavoratori, riducendo la povertà. Rimpiazza la precedente strategia di Lisbona (2000-2010), gli obiettivi dichiarati si traducono nelloccupare il 75% della popolazione tra i 20 e i 64 anni, investire almeno il 3% del Pil nella ricerca, ridurre le emissioni dei gas serra del 20-30%, ottenere almeno il 20% del consumo da energia rinnovabile, limitare labbandono scolastico sotto il 10%, innalzare al 40% i laureati, diminuire di almeno 20 milioni i poveri. Allinterno della Strategia Europa 2020, il documento CAP towards 2020 indica gli specifici obiettivi della Pac nella produzione agroalimentare più efficiente (produttività, competitività), nella gestione sostenibile delle risorse naturali e lotta al cambiamento climatico (sostenibilità, greening), nella coesione territoriale (sviluppo rurale, multifunzionalità). Le implicazioni comportano di riorientare gli agricoltori al mercato, evitando lo smantellamento del settore (abbandono di terra e aziende agrarie), fornendo agli agricoltori strumenti di gestione del rischio di prezzo, al venir meno della protezione doganale garantita da prelievi e restituzioni. Se nel periodo di programmazione 2007-2013 lUnione Europea aveva impegnato 994 miliardi di euro (1,04% del PIL), per il periodo 2014-20 si fermano, per la prima volta, a 960 miliardi (-3,5%), non solo per la pressione dei paesi pagatori, quanto per la crisi. Alla crescita sostenibile è destinato il 47% delle risorse (45% nel periodo precedente), la conservazione e gestione delle risorse rurali, sostanzialmente la politica agricola, impegna il 39% dei fondi (43% nel periodo 2007-2013), per un totale di 408,313 miliardi di euro, mentre il 6% è riservato alla politica estera dellUE, il resto allamministrazione. Le disposizioni relative alla politica agricola comune sono contenute allinterno di cinque regolamenti, dal 1305 al 1310 del 2013. È il regolamento 1307 che riguarda i pagamenti diretti. Relativo al primo pilastro è anche il 1308, sullOrganizzazione comune dei mercati (Ocm unica), attinente i singoli prodotti, regolamentazione dei mercati, organizzazione e qualificazione dellofferta. Quello del secondo pilastro è il 1305 (Politica di sviluppo rurale), mentre il regolamento 1306, di tipo orizzontale, concerne il finanziamento, la gestione e il monitoraggio della Pac e il 1310 contiene le disposizioni transitorie. Così, il 1311 (Quadro finanziario pluriennale) indica le modalità di finanziamento di tutte le politiche dellUE, a cui si accompagna il 1303 sui fondi strutturali (Fondo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo agricolo per lo sviluppo rurale, Fondo europeo per la pesca). Il primo pilastro è finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga), il secondo dal Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr). La spesa per la Pac per il 2014-20 che attiene il primo pilastro va da 42,2 miliardi (2014) a 38 del 2020 (-10%), per un ammontare di 281,8 miliardi. Per lo sviluppo rurale si passa da 13,6 miliardi a 12 miliardi (-11,2%, complessivamente 89,9 miliardi). In percentuale il primo pilastro arretra dal 29 al 25% dellintero bilancio Ue, la politica per lo sviluppo rurale da 9,5 all8%. Definita la spesa per la Pac si verifica la convergenza esterna, con lobiettivo di attenuare le disparità in termini di pagamenti diretti medi tra gli Stati, con la graduale confluenza verso un valore uniforme. Gli Stati che presentano pagamenti diretti medi per ettaro inferiori al 90% di quello medio comunitario, colmano un terzo della differenza tra il loro livello attuale e il 90% di quello comunitario nei sei anni di programmazione. In ogni caso, nel 2020 tutti gli Stati riceveranno non meno di 196 euro ad ettaro. Sono i Paesi con un pagamento medio unitario per ettaro maggiore della media dellUE a contribuire proporzionalmente a colmare il gap. A beneficiare del meccanismo della convergenza esterna sono i nuovi membri dellEst Europa (Romania, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia), mentre Italia, Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Belgio sono penalizzati. Per lItalia il costo in termini di minori pagamenti diretti si stima in 250 milioni di euro allanno. La nuova Pac prevede la flessibilità tra i pilastri (modulazione volontaria), ossia la possibilità di trasferire fino al 15% del massimale annuale tra i due pilastri. Dal primo gennaio 2015, la prima novità è rappresentata dallintroduzione del nuovo sistema di pagamenti diretti, sostituto del precedente regime di pagamento unico. Si assiste allo spacchettamento dei pagamenti diretti in più componenti, con lobiettivo di migliorare il targeting del sostegno, nonché la distribuzione sia tra Stati (convergenza esterna), e in ambito interno (convergenza interna). Il riferimento di calcolo è lettaro ammissibile, qualsiasi superficie agricola utilizzata esclusivamente, o prevalentemente, per attività agricole (Sau): seminativi (comprese le serre), colture permanenti (frutteti, vigneti, oliveti, agrumeti, frutta a guscio, compresi i vivai e il bosco ceduo), prati permanenti e pascoli; o che già godeva del pagamento unico aziendale. Il regolamento 1307/2013 articola i pagamenti diretti in sette tipologie, di cui tre obbligatorie: pagamento di base, verde (greening), per i giovani agricoltori; quattro facoltative: pagamento ridistributivo per i primi ettari, alle aree svantaggiate, accoppiato e per i piccoli agricoltori. Le diverse tipologie sono applicate entro determinate percentuali, così lItalia riserva al pagamento di base il 58% del totale, al greening il 30% (fisso per tutti Paesi), e l1% per i giovani agricoltori. Tra i pagamenti facoltativi sceglie quelli accoppiati (11%) e, per i piccoli agricoltori, il regime semplificato che sostituisce le altre tipologie. La disciplina finanziaria, per una gestione flessibile delle risorse, prevede la riduzione lineare, sino al massimo del 3%, dei pagamenti superiori a 2.000 euro. La Riserva nazionale, implementata anche dai titoli non utilizzati per due anni, o non attivati, è impiegata per il sostegno dei giovani, o nuovi agricoltori, di quelli in zone con svantaggi specifici, e in altre fattispecie. Oppure a fronteggiare eventuali rischi nella produzione, o distribuzione dei prodotti agricoli. Tra le novità vi è il concetto di agricoltore attivo, soggetto di aiuto (active farmers), per escludere beneficiari quali aeroporti, ferrovie, acquedotti, campi da golf, ecc.. La difficoltà di una definizione positiva induce alla identificazione dei non attivi. In primo luogo, le persone fisiche, o giuridiche, che possiedono superfici agricole senza svolgere unattività agricola minima (almeno una pratica colturale ordinaria). Nella black list rientrano aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi, aree ricreative permanenti. Esclusi sono i soggetti, non le superfici: date in affitto a uso agricolo ottengono i premi. LItalia include nella black list banche e finanziarie, società immobiliari, per azioni, cooperative, assicurazioni, pubblica amministrazione; con esonero di enti di formazione e sperimentazione (università, istituti, centri di ricerca). I soggetti esclusi possono rientrare tra gli attivi per premi non inferiori al 5% delle entrate totali, o per attività agricole non insignificanti, o se oggetto principale di impresa è lattività agricola. Inoltre, attivo per definizione (active by definition) è chi ha già beneficiato di aiuti, ma inferiori a 1250 euro (5000 in montagna e zone svantaggiate), in pratica gran parte degli agricoltori. Oltre al limite di non applicazione, il decreto ministeriale 6513 del novembre 2014 prevede che lagricoltore attivo sia iscritto allInps, come imprenditore agricolo professionale (Iap), coltivatore diretto, colono, mezzadro; sia titolare di partita Iva in campo agricolo. Riguardo la soglia minima, il reg. 1307/2013 esclude premi inferiori a 100 euro, e superfici ammissibili minori di mezzo ettaro. LItalia ha innalzato la soglia minima a 250 euro per il 2015 e 2016, a 300 euro per gli anni successivi. Il nuovo sistema dei pagamenti diretti presenta la duplice finalità di assicurare un adeguato sostegno fisso al reddito, con un pagamento di base disaccoppiato che garantisce un aiuto uniforme agli agricoltori, di rafforzare lefficacia ambientale della fornitura di beni pubblici dellagricoltura. Pagamento di base È il pagamento di base che rimpiazza il pagamento unico aziendale (Pua), in Italia è pari al 58% del massimale nazionale (57% dal 2017). Per la prima assegnazione dei nuovi diritti all'aiuto gli agricoltori hanno presentato domanda entro il 15 giugno 2015. Il numero di diritti all'aiuto è pari al numero di ettari ammissibili, il loro valore unitario (prima provvisorio, poi definitivo) è medesimo ai pagamenti percepiti nel 2014, diviso il numero di ettari ammissibili. Per gli anni successivi l'agricoltore può aumentare i diritti con l'assegnazione dalla riserva nazionale, o per trasferimento (affitto, compravendita dei diritti). LItalia ha deciso lapplicazione della regione unica e i pagamenti diretti tenderanno a un valore uniforme a livello nazionale (convergenza interna), ciò avrà un effetto penalizzante per gli agricoltori detentori di titoli iniziali di valore elevato, abbandonando gradualmente i riferimenti storici (processo redistributivo). Per attenuare limpatto, lItalia adotta il cosiddetto modello irlandese, che contempla una convergenza parziale e graduale, limitando le decurtazioni per i possessori di diritti storici elevati. Così, è applicata la riduzione progressiva e lineare del 30% sui titoli che presentano un valore iniziale (2015) superiore al valore unitario nazionale (Vun), calcolato al 2019. Invece, i titoli con un valore inferiore al 90% del Vun aumentano di un terzo del differenziale fra il valore iniziale (2015) e il 90% del Vun. Inoltre, entro il 2019 nessun titolo sarà inferiore al 60% del Vun, in Italia di circa 180 euro/ettaro. Per tutelare chi detiene titoli storici elevati sono inclusi nel valore iniziale i pagamenti accoppiati. Per il 2015 il massimale per il pagamento di base è aumentato del 3%, evitando di lasciare somme non spese. Applicata al pagamento di base è la degressività, la riduzione progressiva dei pagamenti sopra una specifica soglia e il capping, la soppressione del premio oltre un fissato importo. LItalia prevede la riduzione ai pagamenti superiore al 5% obbligatorio, e molto consistente: 50% per gli importi maggiori di 150.000 euro; il capping dai 500.000 euro. Il taglio riguarda pochissime imprese (0,1%), inoltre la possibilità di scontare il costo del lavoro consente di fatto di evitare la decurtazione. Le somme risparmiate vengono trasferite al secondo pilastro. Legata al pagamento di base è la condizionalità, insieme di norme e regole ecologiche cui è soggetto il regime (cross compliance). Lobiettivo è il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali, con riferimento a ambiente, cambiamento climatico, composizione dei suoli, sanità pubblica, salute e benessere di piante e animali. Si distingue tra criteri di gestione obbligatoria (Cgo) e buone condizioni agronomico-ambientali (Bcaa). I Cgo sono 13 (gestione delle acque, biodiversità, sicurezza alimentare, identificazione e registrazione degli animali e loro malattie, prodotti fitosanitari, benessere degli animali). Le Bcaa sono 7, fissate a livello nazionale (gestione delle acque, suolo e di stock di anidride carbonica, livello di mantenimento minimo dei paesaggi). I controlli a campione consistono anche in telerilevazioni e fotointerpretazioni. Le sanzioni prevedono la riduzione o lesclusione dal premio. Nel caso di negligenza la decurtazione giunge al 5%, fino al 15% in stato recidivo, infine gli agricoltori possono venir esclusi dal premio anche per più anni. Le regole sulla eco-condizionalità valgono anche per le misure agroambientali dei programmi di sviluppo rurale. Esonerati quanti adottano il regime semplificato (piccoli agricoltori). Pagamenti verdi Il pagamento verde, o ecologico (greening), è il pagamento per le pratiche agricole benefiche per il clima e lambiente, è in misura obbligatoria fissa del 30% del massimale. Solo chi ha diritto al pagamento di base può accedere al greening, che richiede il rispetto di tre pratiche (supercondizionalità): diversificazione delle colture, mantenimento dei prati permanenti, creazione di aree di interesse ecologico. Riguardo alla diversificazione, preferita in sede definitiva alla più impegnativa rotazione, si applica solo ai seminativi, non alle colture permanenti (vigneti, oliveti, alberi da frutta, pascoli). Le colture devono appartenere a generi differenti della classificazione botanica (es. grano, Triticum, e orzo, Hordeum), leccezione è rappresentata dalle colture invernali e primaverili (es. orzo invernale e primaverile), come anche dalle colture appartenenti a specie differenti tra le cucurbitacee (zucche, zucchine, cocomeri, meloni), solanacee (pomodori, melanzane, peperoni, ecc.), brassicacee (cavoli, broccoli, colza, ecc). Così, patate, pomodoro e tabacco (solanacee) sono considerate colture differenti. Ai fini del greening la terra può essere anche lasciata a riposo (set-aside) o tenuta a foraggere. Il periodo di identificazione delle colture presenti in azienda è dal 1 aprile al 9 giugno. Limpegno alla diversificazione è proporzionale agli ettari a seminativi, esonerati i primi 10, cioè la grande maggioranza delle aziende, di due colture per quelle tra 10 e 30 ettari, nessuna delle quali per più del 75% dei seminativi, di tre per le superiori a 30 ettari, con una coltura al massimo al 75% della superficie e la terza almeno del 5%. Esenti le aziende con più del 75% dei seminativi a foraggio, colture sommerse (riso), set-aside, se non superiori a 30 ettari. Per il greening è obbligatorio il mantenimento dei prati permanenti designati dagli Stati nelle zone ecologicamente sensibili, con il divieto assoluto di convertirli o ararli, autorizzazione concedibile da AGEA in altre aree solo se il rapporto tra prati permanenti e superficie agricola totale non diminuisca di oltre il 5% annuo. Tale obbligo è nazionale: limpegno del mantenimento deriva dalla loro rilevanza ambientale. La terza pratica agricola greening è la creazione delle aree di interesse ecologico (ecological focus area, EFA): terreni lasciati a riposo, terrazze, elementi caratteristici del paesaggio, fasce tampone, superfici agro-forestali che ricevono il sostegno dai programmi di sviluppo rurale, terreni ai bordi delle foreste, a bosco ceduo in rotazione senza uso di fertilizzanti e fitosanitari, aree oggetto di imboschimento ai sensi dei Psr, aree con colture azotofissatrici. Vista la difformità delle ecological focus area specifici fattori di conversione, o ponderazione son impiegati per calcolare le relative superfici. Così, 1.000 metri lineari di siepe corrispondono a 5000 m² di EFA, mentre 10 ettari di colture azotofissatrici si riportano a 7 ettari EFA. Limpegno della creazione di aree a interesse ecologico è obbligatorio per le imprese con più di 15 ettari a seminativo, cui dedicano almeno il 5% della superficie. Soglia estendibile al 7% a seguito di decisione della Commissione europea definibile entro marzo 2017. Anche le pratiche equivalenti accedono al greening, devono rientrare tra le misure ambientali dei Psr, o sistemi di certificazione ambientali nazionali. Il divieto di doppio finanziamento (double funding) nega di ricevere ulteriori aiuti dal secondo pilastro. Sono considerati verdi per definizione (green by definition) gli agricoltori in zone Natura 2000 e, soprattutto, ad agricoltura biologica. Il rinverdimento del primo pilastro, con lobbiettivo di spingere gli agricoltori verso pratiche sostenibili e protezione dellambiente, appare alquanto annacquato, rispetto alle proposte iniziali. Sotto il profilo finanziario il pagamento verde è in percentuale obbligatoria fissa del 30% sul massimale nazionale. Per lItalia, nel 2016, con un massimale di 3.850,8 milioni di euro, il greening è pari a 1.155,2 milioni, perciò con una superficie agricola utilizzata di circa 12 milioni di ettari, il pagamento verde medio è di circa 96 euro a ettaro. Ogni azienda presenta un diverso pagamento verde a ettaro: la quota greening si applica al valore iniziale dei titoli, premiando quelle dai premi elevati. Le sanzioni per gli inadempienti sono funzione della gravità, portata, durata, fino allesclusione dal premio, dal 2017 intaccando anche gli altri titoli. Il terzo pagamento obbligatorio è riservato ai giovani agricoltori under 40, cui lItalia destina l1% del massimale, che si insediano per la prima volta, o entro i cinque anni precedenti. La restrizione riguarda gli ettari ammissibili: non più di novanta. Il premio si ottiene moltiplicando il numero dei titoli per il 25% del pagamento medio aziendale, premiando ancora chi li ha elevati. Pagamenti accoppiati Riguardo ai pagamenti accoppiati sono la derivazione del vecchio sostegno ai prezzi. Ampia la lista dei prodotti interessati; esclusi tabacco, vigneti, suini, pollame. Il sostegno riguarda settori e regioni rilevanti in situazione di difficoltà, con lo scopo di mantenere, non accrescere la produzione. LItalia riserva al sostegno accoppiato l11% del massimale nazionale (429,22 milioni di euro), che salirà al 12%, con un incremento di 38 milioni di euro, dal 2017, a detrimento del pagamento di base che diminuirà al 57% del massimale, col conseguente ricalcolo dei titoli. Nel 2015 gli aiuti sono andati a zootecnia, seminativi, olivicoltura. La maggior parte (211,87 milioni, 49,4% del totale) destinati alla zootecnia (da latte, bufale, vacche nutrici, bovini macellati, ovicaprini), erogati in euro per capo. Così, per le vacche da latte limporto del premio è di 56 euro a capo, ulteriori 40 per le zone montane. Il sostegno ai seminativi (146,97 milioni, 34,2%) è distribuito tra sette settori: riso, barbabietola, pomodoro da industria, grano duro, soia, proteaginose e leguminose da granella. Per il grano duro è riservato al Centro-sud (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), per un premio di circa 60 euro/ha. Il sostegno alla soia, destinato a Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia, ammonta a 97 euro/ha. Quello alle proteoleaginose (pisello, fava, fagiolo, lenticchia) riguarda il Centro Italia (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), circa 80 euro/ha. Il premio per le leguminose da granella afferisce al Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), anchesso di 80 euro. I produttori di riso percepiscono 120 euro di aiuto accoppiato, la barbabietola 325 euro/ha, il pomodoro da industria 160. Il terzo settore con aiuti accoppiati è lolivicoltura (70,4 milioni, 16,4%), per un superficie ammissibile di 560.000 ettari. Agli oliveti localizzati in Puglia, Calabria, Liguria spettano circa 78 euro/ettaro, ulteriori contributi per le superfici in pendenza. Partecipano ai premi anche tutti gli oliveti, ovunque localizzati, con il riconoscimento di qualità certificata (Dop, Igp, biologico). Allesigenza di concentrare le risorse sui settori più a rischio e con rilevante impatto ambientale si contrappone listanza di compensare i produttori più penalizzati dai meccanismi di redistribuzione dei premi, non più in chiave storica. A sostituire di fatto tutti questi pagamenti interviene il regime semplificato per i piccoli agricoltori, con lobiettivo della semplificazione amministrativa, dedicato a chi percepisce meno di 1250 euro di aiuti (pagamento flat), e a coloro che accettano tale limite. Limporto si calcola come per gli altri agricoltori, laiuto compreso tra 500 e 1250 euro, il requisito della soglia fisica è una superficie aziendale ammissibile superiore ai 5000 metri quadri. Il vantaggio è lesenzione da obblighi (greening, eco-condizionalità), con le domande precompilate e la liquidazione agevolata. Gli agricoltori potenzialmente interessati al pagamento semplificato in Italia sono moltissimi, circa settecentomila, oltre il 60% dei beneficiari. Conclusioni La riforma della Pac modifica il regime dei pagamenti diretti comportando la ridistribuzione degli aiuti tra settori, agricoltori, territori. Considerata lItalia regione unica e ammissibile tutta la Sau, il rilevante impatto ridistributivo deriva dallestrema differenziazione degli aiuti e dalla loro concentrazione geografica. Le decisioni sul bilancio agricolo pluriennale dellUnione europea comporta già la netta contrazione delle risorse disponibili per lagricoltura (-12,1% rispetto al periodo 2007/13). Inoltre, lItalia sconta una riduzione finanziaria maggiore (-18%), a causa del meccanismo di convergenza esterna, molto penalizzante. Infatti, il nostro Paese è il più sfavorito, avendo goduto di premi relativamente più elevati, con un taglio cumulato dei pagamenti diretti di 870 milioni di euro. Nonostante ciò, per noi la Pac è ancora la politica europea più rilevante per risorse ricevute (47% del totale). A ciò si aggiunge, a livello nazionale, la complicata operazione di convergenza interna del valore dei titoli. Leffetto sulle imprese dipende da diversi fattori: il valore unitario iniziale dei titoli, poiché i possessori di titoli storici di valore elevato subiranno la riduzione, al contrario di chi inizialmente dispone di diritti di scarso valore unitario; il tipo di produzione, per la possibilità di beneficiare di aiuti accoppiati; e, in minor misura, letà e gli anni trascorsi dal primo insediamento, per il supplemento potenziale per i primi cinque anni di attività. La ridistribuzione dei pagamenti comporta lomogeneizzazione dei pagamenti per ettaro, tuttavia i settori che più godevano di aiuti sono penalizzati, quali i seminativi e la zootecnia. In particolare, più danneggiate sono quelle aziende in cui ladeguamento al greening si traduce in ulteriori costi di adattamento strutturale, come quelle situate nelle aree intensive di pianura a indirizzo monocolturale. A vantaggio di quelle più tradizionali, a colture diversificate e che hanno conservato elementi caratteristici del tipico paesaggio agrario. Al contrario, sono premiate le imprese viticole e in genere a colture permanenti (frutteti, arboricoltura, vivai) che vedono innalzarsi gli aiuti senza dover sostenere costi aggiuntivi. Questo potrebbe incentivare la conversione delle produzioni meno profittevoli. Daltro canto, il riorientamento al mercato è proprio uno degli obiettivi della riforma. La normativa del regolamento 1307/2013 appare articolata, macchinosa, complessa, la piena operatività del nuovo sistema già manifesta vari problemi legati alla complicazione burocratica e alle difficoltà di adesione degli agricoltori alle nuove modalità gestionali e istanze legislative.

Informat Paper News - expo.rai

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Il treno arriva alla stazione di “Milano Expo 2015” expo.rai - Pubblicato 2015.03.07

Inaugurato il primo viaggio del Frecciarossa da Milano Centrale Dal 26 aprile previste da tutta Italia 236 corse al giorno Dalla Stazione Centrale è partita la prima Freccia Rossa diretta alla nuova stazione Milano Expo 2015. A bordo di un nuovissimo treno vestito con i colori di Expo, in 12 minuti si arriva a breve distanza dagli ingressi dei padiglioni. La nuova stazione di Milano Rho Fiera, che è stata oggetto di numerosi interventi di riqualificazione, si prepara ad accogliere i milioni di visitatori che potranno così arrivare direttamente nel cuore di Expo. Le nuove proposte commerciali, rivolte soprattutto agli studenti ed ai turisti stranieri, invitano ad utilizzare le ferrovie per arrivare a Expo 2015. Ariel Genovese 7 marzo 2015

È sbocciato l’Albero della Vita expo.rai - Pubblicato 2015.03.05

È licona del Padiglione Italia: una chioma di 80 tonnellate per 45 metri di diametro realizzata da un consorzio bresciano Ecco le immagini dellaggiunta della chioma allAlbero della Vita, la struttura di 35 metri che sarà la costruzione più alta dellintera Expo. Licona del Padiglione Italia, di acciaio e legno di larice, è stata costruita e montata a tempo di record da Orgoglio Brescia, un consorzio di aziende costituito per loccasione. Per issare la chioma in legno, di 45 metri di diametro, non è stata usata una gru. Nei giorni scorsi la chioma è stata infilata intorno alla prima parte del tronco dacciaio, poi sono state completate le altre parti in acciaio e quindi è stata issata la chioma con un sistema di argani e carrucole. Unoperazione senza precedenti che ha richiesto un paio dore. Per costruire lAlbero, che con una serie di effetti speciali diversi per giorno e notte garantirà 1260 spettacoli nei sei mesi dellesposizione, sono servite 90 tonnellate di legno e 150 tonnellate di acciaio. Ora saranno posizionate anche le piante che saranno montate su tronco e chioma e tutti i macchinari per gli effetti speciali, inclusi 7 chilometri di led. servizio di Valentina David e Ubaldo Bonotti TGR Lombardia 5 marzo 2015

Informat Paper News - Mipaaf

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Unesco: la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria Patrimonio dell'Umanit (26/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanit. La decisione stata approvata all'unanimit da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione

Mipaaf - Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera Mipaaf - Pubblicato 2014.11.25

Latte, Mipaaf: Piano strategico per il settore basato su qualit, promozione, educazione alimentare e etichettatura. Martina incontra la filiera (25/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si tenuta oggi, presso la sede del Mipaaf, una riunione della filiera del settore lattiero caseario. All'incontro erano presenti il Ministro Maurizio Martina, l'Assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, il Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, il vicepresidente di Coldiretti, Ettore Prandini, Giuseppe Cornacchia in rappresentanza CIA, il Presidente di Copagri, Franco Verrascina, e il Presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi. Nel corso della riunione sono state affrontate le principali questioni relative ai rapporti di filiera, all'andamento dei consumi e alla volatilit del prezzo, anche in vista della fine del regime delle quote latte nel 2015. Il Ministro Martina ha presentato un piano finalizzato alla valorizzazione del latte italiano basato sui 5 punti cardine: 1. Miglioramento della qualit del latte; 2. Campagna di educazione alimentare per invertire il calo dei consumi del fresco; 3. Promozione su mercati esteri dei grandi formaggi italiani; 4. Revisione della normativa sui prodotti trasformati in modo da valorizzare la qualit dei prodotti italiani; 5. Richiesta alla Commissione europea di accelerare l'attuazione del regolamento sull'etichettatura, in modo da indicare il luogo di trasformazione e quello di mungitura del latte commercializzato. "Abbiamo intenzione di tutelare un settore strategico - ha dichiarato il Ministro Martina - come quello del latte italiano. La nostra produzione di altissima qualit, basti pensare che la met di questa viene trasformato in formaggi a denominazione d'origine. Siamo pronti a mettere in campo delle azioni concrete e pragmatiche, agendo in anticipo rispetto alla fine del regime delle quote. Vogliamo puntare su qualit, educazione alimentare, promozione ed etichettatura come capisaldi di una strategia a lungo termine, che in questo settore manca da troppo tempo. Nel prossimo Consiglio dei Ministri dell'agricoltura dell'Ue, come Presidenza, metteremo all'ordine del giorno il tema dell'etichettatura, perch anche su questo aspetto vogliamo migliorare. Il Governo c' e far la sua parte, cos come c' la disponibilit delle Regioni di intervenire ulteriormente. Ora ci aspettiamo che tutti i soggetti della filiera lavorino fin da subito per irrobustire i rapporti di filiera, tutelando gli allevatori, e per dare futuro a tante aziende e per salvaguardare la qualit delle nostre produzioni. Siamo pronti a convocare di nuovo le parti a breve per una verifica operativa". Ufficio Stampa

Mipaaf - Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi Mipaaf - Pubblicato 2014.11.24

Indigenti: chiuse gare per 45mila tonnellate di aiuti alimentari. Martina incontra enti caritativi (24/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha incontrato oggi al Palazzo dell'Agricoltura una delegazione degli Enti Caritativi, che collaborano nell'attuazione del Piano alimentare di sostegno agli indigenti. Erano presenti all'incontro il Vice Ministro Andrea Olivero e i rappresentanti della Fondazione Banco Alimentare, della Caritas Italiana, della Comunit di Sant'Egidio, della Fondazione Banco delle Opere di Carit, della Croce Rossa Italiana e dell'Associazione Sempre insieme per la Pace. Nel corso della riunione c' stato un aggiornamento sulla fornitura di 45 mila tonnellate di prodotti acquistati da Agea su delega del Ministero del Lavoro e con l'indirizzo del Mipaaf, utilizzando i 36,7 milioni di euro di anticipo da parte del Governo nazionale delle risorse del Fondo europeo di assistenza agli indigenti. Gli Enti Caritativi hanno sottolineato l'importanza della Piano e del Tavolo di coordinamento permanente al Ministero delle politiche agricole, per un lavoro concreto per fa fronte all'aumento di richieste di assistenza alimentare. Gli Enti hanno sottolineato l'importanza di un lavoro congiunto con le Istituzioni e la filiera per la riduzione degli sprechi alimentari e un utilizzo virtuoso del cibo recuperato per i poveri. Il Ministro ha poi raccolto positivamente la richiesta di mettere in luce le esperienze degli Enti nell'assistenza di oltre 4 milioni di indigenti nell'ambito di Expo Milano 2015. Il Ministro Martina ha poi ricordato che l'Agea ha emanato altri due bandi di gara per la fornitura di 4,5 milioni di euro di carne bovina in scatola e per 2 milioni di euro di minestrone in scatole, che si aggiungono al bando del 19 novembre da 2 milioni di euro per la fornitura di succo e polpa di pesca, sempre a favore degli indigenti. Con le gare Agea si provveduto ad acquistare oltre 15 mila tonnellate di latte, 6mila tonnellate di polpa di pomodoro, quasi 5 mila tonnellate di olio di semi e 1.740 tonnellate di formaggi DOP. Per tutti questi prodotti sono state esaurite le procedure amministrative necessarie e nei prossimi giorni inizieranno le consegne. altres in via di completamento la consegna di oltre 17mila tonnellate di pasta e farina acquistati con l'impiego di tutte le risorse disponibili per il 2014 del Fondo nazionale di aiuto agli indigenti. Questo intervento di mercato sar ulteriormente rafforzato dopo l'approvazione da parte della Commissione europea del nuovo programma operativo finanziato dal FEAD (Fondo aiuti europei agli indigenti), che ha sostituito il precedente programma di aiuti sostenuto con i fondi della Politica agricola comune. Il nuovo programma di aiuti, elaborato nel 2014 di concerto tra Ministero del Lavoro e Mipaaf, prevede poi lo stanziamento 80 milioni di euro nell'esercizio 2015 e 66 milioni di euro, per ciascun anno sino al 2020. Tale dotazione prevede un cofinanziamento da parte dello Stato pari al 15%, che prima non era previsto dal programma finanziato con i fondi agricoli europei. Con la consegna degli alimenti, dunque, riprende la piena operativit il piano di assistenza che vede da anni il Mipaaf, attraverso l'Agea e con gli Enti Caritativi, impegnato nella distribuzione di pasti e pacchi alimentari ai poveri. La sopravvivenza di tale piano, infatti, era stata posta a rischio dalla chiusura del programma europeo Pac, attivo dal 1987, e non rinnovato a causa della contrariet di alcuni Paesi membri, tra i quali la Germania. L'Unione europea ha stabilito con Regolamento 223/2014 di istituire un proprio Fondo di assistenza agli indigenti, finanziato con i fondi di coesione e quindi di competenza, in Italia, del Ministero del Lavoro. Prima dell'entrata in vigore del nuovo FEAD, il Governo Monti con il Dl 83/2012, convertito in Legge n. 134/2012 del 7 agosto 2012, ha istituito presso l'AGEA, un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti residenti in Italia, senza precisare la dotazione finanziaria. Tale fondo stato finanziato con la Legge di stabilit 2014 dal Governo Letta con un primo stanziamento di 5 milioni di euro annunciato il 16 ottobre 2013 e una definitiva dotazione di 10 milioni di euro passata con maxiemendamento del Governo in fase di approvazione parlamentare della manovra. Nello stesso tempo il Piano Agea ha rischiato comunque di non essere utilizzato per la gestione delle risorse FEAD, in quanto l'orientamento del Ministero del Lavoro nei governi precedenti non prevedeva l'utilizzo di questo sistema per l'assistenza alimentare. "L'incontro di oggi con gli Enti Caritativi - ha detto il Ministro Maurizio Martina - servito per un aggiornamento operativo e strategico per il sostegno a tante persone che chiedono aiuto. L'assistenza alimentare di oltre 4 milioni di cittadini indigenti un dovere per il Governo. Per questo in sinergia con il Ministro Poletti abbiamo costruito un piano di interventi a favore di chi soffre di povert alimentare con una dotazione finanziaria importante. Fino al 2020 avremo oltre 400 milioni dall'Ue ai quali aggiungiamo pi di 70 milioni di euro di quota nazionale. Per l'emergenza di quest'anno abbiamo deciso di anticipare il massimo della quota nazionale fin da subito con i primi 40 milioni di euro per gli aiuti alimentari. Abbiamo gi chiuso le gare per 45mila tonnellate di prodotti che saranno consegnati quanto prima agli Enti caritativi, affinch possano essere garantiti pasti e pacchi alimentari a chi ne ha bisogno. Non ci limitiamo a questo intervento e abbiamo stanziato ulteriori 5 milioni di euro con risorse del Ministero delle politiche agricole per il 2015 che andranno a rafforzare il piano che gestiamo con Agea. Ben vengano anche ulteriori fondi da iniziative parlamentari in tal senso e mi auguro che le ipotesi si trasformino in fatti, perch su questo tema credo sia vietato speculare". Ufficio Stampa

Mipaaf - Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Icqrf: sequestrate 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (21/11/2014) Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rende noto che 37 tonnellate di cereali destinati alla semina (frumento duro, orzo e avena) sono state sequestrate dagli uomini dell'Ispettorato centrale della tutela della qualit e della repressione frodi della Puglia perch prive di certificazioni ufficiali per la commercializzazione come sementi. Le ispezioni sono state compiute nel quadro di un vasto programma di controlli attivato dall'ICQRF nel corso delle semine autunno/vernine. Ufficio Stampa

Mipaaf - Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" Mipaaf - Pubblicato 2014.11.21

Maltempo, Martina: "Azioni concrete a sostegno delle imprese agricole colpite" (21/11/2014) Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si svolta oggi pomeriggio presso la Sede del Consiglio provinciale di Alessandria, alla presenza del Ministro Maurizio Martina, la riunione operativa per valutare la situazione sul territorio in seguito all'emergenza maltempo. "Vogliamo dare risposte concrete e immediate alle imprese agricole colpite dall'alluvione. - ha affermato il Ministro Martina - Stiamo accelerando le procedure di erogazione degli aiuti per consentire alle aziende di ricevere i soldi quanto prima e riprendere le loro attivit. Per far fronte alle esigenze del comparto, stata inoltre richiesta una integrazione del Fondo di solidariet nazionale, attraverso una dotazione straordinaria di bilancio per il 2015". Con il Fondo di solidariet nazionale possibile beneficiare di contributi fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, di prestiti ad ammortamento quinquennale, della proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza e di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali e la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. E possibile poi richiedere l'accesso all'esonero, fino al 50%, del pagamento dei contributi previdenziali per s e i propri dipendenti. Tramite ISMEA si possono, inoltre, attivare le procedure di rinvio rata per gli imprenditori colpiti dalla calamit, per non dover far fronte, entro il 31 dicembre, a un nuovo esborso finanziario. "Questi fenomeni atmosferici, sempre pi frequenti e intensi, - ha concluso Martina - ci impongono un cambio di rotta. La nostra azione di Governo mirata proprio a favorire piani di azione preventivi. In questo contesto si inquadrano le scelte fatte, in sinergia con le Regioni, con l'approvazione della nuova Politica agricola comune, in particolare con i pagamenti diretti che, per la prima volta, mettono al centro dell'attenzione non solo la competitivit del sistema agricolo ma anche il territorio, la cui difesa non pu prescindere dall'esigenza di mantenere un tessuto agricolo e rurale vitale. Molte delle scelte fatte sulla Pac vanno inquadrate in questo senso. A cominciare dall'inserimento nel sistema di aiuti di 2,5 milioni di nuovi ettari, in gran parte pascoli in precedenza esclusi; la convergenza interna su base nazionale dell'importo dei pagamenti diretti; e infine la determinazione della figura dell'agricolture attivo attraverso criteri che privilegiano chi risiede nelle zone svantaggiate e di montagna. Con il secondo pilastro, dedicato allo sviluppo rurale, destiniamo poi quasi 9 miliardi di euro, nei prossimi 7 anni, alla difesa del territorio e dell'ambiente". Ufficio Stampa

Mipaaf - Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore Mipaaf - Pubblicato 2014.11.18

Martina presenta "Piano Agricoltura 2.0": strumenti innovativi per la semplificazione burocratica del settore (18/11/2014) "Il 'piano Agricoltura 2.0' ha un obiettivo ambizioso: eliminare la burocrazia inutile e ridurre a zero l'utilizzo di carta. Si tratta di un intervento importante di semplificazione nel settore agricolo, che introduce sei strumenti innovativi per 1,5 milioni di aziende. Attraverso la Domanda Pac precompilata dal marzo del 2015 evitiamo perdite di tempo agli agricoltori agli sportelli, con un'operazione simile al 730 precompilato per i cittadini. Mettiamo in condizione 700mila piccole imprese di inoltrare la domanda PAC con un semplice click. Si potr anticipare al 100% il pagamento degli aiuti a giugno invece che a dicembre per circa 4 miliardi di euro su 1 milione di domande PAC. Attraverso l'Anagrafe unica le istituzioni condividono le informazioni senza chiederle ogni volta, mentre con la Banca dei Certificati online niente pi file agli sportelli e un risparmio stimato di circa 25 chili di carta per azienda. Il 'piano Agricoltura 2.0' un altro importante passo che va nella direzione di una Amministrazione realmente al servizio degli agricoltori". Cos il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, presentando il "Piano Agricoltura 2.0 - Servizi innovativi per semplificare" che introduce misure per la semplificazione e la sburocratizzazione in agricoltura. Martina intervenuto nel corso della prima conferenza di Agrinsieme dal titolo "#Campoliberofinoinfondo. Dai falsi miti ai veri punti di forza: ripartire per un agroalimentare competitivo", che si tenuta presso l'Auditorium della Conciliazione a Roma. Il piano prevede: * Anagrafe Unica delle Aziende Agricole - Istituzione di un database federato degli Organismi Pagatori (cloud) che integra e rende disponibili tutte le informazioni aggiornate su base territoriale. * Un solo Fascicolo Aziendale - Viene messo insieme quello che era gestito in modo separato: il piano colturale, il piano assicurativo individuale e il quaderno di campagna. Le imprese faranno una sola dichiarazione che sar poi condivisa tra amministrazioni. Dovranno dichiarare il 50% di dati in meno rispetto ad oggi. Meno oneri burocratici e informazioni coerenti ed omogenee sulle quali basare tutti gli aiuti all'azienda, con un duplice risultato: semplificazione per l'agricoltore e maggiore efficienza dei controlli a carico dell'Amministrazione. * Domanda Pac precompilata da marzo 2015 - Disponibile on-line da marzo 2015. Il produttore (autonomamente o assistito dal CAA) potr dare semplice conferma dei dati pre-inseriti con un click o integrare e completare le informazioni. * Introduzione Pagamento anticipato a giugno 2015 - Sar possibile erogare l'anticipo dei pagamenti Pac fino al 100% dell'importo dovuto per le aziende che ne faranno richiesta all'atto della domanda, direttamente a giugno, invece che a dicembre, tramite accesso al credito bancario. Si tratta di una platea potenziale di circa 1 milione di aziende per oltre 4 miliardi di euro di pagamenti Pac. * Banca dati Unica dei Certificati - Sar coordinata a livello nazionale la raccolta, la durata e la validit delle certificazioni (antimafia, DURC, ecc.), evitando alle aziende di presentare la stessa documentazione a diverse Amministrazioni ovvero pi volte in base alle domande presentate. * Domanda Unificata - A partire dal 2016 ciascuna azienda potr presentare, autonomamente o recandosi presso qualsiasi struttura di assistenza (CAA) presente sul territorio nazionale, un'unica domanda di aiuto, che accorpi le richieste Pac, Uma, Psr, Assicurazioni, ecc. Ufficio Stampa

Informat Paper News - Georgofili INFO

Siccità e degradazione del suolo Georgofili INFO - Pubblicato 2017.05.03

In questo periodo in molte aree del nostro Paese si sta verificando un problema di siccità dovuto alla scarsità di piogge negli ultimi mesi (soprattutto Marzo e Aprile), tanto che in Maremma, ad esempio, si pensa alla richiesta dello stato di calamità naturale proprio per i danni causati alle colture. Certamente

Concentrazione di CO2 in atmosfera oggi a livelli record: il possibile contributo di Agronomi e Forestali alla sua riduzione Georgofili INFO - Pubblicato 2017.05.03

I dati più recenti (Febbraio 2016) dellOsservatorio ambientale di Manua Loa indicano che il livello della CO2 nellatmosfera terrestre era già al di sopra di 402,59 ppm. Infatti, già nel Marzo 2013 è avvenuto il superamento dei 400 ppm. Occorre inoltre ricordare che la quantità di 500 ppm viene ritenuta deleteria per la vita sulla terra. Dalle analisi fatte nei ghiacciai antartici, risulta che, da molti milioni di anni, dai tempi dellOligocene, il livello di CO2 non è mai cresciuto così rapidamente e mai raggiunto i livelli attuali. Infatti la CO2 (col vapore acqueo ed il metano) intrappola la radiazione infrarossa della luce solare riflettendola nuovamente verso la superficie terrestre, causando il cosiddetto effetto serra. Tanto per avere una misura del fenomeno, oggi i vulcani terrestri rilasciano annualmente nellatmosfera circa 130-230 milioni di tonnellate di CO2 cioè meno dell1% di quanto ne produca oggi luomo (pari a 27 miliardi di tonnellate lanno per la produzione di energia e di combustibili per oltre un miliardo di automezzi, ecc.). Infatti, prima della recente rivoluzione industriale, la concentrazione di CO2 era solo di circa 280 ppm.

Api, apicoltura e apidologia: un paradigma declinabile in varie forme Georgofili INFO - Pubblicato 2017.05.03

Il prof. Longo ha tracciato un quadro dellapicoltura siciliana le cui origini nellIsola precedono larrivo dei coloni greci, i quali hanno introdotto le tecniche apistiche tradizionali scomparse negli anni70, insieme ai vecchi apicoltori che, nelle arnie di ferula, allevavano lindigena ape nera Apis mellifera siciliana, Dalla Torre, 1896. Dal punto di vista biologico ed economico lattività più importante delle api è limpollinazione delle piante entomogame spontanee e coltivate. Il miele e gli altri prodotti dellalveare: cera, polline, propoli e veleno, nel 2013, secondo lUNAPI, avevano un valore monetario di 20,6 milioni di euro/anno contro i 2,6 miliardi di euro/anno attribuiti al servizio di impollinazione delle colture. LUnione Europea, nel 2011, ha stimato il valore dellimpollinazione entomogama in 57,62 miliardi di euro/anno. Per tutelare e migliorare geneticamente lape ligustica, Apis mellifera ligustica Spinola, nella Penisola e la siciliana nellIsola, il MIPAAF, nel 1999, ha istituito lAlbo degli Allevatori di Api Regine, ora Albo degli Allevatori di Api Italiane, strutturato nelle due sezioni: A. m. ligustica e A. m. siciliana, gestito dal CREA-API, attraverso il Comitato di Gestione, lUfficio Centrale e la Commissione Tecnica Centrale. Mantenere il patrimonio genetico di tale sottospecie, inserita anche nel progetto europeo Smartbees, è importante in quanto endemismo della Sicilia, ponte evoluzionistico tra la sottospecie africana A. m. intermissa e le europee A. m. carnica e A. m. ligustica nonché fonte di variabilità genetica residua. Il progetto APESLOW, mira alla reintroduzione di A. m. siciliana in Sicilia orientale e ad aumentare il numero di allevatori certificati di api regine siciliane fornendo loro tutela e formazione, nonché a promuovere liscrizione allAlbo.

Biostimolanti, una questione di ricerca scientifica Georgofili INFO - Pubblicato 2017.05.03

Non sono fertilizzanti e neppure prodotti per la difesa. I biostimolanti servono alla pianta a resistere agli stress abiotici e a produrre di più e meglio. Possono aiutare il mais a combattere la mancanza d'acqua oppure una pianta di fragole ad avere frutti più gustosi e omogenei. Servono a facilitare un travaso o a tollerare la salinità eccessiva di un suolo. I biostimolanti sono un settore dalle grandi potenzialità, ancora tutto da scoprire, in cui la ricerca sta investendo molto per mettere a punto prodotti che aiutino gli agricoltori a fare meglio il proprio lavoro.

AgriCultura digitale: idee giovani per il made in Italy Georgofili INFO - Pubblicato 2017.05.03

Quali sono le potenzialità del digitale in agricoltura? Per scoprirle l'appuntamento è il 10 maggio prossimo a Rimini Fiera: nell'ambito della tappa di AgroInnovation Tour a Macfrut 2017 si terrà il convegno "AgriCultura digitale: idee giovani per il made in Italy" organizzato da Image Line.

Latte:l'etichettatura sull'origine va estesa ad altri prodotti marcati come "Made in Italy" Georgofili INFO - Pubblicato 2017.05.03

Il Presidente della Commissione agricoltura della camera Luca Sani ha affermato che: "L'entrata in vigore dell'obbligo di etichettatura per tracciare l'italianità di latte e latticini deve andare insieme per principio ad altri prodotti dell'alimentare Made in Italy, a partire da grano, pane e riso, produzioni sulle quali il Ministero dellagricoltura sta già lavorando. Bisogna avere chiaro che il decreto sull'indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari e' una misura obbligatoria per i produttori nazionali, per tutelare le produzioni lattiero casearie con garanzie per i consumatori e per i produttori nazionali e, consentirà di verificare la provenienza della materia prima e dove sia stata trasformata. Questo primo livello di indicazione dell'origine e' senza dubbio molto positivo, ma il nostro obiettivo finale e' quello di arrivare ad una modifica della normativa europea per rendere obbligatorio in ogni paese dell'UE l'obbligo di indicare l'origine dei prodotti alimentari. l'Italia non potrà che trarne vantaggio, considerata la grande reputazione dei nostri prodotti e l'efficienza del nostro sistema di controlli", ha concluso Sani.

Informat Paper News - INEA

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE  


La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.06

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.03

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI CARLA ABITABILE E ROBERTA SARDONE

La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche. Un'analisi attraverso le food miles e la catena del valore INEA - Pubblicato 2016.11.02

A CURA DI BIANCAMARIA TORQUATI

Informat Paper News - Agra Press

CAMERA: COMAGRI APPROVA PROPOSTA RISOLUZIONE DI SANI SULLA PAC Agra Press - Pubblicato 2104.05.16

la commissione agricoltura della camera ha approvato, con i soli voti contrari della lega nord, una proposta di risoluzione di cui e' primo firmatario il presidente della commissione agricoltura della camera luca sani sull'attuazione della riforma pac. il testo della risoluzione e' su http://www.agrapress.it/nuovosito/DOCUMENTI/risoluzione%20Pac.pdf. (cl.co)

SU RASSEGNA ESTERA AGRA PRESS PAC, BIOLOGICO, LATTE, UE-MERCOSUR, PESCA E SANITA' Agra Press - Pubblicato 2017.05.17

"aiuti europei: i ritardi dei pagamenti hanno ridestato la collera degli agricoltori" e' il titolo dell'articolo di un noto quotidiano francese con il quale si apre l'edizione di questa settimana della rassegna della stampa estera di agra press. in evidenza nella rassegna si trova un interessante pezzo sull'agricoltura biologica di un quotidiano statunitense. la sezione "economia e politica agricola" contiene, tra i molti altri, articoli sul prezzo dell'olio d'oliva, sull'import spagnolo di cereali e sulle esportazioni russe. altri articoli riguardano il comparto lattiero-caseario: un mensile agricolo tedesco da' conto dell'intenzione del gruppo tedesco dmk di acquisire delle latterie in russia, mentre un portale da' conto dell'annuncio della cancelliere angela merkel della prossima approvazione di un programma di aiuto da oltre 100 milioni di euro per i produttori di latte. ampio spazio viene poi dedicato allo scambio di offerte tra unione europea e mercosur per l'accesso ai propri mercati dei beni, dei servizi e degli appalti pubblici. completano il numero, come di consueto, numerosi articoli in tema di pesca e sanita'. (ab)

IX CONVEGNO CESAR-ASNACODI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO, PARTONO I PAGAMENTI E SI VA VERSO RIFORMA AGEA E FONDO Agra Press - Pubblicato 2017.02.06

parte finalmente il pagamento delle assicurazioni agevolate agricole che si riferisce alle domande del 2015. lo ha annunciato il ministero delle politiche agricole nel corso del IX convegno nazionale cesar-asnacodi sulla gestione del rischio in agricoltura, che si e' svolto venerdi' 3 febbraio ad assisi. su 110 mila domande ne sono state ammesse a sostegno 40.000, per una cifra pari a 25 milioni, ha precisato il direttore generale dello sviluppo rurale del mipaaf emilio GATTO, sottolineando che l'avvio del meccanismo, attraverso il piano di sviluppo rurale nazionale, non e' stato agevole. la prima tranche delle domande sara' pagata entro il 20 febbraio, la seconda dal 28 dello stesso mese, mentre le successive tranche saranno erogate "ogni quindici giorni", ha reso noto il direttore di agea gabriele PAPA PAGLIARDINI, intervenendo ai lavori.

DL TERREMOTO, SINTESI DELLE MISURE PER L'AGRICOLTURA E L'ALLEVAMENTO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

il ministero delle politiche agricole ha diffuso un comunicato stampa con i dettagli delle norme che riguardano agricoltura e allevamento contenute nel decreto legge sul terremoto, approvato oggi dal consiglio dei ministri. ecco la sintesi del ministero: "35 MILIONI DI EURO PER IL COMPARTO ZOOTECNICO: in attuazione dell'autorizzazione da parte dell'unione europea all'incremento fino al 200 percento della quota nazionale per gli aiuti alla zootecnia, si conferma l'aiuto di 35 milioni di euro agli allevatori delle zone terremotate. sono previsti aiuti a capo da 400 euro per i bovini, 60 euro per gli ovicaprini, oltre ad aiuti per suinicoltori. 2 milioni di euro saranno destinati al settore equino attraverso erogazione di contributi in de minimis. l'aiuto diretto per il mancato reddito sara' erogato dall'agenzia per le erogazioni in agricoltura agea, entro il mese di febbraio, che potra' anticipare al 100% le risorse investite dalle regioni lazio, marche, umbria e abruzzo, pari a 22 milioni di euro, che sono la prima attuazione del piano strategico di rilancio agricolo dell'area del sisma". "AGEVOLAZIONI PER ACCESSO AL CREDITO PER I GIOVANI AGRICOLTORI: priorita' negli strumenti Ismea alle aziende dei territori colpiti nella concessione delle agevolazioni e dei mutui a tasso zero previsti per il sostegno alle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile, per favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito". "ESTESO FONDO DI SOLIDARIETA' NAZIONALE ALLE COLTURE ASSICURABILI: con questa misura viene garantita la copertura finanziaria per l'attivazione delle misure compensative per interventi a sostegno delle imprese agricole delle regioni interessate dal terremoto o che hanno subito danni a causa del maltempo nel mese di gennaio 2017 anche alle aziende che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi. l'attivazione del fondo consente alle imprese agricole danneggiate dagli eventi calamitosi di godere di tutti gli interventi di sostegno previsti a legislazione vigente come, in particolare, l'erogazione di contributi in conto capitale fino all'80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, l'attivazione di prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale, la proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza, l'esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti e l'ottenimento di contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate e per la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte. e' stato stabilito anche un incremento della dotazione del fondo di solidarieta' nazionale di 15 milioni di euro per l'anno 2017".

GUIDI, TODINI, FOLONARI, PANTINI E ROSSI PRESENTANO AGRONETWORK DI CONFAGRI, NOMISMA E LUISS Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

confagricoltura, nomisma e universita' luiss guido carli hanno dato vita all'associazione per l'agroindustria "agronetwork". questa mattina a palazzo della valle l'atto costitutivo e' stato sottoscritto dal presidente dell'organizzazione degli imprenditori agricoli mario GUIDI, dal managing director di nomisma luca DONDI e dal direttore generale della luiss giovanni LO STORTO. successivamente, l'associazione e' stata presentata alla stampa da mario GUIDI; dalla presidente luisa TODINI; dai vicepresidenti guido FOLONARI di confagricoltura, denis PANTINI di nomisma e matteo CAROLI della luiss e dal segretario generale daniele ROSSI, che ha moderato l'incontro. il mio ruolo - ha detto GUIDI - e' quello dell'"animatore iniziale" e il "mio auspicio e' che questa associazione non parli di pac o di contributi", ma sia "un luogo di confronto trasversale" per la valorizzazione del made in italy e delle imprese che lo producono. "in questo senso c'e' ancora molto da fare", ha confermato la presidente TODINI. "tutti conosciamo le sfide e le insidie della concorrenza sempre piu' globalizzata e il potenziale inespresso che caratterizza il nostro paese, su cui incide, non ultimo, l'agire in ordine sparso, senza l'approccio sistemico che caratterizza invece altri paesi a noi vicini. per questo confagricoltura, luiss e nomisma hanno deciso di dare vita ad un 'think tank' strategico ad una maggiore integrazione della filiera", ha aggiunto. agronetwork sara' un incubatore di idee, non di rappresentanza ne' di fornitura di servizi tecnici o finanziari, ha precisato TODINI, che ha spiegato di aver accettato "l'onore di essere chiamata a presiedere l'associazione" anche perche' la filosofia che la anima "si inserisce benissimo in quella del comitato leonardo che gia' presiedo" e che ogni anno premia le eccellenze italiane dell'impresa per promuovere e affermare la "qualita' italia" nel mondo. d'altronde, ha ricordato GUIDI, l'uomo vitruviano di leonardo e' proprio il simbolo che aveva scelto confagricoltura per la sua partecipazione all'expo. "l'idea di fondo - ha specificato GUIDI - e' che va costruito su nuove basi il rapporto di filiera. fino ad oggi nella filiera ci si e' mossi separati; da una parte la produzione, dall'altra la trasformazione, dall'altra ancora la distribuzione, tirando ognuno dalla sua parte una coperta che e' sempre risultata troppo corta. ora invece si intende agire con unicita' di intenti, studiando iniziative che vedono assieme i vari attori, aggregati in reti d'impresa. il made in italy cresce se c'e' unione e non contrapposizione". alla presentazione hanno preso parte, tra i molti altri, il vice presidente e il direttore generale di confagricoltura massimiliano GIANSANTI e luigi MASTROBUONO, il presidente di agriconsulting e socio storico di confagricoltura federico GRAZIOLI, il presidente dell'anga raffaele MAIORANO.

PREMIATI VINCITORI CONCORSO LETTERARIO RANIERI FILO DELLA TORRE. INTERVENTI DI GUIDI, PAGNI, FIORILLO Agra Press - Pubblicato 2017.02.02

sono stati premiati a palazzo della valle i vincitori del concorso letterario dedicato a ranieri FILO DELLA TORRE, indimenticabile esponente dell'olivicoltura, promosso dall'associazione pandolea, con il patrocinio, tra le altre, di confagricoltura, cia, ceq-consorzio olivicolo italiano e conaf, con lo scopo di "esaltare sul piano artistico il mondo dell'olivicoltura". alla premiazione, moderata dal presidente del ceq elia FIORILLO, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della confagricoltura mario GUIDI, il vicepresidente vicario della cia-agricoltori italiani cinzia PAGNI, il presidente di oliveti d'italia nicola RUGGIERO, il presidente dell'associazione pandolea loriana ABBRUZZETTI e la moglie di FILO DELLA TORRE marida IACONA. "siamo qui oggi - hanno spiegato gli organizzatori - per celebrare un personaggio significativo del mondo dell'olivicoltura italiano, oltre che dell'agricoltura, ma anche per creare una occasione d'unita' vera del settore per fare cultura; il premio vuole essere una opportunita' di riflessione, di poesia, di creativita', oltre le faticose pratiche produttive, della collocazione del prodotto sui mercati, della sua valorizzazione". GUIDI e' intervenuto brevemente all'inizio dei lavori, portando il saluto della propria confederazione e ricordando l'impegno di FILO DELLA TORRE a favore del settore agricolo. PAGNI ha lodato la "forte passione, i valori e la determinazione" che FILO DELLA TORRE metteva in tutti i lavori che portava avanti. come cia siamo orgogliosi di patrocinare questa iniziativa, ha aggiunto. con questo premio "vogliamo ricordare un personaggio schivo, che per tutta la sua vita e' stato a disposizione degli altri, soprattutto di quelli che non hanno voce", ha detto FIORILLO, che ha ripercorso i numerosi incarichi ricoperti da ranieri FILO DELLA TORRE, il quale ha lavorato per la confagricoltura, l'unaprol-consorzio olivicolo italiano e l'unaproa.

Informat Paper News - AEEGSI

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Determinazioni dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico in merito all’impianto di produzione di energia elettrica Brindisi sud, oggetto di procedimento ex deliberazione della medesima Autorità 342/2016/E/eel, in coordinamento con il provvedimento 4 maggio 2017, caso A498A, dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato AEEGSI - Pubblicato 2017.05.05

con le deliberazioni 342/2016/E/eel e 459/2016/E/eel, l’Autorità ha avviato procedimenti per l’adozione di provvedimenti prescrittivi e/o di misure di regolazione asimmetrica, rispettivamente ai sensi dell’articolo 2, comma 20, lettera d), della legge 481/95, e dell’articolo 43, comma 5, del decreto legislativo 93/11, volte a promuovere la concorrenza e garantire il buon funzionamento dei mercati mediante un efficace e proporzionato contrasto di condotte sui mercati all’ingrosso dell’energia e del mercato per il servizio di dispacciamento (di seguito: MSD) suscettibili di compromettere la corretta interazione tra domanda e offerta, con effetti negativi sull’andamento dei mercati energetici;

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Prima apertura del mercato per il servizio di dispacciamento (MSD) alla domanda elettrica e alle unità di produzione anche da fonti rinnovabili non già abilitate nonché ai sistemi di accumulo. Istituzione di progetti pilota in vista della costituzione del testo integrato dispacciamento elettrico (TIDE) coerente con il balancing code europeo AEEGSI - Pubblicato 2017.05.05

Con il presente provvedimento, nelle more della redazione del nuovo testo integrato del Dispacciamento elettrico, vengono definiti i criteri per consentire alla domanda e alle unità di produzione non già abilitate (quali quelle alimentate da fonti rinnovabili non programmabili e la generazione distribuita) la possibilità di partecipare a MSD nell'ambito di progetti pilota. Vengono inoltre definite modalità sperimentali di utilizzo di sistemi di accumulo anche in abbinamento a unità di produzione abilitate.



Testo Allegato

1

DELIBERAZIONE 5 MAGGIO 2017
300/2017/R/EEL

PRIMA APERTURA DEL MERCATO PER IL SERVIZIO DI DISPACCIAMENTO (MSD) ALLA
DOMANDA ELETTRICA ED ALLE UNITÀ DI PRODUZIONE ANCHE DA FONTI RINNOVABILI
NON GIÀ ABILITATE NONCHÉ AI SISTEMI DI ACCUMULO. ISTITUZIONE DI PROGETTI
PILOTA IN VISTA DELLA COSTITUZIONE DEL TESTO INTEGRATO DISPACCIAMENTO
ELETTRICO (TIDE) COERENTE CON IL BALANCING CODE EUROPEO



LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO



Nella riunione del 5 maggio 2017
VISTI:

" la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009 (di seguito: direttiva 2009/72/CE);
" la direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 (di seguito: 2012/27/UE);
" il regolamento (CE) n. 713/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009 che istituisce lAgenzia Europea per la Cooperazione dei Regolatori dellEnergia (di seguito: ACER);
" il regolamento (CE) 714/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009;
" il regolamento (CE) 2015/1222 della Commissione europea del 24 luglio 2015, che stabilisce orientamenti in materia di allocazione della capacità e di gestione della congestione (di seguito: Regolamento CACM);
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e sue modifiche ed integrazioni (di seguito: legge 481/95);
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e i suoi provvedimenti applicativi;
" il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 maggio 2004 (di seguito: DPCM 11 maggio 2004);
" la legge 23 luglio 2009, n. 99 (di seguito: legge 99/09);
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93 (di seguito: decreto legislativo 93/11);
" il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102 (di seguito: decreto legislativo 102/14);
" la legge 29 luglio 2015, n. 115;
2

" lAllegato A alla deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 9 giugno 2006, 111/06, come modificato e integrato (di seguito: deliberazione 111);
" la deliberazione dellAutorità 15 dicembre 2006, 289/06 (di seguito: deliberazione 289/06);
" il vigente Testo Integrato per il Monitoraggio del Mercato allingrosso dellenergia elettrica e del mercato per il servizio di dispacciamento (di seguito: TIMM);
" il vigente Testo Integrato Settlement (di seguito: TIS);
" la deliberazione dellAutorità 17 novembre 2011, ARG/elt 160/11 (di seguito: deliberazione ARG/elt 160/11), che avvia un procedimento per la revisione della regolazione del servizio di dispacciamento con particolare riferimento alla gestione della generazione distribuita;
" la deliberazione dellAutorità 20 giugno 2014, 301/2014/R/eel (di seguito: deliberazione 301/2014/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 11 agosto 2014, 412/2014/R/efr (di seguito: deliberazione 412/2014/R/efr), che avvia un procedimento per lattuazione delle disposizioni del decreto legislativo 102/14 in materia di efficienza energetica;
" la deliberazione dellAutorità 13 novembre 2014, 566/2014/R/eel;
" la deliberazione dellAutorità 20 novembre 2014, 574/2014/R/eel (di seguito: deliberazione 574/2014/R/eel);
" lAllegato A alla deliberazione dellAutorità 15 gennaio 2015, 3/2015/A, recante Quadro strategico dellAutorità per il quadriennio 2015-2018 (di seguito: Quadro strategico 2015-2018);
" la deliberazione dellAutorità 30 luglio 2015, 393/2015/R/eel (di seguito: deliberazione 393/2015/R/eel), recante lavvio di un procedimento finalizzato alla formazione di provvedimenti per la riforma organica della regolazione del servizio di dispacciamento, in coerenza con gli indirizzi già espressi dallAutorità nel Quadro strategico 2015-2018 e con la normativa europea in materia in corso di evoluzione e la conseguente attivazione del progetto interdirezionale RDE (Riforma del Dispacciamento Elettrico);
" la deliberazione dellAutorità 4 gennaio 2016, 1/2016/R/eel (di seguito: deliberazione 1/2016/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 28 luglio 2016, 444/2016/R/eel;
" la deliberazione dellAutorità 29 novembre 2016, 695/2016/A (di seguito: deliberazione 695/2016/A);
" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2016, 800/2016/R/eel (deliberazione 800/2016/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 29 dicembre 2016, 823/2016/R/eel (deliberazione 823/2016/R/eel);
" la deliberazione dellAutorità 26 gennaio 2017, 21/2017/A (di seguito: deliberazione 21/2017/A);
" il documento per la consultazione 29 novembre 2012, 508/2012/R/eel (di seguito: documento per la consultazione 508/2012/R/eel);
3

" il documento per la consultazione 1 agosto 2013, 354/2013/R/eel;
" il documento per la consultazione 7 agosto 2013, 368/2013/R/eel;
" il documento per la consultazione 5 dicembre 2013, 557/2013/R/eel (di seguito: documento per la consultazione 557/2013/R/eel);
" il documento per la consultazione 9 giugno 2016, 298/2016/R/eel (di seguito: documento per la consultazione 298/2016/R/eel);
" il documento per la consultazione 16 giugno 2016, 316/2016/R/eel;
" il documento per la consultazione 24 novembre 2016, 684/2016/R/eel;
" il documento per la consultazione 28 dicembre 2016, 798/2016/R/eel (di seguito: documento per la consultazione 798/2016/R/eel);
" il documento per la consultazione 21 aprile 2017, 277/2017/R/eel (di seguito: documento per la consultazione 277/2017/R/eel);
" il Codice di trasmissione e dispacciamento predisposto e manutenuto da Terna ai sensi del DPCM 11 maggio 2004 (di seguito: Codice di rete);
" la bozza di Regolamento della Commissione europea che stabilisce una linea guida per la gestione dei sistemi elettrici Draft Commission regulation establishing a guideline on electricity transmission system operation che il 4 maggio 2016 ha ottenuto il parere favorevole degli Stati membri nellambito della procedura di Comitologia (di seguito: regolamento europeo sullesercizio del sistema elettrico);
" la bozza di Regolamento della Commissione europea che stabilisce una linea guida per il bilanciamento elettrico Draft Commission regulation establishing a guideline on electricity balancing che il 16 marzo 2017 ha ottenuto il parere favorevole degli Stati membri nellambito della procedura di Comitologia (di seguito: regolamento europeo sul bilanciamento elettrico).
CONSIDERATO CHE:

" lAutorità, con la deliberazione 393/2015/R/eel, ha avviato un procedimento finalizzato alla formazione di provvedimenti per la riforma organica della regolazione del servizio di dispacciamento, in coerenza con gli indirizzi già espressi dallAutorità nel Quadro strategico 2015-2018 e con la normativa europea allora in corso di definizione (regolamenti europei sul bilanciamento elettrico sullesercizio del sistema elettrico) o in fase di attuazione (Regolamento CACM); in tale procedimento sono confluiti anche tutte le attività e i provvedimenti finalizzati allattuazione delle disposizioni del decreto legislativo 102/14, per la parte relativa al dispacciamento elettrico;
" con la medesima deliberazione 393/2015/R/eel lAutorità ha inoltre costituito, fino al 31 dicembre 2016, il progetto interdirezionale RDE (Riforma Dispacciamento Elettrico), cui è stata demandata la fase istruttoria finalizzata al completamento della riforma organica di cui al precedente alinea, nellottica di assicurare un coordinamento sinergico dei diversi ambiti di competenza presenti allinterno della struttura organizzativa dellAutorità;
4

" lAutorità ha illustrato nel documento per la consultazione 298/2016/R/eel i propri orientamenti in merito alla prima fase della riforma del dispacciamento (c.d. fase RDE-1), finalizzati a consentire quanto prima alle unità di consumo e alle unità di produzione di ogni taglia e tecnologia (ivi inclusa la generazione distribuita e le unità di produzione alimentate dalle fonti rinnovabili non programmabili) di accedere al Mercato per il Servizio di Dispacciamento (di seguito: MSD) per il tramite dei rispettivi utenti del dispacciamento; in particolare lAutorità ha ipotizzato che: 1) fosse consentita labilitazione a MSD a tutte le unità di produzione rilevanti, ivi incluse quelle alimentate da fonti rinnovabili non programmabili (di seguito: FRNP), nonché alle unità di produzione non rilevanti e alle unità di consumo (questultime ad oggi sono tutte considerate non rilevanti), al fine di favorire una più ampia partecipazione a tale mercato;
2) non potesse comunque essere consentita labilitazione a MSD alle unità di consumo e di produzione non trattate almeno su base oraria (tipicamente connesse in bassa tensione e con potenza disponibile inferiore o uguale a 55 kW), poiché la partecipazione di utenze convenzionalmente profilate e non misurate orarie sarebbe stata difficilmente gestibile da parte dei relativi utenti del dispacciamento;
3) non fosse consentita labilitazione a MSD alle unità di consumo che hanno sottoscritto il contratto per il servizio di interrompibilità di cui alla deliberazione 301/2014/R/eel o il contratto per il servizio di super interrompibilità di cui alla deliberazione 1/2016/R/eel (di seguito: unità di consumo interrompibili), in quanto il servizio da esse fornito è attualmente negoziato al di fuori di MSD;
4) le unità di produzione e di consumo non rilevanti potessero essere abilitate a MSD su base aggregata, nel rispetto di opportuni criteri di localizzazione geografica, concorrendo a formare dei punti di dispacciamento per Unità Virtuali Abilitate (di seguito: UVA) distinti per unità virtuali abilitate di produzione (UVAP) e unità virtuali abilitate di consumo (UVAC);
5) le UVA non potessero includere unità di produzione e consumo rilevanti; il documento prevede che queste ultime continuino, quindi, a partecipare ai mercati in modo singolo, secondo le modalità oggi vigenti; sono comunque fatti salvi i casi di aggregazione in un unico punto di dispacciamento per unità di produzione rilevanti già attualmente consentiti dal Codice di Rete (ad esempio aste idroelettriche);
6) i criteri di aggregazione che danno luogo alla virtualità e quindi allabilitazione fossero definiti da Terna a livello di Codice di Rete, sulla base dei seguenti principi: non sono consentite UVA che includano unità di produzione e unità di consumo;
le UVAP possono includere unità di produzione di qualsiasi tipologia;
ciò implica che nel medesimo punto di dispacciamento per UVAP 5

possano rientrare anche unità di produzione non rilevanti programmabili e unità di produzione non rilevanti non programmabili;
il perimetro geografico delle UVA non può eccedere la zona di mercato, ma non deve necessariamente coincidere con essa (rimane facoltà di Terna definire la dimensione geografica ottimale);
7) labilitazione a MSD sia obbligatoria per tutte le unità di produzione rilevanti che rispettano tutti i requisiti già oggi previsti dal Codice di rete (ossia le unità già oggi abilitate e/o abilitabili), mentre sia volontaria per le altre unità di produzione rilevanti (ivi incluse quelle alimentate da fonti rinnovabili non programmabili), per le unità di produzione e consumo non rilevanti;
8) Terna definisca i nuovi requisiti di performance tecnica che le unità di produzione rilevanti e le UVA devono essere in grado di rispettare per poter essere abilitate; in particolare: tali requisiti, durante la fase RDE-1, potrebbero essere diversi in funzione della abilitazione obbligatoria o volontaria a MSD;
labilitazione a MSD deve essere ottenibile per la fornitura anche di uno solo dei servizi attualmente previsti dal Codice di rete e, per i servizi articolati nelle modalità a salire e a scendere, deve essere consentita agli utenti del dispacciamento la possibilità di abilitarsi alla fornitura anche di una sola fra le due modalità (c.d. servizio asimmetrico);
può essere definito per le UVA un limite inferiore alle capacità di immissione o prelievo, al di sotto del quale non sia possibile procedere allabilitazione di detta unità a MSD;
occorre prevedere una procedura di pre-qualifica basata su test da remoto ed eventualmente anche su prove in sito che consentano a Terna di verificare leffettiva possibilità di fornitura del servizio richiesto da parte dellunità abilitata; occorre anche prevedere la possibilità per Terna di effettuare, anche a valle dellottenimento dellabilitazione, un monitoraggio della effettiva disponibilità alla fornitura dei servizi per i quali ciascuna unità risulta abilitata;
9) la controparte unica di Terna ai fini del dispacciamento rimanga lutente del dispacciamento, anche nel caso di UVA, rinviando a una fase successiva leventuale distinzione tra la figura del fornitore del servizio (balancing service provider, BSP, ovvero il soggetto che fornisce servizi di dispacciamento al proprio gestore di rete) e del responsabile del bilanciamento (balancing responsible party, BRP, ovvero il soggetto responsabile del pagamento dei corrispettivi di sbilanciamento effettivo);
10) i punti di dispacciamento (compreso quelli per le UVA) coincidano in tutti i mercati, ivi incluso MSD;
11) le imprese distributrici siano adeguatamente informate, nellambito del processo di abilitazione a MSD, in merito ai punti di immissione o di prelievo per i quali viene presentata domanda di abilitazione (con relativa inclusione in un UVA) e possano segnalare a Terna e agli utenti del dispacciamento interessati leventuale presenza di criticità sulle proprie reti di cui tenere conto 6

ai fini della definizione delle UVA, avendo la possibilità di dichiarare con adeguata giustificazione limpossibilità di includere nelle UVA una o più utenze connesse alle proprie reti, oppure indicare delle limitazioni ex-ante alla loro possibile movimentazione;
12) siano rivisti i criteri di priorità da adottare in presenza di più offerte di vendita caratterizzate da uno stesso prezzo, al fine di includere i nuovi punti di dispacciamento per UVA (che potrebbero ricomprendere sia unità di produzione non rilevanti programmabili sia unità di produzione non rilevanti non programmabili che, allo stato attuale, non sono aggregabili);
13) la società Gestore dei Servizi Energetici S.p.a. (di seguito: GSE), al più, possa richiedere labilitazione a MSD solo per le unità di produzione ammesse al ritiro dedicato e non anche per le unità di produzione ammesse ai regimi di feed in tariff o scambio sul posto, al fine di evitare effetti sugli incentivi e sulla componente tariffaria A3;
14) Terna definisca nel Codice di Rete le modalità di offerta per le UVA in modo da assicurare, per quanto possibile, parità di trattamento rispetto alle altre unità abilitate a MSD, sulla base dei seguenti criteri: per le UVA non trovino applicazione i prezzi relativi alle offerte di minimo e spegnimento, in quanto nellaggregato gli aspetti specifici correlati ai singoli impianti perdono di significatività e quindi conseguentemente perde di significato anche leventuale valorizzazione delle operazioni di accensione e spegnimento tramite le relative offerte;
lofferta di accensione rimanga riservata alle sole unità rilevanti abilitate termoelettriche;
lofferta di cambio assetto rimanga riservata alle sole unità rilevanti abilitate termoelettriche di tipo combinato o ripotenziato;
15) per tutti i punti di dispacciamento afferenti a unità abilitate, siano esse UVA o unità singole, trovi applicazione la valorizzazione degli sbilanciamenti effettivi attualmente vigente per le unità abilitate (c.d. dual pricing a prezzo marginale), nonché lapplicazione del corrispettivo per mancato rispetto degli ordini di dispacciamento e, nel caso di punti di dispacciamento per unità di consumo, del corrispettivo di non arbitraggio;
16) i prelievi relativi alle UVA abilitate su MSD non siano soggetti al pagamento di alcune componenti del corrispettivo di dispacciamento (uplift) al fine di tenere conto, in modo convenzionale, dei vantaggi sistemici potenzialmente derivanti dalla loro partecipazione a MSD;
" nel documento per la consultazione 298/2016/R/eel lAutorità ha altresì evidenziato gli ulteriori aspetti da affrontare nelle fasi successive della riforma del dispacciamento, tra cui: 1) lapprovvigionamento delle risorse flessibili sulla scorta di quanto già consultato con i documenti per la consultazione 508/2012/R/eel e 557/2013/R/eel;
2) la definizione dei prodotti oggetto di negoziazione sul mercato per il servizio di dispacciamento (di seguito: MSD), preservando, laddove possibile, 7

limpostazione Central Dispatch System e coordinandosi con le disposizioni contenute nel regolamento europeo sul bilanciamento elettrico;
3) un processo di abilitazione delle risorse ispirato a criteri di neutralità tecnologica, in modo da fissare requisiti di abilitazione univoci per tutte le tecnologie (unità di produzione e unità di consumo, ma anche sistemi di accumulo, compensatori sincroni, etc.) in ottica non discriminatoria;
4) la possibilità di introdurre perimetri di aggregazione differenti a seconda della tipologia di servizio per cui si chiede labilitazione;
5) un ruolo più attivo delle imprese distributrici nellambito del servizio di dispacciamento, pur preservando la neutralità di tali soggetti ai fini dellapprovvigionamento delle risorse;
6) lintroduzione della figura dellaggregatore e in particolare le analisi sulla fattibilità di possibili modelli di mercato in cui tale figura possa anche non coincidere con lutente del dispacciamento;
7) il tema dellinterfaccia tra Terna e laggregatore, tra laggregatore e i gestori delle unità di produzione e di consumo (clienti, produttori o prosumer), nonché tra i predetti soggetti e le imprese distributrici, al fine di valutare se sia o meno opportuno proporre interfacce standardizzate o lasciare massima libertà ai soggetti interessati;
" in relazione al documento per la consultazione 298/2016/R/eel, i soggetti interessati hanno presentato osservazioni sia in merito agli orientamenti relativi alla prima fase della riforma sia in merito ad alcuni degli aspetti che saranno oggetto delle fasi successive;
" con riferimento alla prima fase della riforma, in risposta al documento per la consultazione: la quasi totalità dei soggetti ha condiviso lintenzione di aprire MSD alle unità di consumo e a tutte le unità di produzione, incluse le unità alimentate da FRNP e la generazione distribuita;
la quasi totalità dei soggetti ha condiviso la scelta dellAutorità di escludere dallabilitazione a MSD le unità di consumo che hanno sottoscritto contratti di interrompibilità; la maggior parte di essi, comunque, ritiene opportuno concedere a tali unità la possibilità di rinunciare al contratto di interrompibilità per poter partecipare a MSD; solo un ridotto numero di soggetti ha proposto di consentire a tali unità una partecipazione a MSD limitata, escludendo i volumi sottesi al contratto di interrompibilità;
la quasi totalità dei soggetti condivide la scelta di consentire labilitazione alle sole unità di produzione e consumo per cui siano disponibili le misure perlomeno su base oraria; Terna ritiene che, almeno in una prima fase di apertura di MSD, ci si possa limitare alle unità connesse alle reti di media e alta tensione;
in relazione alle tempistiche, Terna ha stimato un tempo di 8 mesi a partire dalladozione del relativo provvedimento da parte dellAutorità per lintroduzione delle misure proposte e ritiene inoltre opportuno seguire un percorso graduale, prevedendo lapertura di MSD prima alle sole unità di 8

produzione rilevanti oggi non abilitate (incluse quelle alimentate da FRNP) e solo in un secondo momento anche alle UVA (ossia agli aggregati, separati per immissione e prelievo, delle unità di produzione non rilevanti, incluse quelle alimentate da FRNP, e delle unità di consumo);
per quanto riguarda le modalità di aggregazione ai fini della costituzione delle UVA, cè stata una generale condivisione in merito alla costituzione di aggregati comprendenti diverse tipologie (programmabili e non programmabili); alcuni soggetti hanno richiesto che tale livello di aggregazione possa trovare applicazione, con riferimento alla partecipazione delle unità di produzione non rilevanti ai mercati dellenergia, anche nel caso in cui non venga richiesta labilitazione a MSD; alcuni soggetti hanno proposto, infine, che, fin da subito, sia consentita anche laggregazione di unità di produzione rilevanti fra di loro e/o con unità di produzione non rilevanti, in modo tale da consentire una più agevole partecipazione a MSD, nonché laggregazione di unità di produzione e consumo in ununica UVA al fine di favorire la partecipazione al mercato di nuovi soggetti;
la quasi totalità dei soggetti è concorde sul fatto che labilitazione a MSD da parte delle nuove risorse debba essere su base volontaria;
diversi soggetti hanno inoltre evidenziato che gli orientamenti contenuti nel documento per la consultazione potrebbero non avere effetto nello stimolare le unità di produzione alimentate da FRNP a richiedere labilitazione a MSD: tali unità di produzione, infatti, ricevendo incentivi sullenergia immessa in rete, non troverebbero economicamente conveniente la partecipazione a MSD poiché ciò potrebbe comportare una diminuzione dellenergia prodotta dallunità con una contestuale riduzione dellincentivo, a fronte di costi certi (quali quelli per i dispositivi di telecontrollo) per procedere allabilitazione; a questo proposito, alcuni soggetti suggeriscono di prevedere lintroduzione immediata di prezzi negativi in MSD, in modo tale da consentire anche alle unità di produzione incentivate di partecipare a tale mercato, compensando, tramite le offerte accettate a prezzi negativi, gli incentivi persi per lenergia non venduta;
analoghe considerazioni a quelle riportate nel precedente alinea sono state avanzate anche dai titolari dei sistemi efficienti di utenza che hanno evidenziato lopportunità che leventuale aumento dellenergia prelevata dalla rete pubblica dovuto a movimentazioni disposte da Terna su MSD non sia soggetto al pagamento degli oneri generali di sistema e dei corrispettivi per lutilizzo delle reti di trasmissione e distribuzione;
alcuni soggetti, per lo più produttori da fonti rinnovabili e loro associazioni, hanno sottolineato limportanza di prevedere requisiti di abilitazione a MSD differenziati sulla base delle caratteristiche tecniche delle unità di produzione e consumo, al fine di promuoverne la partecipazione a detto mercato;
per quanto concerne la partecipazione del GSE a MSD, la quasi totalità dei soggetti ha espresso parere contrario, sia perché il GSE è un soggetto a partecipazione pubblica sia perché i grandi volumi da esso movimentati, anche 9

nellambito del solo ritiro dedicato, potrebbero avere effetti potenzialmente distorsivi sul mercato;
alcuni soggetti hanno evidenziato che alcuni vincoli di offerta in MSD definiti nel documento di consultazione per le UVA (in particolare quelli relativi allesclusione delle offerte di minimo e spegnimento e dellofferta di accensione) non trovano riscontro nel caso di unità di produzione non rilevanti di tipo termoelettrico, ivi incluse le unità di produzione combinata di energia elettrica e calore;
molti soggetti non ritengono opportuno che le UVA composte da unità di consumo godano, in quanto abilitate a MSD, di esenzioni al pagamento delluplift: tali esenzioni dovrebbero infatti essere commisurate al servizio effettivamente reso al sistema;
" con riferimento alle successive fasi della riforma, in risposta al documento per la consultazione: alcuni soggetti hanno sottolineato come sia imprescindibile prevedere unabilitazione a MSD ispirata a criteri di neutralità tecnologica al fine di non creare discriminazioni fra le diverse risorse ammesse a detto mercato; un tale approccio dovrebbe essere implementato fin dalle prime fasi della riforma, prevedendo requisiti di abilitazione comuni per tutte le unità, sia per quelle a partecipazione obbligatoria (attualmente già abilitate o abilitabili) sia per quelle che parteciperanno a MSD su base volontaria; in particolare detti requisiti dovrebbero essere definiti da Terna sulla base delle esigenze del sistema;
diversi soggetti hanno sottolineato limportanza di definire nel dettaglio il ruolo svolto nellambito del processo di abilitazione a MSD dalle imprese distributrici, in quanto concessionarie delle reti su cui insistono molte unità di produzione e molte unità di consumo che potrebbero essere abilitate a fornire i servizi di dispacciamento;
alcuni soggetti hanno evidenziato la necessità cha sia affrontato quanto prima il tema dellabilitazione a MSD dei dispositivi di accumulo, sia come dispositivi stand-alone che come possibile integrazione ad altri impianti;
alcuni soggetti hanno suggerito che lAutorità tenga conto delle peculiarità dei Sistemi di Distribuzione Chiusi, in particolare delle Reti Interne di Utenza (di seguito: RIU), consentendo loro di configurarsi come aggregati (nella responsabilità dei gestori delle RIU che identificherebbero lutente del dispacciamento titolare dellaggregato stesso), costituendo così delle unità virtuali naturali, contenenti al loro interno sia unità di produzione che unità di consumo; tali interventi potrebbero trovare applicazione anche con riferimento alla sola partecipazione ai mercati dellenergia, prescindendo, quindi, dalleventuale abilitazione dellunità virtuale naturale a MSD;
diversi soggetti hanno ribadito la necessità di addivenire in tempi rapidi a un maggior coordinamento tra il mercato infragiornaliero (di seguito: MI) e MSD con spostamento della gate closure di MI a ridosso del tempo reale, in linea con le disposizioni del Regolamento CACM e con quanto descritto nel documento per la consultazione 557/2013/R/eel;
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alcuni soggetti, infine, hanno evidenziato lopportunità di consentire progetti pilota nellambito del servizio di dispacciamento; tali progetti dovrebbero prevedere, oltre alla partecipazione di operatori qualificati di mercato, il coinvolgimento di Terna ed eventualmente di un osservatore terzo (ad esempio viene indicata la società Ricerca sul Sistema Energetico - RSE S.p.A. che ha già in corso una collaborazione con lAutorità nellambito della riforma del servizio di dispacciamento); i risultati di tali progetti potrebbero poi essere resi disponibili a supporto dei futuri sviluppi tecnologici e regolatori.


CONSIDERATO, INOLTRE, CHE:

" il contesto normativo europeo, in fase di definizione al momento della pubblicazione del documento per la consultazione 298/2016/R/eel, ha ormai raggiunto un assetto consolidato in quanto i regolamenti europei sullesercizio del sistema elettrico e sul bilanciamento elettrico hanno entrambi (il secondo solo recentissimamente) ottenuto il parere favorevole degli Stati membri nellambito della procedura di Comitologia;
" sul tema del coordinamento fra MI e MSD lAutorità ha successivamente reso noti ulteriori orientamenti con il documento per la consultazione 798/2016/R/eel, con particolare riguardo alla partecipazione a entrambi i mercati delle unità abilitate alla fornitura di risorse di dispacciamento;
" lAutorità, con la deliberazione 289/06, aveva previsto che le unità di consumo interrompibili con preavviso potessero fornire risorse di dispacciamento su MSD, in concorrenza con le unità di produzione, con ciò anticipando, di fatto, lapertura di MSD alla domanda (seppur limitata alle prestazioni di interrompibilità con preavviso);
" Terna ha attuato per la prima volta le disposizioni della deliberazione 289/06 approvvigionando risorse interrompibili con preavviso che si impegnassero a presentare offerte su MSD per il periodo 16 gennaio 2017 - 31 marzo 2017, come da regolamento approvato dallAutorità con la deliberazione 823/2016/R/eel;
" lAutorità, nel corso degli ultimi mesi, ha altresì avviato un percorso finalizzato ad una riforma complessiva della disciplina degli sbilanciamenti effettivi che superi lattuale valorizzazione basata su macrozone statiche in favore di segnali di prezzo coerenti con il valore dellenergia scambiata in tempo reale nelle sue componenti spaziale, temporale e merceologica; in tale ambito rientrano la richiesta a Terna di sviluppare una metodologia per la determinazione dei prezzi nodali da utilizzarsi come indice di monitoraggio dellandamento di MSD ai sensi del TIMM (di cui alla deliberazione 800/2016/R/eel), nonché le misure, illustrate nel documento per la consultazione 277/2017/R/eel, per il ritorno ad un meccanismo di valorizzazione single pricing per le unità non abilitate, in linea con la regola generale di cui al regolamento europeo sul bilanciamento elettrico;
" lAutorità con le deliberazioni 695/2016/A e 21/2017/A si è dotata di un nuovo Regolamento di Organizzazione e Funzionamento e di un nuovo assetto organizzativo nellambito del quale la regolazione del servizio di dispacciamento 11

dellenergia elettrica è gestita, nellambito della Divisione Energia, dalla Direzione Mercati Energia allIngrosso e Sostenibilità Ambientale dintesa con lUfficio Speciale Regolazione Euro-Unitaria per quanto riguarda gli aspetti che derivano dalla predetta normativa europea.


RITENUTO CHE:

" la redazione del nuovo Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico (di seguito: TIDE), previsto dallAutorità nel Quadro strategico 2015-2018, consentirà di identificare i principi su cui dovrà conformarsi la riforma organica del servizio di dispacciamento con lassetto di MSD nel nuovo regime, sia per quanto riguarda gli aspetti relativi allapprovvigionamento dei servizi, sia per quanto riguarda gli aspetti relativi alla disciplina degli sbilanciamenti effettivi sulla base dei prezzi nodali; e che, pertanto, non sia opportuno per il momento definire regole generali per la partecipazione a MSD delle unità di consumo e delle unità di produzione non abilitate, come invece ipotizzato nel documento per la consultazione 298/2016/R/eel;
" il nuovo TIDE non possa prescindere dai contenuti dei regolamenti europei sullesercizio del sistema elettrico e sul bilanciamento elettrico che, solo di recente, hanno raggiunto un assetto consolidato; di conseguenza per la sua redazione sono necessari ulteriori lavori, vista anche la complessità della materia, finalizzati a comprendere quali aspetti della regolazione nazionale debbano essere modificati per tenere conto del nuovo contesto europeo;
" il nuovo TIDE debba altresì rivedere la classificazione delle unità di produzione e di consumo, superando il concetto di rilevanza attualmente utilizzato per identificare in modo distinto le unità che devono partecipare singolarmente ai mercati e le unità che possono essere aggregate e; occorre quindi identificare nuovi criteri di aggregazione definiti in base alla dimensione spaziale di ciascuno dei servizi di dispacciamento per cui laggregato è abilitato; a titolo desempio, se laggregato è abilitato solamente per la fornitura di riserva primaria o secondaria, potrà essere consentita unaggregazione su base zonale; viceversa, in caso di abilitazione per la risoluzione delle congestioni intra-zonali o per altre risorse di carattere locale, laggregazione non può che essere limitata al nodo della rete di trasmissione nazionale o a un insieme ristretto di nodi;
" i lavori finalizzati alla costituzione del TIDE continuino ad essere condotti nellambito del procedimento avviato con la deliberazione 393/2015/R/eel, ma secondo modalità e responsabilità aggiornate in funzione del nuovo assetto organizzativo dellAutorità e comunque tali da garantire lindispensabile coordinamento dei diversi ambiti di competenza rilevanti a livello nazionale e europeo, in linea con quanto attuato fino al 31 dicembre 2016 con il progetto interdirezionale RDE.


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RITENUTO, ALTRESÌ, CHE:

" nelle more della definizione del nuovo TIDE, sia opportuno prevedere una prima apertura di MSD per consentire di acquisire elementi utili per la riforma organica del dispacciamento e per rendere disponibili, fin da subito, nuove risorse di dispacciamento; una tale disposizione, di fatto, accoglie le istanze in merito avanzate da diversi utenti del dispacciamento nellambito delle risposte al documento per la consultazione 298/2016/R/eel;
" lapertura di cui al precedente alinea sia basata su progetti pilota condotti secondo criteri procedurali armonizzati, finalizzati alla raccolta di elementi utili per la riforma del dispacciamento; a tal proposito si prevede che: i progetti pilota siano individuati da Terna, in qualità di soggetto concessionario dellattività di dispacciamento, anche su proposta degli operatori del settore, in quanto soggetti chiamati a fornire le risorse per il servizio di dispacciamento;
i progetti pilota possano riguardare: § la partecipazione a MSD della domanda e delle unità di produzione ad oggi non abilitate (ivi inclusi i sistemi di accumulo che sono equiparati alle unità di produzione come previsto dalla deliberazione 574/2014/R/eel);
§ lutilizzo di sistemi di accumulo, in particolare in abbinamento a unità di produzione rilevanti abilitate alla partecipazione a MSD al fine di ottimizzare la fornitura di risorse di dispacciamento nel rispetto dei requisiti previsti dal Codice di rete;
§ le modalità di aggregazione, ai fini della partecipazione ai mercati dellenergia e a MSD, delle unità di produzione e di consumo;
§ le modalità per la remunerazione dei servizi ancillari attualmente non remunerati esplicitamente (ad esempio, la regolazione di tensione); sono quindi esclusi i servizi di riserva primaria, riserva secondaria, riserva terziaria, risoluzione delle congestioni e bilanciamento;
§ forme di approvvigionamento a termine delle risorse di dispacciamento, da espletare secondo procedure concorrenziali coerenti con quanto previsto dallarticolo 60 della deliberazione 111;
possano comunque essere individuati anche progetti pilota su qualunque altro aspetto che Terna ritenga utile sperimentare, previa approvazione dellAutorità;
i progetti pilota individuati da Terna, anche su proposta degli operatori, siano sottoposti allapprovazione dellAutorità che ne valuterà lutilità al fine della riforma organica del servizio di dispacciamento;
non siano previste forme di incentivazione economica a favore degli utenti del dispacciamento per lesecuzione dei progetti pilota; gli operatori coinvolti potranno comunque beneficiare della remunerazione delle risorse di dispacciamento prevista dalla regolazione, comprensiva di quella derivante da eventuali procedure di approvvigionamento a termine organizzate in coerenza con quanto previsto dallarticolo 60 della deliberazione 111;
13

i progetti pilota, a seguito della definizione del nuovo TIDE, dovranno essere resi conformi ai vari aggiornamenti del Codice di rete che saranno conseguentemente predisposti da Terna;
" i progetti pilota, ove non diversamente specificato, debbano essere basati sullattuale classificazione delle unità di produzione e di consumo, ivi incluso il concetto di rilevanza per la partecipazione ai mercati, al fine di consentire lavvio dei progetti pilota in tempi brevi senza richiedere significativi interventi operativi sui sistemi per la gestione del dispacciamento; sono tuttavia permesse forme di aggregazione ulteriori rispetto a quelle già consentite, sia con riferimento alle unità, rilevanti e non rilevanti, sottese allo stesso nodo della rete di trasmissione nazionale, sia con riferimento alle unità non rilevanti, di produzione e di consumo, come di seguito delineato;
" per i progetti pilota relativi alla partecipazione a MSD della domanda e delle unità di produzione ad oggi non abilitate, sia altresì opportuno definire un quadro regolatorio di dettaglio, al fine di indirizzare le sperimentazioni in modo coerente con gli orientamenti dellAutorità in merito alla nuova regolazione; a tal proposito siano confermati gli orientamenti pubblicati nel documento per la consultazione 298/2016/R/eel, innovati come di seguito precisato, per tenere conto di ulteriori approfondimenti in materia svolti dallAutorità, nonché delle osservazioni pervenute in esito alla sopracitata consultazione che includono i seguenti elementi: possibilità di aggregare fra loro nella stessa UVA unità di produzione non rilevanti e unità di consumo, costituendo UVA miste (UVAM), nonché anche unità di produzione rilevanti qualora sottese allo stesso nodo della rete di trasmissione nazionale, costituendo UVA nodali (UVAN);
perimetri di aggregazione delle UVA definiti da Terna in coerenza con il modello di rete utilizzato dallalgoritmo per la selezione delle offerte accettate su MSD, in modo tale che la movimentazione delle unità incluse nelle UVA non comporti violazioni di vincoli di rete; ciò comporta che ciascun perimetro di aggregazione debba essere contenuto allinterno della medesima zona. Tutte le scelte dovranno essere adeguatamente motivate;
nessuna esenzione dal pagamento del corrispettivo uplift per i punti di dispacciamento per unità di consumo virtuali abilitate affinché la remunerazione del servizio rimanga allineata a quella delle unità di produzione che non hanno accesso a forme di contribuzione analoghe, evitando quindi di effettuare discriminazioni;
applicazione alle UVA e alle unità di produzione non oggetto di abilitazione obbligatoria ai sensi del Codice di rete della disciplina di valorizzazione degli sbilanciamenti effettivi prevista per le unità non abilitate come eventualmente modificata in esito al documento per la consultazione 277/2017/R/eel (di tipo single pricing in coerenza con la regola generale di cui al regolamento europeo per il bilanciamento elettrico);
rilevanza delle UVA solamente ai fini della fornitura di risorse su MSD fermo restando lutilizzo, ai fini della partecipazione ai mercati dellenergia, dei punti di dispacciamento per unità di produzione non rilevanti e per unità di consumo 14

ad oggi vigenti; fanno eccezione le UVAM che aggregano sia unità di produzione sia unità di consumo, per le quali è prevista la costituzione di un nuovo punto di dispacciamento da utilizzare sia per la partecipazione ai mercati dellenergia sia per la partecipazione a MSD;
possibilità che le UVA siano gestite, ai fini della partecipazione a MSD, da un soggetto aggregatore (Balance Service Provider, BSP) potenzialmente diverso dallutente del dispacciamento responsabile per la valorizzazione degli sbilanciamenti (Balance Responsible Party, BRP), ad eccezione (almeno nella prima fase, per semplicità amministrativa) delle UVAM che aggregano sia unità di produzione sia unità di consumo;
" sia necessario precisare che il quadro regolatorio di dettaglio individuato per i progetti pilota di cui al precedente alinea abbia valore limitatamente ai medesimi per le finalità sopra richiamate e non costituisca alcun vincolo per limplementazione della riforma che trarrà origine dal nuovo TIDE;
" la fornitura di risorse di dispacciamento da parte delle risorse interrompibili con preavviso in concorrenza con le unità di produzione, prevista dalla deliberazione 289/06 e fino ad oggi attuata solamente in via transitoria per il periodo 16 gennaio 2017 31 marzo 2017, debba essere inquadrata nellambito dei progetti pilota relativi alla partecipazione della domanda a MSD;
" il GSE e lAcquirente Unico, tenendo conto del loro ruolo sistemico, non possano avere accesso a MSD nellambito della fase di prima apertura;
" sia infine opportuno fissare le tempistiche entro cui Terna debba individuare i primi progetti pilota per la partecipazione della domanda e delle unità di produzione attualmente non abilitate a MSD, al fine di accelerare lapertura di tale mercato a nuove risorse.


RITENUTO, INFINE, OPPORTUNO:

" ribadire, in linea con le raccomandazioni effettuate dallAutorità in sede di approvazione dei precedenti aggiornamenti del Codice di rete, la necessità che Terna massimizzi il numero di risorse in grado di fornire i servizi di dispacciamento attualmente definiti dal Codice di rete, anche tramite la revisione dei requisiti tecnici previsti per ciascun servizio, nonché consentendo, per i servizi articolati nelle modalità a salire e a scendere, labilitazione anche solo per una delle due modalità; e di conseguenza dare mandato a Terna di proporre in tal senso un aggiornamento del Codice di rete;
" in previsione dellassegnazione delle risorse interrompibili di cui alla deliberazione 301/2014/R/eel per il triennio 2018-2020, dare mandato a Terna di definire le specifiche di un prodotto di riserva con prestazioni analoghe al servizio di interrompibilità e di superinterrompibilità;
" rinviare al nuovo TIDE: la revisione della classificazione delle unità di produzione e di consumo, superando il concetto di rilevanza attualmente utilizzato per identificare in modo distinto le unità che devono partecipare singolarmente ai mercati e le 15

unità che possono essere aggregate, nonché superando la classificazione per tipologie di unità non rilevanti di cui allarticolo 8 della deliberazione 111, come auspicato da diversi soggetti; la revisione dovrà identificare, invece, i criteri entro cui i gruppi e le sezioni di impianto come definite nel sistema GAUDÌ possano essere aggregate in unità ai fini della partecipazione ai mercati;
la conseguente identificazione di nuovi criteri di aggregazione definiti in base alla dimensione spaziale dei servizi di dispacciamento per cui laggregato è abilitato;
la definizione dei criteri con cui Terna procederà alla revisione dei prodotti oggetto di negoziazione su MSD e delle modalità di approvvigionamento delle risorse flessibili, preservando, laddove possibile limpostazione Central Dispatch System;
" non dare seguito alla proposta presentata da alcuni gestori di RIU in merito alla possibilità che tali reti siano considerate come unità virtuali ai fini della partecipazione ai mercati dellenergia anche in assenza di abilitazione a MSD e indipendentemente dalle unità di produzione e di consumo presenti al loro interno, al fine di non introdurre discriminazioni tra le RIU e le altre reti elettriche; è comunque prevista, anche nellambito delle RIU, la possibilità di definire aggregazioni per le quali richiedere labilitazione a MSD sulla base dei criteri di cui al presente provvedimento, ivi inclusa la possibilità di aggregare nella stessa UVA (valida sia per i mercati dellenergia sia per MSD) unità di produzione e unità di consumo rientranti nella RIU;
" chiarire che il coinvolgimento attivo delle imprese distributrici nellambito della riforma organica del dispacciamento sarà valutato nella fase implementativa della riforma stessa, una volta definito con il nuovo TIDE il quadro regolatorio generale di riferimento

DELIBERA


Articolo 1 Definizioni
1.1 Ai fini del presente provvedimento si applicano le definizioni di cui allarticolo 1, comma 1.1, della deliberazione 111 nonché le seguenti: " BSP (o aggregatore) è il Balance Service Provider, cioè il soggetto responsabile per la partecipazione a MSD;
" MSD è il Mercato dei Servizi di Dispacciamento;
" UVA sono le Unità Virtuali Abilitate. Esse si dividono in: unità virtuali abilitate di produzione (UVAP), caratterizzate dalla presenza di sole unità di produzione non rilevanti (siano esse programmabili o non programmabili), inclusi i sistemi di accumulo;
16

unità virtuali abilitate di consumo (UVAC), caratterizzate dalla presenza di sole unità di consumo (ad oggi tutte non rilevanti);
unità virtuali abilitate miste (UVAM), caratterizzate dalla presenza sia di unità di produzione non rilevanti (siano esse programmabili o non programmabili), inclusi i sistemi di accumulo, sia di unità di consumo (ad oggi tutte non rilevanti);
unità virtuali abilitate nodali (UVAN), caratterizzate dalla presenza di unità di produzione rilevanti oggetto di abilitazione volontaria e/o non rilevanti (siano esse programmabili o non programmabili), ed eventualmente anche di unità di consumo, sottese allo stesso nodo della rete di trasmissione nazionale come definito dal comma 3.12 del TIMM.
Articolo 2 Istituzione dei progetti pilota
2.1 Al fine di acquisire elementi informativi utili per la definizione della riforma organica del servizio di dispacciamento sono istituiti progetti pilota secondo le modalità di cui ai seguenti commi.

2.2 I progetti pilota sono individuati da Terna, anche su proposta degli operatori diversi dal Gestore dei servizi energetici e dallAcquirente unico, tenendo conto dei criteri di cui allarticolo 3 e nel rispetto delle procedure di cui al presente articolo.

2.3 I progetti pilota possono riguardare: i. la partecipazione a MSD della domanda e delle unità di produzione ad oggi non abilitate (ivi inclusi i sistemi di accumulo che sono equiparati alle unità di produzione come previsto dalla deliberazione 574/2014/R/eel);
ii. lutilizzo di sistemi di accumulo, in particolare in abbinamento a unità di produzione rilevanti abilitate alla partecipazione a MSD al fine di ottimizzare la fornitura di risorse di dispacciamento nel rispetto dei requisiti previsti dal Codice di rete;
iii. le modalità di aggregazione, ai fini della partecipazione ai mercati dellenergia e a MSD, delle unità di produzione e di consumo;
iv. le modalità per la remunerazione dei servizi ancillari attualmente non remunerati esplicitamente (ad esempio, la regolazione di tensione): sono quindi esclusi i servizi di riserva primaria, riserva secondaria, riserva terziaria, risoluzione delle congestioni e bilanciamento;
v. forme di approvvigionamento a termine delle risorse di dispacciamento, da espletare secondo procedure concorrenziali coerenti con quanto previsto dallarticolo 60 della deliberazione 111;
vi. qualunque altro aspetto che Terna ritenga utile sperimentare, dandone adeguata motivazione, previa approvazione dellAutorità. 2.4 I progetti pilota individuati da Terna: 17

i. devono prevedere il coinvolgimento di operatori individuati sulla base di clausole non discriminatorie che consentano la più ampia partecipazione possibile;
ii. sono sottoposti a consultazione preventiva con gli operatori; la consultazione dovrà recare il regolamento secondo il quale sarà gestito il progetto pilota (inclusivo dei requisiti tecnici e delle modalità per la richiesta di abilitazione delle nuove risorse a MSD); alla consultazione dovrà essere allegata una relazione tecnica che illustri il progetto e motivi tutte le scelte effettuate;
iii. sono infine inviati da Terna allAutorità per lapprovazione corredati dalla versione definitiva del regolamento, dalle tempistiche di esecuzione, nonché dalle osservazioni pervenute da parte degli operatori durante la consultazione.

2.5 LAutorità si esprime sui progetti pilota entro 30 giorni dalla data di ricevimento della documentazione completa di cui al comma 2.4, lettera iii.; il termine è prorogato di ulteriori 30 giorni in caso in cui siano richieste integrazioni.

2.6 Terna invia allAutorità, con cadenza trimestrale, una relazione recante lelenco dei progetti pilota proposti dagli operatori nel corso del trimestre, corredato da un giudizio sintetico sulla loro fattibilità e utilità prospettica per il sistema elettrico.

2.7 Per tutta la durata dei progetti pilota, Terna presenta allAutorità, con cadenza trimestrale, una relazione che illustri i risultati ottenuti fino a quel momento.

2.8 Non sono previste ulteriori forme di remunerazione economica per lesecuzione dei progetti pilota diverse da quelle già previste dalla regolazione, fatti salvi i progetti pilota rientranti nella fattispecie di cui al comma 2.3, punto iv.. 2.9 Gli utenti del dispacciamento e i BSP soggetti coinvolti nei progetti pilota dovranno adeguarsi alle disposizioni che saranno contenute negli aggiornamenti del Codice di rete che Terna predisporrà nellambito del processo di riforma organica del dispacciamento, facendo, quindi, evolvere i progetti pilota in modo conforme alle varie fasi della regolazione del servizio di dispacciamento.


Articolo 3 Criteri per lammissione dei progetti pilota
3.1 Il presente articolo reca i criteri minimi che devono essere rispettati ai fini dellammissibilità dei progetti pilota relativi alla partecipazione delle unità di consumo e delle unità di produzione oggetto di abilitazione volontaria.

3.2 Possono essere abilitate alla presentazione di offerte su MSD tutte le unità di produzione (ivi inclusi i sistemi di accumulo assimilati ad unità di produzione ai sensi della deliberazione 574/2014/R/eel) e tutte le unità di consumo che soddisfino i seguenti requisiti: i. rispettino, singolarmente per le unità di produzione rilevanti e su base aggregata per le unità di produzione non rilevanti e per le unità di consumo, i requisiti di performance tecnica previsti per la fornitura di ciascun servizio di 18

dispacciamento nella versione del Codice di rete vigente al momento della richiesta di abilitazione; eventuali modifiche a questo requisito saranno valutate dallAutorità in sede di approvazione del progetto pilota;
ii. non risultino essere inseriti nel contratto di dispacciamento del GSE o dellAcquirente Unico;
iii. dispongano di dati di misura orari.

3.3 Per quanto riguarda lidentificazione delle unità abilitate alla fornitura di risorse di dispacciamento: a) Terna definisce i perimetri geografici di aggregazione per la definizione delle UVA, in coerenza con il modello di rete utilizzato dallalgoritmo per la selezione delle offerte accettate su MSD, in modo tale che la movimentazione delle unità incluse nelle UVA non comporti violazioni di vincoli di rete, fornendo adeguata motivazione delle proprie scelte; i perimetri geografici di aggregazione non possono eccedere la zona di mercato, ma non devono necessariamente coincidere con essa (rimane facoltà di Terna definire la dimensione geografica ottimale riferita a ciascun prodotto al fine di tenere conto dei vincoli di rete); i perimetri geografici di aggregazione possono differire a seconda della tipologia di servizio approvvigionato su MSD e non devono presentare discriminazioni tra i diversi progetti pilota;
b) le unità di produzione rilevanti, in generale, partecipano a MSD singolarmente con riferimento al medesimo punto di dispacciamento, definito ai sensi della deliberazione 111, valido per la partecipazione ai mercati dellenergia e per la valorizzazione degli sbilanciamenti effettivi;
c) le UVAP e le UVAC rilevano solamente per la partecipazione a MSD; ai fini della partecipazione ai mercati dellenergia, le unità incluse in tali tipologie di UVA continuano a rimanere inserite nei punti di dispacciamento per unità di produzione non rilevanti e per unità di consumo di cui allarticolo 10 della deliberazione 111;
d) le UVAM e le UVAN rilevano sia per la partecipazione a MSD sia per la partecipazione ai mercati dellenergia; per tale motivo alle UVAM e alle UVAN è associato un punto di dispacciamento di nuova costituzione;
e) le UVAP includono i punti di immissione relativi ad unità di produzione non rilevanti, indipendentemente dalla tecnologia (inclusi i sistemi di accumulo assimilati ad unità di produzione ai sensi della deliberazione 574/2014/R/eel) e dalla programmabilità della fonte primaria, che rispettano i seguenti requisiti: i. siano inseriti nel medesimo contratto di dispacciamento;
ii. siano localizzati in un unico perimetro geografico di aggregazione;
iii. per essi sia stata richiesta labilitazione alla presentazione di offerte in MSD;
f) le UVAC includono i punti di prelievo relativi ad unità di consumo che rispettano i seguenti requisiti: i. siano inseriti nel medesimo contratto di dispacciamento;
ii. siano localizzati in un unico perimetro geografico di aggregazione;
19

iii. per essi sia stata richiesta labilitazione alla presentazione di offerte in MSD;
iv. in relazione a essi non sia stato sottoscritto il contratto per il servizio di interrompibilità di cui alla deliberazione 301/2014/R/eel o il contratto per il servizio di super interrompibilità di cui alla deliberazione 1/2016/R/eel;
g) le UVAM includono i punti di immissione relativi a unità di produzione non rilevanti (inclusi i sistemi di accumulo assimilati ad unità di produzione ai sensi della deliberazione 574/2014/R/eel) e i punti di prelievo relativi ad unità di consumo che rispettino i seguenti requisiti: i. siano inseriti nel medesimo contratto di dispacciamento di specifica stipula;
ii. siano localizzati in un unico perimetro geografico di aggregazione;
iii. per essi sia stata richiesta labilitazione alla presentazione di offerte in MSD;
iv. in relazione a essi non sia stato sottoscritto il contratto per il servizio di interrompibilità di cui alla deliberazione 301/2014/R/eel o il contratto per il servizio di super interrompibilità di cui alla deliberazione 1/2016/R/eel;
h) le UVAN includono i punti di immissione relativi a unità di produzione oggetto di abilitazione volontaria (inclusi i sistemi di accumulo assimilati ad unità di produzione ai sensi della deliberazione 574/2014/R/eel) e i punti di prelievo relativi ad unità di consumo che rispettino i seguenti requisiti: i. siano inseriti nel medesimo contratto di dispacciamento di specifica stipula;
ii. siano sottesi al medesimo nodo della rete di trasmissione nazionale;
iii. per essi sia stata richiesta labilitazione alla presentazione di offerte in MSD;
iv. in relazione a essi non sia stato sottoscritto il contratto per il servizio di interrompibilità di cui alla deliberazione 301/2014/R/eel o il contratto per il servizio di super interrompibilità di cui alla deliberazione 1/2016/R/eel;
i) allinterno di ciascun perimetro di aggregazione possono essere presenti più UVA nella responsabilità del medesimo soggetto (spetta al soggetto titolare indicare linsieme delle unità inclusi in ciascuna UVA);
j) linsieme delle unità inserite nelle UVA può essere modificato dal soggetto titolare su base mensile.

3.4 Per quanto riguarda le controparti di Terna ai fini della fornitura delle risorse di dispacciamento: a) nel caso delle unità di produzione rilevanti abilitate, la controparte per la fornitura delle risorse di dispacciamento è lutente del dispacciamento titolare del punto di dispacciamento sempre coincidente con il BSP;
b) nel caso delle UVAM e delle UVAN, la controparte per la fornitura delle risorse di dispacciamento è lutente del dispacciamento titolare del punto di dispacciamento sempre coincidente con il BSP;
c) nel caso delle UVAP e delle UVAC, la controparte per la fornitura delle risorse di dispacciamento è il BSP che può essere distinto dallutente del dispacciamento; il BSP è quindi responsabile anche per il mancato rispetto degli ordini di dispacciamento di Terna;
20

d) nei casi in cui non vi sia coincidenza tra BSP e utente del dispacciamento: i. Terna informa gli utenti del dispacciamento, nellambito del processo di abilitazione a MSD delle unità incluse nelle UVAP e nelle UVAC, in merito ai punti di immissione o di prelievi per i quali viene presentata domanda di abilitazione;
ii. in caso di attivazione di risorse di dispacciamento fornite da una UVAP o da una UVAC, Terna, ai fini della valorizzazione degli sbilanciamenti effettivi, modifica il programma vincolante di immissione e di prelievo registrato nel conto di sbilanciamento effettivo del relativo utente del dispacciamento;
iii. i rapporti tra BSP e utente del dispacciamento, nellambito dei progetti pilota, sono concordati tra le parti e inviati, per informazione, a Terna e allAutorità. 3.5 Per quanto riguarda la procedura per labilitazione, le UVA e le unità di produzione rilevanti oggetto di abilitazione volontaria: a) possono richiedere labilitazione anche solamente per uno dei servizi previsti dal Codice di rete; per i servizi articolati nelle modalità a salire e a scendere, deve essere consentita la possibilità di abilitarsi alla fornitura anche di una sola fra le due modalità;
b) devono dotarsi di dispositivi idonei a garantire lintegrazione delle medesime unità nei sistemi di controllo di Terna;
c) sono sottoposte a una procedura di qualifica definita da Terna (nonché eventualmente a prove in sito), che consenta di verificare leffettiva fornitura del servizio di dispacciamento per il quale è richiesta labilitazione; Terna può riservarsi la facoltà di effettuare, anche a valle dellottenimento dellabilitazione, un monitoraggio della effettiva capacità dellutente del dispacciamento alla fornitura dei servizi per i quali è abilitato.

3.6 Le imprese distributrici: a) sono informate, nellambito del processo di abilitazione a MSD delle unità di produzione e di consumo incluse nelle UVA, in merito ai punti di immissione o di prelievi per i quali viene presentata domanda di abilitazione;
b) forniscono piena collaborazione a Terna, eventualmente indicando limitazioni ex-ante alla movimentazione di alcune unità di produzione e/o di consumo connesse alle proprie reti; esse possono altresì informare Terna e gli utenti del dispacciamento, anche in prossimità del tempo reale, in merito ad eventuali vincoli di rete che rendono momentaneamente non attivabile una determinata utenza aggregata in una UVA. 3.7 Le modalità e gli obblighi di offerta per le unità di produzione rilevanti e le UVA sono le stesse previste dal Codice di rete per le unità già oggi abilitate alla partecipazione a MSD, fatte salve le seguenti specificazioni: a) per le UVA non trovano applicazione i prezzi relativi alle offerte di minimo e spegnimento;
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b) lofferta di accensione rimane riservata alle sole unità rilevanti abilitate di tipo termoelettrico;
c) lofferta di cambio assetto rimane riservata alle sole unità rilevanti abilitate di tipo termoelettrico con tecnologia a ciclo combinato o ripotenziate;
d) le offerte per le UVA e le unità di produzione rilevanti oggetto di abilitazione volontaria possono essere presentate in modo asimmetrico solamente nella modalità a salire o a scendere, coerentemente con labilitazione ottenuta.

3.8 Per quanto riguarda la regolazione economica del servizio di dispacciamento: a) il periodo rilevante ai fini del settlement è pari a 15 minuti per tutte le unità abilitate, ivi incluse le UVA e le unità di produzione rilevanti oggetto di abilitazione volontaria;
b) per i punti di dispacciamento per unità di produzione rilevanti oggetto di abilitazione volontaria, lintero ammontare degli sbilanciamenti effettivi è valorizzato tramite i prezzi di sbilanciamento base di cui al comma 40.3 della deliberazione 111;
c) per le unità incluse nelle UVAP e nelle UVAC, gli sbilanciamenti effettivi sono valorizzati con riferimento ai punti di dispacciamento per unità non rilevanti di cui allarticolo 10 della deliberazione 111 cui dette unità appartengono e sulla base della disciplina agli stessi applicabile;
d) per le unità incluse nelle UVAM o nelle UVAN, le modalità di remunerazione delle offerte presentate sui mercati dellenergia, le modalità di valorizzazione degli sbilanciamenti effettivi riferiti al punto di dispacciamento di nuova costituzione e le modalità di applicazione dei corrispettivi di dispacciamento di cui allarticolo 24 del TIS sono definite con apposito provvedimento dellAutorità contestualmente allapprovazione dei relativi progetti pilota;
e) si conferma lapplicazione dei corrispettivi di non arbitraggio previsti dalla regolazione;
f) qualora un ordine di dispacciamento non risulti soddisfatto da parte delle UVA, il BSP è tenuto a corrispondere a Terna un corrispettivo per il mancato rispetto degli ordini di dispacciamento finalizzato ad evitare che lUVA possa trarre vantaggio dalla differenza fra il prezzo di sbilanciamento e il prezzo di attivazione delle offerte presentate su MSD;
g) qualora un ordine di dispacciamento non risulti soddisfatto da parte di una unità di produzione rilevante oggetto di abilitazione volontaria, il BSP (sempre coincidente con lutente del dispacciamento) è tenuto a corrispondere a Terna un corrispettivo per il mancato rispetto degli ordini di dispacciamento finalizzato ad evitare che lUVA possa trarre vantaggio dalla differenza fra il prezzo di sbilanciamento e il prezzo di attivazione delle offerte presentate su MSD.





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Articolo 4 Disposizioni finali
4.1 Entro il 30 giugno 2017 Terna propone allAutorità almeno un progetto pilota relativo alla partecipazione a MSD della domanda e dei relativi aggregati (UVAC). 4.2 Entro il 31 luglio 2017 Terna propone allAutorità almeno un progetto pilota relativo alla partecipazione a MSD delle unità di produzione attualmente non abilitate, inclusi i sistemi di accumulo ad esse assimilati, e dei relativi aggregati (UVAP).
4.3 Entro il 31 ottobre 2017, Terna, previa consultazione con gli operatori corredata di una relazione tecnica che spieghi e giustifichi le scelte adottate, invia allAutorità una proposta di aggiornamento del Codice di rete recante almeno: a) la revisione dei requisiti di performance tecnica relativi a ciascun servizio di dispacciamento definito dal Codice di rete, in modo da ampliare quanto più possibile linsieme delle unità di produzione e di consumo in grado di erogare detto servizio;
b) la revisione delle modalità per labilitazione alla fornitura dei servizi di dispacciamento su MSD, in modo da consentire il conseguimento dellabilitazione anche per la fornitura di uno solo dei servizi attualmente previsti dal Codice di rete; per i servizi articolati nelle modalità a salire e a scendere, deve essere consentita agli utenti del dispacciamento la possibilità di abilitarsi alla fornitura anche di una sola fra le due modalità; le nuove modalità devono valere sia per le unità di produzione rilevanti oggi abilitate o abilitabili a MSD sia per le unità di nuova abilitazione in quanto inserite nei progetti pilota;
c) i requisiti tecnici per il servizio di riserva a salire con prestazioni analoghe a quelle previste per il servizio di interrompibilità o di superinterrompibilità in previsione di una sua eventuale fornitura su MSD a partire dal triennio 2018- 2020.
4.4 Nellambito del nuovo assetto organizzativo dellAutorità la responsabilità del procedimento avviato con la deliberazione 393/2015/R/eel è attribuita al Direttore della Direzione Mercati Energia allIngrosso, che opera dintesa con il Direttore della Divisione Energia assicurando il coordinamento con lUfficio Speciale Regolazione Euro-Unitaria per garantire la coerenza del processo di riforma nazionale con il processo di integrazione dei mercati di bilanciamento europei, nonché per addivenire entro lanno 2017 alla compilazione del nuovo Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico (TIDE). 4.5 Il presente provvedimento è trasmesso a Terna S.p.a.

4.6 Il presente provvedimento è pubblicato sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it

5 maggio 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Orientamenti inerenti la definizione del contributo tariffario a copertura dei costi sostenuti dai distributori di energia elettrica e gas naturale soggetti agli obblighi nell’ambito del meccanismo dei titoli di efficienza energetica AEEGSI - Pubblicato 2017.05.05

Con il presente documento si presentano gli orientamenti dell'Autorità in merito alla revisione delle regole di determinazione del contributo tariffario del meccanismo dei titoli di efficienza energetica. Ciò per effetto sia delle modifiche apportate al meccanismo dal decreto interministeriale 11 gennaio 2017 sia delle evidenze dell'istruttoria conoscitiva avviata con deliberazione 710/2016/E/efr e approvata con deliberazione 292/2017/E/efr.



Testo Allegato







1





DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE
312/2017/R/EFR













ORIENTAMENTI INERENTI LA DEFINIZIONE DEL
CONTRIBUTO TARIFFARIO A COPERTURA DEI COSTI
SOSTENUTI DAI DISTRIBUTORI DI ENERGIA ELETTRICA E
GAS NATURALE SOGGETTI AGLI OBBLIGHI NELLAMBITO
DEL MECCANISMO DEI TITOLI DI EFFICIENZA
ENERGETICA










Mercato di incidenza: energia elettrica e gas naturale
5 maggio 2017






2

Premessa
Il presente documento per la consultazione si inquadra nellambito del procedimento avviato con deliberazione 16 marzo 2017, 172/2017/E/efr, al fine di individuare possibili modifiche e integrazioni al segmento terminale del meccanismo dei certificati bianchi, segnatamente al contributo tariffario riconosciuto ai distributori.

Tale procedimento è difatti finalizzato alladeguamento, quanto più tempestivo possibile, delle regole di definizione del contributo tariffario a copertura dei costi sostenuti dai distributori soggetti agli obblighi del meccanismo dei titoli di efficienza energetica, recentemente innovato da modifiche normative e attuative. Ciò anche tenendo conto delle evidenze dei risultati dellindagine conoscitiva avviata con la deliberazione 1 dicembre 2016, 710/2016/E/efr, riportate nella relazione finale Resoconto dellindagine conoscitiva relativa allandamento del mercato dei titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) nel frattempo approvata con deliberazione 28 aprile 2017, 292/2017/E/efr. I soggetti interessati sono invitati a far pervenire allAutorità le proprie osservazioni e proposte, in forma scritta, motivandole e compilando lapposito modulo interattivo disponibile nel sito internet dellAutorità o tramite lapposito indirizzo di posta elettronica (mercati-retail@autorita.energia.it) entro e non oltre il 22 maggio 2017. Ai sensi dellarticolo 6, comma 2, dellAllegato A alla deliberazione 23 dicembre 2014 649/2014/A, le osservazioni al presente documento per la consultazione saranno pubblicate sul sito internet dellAutorità; a tal fine, i soggetti che intendono salvaguardare la riservatezza o la segretezza, in tutto o in parte, della documentazione inviata sono tenuti a indicare quali parti della propria documentazione sono da considerare riservate.





Autorità per lenergia elettrica il gas ed il sistema idrico Direzione Mercati Retail e Tutele dei consumatori di energia Unità Efficienza nel Consumo piazza Cavour, 5 20121 Milano tel. 0265565608 fax 0265565265 e-mail: mercati-retail@autorita.energia.it






3
INDICE
1. INTRODUZIONE E IMPIANTO NORMATIVO 4
2. LE ATTUALI REGOLE DI DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO TARIFFARIO 4
3. GLI ORIENTAMENTI DELLAUTORITÀ IN MERITO ALLA DEFINIZIONE DEL
CONTRIBUTO TARIFFARIO ALLA LUCE DEL DECRETO INTERMINISTERIALE 11
GENNAIO 2017
8
Il principio della determinazione di un valore massimo di riferimento 8 Il principio della correlazione del contributo con gli scambi tramite bilaterali 9 La modifica del contributo definitivo e la sostituzione del contributo preventivo con lintroduzione dei volumi degli scambi bilaterali 10 Il contributo tariffario da erogarsi a valle delle verifiche delladempimento degli obblighi in capo ai distributori in occasione della sessione del 30 novembre 13
4. GLI ORIENTAMENTI DELLAUTORITÀ IN MERITO A ULTERIORI ASPETTI DEL
CONTRIBUTO TARIFFARIO
17
Il parametro k di correlazione tra i valori degli scambi di mercato e contributo di riferimento 17 La differenziazione del contributo tariffario definitivo erogato nel caso di obiettivo specifico dellanno dobbligo o di compensazione di anni precedenti 18
Altre eventuali differenziazioni del contributo tariffario definitivo erogato 19 Strumenti per favorire la messa a disposizione ai distributori dei titoli emessi 20 5. ENTRATA IN VIGORE DELLE MODIFICHE E GRANDI PROGETTI 21






4
1 INTRODUZIONE E IMPIANTO NORMATIVO
1.1 In data 3 aprile 2017 è stato pubblicato il decreto interministeriale 11 gennaio 2017 recante Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dellenergia elettrica e il gas per gli anni dal 2017 al 2020 e per lapprovazione delle nuove Linee Guida per la preparazione, lesecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica (di seguito: decreto interministeriale 11 gennaio 2017), con il quale il meccanismo dei titoli di efficienza energetica (o certificati bianchi, di seguito: tee o titoli), fino ad allora normato dai decreti interministeriali 20 luglio 2004, dal decreto ministeriale 21 dicembre 2007 e dal decreto interministeriale 28 dicembre 2012, è stato fortemente innovato, per quanto riguarda sia la domanda dei titoli che la loro offerta, nonché prolungato mediante la definizione di nuovi obiettivi fino al 2020. 1.2 Il decreto interministeriale 11 gennaio 2017, allarticolo 11, conferma, con riferimento alla copertura degli oneri per ladempimento degli obblighi da parte dei distributori, che i costi sostenuti trovino copertura, limitatamente alla parte non coperta da altre risorse, sulle componenti delle tariffe per il trasporto e la distribuzione dellenergia elettrica e del gas naturale, come attualmente previsto.

1.3 In particolare, il decreto prevede che tale copertura sia effettuata secondo criteri e modalità definiti dallAutorità, in misura tale da riflettere landamento del prezzo dei certificati bianchi riscontrato sul mercato, tenendo eventualmente conto dei prezzi riscontrati nellambito della libera contrattazione tra le parti, e con la definizione di un valore massimo di riconoscimento (articolo 11, comma 2). Ciò rappresenta il segmento terminale dellintero meccanismo dei titoli, la cui definizione è lunica rimasta nella competenza dellAutorità, dal 20131 regolato da altri soggetti istituzionali 2 LE ATTUALI REGOLE DI DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO TARIFFARIO
2.1 Dalla nascita del meccanismo dei tee (e in particolare dal primo anno dobbligo 2005) fino ad oggi, la disciplina inerente il riconoscimento dei costi sostenuti dai soggetti obbligati per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico assegnati ha subìto molte evoluzioni, sia di carattere normativo che regolatorio, sinteticamente ripercorse nel Capitolo 1 del documento per la consultazione 31 ottobre 2013, 485/2013/R/efr, a cui si rimanda per brevità. A seguito di tale consultazione, con la deliberazione 23 gennaio 2014, 13/2014/R/efr, (di seguito:
1 per effetto del disposto del decreto interministeriale 28 dicembre 2012.





5
deliberazione 13/2014/R/efr) lAutorità ha approvato le vigenti regole di determinazione del contributo tariffario, adottate a partire dallanno dobbligo 2013. La nuova formulazione ha introdotto elementi innovativi che hanno consentito di tenere conto dei prezzi medi di mercato dei titoli evitando, al tempo stesso, un riconoscimento a piè di lista degli oneri sostenuti.

2.2 In particolare, è stato previsto che, allinizio di ogni anno dobbligo2, lAutorità definisca il valore di un contributo tariffario unitario preventivo che non viene riconosciuto ai distributori, ma costituisce unicamente un segnale di riferimento ai mercati e ha la finalità, dal punto di vista teorico, di fornire indicazioni preliminari di prezzo. Tale valore viene quantificato sulla base del contributo riconosciuto lanno precedente, corretto sulla base delle variazioni percentuali della spesa media dei clienti domestici, secondo il principio di proporzionalità inversa: ad aumenti del prezzo dellenergia corrispondono segnali di diminuzione del contributo tariffario, in considerazione del fatto che, in questi casi, è di per sé maggiormente conveniente il risparmio energetico.

2.3 Il contributo tariffario unitario preventivo3, espresso in ¬/tee, è calcolato per ciascun anno dobbligo a partire dal 20144, nel seguente modo: CPREVENTIVO(t+1) = CDEFINITIVO(t) . [100 + ± . E(t+1)]/100 dove: § CPREVENTIVO(t+1) è il valore del contributo tariffario unitario preventivo definito per lanno dobbligo (t+1), arrotondato con criterio commerciale a due cifre decimali;
§ CDEFINITIVO(t) è il valore del contributo tariffario unitario definitivo per lanno dobbligo (t), arrotondato con criterio commerciale a due cifre decimali;
§ ± è il fattore correttivo definito pari a 0,5;
§ E(t+1) è la media aritmetica delle riduzioni percentuali della spesa media, arrotondate con criterio commerciale a due cifre decimali, registrate per i clienti finali domestici per lenergia elettrica, il gas naturale e il gasolio da riscaldamento.

2.4 Il contributo tariffario definitivo effettivamente erogato ai distributori è definito in modo tale che, nel caso i prezzi di mercato si rivelassero più alti del contributo preventivo, parte dei maggiori costi rimarrebbe in capo ai distributori obbligati che, pertanto, sono indotti a contenere il più possibile eventuali aumenti dei prezzi
2 Il periodo rilevante per lanno dobbligo (t) va da giugno dellanno solare (t) a maggio dellanno solare (t+1). 3 di cui allarticolo 3, comma 1, della deliberazione 13/2014/R/efr. 4 la medesima deliberazione 13/2014/R/efr ha previsto, allarticolo 4, un valore transitorio del contributo preventivo a valere sul solo anno dobbligo 2013, in considerazione dellesigenza di ridurre il disequilibrio accumulato nel periodo 2008-2012 tra i prezzi di scambio dei titoli e il contributo allora riconosciuto.







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di mercato. Specularmente, se i prezzi di mercato si rivelassero inferiori rispetto al contributo preventivo, solo parte dei minori costi di acquisto dei titoli verrebbe riconosciuta ai distributori, a beneficio di un minor onere da ricaricare ai consumatori.

2.5 Il contributo tariffario unitario definitivo5, espresso in ¬/tee, è quindi calcolato per ciascun anno dobbligo a partire dal 2013, nel seguente modo: CDEFINITIVO(t) = CPREVENTIVO(t) + k .[(S(t) CPREVENTIVO(t)] dove: § CDEFINITIVO(t) è il valore del contributo tariffario unitario definitivo per lanno dobbligo (t), arrotondato con criterio commerciale a due cifre decimali;
§ CPREVENTIVO(t) è il valore, espresso in ¬/tee, del contributo tariffario preventivo unitario definito per lanno dobbligo (t), arrotondato con criterio commerciale a due cifre decimali;
§ S(t) è il valore medio ponderato, espresso in ¬/tee, dei prezzi degli scambi avvenuti presso il mercato organizzato nellanno dobbligo, in particolare nel periodo compreso tra giugno dellanno solare (t) e maggio dellanno solare (t+1), arrotondato con criterio commerciale a due cifre decimali;
§ k è un parametro adimensionale, pari a:
5X = 5@545K ý5ý; 1 5þ|5F(5a) 565C5E585I585A5G5<5I5B(5a)|ý

Ai fini del calcolo del parametro k sono stati contestualmente fissati i seguenti valori dei parametri: § ² è pari a 0,85;
§ ³ è pari a 2,00 ¬/tee;
§ ý5F(5a) 565C5E585I585A5G5<5I5B(5a)ý è il valore assoluto della differenza tra S(t) e CPREVENTIVO(t), espresso in ¬/tee.

2.6 La definizione del parametro k prevede la fissazione di un valore minimo e il fatto che la differenza tra contributo definitivo e i prezzi di mercato non superi un valore predefinito, comportando che una parte della differenza [(S(t) CPREVENTIVO(t)] sia lasciata in capo ai distributori. In particolare: § qualora la differenza [(S(t) CPREVENTIVO(t)] sia positiva e quindi comporti laumento del contributo tariffario definitivo rispetto a quello preventivo, il valore di k lascia in capo ai distributori parte di quella differenza;
§ qualora invece la differenza [(S(t) CPREVENTIVO(t)] sia negativa e quindi comporti la riduzione del contributo tariffario definitivo rispetto a quello preventivo, il valore di k alloca ai distributori parte di quella differenza.


5 di cui allarticolo 3, comma 2, della deliberazione 13/2014/R/efr.





7
2.7 La Figura 2.1 evidenzia lo scostamento tra il contributo definitivo e i prezzi di scambio al variare della differenza tra i medesimi prezzi di scambio e il contributo preventivo (da cui dipende il valore di k). Per effetto dei valori numerici assunti (² e, in particolare, ³ pari a 2,00 ¬/tee), tale scostamento risulta, rispettivamente: § pari a +2 ¬ (che è il cap scelto) nel caso in cui la differenza tra prezzi di scambio e contributo preventivo sia superiore a 13,30 ¬/tee. Pertanto, il maggior costo che potrebbe rimanere in capo ai soggetti obbligati è pari a 2 ¬/tee;
§ pari a -2 ¬ nel caso in cui la differenza tra prezzi di scambio e contributo preventivo sia inferiore a -13,30 ¬/tee. Pertanto, il maggior ricavo che potrebbe rimanere ai soggetti obbligati è pari a 2 ¬/tee;
§ linearmente compreso tra -2 ¬ e +2 ¬ nel caso in cui la differenza tra prezzi di scambio e contributo preventivo sia compresa (estremi inclusi) tra -13,30 e + 13,30 ¬/tee.


Figura 2.1 andamento dello scostamento risultante tra il contributo definitivo e i prezzi di scambio in funzione della differenza tra i medesimi prezzi di scambio sul mercato organizzato e il contributo preventivo [² = 0,85; ³ = 2,00 ¬/tee] 2 2
0,75
0
-0,75
-2 -2
-10
-5
0
5
10
90
95
100
105
110
115
120
125
130
135
140
145
150
-2
5
-2
4
-2
3
-2
2
-2
1
-2
0
-1
9
-1
8
-1
7
-1
6
-1
5
-1
4
-1
3
-1
2
-1
1
-1
0 -9 -8 -7 -6 -5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25
[¬/TEE]
[¬/TEE]
Differenza tra prezzi di mercato e contributo preventivo Differenza tra contributo definitivo e prezzi di mercato Contributo definitivo [¬/TEE] Prezzi medi di mercato [¬/TEE]





8
3 GLI ORIENTAMENTI DELLAUTORITÀ IN MERITO ALLA DEFINIZIONE DEL
CONTRIBUTO TARIFFARIO ALLA LUCE DEL DECRETO INTERMINISTERIALE 11
GENNAIO 2017
Nei successivi due capitoli vengono presentati gli orientamenti dellAutorità in merito alla definizione del contributo tariffario, al fine di tenere conto, rispettivamente, delle novità introdotte dal decreto interministeriale 11 gennaio 2017 (secondo quanto già anticipato al precedente paragrafo 1.3) e delle evidenze emerse nellambito dellistruttoria avviata con la deliberazione 1 dicembre 2016, 710/2016/E/efr la cui relazione conclusiva è stata approvata con deliberazione 28 aprile 2017, 292/2017/E/efr (di seguito: istruttoria 292/2017/E/efr). Al fine della determinazione del contributo tariffario si intende continuare a perseguire il duplice obiettivo, al contempo, di: a) incentivare il comportamento efficiente dei distributori soggetti agli obblighi;
b) consentire il contenimento dellaumento degli oneri in capo ai consumatori, tenendo conto dellevoluzione del contesto.

Il principio della determinazione di un valore massimo di riferimento 3.1 Il riferimento allandamento dei prezzi dei certificati bianchi e la previsione di definizione di un valore massimo di riferimento previsto dal decreto interministeriale 11 gennaio 2017 era, nei fatti, già previsto dal decreto interministeriale 28 dicembre 2012 (allarticolo 9, comma 1), con riferimento agli anni dobbligo 2013 2016. Al riguardo lAutorità aveva ritenuto opportuno, nellambito della definizione del contributo a valere per quegli anni dobbligo mediante la deliberazione 13/2014/R/efr, non procedere con la determinazione di un contributo massimo definito in termini assoluti, definendo invece, tramite il parametro k di cui al paragrafo 2.5, lo scostamento massimo tra i prezzi di scambio e il contributo definitivo risultante, ovvero un contributo massimo in termini relativi.

3.2 LAutorità continua a ritenere che un valore massimo definito in termini assoluti rischi di configurarsi come un valore obiettivo, al quale il mercato rischierebbe di tendere naturalmente alterando i principi di domanda e offerta e lasciando in capo alle imprese soggette agli obblighi il rischio di mancata copertura nel caso di prezzi elevati non direttamente dipendenti dalle loro scelte6. 3.3 In tale ambito, tuttavia, si ritiene opportuno valutare lintroduzione di un valore massimo finalizzato a contenere le oscillazioni del mercato, con particolare riferimento a quelle che potrebbero essere non completamente indicative delleffettivo valore o della disponibilità del titolo, ma invece correlate a elementi più esogeni.


6 Tale intendimento è stato espresso, da ultimo, dallAutorità anche nel parere 784/2016/I/efr.





9
3.4 Nel dettaglio si intende introdurre parametri che costituiscano valori massimi che non siano noti ex ante ovvero siano anchessi in fase di formazione nel periodo in cui avvengono le transazioni di titoli a cui vengono applicati. Al contrario, valori amministrativamente predefiniti potrebbero costituire i valori obiettivo di cui al precedente paragrafo 3.2 ai quali il mercato rischierebbe di tendere alterando i principi di domanda e offerta.

3.5 Il parametro che potrebbe essere considerato allo scopo è lo scostamento del prezzo medio degli scambi di ciascuna sessione rispetto al prezzo medio della sessione precedente, in unottica dinamica. Ai fini della determinazione del contributo tariffario definitivo in via di definizione non verrebbero quindi considerati gli scambi avvenuti a prezzi eccessivamente alti rispetto a quelli della sessione precedente7. Si ritiene in particolare opportuno che il valore medio ponderato, espresso in ¬/tee, dei prezzi degli scambi avvenuti presso il mercato organizzato8 S(t) sia calcolato escludendo, per ciascuna sessione di mercato, le transazioni avvenute a un prezzo superiore a una soglia predefinita applicata al prezzo medio di chiusura della sessione di mercato precedente. Si ritiene che tale soglia possa essere compresa nellintervallo tra il 7 e il 12%.


Q2 Si condivide lorientamento dellAutorità di limitare gli scambi di ciascuna sessione di mercato efficaci ai fini della determinazione del prezzo medio di tale sessione, e quindi del contributo definitivo, a quelli il cui prezzo medio non si discosta da quello medio delle sessioni precedenti oltre una soglia predefinita, compresa tra il 7% e il 12%? Dovendo decidere una soglia, si ritiene più opportuno avvicinarsi al limite inferiore o superiore di tale intervallo? Q3 Si ritiene opportuno prevedere anche analoghi valori minimi di riferimento?

Il principio della correlazione del contributo con gli scambi tramite bilaterali 3.6 In merito allopportunità di tenere eventualmente conto dei prezzi riscontrati nellambito della libera contrattazione tra le parti, prevista dal decreto interministeriale 11 gennaio 2017, lAutorità continua a ritenere che i prezzi degli
7 Tali scambi verrebbero cioè esclusi dalla determinazione del prezzo medio pesato della sessione che viene poi utilizzato nella formula del contributo definitivo.

8 nellarco temporale definito in base alle considerazioni di cui ai successivi paragrafi.







10
scambi regolati tramite accordi bilaterali non siano realmente rappresentativi del valore dei titoli, in particolare quando sono associati ad attività collaterali nel settore dei servizi energetici, il cui prezzo è definito in base a varie considerazioni9. Da ciò consegue infatti il rischio che leventuale utilizzo dei prezzi derivanti da tutte le contrattazioni bilaterali come fossero scambi di mercato possa essere fuorviante, tanto più qualora essi fossero opportunamente concordati al fine di influenzare artatamente il valore del contributo tariffario da riconoscere, aumentando in modo non giustificato il costo complessivo del meccanismo.

3.7 Daltra parte, gli scambi tramite bilaterali, seppure utilizzati dai distributori al fine di soddisfare i propri obblighi in misura minore rispetto al mercato, oltre a non essere quantitativamente trascurabili, potrebbero aumentare nel tempo.

3.8 Al fine quindi di tenere conto più compiutamente delle modalità di acquisizione dei tee, lAutorità intende pertanto continuare a escludere i valori dei prezzi di scambio dei titoli tramite accordi bilaterali dalla regola di determinazione del contributo tariffario, ma, al contempo, ritiene opportuno tenere conto dei volumi di tee così scambiati, al fine di non escludere completamente tali transazioni che altrimenti non avrebbero alcun effetto sul contributo erogato. Tali volumi verranno quindi valorizzati ad un prezzo di riferimento, correlato al contributo definitivo calcolato sulla base dei prezzi degli scambi di mercato organizzato a essi contestuali, effettuando unoperazione di sterilizzazione degli effetti collaterali insiti nei prezzi dei bilaterali.



Q4 Si ritiene opportuno tenere conto dei volumi degli scambi avvenuti a seguito di accordi bilaterali associando loro un prezzo di riferimento?
La modifica del contributo definitivo e la sostituzione del contributo preventivo con lintroduzione dei volumi degli scambi bilaterali 3.9 Attualmente il contributo preventivo è correlato al contributo definitivo dellanno dobbligo precedente, al fine di ridurre la possibilità che i due contributi annuali tendano a divergere eccessivamente. La correlazione è prevista per il tramite della variazione percentuale dei prezzi dellenergia per i clienti domestici, avendola ritenuta, al tempo della deliberazione 13/2014/R/efr, ancora rilevante nelle scelte degli operatori e accogliendo contestualmente il suggerimento di non utilizzare dati forward. In tale ambito, correlazioni tra il contributo preventivo e valori esogeni allo scambio di titoli, come il costo marginale effettivo degli interventi di
9 come già evidenziato ne: la memoria per laudizione presso la 10a Commissione industria, commercio e turismo del Senato della Repubblica 28 settembre 2015, 450/2015/I/efr; il parere 22 dicembre 2016 784/2016/I/efr sullo schema di decreto interministeriale trasmesso dagli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico; listruttoria 292/2017/E/efr.





11
risparmio energetico, si sono rivelate di difficile definizione e non sufficientemente rappresentative da essere introdotte nel meccanismo.

3.10 LAutorità intende confermare la presenza di un contributo preventivo al fine di fornire indicazioni preliminari di prezzo, rivedendone le modalità di determinazione in ragione dellevoluzione degli interventi di risparmio energetico e al fine di considerare anche i volumi relativi agli scambi bilaterali.

3.11 Con riferimento al primo aspetto di cui al punto 3.10, negli ultimi anni, è progressivamente diminuita lincidenza nel meccanismo dei tee degli interventi di risparmio energetico di piccole e medie dimensioni effettuati nel settore civile10 mentre è progressivamente cresciuta la quota di titoli emessi per effetto di progetti realizzati nel settore industriale. Tale trend, che sembra ragionevolmente confermarsi anche per il futuro11, porta a ritenere che la variazione dei prezzi dellenergia riscontrata dai clienti domestici non sia più rappresentativa del costo del meccanismo e degli interventi di risparmio energetico effettuati, come invece in passato.

3.12 Con riferimento al secondo aspetto di cui al punto 3.10, si intende prevedere che il contributo preventivo tenga conto di tutti i volumi di tee scambiati ovvero anche di quelli tramite bilaterali, sinora esclusi dallanalisi degli effetti.

3.13 Infine, anche in considerazione della volatilità dei prezzi di scambio dei titoli, lAutorità intende valutare lopportunità di introdurre una maggiore correlazione del contributo in definizione con valori già definiti e afferenti un periodo temporale di riferimento più ampio rispetto a quanto ora previsto12, al fine di poter efficacemente bilanciare le variazioni avvenute nel breve periodo (come i prezzi degli scambi di borsa negli ultimi dodici mesi) e in coerenza con la maggiore durata del periodo di emissione dei tee per ciascun intervento.

3.14 Come conseguenza di quanto sopra riportato, il contributo in sostituzione dellattuale contributo preventivo che si intende definire sarà fissato pari alla media dei livelli del contributo definitivo nei precedenti tre anni dobbligo,
10 che invece era stato predominante nei primi anni e comunque rilevante sino al 2011. 11 ciò in considerazione di vari aspetti progressivamente rilevanti: la disponibilità normativa di altre incentivazioni direttamente relative al settore civile (tra tutte: il c.d. conto energia termico previsto dal decreto interministeriale 28 dicembre 2012 e potenziato dal successivo decreto ministeriale 16 febbraio 2016), la crescita di competenze delle società di servizi energetici, il progressivo ampliamento del ruolo nel meccanismo da parte delle imprese dotate di energy manager ai sensi della legge 10/1991, la conclusione nei prossimi anni, al compimento della loro vita utile dellerogazione dei titoli derivanti da progetti di tipo standardizzato approvati nei primi anni, leliminazione delle schede tecniche tipicamente afferenti il settore civile.

12 attualmente, il contributo definitivo è correlato, come noto, ai prezzi di scambio avvenuti nellultimo anno e al contributo preventivo stabilito dodici mesi prima; questultimo è correlato alle variazioni dei prezzi dellenergia per i clienti domestici riscontrate nel periodo compreso tra i tre e quindici mesi precedenti.







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ponderando tali valori con le corrispondenti quantità di tee scambiati sia sul mercato che tramite accordi bilaterali.

3.15 Per effetto delle modifiche sopra riportate, lattuale formula del contributo tariffario definitivo di cui al paragrafo 2.5, verrebbe così modificata: CDEFINITIVO(t) = CRIFERIMENTO(t) + k .[(S(t) CRIFERIMENTO(t)] [1] dove, tra laltro: § CRIFERIMENTO(t) è la media dei valori del contributo tariffario unitario definitivo per i tre anni dobbligo (t-1), (t-2) e (t-3), ponderata con i volumi degli scambi di tee avvenuti contestualmente agli scambi di cui sono stati utilizzati i prezzi di mercato13 e arrotondata con criterio commerciale a due cifre decimali. In formule, in generale: 565E5<59585E5<5@585A5G5B (5a) = 5D5G5B5G545?5<(5a 5V) 565758595<5A5<5G5<5I5B(5a 5V)35V=1 5D5G5B5G545?5<(5a 5V)35V=1
5D5G5B5G545?5<(5a) = 5D5@585E56545G5B(5a) + 5D555<5?545G585E545?5<(5a)
in cui: QMERCATO(t) è la quantità di titoli scambiati sul mercato nel periodo giugno dellanno solare (t-1) maggio dellanno solare (t), tenendo conto di quanto previsto al paragrafo 3.5;
QBILATERALI(t) è la quantità di titoli scambiati tramite bilaterali nel periodo giugno dellanno solare (t-1) maggio dellanno solare (t);
§ S(t) è il valore medio ponderato, arrotondato con criterio commerciale a due cifre decimali ed espresso in ¬/tee, dei prezzi degli scambi avvenuti in ciascuna sessione presso il mercato organizzato nei dodici mesi precedenti alla scadenza dellanno dobbligo14 e a un prezzo non superiore del prezzo medio di chiusura di ciascuna sessione di mercato precedente del valore definito secondo quanto previsto al paragrafo 3.5.


Q5 Si condivide lorientamento dellAutorità di non considerare più la correlazione con la variazione dei prezzi dellenergia dei clienti domestici, attualmente prevista nella definizione del contributo preventivo?
13 ovvero avvenuti, rispettivamente, nel periodo giugno(t-3)-maggio(t-2) per il contributo dellanno dobbligo (t-3), nel periodo giugno(t-2)-maggio(t-1) per il contributo dellanno dobbligo (t-2) e nel periodo giugno(t-1)-maggio(t) per il contributo dellanno dobbligo (t-1). 14 ovvero nel periodo giugno(t)-maggio(t+1).





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Q6 Si condivide lorientamento dellAutorità di prevedere la correlazione tra il contributo definitivo e valori storici afferenti a un periodo di tempo più lungo rispetto a quanto previsto attualmente? Q7 Si ritiene, in particolare, opportuno ridefinire lattuale contributo preventivo pari al parametro CRIFERIMENTO(t)? Q8 Si ritiene inoltre opportuno introdurre anche nella definizione di S(t) la ponderazione dei valori dei prezzi di scambio in borsa con le contestuali quantità di titoli scambiati tramite bilaterali?

Il contributo tariffario da erogarsi a valle delle verifiche delladempimento degli obblighi in capo ai distributori in occasione della sessione del 30 novembre 3.16 Il decreto interministeriale 11 gennaio 2017 introduce15 la possibilità per i distributori soggetti agli obblighi di trasmettere i certificati bianchi posseduti anche al 30 novembre di ciascun anno, fermo restando la scadenza dellanno dobbligo, fissa al 31 maggio dellanno successivo, e la copertura dei costi per ciascuna delle due sessioni.

La normativa secondaria, pertanto, a partire dal 2017: a) prevede una prima verifica, al 30 novembre di ciascun anno, dei tee trasmessi da parte dei distributori obbligati e la conseguente erogazione del contributo tariffario;
b) conferma che laccertamento che ciascun distributore abbia ottenuto il completamento di almeno il 60% del proprio obiettivo nel primo anno e il completamento del proprio obiettivo aggiornato nel seguente anno, debba avvenire in occasione delle verifiche del 30 maggio.

3.17 È necessario quindi prevedere la definizione del contributo tariffario definitivo da erogarsi in occasione delle verifiche del conseguimento degli obiettivi in occasione delle scadenze del 30 novembre di ciascun anno solare, a partire dal 2017.
3.18 Al riguardo, lalternativa più semplice sarebbe quella di procedere allerogazione del medesimo contributo tariffario definito a valere sullanno dobbligo precedente, nel mese di giugno precedente. Tale soluzione ha la controindicazione di erogare ex post con riferimento a titoli oggetto delle transazioni tipicamente avvenute tra giugno e novembre un contributo già maturato e definito in funzione degli scambi precedenti. Ciò costituirebbe quindi un impatto sui mercati, dal momento che gli scambi di tee avverrebbero noto il contributo che sarebbe erogato loro; non si ritiene pertanto opportuno perseguire tale alternativa.


15 in particolare allarticolo 14, commi 1, 2 e 3.





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3.19 LAutorità ritiene quindi definire il contributo tariffario considerando una delle seguenti due modalità: 1) introdurre un sistema misto che eroghi, dopo la verifica del 30 novembre, il contributo definitivo dellanno dobbligo precedente e preveda, dopo il successivo mese di maggio, un conguaglio in funzione del contributo tariffario definitivo per lanno dobbligo (a valere sulla quantità di titoli oggetto di annullamento dopo la prima verifica di novembre);
2) calcolare, dopo il 30 novembre e con riferimento agli scambi sino ad allora, uno specifico contributo tariffario da erogare con le medesime regole previste per il contributo tariffario erogato dopo la scadenza di maggio.

3.20 La soluzione 1) ha la controindicazione di non essere facilmente attuabile nel caso il distributore scegliesse di non adempiere al proprio obiettivo in occasione della sessione di fine maggio e fosse necessario procedere, nella fase di conguaglio, con la parziale restituzione di quanto erogato (ad esempio qualora il contributo dellanno dobbligo fosse definito minore di quello dellanno precedente erogato a conguaglio). Per ovviare a tale possibilità, sarebbe necessario prevedere specifiche modalità di restituzione. Questa soluzione, infine, renderebbe, in linea teorica, landamento degli scambi di mercato più dipendente dalle scelte strategiche dei distributori e meno rispetto a fattori endogeni come la mera disponibilità effettiva di titoli sul mercato.

3.21 La soluzione 2) richiederebbe maggiori costi amministrativi per la gestione del meccanismo ma avrebbe il vantaggio di non causare difformità tra le due sessioni di verifica, introducendo semplicemente una nuova scadenza intermedia. Si ravvisa inoltre una maggiore difficoltà gestionale per gli operatori dovuta alla definizione, per ciascun anno dobbligo, di due specifici contributi tariffari.

Sempre nel caso della soluzione 2), sarebbe necessario valutare se sia opportuno differenziare i periodi di tempo oggetto delle valutazioni per la definizione del contributo tariffario erogato in occasione delle due sessioni del medesimo anno dobbligo. Lorientamento al riguardo è quello di mantenere fissato a dodici mesi il periodo di rilevazione dei prezzi e dei volumi degli scambi sul mercato, in modo che due contributi definitivi successivi (ad esempio, quelli per il medesimo anno dobbligo t in occasione delle verifiche del 30 novembre e del 30 maggio successivo) siano calcolati con riferimento ai prezzi di scambio avvenuti in un semestre comune (nel caso di esempio, il periodo giugno novembre dellanno solare t-1) al fine di garantire maggiore continuità. 3.22 Per quanto sopra, tenendo anche conto di quanto ai paragrafi 3.14 e seguenti, nel caso della soluzione 2) sarebbe necessario modificare la formula [1] del contributo definitivo come segue: CDEFINITIVO(tn) = CRIFERIMENTO(tn) + k .[(S(tn) CRIFERIMENTO(tn)] dove:





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§ n (pedice) assume il valore 1 nel caso di scadenza per la trasmissione ai fini delladempimento degli obblighi del 30 novembre e 2 nel caso di scadenza del 30 maggio successivo;
§ CDEFINITIVO(tn) è il valore del contributo tariffario unitario definitivo per ciascuna scadenza per la trasmissione ai fini delladempimento degli obblighi dellanno dobbligo (t), arrotondato con criterio commerciale a due cifre decimali;
§ CRIFERIMENTO (tn) è la media dei valori dei sei contributi tariffari unitari definiti in occasione delle sei scadenze per la trasmissione ai fini delladempimento degli obblighi immediatamente precedenti a quella oggetto della corrente definizione (quindi quelle corrispondenti al periodo che inizia trentasei mesi prima), ponderata con i volumi degli scambi di tee avvenuti contestualmente agli scambi di mercato utilizzati per la definizione di ciascun contributo e arrotondata con criterio commerciale a due cifre decimali. In particolare, a) nel caso di calcolo di CRIFERIMENTO(t1), è necessario considerare le transazioni avvenute sul mercato e tramite bilaterali nel periodo compreso tra dicembre dellanno solare (t-3) novembre dellanno solare (t);
b) nel caso di calcolo di CRIFERIMENTO(t2), è necessario considerare le quantità di titoli scambiate sul mercato e tramite bilaterali nel periodo compreso tra giugno dellanno solare (t-2) maggio dellanno solare (t+1);
§ S(tn) è il valore medio ponderato, arrotondato con criterio commerciale a due cifre decimali ed espresso in ¬/tee, dei prezzi degli scambi avvenuti in ciascuna sessione presso il mercato organizzato nei dodici mesi precedenti alla scadenza (tn) e a un prezzo non superiore del prezzo medio di chiusura di ciascuna sessione di mercato precedente del valore definito secondo quanto previsto al paragrafo 3.5. 3.23 Sempre nel caso della soluzione 2), è necessario prevedere specifiche definizioni transitorie per i contributi definitivi per lanno dobbligo 2017, 2018 e 2019, in coerenza con le formula sopra riportata e al fine di tenere conto delle differenti regole vigenti per la definizione dei contributi per quanto riguarda i precedenti anni dobbligo.

Per quanto sopra, nella Tabella seguente viene illustrato il quadro sinottico relativo alle definizioni dei contributi per i prossimi anni dobbligo, evidenziando il periodo di tempo oggetto delle valutazioni dei prezzi di mercato nonché i periodi di tempo e i contributi rilevanti per la definizione CRIFERIMENTO(tn), per i motivi espressi nel precedente paragrafo.












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Tabella 1 prospetto contributi CRIFERIMENTO(tn) per gli anni dobbligo 2017-2020
Contributo definitivo oggetto di definizione CDEFINITIVO(tn) Scadenza art. 14.1 Periodo rilevante per scambi in borsa S(tn) Contributi definitivi per CRIFERIMENTO(tn) Periodo rilevante per scambi per CRIFERIMENTO(tn) CDEFINITIVO(20171) 30/11/17 1/12/16 30/11/17
C DEFINITIVO(2014),
CDEFINITIVO(2015) e CDEFINITIVO(2016)
1/06/14 30/05/17
CDEFINITIVO(20172) 30/05/18 1/06/17 30/05/18
CDEFINITIVO(2015),
CDEFINITIVO(2016) e CDEFINITIVO(20171)
1/06/15 30/11/17
CDEFINITIVO(20181) 30/11/18 1/12/17 30/11/18
C DEFINITIVO(2015),
CDEFINITIVO(2016),
CDEFINITIVO(20171) e CDEFINITIVO(20172)
1/06/15 30/05/18
CDEFINITIVO(20182) 30/05/19 1/06/18 30/05/19
C DEFINITIVO(2016),
CDEFINITIVO(20171),
CDEFINITIVO(20172) e CDEFINITIVO(20181)
1/06/16 30/11/18
CDEFINITIVO(20191) 30/11/19 1/12/18 30/11/19
C DEFINITIVO(2016),
C DEFINITIVO(20171),
CDEFINITIVO(20172),
CDEFINITIVO(20181) e CDEFINITIVO(20182)
1/06/16 30/05/19
CDEFINITIVO(20192) 30/05/20 1/06/19 30/05/20
C DEFINITIVO(20171),
CDEFINITIVO(20172),
CDEFINITIVO(20181),
CDEFINITIVO(20182) e CDEFINITIVO(20191)
1/12/16 30/11/19
CDEFINITIVO(20201) 30/11/20 1/12/19 30/11/20
C DEFINITIVO(20171),
CDEFINITIVO(20172),
CDEFINITIVO(20181),
CDEFINITIVO(20182),
CDEFINITIVO(20191) e CDEFINITIVO(20192)
1/12/16 30/05/20
CDEFINITIVO(20202) 30/05/21 1/06/20 30/05/21
CDEFINITIVO(20172),
CDEFINITIVO(20181),
CDEFINITIVO(20182),
CDEFINITIVO(20191),
CDEFINITIVO(20192) e CDEFINITIVO(20201)
1/06/17 30/11/20







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Q9 Quale modalità di determinazione del contributo si ritiene debba essere definita per la finestra del 30 novembre tra quelle presentate al paragrafo 3.19?
Q10 Nel caso della scelta 2), si condivide che il contributo erogato sia determinato con riferimento agli scambi di mercato dei dodici mesi precedenti, prevedendo così di conteggiare ciascun semestre in occasione della definizione di due contributi successivi? Q11 Si condividono le scelte relative al transitorio degli anni dobbligo 2017- 2019 indicati nella Tabella 1?
4 GLI ORIENTAMENTI DELLAUTORITÀ IN MERITO A ULTERIORI ASPETTI DEL
CONTRIBUTO TARIFFARIO
Il parametro k di correlazione tra i valori degli scambi di mercato e contributo di riferimento 4.1 Come evidenziato nel Capitolo 2, i parametri, e la loro relativa valorizzazione, nella formula del contributo tariffario unitario definitivo di cui allattuale formula del contributo tariffario definitivo di cui al paragrafo 2.5 (e in particolare dei valori ² e ³ che definiscono il parametro k) sono funzionali a tarare il grado con cui si tiene conto dei prezzi di scambio sui mercati e sullinerzia con cui si raggiunge il cap massimo dello scostamento tra tali prezzi di scambio e il contributo definitivo. In particolare: § un valore minore del parametro ² di quello definito ha leffetto di far sì che il cap definito ³ venga raggiunto in corrispondenza di una differenza tra prezzi di mercato e contributo preventivo inferiore (in valore assoluto) ovvero che il contributo definitivo sia definito con leffettiva applicazione del cap in corrispondenza di un maggiore numero di combinazioni possibili (della differenza tra prezzi di mercato e contributo preventivo);
§ un valore maggiore del parametro ³ di quello definito comporta, per definizione, il fatto che possa essere raggiunto un maggiore scostamento tra prezzi di mercato e contributo definitivo e che tale cap venga raggiunto meno rapidamente.

4.2 In considerazione dellalta volatilità dei prezzi di mercato, si ritiene possibile modificare il parametro ³ della formula del contributo definitivo, in modo che sia maggiore la gradualità con cui lo scostamento tra il contributo e i prezzi di mercato raggiunge il proprio valore massimo o minimo definito. Non si ritiene





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più, infatti, prioritaria come in precedenza la stretta correlazione tra il valore degli scambi di mercato e il contributo erogato, anche in considerazione della volatilità riscontrata sui mercati.

4.3 In particolare, lAutorità intende modificare i livelli dei parametri ³ e ², fissando, con una correlazione reciproca: § il parametro ³ a un valore compreso nellintervallo tra 5 e 7 ¬/tee;
§ il parametro ² a un valore compreso nellintervallo tra 0,65 e 0,5. Leffetto combinato delle due variazioni è quello di ottenere un maggiore scostamento tra contributo definitivo e prezzi di scambio di mercato che sarebbe linearmente compreso tra ±5~7 ¬/tee e di raggiungere i due estremi in corrispondenza di valori della differenza tra prezzi di scambio e CRIFERIMENTO(t) pari a circa ±14 ¬/tee, analogamente a quanto attualmente previsto16; nel caso si aumentasse il solo valore ³ (ovvero il cap), a parità del valore ², si avrebbe una maggiore gradualità nel raggiungimento del cap cioè in corrispondenza di differenze tra prezzi di scambio e CRIFERIMENTO(t) maggiori delle attuali.


Q12 Si condivide lorientamento dellAutorità di ridefinire i parametri del fattore k? In particolare si condividono gli intervalli dei nuovi valori dei parametri ² e ³ indicati? Q13 Si ritiene opportuno che i valori di cap definiti dal parametro ³ siano raggiunti da valori della differenza tra prezzi di scambio e contributo preventivo più scostati rispetto agli attuali e quindi che il valore ² sia modificato di conseguenza? La differenziazione del contributo tariffario definitivo erogato nel caso di obiettivo specifico dellanno dobbligo o di compensazione di anni precedenti 4.4 Il contributo definitivo è attualmente erogato secondo un criterio di cassa e non di competenza. Ciò significa che a tutti i tee efficacemente utilizzati dai distributori nellanno solare (t) viene corrisposto il contributo per lanno dobbligo (t-1) - ovvero quello determinato in funzione dei prezzi di scambio sul mercato sino al mese di maggio (t) - senza differenziare tra i tee effettivamente a valere su quellanno dobbligo e quelli utilizzati a compensazione dei precedenti obblighi.

4.5 Si ritiene che la differenziazione del contributo erogato in funzione del fatto che i titoli oggetto di verifica siano riferiti allanno dobbligo in corso oppure si
16 Nellipotesi di variare ² rispetto al valore attuale con passi minimi pari a 0,05 e non in modo continuo o con passi minori, per chiarezza, il valore di 0,5 è quello che permette lapplicazione del cap pari a 7 ¬/tee in corrispondenza di valori della differenza tra prezzi di scambio e contributo preventivo maggiormente ravvicinati rispetto agli attuali ±13,3 (¬/tee).





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riferiscano a compensazioni dei precedenti possa introdurre un effetto di calmiere delle variazioni dei prezzi di scambio, dal momento che è già noto il contributo che sarà erogato nei confronti dei tee afferenti alle compensazioni, e si avrebbero maggiori stimoli a non innalzare i prezzi di mercato.

In particolare, il riconoscimento, in corrispondenza delle verifiche dellanno dobbligo t, alla quota di obblighi residui afferenti gli anni dobbligo precedenti a t, del contributo definito per i corrispondenti anni dobbligo, già noto, potrebbe costituire un stimolo ulteriore17 per limitare la tendenza a forti variazioni dei prezzi di scambio rispetto al periodo precedente. Tale modifica si ritiene sia coerente con lintroduzione, da parte della normativa, della possibilità di ottemperare agli obblighi ogni sei mesi.



Q14 Si condivide lorientamento dellAutorità di modificare il criterio di erogazione del contributo introducendo differenziazioni in base allanno dobbligo cui fanno riferimento i tee di cui si richiede lannullamento? In particolare, si condivide lassegnazione del contributo definito in corrispondenza delle quote di obblighi oggetto di ottemperamento?
Altre eventuali differenziazioni del contributo tariffario definitivo erogato 4.6 Il decreto interministeriale 11 gennaio 2017, nel definire gli obblighi quantitativi nazionali annui di risparmio energetico, ha modificato la loro ripartizione tra distributori di energia elettrica e gas, afferendo a questi ultimi il 55% dei totali per ciascun anno dobbligo. Sino allanno dobbligo 2016, invece, la proporzione era speculare ed era invece in capo ai distributori elettrici una quota maggioritaria.

4.7 La definizione di tali obblighi discende dalla preliminare definizione degli obiettivi annui e dalla considerazione che concorrono a questi ultimi, oltre agli interventi associati al rilascio dei tee, anche lenergia da cogenerazione e gli interventi di efficientamento eseguiti nellambito del decreto ministeriale 20 maggio 2015, n. 106 (c.d gare gas)18. 4.8 Anche in considerazione della suddetta evoluzione normativa e in considerazione della presenza, con particolare riferimento al settore del gas, di imprese di distribuzione con dimensioni medio-piccole e sempre maggiori difficoltà nellottemperare agli obiettivi di risparmio energetico previsti, lAutorità intende valutare lopportunità di introdurre specifiche condizioni che tendano a
17 oltre alle altre modifiche proposte nel documento e alla sessione di verifica di fine novembre introdotta dalla normativa.

18 leffettiva portata dei risparmi energetici associati agli interventi di efficienza utilizzati dal distributore per lassolvimento degli impegni assunti in sede di gara ai sensi del decreto è al momento difficile da stimare.







20
riparametrare il contributo tariffario erogato nei confronti dei distributori di gas (o di parte di essi) al fine di riequilibrare il meccanismo tra gli operatori soggetti agli obblighi coinvolti e, in particolare, le possibili difficoltà nel ristoro finanziario.

Tali condizioni potrebbero essere costituite, ad esempio, dallapplicazione di un parametro (maggiore dellunità) al contributo tariffario da erogarsi nei confronti dei distributori gas in occasione delle verifiche a valle delle sessioni del 30 novembre a valersi come acconto nei confronti delle verifiche a valle delle sessioni del 30 maggio19, nel rispetto di alcune condizioni che rendano ciò possibile20 e del principio dellinvarianza dei contributi complessivamente erogati nel medesimo anno dobbligo, nellipotesi di parità del contributo tariffario unitario.




Q15 Si ravvedono esigenze specifiche che potrebbero richiedere ulteriori differenziazioni nellerogazione o nella quantificazione dei contributi erogati in base al soggetto cui essi vengono riconosciuti?
Strumenti per favorire la messa a disposizione ai distributori dei titoli emessi 4.9 Per quanto riguarda la bancabilità dei titoli, la relazione conclusiva dellistruttoria 292/2017/E/efr evidenzia una sostanziale uniformità tra laumento della disponibilità di titoli (in funzione della loro emissione da parte del GSE) e laumento della diretta disponibilità da parte dei distributori21 ovvero un ricorso al trattenimento dei titoli da parte dei soggetti volontari o dei trader (c.d. bancabilità dei titoli) limitato nel periodo di osservazione.

4.10 Alla luce degli elementi sopra riportati, pertanto, lAutorità non ritiene per ora necessario introdurre disposizioni che vincolino lutilizzo dei tee da parte dei distributori ai fini dei propri obblighi entro un tempo massimo dalla loro emissione (limite temporale alla bancabilità dei titoli), al fine di evitare che essi vengano eccessivamente trattenuti nella disponibilità di soggetti volontari. Tali disposizioni renderebbero necessario prevedere che a ciascun titolo sia associata la propria data di emissione e/o una data di scadenza oltre la quale è ipotizzabile scatti un ritiro amministrato o ne decada la disponibilità, con linsorgere di costi amministrativi e complicazioni nelle transazioni (dovute alla presenza sul mercato
19 costituenti anticipi finanziari allinterno dellanno dobbligo, secondo un principio simile a quello previsto per lanticipazione dellerogazione dei tee nei confronti dei soggetti che lo richiedono, prevista dallarticolo 1, comma 3, dellAllegato 2 del decreto interministeriale 11 dicembre 2017. 20 in particolare, il fatto che vi sia un obbligo residuo minimo da ottemperare al quale applicare il parametro compensativo.

21 Si veda al riguardo la Figura 5.12 dellAllegato A dellistruttoria 292/2017/E/efr.





21
di titoli da utilizzarsi a breve o a più lungo termine e, tra laltro, diversamente valorizzabili sui mercati) non trascurabili.


Q16 Si condivide lorientamento dellAutorità di non introdurre criteri o elementi atti a limitare la c.d. bancabilità dei titoli?
5 ENTRATA IN VIGORE DELLE MODIFICHE E GRANDI PROGETTI
5.1 LAutorità intende prevedere che le modifiche risultanti dagli esiti della presente consultazione siano vigenti a partire dallanno dobbligo 2017 (ovvero a partire dalla sessione di novembre 2017), in quanto non si ritiene opportuno introdurre modifiche nella determinazione del contributo tariffario a valere sul corrente anno dobbligo 2016, che sarebbero operative solo dopo la conclusione del mese di maggio 2017 ovvero del periodo nel quale vengono scambiati i titoli ai fini del compimento degli obblighi 2016. 5.2 A completamento di quanto sopra, si ritiene opportuno che le sole modifiche riguardanti lintroduzione del criterio di competenza e la differenziazione del contributo tariffario definitivo erogato nel caso di obiettivo specifico dellanno dobbligo o di compensazione di anni precedenti entrino in vigore successivamente. In particolare, si prevede che il contributo erogato ai titoli consegnati dai distributori a valere sul recupero delle quote residue dellanno dobbligo 2015, da effettuarsi per non incorrere nelle sanzioni nel corso delle finestre di novembre 2017 o maggio 2018, sia quello corrispondente definito per lanno dobbligo 2017. 5.3 Parimenti, si ritiene opportuno non modificare la disciplina in merito al contributo tariffario erogato nei confronti dei c.d. grandi progetti di cui allarticolo 8 del decreto interministeriale 28 dicembre 2012, oggetto della deliberazione 13 marzo 2014, 107/2014/R/efr.
Q17 Si condividono gli orientamenti dellAutorità in merito allentrata in vigore delle modifiche proposte?


Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Decisione del reclamo presentato dalla Ditta individuale Guarini Erminio nei confronti di e-distribuzione S.p.a., pratica di connessione 114510341 AEEGSI - Pubblicato 2017.05.04

Decisione del reclamo presentato dalla Ditta individuale Guarini Erminio. nei confronti di e-distribuzione S.p.a.



Testo Allegato

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DELIBERAZIONE 20 APRILE 2017
259/2017/E/EEL

DECISIONE DEL RECLAMO PRESENTATO DALLA DITTA INDIVIDUALE GUARINI ERMINIO
NEI CONFRONTI DI E-DISTRIBUZIONE S.P.A., PRATICA DI CONNESSIONE 114510341


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 20 aprile 2017
VISTI:

" la direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001;
" la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009;
" la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481;
" il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
" il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387;
" la legge 27 dicembre 2007, n. 244;
" il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28;
" il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93 e, segnatamente, larticolo 44, commi 1, 2 e 3;
" la deliberazione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità) 23 luglio 2008, ARG/elt 99/08, e, in particolare, lAllegato A, recante Testo integrato delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione (di seguito: TICA);
" la deliberazione dellAutorità 18 maggio 2012, 188/2012/E/com e, in particolare, lAllegato A, recante Disciplina per la trattazione dei reclami presentati da operatori contro un gestore di un sistema di trasmissione, di trasporto, di stoccaggio, di un sistema GNL o di distribuzione (di seguito: deliberazione 188/2012/E/com o Disciplina);
" la deliberazione dellAutorità 12 giugno 2014, 270/2014/A;
" la deliberazione dellAutorità 14 novembre 2016, 657/2016/A;
" la deliberazione dellAutorità 29 novembre 2016, 695/2016/A;
" la deliberazione dellAutorità 31 gennaio 2017, 21/2017/A;
" la deliberazione dellAutorità 31 gennaio 2017, 36/2017/A;
2

" la deliberazione dellAutorità 30 marzo 2017, 197/2017/E/eel, recante la Decisione del reclamo presentato dalla società Eurogreen S.r.l. nei confronti di e-distribuzione S.p.a., relativo alla pratica di connessione 114414041;
" la nota prot. generale dellAutorità, 04725 dell8 febbraio 2017, con cui il Direttore della Direzione Advocacy, Consumatori e Utenti ha delegato il Responsabile dellUnità Arbitrati e Decisioni Controversie allo svolgimento della funzione di responsabile del procedimento ai sensi della deliberazione 188/2012/E/com.
FATTO:

1. La Ditta Individuale Guarini Erminio (di seguito: reclamante) ha presentato, in data 19 ottobre 2016 (prot. Autorità 29965 del 19 ottobre 2016), 2. allAutorità un reclamo, ai sensi della deliberazione 188/2012/E/com, contestando a e-distribuzione S.p.a. (di seguito: gestore), il diniego opposto alla richiesta di modifica di un preventivo di connessione alla rete di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, con riferimento alla pratica di connessione 114510341;
3. lAutorità ha comunicato alle parti lavvio del procedimento di trattazione del reclamo con nota del 26 ottobre 2016 (prot. Autorità 30724);
4. il gestore ha formulato le proprie argomentazioni in merito al reclamo con memoria inviata in data 28 ottobre 2016 (prot. Autorità 31541 del 2 novembre 2016).
5. in data 16 marzo 2017 la Direzione Accountability e Enforcement ha formulato il proprio parere tecnico, ai sensi dellarticolo 5, comma 2, dellAllegato A alla deliberazione 188/2012/E/com.
QUADRO NORMATIVO:

6. Ai sensi dellarticolo 7, comma 5, del TICA, il soggetto richiedente la connessione può chiedere al gestore di rete una modifica del preventivo di connessione prima dellaccettazione dello stesso. La richiesta di modifica deve essere presentata al gestore di rete entro 45 giorni lavorativi decorrenti dalla data di ricevimento del preventivo di connessione;
7. il gestore di rete, nel rispetto delle tempistiche previste dallarticolo 7, comma 1, del TICA, elabora, quindi, un nuovo preventivo o rifiuta la richiesta di modifica del preventivo. In caso di rifiuto, il gestore di rete è tenuto ad evidenziare le motivazioni;
8. ai sensi dellarticolo 14, comma 1, del TICA, qualora la messa a disposizione del preventivo per la connessione non avvenga nel tempo previsto dallarticolo 7, comma 1, il gestore di rete, salvo cause di forza maggiore o cause imputabili al richiedente o a terzi, è tenuto a corrispondere al richiedente un indennizzo automatico pari a 20 euro/giorno per ogni giorno lavorativo di ritardo;
3

9. ai sensi dellarticolo 40, comma 5, del TICA, il gestore di rete è tenuto a erogare gli indennizzi automatici al titolare di una pratica di connessione entro 30 giorni dalla data di effettuazione della prestazione per la quale è stato riscontrato un ritardo. In caso di mancata corresponsione dellindennizzo automatico entro il suddetto termine, lindennizzo automatico da erogare è aumentato di 10 euro per ogni giorno lavorativo di ritardo. Se il ritardo nellerogazione dellindennizzo supera i 90 giorni solari, lindennizzo automatico da erogare è aumentato di 40 euro per ogni giorno lavorativo di ritardo.


QUADRO FATTUALE:

10. In data 3 febbraio 2016, il reclamante presentava al gestore una domanda di connessione alla rete per un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile di potenza pari a 60 kW, da realizzare in località Cartiera di Avigliano, nel comune di Avigliano (PZ);
11. in data 23 marzo 2016, il gestore inviava al reclamante il preventivo di connessione, identificato dal codice di rintracciabilità 114510341, che prevedeva lallacciamento alla linea in media tensione (MT) esistente Taverna Foy, derivata dalla Cabina Primaria (CP) Avigliano, mediante la costruzione di circa 2.000 metri di linea MT in cavo aereo, di circa 50 metri di cavo interrato, di una cabina di trasformazione MT/BT in Mini box e di 30 metri di linea in bassa tensione (BT) interrata;
12. in data 17 maggio 2016, il reclamante quindi presentava al gestore una richiesta di modifica del preventivo, ai sensi dellarticolo 7, comma 5, del TICA, prevedendo uno spostamento del sito di installazione dellimpianto di produzione e un nuovo punto di inserimento sulla linea MT Taverna Foy;
13. il reclamante precisava altresì, nella suddetta nota, che lo spostamento del sito di installazione dellimpianto di produzione avrebbe comportato una riduzione di circa 1.800 metri della linea MT da costruire, dato che la linea MT Taverna Foy distava 200 metri dal nuovo sito;
14. con nota del 17 giugno 2016, il gestore negava la modifica del preventivo di connessione, evidenziando che la richiesta di modifica di un preventivo è ammessa, come previsto dall'art. 7.5 del TICA, solo ed esclusivamente nel caso in cui ciò non comporti alterazioni, peraltro sostanziali nella fattispecie in esame, della soluzione tecnica di connessione già preventivata, oppure, al di fuori di tale condizione, previo accordo con il Gestore di Rete. Il gestore precisava che fermo restando la tratta concessa, si avrebbe la costruzione di 3 km di linea MT a fronte di circa 2 km precedentemente preventivati, determinando una modifica sostanziale della soluzione tecnica già preventivata con un incremento significativo delle infrastrutture di rete;
15. con altra nota emessa in pari data, il gestore comunicava inoltre al reclamante lannullamento della pratica di connessione 114510341, per mancata accettazione del preventivo nei termini prescritti dallarticolo 7, comma 2, del TICA.
4

ARGOMENTAZIONI DEL RECLAMANTE:

16. Il reclamante contesta la motivazione addotta dal gestore a giustificazione del mancato accoglimento della richiesta di modifica del preventivo di connessione 114510341;
17. il reclamante afferma che il diniego del gestore contrasterebbe con il principio di razionalizzazione delle reti elettriche di distribuzione, atteso che la nuova soluzione di connessione richiesta avrebbe comportato la riduzione della lunghezza del cavo aereo da costruire, con la conseguente diminuzione delle opere elettriche, nonché degli oneri gestionali relativi alle stesse;
18. il reclamante fa inoltre presente di aver sottoposto al gestore una richiesta di accordo per la definizione di una nuova soluzione tecnica di connessione, significativamente migliorativa per ciò che concerne lo sviluppo della rete elettrica di distribuzione;
19. infine, il reclamante contesta la ratio del vincolo di invarianza del cosiddetto tronco di linea, addotto dal gestore per sostenere che la nuova soluzione tecnica di connessione sarebbe risultata di maggiore estensione rispetto alla precedente;
20. il reclamante chiede, pertanto, che il gestore: " ripristini la validità della pratica di connessione 114510341, mettendo a disposizione un nuovo preventivo, tenendo conto della richiesta di modifica del 17 maggio 2016;
" corrisponda gli indennizzi automatici previsti dallarticolo 14, comma 1, e dallarticolo 40, comma 5, del TICA.
ARGOMENTAZIONI DEL GESTORE:

21. Il gestore, nella propria memoria del 28 ottobre 2016, ribadisce quanto già sostenuto nella precedente nota di risposta al reclamante, e cioè che la modifica sia del punto di inserimento sulla rete esistente, sia del sito di produzione, è una alterazione completa e sostanziale della soluzione di connessione inizialmente preventivata tale da rappresentare, a tutti gli effetti, una iniziativa completamente diversa dalla precedente. Il gestore, inoltre, sottolinea il peggioramento della qualità del servizio di distribuzione derivante da un maggior sviluppo degli impianti di rete, soprattutto in aree rurali;
22. il gestore afferma poi che, a partire dal mese di giugno 2014, ha proceduto a condizionare laccoglimento delle richieste di modifica del preventivo allinvarianza del tronco di linea indicato nel preventivo originario. Ciò in considerazione del fatto che, modificando il tronco di linea, si altera la soluzione tecnica di connessione;
23. il gestore precisa di aver adottato tale modus operandi per la necessità di contrastare il proliferare di comportamenti speculativi posti in essere da parte di alcuni operatori interessati solo al trasferimento a terzi della soluzione tecnica di connessione ricevuta e non alla realizzazione di impianti di produzione;
5

24. il gestore, quindi, ribadisce che, a fronte di una richiesta di modifica di un preventivo, non possa essere variato il c.d. tronco di linea a cui è riferita la soluzione tecnica di connessione elaborata nel preventivo stesso.


VALUTAZIONE DEL RECLAMO:

25. Nella fattispecie in questione il rifiuto opposto dal gestore di rete alla modifica del preventivo di connessione avanzata dal reclamante è basato, esclusivamente, sul vincolo, unilateralmente imposto dal medesimo gestore, di invarianza del tronco di linea; ed invero, in assenza del suddetto vincolo e, quindi, in assenza del divieto di variare il punto di inserimento sulla rete esistente, laccoglimento della richiesta di modifica del preventivo di connessione 114510341 non avrebbe comportato lincremento delle infrastrutture di rete prospettato dal gestore;
26. non si può fare a meno di osservare, in via preliminare, che regole di vasta e generale applicazione, come quella enunciata dal gestore di vincolare la concessione di modifiche del preventivo allinvarianza del tronco di linea indicato nel primo preventivo, dovrebbero, nellottica della certezza delle regole e della tutela dellaffidamento dei privati, essere rese note ex ante agli operatori;
27. in ogni caso, ai fini della decisione della controversia de qua, viene in rilievo un recente chiarimento reso dalla Direzione Mercati Elettricità e Gas dellAutorità, proprio a e-distribuzione S.p.a., in data 5 maggio 2016 (prot. Autorità 13019), laddove si è precisato come il vincolo di invarianza del tronco di linea non possa essere addotto da un gestore di rete come ragione ostativa allaccoglimento di una richiesta di modifica del preventivo di connessione;
28. in particolare, nella fattispecie de qua, la soluzione di connessione richiesta dal reclamante avrebbe comportato una sensibile riduzione, di oltre il 90%, della lunghezza dellelettrodotto da realizzare, venendo incontro anche alle esigenze di minimizzazione della estensione delle infrastrutture di rete che il gestore medesimo invoca al fine di evitare il peggioramento della qualità del servizio di distribuzione. Risulta, pertanto, pressoché incomprensibile, il vantaggio che deriverebbe in capo al gestore per effetto del mantenimento di una soluzione di connessione di maggiore complessità, quale conseguenza del rifiuto di elaborare un nuovo preventivo;
29. del pari, pur nel pieno rispetto dellautonomia negoziale delle parti, appare altresì irragionevole il rifiuto del gestore di addivenire ad un accordo con il reclamante per la definizione della soluzione tecnica alternativa: tale soluzione, infatti, per come configurata, sembra rispondere alle esigenze sia del reclamante che del gestore, limitando a soli 200 metri la lunghezza della nuova linea da realizzare;
30. inoltre, dalla documentazione acquisita nel corso del procedimento, risulta che limpianto di rete relativo alla pratica 114510341 avrebbe potuto essere condiviso con quello relativo alla pratica di connessione 114414041, peraltro oggetto di analogo reclamo deciso con deliberazione 197/2017/E/eel, con ciò ottenendo una ulteriore ottimizzazione dello sviluppo della rete elettrica;
6

31. in conclusione, alla luce del quadro fattuale e regolatorio, il diniego alla modifica del preventivo di connessione opposto dal gestore con la nota del 17 giugno 2016 appare del tutto ingiustificato e in contrasto con il principio di razionalizzazione dello sviluppo della rete a cui dovrebbe, invece, improntarsi lazione del gestore medesimo;
32. infine, con riferimento alla richiesta del reclamante di vedersi riconosciuto il diritto agli indennizzi automatici di cui agli articoli 14 e 40 del TICA, si rileva che, sulla base della documentazione acquisita nel corso del procedimento di trattazione del reclamo, non è stato rilevato alcun ritardo da parte del gestore nei tempi di risposta alle istanze del reclamante e, pertanto, le suddette richieste di indennizzo, non possono trovare accoglimento; nondimeno, il comportamento del gestore, tenuto anche a seguito del sopracitato chiarimento della Direzione Mercati Elettricità e Gas, appare idoneo a ritardare la realizzazione dell'impianto di produzione da fonte rinnovabile, potenzialmente pregiudicando la predisposizione e l'attivazione di piani finanziari e d'investimento da parte del reclamante

DELIBERA

1. di accogliere il reclamo presentato dalla Ditta individuale Guarini Erminio nei confronti di e-distribuzione S.p.a., in relazione alla pratica di connessione 114510341, limitatamente alla richiesta di modifica del preventivo di connessione presentata in data 17 maggio 2016;
2. di prescrivere a e-distribuzione S.p.a., in relazione alla pratica di connessione 114510341, di emettere, entro 20 giorni dalla notifica della presente decisione, un nuovo preventivo di connessione, in accoglimento della richiesta di modifica del preventivo di connessione avanzata dalla Ditta individuale Guarini Erminio il 17 maggio 2016, assicurando la condivisione dellimpianto di rete con la pratica di connessione 114414041, secondo quanto previsto nella deliberazione 197/2017/E/eel;
3. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it, fatte salve le previsioni di cui allarticolo 7, comma 4, della deliberazione 188/2012/E/com.
Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso dinanzi al competente Tribunale amministrativo regionale, entro il termine di 60 giorni dalla notifica dello stesso, oppure ricorso straordinario al Capo dello Stato, entro il termine di 120 giorni.



20 aprile 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni


Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione del Regolamento di amministrazione e contabilità della Cassa per i servizi energetici e ambientali AEEGSI - Pubblicato 2017.05.03

La presente deliberazione dispone l'approvazione del regolamento di amministrazione e contabilità della Cassa per i servizi energetici e ambientali.



Testo Allegato

1

DELIBERAZIONE 28 APRILE 2017
297/2017/A

APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE E CONTABILITÀ DELLA
CASSA PER I SERVIZI ENERGETICI E AMBIENTALI


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 28 aprile 2017
VISTI:

" il decreto legislativo 26 gennaio 1948, n. 98 e, in particolare, larticolo 2;
" la legge 6 dicembre 1962, n. 1643;
" la legge 25 novembre 1971, n. 1041;
" il provvedimento del Comitato Interministeriale Prezzi 6 luglio 1974, n. 34, istitutivo della Cassa conguaglio per il settore elettrico;
" la legge 29 ottobre 1984, n. 720;
" la legge 23 dicembre 1993, n. 559 e, in particolare, larticolo 24;
" la legge 14 novembre 1995, n. 481 e s.m.i., istitutiva dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità);
" la legge 3 aprile 1997, n. 94, recante modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468, che riguarda norme di contabilità generale dello Stato in materia di bilancio;
" la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016) (di seguito: legge di stabilità 2016) e, in particolare, larticolo 1, comma 670;
" il decreto del Ministro dellEconomia e delle Finanze 1 giugno 2016, di approvazione dello Statuto della Cassa per i servizi energetici e ambientali (di seguito: CSEA);
" la deliberazione dellAutorità 28 dicembre 2015, 667/2015/A, recante Disposizioni conseguenti alla trasformazione della Cassa conguaglio per il settore elettrico in ente pubblico economico denominato Cassa per i servizi energetici e ambientali (di seguito: deliberazione 667/2015/A);
" il Regolamento di contabilità della Cassa conguaglio per il settore elettrico, adottato con deliberazione dellAutorità 14 gennaio 2011, GOP 2/11 (di seguito: deliberazione GOP 2/11);
" la proposta di Regolamento di amministrazione e contabilità di CSEA, deliberata dal Comitato di gestione della Cassa nella seduta del 28 novembre 2016 e trasmessa alle autorità vigilanti con nota prot. 11796 del 13 dicembre 2016 (di seguito: nota 13 dicembre 2016);
2

" la lettera dellAutorità prot. 4122, del 3 febbraio 2017, al Ministero dellEconomia e delle Finanze (di seguito: MEF), di richiesta dellintesa ai fini delladozione del Regolamento di amministrazione e contabilità di CSEA (di seguito: lettera 3 febbraio 2017);
" la lettera del MEF prot. 8132 del 20 aprile 2017, di risposta alla richiesta di intesa (di seguito: lettera 20 aprile 2017).
CONSIDERATO CHE:

" con deliberazione GOP 2/11, lAutorità ha approvato, dintesa con il MEF, il Regolamento di contabilità generale e di controllo gestionale della Cassa conguaglio per il settore elettrico e dei conti ad essa intestati;
" la legge di stabilità 2016, allarticolo 1, comma 670, prevede che «la Cassa conguaglio per il settore elettrico, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, è trasformata in ente pubblico economico, denominato Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), operante con autonomia organizzativa, tecnica e gestionale e sottoposto alla vigilanza del Ministero delleconomia e delle finanze e dellAutorità»;
" a tal fine, lo stesso articolo 1, comma 670 prevede, tra laltro, che, con decreto del Ministro dellEconomia e delle Finanze, sentita lAutorità, siano apportate al regolamento di organizzazione e funzionamento della Cassa le modifiche necessarie a dare attuazione al comma medesimo;
" nelle more delladozione delle suddette modifiche, lAutorità, con deliberazione 667/2015/A, ha adottato misure atte ad assicurare la continuità del funzionamento della Cassa, stabilendo, tra laltro, che il Regolamento di contabilità generale e di controllo gestionale della Cassa e dei conti ad essa intestati, di cui alla deliberazione GOP 2/11, continuasse a trovare applicazione sino alleventuale adozione di un nuovo regolamento da parte degli organi della CSEA.

CONSIDERATO, ALTRESÌ, CHE:

" con nota 13 dicembre 2016, CSEA, ai sensi dellarticolo 4, comma 3, lettera d), dello Statuto, ha trasmesso, allAutorità e al MEF, la proposta di Regolamento di amministrazione e contabilità di CSEA, ai fini della sua approvazione;
" con lettera 3 febbraio 2017, lAutorità ha inoltrato al MEF lo schema di Regolamento suddetto, al fine di acquisire formalmente lintesa propedeutica alladozione definitiva dellatto;
" con lettera 20 aprile 2017, il MEF ha comunicato il proprio assenso ai fini dellapprovazione del Regolamento di amministrazione e contabilità di CSEA.



3

RITENUTO:

" che non sussistano motivi ostativi allapprovazione della proposta di Regolamento di amministrazione e contabilità, trasmessa da CSEA con nota 13 dicembre 2016;
" con la richiesta di intesa al MEF e la susseguente risposta positiva del Ministero medesimo, sia stato correttamente espletato il procedimento di approvazione del Regolamento di amministrazione e contabilità di CSEA

DELIBERA


1. di approvare, dintesa con il Ministero dellEconomia e delle Finanze, il Regolamento di amministrazione e contabilità della Cassa per i servizi energetici e ambientali, allegato al presente provvedimento, di cui costituisce parte integrante e sostanziale (Allegato A);
2. di trasmettere copia della presente deliberazione al Ministero dellEconomia e delle Finanze, nonché alla Cassa per i servizi energetici e ambientali;
3. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

28 aprile 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni

Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - Approvazione del rendiconto della gestione dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, per l’esercizio 1 gennaio 2016 - 31 dicembre 2016 AEEGSI - Pubblicato 2017.05.03

Il provvedimento dispone l'approvazione del Rendiconto della gestione dell'Autorità per l'esercizio 2016.



Testo Allegato

1

DELIBERAZIONE 28 APRILE 2017
284/2017/A

APPROVAZIONE DEL RENDICONTO DELLA GESTIONE DELLAUTORITÀ PER LENERGIA
ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO, PER LESERCIZIO 1 GENNAIO 2016 31
DICEMBRE 2016


LAUTORITÀ PER LENERGIA ELETTRICA IL GAS
E IL SISTEMA IDRICO


Nella riunione del 28 aprile 2017
VISTI:

" l'articolo 2, comma 27, della legge 14 novembre 1995, n. 481/95 e s.m.i.;
" larticolo 35, del Regolamento di contabilità dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico (di seguito: Autorità), con allegato Schema dei conti, che affida allUnità Contabilità e Trattamento Economico del Personale la compilazione del Rendiconto annuale della gestione e lo sottopone al Direttore della Direzione Affari Generali e Risorse (di seguito: DAGR) per la presentazione al Collegio.

" la deliberazione dellAutorità 17 dicembre 2015, 618/2015/A, con cui è stato approvato il Bilancio di previsione dellesercizio 1 gennaio 2016 - 31 dicembre 2016;
" la deliberazione dellAutorità 1 dicembre 2016, 718/2016/A, con cui sono state apportate variazioni al suddetto Bilancio di previsione;
" i documenti Rendiconto della gestione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico per lesercizio 1 gennaio 2016 31 dicembre 2016 e Relazione al rendiconto della gestione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico e il sistema idrico per lesercizio 1 gennaio 2016 31 dicembre 2016;
" la determinazione del direttore DAGR del 7 aprile 2017, 59, con la quale si è provveduto al riaccertamento dei residui attivi e passivi ed alla determinazione dei residui inesigibili e insussistenti.


CONSIDERATA:

" la relazione del Collegio dei revisori dei conti in data 13 aprile 2017, che ritiene come il Rendiconto della gestione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico per lesercizio 1 gennaio 2016 31 dicembre 2016 rappresenti la situazione patrimoniale-finanziaria ed il risultato della gestione in modo 2

veritiero e nel rispetto delle norme di legge e di regolamento che ne disciplinano la redazione e il contenuto.


RITENUTO:

" necessario provvedere allapprovazione del Rendiconto della gestione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico per lesercizio 1 gennaio 2016 31 dicembre 2016 entro i termini stabiliti dallart. 35 dal vigente Regolamento di contabilità

DELIBERA


1. di approvare il Rendiconto della gestione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico per lesercizio 1 gennaio 2016 - 31 dicembre 2016, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione (Allegato A);
2. di dare mandato al Direttore della Direzione Affari Generali e Risorse affinché i fogli Bilancio riclassificato 4 livello e Conto del patrimonio del Rendiconto della gestione dellAutorità per lenergia elettrica il gas e il sistema idrico per lesercizio 1 gennaio 2016 - 31 dicembre 2016 vengano inviati alla Corte dei conti e pubblicati sul sito internet dellAutorità;
3. di pubblicare il presente provvedimento sul sito internet dellAutorità www.autorita.energia.it.

28 aprile 2017 IL PRESIDENTE Guido Bortoni



Informat Paper News - alternativasostenibile.it

A Ecomondo i migliori esperti a livello globale dell'economia circolare alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.06

La promozione della circular economy, tema portante di ECOMONDO (8-11 novembre), porterà nei prossimi giorni alla Fiera di Rimini i principali attori italiani ed europei impegnati a creare un terreno favorevole a quello che si sta imponendo come il nuovo driver per lo sviluppo della green economy. All’interno di un programma

OGCI Climate Investments investe un miliardo di dollari per accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative a basse emissioni alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

La Oil and Gas Climate Initiative (OGCI) ha annunciato oggi un investimento di un miliardo di dollari nel corso dei prossimi 10 anni, per sviluppare e accelerare la diffusione commerciale di tecnologie innovative a basse emissioni. OGCI Climate Investments (OGCI CI) avrà lo scopo di diffondere, allinterno di OGCI e oltre, nuove tecnologie sviluppate con successo. Uno degli obiettivi sarà anche quello di identificare modi diversi per ridurre l'intensità energetica nei settori dei trasporti e dellindustria. Lavorando in partnership con iniziative affini nei diversi gruppi di stakeholder e nei diversi settori, OGCI Climate Investments ritiene che il suo impatto in termini di riduzione delle emissioni potrà essere moltiplicato nelle diverse applicazioni industriali. In una dichiarazione congiunta, i vertici delle 10 società energetiche oil and gas che compongono OGCI hanno dichiarato: La creazione di OGCI Climate Investments dimostra la nostra volontà collettiva di fornire soluzioni tecnologiche su larga scala creando un salto di qualità che aiuterà a contrastare il cambiamento climatico. Siamo impegnati personalmente a garantire che, lavorando insieme, le nostre compagnie giochino un ruolo chiave nel ridurre le emissioni di gas serra continuando comunque a fornire lenergia di cui il mondo ha bisogno. Questo investimento rappresenta un livello di collaborazione e una condivisione delle risorse in questo campo senza precedenti nellindustria oil and gas. Questa nuovo, ulteriore investimento andrà ad integrare i programmi già esistenti per le tecnologie low carbon delle singole società e si avvarrà delle competenze e delle risorse delle aziende associate. Attraverso confronti con gli stakeholder e un dettagliato lavoro tecnico, OGCI ha individuato due iniziali aree di interesse: accelerare l'introduzione di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio; ridurre le emissioni di metano da parte dell'industria petrolio e gas al fine di massimizzare i benefici climatici del gas naturale. OGCI ritiene che questi siano settori in cui l'industria oil and gas esercita un'influenza significativa e dove il suo lavoro di collaborazione può avere l'impatto maggiore. Oltre a questo, OGCI Climate Investments effettuerà anche investimenti che supportino il miglioramento dellefficienza energetica e operativa nelle industrie ad alta intensità energetica. In particolare, OGCI Climate Investments lavorerà a stretto contatto con gli altri attori industriali interessati per aumentare l'efficienza energetica in tutte le modalità di trasporto. Il CEO e il team di manager di OGCI Climate Investments saranno annunciati prossimamente. La formazione dell'OGCI Climate Investments sarà soggetta allottenimento di eventuali autorizzazioni regolatorie. LOil and Gas Climate Initiative è stata progettata per catalizzare azioni concrete per ridurre le emissioni di gas serra. Liniziativa è diretta dai CEO di dieci compagnie oil&gas che intendono guidare la risposta dell'industria ai cambiamenti climatici.Le aziende che compongono OGCI - BP, CNPC, Eni, Pemex, Reliance Industries, Repsol, Royal Dutch Shell, Saudi Aramco, Statoil e Total - insieme rappresentano un quinto della produzione di petrolio e gas del mondo. LOGCI è stata istituita a valle della discussione tenutasi in occasione del World Economic Forum Annual Meeting del 2014, ed è stata lanciata ufficialmente al vertice sul clima convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2014. di Andrea Pietrarota

La Ellen Macarthur Foundation protagonista ad Ecomondo alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

E listituzione leader, nel mondo, per la promozione e lo sviluppo delleconomia circolare. La Ellen MacArthur Foundation sarà protagonista ad ECOMONDO (8-11 novembre, fiera di Rimini) grazie alla presenza di AshimaSukhdev, project manager della associazione fondata nel 2010 nel Regno Unito, che interverrà al convegno Circular Economy & Smart Cities: opportunità e prospettive, in programma mercoledì 9 novembre (ore 14 18). Il convegno sarà presieduto dal professor Gian Marco Revel, Università Politecnica delle Marche, Coordinatore Piattaforma Tecnologica Italiana delle Costruzioni e sarà chiuso da Carlo Maria Medaglia, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dellAmbiente. Nella stessa giornata Ashima Sukhdev interverrà inoltre allincontro Le città: driver della green economy in programma nella sessione conclusiva degli Stati Generali della Green Economy (8-9 novembre) al quale è prevista anche la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio. La Ellen MacArthur Foundation prende il nome dalla sua fondatrice e presidente, Ellen MacArthur, velista britannica che dopo avere battuto, nel 2005, il record mondiale della circumnavigazione del globo, nel 2009 ha interrotto, a soli 33 anni, la carriera di velista per dedicarsi a tempo pieno alla sua battaglia in favore dellambiente. Una battaglia che lha trasformata nella leader della circular economy come lha definita Adam Bryant, direttore editoriale Live Journalism per il New York Times, nellintervista live trasmessa nella giornata di ieri dal canale Facebook New York Times Science e visualizzata finora da circa 87mila persone. E stata proprio lesperienza vissuta in mare, in situazioni di risorse limitate, a fare maturare nellallora campionessa della vela la consapevolezza della finitezza delle risorse su cui si basa la nostra economia e dunque della necessità di investire su un nuovo modello di sviluppo, basato sul concetto di economia circolare. Il compito che si pone la Ellen MacArthur Foundation è quello di fare inserire la Circular economy nellagenda della politica, dellindustria e della formazione accademica. Grazie ad una rete di Global Partners di assoluto rilievo (Cisco, Google, H&M, Intesa Sanpaolo, NIKE Inc., Philips, Renault, and Unilever), la Ellen MacArthur Foundation persegue e realizza lo sviluppo dellEconomia Circolare nei settori del business mondiale. Attraverso un team di esperti analisti, produce studi e approfondimenti. E inoltre impegnata nel diffondere linsegnamento della Circular Economy attraverso collaborazioni con scuole e università tra le più quotate a livello globale (Bradford University, CranfieldUniversity, University College London, Delft University of Technology, Arizona State University, University of Sao Paulo). Ashima Sukhdev fa parte del team Insight & Analysis della Ellen MacArhur Foundation ed è stata la coordinatrice dello studio Growth Within: a circular economy vision for a competitive Europe. di Andrea Pietrarota

Cresce il biogas in Friuli Venezia Giulia alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Il Friuli Venezia Giulia è una delle realtà economiche più vivaci del Paese, dispone di una superficie agricola totale (SAT) pari al 35% della sua superficie, nella quale sono presenti piantagioni estensive coltivate principalmente a seminativo, che danno occupazione al 3,2% della popolazione attiva. Le vaste aree montane e collinari dalle quali nasce e scende a valle un fitto reticolo di fiumi, rendono la Regione particolarmente adatta anche allallevamento. Nellambito degli allevamenti zootecnici prevalgono quelli dei bovini, ai quali si dedicano il 65% delle aziende: essi sono diffusi soprattutto nella zona di Pordenone e Udine, mentre nella zona di Gorizia e Trieste primeggiano allevamenti di suini. In questo contesto si colloca il costante aumento delle dimensioni medie delle aziende agricole e degli allevamenti che in questa Regione supera la media italiana. Questo trend favorisce il raggiungimento della dimensione ottimale per lo sviluppo degli impianti di produzione di energia a biogas che rappresentano unimportante opportunità reddituale per gli imprenditori agricoli e che vanno a corroborare le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici sulle quali è ormai stata raggiunta una generale convergenza, come è dimostrato dagli accordi sottoscritti da ben 196 paesi nel dicembre 2015 a Parigi nel corso della COP21 dellUnited Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC). Le prospettive positive sono confortate dallaumento della produzione di energia elettrica da biogas, che ha da anni un forte sviluppo: nel periodo 2013/2014 per il Friuli Venezia Giulia si riscontra un +13% rispetto al +10,1 % nazionale. Nel 2014 la produzione di energia elettrica da biogas rappresenta il 57% della produzione dovuta alle bioenergie, mentre biomasse e bioliquidi raggiungono la quota rispettivamente del 32% e 11%. L'articolo di Federica Schenato, laureata in Statistica ed esperta di statistiche ambientali, prosegue in allegato. di Andrea Pietrarota

Le materie prime del futuro alla mostra Exnovomaterials di Ecomondo 2016 alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.05

Rappresentano il passo avanti nellindustria del riciclo, la svolta già in atto che consentirà di ridefinire il concetto stesso di materia prima. Sono i nuovi materiali che, grazie alla sperimentazione e alle nuove tecnologie, realizzano il concetto delleconomia circolare in una direzione rivoluzionaria per lindustria e lambiente. La mostra EXNovoMaterials in the circular economy, visitabile nella hall allingresso sud della Fiera di Rimini durante ECOMONDO, le racconterà con modalità scientifiche ma anche spettacolari nelledizione che celebra il ventennale del salone internazionale. Nuove materie che cambieranno il nostro modo di vivere sintetizza Roberto Coizet, curatore dellesposizione realizzata in collaborazione con Centro Materia Rinnovabile e Edizioni Ambiente. La terza sezione della mostra (Spazio della Sperimentazione e Innovazione), accompagnerà in un viaggio alla scoperta dei nuovi materiali realizzati da una decina di start up del nostro Paese. Arriva dal Piemonte Poliphenolia, realtà che crea e produce creme anti invecchiamento utilizzando polifenoli estratti da bucce e semi di uva al termine del processo di vinificazione. Tra i primi a studiare i polifenoli in materiali per applicazioni mediche, Poliphenolia applica la conoscenza sulle proprietà biomediche dei polifenoli alla cosmetica Due giovani donne, Antonella Bellina e Elisa Volpi, due professioniste della moda, sono i volti dietro a DueDiLatte, marchio che utilizza tessuti ricavati dal latte. Grazie atecniche di bio ingegneria è possibile ricavare una fibra estremamente naturale, dalle qualità uniche. I tessuti hanno infatti la caratteristica di nutrire e idratare la pelle. T-shirt, maglie e maglioncini oltre al look curano anche il corpo. Dalla plastica& alla super-plastica: è quello che fa lazienda Werner & Mertz che attraverso un particolare processo riesce a ottenere dalla plastica una tipologia addirittura più resistente che viene usata per produrre bottiglie per detersivi. Fertilana realizza invece, utilizzando gli scarti della lana di pecora, un ottimo fertilizzante adatto alla bioagricoltura. Mogu (in giapponese, fungo) è il nome del progetto della Mycoplast, start up che sfruttando gli scarti agricoli e alimentari, come la paglia di riso, la segatura, i fondi del caffè e la buccia di pomodori e patate, e trasformandoli in cibo per tipi particolari di funghi, riesce ad ottenere un biomateriale leggero come il polistirolo e biodegradabile, impermeabile e resistente alla fiamma, sostitutivo delle terracotte. In Italia si consumano 13 miliardi di uova allanno. E uninfinità di gusci, che nessuno usa. Tranne un team di ricercatori, che ha trovato un metodo per calibrare gusci duovo e argilla, ottenendo un nuovo cemento completamente biocompatibile. Si tratta dei ricercatori di Calchéra San Giorgio, Centro di Ricerca e Formulazione che studia e produce materiali specifici per il restauro, il consolidamento strutturale ed il risanamento di edifici di interesse storico culturale. GS4C è la start up milanese che lavorando con il basalto e trasformandolo in una fibra elastica propone una alternativa al vetro resina, materiale usato per la costruzione delle barche a vela non riciclabile a differenza del basalto. Si potrà così in futuro evitare laffondamento delle imbarcazioni arrivate a fine vita. Stone-brick, recuperando gli scarti della lavorazione lapidea, ovvero il cosiddetto fango di segagione che deriva dal taglio delle pietre, ottiene nuovo materiale per ledilizia, sviluppato con una tecnologia innovativa. Dal tavolo degli aperitivi allarredamento. E la nuova vita degli anacardi. I ricercatori dellazienda triestina AEP Polymers, analizzandone il guscio, sono riusciti a trasformarli in polimeri liquidi e schiume adatti per lisolamento e larredo. Equipolymers ha scoperto il modo per rendere eco-compatibili le bottiglie della Coca Cola. Grazie al lavoro di ricercatori italiani si è riusciti ad ottenere un riciclo della plastica P.E.T. tanto puro da poter essere utilizzato come componente della bottiglia più celebre al mondo di cui si producono circa 1 miliardo e 300 milioni anno di esemplari. Un accordo con la multinazionale consentirà di inserire nelle bottiglie una componente fino al 10% di nuovo materiale biocompatibile. di Andrea Pietrarota

Edilizia: sostenibile, innovativo e sicuro. E' "Condominio Eco" alternativasostenibile.it - Pubblicato 2016.11.02

La fiera Torna a Rimini dall'8 al all'11 novembre 2016 all'interno della fiera della green economy Ecomondo, Condominio Eco: la fiera nazionale dedicata al "condominio sostenibile", organizzata da Ecoarea Srl in collaborazione con Rimini Fiera. Titolo di questa terza edizione: 2026, il condominio che verrà. A quattro anni dalla riforma del condominio che ha dichiarato guerra a burocrazie, sprechi e leggi non più idonee ad amministrare con profitto unità immobiliari e palazzi, si sta assistendo a un concreto cambiamento di rotta a favore di soluzioni, strumenti e servizi sempre più caratterizzati da efficienza, risparmio e soluzioni per migliorare le relazioni fra gli stessi condòmini. Il "mondo" condominio I condomini in Italia sono più di un milione e, come gran parte degli edifici esistenti, soffrono di un grave stato di inefficienza energetica. Secondo i dati incrociati delle diverse associazioni di amministratori di condominio, oltre il 60% di queste unità ha un impianto di riscaldamento vecchio di più di 15 anni, spesso ancora funzionante a gasolio, con grossi costi per cittadini e ambiente; mentre il 23% del totale di questi edifici, dove statisticamente abita più di un italiano su due, può definirsi in pessimo stato di conservazione. Ciò si traduce in grandi opportunità per chi opera nel campo del risparmio energetico, dell'isolamento termico, della sicurezza, della domotica, dei nuovi materiali, dei servizi centralizzati: solo per citare alcuni dei settori target di Condominio Eco. Un segmento di business imperniato su efficienza e sostenibilità, che registra un trend positivo grazie anche a forme di aiuto economico ormai strutturate, come quella degli eco-bonus governativi. Gli espositori di Condominio Eco Anche quest'anno a Condominio Eco troveranno posto professionisti e aziende che si dedicano alla qualificazione edile ed energetica degli edifici: con materiali, tecnologie, prodotti e realizzazioni di nuovissima generazione. Fra gli espositori anche aziende di isolamento, coibentazione, riscaldamento, domotica, energie rinnovabili e alternative. E ancora produttori di tetti, pareti impermeabili, centrali termiche, soluzioni contro l'umidità di risalita, tecnologie per il risparmio della corrente elettrica, trattamento acqua, ascensori e tanto altro. Gli eventi di Condominio Eco Numerosi e tutti interessanti gli eventi che arricchiranno la terza edizione di Condominio Eco. Da quest'anno saranno coordinati da due autorevoli personalità del "mondo condominio": Francesco Schena (esperto Sole 24 Ore e docente di corsi di formazione professionale rivolti agli amministratori di condominio) e dall'accademico Mauro Alvisi, presidente di ECCOS (European Condo Center Observatory of Studies). Si tratta di un nuovo centro studi per l'analisi del fenomeno del social housing sotto il profilo statistico, economico, tecnologico e culturale. Fra gli ospiti di spicco dei tanti convegni che avranno per teatro Condominio Eco, il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico Antonio Gentile e Francesco Profumo: quest'ultimo a Rimini in veste di presidente IREN (società di multiservizi operante nella produzione e distribuzione di energia elettrica e teleriscaldamento). Entrambi, invitati da Ecomondo, interverranno sul tema "Circular economy & Smart Cities: opportunità e prospettive" (mercoledì 9 novembre, dalle 14 alle 17,30). Prima di loro, in apertura di fiera, da segnalare anche "Spazi aperti e verde condominiale" (a cura dell'Associazione Italia di Architettura del Paesaggio) e "Come migliorare l'efficienza energetica e la sicurezza sismica dei condomini" (a cura della rivista Ingenio). "Scusi ho finito il sale: social housing e dintorni. Come cambieranno le dinamiche di convivenza nei condomini" è invece il tema più scanzonato (ma anch'esso ricco di spunti interessanti) su cui interverrà la giornalista RAI e blogger Lucia Cuffaro, autrice del libro Fatto in casa. Smetto di comprare tutto ciò che so fare. Da segnalare poi giovedì 10 novembre, la seconda edizione degli Stati generali del Condominio, moderati da Francesco Schena (esperto del Sole 24 Ore). Per tutti gli altri eventi si suggerisce di consultare il programma aggiornato sulla pagina www.condominioeco.eu/eventi. La collocazione dentro Ecomondo Quest'anno l'area espositiva di Condominio Eco darà il benvenuto al pubblico nel sempre più frequentato Ingresso Est, dentro la Città Sostenibile (La via italiana alle Smart City), da sempre una dei maggiori centri di interesse di Ecomondo, luogo ideale dove connettersi con gli operatori dell'industria verde. Orari e modalità di visita della fiera su www.condominioeco.it. di Tommaso Tautonico

Informat Paper News - cmcc.it

Cambiamenti climatici: come promuovere la resilienza delle città? - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.05.06

Il progetto europeo EKLIPSE ha recentemente pubblicato il rapporto “Nature-based solutions to promote climate resilience in urban areas – developing an impact evaluation framework” (“Soluzioni nature-based per promuovere la resilienza ai cambiamenti climatici nelle aree urbane – sviluppare un quadro di riferimento per una valutazione d’impatto”), disponibile QUI. Le Soluzioni Nature-Based (NBS,

Verso un'economia low carbon: il nuovo piano d'azione per il clima dell'Albania - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.05.06

CC Paul mit dem Pinscher @Flickr.com Il Ministro dellAmbiente albanese ha appena fornito una strategia e un piano dazione in grado di guidare il Paese verso uneconomia low carbon, ovvero a basso contenuto di emissioni, e di riadattare i diversi settori verso obiettivi sostenibili per il clima. Gli esperti del Ministero dellAmbiente e del Ministero dellEnergia hanno discusso oggi il nuovo documento, nel corso di un evento di presentazione della nuova strategia e piano dazione. La nuova strategia realizza una sintesi e unarmonizzazione dei piani e delle strategie esistenti, fornendo una valutazione esauriente e completa delle azioni rilevanti per il clima ideate e sviluppate in Albania, sfruttando le sinergie e colmando le lacune esistenti, ha dichiarato Lucia Perugini, ricercatore senior alla Fondazione CMCC (Italia), fra gli esperti del team del progetto di ricerca europeo IBECA, insieme ai colleghi CMCC Maria Vincenza Chiriacò, Andrea Bigano e Claudia Ponti, che hanno redatto i documenti da sottoporre allapprovazione del governo. La ricercatrice ha accennato al fatto che le priorità dellAlbania siano, da un lato, ridurre le emissioni di carbonio dell11,5% entro il 2030, come delineato negli impegni presi dal Paese nellambito dellAccordo di Parigi, e dallaltro istituire la raccolta dei dati per i settori a più alto tenore di emissioni, come energia, trasporti, agricoltura, uso del suolo e foreste. Altri esperti hanno illustrato i target e gli obiettivi per ciascuno dei settori che contribuiscono al cambiamento climatico attraverso la loro elevata produzione di emissioni. Nel settore energetico, due priorità chiave per la mitigazione dei cambiamenti climatici saranno promuovere fonti di energia sostenibili e rinnovabili, e migliorare lefficienza energetica. Sono inoltre previsti interventi anche nel settore dei trasporti promuovendo luso di veicoli ecologici oltre a migliorare il trasporto pubblico e a introdurre nuove regole per le emissioni delle automobili. Lintroduzione di misure nei settori agricolo e forestale per la gestione low carbon del suolo saranno fondamentali per un uso sostenibile delle risorse naturali. È inoltre prevista, per tutti i settori, unanalisi finanziaria che precisi i costi necessari per portare avanti le diverse azioni. Limporto totale richiesto per lattuazione della strategia è pari a 40 milioni di euro entro il 2020, relativo ad azioni rilevanti per il clima già previste dai piani e dalle strategie esistenti. Lultima bozza di documento presentata pone le basi per allineare la legislazione e le politiche alle direttive europee in materia di cambiamenti climatici. Avendo ratificato lAccordo di Parigi nel 2016, lAlbania è obbligata a determinare la sua quota di contribuzione al cambiamento climatico globale, a migliorare la sua capacità di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, a definire dei meccanismi per il monitoraggio delle emissioni di carbonio e a promuovere campagne di sensibilizzazione ed educazione per labbattimento delle emissioni. Ciò porta a un invito allazione in tutti i settori, come energia, trasporti, agricoltura e scienze forestali. Per ulteriori informazioni:Mauro Buonocore, mauro.buonocore@cmcc.it ; 0832 671060 Sonila Guna, office@ibeca.al; 0692083763

L’IPCC definisce la struttura dei contenuti di due prossimi report - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.05.06

Credits: CC omarsan @Flickr.com LIPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), ha definito lindice dei contenuti di due prossimi rapporti che aiuteranno i governi a comprendere gli impatti che i cambiamenti climatici stanno producendo sulle attività umane, sugli ambienti naturali marini e terrestri, e su come le attività umane in queste aree stanno influenzando i cambiamenti climatici. LIPCC ha approvato la struttura dello Special Report on Oceans and Cryosphere in a Changing Climate, e del report Climate Change and Land: an IPCC special report on climate change, desertification, land degradation, sustainable land management, food security, and greenhouse gas fluxes in terrestrial ecosystems, i quali verranno definiti e conclusi entrambi nel settembre 2019. La decisione in merito la struttura dei contenuti dei sue report, su cui si è lavorato negli Scoping Meetings di dicembre e febbraio, è stata definita a Guadalajara, Messico, il 31 Marzo 2017. Laccordo apre la via per lapertura, da parte dellIPCC, delle candidature per gli autori di entrambi i report. Le call for nominations verranno aperte in Aprile 2017. Questo risultato mette insieme le migliori competenze scientifiche disponibili con i requisiti richiesti dai decisori politici al fine di aiutare a migliorare la nostra conoscenza su come i cambiamenti climatici colpiscano gli oceani e la criosfera. LIPCC è lieto di lavorare con esperti provenienti da tutto il mondo su questi importanti argomenti i cui impatti interessano miliardi di persone, dalle aree di alta montagna, alle regioni polari, fino alle coste, ha dichiarato Ko Barrett, Vice Presidente dellIPCC, che ha presieduto il comitato scientifico dello Scoping Meeting che ha lavorato allindice dello Special Report on Oceans and Cryosphere in a Changing Climate. Con la parola criosfera dal greco kryos, ossia freddo o ghiaccio si indicano le aree del pianeta dove lacqua si trova allo stato solido, incluse le calotte polari, laghi e fiumi ghiacciati, regioni innevate, ghiacciai. Questo report affronterà alcuni dei temi chiave con cui sono alle prese i Paesi per rispondere ai cambiamenti climatici: come far fronte alle risorse terrestri necessarie a sostenere le nostre società di fonte ai cambiamenti climatici, e come ridurre le emissioni provenienti da attività terrestri senza compromettere altri obiettivi di sviluppo, ha detto Youba Sokona, Vice Presidente dellIPCC che ha presieduto il comitato scientifico dello scoping meeting dedicato a Climate Change and Land. Il report guarderà nel dettaglio desertificazione, degrado del suolo e sicurezza alimentare, ma valuterà anche opzioni per risposte integrate a supporto dello sviluppo sostenibile e soluzioni efficaci ai cambiamenti climatici, ha affermato Sokona. Fonte: http://ipcc.ch/news_and_events/PR31032017.shtml

Come realizzare nazioni e comunità più resilienti ai disastri: i risultati del Forum europeo 2017 - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.05.06

Credits: CC szeke @Flickr.com La comunità europea per la riduzione del rischio di disastri si è riunita a Istanbul (26-28 marzo 2017) per discutere i prossimi passi necessari allattuazione dellAccordo di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2013 (UN Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2013), e contribuire con contributi e indicazioni alla Global Platform for Disaster Risk Reduction (Piattaforma globale delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri), dal 22 al 26 maggio 2017 a Cancun, in Messico. Il Forum europeo per la riduzione del rischio di disastri (EFDRR European Forum for Disaster Risk Reduction) è stato istituito nel 2009 per stimolare e facilitare lo scambio di informazioni e conoscenze tra i vari Focal point nazionali per la Riduzione del Rischio di Disastri, le Piattaforme nazionali e i partner regionali e locali. Organizzata durante la Presidenza turca dellEFDRR, lOpen Forum 2017 è il primo evento dellanno a riunire la variegata comunità degli stakeholder DRR. Il panel politico di altissimo livello includeva: il vice premier turco Veysi Kaynak; il commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides; Claudia Luciani, Direttrice della Governance democratica presso il Consiglio dEuropa, e Robert Glasser, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per la Riduzione del Rischio Disastri. La discussione è stata portata avanti nel corso di numerose sessioni plenarie e tecniche, e in particolare da:High Level Session: Creare incentivi per la riduzione del rischio di disastri (Creating incentives for Disaster Risk Reduction); In primo piano (featured event): Governance del rischio Come raggiungere lobiettivo e) dellAccordo di Sendai strategie nazionali e locali per la riduzione del rischio dei disastri entro il 2020 (Risk Governance How to achieve the Sendai Target e) risk informed national and local DRR strategies by 2020); Sei sessioni tecniche: gestione del rischio economico per strategie di DRR; pianificazione delluso del suolo e pratiche di gestione a livello locale; infrastrutture critiche per comunità resilienti; valutazione del rischio e database delle perdite dovute a disastri; affrontare in maniera congiunta la riduzione del rischio di disastri e i cambiamenti climatici per un futuro sostenibile; migrazioni, riduzione del rischio di disastri e resilienza. Zehra Zaidi e Jaroslav Mysiak (entrambi ricercatori della Fondazione CMCC presso la Divisione RAAS) hanno partecipato attivamente a queste sessioni facendo parte dello staff organizzativo. Jaroslav ha moderato la sessione tecnica 4 e in qualità di membro del team redazionale (drafting team) ha partecipato alla preparazione della dichiarazione finale dellOpen Forum. Risultati principali: Il documento High-Level Communique, sviluppato sulla base dei contributi ricevuti dai partecipanti alla High-Level session: il vice premier turco Veysi Kaynak; il commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides; la parlamentare spagnola Carlota Merchán Mesón; il Segretario generale della Federazione delle Banche delle Assicurazioni e della Finanza (FeBAF) Paolo Garonna; Claudia Luciani, Direttrice della Governance democratica presso il Consiglio dEuropa, e Robert Glasser, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per la Riduzione del Rischio Disastri (moderatore della sessione). Le raccomandazioni dellEuropa per la Global Platform 2017: la dichiarazione finale dellOpen forum di Istanbul, dal lavoro della drafting committee composta dai rappresentanti EFDRR di Finlandia, Francia, Italia, Olanda, Norvegia, Svezia e Turchia, dai rappresentanti degli stakeholder, come NGO, persone con disabilità, mondo accademico, settore privato, rappresentanti locali e dei giovani. Per ulteriori informazioni, leggi anche: Il sito ufficiale della Global Platform for Disaster Risk Reduction La presentazione dello European Forum for Disaster Risk Reduction La dichiarazione finale (documento 2017 EFDRR Outcomes FINAL) dellOpen Forum 2017 European Forum for Disaster Risk Reduction Open Forum (Istanbul, 26-28 March 2017) La High-Level Dialogue Communiqué (documento: 2017 EFDRR HL Communique_FINAL) dellOpen Forum 2017 European Forum for Disaster Risk Reduction Open Forum (Istanbul, 26-28 March 2017) Il discorso di apertura di Robert Glassier allo European Forum for Disaster Risk Reduction, Istanbul, 27 marzo 2017 Opening remarks del Commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides Maggiori informazioni sullOpen Forum EFDRR

Rischio frane: gli effetti futuri dei cambiamenti climatici - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.05.06

Credits: CC sykyrre @Flickr.com Negli ultimi anni i terreni di origine vulcanica che ricoprono i versanti e le colline della Campania sono stati spesso interessati da frane. La Campania è infatti una delle regioni più a rischio per questi eventi, tristemente salita agli onori della cronaca nel 1998 con il disastro di Sarno (con oltre 160 vittime e ingenti danni economici), sia per le caratteristiche naturali del terreno, che per lelevata densità demografica del territorio. Valutare i potenziali effetti dei cambiamenti climatici nel variare frequenza e intensità di tali eventi è diventato quindi un nodo dimportanza cruciale. La Divisione REMHI è da tempo impegnata su questo fronte con una serie di progetti di ricerca (SAFELAND, INTACT, GEMINA), che prevedono lutilizzo di diverse metodologie e approcci, come test di laboratorio, monitoraggi sul campo, analisi matematiche e statistiche. Per questi studi sono state in particolare messe a punto e testate diverse catene di simulazione climatica, che differiscono per i modelli climatici utilizzati, gli strumenti utilizzati per valutare gli impatti (livelli di precipitazione, metodi statistici o modelli fisicamente basati per tener conto di alcune dinamiche chiave, quali fenomeni di traspirazione, infiltrazioni, contenuto di acqua nel suolo, ecc.) e i diversi approcci per correggere il divario nei risultati dei precedenti strumenti e modelli utilizzati. Unanalisi pubblicata sulla rivista Procedia Earth and Planetary Science (tra gli autori, i ricercatori CMCC G. Rianna, P. Mercogliano, A. Reder della Divisione REMHI) si concentra in particolare sul caso studio di Nocera Inferiore, città campana situata ai piedi dei monti Lattari. Guarda il video: I suoi versanti sono ricoperti da depositi di origine vulcanica, risultato delle numerose eruzioni vulcaniche del Vesuvio nel corso degli ultimi 10.000 anni. Tutta la zona è storicamente nota per fenomeni dinstabilità dei suoi versanti, spesso causa dingenti danno economici e, talvolta, di vittime fra la popolazione. Si prevede che i cambiamenti climatici possano aggravare tale problematiche. Lurbanizzazione della regione, destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni, nonché i rischi per beni ed attività economiche, richiede pertanto lo sviluppo di adeguate strategie di adattamento che prevedano adeguati piani di gestione di uso del suolo e del territorio in caso di disastri. A questo scopo, lo studio ha realizzato una catena di simulazione climatica per valutare le potenziali future variazioni nella frequenza degli eventi di frana, per effetto dei cambiamenti climatici. I risultati hanno evidenziato un aumento nella frequenza dei fenomeni di frana, per diversi scenari e periodi temporali esaminati. Per approfondire:( Leggi la versione integrale dellarticolo Il modello di circolazione globale CMCC-CM Il modello climatico regionale COSMO CLM Il progetto INTACT Il progetto SAFELAND

Cambiamenti di uso del suolo: come valutare gli effetti dei cambiamenti climatici - CMCC cmcc.it - Pubblicato 2017.05.06

CC World Bank Photo Collection @Flickr.com I cambiamenti climatici e i cambiamenti di uso di suolo sono due sfide ambientali per la società, inseparabilmente collegate: il clima determina il modo in cui le persone fanno uso della terra, influenzando la disponibilità di acqua e cibo; i cambiamenti di uso del suolo contribuiscono ai cambiamenti climatici globali e regionali influendo sui processi biofisici e biogeochimici terrestri. Scendendo nel dettaglio, i cosiddetti LULCC (land-use and land-cover changes), ovvero i cambiamenti di uso e copertura del suolo, hanno un effetto ormai riconosciuto sul clima, sia in termini di variazioni del ciclo del carbonio, per effetto di cambiamenti nella vegetazione e del contenuto di carbonio del suolo (denominati complessivamente effetti biogeochimici), sia per effetto di variazioni del bilancio energetico superficiale, mediato da diversi fattori quali luce solare riflessa, fenomeni di evapotraspirazione, struttura della copertura fogliare, ecc. Questi fenomeni sono collettivamente conosciuti come effetti biofisici e sono responsabili di variazioni stagionali e/o annuali di temperatura e precipitazioni, prevalentemente con effetti locali e regionali, che dipendono in segno e grandezza dalla latitudine e dal tipo di ecosistema in cui si verificano. Guarda il video: In uno studio della rivista Environmental Research Letters ((Perugini et al., 2017; tra gli autori, i ricercatori CMCC Lucia Perugini, Luca Caporaso e Sergio Marconi della Divisione IAFES) sono prese in considerazione le principali pubblicazioni scientifiche sullargomento, con lobiettivo di fornire una panoramica delle attuali conoscenze disponibili degli effetti sul clima dei fenomeni biofisici dovuti ai cambiamenti di uso del suolo. Lo scopo è quello di fornire informazioni utili per una valutazione delle politiche territoriali di mitigazione e adattamento. I risultati hanno evidenziato come i cambiamenti di copertura e uso del suolo abbiano una forte influenza, a livello regionale, su temperatura e precipitazioni, e un effetto non trascurabile sulla temperatura globale. Gli effetti biofisici che si verificano a livello locale e regionale, in seguito a variazioni di uso e copertura del suolo hanno effetti importanti per il clima a livello locale, il ciclo dellacqua, gli ecosistemi, in particolare per quanto riguarda la loro produttività e biodiversità, e sono pertanto elementi chiave da tenere in considerazione nel formulare adeguate politiche di adattamento. Strumenti e metodi per aiutare i decisori politici nel determinare e monitorare gli effetti biofisici dei cambiamenti di uso del suolo sono attualmente in fase di sviluppo, e saranno presto disponibili. Leggi la versione integrale dellarticolo.( Per ulteriori informazioni, visita la pagina del seminario CMCC Biophysical effects on temperature and precipitation due to land cover change.

Informat Paper News - edizioniambiente.it

Sorpresa: la Germania è poco circolare | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.02.23

La Germania che non ti aspetteresti: la prima potenza manifatturiera d’Europa, nota nel mondo per la rigorosa politica di gestione dei rifiuti (dal 2005, per esempio, ha vietato il conferimento in discarica di rifiuti non pretrattati), in materia di sviluppo dell’economia circolare è invece tutt’altro che un paese battistrada. Lo sostiene

Trasformare le ferite in racconto | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.02.23

LItalia è una terra fragile, sconvolta sempre più spesso da calamità sismiche che ne modificano il profilo, colpendo uomini e distruggendo borghi, insediamenti, testimonianze artistiche. Soprattutto oggi, dopo il terremoto che si è abbattuto su regioni così dense di storia del centro Italia, causando danni devastanti, anche per effetto di un mancato adeguamento degli edifici pubblici e privati alle norme antisismiche più severe. I temi sono innanzitutto quello della prevenzione e della ricostruzione sociale, culturale, ambientale degli insediamenti dopo la catastrofe. Le zone colpite non sono diventate solo cumulo di rifiuti, ma sono anche state distrutte nei legami tra le persone, negli affetti, nella socialità, nei rapporti con il territorio stesso. Larte si è rivelata uno strumento potente per ridare vita ai paesi prostrati, coinvolgere le persone, far rivivere con spirito nuovo gli ambienti devastati. Un esempio è la ricostruzione di Gibellina. La città siciliana, colpita da un terribile sisma nel 1968, è diventata un cantiere generativo di idee, bellezza e condivisione, capace di dare una nuova identità al luogo annientato e attivare la partecipazione dei cittadini, attraverso una monumentale opera di land art di Alberto Burri, un sistema di arte diffusa con opere di Schifano, Melotti, Pomodoro, nuovi edifici di Gregotti, Purini e Quaroni, il festival teatrale delle Orestiadi. Proprio questo festival, durante la direzione artistica di Emilio Isgrò, ambientò le rappresentazioni teatrali utilizzando come quinte le rovine della città vecchia distrutta dal terremoto (che qualche anno dopo saranno coperte come un sudario proprio dal Grande Cretto di Burri). Gli abitanti della città, tornando sui luoghi della loro vecchia vita ormai in frantumi, assistettero a quegli spettacoli, e questa narrazione diede loro la forza di ricominciare. Questo processo rigenerativo è stato analizzato dalla filosofa Serenella Iovino, nel suo recente Ecocriticism and Italy. Ecology, Resistance and Liberation (Bloomsbury). Il libro ripercorre la storia di alcuni territori italiani (Napoli, Venezia, la Sicilia, la Campania e lAbruzzo del terremoto, il Piemonte) attraverso i corpi e gli oggetti naturali e artificiali che li compongono, e che fanno emergere una lettura originale dellambiente e della cultura del paese. La copertina del suo volume è dedicata allopera che Alberto Burri installò nella città di Gibellina (in Sicilia), completamente rasa al suolo dal sisma del 1968. Si tratta di un gigantesco Cretto (la terra spaccata) di cemento bianco. Perché quella foto è così simbolica? Il Cretto di Burri è il più grande monumento che sia stato dedicato a un sisma. La sua estensione copre interamente lantica città di Gibellina vecchia, completamente distrutta dal terremoto che si abbatté sulla Valle del Belice, in quel freddissimo gennaio del 1968. La storia del Cretto è esemplare per molti aspetti. La sua creazione, circondata da non poche polemiche, è il frutto della volontà di un sindaco, Ludovico Corrao, che non volle rassegnarsi alla scomparsa del suo paese. E così, nel silenzio della collina abbandonata, ricoperta da una colata di cemento bianco che ne segue il tracciato urbano, il Cretto cattura lultimo grido di Gibellina vecchia, e ci racconta di un luogo che cerca di continuare a esistere come paesaggio, nonostante la distruzione. Nel suo minimalismo paradossale e necessario, viste le dimensioni dellopera il Cretto è il simbolo della ferita aperta dal sisma nel corpo di quei luoghi. Ma è anche il simbolo della voglia di convertire le ferite in segni, trasformandole così in racconti, necessari per andare avanti. Certo, non è semplice raccontare queste storie, specialmente quando ci sono ferite ancora aperte davanti ai nostri occhi, come nei terremoti del 2016. E tuttavia se non si passa dal dolore al racconto, qualsiasi via per la ricostruzione, dei territori così come dellimmaginario dei luoghi, è preclusa. Quali furono le conseguenze urbanistiche e sociali della catastrofe? Furono apocalittiche. Lapocalisse, in questo caso, è quella di cui parlava Ernesto De Martino nel suo libro La fine del mondo: ossia, la perdita dellorizzonte di operabilità mondana di persone che vedono i propri luoghi scomparire. E con essi il loro passato, i loro riferimenti materiali, emotivi, narrativi. Molte città del Belice furono cancellate, e nella ricostruzione alcune furono spostate di molti chilometri rispetto ai luoghi originali, creando una frattura cognitiva e affettiva negli abitanti. Come in tutti i sismi, inoltre, la distruzione del terremoto fu spesso amplificata da opere di ricostruzione non adeguate, il più delle volte accompagnate da speculazioni. Nel caso del Belice, un grave errore fu la mancanza di un legame tra urbanistica e sviluppo economico. Alla ricostruzione dei centri abitati, infatti, si privilegiò la costruzione di infrastrutture, per esempio grandi autostrade, sovradimensionate per quei territori, ma sicuramente più redditizie per chi voleva arricchirsi. Nonostante ciò, in questapocalisse ci sono stati anche forti fermenti sociali. Mi riferisco alla potenza aggregativa di Danilo Dolci e di Lorenzo Barbera, già attivi negli anni prima del sisma per la rivendicazione del diritto dei contadini contro lo strapotere del latifondo e della grande proprietà terriera, oltreché della mafia. Cè stato un momento in cui la presenza delle loro organizzazioni, il Centro Studi per la Piena Occupazione di Dolci e il Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione di Barbera, ha creato una grande spinta di solidarietà. Lo racconta molto bene Carola Susani nel libro autobiografico Linfanzia è un terremoto, in cui è narrata la storia di una famiglia che, dal nord, si trasferisce nella baraccopoli di Partanna per sostenere il lavoro di Dolci. Nonostante tutte le contraddizioni della ricostruzione, quelle esperienze di solidarietà sono state importanti per la sopravvivenza sociale e storica di quei luoghi. Se lo sviluppo è stato lasciato ai margini dallo stato centrale, queste esperienze rivivono oggi nello sforzo della società locale di farsi carico di uno sviluppo più partecipativo. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 14 gennaio-febbraio 2017

Il primo master in bioeconomia ed economia circolare | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.02.23

Lo scorso 23 gennaio è iniziata la prima edizione del master universitario Bioeconomy in the Circular Economy. Una doppia novità perché non solo questo master è il primo in Europa dedicato ad approfondire i temi della bioeconomia e delleconomia circolare, ma anche perché per la prima volta quattro dei principali atenei italiani si sono messi insieme: Università di Torino, Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e Università di Napoli Federico II. A dare supporto sul lato industriale sono tre degli attori più importanti del settore Novamont, GFBiochemicals e il Parco scientifico di Lodi insieme al gruppo bancario Intesa Sanpaolo, unico global partner finanziario della Fondazione Ellen McArthur. Materia Rinnovabile ha intervistato Giovanni Sannia, docente di Biologia molecolare allUniversità Federico II e direttore del master. Cosa ha portato quattro università italiane a organizzare il primo master europeo in bioeconomia ed economia circolare? Lo sviluppo di uneconomia che cresca rispettando lambiente e riducendo la dipendenza da risorse come i combustibili fossili appare obiettivo prioritario delle politiche europee e mondiali su cui concentrare risorse e investimenti nella ricerca e sviluppo e nella formazione. Le quattro università che hanno collaborato alla progettazione del master rappresentano siti di eccellenza della ricerca nel settore delle biotecnologie industriali in Italia. E sono anche le sedi dove si formano le figure professionali dei biotecnologi industriali, che costituiscono la futura spina dorsale per lo sviluppo del comparto industriale delle biotecnologie. Quali figure professionali puntate a formare con il master? "BioCirce offre un percorso altamente avanzato per la formazione nei settori delleconomia che si basano su un uso responsabile e sostenibile di risorse biologiche e di processi biotecnologici. Il programma creerà figure professionali in grado di interagire su tutti gli aspetti della produzione e del marketing di prodotti e processi biobased, con particolare attenzione a quei processi e prodotti dal maggiore potenziale innovativo. Qual è il ruolo di Novamont, GFBiochemicals, il Parco Scientifico di Lodi e il gruppo bancario Intesa Sanpaolo? Il ruolo dei partner non accademici non è un ruolo di vetrina ma è quello fondamentale di indirizzare la formazione verso lidentificazione e la creazione di figure professionali che possano soddisfare al meglio le esigenze del mondo industriale. Lidea fondante è stata di istituire un percorso formativo formulato on demand in base a queste esigenze. Finora la collaborazione dei partner non accademici si è sviluppata attraverso lindividuazione di un proprio rappresentante nellorgano di coordinamento del master, la messa a disposizione di docenti scelti tra gli esperti dei settori di interesse per arricchire lofferta didattica, la possibilità data agli allievi di svolgere stage. Quali sono secondo lei i punti di forza e di debolezza della ricerca italiana nella bioeconomia? Sicuramente il maggior punto di forza è la capacità di tutti gli attori di fare squadra superando le tendenze allautoreferenzialità e apprezzando il valore aggiunto della collaborazione. Credo che il miglior esempio di ciò sia stata la costituzione del Cluster Spring chimica verde e il modo con cui, in solo un paio di anni, è riuscito a diventare una realtà con una sempre maggiore valenza strategica nel settore biobased nel nostro paese e un attore fondamentale per la crescita della bioeconomia. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 14 gennaio-febbraio 2017

Il futuro nonostante Trump | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.02.23

Siamo molto vicini al 2019, lanno in cui è proiettata Los Angeles nello straordinario Blade Runner girato da Ridley Scott nel 1982. A distanza di 35 anni da quella grande interpretazione di Harrison Ford non è facile comparare fantasia e realtà. La California è certo più serena di come lavesse immaginata Philip K. Dick nel tracciare il quadro da cui è stato tratto il film. In compenso la Washington guidata dalla diplomazia delle Trump Tower (chi accetta di costruirle è buono, chi si oppone è un nemico degli Stati Uniti) e dallassalto alle leggi che proteggono lambiente appare più inquietante delle aspettative, popolata da replicanti di un pensiero antiscientifico che sembrava ormai confinato in pellicole scolorite. Come sarà il mondo tra altri 30 anni, nel 2049? Il sequel di Blade Runner è ben tratteggiato nella rubrica di Roberto Giovannini. Ma nella realtà come andranno le cose? Ogni anno che passa le previsioni diventano più incerte perché la velocità e la radicalità del cambiamento crescono; le variabili in gioco diventano più numerose e più complesse; gli squilibri della politica si fanno più violenti e coprono, con il rumore di fondo, squilibri ambientali ancora più pericolosi. I grandi fenomeni innescati o moltiplicati dal 20° secolo (dal boom demografico al cambiamento climatico, passando per le migrazioni che rischiano di assumere un carattere biblico) produrranno conseguenze che si possono solo intravedere. È uno scenario di lungo periodo che può servire come bussola per orientarsi. Ma, visto che il terreno su cui camminiamo è molto accidentato, è bene concentrarsi sui prossimi passi per evitare di cadere in un crepaccio. Uno degli strumenti che lUnione europea sta mettendo in campo per affrontare due problemi urgenti e di primissimo piano, la crisi economica e la crisi ambientale, è leconomia circolare. Come abbiamo più volte ricordato su questo magazine, la posta in gioco è alta. Secondo la Commissione europea, le misure contenute nel pacchetto sulleconomia circolare presentato nel dicembre 2015 produrranno vantaggi consistenti: risparmi annuali pari a 600 miliardi di euro; 580.000 nuovi posti di lavoro con un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie a un uso più efficiente delle risorse e quindi a una riduzione delle importazioni di materie prime; un taglio del 2-4 % delle emissioni serra. Sulle nuove norme si è aperto un dibattito alleuroparlamento che ha già portato al rafforzamento di alcuni paletti (per esempio riciclo dei rifiuti urbani al 70% al 2030 invece del 65%; percentuale di rifiuti smaltita in discarica ridotta al 5% invece del 10%). Ma lItalia si sta attrezzando per questa sfida? In questo numero di Materia Rinnovabile diamo conto della strategia italiana sulla bioeconomia presentata a novembre e del primo master in bioeconomia ed economia circolare, realizzato grazie a una sinergia tra quattro dei principali atenei italiani (Università di Torino, Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e Università di Napoli Federico II). Ma, come osserva in unintervista di Mario Bonaccorso il co-fondatore di GFBiochemicals, Pasquale Granata, dopo la strategia bisognerà mettere a punto un piano dazione dettagliato. Credo che siano tre le misure urgenti da prendere: la prima riguarda la creazione di un mercato, così come fatto efficacemente per le bioplastiche con la legge che ha messo al bando i sacchetti non biodegradabili; la seconda un sostegno alla domanda attraverso politiche di appalti pubblici verdi che abbiano alla base un sistema chiaro di standard ed etichettature; la terza la comunicazione e la divulgazione della bioeconomia affinché i consumatori e lopinione pubblica italiana sappiano che non stiamo parlando di una nicchia, ma di un settore che già oggi crea ricchezza e occupazione, in un quadro di ecosostenibilità. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 14 gennaio-febbraio 2017

Quando depredare l'ambiente diventa un business | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.01.17

Il nemico giurato della circular economy è la green corruption: la sua esatta antitesi, la sua tomba. Un nemico liquido che si nutre e singrassa di inefficienze burocratiche e pessime governance nella gestione delle risorse ambientali, di malaffare, di mancanza di etica e di responsabilità collettiva. Nemico ben peggiore delle lobby ancora aggrappate alle fonti fossili. Ovunque nel mondo ma principalmente nei paesi con apparati istituzionali ed economici fragili o in via di transizione, luso della corruzione per depredare beni ambientali è sempre stata normale strategia di politica economica. Rimedio sbrigativo per accumulare denaro senza troppi scrupoli. Soprattutto nei paesi africani, così come in quelli asiatici e del Sud America, la corruzione è servita per rapinare biodiversità a beneficio dei ricchi mercati occidentali: disboscare, importare scorie tossiche dai paesi industrializzati in cambio di armi, come stava tentando di dimostrare la giornalista Ilaria Alpi, assassinata in Somalia il 20 marzo 1994. Proprio a causa di questa mattanza corruttiva, la Convenzione Cites, firmata a Washington nel 1973 e a cui aderiscono 182 paesi, ha inserito nelle liste di specie a rischio di estinzione più di 13.000 specie di mammiferi e uccelli, migliaia di rettili, anfibi e pesci, milioni di specie di invertebrati e circa 250.000 di piante. Uno dei traffici più spregevoli, e al tempo stesso remunerativi grazie alla corruzione e ai vari sistemi criminali, è diventato il commercio illegale di pelli di rettili e dei loro derivati. Pari secondo lOnu a circa 8 miliardi di dollari allanno, è riuscito a confondersi con i flussi regolari, portando finora a rischio di estinzione un quinto delle specie conosciute. Rispetto alla mole impressionante dei commerci, i controlli rischiano di limitarsi solo alle carte esibite, che troppe volte raccontano un mondo completamente diverso da quello reale. A livello internazionale solo nel periodo 2008/2012 il numero di esemplari vivi protetti movimentati è stato di circa 5 milioni, mentre sono state esportate 11,2 milioni di pelli, per un totale di 372 specie interessate (Cfs, 2015), tutte incluse nellAppendice II della Cites. È soprattutto il mercato del lusso legato allindustria calzaturiera e dellabbigliamento (pelli di coccodrilli e affini, pitoni e affini) ad alimentare la domanda per il mercato nero. Il compito della corruzione è di creare margini di guadagni tra i passaggi delle filiere internazionali, facendo lievitare il valore monetario dei singoli animali, dai 30 euro pagati al raccoglitore che rappresenta il primo anello della filiera fino a più di 50.000 euro per un solo capo di alta moda (Progetto Civic, 2016). Come fanno notare fonti investigative Cites, la corruzione è determinante per aggirare i controlli e aggiustare le certificazioni richieste, legittimando network criminali attivi soprattutto nei paesi di origine dei rettili in Asia, Africa e Sud America: dalle catture ai trattamenti, passando per i depositi di pelli, prima che giungano presso i laboratori artigianali europei, italiani e francesi soprattutto. Lenorme divario economico tra i paesi di origine delle pelli e quelli di vendita finale fa il resto: una bustarella intascata da un operatore addetto ai controlli nella prima fase della filiera può valere anche un anno di stipendio. Altro settore cruciale della green corruption è la filiera del legno, soprattutto pregiato e protetto dalla Convenzione Cites. Secondo dati del Parlamento europeo (2007), il 35% del legname importato nellUnione europea nel 2006 proveniva da risorse illegali, prevalentemente da Russia, Indonesia e Cina. Non solo: quasi l80% del taglio delle foreste in Amazzonia è fuori legge o avviene senza permessi di taglio. Tra agosto e settembre 2014 Greenpeace ha usato nella foresta amazzonica brasiliana la tecnologia Gps per tracciare il mercato criminale legato al taglio abusivo e successiva commercializzazione del legname, dimostrando come lindustria del legno nello Stato del Parà sia in parte complice di questo mercato arrivando a fornire la documentazione utile per viaggiare allestero. Il taglio illegale è dunque il primo passo, segue il transito dalle segherie (spesso vere lavatrici di legnami tagliati illegalmente), il trasporto e la commercializzazione (diretta o tramite intermediari). Di solito i gruppi criminali si avvalgono di élite corrotte, pubblici funzionari e personale dei corpi di polizia messi regolarmente a busta paga, tessere indispensabili per reggere i traffici transfrontalieri. In Europa, larea dei Balcani è tra le più esposte ai traffici illeciti di legname tramite apparati corruttivi. È da qui, dalla Balkan route, che arriva nel resto dEuropa buona parte del legno pregiato per i più disparati utilizzi. Come lacero usato in Italia per costruire i migliori violini al mondo. La facilità nellaggirare i controlli, la difficoltà oggettiva nel certificare le procedure autorizzatorie dei movimenti e nellapplicare concretamente meccanismi di due diligence e di compliance, e soprattutto i notevoli benefici attesi, sono condizioni oggettive che spianano la strada alla green corruption. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 13, novembre-dicembre 2016

Non rinnovabile, ma eterno | Edizioniambiente edizioniambiente.it - Pubblicato 2017.01.17

Virtualmente lalluminio della lattina di birra che avete bevuto ieri sera è eterno, anche se il suo uso è invece molto recente. Lalluminio non si trova in natura, tanto che per secoli il suo valore ha rivaleggiato persino con quelloro. Solo alla fine dellOttocento la sua estrazione è diventata sufficientemente conveniente dal punto di vista economico perché se ne potesse fare un uso commerciale. Una volta estratto, infatti, lalluminio può essere riutilizzato e in moltissimi diversi impieghi. Un materiale permanente come il vetro e lacciaio che non si consuma, ma si usa e si riusa senza fine. Lindustria dellalluminio italiana spiega Cesare Maffei, presidente del CiAl, il Consorzio imballaggi alluminio impiega materia prima derivante ormai al 100% dal riciclo. Lalluminio è sempre più percepito come un materiale permanente, con il quale è difficile competere quando si parla di performance e di costi industriali, ambientali ed energetici. La logica del loop, ossia del recupero perpetuo, consente nel nostro caso di mantenere costanti nel tempo le performance chimico-fisiche del materiale e di recuperarle a ogni giro di giostra. Chi altro può vantare simili proprietà? Non certo i materiali derivati da fonti fossili. Il ciclo dellalluminio comincia con lestrazione della bauxite, un minerale solitamente di colore rosso che deve il suo nome a Les Baux-de-Provence, la località francese dove nel 1822 furono scavate le prime miniere. Lalluminio, infatti, pur essendo una delle sostanze più abbondanti sul nostro pianeta non si trova allo stato puro ma va estratto dalle rocce. Un processo che per quanto semplice richiede tecnologie industriali e, su scala globale, un consumo non indifferente di energia. Cosa che, a meno che non si faccia ricorso a fonti rinnovabili, prevede limpiego di combustibili fossili. Questo quanto è accaduto a livello mondiale per quasi un secolo e mezzo: decenni nei quali la produzione di alluminio ha avuto, in termini energetici, un costo molto elevato oggi non più sostenibile. E non solo in termini economici, ma soprattutto ambientali perché con la produzione di energia si sono immesse in atmosfera milioni e milioni di tonnellate di gas a effetto serra. Si stima, per esempio, che a livello europeo lattuale recupero e riciclo dei 28 miliardi di lattine di alluminio consumate ogni anno comporta un risparmio, in termini di gas a effetto serra di 3,2 milioni di tonnellate, lequivalente delle emissioni prodotte da una città delle dimensioni di Bilbao, Cardiff o Nizza. Questo perché il processo di riciclo dellalluminio consente un risparmio energetico pari al 95%. Il 5% residuo è quanto serve per ottenere nuovi prodotti in alluminio da alluminio già esistente. In altre parole è come dire che lalluminio che abbiamo estratto nellultimo secolo è ormai sufficiente per tutti i nostri usi e utilizzi. E, visto che tecnicamente lalluminio non si consuma, ne abbiamo a sufficienza per i secoli a venire e potremmo non avere più bisogno di miniere di bauxite. In questo senso assume un rilievo particolare la Risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012 su unEuropa efficiente nellimpiego delle risorse che supera la distinzione tra risorse rinnovabili e non rinnovabili, prendendo in considerazione anche i materiali durevoli o permanenti. Alla lettera g di questa risoluzione si impone una rivoluzione concettuale: si afferma, infatti, che una futura politica globale in materia di risorse non dovrebbe più distinguere solo tra risorse rinnovabili e non rinnovabili, ma considerare anche i materiali durevoli. Cosa significa in pratica? Che ci sono risorse che non si consumano. Che, una volta immessa in circolo, quella stessa identica risorsa può essere riutilizzata più e più volte, perché ciò è nella sua natura. Mentre il petrolio viene, per esempio, bruciato o trasformato chimicamente per produrre energia o materiali plastici ed è impossibile riportarlo al suo stato originario, lalluminio no. Ed è anche per questo motivo che oggi si sta diffondendo il concetto di materiale permanente, un materiale che non si consuma e si riutilizza allinfinito, conservando, in tutte le sue numerose applicazioni, lenergia necessaria per futuri e nuovi impieghi. & continua a leggere su Materia Rinnovabile 13, novembre-dicembre 2016

Informat Paper News - nextville.it

Ddl Concorrenza, le novit in materia di energia nextville.it - Pubblicato 2017.05.05

Il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, che reca disposizioni finalizzate a rimuovere ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, detta alcune norme anche in materia di energie rinnovabili, efficienza energetica e mercato dell'energia. Vediamo le

Certificazione energetica, vendita con Ape non conforme reato nextville.it - Pubblicato 2017.05.04

quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 4 aprile 2017, n. 16644, che ha respinto la sentenza della Corte di appello di Milano con cui era stato assolto dal reato di truffa contrattuale un costruttore, il quale aveva venduto un immobile con caratteristiche diverse da quelle dichiarate nell'Attestato di prestazione energetica. La Corte di appello di Milano aveva escluso la responsabilit del costruttore, ritenendolo "in buona fede, in quanto aveva confidato nelle valutazioni dei tecnici che attestavano la conformita` delle opere al progetto approvato". Non stato dello stesso parere la Corte di Cassazione, che ha ritenuto "manifestatamente illogica la parte della sentenza che esclude l'elemento soggettivo della truffa esclusivamente sulla base dell'affidamento che l'imputato avrebbe fatto nelle certificazioni di conformita` dei tecnici che avevano eseguito il collaudo". La difformita` tra i lavori eseguiti e quelli progettati e la conseguente vendita dell'immobile con una classe energetica effettiva non corrispondente a quella dichiarata nell'APE non poteva sfuggire al costruttore, "dato che le opere effettuate risultano meno costose di quelle che avrebbero dovuto essere eseguite, per rispettare i parametri energetici contenuti nel progetto". Insomma, il costruttore, in base alle spese sostenute, non poteva non sapere che nella costruzione dell'immobile erano stati utilizzati "materiali di qualita` inferiore a quella dichiarata e di avere installato serramenti ed impianto di riscaldamento non conformi". Riconoscendo, cos, il reato di truffa contrattuale per aver venduto un immobile con una classe energetica diversa da quella dichiarata nell'Attestato di prestazione energetica, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di appello di Milano e rinviato il giudizio al giudice civile competente per valore in grado di appello.

Marche: novit in materia di VIA nextville.it - Pubblicato 2017.05.03

Questi sono alcune delle novit introdotte dalla Lr 28 aprile 2017, n. 15, con cui la Regione Marche ha - tra le altre cose - aggiornato la norma regionale (Lr 26 marzo 2012, n. 3) che disciplina la valutazione di impatto ambientale e lo screening. Segnaliamo in primis l'introduzione di una sanzione amministrazione pecuniaria da 10mila a 60mila euro per gli interventi realizzati senza previa sottoposizione a verifica di assoggettabilit o a VIA. Di rilievo anche l'adeguamento normativo alle Linee guida nazionali per lo screening (Dm 30 marzo 2015): ora le soglie dimensionali dei progetti da sottoporre a screening devono essere integrate dai criteri contenuti nelle Linee guida. Modificate, inoltre, le tempistiche di svolgimento della procedimento di VIA: con i nuovi tempi, l'iter si conclude entro 150 giorni dalla data di presentazione della domanda (e non pi entro 135 giorni dalla pubblicazione dell'avviso su un quotidiano a diffusione regionale). Per ogni ulteriore approfondimento, consigliamo di consultare le succitate norme e anche il nostro Dossier Regione Marche, sempre aggiornato alle ultime novit normative.

Tar Sardegna: no competenza autonoma Comune su ubicazione impianti FER nextville.it - Pubblicato 2017.05.02

Rifacendosi ad una giurisprudenza ormai consolidata (Sentenze Corte Costituzionale n. 275/2011 e n. 224/2012), il Tar Sardegna - con sentenza n. 271 del 21 aprile 2017 - ha ribadito che compito delle Regioni indicare le aree e i siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati a fonti rinnovabili. La disciplina autorizzativa prevista dal Dlgs n. 387/2003 non contempla in alcun modo una funzione autonoma del Comune in materia di localizzazione degli impianti, stabilendo anzi che l'autorizzazione unica rilasciata dalla Regione "costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico". Secondo i giudici amministrativi, questo dato normativo "non pu avere altro significato se non quello di rendere irrilevanti eventuali norme urbanistiche o norme tecniche di attuazione contrastanti con le scelte di localizzazione effettuate in sede di rilascio dell'autorizzazione unica; e, conseguentemente, esclude una competenza del Comune in punto di localizzazione di detti impianti". Il sistema delineato nell'articolo 12 del Dlgs n. 387/2003, che riconosce alle Regioni il potere di "procedere alla indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti" sulla base del dettato nazionale, costituisce gi "un punto di equilibrio rispettoso di tutte le competenze, statali e regionali, che confluiscono nella disciplina della localizzazione degli impianti eolici".

Piemonte: 30 milioni di euro per efficienza e rinnovabili negli edifici pubblici nextville.it - Pubblicato 2017.05.02

Possono presentare istanza di agevolazione:. le Province piemontesi; . la Citt Metropolitana di Torino; . i Comuni piemontesi con popolazione superiore a 5.000 abitanti; . le Unioni di Comuni della Regione Piemonte che raggiungano una popolazione complessiva superiore a 5.000 abitanti. Sono previste due linee di intervento:. Linea A - Interventi di riduzione della domanda di energia dell'edificio, attraverso una vasta gamma di possibili interventi (ad esempio: isolamento termico superfici opache, sostituzione vetri e infissi, efficientamento/sostituzione impianti di climatizzazione e di produzione ACS, ecc.); . Linea B - Installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile (ad esempio: solare termico, pompe di calore, fotovoltaico, generatori a biomasse, ecc.) da destinare all'autoconsumo. L'agevolazione, formata da una combinazione di un contributo in conto capitale (sovvenzione) e di un prestito agevolato (assistenza rimborsabile), concorre fino al 90% delle spese ammissibili e comunque entro il limite massimo di ? 2.700.000 per beneficiario. Le risorse destinate al finanziamento del Bando ammontano complessivamente a 30.000.000 di euro. Le domande di agevolazione potranno essere presentate, secondo le modalit previste dal Bando, a partire dalle 9.00 del 5 giugno 2017 fino alle 12.00 del 18 settembre 2017. Per ogni ulteriore informazione e per consultare il Bando, completo di tutta la modulistica, si vedano i riferimenti qui sotto.

Ministero beni culturali: chiarimenti su nuove regole autorizzazione paesaggistica semplificata nextville.it - Pubblicato 2017.05.02

La circolare 21 aprile 2017, n. 15 precisa che - in assenza di specifiche disposizioni transitorie - i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del Dpr devono essere di regola assoggettati al nuovo regime. Tale regola generale, per, prevede alcune eccezioni, nei casi in cui alla procedura semplificata subentra il regime di esonero dall'autorizzazione paesaggistica e in quelli in cui al regime ordinario subentra quello semplificato. I procedimenti in corso relativi a interventi che - dal 6 aprile 2017 - risultano esonerati dall'obbligo di autorizzazione paesaggistica, devono essere archiviati. Nel caso invece di procedimenti gi avviati nell'ambito della procedura ordinaria e che - dal 6 aprile - risultano sottoposti a regime semplificato, si prospettano 3 diverse situazioni:. se la procedura in itinere ha superato i 60 giorni o stato consumato quasi interamente il termine previsto per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, il procedimento deve essere concluso in base al regime previgente; . se l'amministrazione procedente ha gi formulato al Soprintendente la sua proposta di provvedimento, il procedimento deve essere concluso in base al regime previgente; . diversamente, si applica il regime semplificato previsto dal nuovo regolamento, purch siano garantiti i termini previsti dal nuovo regolamento.

Informat Paper News - eea.europa.eu

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%),

Acqua di qualità eccellente nella maggior parte delle zone di balneazione in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

A Cipro e nel Lussemburgo tutte le zone di balneazione sono state valutate "eccellenti", seguite da Malta (eccellente al 99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). All'altra estremità della scala, gli Stati membri dell'Unione europea con la più alta percentuale di siti qualificati "scadenti" sono: Estonia (6%), Paesi Bassi (5%), Belgio (4%), Francia (3%), Spagna (3%) e Irlanda (3%). Nella relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione, l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) valuta 22 000 zone di balneazione nell'Unione europea, in Svizzera e, per la prima volta, in Albania. Oltre alla relazione, l'AEA ha pubblicato una mappa interattiva con l'indicazione della qualità per ciascun sito di balneazione nel 2013. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, ha dichiarato: "Che la qualità delle acque di balneazione europee continui ad essere elevata è una buona notizia, ma non possiamo permetterci di riposare sugli allori con una risorsa preziosa come l'acqua. Dobbiamo continuare a garantire che le acque di balneazione così come l'acqua potabile e quindi anche i nostri ecosistemi acquatici siano totalmente protetti." Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, "Le acque di balneazione in Europa sono migliorate negli ultimi vent'anni: non si versano più ingenti quantità di acque reflue direttamente nei corpi idrici. Oggi il problema principale sono i picchi di inquinamento di breve durata occasionati da piogge violente e inondazioni, che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e conseguente riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e mari." Le autorità locali procedono a controlli prelevando campioni nelle spiagge in primavera e durante la stagione balneare. Le acque di balneazione sono valutate «eccellenti», «buone», «sufficienti» o «scarse» in base alle percentuali di due tipi di batteri la cui presenza è indice di inquinamento da acque di scolo o da liquami di allevamento; tali batteri, se ingeriti, possono provocare patologie (vomito e diarrea). La valutazione delle acque di balneazione non tiene conto dei rifiuti, dell'inquinamento e di altri aspetti che danneggiano l'ambiente naturale. Sebbene la maggior parte delle zone di balneazione sia sufficientemente pulita ai fini della tutela della salute umana, numerosi ecosistemi nei corpi idrici europei si trovano in una situazione allarmante. Ciò è particolarmente evidente nei mari europei: da una recente valutazione è risultato che gli ecosistemi marini europei sono messi in pericolo da cambiamenti climatici, inquinamento, pesca eccessiva e acidificazione. Molti di questi rischi sono destinati ad aumentare. Acque di balneazione: risultati principali Se è vero che oltre il 95% delle zone di balneazione soddisfa i requisiti minimi, solo l'83% ha però raggiunto il più rigoroso livello di «qualità eccellente». Solo il 2% è risultato scarso. La percentuale di siti che soddisfa i requisiti minimi nel 2013 è circa la stessa del 2012. Tuttavia, la percentuale dell'"eccellenza" è aumentata dal 79% nel 2012 all'83% nel 2013. Nelle spiagge costiere la qualità dell'acqua è risultata leggermente migliore, con una percentuale dell'85% di siti classificati eccellenti. Tutte le spiagge costiere in Slovenia e a Cipro sono state classificate eccellenti. La qualità delle acque di balneazione interne sembra essere leggermente inferiore alla media. Il Lussemburgo è il solo paese a ottenere l'eccellenza in tutte le acque di balneazione, seguito a ruota dalla Danimarca (94%). La Germania ha raggiunto il livello eccellente nel 92% dei quasi 2 000 siti di balneazione interna. Per ulteriori informazioni Sito dell'Agenzia europea dell'ambiente sulle acque di balneazione Sito della Commissione europea sulle acque di balneazione

L'inquinamento atmosferico provoca ancora danni alla salute in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Il rapporto "La qualità dell'aria in Europa rapporto 2013", rappresenta il contributo dell'AEA al riesame della politica per la qualità dell'aria effettuato dalla Commissione europea e all'"anno dell'aria" dellUE. Il trasporto su strada, l'industria, l'agricoltura e il settore residenziale contribuiscono all'inquinamento atmosferico in Europa. Nonostante la riduzione delle emissionsi e delle concentrazioni di alcuni inquinanti in atmosfera osservata negli ultimi decenni, il rapporto dimostra che il problema dell'inquinamento atmosferico in Europa è lungi dall'essere risolto. In particolare, due sostanze inquinanti, il particolato e l'ozono troposferico, continuano a causare problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. Nuovi dati scientifici indicano che la salute umana può essere compromessa da concentrazioni di sostanze inquinanti inferiori a quanto si pensava in passato. Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: "L'inquinamento atmosferico sta causando danni alla salute umana e agli ecosistemi. Un'ampia parte della popolazione non vive in un ambiente sano secondo gli standard attuali. Per avviare un percorso che porti alla sostenibilità, l'Europa deve essere ambiziosa e rendere più severa l'attuale normativa". Il commissario all'Ambiente Janez Potonik aggiunge: "Per molte persone la qualità dell'aria costituisce una della maggiori preoccupazioni. Gli studi dimostrano che un'ampia maggioranza dei cittadini è consapevole dell'impatto della qualità dell'aria sulla salute e chiede alle istituzioni di intervenire a livello europeo, nazionale e locale, anche in tempi di austerità e difficoltà. Sono pronto a dare una risposta a queste preoccupazioni attraverso il prossimo Riesame della qualità dell'aria della Commissione Tra il 2009 e il 2011, fino al 96 % degli abitanti delle città è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) superiori ai limiti delle linee guida dell'OMS e fino al 98 % è stato esposto a livelli di ozono (O3) superiori alle linee guida dell'OMS. Un numero inferiore di cittadini UE e stato esposto a concentrazioni di PM2.5 e O3 superiori ai limiti o agli obiettivi stabiliti dalla legislazione UE. Tali limiti o obiettivi UE in alcuni casi sono meno severi rispetto alle rispettive OMS. Cfr. i dati dell'AEA sull'esposizione nella UE. Ma il problema non riguarda solo le città. Secondo il rapporto anche alcune aree rurali sono caratterizzate da livelli significativi di inquinamento atmosferico. Un confronto tra le nazione Europee è disponibile nelle schede nazionali allegate al rapporto. Sono molte le storie di successo nella riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici; ad esempio, le emissioni di diossido di zolfo (SO2) delle centrali elettriche, dell'industria e del trasporto sono state ridotte negli ultimi dieci anni, comportando una riduzione dell'esposizione. La progressiva eliminazione del piombo, inquinante ritenuto responsabile di problemi dello sviluppo neurologico, dalla benzina ha determinato una riduzione delle concentrazioni di piombo in atmosfera. Eutrofizzazione Oltre alle preoccupazioni di natura sanitaria, il rapporto analizza i problemi ambientali legati allinquinamento atmosferico, come l'eutrofizzazione, un processo che avviene quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi, mettendo a rischio la biodiversità. L'eutrofizzazione è ancora un problema molto diffuso che riguarda la maggior parte degli ecosistemi europei. Nellultimo decennio, le emissioni di alcuni inquinanti a base di azoto sono diminuite. Ad esempio le emissioni di ossidi di azoto e di ammoniaca sono scese del 27% e del 7% rispettivamente rispetto al 2002. Tuttavia, le emissioni non sono state ridotte quanto previsto e otto Stati membri dell'UE violano i limiti massimi consentiti un anno dopo la scadenza del termine per conformarsi. Per fare fronte all'eutrofizzazione, è necessario introdurre nuove misure volte alla riduzione delle emissioni di azoto.

Acque di balneazione in costante miglioramento in Europa — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Cipro e Lussemburgo sono i primi della classe, con acqua di eccellente qualità in tutte le zone di balneazione. Valori eccellenti, al di sopra della media UE, si registrano anche in altri otto paesi: Malta (97%), Croazia (95%), Grecia (93%), Germania (88%), Portogallo (87%), Italia (85%), Finlandia (83%) e Spagna (83%). Questi dati segnalano un miglioramento rispetto all'anno scorso, continuando la tendenza positiva in atto da quando, nel 1990, si è iniziato a monitorare lo stato delle acque a norma della direttiva sulle acque di balneazione. Janez Potonik, Commissario per l'Ambiente, così commenta questi risultati: "È incoraggiante vedere che la qualità delle acque di balneazione in Europa continua a migliorare. Occorre comunque fare ancora di più se vogliamo che tutte le nostre acque siano potabili e adatte alla balneazione e che gli ecosistemi acquatici godano di buona salute. L'acqua è una risorsa preziosa e dobbiamo prendere tutte le misure necessarie per proteggerla a dovere." Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell'Agenzia europea dell'ambiente, ha dichiarato: "Dai fiordi nordici alle spiagge subtropicali, l'Europa è ricca di posti in cui cercare il fresco in estate. Il rapporto pubblicato oggi dimostra che la qualità delle acque di balneazione è in generale ottima, ma indica anche la presenza di zone dove i problemi di inquinamento persistono; è per questo che esortiamo le persone a verificare come si classifica la loro meta preferita per nuotare." A partire dai dati raccolti dalle autorità locali in oltre 22 000 località dei 27 Stati membri dell'Unione europea e di Croazia e Svizzera, nonché dalle misurazioni dei livelli di batteri provenienti dalle acque di scolo e dagli allevamenti, l'Agenzia europea dell'ambiente elabora ogni anno i dati sulla qualità delle acque di balneazione. Più di due terzi delle località controllate sono spiagge costiere, il resto è costituito da fiumi e laghi. Il rapporto annuale si basa sui dati relativi alla stagione balneare precedente, pertanto il rapporto di quest'anno è una compilazione dei dati raccolti nell'estate 2012. Malgrado il miglioramento generale, dal rapporto di quest'anno emerge che la qualità dell'acqua è scarsa in quasi il 2% delle zone di balneazione costiere, fluviali e lacustri. Le percentuali più alte di spiagge non conformi si trovano in Belgio (12%), Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6%) e alcune di esse hanno dovuto essere chiuse nel corso della stagione 2012. Quelle che si comportano meglio sono, in genere, le zone di balneazione costiere, il 95% delle quali soddisfa le norme minime e l'81% può fregiarsi di acque eccellenti, mentre per quanto riguarda laghi e fiumi, è il 91% ad essere al di sopra della soglia minima e il 72% ad avere acqua di qualità eccellente. Le tracimazioni causate da piogge violente in zone con sistemi fognari inadeguati costituiscono ancora un problema, sebbene si sia osservato un certo miglioramento della qualità idrica grazie a un sempre più diffuso trattamento delle acque e alla conseguente diminuzione degli scarichi di acque reflue non trattate nell'ambiente. Agli inizi degli anni 90 solo il 60% circa delle zone poteva vantarsi di acque di qualità eccellente, mentre il 70% soddisfava le norme minime. Contesto Le acque di balneazione in Europa devono rispettare le norme stabilite nella direttiva del 2006 in materia, che aggiorna e semplifica la normativa precedente e deve essere attuata dagli Stati membri entro dicembre 2014. L'UE pubblica ogni anno una relazione di sintesi sulla qualità delle acque di balneazione, che si basa sulle relazioni che gli Stati membri devono presentare entro la fine dell'anno precedente. Nella relazione di quest'anno tutti i 27 Stati membri, così come la Croazia e la Svizzera, hanno monitorato la qualità delle acque delle rispettive località di balneazione e ne hanno dato conto alla Commissione, la maggior parte di essi in base alle nuove disposizioni. Per monitorare la qualità delle acque, i laboratori ricercano determinati tipi di batteri, tra cui gli enterococchi intestinali e l'Escherichia coli, la cui presenza può essere indice di inquinamento, soprattutto da acque di scolo o liquami di allevamento. Le località sono poi classificate come conformi ai valori obbligatori, conformi alle linee guida più severe oppure non conformi. Per conoscere la qualità dell'acqua delle nostre località balneari preferite possiamo visitare l'apposita pagina web dell'Agenzia europea dell'ambiente, da cui è possibile scaricare dati e consultare mappe interattive. È inoltre possibile segnalare lo stato dell'acqua di una determinata zona tramite il sito Eye on Earth. Per ulteriori informazioni: European Environment Agency bathing water site European Commission bathing water site

L'Europa deve adattarsi per stare al passo con i cambiamenti climatici — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

La relazione Adaptation in Europe (Adattamento in Europa) descrive le politiche e alcune delle misure adottate a livello dell'UE e dai paesi europei. Al momento metà dei 32 paesi membri dell'AEA hanno elaborato piani di adattamento e alcuni hanno iniziato ad agire, benché tutti i paesi abbiano ancora molto lavoro da fare. Mentre gli sforzi di mitigazione globale dovrebbero continuare a cercare di limitare l'innalzamento della temperatura globale a 2 °C , nella relazione si afferma che è necessario prepararsi ad aumenti maggiori della temperatura e ad altri cambiamenti climatici. Ciò è necessario per tenere conto in modo corretto delle molte incertezze nelle previsioni climatiche e socioeconomiche. Una precedente relazione dell'AEA ha mostrato come i cambiamenti climatici stanno già interessando tutte le regioni in Europa, provocando molte conseguenze per la società e l'ambiente. Ulteriori conseguenze sono attese in futuro se non verrà intrapresa alcuna azione. Le rilevazioni mostrano temperature medie più elevate in Europa. Le precipitazioni stanno diminuendo nelle regioni meridionali e aumentando in Europa settentrionale. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'AEA, afferma: L'adattamento comporta nuovi modi di pensare e affrontare rischi e pericoli, incertezze e difficoltà. Gli europei dovranno cooperare, imparare l'uno dall'altro e investire in trasformazioni di lungo periodo, necessarie a sostenere il nostro benessere di fronte ai cambiamenti climatici. La relazione è stata presentata oggi in occasione di una conferenza sulla strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, intesa a sostenere politiche di adattamento coerenti e integrate nei diversi settori in Europa. L'Europa inizia ad adattarsi La relazione raccomanda un insieme di diverse misure: misure grigie come progetti ingegneristici e tecnologici, approcci verdi basati sugli ecosistemi e la natura, e le cosiddette misure morbide come le politiche volte a cambiare gli approcci di governance. Nella relazione si sostiene che i progetti di adattamento più efficaci combinano spesso due o più approcci differenti. Per esempio, l'adattamento presso la costa mediterranea francese si basa su un approccio integrato che tiene conto di cambiamenti climatici, turismo, trasporti e biodiversità. Nelle aree urbane, spazi verdi e corpi idrici rientrano nella progettazione edilizia al fine di ridurre i rischi legati alle ondate di caldo. Anche Barcellona ha iniziato ad adattarsi alla carenza di acqua con un nuovo impianto di desalinizzazione ad alta efficienza. Questo progetto grigio opera in tandem con altre iniziative morbide come gli incentivi per ridurre il consumo di acqua, diminuendo gli impatti derivanti da siccità prolungate. Il costo dell'adattamento potrebbe essere elevato in alcuni casi, tuttavia la relazione sottolinea i risparmi complessivi derivanti da alcune azioni di adattamento. Uno dei più grandi progetti di adattamento basato sullecosistema consiste nel ripristinare il bacino idrografico del Danubio al suo precedente stato naturale. Sebbene il costo stimato sia pari a 183 milioni di euro, esso dovrebbe aiutare a prevenire inondazioni come quella del 2005 che da sola è costata 396 milioni di euro di danni. Sono stati istituiti in Europa sistemi di allarme rapido per aiutare a prevedere incendi boschivi, inondazioni e siccità. Secondo la relazione, tali misure morbide possono aiutare le comunità a superare i rischi. Un progetto simile in Italia ha istituito sistemi di allarme rapido per malattie trasmesse dalle zanzare, previste in aumento con i cambiamenti climatici. Sfide future L'Europa ha bisogno di adeguarsi ai cambiamenti climatici in modo coerente, assicurando l'integrazione dell'adattamento nelle politiche dell'UE e in quelle nazionali, afferma la relazione. Non vi è alcun approccio universale: l'adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe rispondere alle condizioni nazionali e locali. Vi è ancora incertezza nelle previsioni relative ai cambiamenti climatici ed è difficile stimare in modo preciso i futuri rischi poiché anche gli aspetti socioeconomici stanno cambiando. Per tali ragioni la pianificazione dell'adattamento dovrebbe essere abbastanza flessibile da superare circostanze impreviste e una serie di futuri cambiamenti climatici, afferma la relazione. Per esempio, il rafforzamento della barriera del Tamigi, che protegge Londra dalle inondazioni costiere, è stato progettato per lasciare aperte delle opzioni, in modo da poter accogliere degli adattamenti in funzione dell'aumento del livello del fiume. Climate-ADAPT raccoglie un gran numero di studi di casi e altre informazioni per aiutare paesi, regioni e città ad adeguarsi ai cambiamenti climatici. Il sito web contiene informazioni su impatti climatici previsti e azioni nazionali nonché notizie e prossimi eventi.

In Austria e Germania i livelli più alti di riciclo, il Regno Unito e l’Irlanda mostrano invece l’incremento più rapido — Agenzia europea dell'ambiente (AEA) eea.europa.eu - Pubblicato 2014.08.25

Complessivamente è stato riciclato in Europa, nel 2010, il 35% di rifiuti urbani, che rappresenta un notevole miglioramento rispetto al 23% del 2001. Tuttavia molti paesi incontreranno enormi difficoltà a soddisfare gli obiettivi imposti dallUE di riciclare il 50% di rifiuti domestici e simili entro il 2020. I dati provengono da una nuova relazione dellAgenzia Europea dellAmbiente (AEA) che analizza la gestione dei rifiuti solidi urbani, composti principalmente da rifiuti domestici, nei 27 Stati Membri dellUE e in Croazia, Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia. Cinque paesi hanno già raggiunto questo obiettivo, ma molti altri dovranno compiere sforzi eccezionali per conseguirlo prima del termine ultimo. Per esempio, Bulgaria e Romania riciclano adesso piccole percentuali di rifiuti urbani perciò, per conseguire lobiettivo entro il 2020, devono aumentare il riciclo di oltre 4 punti percentuali lanno nel corso di questo decennio, cosa che nessun paese è riuscito a realizzare tra il 2001 e il 2010. Il Regno Unito ha aumentato la quota di riciclo dei rifiuti urbani dal 12% al 39% tra il 2001 e il 2010, mentre lIrlanda ha innalzato i livelli di riciclo dall11% al 36% nello stesso periodo. Anche la Slovenia, la Polonia e lUngheria hanno migliorato notevolmente i livelli di riciclo dal loro ingresso nellUE. LAustria ha la percentuale più alta di riciclo (63%), seguita da Germania (62%), Belgio (58%), Paesi Bassi (51%) e Svizzera (51%). LAEA ha pubblicato, insieme alla relazione principale, anche le relazioni sui singoli paesi. Jacqueline McGlade, Direttore Esecutivo dellAEA, ha dichiarato: In un periodo relativamente breve, alcuni paesi hanno promosso con successo una cultura del riciclo, con infrastrutture, incentivi e campagne di sensibilizzazione. Altri continuano invece a restare indietro, sprecando enormi quantità di risorse. L`attuale elevata domanda di alcuni beni dovrebbe costituire per i paesi un segnale sulle evidenti opportunità economiche del riciclo. La relazione dellAEA è particolarmente importante poiché i rifiuti urbani sono soprattutto competenza del settore pubblico e lattuale situazione economica in molti Stati Membri dellUE richiede una maggiore attenzione su come raggiungere gli obiettivi strategici nel modo più efficace ed economicamente conveniente. La relazione supporta le iniziative della Commissione Europea a sostegno dei Paesi Membri per migliorare le prestazioni nella gestione dei rifiuti. Il documento sarà presentato oggi a Brussels nel corso di un seminario sulle strategie politiche e infrastrutture per migliorare la gestione dei rifiuti urbani. Altre conclusioni LEuropa sta risalendo con successo la gerarchia di gestione dei rifiuti, anche se più lentamente di quanto richiesto dalla normativa. La quantità di rifiuti conferiti in discarica è diminuita dal 2001, mentre è aumentata la quantità di rifiuti inceneriti, compostato e riciclato. Riciclare può ridurre i gas serra e risparmiare risorse preziose, poichè i materiali riciclati sostituiscono quelli vergini. Sotto il profilo del ciclo della vita, il cambiamento nel trattamento dei rifiuti urbani tra il 2001 e il 2010 ha ridotto le emissioni di gas serra provenienti dai rifiuti urbani del 56%, o di 38 milioni di tonnellate di equivalente CO2 nellUE, Norvegia e Svizzera. Priorità della legislazione dellUE sui rifiuti è innanzitutto prevenirne la formazione. I rifiuti urbani prodotti da ciascun cittadino dellUE sono calati del 3,6% tra il 2001 e il 2010. Tuttavia ciò potrebbe essere dovuto alla recessione economica (la produzione di rifiuti pro- capite è stata piuttosto stabile tra il 2001 e il 2007). I rifiuti urbani prodotti in media dagli slovacchi sono cresciuti del 39% tra il 2001 e il 2010, mentre i norvegesi e i croati hanno aumentato i rifiuti urbani annui del 30% e del 25% rispettivamente. Per contro, molti paesi hanno ridotto la quantità di rifiuti prodotti e tra questi cè la Bulgaria (-18%), lEstonia (-17%), la Slovenia (-12%) e il Regno Unito (-12%). Norvegia, Irlanda e Polonia hanno ridotto più di tutti gli altri paesi la percentuale di rifiuti urbani destinati alla discarica tra il 2001 e il 2010. Migliori livelli di riciclo sono dovuti principalmente allevoluzione nel riciclo di materiali, con progressi inferiori nel riciclo di rifiuti organici. I paesi che hanno diminuito con successo i rifiuti conferiti in discarica e aumentato il riciclo hanno solitamente applicato una serie di strumenti nazionali e regionali. Tra questi vi è il divieto di conferimento in discarica di rifiuti biodegradabili o di rifiuti urbani non pretrattati, la raccolta differenziata obbligatoria di parti di rifiuti urbani, strumenti economici come le tasse sulle discariche e sugli inceneritori, le tariffe sulla raccolta dei rifiuti volte a incentivare il riciclo. Contesto Il riciclo include il recupero di materiali come, ad esempio, vetro, carta, metallo e plastica, e il compostaggio. Lobiettivo del 50% del riciclo si applica agli Stati Membri dellUE, alla Norvegia e allIslanda. I paesi possono scegliere tra quattro diversi metodi di calcolo per dichiarare la conformità a tale obiettivo. Nella propria analisi lAEA ha utilizzato uno di questi metodi, e va rilevato che altri metodi di calcolo potrebbero dare origine a esiti diversi. Occorre poi sottolineare che i livelli effettivi di riciclo in alcuni paesi potrebbero essere maggiori rispetto a quelli indicati, poiché i loro dati escludono i rifiuti di imballaggio riciclati dalle famiglie. Inoltre, i paesi con livelli di riciclo molto bassi possono richiedere un periodo di deroga al raggiungimento dellobiettivo. Il 4 marzo 2013 Eurostat ha pubblicato Dati 2011 sui rifiuti urbani, offrendo ulteriori possibilità di valutazione. Eurostat utilizza categorie leggermente diverse dallAEA e tali dati non sono perciò direttamente comparabili con lanalisi dellAEA.

Informat Paper News - Rinnovabili.it

Dagli USA le finestre fotovoltaiche che non temono il freddo Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.05.04

(Rinnovabili.it) – Le finestre fotovoltaiche di SolarWindow Technologies compiono uno degli ultimi passi avanti necessari a raggiungere il mercato. La società ha da poco concluso i test prestazionali sui suoi speciali rivestimenti solari al fine di determinarne la resistenza alle diverse condizioni ambientali. Assieme agli ingegneri del National Renewable Energy Laboratory Energy

Premio Goldman 2017, i vincitori: Rodrigo Tot Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.05.04

(Rinnovabili.it) Una sentenza storica, una vittoria vitale. Così si può definire il pronunciamento di un tribunale che ha intimato allo stato del Guatemala di dare al popolo Qeqchi la titolarità della terra di Agua Caliente, allontanando lo spettro di una gigantesca miniera di Nichel. La comunità si è salvata grazie alla tenacia di Rodrigo Tot, leader indigeno che ha condotto la battaglia legale per salvare il lago Izabal e il suo villaggio dalla miniera Fènix. Per questa impresa ha da poco ricevuto il Premio Goldman 2017. Chiusa nel 1980 dopo un crollo del prezzo del nichel sui mercati internazionali, la miniera aveva ottenuto un nuovo permesso per lampliamento delle attività nel 2006. Il progetto avrebbe portato allo sgombero del villaggio Qeqchi. Ma Rodrigo, nato nel pieno boom minerario durante gli anni 60, ha messo in campo ogni risorsa per fermare lespansione del progetto. Pur non avendo mai ricevuto una educazione formale, il leader indigeno ha imparato lo spagnolo ascoltando le conversazioni delle persone. Questo gli ha permesso di comprendere meglio quel che stava accadendo, e di raccogliere le informazioni utili a chiedere al governo il rispetto dei diritti di proprietà della terra Qeqchi. Lo attendeva una cocente delusione: molte pagine erano state strappate dal registro ufficiale dei terreni, un deliberato tentativo di negare al suo popolo i diritti territoriali. >> Leggi anche: Premio Goldman 2017, chi sono i sei eroi dellambiente << A Rodrigo non è rimasta che una via: quella giudiziaria: ha trascinato il governo in tribunale grazie al supporto legale di una piccola organizzazione guatemalteca per i diritti umani e dellIndian Law Resource Center, un team legale statunitense che aiuta le popolazioni indigene. L8 febbraio 2011, due anni dopo che la comunità di Agua Caliente aveva depositato la querela, la Corte Costituzionale ha emesso un verdetto storico. Il governo avrebbe dovuto riconoscere i diritti di proprietà collettiva dei Qeqchi, sostituire le pagine mancanti dal Registro e rilasciare i titoli di proprietà alla comunità di Agua Caliente. La sentenza ha sorpreso gli attivisti ambientali di tutto il mondo, ben consapevoli della corruzione nel sistema giuridico del Guatemala e fino a quel momento scettici sullesito della causa. Ma Rodrigo ha pagato caro questo successo: due suoi figli sono stati vittima di un attentato, in cui uno è morto e laltro ha riportato gravi lesioni. Il governo non ha ancora rispettato la sentenza, e sul territorio continua lespansione della miniera. Ma i Qeqchi non si arrendono e con una risposta non violenta sono riusciti ad allontanare già una volta le forze di sicurezza. Si attende il pronunciamento della Corte interamericana dei diritti umani.

Sistemi a rinnovabili “dominanti”, nel 2030 saranno più economici del gas Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.05.04

(Rinnovabili.it) Riuscire a fornire energia elettrica in maniera affidabile sfruttando eolico e fotovoltaico è uno dei grandi obiettivi energetici del 21° secolo. Ma al di là dei progetti su piccola scala, molte nazioni sono preoccupate degli impatti che sistemi a rinnovabili dominanti, ossia dove le fonti alternative forniscono il contributo maggiore, possono avere sulla rete. E le domande sorgono in maniera spontanea: quale sarebbe il costo di un sistema elettrico basato interamente sulle energie rinnovabili? Quali sono le attuali opzioni tecnologiche e di mercato in grado di garantire la flessibilità della rete? E come variano le esigenze di flessibilità e requisiti tecnologici in funzione delle differenze regionali? Climate Policy Initiative (CPI) ha provato a rispondere a tutte queste domande con uno studio in cui traccia il percorso verso lincorporazione di alti volumi di eolico e fotovoltaico nellinfrastruttura elettrica. Il documento, intitolato Flexibility: the path to low carbon, low cost grids, guarda in particolare a quattro regioni California, Germania, lo stato indiano del Maharashtra e i Paesi Nordici (Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia). Tra gli elementi più interessanti del report la previsione che, entro il 2030, un sistema di generazione a energia rinnovabile quasi totale con un mix di batterie e gas naturale per il backup sarà molto meno costoso di un sistema alimentato esclusivamente da gas naturale. Ciò è dovuto principalmente alla continua diminuzione dei costi della tecnologia di eolico e solare, che stanno rendendo queste fonti le forme energetiche più convenienti. Le ultime aste eoliche della Germania hanno confermato il trend mostrando che i nuovi impianti offshore possono essere realizzati anche in assenza di incentivi statali. Tuttavia, la relazione basa le sue previsioni anche sul calo nel costo delle batterie agli ioni di litio. >>Leggi tutte le ultime notizie sul fotovoltaico<< I risultati fanno mostrano che, nonostante i sistemi a rinnovabili dominanti richiedano un ripensamento fondamentale della rete elettrica, non sono necessariamente lopzione più costosa. Una posizione peraltro gi condivisa in passato dallAgenzia Internazionale per lEnergia (AIE). Nel 2014, lente aveva pubblicato il suo Power of Transformation, report che mostrava come per la maggior parte delle nazioni fosse possibile incorporare fino al 45% di eolico e solare nelle loro reti elettriche ad un costo aggiuntivo limitato.

Energia: le criticità del pacchetto invernale UE secondo l’AEEGSI Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.05.04

(Rinnovabili.it) Riflettori puntati sulle criticità del Pacchetto invernale dellUnione Europea: alcuni elementi secondo lAutorità per lenergia italiana (AEEGSI) devono essere modificati. Un adeguamento necessario per evitare il rischio di un irrigidimento e un appiattimento del conseguente quadro regolatorio su soluzioni univoche e poco selettive. A sostenerlo è il presidente Guido Bortoni, in unaudizione ieri in commissione Attività produttive della Camera. Allordine del giorno, lanalisi degli strumenti principali del Winter Package o Pacchetto Energia pulita per tutti, presentato da Bruxelles a dicembre 2016, tra cui lo schema di regolamento sul mercato interno dellenergia elettrica. LAuthority condivide diversi degli elementi contenuti nelle proposte, molti dei quali contraddistinguano anche il quadro strategico 2015-2018 dellAEEGSI quali, ad esempio, la responsabilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili alla partecipazione al mercato. Tuttavia al fine di assicurare che la transizione verso il nuovo paradigma energetico sia gestita in maniera efficiente ed efficace è parere di Bortoni che alcuni elementi legati allapproccio dovranno essere rivisti. Il problema principale? Il pacchetto cerca una soluzione univoca che vada bene per tutti gli stati membri, mortificando un po quelle che sono le diversità e i percorsi [&] fatti singolarmente verso il mercato unico. Le criticità del pacchetto invernale Le ampie differenze strutturali tra i paesi unitamente allincertezze del futuro energetico climatico costituiscono per lAuthority un buon motivo per far sì che i Ventisette possano selezionare con adeguati margini di flessibilità gli strumenti tecnici e le modalità per raggiungere gli obiettivi europei. In particolare la direttiva elettrica pecca di eccesso di dettaglio regolatorio che secondo Bortoni comporterebbe per lItalia dei precisi passi indietro. Larmonizzazione dovrebbe restare uno strumento e non diventare un fine a sé stante, una fonte di trade off e non un obiettivo assoluto. Un approccio, quello chiesto dallAEEGSI, che si applica anche alla questione energie rinnovabili. È importante dare dei criteri comuni per poter far progredire le fonti rinnovabili rispetto alle fonti convenzionali però debbono poter partire dalla situazione del singolo paese. Per lItalia, sottolinea Bortoni, in cui le green energy coprono una fetta del 40% nel mercato nazionale ci sono ovviamente altre necessità rispetto ad un paese come, ad esempio la Polonia che parte da una situazione diametralmente opposta. Le rinnovabili abbassano i prezzi dellelettricità Lintervento è entrato anche nel merito dei prezzi energetici italiani che, pur rimanendo tra i più alti in Europa, si sono quasi dimezzati nel giro di 5 anni. Abbiamo avuto una liberalizzazione del mercato allingrosso che funziona anche in Italia nel mercato elettrico e che, salvo alcuni momenti congiunturali come ad esempio la crisi delle centrali nucleari in Francia lo scorso inverno, ha dato ottimi risultati. E il merito, aggiunge il Bortoni è anche delle rinnovabili che incentivi a parte hanno depresso il prezzo dellelettricità.

Le auto elettriche guidano la crescita dei veicoli alternativi Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.05.04

(Rinnovabili.it) Nei primi 3 mesi del 2017, la domanda di veicoli a combustibile alternativo è cresciuta sensibilimente, segnando un +37% e raggiungendo in numeri assoluti le 212.945 unità. Dopo la crescita moderata del 2016, i numeri fanno ben sperare lACEA, lassociazione europea dei produttori di auto che ha diffuso i dati. Le nuove immatricolazioni di auto caricabili elettricamente balzano di un confortante +29,9%, sostenute da un aumento della domanda sia di auto elettriche a batteria (+49,0%) e delle plug-in (+13,0%). In totale gli ECV (Electrically Chargeable Vehicles) sono passati dalle 36.322 unità del 1° trimestre 2016 alle 47.196 di un anno dopo. Anche le auto ibride (HEV) sono cresciuti con numeri incoraggianti: le immatricolazioni fanno segnare un +61,2%, che in numeri assoluti si traduce in 111.006 vetture uscite dalla concessionaria nei primi tre mesi dellanno. Dopo una cattiva performance nel 2016, invece, le immatricolazioni di auto alimentate a propano o gas naturale hanno cominciato il nuovo anno con un modesto +10,4%, per un totale di 54.743 unità. >> Leggi anche: Arriva la batteria per auto elettriche con 1.000 km di autonomia << Il risultato positivo per le auto a combustibile alternativo è stato possibile grazie alle performance di tutti i principali mercati dellUnione Europea. La Spagna ha segnato il più grande aumento di immatricolazioni nel corso dellultimo trimestre (+87,4%), seguita dalla Germania (+67,5%). Al terzo posto il Regno Unito (+29,9%), che stacca di poco la Francia (+24,8%). Fuori dal podio anche lItalia, quinta con un +17,2%. Da notare che la crescita in questi paesi è stata quasi completamente merito delle auto elettriche e ibride. In particolare, Regno Unito, Germania e Francia hanno immatricolato il maggior numero di auto ricaricabili elettricamente. Una tendenza che in Italia fatica ancora ad affermarsi, dato che landamento positivo del nostro mercato italiano, è principalmente da imputare ad una ripresa della domanda di auto alimentate a GPL. Nel Belpaese, questo combustibile poco alternativo copre ancora più della metà del totale dei mezzi appartenenti al settore dei veicoli a combustibile alternativo in Italia.

La madre di tutte le crepe staccherà dall’Antartide il padre degli iceberg Rinnovabili.it - Pubblicato 2017.05.04

(Rinnovabili.it) La crepa che diversi anni fa ha cominciato a dividere la piattaforma nordoccidentale dellAntartide si sta allargando e ramificando in maniera più rapida da lunedì, al punto che presto potrebbe spezzarsi in un immenso iceberg. Il maxi blocco di ghiaccio che andrebbe alla deriva ha le dimensioni della Liguria, 300 mila volte più grande di quello che affondò il Titanic. A lanciare lallarme è stato Dan McGrath, un geofisico della US Geological Survey, che ha posto laccento sulla crescente velocità di propagazione della fessura. Secondo gli esperti, levento rappresenta uno degli effetti del riscaldamento globale provocato in primo luogo dalla combustione di fonti energetiche fossili come pretrolio, gas e carbone. Situato sulla piattaforma di ghiaccio Larsen C, la quarta più grande in Antartide, la nuova crepa è unemanazione della spaccatura che ha suscitato la preoccupazione degli scienziati dopo essersi allungata drammaticamente nel 2014. Lanno scorso è arrivata la valutazione della superficie che la crepa avrebbe mandato alla deriva: circa 5 mila chilometri quadrati. >> Leggi anche: Si sta staccando un iceberg grande come la Liguria << La fenditura originale ha continuato ad ampliarsi costantemente, con una velocità di circa 1 metro al giorno, tasso che è cresciuto quando si è formata la nuova crepa. Secondo McGrath, che ha studiato approfonditamente la dinamica, il padre di tutti gli iceberg potrebbe staccarsi già questa estate. Perdendo unarea di tali dimensioni, la piattaforma si ridurrebbe del 10%, raggiungendo le dimensioni minime nella sua storia. Secondo gli esperti, inoltre, una simile spaccatura potrebbe rendere lintera piattaforma meno stabile e più soggetta ad altre crepe. Da tempo la comunità scientifica lancia allarmi riguardo le sorti dellAntartide. Cinque ghiacciai del quadrante occidentale si assottigliano di 7 metri lanno, perdendo dai 120 ai 140 miliardi di tonnellate di ghiaccio nelloceano: da soli sono responsabili del 10% dellinnalzamento globale del livello delle acque. Lo scorso anno uno studio ha rivelato che è a rischio anche la piattaforma Totten, che per il momento impedisce la fusione di unarea ghiacciata grande come la California. Se dovesse sciogliersi tutta, potrebbe innalzare il livello del mare di 3,5 metri.

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In calo le emissioni italiane di CO2 legate all’energia, in Germania sono oltre il doppio greenreport_it - Pubblicato 2017.05.04

In calo le emissioni italiane di CO2 legate all’energia, in Germania sono oltre il doppio Eurostat: quelle nazionali rappresentano il 10,1% delle emissioni Ue, le tedesche arrivano al 22,9% [4 maggio 2017] Le emissioni di CO2 legate al consumo e alla produzione di energia sono calate in Italia del 2,9% nel 2016 rispetto al

Greenpeace: «Il G7 di Taormina può essere la Caporetto degli Accordi di Parigi» greenreport_it - Pubblicato 2017.05.04

Greenpeace: «Il G7 di Taormina può essere la Caporetto degli Accordi di Parigi» Appello a Gentiloni. E Obama su Rolling Stone consiglia prudenza a Trump [4 maggio 2017] Il 26 e 27 maggio a Taormina si terrà il vertice del G7 e la direttrice esecutiva di Greenpeace International, Jennifer Morgan, ha incontrato lambasciatore Raffaele Trombetta, responsabile del processo preparatorio e della negoziazione tra i Capi di stato del G7. Durante lincontro i rappresentanti dellassociazione ambientalista hanno consegnato un appello al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel quale si legge: «In queste ore lamministrazione Usa sta decidendo se abbandonare lAccordo sul Clima di Parigi. Questo G7 rischia di passare alla storia come il culmine del fallimento della diplomazia internazionale». Secondo Greenpeace, «Questo è il momento in cui la comunità internazionale deve mostrarsi compatta ed è il momento in cui la Presidenza del G7 deve assumerne la leadership. Il vertice di Taormina potrà risolversi in un fenomenale disastro o in un successo inatteso. Ci appelliamo al Presidente del Consiglio come garante dello spirito di cooperazione tra i Paesi del G7 perché adesso si faccia di tutto per convincere il Presidente Trump a non seguire la logica America first, ma piuttosto Planet Earth first. Abbiamo sia le tecnologie che le risorse finanziarie per prevenire le peggiori conseguenze del cambiamento climatico. Quello che non abbiamo è tempo da perdere: le decisioni della Presidenza Usa rischiano di ritardare unazione urgente. Proprio oggi è stato ufficializzato il nuovo massimo storico della concentrazione di CO2 in atmosfera (410 ppm). Rallentare o fermare la svolta di Parigi per una azione decisa a tutela del clima è un atto immorale gravido di nefaste conseguenze». Per Greenpeace «è necessario che il G7 non azzeri o indebolisca gli obiettivi climatici con un accordo al ribasso, ma mantenga alta lambizione per una rapida ed efficace applicazione dellAccordo di Parigi, mettendo in campo da subito azioni concrete, anche poiché questo è uno degli aspetti chiave per prevenire conflitti, minacce alla sicurezza internazionale e migrazioni. Il miglior modo per mettere in primo piano gli interessi dei cittadini è rafforzare la cooperazione internazionale e affrontare in modo efficace problemi globali, come i cambiamenti climatici». Greenpeace conclude: «Se gli Stati Uniti dovessero abbandonare o indebolire il negoziato globale sul clima devono sapere che si isoleranno pericolosamente dalla Comunità Internazionale, contro la storia e gli interessi di tutti. Anche dei cittadini americani». E un appello indiretto a Trump perché ragioni su quello che starebbe per fare lo rivolge anche lex presidente Usa Barack Obama, in unintervista concessa a Rolling Stone di cui oggi il Corriere della Sera riporta alcuni stralci. Allintervistatore che gli chiede, «Trump ha promesso di ritirarsi dagli Accordi di Parigi. È davvero possibile?», Obama risponde: «Beh, storicamente gli accordi internazionali vengono mantenuti dalla nuova amministrazione& Però, il Partito repubblicano ha una posizione molto estrema sulla questione del clima. Alcuni dei progressi che abbiamo fatto rischiano di essere cancellati. La buona notizia è che molte delle nostre iniziative hanno funzionato, non solo in termini di riduzione delle emissioni, ma anche dal punto di vista economico. Abbiamo raddoppiato la produzione di energia pulita e tagliato del 50% le emissioni delle auto. Questi risultati non si possono cancellare eliminando le leggi: hanno a che fare con investitori, aziende e consumatori che si sono organizzati insieme, che hanno capito che lenergia pulita è buona sia per il pianeta sia per il loro portafoglio. La domanda da fare a Donald Trump e ai repubblicani, secondo me, è questa: vogliono cancellare le centinaia di migliaia di posti di lavoro creati nellindustria dellenergia solare? Vogliono che le Big Three dellindustria automobilistica riprendano a produrre macchine inquinanti, anche se i consumatori sono felici di risparmiare sulla benzina? Per quanto riguarda le centrali energetiche, al contrario di quanto si dice, non è stata la mia amministrazione a colpire il carbone. È stato il gas naturale, più di ogni altra cosa, a sorpassarlo perché economicamente conveniente».

I ghiacciai della Penisola Antartica sono più stabili di quanto si pensasse greenreport_it - Pubblicato 2017.05.04

I ghiacciai della Penisola Antartica sono più stabili di quanto si pensasse Ma la crepa nel Larsen C Ice Shelf aumenta e potrebbe generare un gigantesco iceberg [4 maggio 2017] Lo studio Increased ice flow in Western Palmer Land linked to ocean melting, pubblicato su Geophysical Research Letters da un team internazionale di ricercatori coordinato dal Centre for polar observation and modelling (Cpom) delluniversità di Leeds, si occupa delle condizione dei ghiacciai della Terra di Palmer, nella Penisola Antartica e della sua evoluzione nellarco di un quarto di secolo in rapporto ai cambiamenti climatici. La principale autrice dello studio, Anna Hogg , dalla Leeds School of Earth and Environment, ha detto: «Sono stati riportati cambiamenti drammatici in questa parte dellAntartide, quindi abbiamo dato unocchiata più da vicino come i suoi ghiacciai si sono evoluti, con 25 anni di misurazioni satellitari risalenti ai primi anni 90 ». La ricerca si è concentrata su 30 ghiacciai della Terra di Palmer, unarea a sudovest della Penisola Antartica che prende il nome dallesploratore statunitense Nathaniel Palmer. Lagenzia spaziale italiana (Asi), spiega che Il team di ricerca «ha preso in considerazione il periodo 1992 2016, utilizzando i dati di vari satelliti, quali ERS 1 ed ERS 2 (Esa), ALOS (Jaxa), Landsat 8 (Nasa-Usgs) e la coppia Sentinel-1 del programma europeo Copernicus. Lanalisi dei dati, cui è stato anche affiancato un modello informatico, ha messo in rilievo che la maggior parte dei 30 ghiacciai ha accelerato il suo scorrimento anche di 30 centimetri al giorno, con un incremento medio della velocità pari al 13%. In base a questo risultato, gli scienziati hanno calcolato che laumento della velocità dei ghiacciai ha avuto come conseguenza lo scarico di 15 chilometri cubici di ghiaccio allanno nelloceano». Un dato meno preoccupante rispetto allo scenario delineato da uno studio delluniversità di Bristol, che prospettava »una perdita di ghiaccio pari a 45 chilometri cubici allanno». Uno degli autori dello studio Andrew Shepherd, anche lui della Leeds School of Earth and Environment , spiega a sua volta: «Anche se la Terra di Palmer contiene molto ghiaccio abbastanza per innalzare il livello globale del mare di 20 centimetri i suoi ghiacciai non possono essere andati drammaticamente fuori equilibrio , perché la loro velocità non è cambiato molto nel corso degli ultimi 25 anni. Potrebbe essere nevicato meno, come pure potrebbe anche essere causato dallassottigliamento dei ghiacciai che perdono massa». LAsi sottolinea che «La ricerca delluniversità di Leeds, con cui è stata effettuata per la prima volta una mappatura del cambiamento nella velocità del ghiaccio, mostra quindi una situazione più stabile di quanto si ritenesse», ma evidenzia anche che «La Terra di Palmer, in 25 anni, ha comunque perduto parte della sua copertura glaciale a causa di questi movimenti del ghiaccio, un processo che gli addetti ai lavori definiscono squilibrio dinamico (dynamical inbalance). Ad essere colpiti da questo fenomeno sono stati soprattutto i ghiacciai situati a profondità di oltre 300 metri sotto il livello delloceano». Lo studio ha esaminato anche le temperature dellacqua oceanica, che hanno contribuito a far accelerare lo scorrimento dei ghiacciai. La Hogg spiega ancora: «Abbiamo esaminato le temperature dellacqua di fronte ai ghiacciai che hanno accelerato di più e abbiamo scoperto che scorrono attraverso i canali profondi nello strato più caldo del mare. Questa acqua profonda circumpolare, che è relativamente calda e salata rispetto ad altre parti dell Oceano Meridionale, si è riscaldata e abbassata negli ultimi decenni e può sciogliere il ghiaccio alla base dei ghiacciai, che riduce lattrito e permette loro di fluire più liberamente. Con gran parte della massa di ghiaccio della Terra Palmer occidentale che si trova ben al di sotto del livello del mare, è importante monitorare come le aree remote come questo stanno rispondendo ai cambiamenti climatici. I satelliti sono lo strumento perfetto per farlo». Pierre Potin, manager della Copernicus Sentinel-1 Mission, ha dichiarato: «Continueremo ad utilizzare la capacità di imaging di Sentinel-1 con qualsiasi tempo, giorno e notte, per estendere il dati climatici a lungo termine dai satelliti europei». Secondo gli autori, «La ricerca sottolinea limportanza di tenere sotto controllo gli effetti del cambiamento climatico anche in zone così remote e schiude nuovi scenari nellambito del monitoraggio ambientale». Ma intanto la crepa che si era aperta nel Larsen C Ice Shelf sembra destinata a generare un iceberg gigante. Secondo le immagini satellitari scattate il primo maggio proprio da Sentinel-1, la spaccatura nella banchisa glaciale lunga 180 km, al suo termine mostra un chiaro comportamento di ramificazione che potrebbe produrre un iceberg di 5.000 km2. Larsen C è una parte della banchisa galleggiante ad est dalla Penisola antartica e si estende su una superficie del mare di Weddell delle dimensioni del Galles, lceberg e i suoi figli minori potrebbero portar via circa un quarto della banchisa e rendere meno stabile quella che rimarrà. Gli scienziati sono molto interessati allo sviluppo di Larsen C e temono che possa dfare la fine dei suoi fratelli, Larsen A e Larsen B, che alla fine del secolo scorso si sono frantumati in grossi iceberg. Un altro ricercatore britannico, Adrian Luckman della Swansea University, ha detto a BBC News: «Questa è una delle cose che trovo così affascinanti Guardare queste spaccature e pensare che si stanno spostando davvero molto lentamente. Ma quando vogliono, lo fanno molto rapidamente». Si tratta del cambiamento più significativo nella fenditura da febbraio. Dopo aver percorso più di 60 km attraverso la banchisa rispetto allanno precedente, il crack era entrato nella a cosiddetta zona di sutura, che contiene per lo più ghiaccio umido e morbido, che ha rallentato il progredire della spaccatura. Ma la larghezza della fessura continua a crescere a circa un metro al giorno e ora si estende a più di 450 metri nel punto in cui viene misurata regolarmente. La settimana scorsa il British Antarctic Survey ha pubblicato uno studio che dimostra che il foehn, un vento caldo che scende dalle montagne della Penisola antartica fino al Larsen C Ice Shelf, è più frequente di quanto si pensasse e questo potrebbe accelerare lo scioglimento della banchisa polare. Negli ultimi decenni, una dozzina di grandi banchise ghiacciate si sono disintegrate, oppure si sono ritirate significativamente o hanno perso gran parte del loro volume, tra queste ci sono quelle di Prince Gustav Channel, Larsen Inlet, Larsen A, Larsen B, Wordie, Muller, Jones Channel, and Wilkins. Se il Larsen C collassasse ma per questo occorrerebbero ancora molti anni . il trend della Penisola Antartica sarebbe sicuramente più accelerato di quanto emerge dallo studio pubblicato sulla Geophysical Research Letters.

Gli italiani passano in media 10 ore e 40 minuti a settimana sui mezzi di trasporto greenreport_it - Pubblicato 2017.05.04

Prima edizione dell'Osservatorio Europeo delle Mobilità Ipsos/BCG Gli italiani passano in media 10 ore e 40 minuti a settimana sui mezzi di trasporto Studio sulla percezione delle infrastrutture di spostamento nellUe [4 maggio 2017] Ipsos e BCG pubblicano oggi i risultati della prima indagne European Mobilities Observatory The expectations of Europeans in terms of mobility, realizzato intervistando più di 10.000 europei, di cui 1.000 italiani, che punta anche a rispondere ad alcune domande: Quanto tempo dedicano gli italiani agli spostamenti durante la settimana? Quali sono le modalità di trasporto che utilizzano maggiormente? Come giudicano oggi le loro condizioni di trasporto e le infrastrutture cui hanno accesso? Quali sono le misure scelte dalla stragrande maggioranza per migliorare la propria mobilità nel quotidiano? Come evolverà le loro mobilità nei prossimi 15 anni? E come si posizionano rispetto ad altri paesi europei? Lamberto Biscarini, senior partner e managing director e responsabile in Europa del settore trasporti e turismo di BCG, spiega che «I cittadini europei sono nel complesso soddisfatti delle singole infrastrutture di mobilità, come le ferrovie, la rete stradale, il sistema di trasporto pubblico; sono invece piuttosto scontenti del livello di interconnessione che esiste tra queste infrastrutture. Infatti, è nel passaggio tra le diverse infrastrutture che si allungano i tempi morti, si aspetta per i collegamenti o si cerca di capire come orientarsi. Il tema è rilevante specialmente per gli italiani, di cui solo il 32% è soddisfatto dei punti di coincidenza tra le diverse modalità di trasporto, contro il 44% della media europea. E un po come una staffetta: i singoli corridori possono anche correre molto rapidamente una frazione, ma se, al momento del passaggio del testimone, qualcosa non funziona, la prestazione collettiva peggiora. Un grande aiuto può arrivare dalla tecnologia. Gli italiani infatti chiedono un maggiore sviluppo dei servizi digitali che consenta di reperire informazioni più rapidamente sulla disponibilità di trasporto e la possibilità di costruire itinerari di viaggio completi con soluzioni di pagamento integrate. La domanda cè, serve una programmazione dellofferta. In Italia restiamo comunque ottimisti sul futuro. Il 76% del campione pensa che, tra 15 anni, potrà viaggiare con veicoli elettrici su lunghe distanze senza problemi di autonomia, contro il 73% della media europea». Secondo lindagine qualche problema ce lo abbiamo: gli italiani sono ancora più insoddisfatti della media europea per quanto riguarda la scorrevolezza del traffico nelle ore di punta (62% contro 58%). «Di fronte a questi problemi di scorrevolezza del traffico sottolinea lindagine gli italiani sono gli europei più critici per quanto riguarda lintermodalità dei mezzi di trasporto. Solo il 32% è soddisfatto dei punti di coincidenza tra le diverse modalità di trasporto (contro il 44% per la media europea). Sono inoltre i più critici in merito alla rete di trasporti pubblici urbani (35% contro 45%)». Inoltre, gli italiani, dal lunedì al venerdì, dedicano in media 10 ore e 40 minuti agli spostamenti, ben unora e 5 minuti in più rispetto alla media degli europei (9 ore e 35 minuti). Sono anche gli europei che dedicano più tempo agli spostamenti, superati solo dai greci (13 ore e 2 minuti). Lo studio spiega dove passano soprattutto questo tempo gli europei e ancora di più gli italiani: «Lautomobile è il mezzo di trasporto imprescindibile e ciò per la quasi totalità dei tragitti quotidiani: che si tratti di recarsi sul luogo di lavoro o di studio (69% contro 61% della media europea), andare a fare la spesa alimentare grossa (86% contro 73%) o accompagnare i bambini a svolgere le loro attività quotidiane (64% contro 56%). Gli italiani sono tuttavia, insieme ai greci, quelli che utilizzano maggiormente un due ruote motorizzato per spostarsi (il 6% lo utilizza per recarsi sul luogo di lavoro o di studio, contro appena l1% degli slovacchi, ad esempio). Questa supremazia dei mezzi di trasporto motorizzati (ancora più forte in Italia rispetto alla media dei paesi europei) è dovuta in particolare al fatto che, per il 43% degli italiani (contro il 35% della media europea), è difficile utilizzare i mezzi pubblici nelle vicinanze di casa propria. In Italia, i tre principali motivi per cui non si utilizzano più spesso i mezzi pubblici sono gli stessi citati dalla media degli europei: la loro frequenza di transito troppo bassa (46%), destinazioni non adeguatamente servite dai mezzi pubblici (39%) o, ancora, uneccessiva durata del tragitto (31%)». La maggoranza degli europei, pensa che le amministrazioni pubbliche non investano a sufficienza nelle infrastrutture di trasporto nelle zone in cui vivono. Per gli italiani, «Gli investimenti che scarseggiano maggiormente riguardano laccompagnamento delle nuove mobilità (il 77% giudica gli investimenti insufficienti per quanto riguarda lo sviluppo delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici, contro il 74% della media). Sono tuttavia gli europei più critici relativamente al livello di investimento in materia di punti di coincidenza tra diverse modalità di trasporto (il 72% giudica gli investimenti in materia insufficienti, contro il 61% della media europea) e in favore della rete di trasporti pubblici urbani (72% contro 60%). Considerano massicciamente che tutte le iniziative volte a favorire lintermodalità consentirebbero loro di spostarsi più facilmente nella loro quotidianità, in particolare il titolo di viaggio unico (74%), autostazioni collegate in modo migliore ai trasporti pubblici (76%) o, ancora, piazzole riservate allingresso delle autostrade dove lasciare la propria auto e prendere un altro mezzo di trasporto su autostrada o superstrada (62%). Anche lo sviluppo dei servizi digitali è considerato prioritario dagli italiani per consentire loro di spostarsi più facilmente, ovvero una migliore informazione sullofferta di trasporti pubblici disponibili nelle vicinanze di casa propria (71%) e le offerte di carpooling e car sharing disponibili (60%), itinerari completi con possibilità di associare più mezzi di trasporto (69%), o ancora soluzioni di pagamento tramite smartphone (60%)». Gli italiani sono però gli europei che si dichiarano maggiormente disposti a modificare i loro comportamenti se venissero effettuati gli investimenti necessari: «Il 75% sarebbe pronto a utilizzare più spesso i mezzi pubblici (contro il 72% in media) e il 73% a utilizzare meno spesso la propria vettura privata (contro il 66% della media). Solo i portoghesi (77%) e i greci (85%) si dimostrano ancora più disposti a cambiare abitudini a questo proposito. In compenso, gli italiani non si dimostrano molto più interessati della media alla possibilità di avvalersi di carpooling o car sharing: il 45% è pronto a utilizzarli di più (contro il 44% della media europea). Per la stragrande maggioranza degli italiani, così come degli europei, questi investimenti migliorerebbero la propria qualità della vita (lo pensa l84% degli italiani, una percentuale identica alla media europea), consentirebbero loro di risparmiare tempo (76% contro l80% della media) e avrebbero un impatto positivo sul proprio benessere professionale (78%, una percentuale identica alla media)». Gli italiani sono ancora più convinti della media europea che le innovazioni nei veicoli e le nuove tecnologie trasformeranno i loro spostamenti: «Pensano che, tra 15 anni, potranno viaggiare con veicoli elettrici su lunghe distanze senza problemi di autonomia (76% contro il 73% della media europea), che lasceranno la loro auto allingresso della città e utilizzeranno soltanto mezzi pubblici accessibili dal punto in cui hanno parcheggiato la vettura (75% contro 70%), che i veicoli non emetteranno più gas a effetto serra (70% contro 68%). Sono inoltre perlopiù convinti che potranno viaggiare senza rischi di incidenti o guasti grazie alle nuove tecnologie digitali (62% contro 57%), che le auto elettriche si ricaricheranno durante il transito (67% contro 55%) o, ancora, che sarà possibile viaggiare con vetture autonome su corsie riservate (58% contro 52%), anche su tutte le strade (51% contro 46%). Per la stragrande maggioranza di loro, non vi è alcun dubbio: queste innovazioni avranno conseguenze positive sulla loro quotidianità (lo pensa l81% degli italiani contro il 77% della media europea»- Lautore dello studio, Sylvain Duranton, senior partner e managing director di BCG, conclude: «Da decenni, non si verificano cambiamenti importanti in materia di mobilità. Oggi, gli europei sono complessivamente soddisfatti delle loro infrastrutture ma deplorano la mancanza di scorrevolezza. Le nuove tecnologie consentiranno linstaurazione di nuove abitudini. È una priorità fondamentale della politica pubblica». Dominique Levy, direttrice generale di Ipsos France, conclude: «La mobilità è uno dei rari argomenti su cui gli europei esprimono al contempo forti aspettative e speranze reali per il futuro. Oggi, desiderano poter disporre di una mobilità a scelta, più libera, giocando sullintermodalità e utilizzando servizi digitali di supporto. Per il domani, pensano che le rivoluzioni tecnologiche in corso miglioreranno profondamente non solo le loro modalità di spostamento, ma anche il loro livello di benessere. Molti predicono che queste evoluzioni contribuiranno a rivoluzionare il loro modo di vivere a medio termine».

Carburanti alternativi: in Italia li usano 3,4 milioni di auto, il 7,9% greenreport_it - Pubblicato 2017.05.04

In testa Marche, Emilia Romagna e Umbria, ultime Val dAosta, Sardegna e Friuli Venezia Giulia Carburanti alternativi: in Italia li usano 3,4 milioni di auto, il 7,9% Lotta allo smog, lEmilia Romagna propone un patto alle Regioni del Nord al G7 Ambiente [4 maggio 2017] Secondo dati Aci riferiti alla composizione del parco autoveicoli in circolazione al 1° gennaio 2017 ed elaborati da Osservatorio Autopromotec e Osservatorio Federmetano, «Su un totale di 43,2 milioni di autoveicoli circolanti nel nostro Paese, quelli alimentati a carburante alternativo (e cioè ibridi, elettrici, a metano e a gpl) sono 3,4 milioni, che corrispondono al 7,9% del parco circolante. Gli autoveicoli alimentati con carburante tradizionale, ovvero a benzina e a gasolio, sono invece 39,8 milioni, e cioè il 92,1% del parco circolante». Autopromotec e Federmetano sottolineano che «Se si prendono in considerazione i dati regionali, emerge che sono le Marche la regione in cui vi è la percentuale maggiore di autoveicoli ad alimentazione alternativa (16,6%), seguite da Emilia Romagna (16,5%) e Umbria (11,6%)». In coda alla graduatoria si trovano probabilmente non a caso tre Regioni autonome: «La Valle dAosta (dove solo il 2,2% degli autoveicoli circolanti è ad alimentazione alternativa), la Sardegna (2,4%) e il Friuli Venezia Giulia (3%)». Per quanto riguarda il tipo di alimentazione alternativa, Autopromotec e Federmetano evidnziano che «Gli autoveicoli alimentati a gpl in Italia sono 2.259.773 (il 5,2% del parco circolante), quelli a metano 1.004.982 (il 2,3%) e quelli ibridi ed elettrici 131.732 (lo 0,3%). Si tratta, come è evidente, di quote marginali del parco circolante, che risulta ancora prevalentemente composto da autoveicoli alimentati in maniera tradizionale. Vi è anche da dire, però, che negli ultimi anni la quota di autoveicoli ad alimentazione alternativa è cresciuta rapidamente. Come infatti dimostrano i dati di settore, in Italia il parco di autoveicoli verdi è passato dalle 2,5 milioni di unità del 2010 alle 3,4 milioni di unità del 2016 (con un aumento percentuale del 35,1%). Gli autoveicoli a metano, in particolare, sono quelli che hanno fatto registrare la crescita maggiore (+38,9% dal 2010)». Intanto dalla seconda Regione in classifica per auto a carburanti alternativi, lEmilia Romagna, ricordano che cè ancora un mese di tempo per richiedere gli eco-bonus regionali destinati alle imprese per la sostituzione di veicoli commerciali inquinanti con nuovi mezzi per il trasporto merci. In particolare, i fondi della Regione sono destinati allacquisto di nuovi veicoli commerciali leggeri per il trasporto merci fino a 3,5 tonnellate da parte di micro, piccole e medie imprese con sede legale o operativa in uno dei 30 Comuni regionali soggetti allelimitazioni della circolazione previste dal Pair 2020 o, in alternativa, con sede in Emilia-Romagna e pass di accesso alla zona a traffico limitato in uno dei 30 Comuni. La Regione ricorda che «Gli incentivi, con obbligo di rottamazione, possono riguardare la sostituzione di veicoli commerciali inquinanti di categoria N1 ad alimentazione diesel fino alleuro 3 con mezzi a minore impatto ambientale euro 6 ad alimentazione mista benzina-gpl, benzina-metano, benzina-elettrico ed elettrici». «Finora sottolineano in Regione sono 59 le domande che saranno finanziate con quasi 150 mila euro di contributi grazie al bando appena chiuso che la Regione ha però già deciso di riaprire, con lobiettivo di raggiungere altre aziende e sostenere il più ampio rinnovo del parco veicolare per il miglioramento della qualità dellaria. I fondi a disposizione, previsti dal Piano regionale per la qualità dellaria Pair 2020, ammontano complessivamente a 2 milioni di euro». Intervenendo agli stati generali della green economy in corso a Bologna, il presidente dellEmilia Romagna, Stefano Bonaccini, si è mostrato molto preoccupato per la situazione dellinquinamento atmosferico in Val Padana e ha affermato: «Un contributo alla riduzione dellinquinamento dobbiamo metterlo in campo. Siccome linquinamento non ha confini e non ha colore politico, abbiamo iniziato da qualche settimana un lavoro, su cui dobbiamo insistere, con Piemonte, Lombardia e Veneto. Un lavoro che ci porti a prendere azioni comuni, anche abbastanza pesanti. Quando ci sarà il G7 Ambiente a Bologna a giugno, insieme con Maroni, Chiamparino e Zaia possiamo firmare alcune azioni comuni. Tutti siamo daccordo a ridurre linquinamento, poi quando chiedono a te di fare la prima mossa tendi a pensare che sarebbe meglio toccasse a quello che hai di fianco&». Secondo Bonaccini, «Il punto è che se assumiamo da soli, senza le altre regioni dellarea padana, misure anche un po coercitive nei confronti della popolazione, ad esempio per impattare sui gas di scarico, queste servono a poco. Servono a poco per via della stessa posizione geomorfologica della pianura padana, che rappresenta una complicazione in se' al ricambio dellaria così come la forte antropizzazione di abitazioni e imprese». Per questo, Bonaccini auspica «accordi e magari firme a tema proprio al G7 Ambiente di giugno a Bologna, per adottare davvero politiche comuni dintesa col ministero dellAmbiente».

Ue – Africa, la Commissione europea propone un partenariato strategico più forte greenreport_it - Pubblicato 2017.05.04

Ue Africa, la Commissione europea propone un partenariato strategico più forte Pace, sicurezza e creazione di posti di lavoro sostenibili per i giovani [4 maggio 2017] Oggi, la Commissione europea e lAlta rappresentante/vicepresidente Federica Mogherini hanno fissato le priorità politiche e le proposte concrete dellUe: «un quadro dazione comune rinnovato e più efficiente destinato a rafforzare il partenariato strategico tra lEuropa e lAfrica per una maggiore prosperità e stabilità nei due continenti». La Oggi la Commissione Ue ha anche e presentato il proprio approccio Digital4Development, che offre spunti su come promuovere le tecnologie dellinformazione e della comunicazione nei paesi in via di sviluppo e integrare la digitalizzazione nella politica di sviluppo dellUe. LUnione europea è il vicino più prossimo e il principale partner dellAfrica, nonché il maggiore investitore straniero: offre libero accesso al mercato Ue tramite accordi di partenariato economico (Ape), accordi di libero scambio e liniziativa Tutto tranne le armi. Anche se i problemi e le accuse di neocolonialismo non mancano, lUe è un importante garante della sicurezza in Africa: dal 2004 ad oggi, attraverso il solo Fondo per la pace in Africa, ha erogato finanziamenti per oltre 2 miliardi di euro, ed è la sua prima fonte di rimesse e di aiuti pubblici allo sviluppo: 21 miliardi di euronel 2015 per linsieme dellUe). Secondo la Commissione europea, «Una rete sempre più fitta di contatti umani e di scambi rafforza i legami tra i popoli. Le priorità politiche e la prima serie di iniziative concrete prospettate oggi, che dovranno essere coordinate e attuate con gli Stati membri dellUe e ulteriormente sviluppate insieme ai partner africani, costituiscono una risposta allAgenda dellAfrica per il 2063 e si basano sulla strategia globale dellUe per la politica estera e di sicurezza». La nuova la comunicazione, presenta sulla base di priorità definite dai Paesi africani, prevede «proposte innovative in una serie di settori chiave quali pace e sicurezza, migrazione, creazione di posti di lavoro ed energia» e punta a «Intensificare la fruttuosa cooperazione esistente fra i due continenti, nella prospettiva del vertice Ue-Africa che si terrà nel novembre di questanno e che porrà un accento particolare sui giovani». La proposta avanzata oggi definisce tre obiettivi «per la costruzione di unalleanza Ue-Africa che consenta di far fronte a una serie di sfide globali e regionali comuni: un più forte impegno reciproco e una più intensa cooperazione a livello bilaterale e sulla scena internazionale, sulla base di valori e interessi comuni; sicurezza, a terra e in mare, e lotta contro le minacce transnazionali; sviluppo economico sostenibile e inclusivo in Africa, per creare i posti di lavoro di cui ha bisogno il continente». Sono state proposte azioni concrete in due settori di intervento principali. «Il primo mira ad instaurare Stati e società più resilienti grazie a una più stretta cooperazione e ad interventi volti a prevenire i conflitti e a migliorarne la gestione, a rafforzare i sistemi di governance e a gestire la migrazione e la mobilità spiega una nota della Commissione Ue Il secondo mira a creare nuovi e migliori posti di lavoro, specialmente per i giovani. Vi si delineano proposte concrete per attrarre investimenti responsabili e sostenibili, ad esempio con la recente proposta relativa a un piano per gli investimenti esterni, che dovrebbe mobilitare fino a 44 miliardi di euro di investimenti privati. Altre proposte riguardano la cooperazione nei settori delle energie rinnovabili, dellagricoltura e delleconomia blu, o ancora il progresso delle conoscenze e delle competenze. Ad esempio, la Commissione propone di creare uno strumento a favore della gioventù africana destinato ad ampliare il campo di applicazione del programma Erasmus+, o di sostenere linnovazione digitale in Africa». La Mogherini ha sottolineato che «Il 2017 è lanno in cui sarà dato nuovo impulso al partenariato tra Europa e Africa: qualsiasi ostacolo su questo percorso costituisce una sfida comune, e la speranza dellAfrica è la nostra speranza. LEuropa ha bisogno di unAfrica forte e i nostri cittadini hanno bisogno della nostra amicizia. Solo unendo le forze e collaborando potremo offrire ai giovani un futuro più sicuro e pacifico. Oggi la nostra attenzione non è rivolta a ciò che possiamo fare per lAfrica, ma a ciò che possiamo fare insieme ad essa». La comunicazione congiunta sarà ora presentata al Consiglio e al Parlamento europeo. Il Commissario Ue per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, ha concluso: «Proponiamo una serie di idee e misure concrete su come attuare le nostre priorità per i prossimi anni, in particolare per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro, specialmente per i giovani. Abbiamo messo sul tavolo una valida proposta e intendiamo ora proseguire il dibattito con gli Stati membri dellUe e con i partner africani per tradurla in risultati concreti e visibili. Oggi più che mai i cittadini delle due sponde del Mediterraneo hanno bisogno di vedere che il partenariato strategico Africa-Europa è una realtà che va al di là delle parole».